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mercoledì 2 aprile 2014

Marò, accolto il ricorso: la posizione del Governo

Marò, accolto il ricorso: la posizione del Governo



La Corte Suprema indiana ha ritenuto nei giorni scorsi  legittima l’istanza presentata dai due Fucilieri Latorre e Girone e si è riservata di decidere nel merito. La posizione del Governo italiano resta immutata nel rivendicare con forza la giurisdizione italiana sulla vicenda e nel chiedere l’immediato ritorno dei nostri militari in Italia.
Il Governo continuerà a svolgere tutte le azioni internazionali utili a raggiungere quanto prima entrambi gli obiettivi.

martedì 26 novembre 2013

Ghedini: Votare la decadenza prima dell'esito del ricorso in Europa è un grave errore

Ghedini: Votare la decadenza prima

 dell'esito del ricorso in Europa 

è un grave errore

La dichiarazione degli avvocati di Silvio Berlusconi

1-GHEDINI
“Votare ora sulla decadenza di Berlusconi é un errore gravissimo del Parlamento. C’é un ricorso in Europa che, se dovesse essere accolto l’Italia dovrà eliminare la legge Severino, ma la decadenza é irreversibile e questo non restituirà lo status a Berlusconi. La decadenza sarà irreversibile se anche la revisione del processo sarà accolta. E’ incredibile che il Parlamento, che di solito non brilla per rapidità, voglia far decadere Berlusconi subito quando avrebbe la possibilità di attendere qualche mese e verificare le decisioni dell’Europa e della Corte bresciana.

"La signora Dominique O’Reilly ha cercato di avere dei contatti coi difensori del Presidente Berlusconi ma non abbaiamo mai risposto. La signora ha poi trovato il modo di fare avere le sue dichiarazioni direttamente al nostro assistito. E successivamente i suoi avvocati hanno mandato un affidavit con attestazione notarile e noi lo abbiamo fatto avere alla procura. Lo abbiamo avuto venerdì scorso, e una volta tradotto da un traduttore giurato, lo abbiamo fatto avere alla procura ieri pomeriggio, poi stamattina lo abbiamo depositato in originale".

Per il professor Coppi invece “le nuove testimonianze sulla base delle quali la difesa di Berlusconi chiederà la revisione del processo sono più di sette. Non è stato concesso al Presidente  Berlusconi un esercizio pieno del diritto di difesa perché sarebbe stato necessario esaminare tutti i testimoni. Abbiamo sempre sostenuto che i testimoni sono fondamentali per l’accertamento della verità. L’ipotesi di arresto di Berlusconi è irreale: siamo oltre il limite della stessa provocazione, è un’ipotesi assurda e, nella situazione attuale, irreale". E Ghedini ha aggiunto: “Vi sono altre testimonianze di maggior pregnanza”.

Coppi ha inoltre osservato: “Non ritengo che il presidente Napolitano possa aver architettato un complotto contro Berlusconi”. Anche Ghedini è sulla stessa posizione: “Ho grande rispetto del presidente della Repubblica non sempre ho condiviso le sue prese di posizione su diversi argomenti ma escluderei un ruolo di questo genere. Sono garantista per natura, e ho grande rispetto per il presidente della Repubblica."

Brunetta: No alla fiducia. Forza Italia esce dalla maggioranza

La nota del nostro capogruppo alla Camera

Brunetta: No alla fiducia. Forza Italia
 esce dalla maggioranza


Renato Brunetta
"Lo dico con molto rammarico. Oggi sulla politica economica si é consumato un totale fallimento.

Ci dispiace, ma questo rapporto non può continuare. E questa nostra decisione di non collaborare sulla legge di stabilità non può non avere effetti sulla tenuta delle larghe intese. Ci troviamo nella condizione di non poter non solo non dare la fiducia ma anche di non poter rimanere più in questa maggioranza.

Ora starà alla lungimiranza del presidente della Repubblica valutare il da farsi dopo che Forza Italia ha ritirato la sua partecipazione ed é passata all’opposizone. Questo non può non avere implicazioni, al di là dei numeri, non può non avere conseguenze sul quadro di governo e sul quadro istituzionale

Berlusconi: Rivedere il processo, 12 testimonianze favorevoli, 7 nuove

Berlusconi: Rivedere il processo, 12 testimonianze favorevoli, 7 nuove

Alcuni brani della conferenza stampa del Presidente

Silvio Berlusconi
“Con le carte arrivate dagli Usa, da noi subito inviate alla Procura di Milano, contiamo di avere 12 testimonianze, di cui più della metà, almeno 7, completamente nuove, con cui intendiamo presentare domanda per la revisione del processo sui diritti tv alla Corte d’Appello di Brescia. Si tratta di più testimonianze che erano state proposte ai collegi di primo e secondo grado, ma erano state respinte per un totale di 171 testimonianze.”

Ricordiamo che la sentenza del caso Mediaset, passata in giudicato con una condanna a 4 anni per Berlusconi, accusa il nostro leader di aver frodato il fisco italiano grazie a fondi neri creati da Agrama, di cui era socio occulto.

“Si tratta di un affidavit di un manager del Gruppo Agrama. Sentito per tre volte dagli agenti del fisco americano ha ribadito la mia estraneità alle operazioni finanziarie di Frank Agrama. I fondi creati da mister Agrama non sono mai stati nelle disponibilità di Berlusconi. La Paramount era convinta che Agrama rappresentasse gli interessi di Berlusconi, mentre i manager Mediaset erano convinti che agisse in rappresentanza di Mediaset. In questo modo, alterando i contratti, evadeva grosse somme."

L’affidavit letto da  Berlusconi durante la conferenza stampa è una testimonianza di Dominique Appleby, che è stata amministratore delegato nel Gruppo Agrama.

“Ho espresso il mio choc - afferma la signora Appleby - nell’apprendere che mister Berlusconi era stato incriminato e che la base di tale incriminazione fosse che mister Berlusconi avesse in qualche modo tratto profitto dallo schema escogitato da mister Agrama, da mister Bruce Gordon, della Paramount pictures, e da Daniele Lorenzano, di Mediaset, per distrarre denaro dalla vendita di diritti televisivi. Ho detto agli agenti che mister Berlusconi non aveva ricevuto alcun pagamento da mister Agrama. Ho inoltre affermato che qualunque accusa che mister Berlusconi avesse ricevuto un qualche beneficio finanziario dall’acquisto di mister Agrama di diritti cinematografici da Paramount o dalla rivendita di mister Agrama di tali diritti a Mediaset, era completamente falsa.

Mister Agrama ammise più volte con me che mister Berlusconi non aveva alcun interesse nell’Agrama Group e che tutto questo era parte di uno schema per indurre le persone a pensare che mister Agrama rappresentasse in America il Berlusconi Group. E anche mister Gordon confermò questo schema. Negli anni cenai più di trenta volte con mister Gordon e mister Agrama insieme e in ripetute occasioni ripetevano la storia di come si erano incontrati, lo schema che avevano messo in atto e i milioni di dollari che avevano ricavato da questo schema e ridevano di quanto ricchi stessero diventando, di come l’agente di Paramount pensasse che mister Agrama rappresentava mister Berlusconi, mentre l’agente di Mediaset pensava che lui rapppresentava la Paramount. Durante gli anni in cui lavorai nell’Agrama Group non una sola volta vidi o sentii mister Berlusconi. Era perfettamente chiaro che né mister Gordon, né mister Agrama avessero alcuna relazione o conoscenza con mister Berlusconi. Mi era anche chiaro che qualunque corrispettivo pagato a mister Lorenzano era per un suo personale profitto e non era inteso per essere pagato a mister Berlusconi. Fui choccata di apprendere nell’ottobre 2013 che la Corte di Cassazione aveva confermato la condanna e che mister Berlusconi era ora a rischio di perdere il suo posto in Parlamento e magari di andare in prigione per un crimine che io sapevo bene che non aveva commesso. Credo che sia stata commessa una terribile ingiustizia. Sulla base dei miei anni di lavoro con l’Agrama Group posso affermare che mister Berlusconi non ha ricevuto alcun pagamento di alcun genere da mister Agrama, da mister Gordon, da mister Lorenzano o qualunque altra persona o parte connessa a queste persone".

Io credo che questa testimonianza come le altre 11, smentiscano alla base quello che ha deciso il collegio feriale della Cassazione per quanto riguarda la mia condanna.

Confido sul fatto che la domanda di revisione del processo possa essere assolutamente accolta, per la chiarezza di queste notizie, che oltretutto sono anche confermate da molti testimoni che i giudici di primo e secondo grado non hanno voluto nemmeno ascoltare. Abbiamo le deposizioni di tutti questi inascoltati testimoni, che fanno riferimento alla realtà, una realtà che mi vede completamento estraneo, che esclude assolutamente ogni mia partecipazione a qualsiasi fatto illegittimo”.

Berlusconi ha inoltre annunciato che sta preparando un memoriale sui fatti del novembre 2011, che lo costrinsero a dimettersi da presidente del Consiglio

“Io avevo già fatto un passo indietro quando fui praticamente costretto da deputati nostri che passarono all’opposizione. Poi avvenne quel che avvenne quel grande imbroglio nel 2011 e tante altre cose che mi appresto a indicare in una relazione che mi é stata chiesta dal mio movimento.  Fui pressato in modo assoluto perché per il bene dell’Italia lasciassi a un governo tecnico di continuare la legislatura”

Berlusconi: Appello ai senatori del Pd e del M5s

Berlusconi: Appello ai senatori del Pd e del M5s

Il testo integrale dell'appello di Silvio Berlusconi ai Senatori del Partito Democratico 

e del Movimento Cinquestelle

Silvio Berlusconi
Colleghi Senatori,
come mi avete già sentito dire io sogno un’Italia in cui lo scontro politico non cancelli il rispetto per le persone e per le regole democratiche.
Noi e Voi siamo avversari politici, ma non per questo dovrebbe venir meno il rispetto reciproco come persone che hanno una dignità e come cittadini che hanno dei diritti.
Con Voi senatori del Partito Democratico, inoltre, abbiamo formato un governo di larghe intese per fermare la crisi economica e varare finalmente delle riforme istituzionali.
Questo governo che abbiamo formato insieme per gli interessi superiori del Paese presupponeva di per sé, all’atto stesso della sua formazione, un clima politico più sereno, collaborativo e dialogante fra tutte le forze politiche della maggioranza.
Così non è stato, ma resto convinto che senza un’autentica pacificazione, cioè una legittimazione reciproca fra le grandi forze politiche, l’Italia non conoscerà mai quella normalità politica che contraddistingue la vita di tutti gli altri Paesi democratici dell’Occidente.

Questo concetto vale anche per Voi, giovani senatori del movimento Cinquestelle.
Molti di Voi – ne sono certo – sono animati da una autentica passione politica e da un sincero amore per l’Italia.
La Vostra opposizione è chiara, trasparente e determinata.
La Vostra indignazione e la Vostra opposizione ai mali di questo Paese è anche in gran parte fondata e comprensibile.
Per questo mi appello anche a Voi: non sacrificate mai le Vostre ragioni politiche ma esercitatele sempre nel rispetto degli avversari politici, per quanto distanti siano da Voi, e per i principi fondamentali della democrazia e della libertà.
Per questo Vi chiedo di riflettere davvero nell’intimo della Vostra coscienza, anche se il voto è palese, anzi tanto più in quanto è palese, prima di prendere una decisione che, più ancora che la mia persona, riguarda la nostra democrazia.
Vi chiedo di valutare attentamente le nuove prove, le testimonianze e i documenti che sono emersi dopo la sentenza della Cassazione.

Questi documenti ribaltano completamene la tesi accusatoria che ha condotto alla mia condanna e alle conseguenze sul mio stato di parlamentare.
Da un punto di vista strettamente giudiziario, queste prove condurranno necessariamente a una revisione del processo, ma da un punto di vista politico impongono in modo incontrovertibile di rimandare il voto del Senato sulla mia decadenza.
Sarebbe una macchia incancellabile su questo Parlamento se venisse presa una decisione senza tener conto dei nuovi elementi che riapriranno il processo togliendo alla sentenza quella “definitività” che è il presupposto ineludibile della Vostra pronuncia e prima ancora che si esprima la Corte dei diritti dell’uomo dell’Unione Europea sulla retroattività della legge Severino.

Lasciate che si esprima la magistratura sia in Italia che in Europa prima di prendere una decisione che potrebbe successivamente essere sconfessata.
In caso contrario, Vi assumereste una grave responsabilità.
Far decadere dal Parlamento un leader politico che è stato più volte Presidente del Consiglio e che ha rappresentato per molti anni l’Italia sulla scena internazionale, manderebbe alla comunità mondiale un segnale e un’immagine dell’Italia in cui le divisioni politiche giungono fino al punto di eliminare un protagonista della politica che rappresenta milioni di elettori. Arrivano persino a calpestare i principi essenziali della vita democratica.
Riflettete dunque, colleghi Senatori, riflettete prima di prendere una decisione così grave.
Non lasciate che nella Vostra coscienza le convenienze politiche del momento prendano il sopravvento sulla verità e sulla giustizia.

Non assumeteVi una responsabilità che graverebbe per sempre sulla Vostra immagine, sulla Vostra storia personale, sulle Vostre coscienze.
Una responsabilità di cui nel futuro dovreste vergognarvi di fronte ai Vostri figli, ai Vostri elettori, di fronte a tutti gli italiani.

Vi ringrazio
Silvio Berlusconi

mercoledì 30 ottobre 2013

Brunetta: Serve un ulteriore approfondimento sulla legge Severino

Brunetta: Serve un ulteriore 

approfondimento sulla legge Severino

La nota del capogruppo del Pdl alla Camera

Renato Brunetta
“In seguito alla pubblicazione delle motivazioni con le quali la Corte d’Appello di Milano ha ricalcolato l’interdizione dai pubblici uffici del presidente Berlusconi, é ormai chiaro a tutti come occorra un ulteriore approfondimento sull’applicabilità della legge Severino.

La Corte d’Appello, infatti, tra le righe di una motivazione sconclusionata, come del resto l’intera sentenza, dà ragione, come ha fatto giustamente notare il senatore Nitto Palma, ai dubbi avanzati dal Pdl e che fino a questo momento sono stati del tutto ignorati. La Corte milanese definisce l’incandidabilità una sanzione amministrativa, con la conseguenza, grazie ad una legge del 1981, della sua irretroattività.

La legge Severino non é dunque applicabile irretroattivamente e la Giunta per le elezioni del Senato dovrà prenderne atto disponendo nuove e più approfondite sessioni, sino al ricorso, come noi auspichiamo da tempo, alla Corte Costituzionale. Non é più possibile proseguire in modo così frettoloso e superficiale allo stesso tempo, applicando, per la prima volta ad un parlamentare della Repubblica, una legge che di giorno in giorno sta mostrando tutte le sue contraddizioni e i suoi lati oscuri”. 

giovedì 26 settembre 2013

IL MESSAGGIO DI SILVIO BERLUSCONI

Forzasilvio.it


voglio parlarvi con la sincerità con cui ognuno di noi parla alle persone alle quali vuole bene quando bisogna prendere una decisione importante che riguarda la nostra famiglia. Che si fa in questi casi? Ci si guarda negli occhi, ci si dice la verità e si cerca insieme la strada migliore.
Siete certamente consapevoli che siamo precipitati in una crisi economica senza precedenti, in una depressione che uccide le aziende, che toglie lavoro ai giovani, che angoscia i genitori, che minaccia il nostro benessere e il nostro futuro.
Il peso dello Stato, delle tasse, della spesa pubblica è eccessivo: occorre imboccare la strada maestra del liberalismo che, quando è stata percorsa, ha sempre prodotto risultati positivi in tutti i Paesi dell’Occidente: qual è questa strada? Meno Stato, meno spesa pubblica, meno tasse. Con la sinistra al potere, il programma sarebbe invece, come sempre, altre tasse, un’imposta patrimoniale sui nostri risparmi, un costo più elevato dello Stato e di tutti i servizi pubblici.

I nostri ministri hanno già messo a punto le nostre proposte per un vero rilancio dell’economia, proposte che saranno principalmente volte a fermare il bombardamento fiscale che sta mettendo in ginocchio le nostre famiglie e le nostre imprese.
Ma devo ricordare che gli elettori purtroppo non ci hanno mai consegnato una maggioranza vera, abbiamo sempre dovuto fare i conti con i piccoli partiti della nostra coalizione che, per i loro interessi particolari, ci hanno sempre impedito di realizzare le riforme indispensabili per modernizzare il Paese, prima tra tutte quella della giustizia.
E proprio per la giustizia, diciamoci la verità, siamo diventati un Paese in cui non vi è più la certezza del diritto, siamo diventati una democrazia dimezzata alla mercé di una magistratura politicizzata, una magistratura che, unica tra le magistrature dei Paesi civili, gode di una totale irresponsabilità, di una totale impunità. Questa magistratura, per la prevalenza acquisita da un suo settore, Magistratura Democratica, si è trasformata da “Ordine” dello Stato, costituito da impiegati pubblici non eletti, in un “Potere” dello Stato, anzi in un “Contropotere” in grado di condizionare il Potere legislativo e il Potere esecutivo e si è data come missione, quella - è una loro dichiarazione - di realizzare “la via giudiziaria” al socialismo. 

Questa magistratura, dopo aver eliminato nel ’92 - ’93 i cinque partiti democratici che ci avevano governati per cinquant’anni, credeva di aver spianato definitivamente la strada del potere alla sinistra.
Successe invece quel che sapete: un estraneo alla politica, un certo Silvio Berlusconi, scese in campo, sconfisse la gioiosa macchina da guerra della sinistra, e in due mesi portò i moderati al governo.
Ero io.
Subito, anzi immediatamente, i P.M. e i giudici legati alla sinistra e in particolare quelli di Magistratura Democratica si scatenarono contro di me e mi inviarono un avviso di garanzia accusandomi di un reato da cui sarei stato assolto, con formula piena, sette anni dopo.
Cadde così il governo, ma da quel momento fino ad oggi mi sono stati rovesciati addosso, incredibilmente, senza alcun fondamento nella realtà, 50 processi che hanno infangato la mia immagine e mi hanno tolto tempo, tanto tempo, serenità e ingenti risorse economiche.
Hanno frugato ignobilmente e morbosamente nel mio privato, hanno messo a rischio le mie aziende senza alcun riguardo per le migliaia di persone serie ed oneste che vi lavorano, hanno aggredito il mio patrimonio con una sentenza completamente infondata, che ha riconosciuto a un noto, molto noto, sostenitore della sinistra una somma quattro volte superiore al valore delle mie quote, con dei pretesti hanno attaccato me, la mia famiglia, i miei collaboratori, i miei amici e perfino i miei ospiti.

Ed ora, dopo 41 processi che si sono conclusi, loro malgrado, senza alcuna condanna, si illudono di essere riusciti ad estromettermi dalla vita politica, con una sentenza che è politica, che è mostruosa, ma che potrebbe non essere definitiva come invece vuol far credere la sinistra, perché nei tempi giusti, nei tempi opportuni, mi batterò per ottenerne la revisione in Italia e in Europa.
Per arrivare a condannarmi si sono assicurati la maggioranza nei collegi che mi hanno giudicato, si sono impadroniti di questi collegi, si sono inventati un nuovo reato, quello di “ideatore di un sistema di frode fiscale”, senza nessuna prova, calpestando ogni mio diritto alla difesa, rifiutandosi di ascoltare 171 testimoni a mio favore, sottraendomi da ultimo, con un ben costruito espediente, al mio giudice naturale, cioè a una delle Sezioni ordinarie della Cassazione, che mi avevano già assolto, la seconda e la terza, due volte, su fatti analoghi negando - cito tra virgolette - “l’esistenza in capo a Silvio Berlusconi di reali poteri gestori della società Mediaset”.
Sfidando la verità, sfidando il ridicolo, sono riusciti a condannarmi a quattro anni di carcere e soprattutto all’interdizione dai pubblici uffici, per una presunta ma inesistente evasione dello zero virgola, rispetto agli oltre 10 miliardi, ripeto 10 miliardi di euro, quasi ventimila miliardi di vecchie lire, versati allo Stato, dal ’94 ad oggi, dal gruppo che ho fondato.
Sono dunque passati vent’anni da quando decisi di scendere in campo.
Allora dissi che lo facevo per un Paese che amavo.
Lo amo ancora, questo Paese, nonostante l’amarezza di questi anni, una grande amarezza, e nonostante l’indignazione per quest’ultima sentenza paradossale, perché, voglio ripeterlo ancora, con forza,
“io non ho commesso alcun reato,
io non sono colpevole di alcunché,
io sono innocente,
io sono assolutamente innocente”.
Ho dedicato l’intera seconda parte della mia vita, quella che dovrebbe servire a raccogliere i frutti del proprio lavoro, al bene comune.
E sono davvero convinto di aver fatto del bene all’Italia, da imprenditore, da uomo di sport, da uomo di Stato.
Per il mio impegno ho pagato e sto pagando un prezzo altissimo, ma ho l’orgoglio di aver impedito la conquista definitiva del potere alla sinistra, a questa sinistra che non ha mai rinnegato la sua ideologia, che non è mai riuscita a diventare socialdemocratica, che è rimasta sempre la stessa: la sinistra dell’invidia, del risentimento e dell’odio.
Devo confessare che sono orgoglioso, molto orgoglioso, di questo mio risultato.
Proprio per questo, adesso, insistono nel togliermi di mezzo con un’aggressione scientifica, pianificata, violenta del loro braccio giudiziario, visto che non sono stati capaci di farlo con gli strumenti della democrazia.

Per questo, adesso, sono qui per chiedere a voi, a ciascuno di voi, di aprire gli occhi, di reagire e di scendere in campo per combattere questa sinistra e per combattere l’uso della giustizia a fini di lotta politica, questo male che ha già cambiato e vuole ancora cambiare la storia della nostra Repubblica.
Non vogliamo e non possiamo permettere che l’Italia resti rinchiusa nella gabbia di una giustizia malata, che lascia tutti i giorni i suoi segni sulla carne viva dei milioni di italiani che sono coinvolti in un processo civile o penale. È come per una brutta malattia: uno dice “a me non capiterà”, ma poi, se ti arriva addosso, entri in un girone infernale da cui è difficile uscire.
Per questo dico a tutti voi, agli italiani onesti, per bene, di buon senso: reagite, protestate, fatevi sentire. Avete il dovere di fare qualcosa di forte e di grande per uscire dalla situazione in cui ci hanno precipitati.

So bene, quanto sia forte e motivata la vostra sfiducia, la vostra nausea verso la politica, verso “questa” politica fatta di scandali, di liti in tv, di una inconcludenza e di un qualunquismo senza contenuti: una politica che sembra un mondo a parte, di profittatori e di mestieranti drammaticamente lontani dalla vita reale.
Ma nonostante questo, ed anzi proprio per questo, occorre che noi tutti ci occupiamo della politica. È sporca? Ma se la lasci a chi la sta sporcando, sarà sempre più sporca… Non te ne vuoi occupare? Ma è la politica stessa che si occuperà comunque di te, della tua vita, della tua famiglia, del tuo lavoro, del tuo futuro.

È arrivato quindi davvero il momento di svegliarci, di preoccuparci, di ribellarci, di indignarci, di reagire, di farci sentire.
È arrivato il momento in cui tutti gli italiani responsabili, gli italiani che amano l’Italia e che amano la libertà, devono sentire il dovere di impegnarsi personalmente.
Per questo credo che la cosa migliore da fare sia quella di riprendere in mano la bandiera di Forza Italia.
Perché Forza Italia non è un partito, non è una parte, ma è un’idea, un progetto nazionale che unisce tutti.
Perché Forza Italia è l’Italia delle donne e degli uomini che amano la libertà e che vogliono restare liberi.
Perché Forza Italia è la vittoria dell’amore sull’invidia e sull’odio.
Perché Forza Italia difende i valori della nostra tradizione cristiana, il valore della vita, della famiglia, della solidarietà, della tolleranza verso tutti a cominciare dagli avversari.
Perché Forza Italia sa bene che lo Stato deve essere al servizio dei cittadini e non invece i cittadini al servizio dello Stato.
Perché Forza Italia è l’ultima chiamata prima della catastrofe.
È l’ultima chiamata per gli italiani che sentono che il nostro benessere, la nostra democrazia, la nostra libertà sono in pericolo e rendono indispensabile un nuovo, più forte e più vasto impegno.
Forza Italia sarà un vero grande movimento degli elettori, dei cittadini, di chi vorrà diventarne protagonista.

Una forza che può e che deve conquistare la maggioranza dei consensi perché, vi ricordo, che solo con una vera e autonoma maggioranza in Parlamento si può davvero fare del bene all’Italia, per tornare ad essere una vera democrazia e per liberarci dall’oppressione giudiziaria, per liberarci dall’oppressione fiscale, per liberarci dall’oppressione burocratica.
Per questo vi dico: scendete in campo anche voi.
Per questo ti dico: scendi in campo anche tu, con Forza Italia.

Diventa anche tu un missionario di libertà, diffondi i nostri valori e i nostri programmi, partecipa ai nostri convegni e alle nostre manifestazioni, impegnati nelle prossime campagne elettorali e magari anche nelle sezioni elettorali per evitare che ci vengano sottratti troppi voti, come purtroppo è sempre accaduto.
Voglio ripeterlo ancora: in questo momento, nella drammatica situazione in cui siamo, ogni persona consapevole e responsabile che vuol continuare a vivere in Italia ha il dovere di occuparsi direttamente del nostro comune destino.
Io sarò sempre con voi, al vostro fianco, decaduto o no. Si può far politica anche senza essere in Parlamento. Non è il seggio che fa un leader, ma è il consenso popolare, il vostro consenso. Quel consenso che non mi è mai mancato e che, ne sono sicuro, non mi mancherà neppure in futuro. Anche se, dovete esserne certi, continueranno a tentare di eliminare dalla scena politica, privandolo dei suoi diritti politici e addirittura della sua libertà personale, il leader dei moderati, quegli italiani liberi che, voglio sottolinearlo, sono da sempre la maggioranza del Paese e lo saranno ancora se sapranno finalmente restare uniti.

Sono convinto che mi state dando ragione, sono convinto che condividete questo mio allarme, sono convinto che saprete rispondere a questo mio appello, che è prima di tutto una testimonianza di amore per la nostra Italia.
E dunque: Forza Italia! Forza Italia! Forza Italia! Viva l’Italia, viva la libertà: la libertà è l’essenza dell’uomo e Dio creando l’uomo, l’ha voluto libero.

mercoledì 4 settembre 2013

Schifani: Grasso valuti sostituzione alcuni membri giunta elezioni

Schifani: Grasso valuti sostituzione

 alcuni membri giunta elezioni

La nota del capogruppo del Pdl al Senato

SCHIFANI
“Nel caso in cui la Giunta per le elezioni del Senato dovesse deliberare di dover procedere alla ‘contestazione’ della decadenza dalla carica parlamentare di Silvio Berlusconi, dovrà riunirsi in Camera di Consiglio per pronunciarsi.
E’ di tutta evidenza che la violazione degli elementari principi di riservatezza da parte di alcuni membri della Giunta - i quali hanno a mezzo stampa dichiarato come voteranno, prima degli adempimenti previsti - richiede la valutazione del Presidente Grasso sulla esigenza di procedere alla loro sostituzione, considerata la funzione giurisdizionale che la Giunta medesima assolve. Funzione che impone il rigoroso dovere di non poter anticipare in alcuna sede o contesto quali saranno le decisioni finali dei singoli componenti”. 

Bondi: Le notizie dalla Svizzera minano le basi della condanna di Berlusconi

Bondi: Le notizie dalla Svizzera 

minano le basi della condanna 

di Berlusconi

La nota del coordinatore nazionale del Pdl

Sandro Bondi
“Il documento della magistratura svizzera, reso noto dal settimanale Tempi, proverebbe che Frank Agrama, non era un intermediario fittizio nella catena dei diritti televisivi, ma era stato ’realmente incaricato dalla Paramount di vendere diritti per film e fiction in Italia’.

Questa rivelazione minerebbe alla radice il vero e proprio teorema in base al quale la procura di Milano e poi la Cassazione sono giunti, sulla base di inferenze e deduzioni logiche e non sulla base di prove dimostrabili e dimostrate, ad una sentenza di condanna che i legali del Presidente Silvio Berlusconi hanno sempre dichiarata ingiusta e fondata sul nulla. Questo documento dei giudici istruttori di Berna getta una luce nuova su un processo viziato fin dal primo momento da una ipotesi mai provata e confutata da tutti i testi del dibattimento, un processo rispetto al quale la Cassazione, come si evince dalla lettura delle motivazioni, si é limitata a dare legittimità a una sequenza di deduzioni senza corrispondenza nella realtà dei fatti”.

venerdì 30 agosto 2013

Gli avvocati di Berlusconi: Sentenza fuorviante e sconnessa

Gli avvocati di Berlusconi: Sentenza fuorviante e sconnessa

La nota degli avvocati del Presidente

1-GHEDINI
Quella della Cassazione su Mediaset, "é una sentenza con una motivazione inesistente" ed"é quindi una decisione del tutto fuorviante e totalmente sconnessa dalla realtà dei fatti".

Lo affermano i legali di Silvio Berlusconi,Niccolo’ Ghedini, Piero Longo e Franco Coppi in una nota. Coppi, Longo e Ghedini commentano le motivazioni della sentenza della Cassazione depositate oggi Secondo i legali del Cavaliere "tutti i denari derivanti dalleplusvalenze sui diritti televisivi rimanevano in capo ad Agrama e agli altri operatori del settore e ciò risulta dagli atti. Così come risulta che Agrama pagasse sistematicamente i dirigenti del settore acquisti dei diritti di Mediaset. Cio’ avveniva ovviamente senza che alcunche’ di cio’ fosse noto alla dirigenza o al presidente Berlusconi. Del resto se il presidente Berlusconi fosse stato socio occulto di Agrama mai avrebbe consentito che questi pagasse i dirigenti Mediaset a cui sarebbe stato sufficiente una precisa indicazione perconvincerli agli acquisti. E’ quindi una decisione del tutto fuorviante e totalmente sconnessa dalla realtà dei fatti. Trattandosi poi di una decisione della Corte di Cassazione, la sentenza é ancora più deludente sul piano strettamente giuridico nella misura in cui non ha dato ragionevoli risposte agli argomenti proposti dalla difesa adimostrazione della impossibilita’ di configurazione in punto di diritto del reato contestato al presidente Berlusconi".

mercoledì 28 agosto 2013

Berlusconi: Nessuno può togliermi la leadership

Berlusconi: Nessuno può

 togliermi la leadership

Il testo integrale dell'intervista del Presidente a Tempi

 in uscita il 5 settembre 2013

Silvio Berlusconi

(PdL) Tutto lascia presagire che il governo abbia le ore contate. Enrico Letta tira i remi in barca, taglia i ponti al dialogo sulla possibilita di trovare una giusta soluzione parlamentare alla sentenza killer della Cassazione e punta a consolidare il suo vantaggio competitivo sullo scalpitante Matteo Renzi all’interno del Pd. Con ciò il premier sembra volersi disporre a una doppia foto opportunity da vigilia di campagna elettorale: quella del candidato Salvatore della patria vittima del diktat di Berlusconi. E quella di candidato alla premiership a sinistra per aver scongiurato l’ipotesi di concedere una via d’uscita politica in cambio della tenuta del governo di larghe intese all’odiatissimo leader del primo partito degli italiani. Che entrambe le foto configgano platealmente con i famosi interessi del paese in questo momento di drammatica crisi, ciò non sembra scalfire il granitico e cinico calcolo politico di chi sa di avere dalla propria parte la silenziosa forza di poteri dello Stato profondo e la grancassa dei media politicamente corretti. «Diranno che e colpa mia se i ministri del Popolo della liberta valuteranno le dimissioni davanti al massacro giudiziario del loro leader eletto da milioni di italiani. Ma io mi domando: se due uomini sono in barca e uno dei due butta l’altro a mare, di chi è la colpa se poi la barca sbanda?». Ecco perché Silvio Berlusconi ha deciso di rompere il silenzio e dalla sua condizione di prigioniero ad Arcore ha accettato di parlare con Tempi.

Pare che i suoi colleghi senatori della sinistra e grillini intendano procedere, al più presto, all’apertura del Parlamento dopo le ferie, a dar seguito a quella parte di dispositivo di sentenza che prevede la sua spoliazione da senatore e l’interdizione dai pubblici uffici. Il suo partito chiederà la grazia al presidente o che altro? Sarà la fine della legislatura se non si troverà il modo di impedire che il leader del primo partito italiano sia eliminato per via giudiziaria o che altro?

In questo passaggio della vita pubblica italiana, è in gioco molto più che il destino di una persona. Vede, se si trattasse solo di questo, allora sarebbe un problema solo per me. Siamo all’epilogo di quella guerra dei vent’anni che i magistrati di sinistra hanno condotto contro di me, considerato l’ostacolo da eliminare per garantire alla sinistra la presa definitiva del potere. Inoltre, sono stati aggrediti alcuni princìpi di fondo che tutti dovrebbero avere a cuore, a partire dai nostri avversari politici, se fossero davvero democratici: il rispetto dei milioni di elettori che hanno votato per me e che non possono subire una simile discriminazione, il diritto alla piena rappresentanza istituzionale del primo partito italiano, il fondamentale diritto di scelta dei cittadini rispetto al Parlamento e quindi rispetto al Governo. E tutto ciò nei confronti di un cittadino che ha subìto una sentenza che ritengo assolutamente ingiusta. Su tutto questo, la Costituzione della Repubblica e il buon senso offrono molte strade. Se avessi voglia di sorridere, potrei dirle che "non possono non saperlo": vale per tutti gli attori politici e istituzionali.

Si può immaginare che il leader del primo partito accetti la condizione di interdetto ed esiliato dalla vita politica e sua figlia Marina al comando nella continuità e nell’onore della battaglia sin qui condotta dal padre? 

Possono farmi tutto, ma non possono togliermi tre cose. Non possono togliermi il diritto di parola sulla scena pubblica e civile italiana. Non possono togliermi il diritto di animare e guidare il movimento politico che ho fondato. Non possono togliermi il diritto di essere ancora il riferimento per milioni di italiani, finché questi cittadini liberamente lo vorranno. I miei figli mi hanno emozionato e commosso per il loro coraggio e per l’intelligenza di cui il loro amore verso di me è nutrito. Quanto a mia figlia Marina, è stata una leonessa nelle sue uscite pubbliche di questi mesi. Il suo valore di persona, di imprenditrice, di donna, di cittadina, è sotto gli occhi di tutti. Le ho dato alcuni consigli, con amore e credo con lungimiranza e sono assolutamente sicuro che non scenderà in campo al mio posto.


A rileggere i fatti del triennio 2010-2013 impressiona la mole di “coincidenze” che l’hanno vista sotto attacco. Il 2010 si conclude con l’operazione Fini, il tentato ribaltone di cui lo stesso Mario Monti ha ammesso essere stato messo a parte in una cena di congiurati a casa di un noto avvocato milanese. Il 2011 è l’anno nero, prima della guerra in Libia dove siamo stati coinvolti contro gli interessi italiani e poi, dalla lettera della Bce in avanti, passando dal bombardamento speculativo, l’esplosione dello spread, fino al drammatico novembre in cui il suo governo ha dovuto lasciare il passo a Monti. Al tempo stesso si scatena il caso Ruby. Presidente, non ha mai pensato a “manine straniere” contro di lei e per far manbassa dell’Italia? Dopo tutto sono anche gli anni di Finmeccanica e Eni sotto attacco . Forse anche i suoi rapporti speciali con la Russia di Putin non vanno a genio a certi salotti internazionali...

Non credo ai complotti. Certo, però, alcune – chiamiamole così – coincidenze ci sono state. E soprattutto c’è un fatto oggettivo. Vede, le parla un liberale, un uomo che ha cultura di mercato, e che quindi, in linea generale, non ha e non può avere alcun pregiudizio rispetto alle privatizzazioni. Anzi. Ma un conto sono le privatizzazioni, altro conto sono le spoliazioni, cioè le situazioni in cui, approfittando di un momento di debolezza, alcuni Paesi vanno in un altro Paese con il carrello del supermercato per fare la spesa a prezzi da saldi di fine stagione. Nel ’92-’93, per tanti versi, si aprì una fase di questo tipo contro l’Italia: politica debole, partiti democratici messi alla gogna, Italia fragile, e in un colpo solo perdemmo, a prezzi da saldo, pezzi di chimica, di meccanica, di agroalimentare e di grande distribuzione. Non vorrei che, oggi, qualcuno pensasse di fare shopping da noi con un sacchetto di monetine in mano...Chiunque si senta addosso la maglia azzurra della Nazionale dovrebbe comprendere il tema e il rischio.

A quali altre condizioni è legata la continuità del governo Letta?

Il governo Letta è nato con l’obiettivo di un alleggerimento fiscale per tutti gli italiani. Siamo un Paese in cui la domanda interna, i consumi interni, sono in forte calo. Occorre uno choc economico positivo, e tutti sanno che la strada maestra è quella di lasciare più soldi nelle mani di famiglie, imprese e lavoratori attraverso consistenti riduzioni fiscali. Ecco perché l’abolizione dell’Imu su prima casa e agricoltura (che, lo ricordo ancora, vale appena un duecentesimo della spesa pubblica italiana) è un primo passo decisivo per ridare slancio all’economia. O nei prossimi 50 giorni il Governo è in grado di dare una scossa in positivo che possa essere percepita da tutti gli italiani, oppure saremo ancora inchiodati a una tendenza recessiva. E non si potrà certo esultare per qualche eventuale "zero virgola" in più. O l’Italia riprende a correre, oppure rischiamo di pagare un prezzo altissimo alla crisi.

Sembra un particolare ma non lo è: legge sull’omofobia, il suo partito è spaccato e noi riteniamo che abbia più ragioni la Roccella che Bondi: come si fa a votare una legge che introdurrà di fatto il reato di opinione?
  
Si sta trovando un buon equilibrio alla Camera, io sono fiducioso, e non mi pare davvero il caso di scatenare dispute e contrapposizioni ideologiche su un terreno che può unire tutti, senza distinzioni. Da un lato, è giusto dotare il nostro paese (che è uno dei pochi ancora in arretrato su questo terreno) di strumenti per evitare ogni odiosa discriminazione sul terreno degli orientamenti e delle scelte personali e sessuali; dall’altro, dobbiamo evitare che ciò possa tradursi in interpretazioni limitative sul piano delle opinioni. E’ possibile trovare un equilibrio, anzi ne sono certo.

Riforma della giustizia: non si può cominciare intanto sostenendo i referendum radicali su separazione carriere e responsabilità civile dei magistrati?
Noi sosteniamo già in modo convinto quella campagna referendaria, con una nostra mobilitazione capillare su tutto il territorio. È giusto che nei prossimi mesi siano direttamente gli italiani, come già fecero nel 1987 con maggioranze amplissime, a poter realizzare nelle urne referendarie quelle riforme della giustizia che si sono rivelate impraticabili in Parlamento. Ho grande fiducia che entro il 30 settembre sarà stata raccolta, nonostante il periodo estivo, una valanga “buona” di firme liberali e garantiste.

mercoledì 7 agosto 2013

Sisto: Su Esposito Anm fa di necessità virtù

Sisto: Su Esposito Anm fa 

di necessità virtù

La nota del deputato del Pdl

Sisto
“È singolare la disinvoltura con cui, anche in contesti impensabili, si fa ‘di necessità virtù’.

L’Anm, a fronte di una frittata ormai fatta, si limita a definire ’inopportune’ le dichiarazioni del Presidente Esposito, affrettandosi a precisare che comunque non ci sarà alcuna conseguenza disciplinare. Stupefacente. Questo palese scostamento dall’evidenza dei fatti e il tentativo di difesa estrema dell’indifendibile, comportano inevitabilmente una perdita di credibilità di cui  non si sentiva affatto il bisogno. Ma  è poi così difficile ammettere che il Presidente Esposito ha sbagliato, e tanto?”