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domenica 29 giugno 2014

La Riforma della Pubblica amministrazione

Riforma della Pubblica amministrazione, in vigore il decreto

Presentazione

Disposizioni per il ricambio generazionale, la mobilità obbligatoria e volontaria, la semplificazione del turn over: sono alcune delle misure contenute nel decreto legge “Misure urgenti per la semplificazione e la trasparenza amministrativa e per l'efficienza degli uffici giudiziari” in vigore dal 25 giugno 2014  (G.U. n.144 del 24-6-2014).
Tra le novità:
Ricambio generazionale: viene eliminato l’istituto del trattenimento in servizio, che consentiva di restare in servizio dopo il raggiungimento dell’età pensionabile. L’obiettivo, come ha spiegato il Presidente Renzi nella conferenza stampa successiva al Consiglio dei Ministri del 13 giugno, in cui  è stato approvato il decreto,  è creare di nuovi posti di lavoro nella Pubblica amministrazione.  I trattenimenti in servizio, in essere al 25 giugno, data di entrata in vigore del decreto, sono fatti salvi fino al 31 ottobre 2014, o fino alla loro scadenza, se prevista in data anteriore. Quelli già disposti e non ancora efficaci al 25 giugno sono revocati. 
Per salvaguardare la funzionalità degli uffici giudiziari sono fatti salvi i trattenimenti in servizio dei magistrati e degli avvocati dello Stato, fino al 31 dicembre 2015.  Inoltre le amminsitrazioni potranno disporre il pensionamento dei dipendenti che hanno raggiunto la massima anzianità contributiva, liberando ulteriori posti per nuovo asseunzioni. Sono vietati i conferimenti di incarichi dirigenziali o direttivi ai lavoratori in pensione, privati o pubblici.
Turn over: le amministrazioni dello Stato, le agenzie e gli enti pubblici non economici possono  procedere,  per  l'anno 2014, ad assunzioni di personale a tempo indeterminato nel limite  di un contingente di personale complessivamente  corrispondente  ad  una spesa pari al 20 per cento di quella relativa al personale  di  ruolo cessato nell'anno precedente. La  facoltà  ad  assumere è fissata nella misura del 40 per cento per l'anno  2015,  del  60  per cento per l'anno 2016, dell'80 per cento per l'anno 2017, del 100 per cento a decorrere dall'anno 2018.  Ai  Corpi  di  polizia,  al  Corpo nazionale dei vigili del fuoco e al comparto  Scuola  si  applica  la normativa di settore. In questo modo, si semplifica il processo di assunzione, perché rimane solo il vincolo finanziario e viene meno quello relativo al numero di dipendenti.
Mobilità: è semplificato il ricorso alla mobilità, in quanto per quella volontaria, tra le amministrazioni centrali dello Stato, non è più previsto l'assenso dell'amministrazione di provenienza. L'unico criterio posto è che l'amministrazione ricevente abbia un numero di posti vacanti superiore rispetto a quella cedente. Per la mobilità obbligatoria è fissato il limite di distanza di 50 chilometri tra le amministrazioni, entro il quale il dipendente può essere adibito a qualsiasi amministrazione o sede.
Razionalizzazioni organizzative: vengono unificate le scuole di formazione delle amministrazioni statali, è soppressa l’Autorità per la vigilanza sui contratti pubblici e rafforzate le competenze dell’Autorità nazionale anticorruzione, sono razionalizzate le autorità indipendenti, è prevista la ricognizione degli enti pubblici e l’unificazione delle banche dati sulle società partecipate.
Misure di semplificazione: sono introdotte numerose semplificazioni per i disabili e per i malati cronici, è ridotto alla metà il contributo dovuto dalle imprese alle camere di commercio, sono semplificati e accelerati i controlli della Corte dei conti, sono accelerati i giudizi amministrativi in materia di appalti pubblici.
Per saperne di più: Decreto legge n.90 del 24 giugno 2014 (GU 24 giugno 2014)

giovedì 4 febbraio 2010

La semplificazione nel 2009 fà risparmiare 415 milioni

CALDEROLI - SEMPLIFICAZIONE: “A MARZO DECRETO PER CANCELLARE 225.000 NORME. RAZIONALIZZAZIONE ENTI INUTILI HA PORTATO A RISPARMIO DI 415 MILIONI PER IL 2009”


Dopo aver già tagliato 40mila leggi inutili il ministro Roberto Calderoli si appresta a mandare definitivamente al macero altre 200mila norme obsolete.
Lo ha annunciato lo stesso Ministro per la Semplificazione Normativa nel corso dell’odierno Question Time svoltosi alla Camera dei Deputati.

“Il Governo nel mese di marzo - ha anticipato il ministro Calderoli - intende procedere all’emanazione di un Decreto Legislativo e di un regolamento che concluderanno il percorso soppressivo, cancellando complessivamente 225.000 norme”.

Intanto, dopo la sforbiciata attuata con i tre decreti ‘taglia-leggi’ che ha portato all’abrogazione di circa 40mila leggi nell’ultimo anno e mezzo, procede il lavoro di codificazione delle 10 mila leggi rimaste in vigore; leggi che, a partire da marzo, saranno consultabili liberamente, e gratuitamente, da qualsiasi cittadino che potrà collegarsi, con un semplice click dal proprio computer o telefonino, alla banca dati online denominata ‘Normattiva’, raggiungibile all’indirizzo www.normattiva.it.
“E’ stato avviato - ha confermato il titolare per la Semplificazione Normativa - il lavoro di codificazione delle residue 10.000 leggi, che già portato all’approvazione di due codici, quello dell’Agricoltura e della Difesa. Inoltre comunico che dal prossimo mese di marzo tutte le leggi vigenti saranno gratuitamente consultabili sul sito pubblico denominato “Normattiva”, una banca dati online a disposizione di ogni cittadino”.

Per quanto concerne la soppressione degli enti pubblici non economici il ministro Calderoli ha sottolineato che “il percorso iniziato con il decreto legge n. 112 del 2008 non ha consentito di raggiungere i risultati sperati in termini di riduzione del numero a causa della discutibile ma, purtroppo, insindacabile resistenza delle amministrazioni vigilanti. Nonostante ciò si è riusciti a procedere alla loro razionalizzazione attraverso 35 regolamenti di riordino. Tale operazione - ha sottolineato il ministro Calderoli - ha comportato l'eliminazione di 480 componenti di organi collegiali, una razionalizzazione degli organi stessi, e una contrazione della spesa strutturale delle amministrazioni vigilanti con un risparmio complessivo e certo per il 2009, pari a 415 milioni”.

Confermato, infine, il taglio di circa 50 mila poltrone negli enti locali a partire dalla prima tornata elettorale del 2011 (era impossibile applicarlo già da questa tornata in quanto "l'accorpamento delle elezioni amministrative a quelle regionali ha determinato un'anticipazione dell'usuale finestra per il rinnovo degli enti locali. La riduzione del numero dei seggi a poche settimane dall'indizione dei comizi elettorali, avrebbe comportato – ha ribadito il ministro - gravi difficoltà organizzative al ministero degli Interni con il rischio di una compressione delle prerogative democratiche e del conseguente contenzioso"), taglio esteso anche ai consigli provinciali, mentre la norma che impone un tetto allo stipendio dei consiglieri regionali si applicherà "già nel 2010, dunque nell'anno corrente, con conseguente ulteriore riduzione di spesa".





CALDEROLI - ENTI LOCALI: “AVANTI CON I TAGLI, ELIMINEREMO TUTTE LE STRUTTURE INUTILI”

In merito alla notizia pubblicata da alcuni organi di stampa, tra cui il Corriere della Sera, con il titolo 'La Provincia di Vibo inventa 5 Circondari e moltiplica le poltrone', il senatore Roberto Calderoli, ministro per la Semplificazione Normativa, precisa che, a riguardo, intende proporre un emendamento, in sede di conversione del disegno di legge sugli enti locali, per sopprimere i commi 1 e 2 dell’articolo 21 del Testo unico degli enti locali (Tuel), al fine di cancellare i bizzari cinque circondari istituiti dalla Provincia di Vibo Valentia e qualunque altra struttura analoga presente nel nostro Paese.

"Il Governo – ribadisce in proposito il ministro Calderoli - intende procedere sui tagli e lo farà fino in fondo".

venerdì 18 dicembre 2009

Varato dal CdM il Federalismo Demaniale

“E’ stato approvato nella seduta odierna del Consiglio dei Ministri il primo decreto attuativo del federalismo fiscale, riguardante l’introduzione del cosiddetto federalismo demaniale.
Si tratta della prova provata che il federalismo fiscale lo stiamo facendo sul serio.
Con il federalismo demaniale si rivoluziona la logica per cui, oggi, esistono beni di cui non si interessa nessuno: così finisce la 'mano morta' ovvero il patrimonio abbandonato e improduttivo.
Con il federalismo demaniale, infatti, la proprietà di questi beni passa ai territori che hanno la competenza e la capacità di valorizzarli nell’interesse dei cittadini.
Per fare un esempio concreto una caserma dimessa, attraverso una variante urbanistica, potrà quintuplicare, o persino decuplicare, il suo valore, diventando un albergo, una scuola o un impianto polifunzionale.
In questo modo si produce ricchezza per i cittadini, sfruttando beni che, altrimenti, resterebbero improduttivi.
In conseguenza di questa riforma una massa di beni, del valore di qualche miliardo di euro, oggi di proprietà dello Stato, passerà a Comuni, Province e Regioni.
Gli enti locali che ricevono tali beni dovranno, però, indicare sui propri siti internet i processi di valorizzazione cui intendono sottoporli, garantendo così un procedimento assolutamente trasparente e sotto gli occhi di tutti.
Un’amministrazione dello Stato che, viceversa, non vorrà trasferire un proprio bene al territorio dovrà pubblicamente indicare e motivare le ragioni per cui lo trattiene in proprietà.
Grazie al federalismo demaniale finisce quindi l’era del patrimonio inutilizzato o sottoutilizzato.
Le nuove entrate per comuni, province e regioni, pertanto, non saranno più generate soltanto da nuove tasse ma dalla capacità da parte degli stessi enti locali di gestire con modernità ed efficacia questi beni.
I beni culturali, infine, verranno salvaguardati.
La logica del federalismo demaniale è quella di attribuire la proprietà dei beni a chi dimostra di saperli meglio valorizzare, dunque non si tratterà di un trasferimento alla cieca.
I beni demaniali che verranno trasferiti agli enti locali non sono soltanto immobili, ma tante altre cose oggi sottoutilizzate o sottovalorizzate, che passeranno agli enti territoriali in grado di valorizzarli adeguatamente a vantaggio della gente”.
Lo afferma in un comunicato stampa il senatore Roberto Calderoli, Ministro per la Semplificazione Normativa e Coordinatore delle Segreterie Nazionali della Lega Nord