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sabato 18 aprile 2020
MELONI: C'E' UNA MAGGIORANZA PER DIRE NO AL MES
• MELONI :: IL VOTO EUROPEO CI DICE CHE NEL PARLAMENTO ITALIANO C'E' UNA MAGGIORANZA PER DIRE NO AL MES
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• 18 Aprile 2020
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“Per Fratelli d’Italia lo strumento finanziario più utile in questa fase è quello degli Eurobond e in questo senso abbiamo votato anche al Parlamanento europeo. Il Mes invece è un cappio al collo per mettere in ginocchio l’Italia. Mi dispiace che Conte e il m5s non abbiano voluto accettare un voto parlamentare perché il voto Ue ci dice che nel parlamento italiano c’è una maggioranza per dire no al Mes. Conte, però, scappa per non dover ammettere di avere una maggioranza spaccata di cui fa parte il PD, che è il più grande sostenitore del Mes”.
Lo dice nel corso di una intervista all’agenzia Vista, il presidente di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni.
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Politica
mercoledì 23 aprile 2014
I PROVVEDIMENTI DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI N.14
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Politica
sabato 16 marzo 2013
Gasparri: Dal Pd reazioni deliranti dopo l'intervento di Napolitano
Gasparri: Dal Pd reazioni deliranti
dopo l'intervento di Napolitano
La nota del capogruppo del Pdl al Senato
"Dopo le sagge parole pronunciate da Napolitano ieri, dal Pd arrivano reazioni deliranti.
Si oscilla tra annunci di voto favorevole ad un arresto di Berlusconi che nessuno ha chiesto, quasi che lo si sollecitasse, e una minaccia di voto sulla ineleggibilità di Berlusconi. Si tratta di una condotta irresponsabile che non è tollerabile e che rischia di creare una autentica deriva democratica. La nostra reazione sarà durissima di fronte a comportamenti del Pd che ignorano le parole ed il ruolo di Napolitano". Lo ha dichiarato il presidente dei senatori del Pdl, Maurizio Gasparri.
Si oscilla tra annunci di voto favorevole ad un arresto di Berlusconi che nessuno ha chiesto, quasi che lo si sollecitasse, e una minaccia di voto sulla ineleggibilità di Berlusconi. Si tratta di una condotta irresponsabile che non è tollerabile e che rischia di creare una autentica deriva democratica. La nostra reazione sarà durissima di fronte a comportamenti del Pd che ignorano le parole ed il ruolo di Napolitano". Lo ha dichiarato il presidente dei senatori del Pdl, Maurizio Gasparri.
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Politica
domenica 30 dicembre 2012
Monti scenda dalla poltrona»
RASSEGNA STAMPA
da IL TEMPO
30.12.12
L'INIZIATIVA RACCOLTA DI FIRME ONLINE: «SI DIMETTA DA SENATORE A VITA». IGNAZIO LA RUSSA: «L'UNICA EMERGENZA DEL PROFESSORE È QUELLA DI MANTENERE IL POSTO»
Fratelli d'Italia lancia la campagna «Monti scenda dalla poltrona»
«Se Monti vuole salire in politica deve scendere dalla poltrona di senatore a vita».
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Politica
giovedì 27 dicembre 2012
RASSEGNA STAMPA
QUOTIDIANO NET
Monti rilancia: 'Saliamo in politica'
Berlusconi: 'Agenda, cura sbagliata'
Il Cav apre alla Lega, ma il Carroccio lancia Tremonti
Bersani: vediamo come si colloca il Prof
Il presidente del Consiglio dimissionario ribadisce: "Insieme abbiamo salvato l’Italia dal disastro. Lamentarsi non serve, spendersi sì". Il leader del Pdl: "Una congiura ci ha fatto lasciare il governo". Sul Carroccio: "Vicepremier se ci aiutano alle elezioni"
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mercoledì 26 dicembre 2012
Brunetta: Professore non sei De Gasperi, gli italiani non perdoneranno
Brunetta: Professore non sei
De Gasperi, gli italiani
non perdoneranno
La nota del responsabile Dipartimenti Pdl
"Nella stupefacente conferenza stampa del presidente del Consiglio dimissionario abbiamo assistito a un trionfo di toni sarcastici, narcisismo ai massimi livelli, vuoto pneumatico di contenuto". Lo ha affermato il deputato e responsabile Dipartimenti del Pdl, Renato Brunetta. "Il professore parla soprattutto di se, del suo ruolo presente e futuro, di quelli che lo cercano, lo aspettano, lo vogliono, con impressionante ipocrisia sui numeri e sulle condizioni economiche. E poi c’é un incredibile paragone storico-politico, che mi impone, caro Mario Monti, una brusca tirata d’orecchi. E’ il paragone con De Gasperi. Per carità, capisco bene che la visibilità può dare alla testa. Le visite a palazzo di Scalfari, i mille servizi tv compiacenti, le interviste affettuose nei talk show della sinistra ’politically correct’. Però, caro Mario, il confronto con De Gasperi non sta ne’ in cielo ne in terra. De Gasperi raccoglie un’Italia in ginocchio dopo un conflitto mondiale perso e due anni di guerra civile. Un’Italia con milioni di morti e l’intero sistema produttivo raso al suolo.
Con l’aiuto degli americani la porta in Europa e dentro le alleanze occidentali, creando i presupposti del boom economico. Tu hai governato un anno (senza passare per le elezioni), pescando nelle tasche degli italiani tutti i soldi che ti servivano per stare al tavolo della Merkel e degli altri governanti europei. Lo hai fatto come l’ultimo dei parvenu, scegliendo una politica economica sbagliata che hai provato a rivendere con toni di arrogante moralismo. Non te lo perdono, caro Mario. E non te lo perdoneranno gli italiani, che stanno per utilizzare le urne elettorali per fare sentire la loro voce. Proprio quelle urne dalle quali il candidato a tutto Mario Monti si tiene a distanza siderale. Sarà un c)aso?"(.PdL)
Con l’aiuto degli americani la porta in Europa e dentro le alleanze occidentali, creando i presupposti del boom economico. Tu hai governato un anno (senza passare per le elezioni), pescando nelle tasche degli italiani tutti i soldi che ti servivano per stare al tavolo della Merkel e degli altri governanti europei. Lo hai fatto come l’ultimo dei parvenu, scegliendo una politica economica sbagliata che hai provato a rivendere con toni di arrogante moralismo. Non te lo perdono, caro Mario. E non te lo perdoneranno gli italiani, che stanno per utilizzare le urne elettorali per fare sentire la loro voce. Proprio quelle urne dalle quali il candidato a tutto Mario Monti si tiene a distanza siderale. Sarà un c)aso?"(.PdL)
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sabato 22 dicembre 2012
Berlusconi: Il governo dei ''tecnici'' accucciato alle richieste della Ue
e della Germania
Alcuni brani delle dichiarazioni rese dal Presidente
a Gr Parlamento e Julie news
PdL-“Tutti e cinque i punti del Contratto con gli italiani del 2001 sono stati raggiunti. Ora il primissimo punto di un nuovo contratto sarebbe ridurre assolutamente i costi della politica, e aggiungere norme che non consentano più lo scempio di soldi pubblici usati per propri interessi”.
“Avevo proposto a Monti di fare il federatore dei moderati ma sembra essere su un’altra posizione e non ha neppure ritenuto opportuno di farmi una telefonata. Adesso mi trovo costretto, nell’interesse del Paese e per senso di responsabilità, ad essere ancora io il federatore dei moderati”.
“Il governo dei tecnici si è accucciato di fronte alle richieste dell’Ue e soprattutto della Germania. Ora si rende indispensabile un cambio totale di questa politica dei tecnici. L’Unione europea ’tedesca’ e del nord, ha imposto una politica di austerità che porta solo alla recessione e anche alla depressione. Non é solo un mio giudizio, ma é un giudizio dei più autorevoli premi Nobel. Occorre far ripartire le imprese, riducendo le imposte che su di esse gravano, rilanciando l’apertura al credito e snellendo la burocrazia intorno alle aziende. Solo così si potrà far uscire italiani dal clima di ansia, paura preoccupazione che grava oggi sul Paese”.
“Non tengono vergogna. La sinistra ha monopolizzato nei mesi passati le televisioni con le primarie mentre io dopo le mie dimissioni non ho dato una sola intervista ai giornali italiani o in tv. Ho un credito enorme, in questa settimana credo di aver accumulato 3 ore di presenza. Questi signori sono quelli di sempre, tutto si basa sulla disinformazione e falsità”.
“Si sono scatenate contro di me le Procure e il Tribunale di Milano. E’ il vecchio vizio della sinistra: utilizzare la giustizia per combattere gli avversari politici. E le rivelo una cosa: in queste ore sento e mi si dicono cose molto brutte - che spero non siano vere - circa un disegno dirompente contro di me, di cui si parla con insistenza all’interno della Procura di Milano. E’ una situazione che deve terminare: l’uso politico della giustizia è un cancro che dobbiamo debellare”.
“Avevo proposto a Monti di fare il federatore dei moderati ma sembra essere su un’altra posizione e non ha neppure ritenuto opportuno di farmi una telefonata. Adesso mi trovo costretto, nell’interesse del Paese e per senso di responsabilità, ad essere ancora io il federatore dei moderati”.
“Il governo dei tecnici si è accucciato di fronte alle richieste dell’Ue e soprattutto della Germania. Ora si rende indispensabile un cambio totale di questa politica dei tecnici. L’Unione europea ’tedesca’ e del nord, ha imposto una politica di austerità che porta solo alla recessione e anche alla depressione. Non é solo un mio giudizio, ma é un giudizio dei più autorevoli premi Nobel. Occorre far ripartire le imprese, riducendo le imposte che su di esse gravano, rilanciando l’apertura al credito e snellendo la burocrazia intorno alle aziende. Solo così si potrà far uscire italiani dal clima di ansia, paura preoccupazione che grava oggi sul Paese”.
“Non tengono vergogna. La sinistra ha monopolizzato nei mesi passati le televisioni con le primarie mentre io dopo le mie dimissioni non ho dato una sola intervista ai giornali italiani o in tv. Ho un credito enorme, in questa settimana credo di aver accumulato 3 ore di presenza. Questi signori sono quelli di sempre, tutto si basa sulla disinformazione e falsità”.
“Si sono scatenate contro di me le Procure e il Tribunale di Milano. E’ il vecchio vizio della sinistra: utilizzare la giustizia per combattere gli avversari politici. E le rivelo una cosa: in queste ore sento e mi si dicono cose molto brutte - che spero non siano vere - circa un disegno dirompente contro di me, di cui si parla con insistenza all’interno della Procura di Milano. E’ una situazione che deve terminare: l’uso politico della giustizia è un cancro che dobbiamo debellare”.
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Politica
venerdì 21 dicembre 2012
Berlusconi su Monti: "Lui in campo? Piccolo protagonista"
RASSEGNA STAMPA
da LA REPUBBLICA
21-12-12
Berlusconi su Monti: "Lui in campo? Piccolo protagonista". Attacca La7 e manda un messaggio alla Chiesa
Nuova puntata dell'invasione mediatica del Cavaliere. A Radio Anch'io se la prende col presidente del Consiglio e i centristi. Sulla sinistra: "Strilla, vuol dire che ha paura". Bordate contro La7. A Vaticano e Cei dice: "Si ricordino quello che abbiamo fatto noi". Infine annuncia il "Partito per la Repubblica"
ROMA - Le parole più dure sono per Mario Monti. "Rimarrei sorpreso se ci fosse una partecipazione alla campagna elettorale di Monti, sarei questa volta d'accordo con D'Alema", "non sarebbe nell'interesse di monti diventare piccolo protagonista da deus ex machina quale si era presentato". Così Silvio Berlusconi, ospite di Radio anch'io - quarta incursione mediatica in quattro giorni - parte all'attacco dell'attuale premier, nonché probabile candidato nella corsa per palazzo Chigi. Poi va giù duro sulla politica economica del governo tecnico: "La politica dell'austerità porta alla recessione e alla depressione. Bisogna cambiare completamente la politica economica. Andando avanti così i nostri Paesi saranno costretti a uscire dall'Euro perchè altrimenti si voterebbero al fallimento e al default".
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Politica
martedì 18 dicembre 2012
Berlusconi a "Italia popolare": Dobbiamo rafforzare l'unità del partito
Berlusconi a "Italia popolare":
Dobbiamo rafforzare l'unità
del partito
Il messagio inviato da Silvio Berlusconi al convegno
"Italia Popolare"
I principi che enunciate, gli impegni che prospettate, gli obiettivi che ponete sono quelli che hanno caratterizzato la nostra azione di governo, sono quelli che costituiscono parte integrante della storia che abbiamo scritto insieme dal 1994 ad oggi.
Intorno a questi ideali dobbiamo rafforzare e ribadire l’unità del nostro partito, nato dalla volontà di riunire storie e culture diverse la cui divisione, in passato, ha consentito a una sinistra minoritaria nel paese di prendere il potere. E’ un errore che dobbiamo impegnarci a non ripetere. L’unità del nostro movimento è la premessa per costruire un’aggregazione più vasta, che abbia la capacità, la voglia, l’ambizione di vincere di nuovo
L’Italia dei moderati è maggioranza nel paese. Nell’attuale contesto, se lo riterrà il professor Mario Monti potrà essere il federatore di quest’area. Egli condivide i miei, i vostri, i nostri stessi ideali: quelli della grande famiglia dei Popolari europei.
Abbiamo sostenuto lealmente il governo Monti anche quando non eravamo d’accordo, senza porre mai veti né ricatti, al contrario di quanto ha fatto la sinistr, ma l’azione riformatrice di questo esecutivo non ha potuto contare su una maggioranza omogenea ma è stata spesso costretta a subire l’influenza nefasta della sinistra e della Cgil.
Se Monti accettasse l’invito che più volte gli ho rivolto, da ultima a Bruxelles di fronte alla platea del Ppe, non sprecheremo certo un’occasione storica per vincere le elezioni.
Come nel ’94, però per centrare l’obiettivo della vittoria occorre uscire dagli schemi vecchi e logori, rompere le barriere che si oppongono all’innovazione, mettere in collegamento storie e culture diverse.
Mentre il campo della sinistra è bene organizzato e appare come una macchina da guerra gioiosamente lanciata verso il successo, l’altra parte - la nostra parte - sembra impegnata più in sterili polemiche che non a far fronte comune per battere gli avversari.
Dovremo fino all’ultimo lavorare affinché il progetto dell’unione dei moderati si realizzi. Ma se ciò non dovesse essere possibile, soltanto da noi potrà provenire la forza necessaria per contrastare e battere la sinistra di Bersani e di Vendola.
Noi siamo in campo pronti ad ogni sfida, sicuri di poter rappresentare, tutti insieme, la speranza dell’Italia libera che non si arrende.
Intorno a questi ideali dobbiamo rafforzare e ribadire l’unità del nostro partito, nato dalla volontà di riunire storie e culture diverse la cui divisione, in passato, ha consentito a una sinistra minoritaria nel paese di prendere il potere. E’ un errore che dobbiamo impegnarci a non ripetere. L’unità del nostro movimento è la premessa per costruire un’aggregazione più vasta, che abbia la capacità, la voglia, l’ambizione di vincere di nuovo
L’Italia dei moderati è maggioranza nel paese. Nell’attuale contesto, se lo riterrà il professor Mario Monti potrà essere il federatore di quest’area. Egli condivide i miei, i vostri, i nostri stessi ideali: quelli della grande famiglia dei Popolari europei.
Abbiamo sostenuto lealmente il governo Monti anche quando non eravamo d’accordo, senza porre mai veti né ricatti, al contrario di quanto ha fatto la sinistr, ma l’azione riformatrice di questo esecutivo non ha potuto contare su una maggioranza omogenea ma è stata spesso costretta a subire l’influenza nefasta della sinistra e della Cgil.
Se Monti accettasse l’invito che più volte gli ho rivolto, da ultima a Bruxelles di fronte alla platea del Ppe, non sprecheremo certo un’occasione storica per vincere le elezioni.
Come nel ’94, però per centrare l’obiettivo della vittoria occorre uscire dagli schemi vecchi e logori, rompere le barriere che si oppongono all’innovazione, mettere in collegamento storie e culture diverse.
Mentre il campo della sinistra è bene organizzato e appare come una macchina da guerra gioiosamente lanciata verso il successo, l’altra parte - la nostra parte - sembra impegnata più in sterili polemiche che non a far fronte comune per battere gli avversari.
Dovremo fino all’ultimo lavorare affinché il progetto dell’unione dei moderati si realizzi. Ma se ciò non dovesse essere possibile, soltanto da noi potrà provenire la forza necessaria per contrastare e battere la sinistra di Bersani e di Vendola.
Noi siamo in campo pronti ad ogni sfida, sicuri di poter rappresentare, tutti insieme, la speranza dell’Italia libera che non si arrende.
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Politica
Berlusconi a ''Domenica Live'': L'Imu va assolutamente abolita, è una patrimoniale sulla casa
Berlusconi a ''Domenica Live'':
L'Imu va assolutamente abolita,
è una patrimoniale sulla casa
Alcuni passaggi dell'intervista del Presidente a ''Domenica live'' su
Canale 5
"Sulla politica fiscale vogliamo cambiare l’orientamento della politica del governo dei tecnici, che hanno preso alla lettera le indicazioni dell’Europa.
La ricetta che la Germania propone è qualcosa che se applicato ad una economia in sviluppo ha risultati ma su una economia già in crisi porta alla recessione. Questa è la motivazione per la quale non abbiamo dato il nostro voto positivo all’esecutivo, anche se non abbiamo fatto mancare la fiducia.
L’obiettivo è diminuire la pressione fiscale, speriamo di un punto all’anno, intervenendo sugli sprechi e aiutando le imprese, così che aumenti il Prodotto interno lordo.
L’Imu è un’imposta che va assolutamente abolita, è una patrimoniale sulla prima casa. La casa è un qualcosa di sacro e non si tocca. Se vinciamo noi, non ci sarà mai più un’imposta sulla casa da qui in avanti."
"Le feste di Arcore non erano nulla di illegale, erano solo cene eleganti. Comunque, forse devo chiedere scusa a chi si è riconosciuto in me e lo chiedo volentieri.
Era un periodo particolare, in cui mi sentivo solo: avevo divorziato, mia madre era morta, mia sorella pure e i miei figli erano in giro per il mondo...e allora qualcuno mi disse di distrarmi con alcune serate e sono caduto nel tranello costruito dalla magistratura milanese, cose che in una democrazia civile non dovrebbero accadere.
Domando scusa di cuore alle persone che mi hanno dato il voto e che poi leggendo i giornali hanno visto queste cose, tutte menzogne."
La ricetta che la Germania propone è qualcosa che se applicato ad una economia in sviluppo ha risultati ma su una economia già in crisi porta alla recessione. Questa è la motivazione per la quale non abbiamo dato il nostro voto positivo all’esecutivo, anche se non abbiamo fatto mancare la fiducia.
L’obiettivo è diminuire la pressione fiscale, speriamo di un punto all’anno, intervenendo sugli sprechi e aiutando le imprese, così che aumenti il Prodotto interno lordo.
L’Imu è un’imposta che va assolutamente abolita, è una patrimoniale sulla prima casa. La casa è un qualcosa di sacro e non si tocca. Se vinciamo noi, non ci sarà mai più un’imposta sulla casa da qui in avanti."
"Le feste di Arcore non erano nulla di illegale, erano solo cene eleganti. Comunque, forse devo chiedere scusa a chi si è riconosciuto in me e lo chiedo volentieri.
Era un periodo particolare, in cui mi sentivo solo: avevo divorziato, mia madre era morta, mia sorella pure e i miei figli erano in giro per il mondo...e allora qualcuno mi disse di distrarmi con alcune serate e sono caduto nel tranello costruito dalla magistratura milanese, cose che in una democrazia civile non dovrebbero accadere.
Domando scusa di cuore alle persone che mi hanno dato il voto e che poi leggendo i giornali hanno visto queste cose, tutte menzogne."
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Politica
Per comporre bisogna prima scomporre
RASSEGNA STAMPA
da IL TEMPO
17.12.2012
Per comporre bisogna prima scomporre
di Mario Sechi L’anno prossimo l’Italia emetterà debito per 388 miliardi
di euro e non sono né uno show a Canale 5 né una fermata
alla pompa di benzina a Bettola a convincere chi compra
e vende i nostri titoli di Stato. Tanto meno è utile
la narrazione del fidanzamento di Berlusconi o la riedizione di una
sinistra che strilla alla vista del domenicale conflitto d’interessi del
Cavaliere e fa un salto indietro di vent’anni. L’Italia ha bisogno di
andare avanti e di «scomporre» questo giochino che darà qualche
titolo di giornale ma rischia di affondare i titoli dello Stato.
di euro e non sono né uno show a Canale 5 né una fermata
alla pompa di benzina a Bettola a convincere chi compra
e vende i nostri titoli di Stato. Tanto meno è utile
la narrazione del fidanzamento di Berlusconi o la riedizione di una
sinistra che strilla alla vista del domenicale conflitto d’interessi del
Cavaliere e fa un salto indietro di vent’anni. L’Italia ha bisogno di
andare avanti e di «scomporre» questo giochino che darà qualche
titolo di giornale ma rischia di affondare i titoli dello Stato.
La storia è sempre fonte d’insegnamenti e la politica vi ricorre per giustificar
e i suoi usi e abusi. Un pezzo dell’intellighentsia che cerca di ingegnerizzare il
prossimo scenario politico ricorre alla figura di Aldo Moro per dare nobiltà a
uno schema in cui Mario Monti è solo una pedina del centrosinistra.
Ma i saggi prendono a prestito il Moro che voleva «comporre» e dimenticano
quello che sosteneva la necessità prima di«scomporre». Il problema è tutto
in questa seconda parte, quella dello scomporre.
Pier Luigi Bersani, cercando un assetto variabile del Partito Democratico, ha
deciso di allearsi con Nichi Vendola. Lo ha fatto confidando solo nei numeri
(una maggioranza per controllare Camera e Senato), ma lasciando da parte
la qualità del governo che ne sarebbe uscito. La contraddizione del binomio
però non sfugge né all’Europa né ai mercati.
e i suoi usi e abusi. Un pezzo dell’intellighentsia che cerca di ingegnerizzare il
prossimo scenario politico ricorre alla figura di Aldo Moro per dare nobiltà a
uno schema in cui Mario Monti è solo una pedina del centrosinistra.
Ma i saggi prendono a prestito il Moro che voleva «comporre» e dimenticano
quello che sosteneva la necessità prima di«scomporre». Il problema è tutto
in questa seconda parte, quella dello scomporre.
Pier Luigi Bersani, cercando un assetto variabile del Partito Democratico, ha
deciso di allearsi con Nichi Vendola. Lo ha fatto confidando solo nei numeri
(una maggioranza per controllare Camera e Senato), ma lasciando da parte
la qualità del governo che ne sarebbe uscito. La contraddizione del binomio
però non sfugge né all’Europa né ai mercati.
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venerdì 7 dicembre 2012
Brunetta: Legge di stabilità e poi voto a marzo Alcuni passaggi dell'intervento a Tgcom
Brunetta: Legge di stabilità e
poi voto a marzo
Alcuni passaggi dell'intervento a Tgcom
"Voto a marzo dopo la legge di stabilità? Penso di sì perché la legge di stabilità l’abbiamo riscritta noi visto che quella del governo non era buona. Abbiamo finalmente detto basta al governo Monti.
Dopo 13 mesi la nostra economia e’ sul baratro. Riforme sbagliate come quella delle pensioni che ci costa 10 miliardi con il problema degli esodati. Un anno fa eravamo nel piano della speculazione contro il nostro debito sovrano, di questa si e’ avvantaggiata l’opposizione. Non potevamo fare altro che appoggiare un governo tecnico che svelasse questo. Il risultato é invece che Monti ha obbedito alla pistola puntata della Merkel con una manovra spaventosamente recessiva. Il risultato é un milione di disoccupati in più. Io conosco Monti da trent’anni, è senatore a vita e non credo che possa avere altre velleità politiche a patto che non venga chiamato. Sinceramente non è tra le mie priorità il destino del professor Monti".
Dopo 13 mesi la nostra economia e’ sul baratro. Riforme sbagliate come quella delle pensioni che ci costa 10 miliardi con il problema degli esodati. Un anno fa eravamo nel piano della speculazione contro il nostro debito sovrano, di questa si e’ avvantaggiata l’opposizione. Non potevamo fare altro che appoggiare un governo tecnico che svelasse questo. Il risultato é invece che Monti ha obbedito alla pistola puntata della Merkel con una manovra spaventosamente recessiva. Il risultato é un milione di disoccupati in più. Io conosco Monti da trent’anni, è senatore a vita e non credo che possa avere altre velleità politiche a patto che non venga chiamato. Sinceramente non è tra le mie priorità il destino del professor Monti".
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Politica
Alfano alla Camera: Conclusa l'esperienza del governo Monti
Alfano alla Camera: Conclusa
l'esperienza del governo Monti
Il discorso del segretario politico del Pdl alla Camera
Signor Presidente, onorevoli colleghi,
apprendiamo oggi con una certa sorpresa che la notizia di oggi è che è morta la speranza dell’onorevole Bersani e dei colleghi di sinistra in un centrodestra migliore e più forte. Non ci eravamo mai accorti che avessero coltivato questa speranza. Hanno piuttosto coltivato la speranza di abbattere in tutti i modi un’area politica che è stata, e siamo convinti rimarrà, maggioranza in questo Paese.
Ecco perché noi vorremmo dire con grande chiarezza che quando l’onorevole Bersani dice che la nostra campagna elettorale sarà fatta con slogan, con concetti di «no tasse», «no Europa», «no regole», «no comunisti», l’unica cosa che azzecca è «no comunisti». Lo diremo non perché crediamo che mangino i bambini, ma perché crediamo che facciano sbagliare la riforma del mercato del lavoro, che non firmino l’accordo sulla produttività (Applausi dei deputati del gruppo popolo della Libertà), che non mandino avanti la libera intrapresa, che immaginino un quadro di regole che siano contro il lavoro e le imprese. Non loro, gli effetti tralatici della loro cultura.
E adesso veniamo alla ragione che ci porta a fare questi interventi qui. La ragione è una, ed è questa: vedete, 13 mesi fa questo Governo nacque perché le cose andassero meglio. Dopo 13 mesi le cose vanno peggio. Non abbiamo bisogno di troppi argomenti. Noi abbiamo agevolato, acconsentito, voluto la nascita di questo Governo ed il Presidente Berlusconi, che non era stato sfiduciato da quest’Aula e non aveva perso le elezioni, ha detto di sì alla nascita di un Governo, nella speranza che nel nostro Paese le cose andassero meglio. Ed oggi che siamo qui a dire che consideriamo conclusa l’esperienza di questo Governo, vogliamo dare atto al Presidente Monti che nulla del nostro giudizio ha che fare con la rispettabilità della sua persona, con il decoro con cui ha servito e serve le istituzioni repubblicane, con la lealtà con cui ha condotto il rapporto con le forze politiche e con la nostra in particolare.
Nel momento anche del giudizio negativo nei confronti di questo Governo, noi abbiamo il dovere di dire agli italiani perché pensiamo che le cose vadano peggio. Pensiamo che le cose vadano peggio perché il debito pubblico è peggiorato, perché non abbiamo visto nessuna strategia di sviluppo, perché il PIL è diminuito, perché la produzione industriale è diminuita, perché i consumi sono in picchiata, perché l’inflazione è cresciuta, perché la disoccupazione è cresciuta, perché le tasse sono aumentate, perché la produzione nel settore delle costruzioni è crollata, perché è crollata la compravendita degli immobili e perché sono stati compiuti alcuni errori.
Noi crediamo anche che gli errori principali di questo Governo li ha fatti compiere il Partito Democratico. Mi riferisco più specificamente alla riforma del mercato del lavoro che anche nel momento in cui il Partito Democratico aveva dato un’apertura ... Calma, calma!La cosa che intendo ribadire è che sulla riforma del mercato del lavoro, quando anche il Partito Democratico aveva dato una disponibilità ad una riforma che fosse veramente tale, il Partito Democratico si è piegato ai diktat della CGIL, che a sua volta ha subito i diktat della FIOM.
Questa è la verità di questi mesi, e noi vogliamo evitare che questa sia la verità per i prossimi anni, cioè un Governo a trazione economica della CGIL e questo è il motivo per cui noi diremo queste cose con grande chiarezza. Vedete, noi abbiamo notato come alcune cose in questi mesi non siano andate bene. L’epilogo è stato il voto sbagliato, sbagliatissimo, dell’Italia all’ONU sullo Stato di Palestina che ha riorientato la politica estera italiana in una direzione che non è quella che ha fatto bene all’Italia in questi anni. Noi lo consideriamo un errore e lo ascriviamo, anche in questo caso, al cattivo condizionamento della sinistra nei confronti di questo Governo. Anche in materia di giustizia, noi abbiamo fatto un patto con le forze politiche che sostenevano questo Governo, che fosse approvata la legge contro la corruzione, che portava la mia prima firma come Ministro della giustizia e che era stata proposta dal Governo Berlusconi. Quel disegno di legge è stato approvato e quell’impegno è stato onorato.
Ieri è stato approvato il decreto attuativo di quel disegno di legge e noi salutiamo con favore quell’approvazione, ma riscontriamo che il Governo non ha avuto la forza, forse, di mantenere gli altri due impegni e cioè una seria regolamentazione dell’abuso delle intercettazioni e l’approvazione della responsabilità civile dei magistrati che sono l’unico corpo istituzionale di questo Paese che ha diritto a sbagliare senza rispondere dell’errore. Noi vorremmo che il Governo impiegasse le ultime settimane che ha davanti per adempiere all’impegno assunto anche con noi. Noi vorremmo che gli impegni in materia di giustizia fossero mantenuti. Così come - lo dico con il sorriso e con altrettanta chiarezza all’onorevole Casini e all’onorevole Bersani che hanno abusato dell’espressione irresponsabilità o irresponsabili - noi non ci faremo attaccare addosso la lettera scarlatta della «i» di irresponsabili.
Sapete perché non ce la faremo attaccare addosso? Perché noi non siamo stati e non siamo degli irresponsabili. Semplicemente non crediamo che responsabilità faccia rima con cecità e non crediamo che il rispetto delle istituzioni coincida con il dispetto alla realtà delle cose. Noi ieri non abbiamo votato la sfiducia perché votare la sfiducia avrebbe forse causato per il nostro Paese l’abisso dell’esercizio provvisorio. Noi ieri non abbiamo votato la sfiducia perché vogliamo concludere ordinatamente questa legislatura. Noi non abbiamo votato la sfiducia perché consideriamo conclusa l’esperienza del Governo Monti ma non vogliamo mandare le istituzioni e il Paese a scatafascio. Questo è il nostro senso di responsabilità, come è stato responsabile da parte nostra votare provvedimenti che, in buona misura, non abbiamo condiviso perché siamo stati persone di parola e abbiamo votato «sì» anche quando non abbiamo pienamente condiviso, perché era stato il nostro impegno quello di sostenere questo Governo.
A questo gesto e a questa scelta noi abbiamo pagato un conto salato anche con il nostro elettorato, un elettorato al quale noi ci rivolgeremo dicendo esattamente ciò che pensiamo. Pensiamo di credere nell’Europa, e pensiamo che però credere nell’Europa non significhi dire sempre di «sì» alla Germania e alla Francia. Noi crediamo che le tasse vadano pagate ed è il motivo per cui abbiamo combattuto contro l’evasione raddoppiando, dal 2008 al 2011, l’incasso della lotta all’evasione, ma siamo contro le violenze nella esazione e siamo per rivedere i poteri di Equitalia. Noi crediamo che le tasse vadano pagate ma che, al pari del debito pubblico e al pari della spesa pubblica, siano troppo alte e dunque vadano diminuite unitamente al debito pubblico e alla spesa pubblica. Dire questo è dire esattamente ciò in cui abbiamo sempre creduto.
Vedete, abbiamo capito su che cosa farete la campagna elettorale, la campagna elettorale sarà fatta spiegando che ci sono protagonisti della vita politica italiana recentemente precipitati qui da Marte che non hanno svolto ruoli nelle istituzioni e che devono spiegare a noi che cos’è la responsabilità di Governo.
Noi sappiamo cos’è la fatica del Governo e lo diciamo anche al Presidente Monti, ma non accettiamo, onorevole Bersani, che voi facciate i marziani. Voi avete governato questo Paese per otto anni dall’avvio della seconda Repubblica, governate le città, governate i comuni e non vi consentiremo di sottrarvi alle vostre responsabilità. E, in conclusione, vi dico una cosa, che è la cosa su cui noi ci impegneremo da qui alla conclusione della legislatura e poi in campagna elettorale; glielo dico con una certa fermezza e con una certa solennità dal nostro punto di vista: noi non faremo riscrivere da voi la nostra storia. Noi non consentiremo che siate voi a scrivere la nostra storia anche perché, quando scrivete la storia, amate usare il bianchetto per le cose che vi convengono e l’evidenziatore per quelle che non vi convengono. Noi ci siamo, restiamo in campo e combatteremo un’altra partita per vincere in questo Paese e dare ai moderati italiani una prospettiva che sia alternativa a quella vostra.
apprendiamo oggi con una certa sorpresa che la notizia di oggi è che è morta la speranza dell’onorevole Bersani e dei colleghi di sinistra in un centrodestra migliore e più forte. Non ci eravamo mai accorti che avessero coltivato questa speranza. Hanno piuttosto coltivato la speranza di abbattere in tutti i modi un’area politica che è stata, e siamo convinti rimarrà, maggioranza in questo Paese.
Ecco perché noi vorremmo dire con grande chiarezza che quando l’onorevole Bersani dice che la nostra campagna elettorale sarà fatta con slogan, con concetti di «no tasse», «no Europa», «no regole», «no comunisti», l’unica cosa che azzecca è «no comunisti». Lo diremo non perché crediamo che mangino i bambini, ma perché crediamo che facciano sbagliare la riforma del mercato del lavoro, che non firmino l’accordo sulla produttività (Applausi dei deputati del gruppo popolo della Libertà), che non mandino avanti la libera intrapresa, che immaginino un quadro di regole che siano contro il lavoro e le imprese. Non loro, gli effetti tralatici della loro cultura.
E adesso veniamo alla ragione che ci porta a fare questi interventi qui. La ragione è una, ed è questa: vedete, 13 mesi fa questo Governo nacque perché le cose andassero meglio. Dopo 13 mesi le cose vanno peggio. Non abbiamo bisogno di troppi argomenti. Noi abbiamo agevolato, acconsentito, voluto la nascita di questo Governo ed il Presidente Berlusconi, che non era stato sfiduciato da quest’Aula e non aveva perso le elezioni, ha detto di sì alla nascita di un Governo, nella speranza che nel nostro Paese le cose andassero meglio. Ed oggi che siamo qui a dire che consideriamo conclusa l’esperienza di questo Governo, vogliamo dare atto al Presidente Monti che nulla del nostro giudizio ha che fare con la rispettabilità della sua persona, con il decoro con cui ha servito e serve le istituzioni repubblicane, con la lealtà con cui ha condotto il rapporto con le forze politiche e con la nostra in particolare.
Nel momento anche del giudizio negativo nei confronti di questo Governo, noi abbiamo il dovere di dire agli italiani perché pensiamo che le cose vadano peggio. Pensiamo che le cose vadano peggio perché il debito pubblico è peggiorato, perché non abbiamo visto nessuna strategia di sviluppo, perché il PIL è diminuito, perché la produzione industriale è diminuita, perché i consumi sono in picchiata, perché l’inflazione è cresciuta, perché la disoccupazione è cresciuta, perché le tasse sono aumentate, perché la produzione nel settore delle costruzioni è crollata, perché è crollata la compravendita degli immobili e perché sono stati compiuti alcuni errori.
Noi crediamo anche che gli errori principali di questo Governo li ha fatti compiere il Partito Democratico. Mi riferisco più specificamente alla riforma del mercato del lavoro che anche nel momento in cui il Partito Democratico aveva dato un’apertura ... Calma, calma!La cosa che intendo ribadire è che sulla riforma del mercato del lavoro, quando anche il Partito Democratico aveva dato una disponibilità ad una riforma che fosse veramente tale, il Partito Democratico si è piegato ai diktat della CGIL, che a sua volta ha subito i diktat della FIOM.
Questa è la verità di questi mesi, e noi vogliamo evitare che questa sia la verità per i prossimi anni, cioè un Governo a trazione economica della CGIL e questo è il motivo per cui noi diremo queste cose con grande chiarezza. Vedete, noi abbiamo notato come alcune cose in questi mesi non siano andate bene. L’epilogo è stato il voto sbagliato, sbagliatissimo, dell’Italia all’ONU sullo Stato di Palestina che ha riorientato la politica estera italiana in una direzione che non è quella che ha fatto bene all’Italia in questi anni. Noi lo consideriamo un errore e lo ascriviamo, anche in questo caso, al cattivo condizionamento della sinistra nei confronti di questo Governo. Anche in materia di giustizia, noi abbiamo fatto un patto con le forze politiche che sostenevano questo Governo, che fosse approvata la legge contro la corruzione, che portava la mia prima firma come Ministro della giustizia e che era stata proposta dal Governo Berlusconi. Quel disegno di legge è stato approvato e quell’impegno è stato onorato.
Ieri è stato approvato il decreto attuativo di quel disegno di legge e noi salutiamo con favore quell’approvazione, ma riscontriamo che il Governo non ha avuto la forza, forse, di mantenere gli altri due impegni e cioè una seria regolamentazione dell’abuso delle intercettazioni e l’approvazione della responsabilità civile dei magistrati che sono l’unico corpo istituzionale di questo Paese che ha diritto a sbagliare senza rispondere dell’errore. Noi vorremmo che il Governo impiegasse le ultime settimane che ha davanti per adempiere all’impegno assunto anche con noi. Noi vorremmo che gli impegni in materia di giustizia fossero mantenuti. Così come - lo dico con il sorriso e con altrettanta chiarezza all’onorevole Casini e all’onorevole Bersani che hanno abusato dell’espressione irresponsabilità o irresponsabili - noi non ci faremo attaccare addosso la lettera scarlatta della «i» di irresponsabili.
Sapete perché non ce la faremo attaccare addosso? Perché noi non siamo stati e non siamo degli irresponsabili. Semplicemente non crediamo che responsabilità faccia rima con cecità e non crediamo che il rispetto delle istituzioni coincida con il dispetto alla realtà delle cose. Noi ieri non abbiamo votato la sfiducia perché votare la sfiducia avrebbe forse causato per il nostro Paese l’abisso dell’esercizio provvisorio. Noi ieri non abbiamo votato la sfiducia perché vogliamo concludere ordinatamente questa legislatura. Noi non abbiamo votato la sfiducia perché consideriamo conclusa l’esperienza del Governo Monti ma non vogliamo mandare le istituzioni e il Paese a scatafascio. Questo è il nostro senso di responsabilità, come è stato responsabile da parte nostra votare provvedimenti che, in buona misura, non abbiamo condiviso perché siamo stati persone di parola e abbiamo votato «sì» anche quando non abbiamo pienamente condiviso, perché era stato il nostro impegno quello di sostenere questo Governo.
A questo gesto e a questa scelta noi abbiamo pagato un conto salato anche con il nostro elettorato, un elettorato al quale noi ci rivolgeremo dicendo esattamente ciò che pensiamo. Pensiamo di credere nell’Europa, e pensiamo che però credere nell’Europa non significhi dire sempre di «sì» alla Germania e alla Francia. Noi crediamo che le tasse vadano pagate ed è il motivo per cui abbiamo combattuto contro l’evasione raddoppiando, dal 2008 al 2011, l’incasso della lotta all’evasione, ma siamo contro le violenze nella esazione e siamo per rivedere i poteri di Equitalia. Noi crediamo che le tasse vadano pagate ma che, al pari del debito pubblico e al pari della spesa pubblica, siano troppo alte e dunque vadano diminuite unitamente al debito pubblico e alla spesa pubblica. Dire questo è dire esattamente ciò in cui abbiamo sempre creduto.
Vedete, abbiamo capito su che cosa farete la campagna elettorale, la campagna elettorale sarà fatta spiegando che ci sono protagonisti della vita politica italiana recentemente precipitati qui da Marte che non hanno svolto ruoli nelle istituzioni e che devono spiegare a noi che cos’è la responsabilità di Governo.
Noi sappiamo cos’è la fatica del Governo e lo diciamo anche al Presidente Monti, ma non accettiamo, onorevole Bersani, che voi facciate i marziani. Voi avete governato questo Paese per otto anni dall’avvio della seconda Repubblica, governate le città, governate i comuni e non vi consentiremo di sottrarvi alle vostre responsabilità. E, in conclusione, vi dico una cosa, che è la cosa su cui noi ci impegneremo da qui alla conclusione della legislatura e poi in campagna elettorale; glielo dico con una certa fermezza e con una certa solennità dal nostro punto di vista: noi non faremo riscrivere da voi la nostra storia. Noi non consentiremo che siate voi a scrivere la nostra storia anche perché, quando scrivete la storia, amate usare il bianchetto per le cose che vi convengono e l’evidenziatore per quelle che non vi convengono. Noi ci siamo, restiamo in campo e combatteremo un’altra partita per vincere in questo Paese e dare ai moderati italiani una prospettiva che sia alternativa a quella vostra.
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domenica 16 settembre 2012
Berlusconi: Bisogna dare al Paese una vera guida
Berlusconi: Bisogna dare
al Paese una vera guida
Il Presidente ha parlato a Venezia, prima di imbarcarsi per
la crociera organizzata da "Il Giornale"
“Attualmente la situazione politica è confusa, molto frazionata, è quindi opportuno guardare allo sviluppo di questa situazione.
E’ necessario dare al Paese una guida che sia effettivamente tale, che possa intervenire per rendere governabile il Paese attraverso il cambiamento della Costituzione e che non prosegua questa politica che ci porta irreversibilmente verso la recessione.
E’ necessario dare al Paese una guida che sia effettivamente tale, che possa intervenire per rendere governabile il Paese attraverso il cambiamento della Costituzione e che non prosegua questa politica che ci porta irreversibilmente verso la recessione.
La mia candidatura alle prossime elezioni dipenderà dalle condizioni che si verificheranno, da quale sarà la legge elettorale"
Silvio Berlusconi, Venezia, 15 settembre 2012
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sabato 15 settembre 2012
«Mi candido?Dipende da legge elettorale»
Silvio Berlusconi: «Bisogna dare al Paese una vera guida. Basta con questa politica che porta alla recessione»
E' necessario dare al «paese una guida che sia effettivamente tale, che possa intervenire per rendere, attraverso il cambiamento della Costituzione, governabile il paese». E che «non prosegua questa politica che ci porta irreversibilmente verso la recessione. Lo dice l'ex premier Berlusconi arrivando a Venezia per la crociera organizzata da Il Giornale. Era atteso da tempo, dopo aver disertato la festa di Atreju dei giovani del Pdl, di ritorno (venerdì) da una lunga vacanza in Kenya, dove è stato ospite della tenuta «Lion in the Sun» di Flavio Briatore, eccolo di nuovo sul proscenio della politica, pronto a dire la sua. Berlusconi è apparso in forma e sorridente ai cronisti che lo attendevano all'aeroporto «Marco Polo» di Tessera, da dove ha raggiunto Venezia. Quando i giornalisti l'hanno salutato, Berlusconi ha risposto a chi gli diceva che sembrava in grande forma, «eh, ho fatto un po' di sacrifici».
RASSEGNA STAMPA
da IL CORRIERE DELLA SERA de il 15.09.12
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martedì 7 agosto 2012
Monti dà i numeri: col Cav spread a 1200
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RASSEGNA STAMPA
IL GIORNALE del 07.08.2012
Monti dà i numeri: col Cav spread a 1200
Monti al WSJ: "Se il precedente governo fosse ancora in carica, ora lo spread italiano sarebbe a 1200 o qualcosa di simile". Poi Palazzo Chigi rettifica: "Non c’è alcuna intenzione polemica nei confronti del precedente esecutivo. La stima dello spread a 1.200 è il frutto di una proiezione degli effetti della speculazione sull’Italia". Cicchitto: "Provocazione ingiustificabile". Gasparri: "Potremmo stancarci". Poi Monti sulla concertazione: "E' come il dentifricio, serve il tappo"
Monti al WSJ: "Se il precedente governo fosse ancora in carica, ora lo spread italiano sarebbe a 1200 o qualcosa di simile". Poi Palazzo Chigi rettifica: "Non c’è alcuna intenzione polemica nei confronti del precedente esecutivo. La stima dello spread a 1.200 è il frutto di una proiezione degli effetti della speculazione sull’Italia". Cicchitto: "Provocazione ingiustificabile". Gasparri: "Potremmo stancarci". Poi Monti sulla concertazione: "E' come il dentifricio, serve il tappo"
"Se il precedente governo fosse ancora in carica, ora lo spread italiano sarebbe a 1200 o qualcosa di simile".
Adesso, in una intervista rilasciata il mese scorso al Wall Street Journal e pubblicata solo oggi sul sito on line, il presidente del Consiglio fa un'analisi della situazione e afferma che "gli spread sono ancora alti perché il nostro debito è oggettivamente molto alto e i mercati hanno iniziato a realizzare in maniera drammatica che la governance dell’eurozona è ancora debole. La Francia ha fatto molte meno riforme rispetto a noi ma i suoi spread rimangono bassi. Penso che la ragione sia che la gente crede che mai la Germania lascerà andare la Francia".A dare i numeri è il premier Mario Monti. Lo stesso premier che prima si era detto sicuro di riuscire ad abbassare il differenziale di rendimento Btp-Bund salvo poi (una volta che ha sfondato la quota dei 500 punti) dire che lo spread non dipendesse da lui.
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