Visualizzazione post con etichetta Politica. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Politica. Mostra tutti i post

sabato 18 aprile 2020

MELONI: C'E' UNA MAGGIORANZA PER DIRE NO AL MES

• MELONI :: IL VOTO EUROPEO CI DICE CHE NEL PARLAMENTO ITALIANO C'E' UNA MAGGIORANZA PER DIRE NO AL MES • • • • • 18 Aprile 2020 • “Per Fratelli d’Italia lo strumento finanziario più utile in questa fase è quello degli Eurobond e in questo senso abbiamo votato anche al Parlamanento europeo. Il Mes invece è un cappio al collo per mettere in ginocchio l’Italia. Mi dispiace che Conte e il m5s non abbiano voluto accettare un voto parlamentare perché il voto Ue ci dice che nel parlamento italiano c’è una maggioranza per dire no al Mes. Conte, però, scappa per non dover ammettere di avere una maggioranza spaccata di cui fa parte il PD, che è il più grande sostenitore del Mes”. Lo dice nel corso di una intervista all’agenzia Vista, il presidente di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni.

mercoledì 23 aprile 2014

I PROVVEDIMENTI DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI N.14




La Presidenza del Consiglio comunica che il 18 aprile 2014:
Il Consiglio dei Ministri si è riunito  a Palazzo Chigi, sotto la presidenza del Presidente del Consiglio, Matteo Renzi. Segretario il Sottosegretario di Stato alla Presidenza, Graziano Delrio.
*****
Misure per la competitività e la giustizia sociale - Per un’Italia coraggiosa e semplice – Decreto legge
Su proposta del Presidente Matteo Renzi e del Ministro dell’Economia e delle Finanze,  Pietro Carlo Padoan, il Consiglio dei Ministri ha varato  oggi il decreto-legge per interventi finalizzati a  maggior efficienza, razionalizzazione, equità e rilancio del Paese. Il decreto-legge prevede misure urgenti per la competitività e la giustizia sociale: Ora Italia Coraggiosa e Semplice.
In particolare, le misure di riduzione del cuneo fiscale hanno l’obiettivo di stimolare l’economia attraverso un aumento dei consumi e la creazione di un ambiente economico più favorevole agli imprenditori e agli investimenti produttivi. L'impatto potenziale dei due interventi combinati, in favore dei lavoratori dipendenti e in favore delle imprese, è tale da invertire la crisi di fiducia che frena il sistema economico del Paese e può cambiare il verso della fase economica che viene da una lunga recessione.
Questi interventi comportano un onere per le finanze pubbliche in termini di minori introiti o maggiori spese per un importo complessivo di 7,7 miliardi.
Dall’altro lato, le misure per un’Italia coraggiosa e semplice riguardano un forte impegno per una Pubblica amministrazione più efficiente, dotata di strumenti più intelligenti, a costi più ridotti. L’opera di Revisione della Spesa va infatti a individuare sia interventi destinati a ridurre sprechi e inefficienze, a ridurre i costi della politica, sia misure per  avviare la trasformazione degli apparati dello Stato e delle amministrazioni centrali e periferiche verso un assetto più funzionale, sobrio ed efficiente.
Rilancio dell’economia attraverso la riduzione del cuneo fiscale - Meno tasse per lavoratori dipendenti e assimilati  e meno tasse per le imprese
Dieci miliardi per dieci milioni di persone che beneficeranno del taglio del cuneo fiscale su base annua: è la misura che apre il decreto, prevedendo i 6,7 miliardi a copertura da maggio a dicembre  2014. Attraverso un credito di imposta a partire dalle buste paga relative al mese lavorativo di maggio 2014 aumenta la retribuzione netta dei lavoratori dipendenti e assimilati che guadagnano tra 8.000 e 24.000 euro lordi e che avranno 80 euro in più al mese.
La seconda misura di riduzione fiscale riguarda l’Irap, che viene tagliata del 10% e  la cui aliquota principale scenderà dal 3,9% al 3,5%. Il beneficio finanziario per le imprese nell’anno 2014 è pari a 700 milioni.
Rafforzamento del contrasto all’evasione fiscale
Dal recupero dell’evasione fiscale sono 300 i milioni recuperati dalle iniziative del 2013. Il governo intende rafforzare la lotta all’evasione realizzando, anche su indicazioni delle Camere - cui presenterà entro 60 giorni dall’entrata in vigore del decreto un rapporto di monitoraggio - un programma di ulteriori misure ed interventi di prevenzione e di contrasto e allo scopo di conseguire nell’anno 2015 un incremento di almeno 2 miliardi di euro di entrate rispetto a quelle ottenute nell’anno 2013.
Pagamento dei debiti arretrati delle pubbliche amministrazioni 
Viene incrementato il plafond delle risorse finanziarie a disposizione degli enti delle pubbliche amministrazioni che hanno debiti nei confronti di terzi. Oltre ai 47 miliardi già stanziati, in parte pagati e in parte in corso di pagamento, il Governo rende disponibili ulteriori 13 miliardi.
Inoltre viene istituito il meccanismo che agevola la cessione del credito delle imprese agli istituti finanziari, grazie a una garanzia dello Stato e al ruolo di Cassa Depositi e Prestiti.
L’ulteriore pagamento di debiti commerciali delle pubbliche amministrazioni produrrà nel 2014 un incremento del gettito dell’IVA dovuto (calcolato prudenzialmente su 5 miliardi di euro, che corrispondono alle richieste pervenute dagli enti debitori) per 650 milioni.
Revisione della spesa, semplificazione ed efficienza nelle pubbliche amministrazioni 
Al fine di rendere più razionale ed efficace la spesa di funzionamento della burocrazia pubblica per beni e servizi, vengono individuati soggetti aggregatori di riferimento per stabilire condizioni standard di acquisto, tra cui Consip e una centrale di committenza per ogni regione. Il numero complessivo di soggetti aggregatori sul territorio nazionale non può essere superiore a 35.
Le amministrazioni pubbliche debbono pubblicare sui siti istituzionali ed attraverso un portale unico i dati relativi alla spesa e l’indicatore della tempestività dei pagamenti.
A decorrere dall’entrata in vigore del decreto è inoltre prevista - ripartita in egual misura tra Stato, Regioni ed enti locali - una riduzione della spesa per beni e servizi pari 2.100 milioni.
Un tetto di acquisto riguarda anche le auto  di servizio -  tranne i mezzi indispensabili per servizi di sicurezza e sociali – e che vedrà ad esempio l’assegnazione di sole 5 auto di servizio a Ministero.
Sono previste specifiche misure per ridurre gli affitti di immobili da parte di enti pubblici e per un miglior utilizzo degli spazi esistenti. Dalla facoltà di ricontrattare i canoni di locazione degli immobili dello Stato ci si attende un risparmio di 100 milioni.
Così come possono esser ridotti i costi di gestione della Tesoreria dello Stato per 250 milioni.
Alla Rai viene chiesto un impegno che vada a ridurre il trasferimento da parte dello Stato di 150 milioni per l’anno 2014 attraverso scelte di efficientamento e cessione di quote di partecipate.
Iniziative per la digitalizzazione della Pubblica amministrazione
È previsto un ulteriore incremento della digitalizzazione della macchina pubblica, con  100 milioni di euro di risparmi, e con l’anticipazione dell’obbligo per la fatturazione elettronica e la pubblicazione telematica di avvisi e bandi di gara.
Tetto a 240 mila euro per dirigenti e manager della pubblica amministrazione
Viene stabilito un tetto ai compensi dei dirigenti della pubblica amministrazione, che non potranno superare l’importo annuo massimo di 240 mila euro  lordo. Una somma corrispondente a quella percepita dal Capo dello Stato. Si va quindi a  ridurre di oltre 70 mila euro  il tetto dei compensi dei dirigenti pubblici e i manager delle società partecipate fissato a 311mila euro. La misura, dal 1° maggio 2014, rientra in  una revisione organica degli assetti retributivi dei dipendenti delle amministrazioni e degli organismi e delle società partecipate, ad esclusione di quelle emittenti strumenti finanziari quotati nei mercati regolamentati, finalizzata al contenimento della spesa pubblica ed alla razionalizzazione e perequazione dei trattamenti economici.   La somma è al lordo dei contributi previdenziali e assistenziali e degli oneri fiscali a carico del dipendente.
Concorso degli organi costituzionali alla riduzione della spesa pubblica
Per l’anno 2014 si prevede il concorso alla riduzione della spesa pubblica da parte degli organi costituzionali, Presidenza della Repubblica, Camera dei Deputati, Senato della Repubblica, Corte Costituzionale, nel rispetto delle loro prerogative di autonomia, secondo le cifre deliberate per 50 milioni di euro. In attesa della Riforma costituzionale per il Cnel è previsto nel 2014 un minor stanziamento di 5 milioni di euro.
Rivalutazione quote Bankitalia e rendite finanziarie tra i provvedimenti di copertura
Tra le misure di copertura delle misure adottate, l’aumento al 26% dell’aliquota d’imposta sulla rivalutazione delle quote di Banca d’Italia, che produrrà 1.800 milioni, e l’aumento al 26% delle rendite finanziarie per tutti i servizi/prodotti attualmente tassati al 20%.
È prevista inoltre la riduzione da 3 anni a 1 anno del numero di rate per il pagamento dell’imposta sulle plusvalenze dalla rivalutazione degli asset d’impresa (gli importi previsti per il 2015 e il 2016 dovranno essere corrisposti nel 2014) per un importo di 600 milioni.
Ristrutturazione debito regionale e superamento province
Viene offerta alle Regioni la possibilità di rinegoziare il proprio debito con lo Stato, aumentando il tempo utile per il rimborso di mutui già sottoscritti.
Dal riordino delle province determinato dalla legge appena approvata si attendono 100 milioni nel 2014.
Nuovi fondi per la ristrutturazione delle scuole
Grazie ad un allentamento del patto di stabilità interno, le risorse per la ristrutturazione degli edifici scolastici si incrementano di 122 milioni di euro e di 300 milioni attraverso la riprogrammazione di fondi.
*****
Misure in favore delle popolazioni dell’Emilia Romagna – Decreto legge
Il Consiglio ha approvato un decreto-legge, su proposta del Presidente Renzi e del Ministro dell’economia e delle finanze, che reca misure urgenti in favore delle popolazioni dell’Emilia Romagna colpite dal terremoto e dai successivi eventi alluvionali del 17 e 19 gennaio scorsi. Il decreto  disciplina ulteriori modalità di intervento del Commissario per la ricostruzione delle zone colpite, al fine di garantire l’attuazione degli interventi per il ripristino dei danni, l’assistenza alle popolazioni e la ripresa economica nei territori dei comuni interessati dall’alluvione che ha aggravato la situazione delle zone già colpite dal terremoto del 2012. Viene altresì assicurata per il 2014 l’operatività del Fondo per le emergenze nazionali previsto dalla legge n.225 del 1992 in materia di protezione civile.
*****
Autorizzazione riguardo la società Piaggio Aero Industries S.p.A. – Dpcm
Il Consiglio dei Ministri ha deliberato il  decreto del Presidente del Consiglio per l’esercizio di poteri speciali, come definiti dal decreto-legge n. 21 del 2012,  riguardo l’acquisizione da parte di Mubadala Development Company delle quote di maggioranza di Piaggio Aero Industries S.p.A.
Il Governo, esercitando i propri poteri speciali di sorveglianza su tutte le attività che sono connesse allo svolgimento della funzione istituzionale della difesa e della sicurezza nazionale, si è espresso positivamente per l’acquisizione,  indicando specifiche condizioni per la tutela delle capacità tecnologiche e industriali, della continuità di produzione, delle attività di rilevanza strategica sviluppate da Piaggio Aero Industries S.p.A., in particolare nel settore dei velivoli a pilotaggio remoto.
Il Governo ha accolto con favore e seguito con attenzione l’operazione, che permetterà di accrescere il peso e il valore di Piaggio Aero Industries S.p.A. nel mercato internazionale grazie al consistente piano di investimenti in ricerca e sviluppo ed in nuove tecnologie produttive da parte dalla società Mubadala Development Company.
Il decreto verrà trasmesso alle Commissioni parlamentari competenti.
*****
Proroga dello stato d’emergenza per Lucca e Massa Carrara e nuovi fondi
È stata prorogata di sessanta giorni la durata dello stato di emergenza già dichiarato in conseguenza del terremoto che il 21 giugno 2013 ha colpito il territorio delle province di Lucca e Massa Carrara, al fine di consentire il completamento delle operazioni di protezione civile in atto. Con specifica delibera è stato altresì approvato un primo stanziamento di 5 milioni di euro per l’avvio degli interventi di protezione civile di ripristino di strutture ed infrastrutture danneggiate, nonché per la messa in sicurezza del territorio.
*****
Scioglimento del Consiglio comunale di Cellino San Marco (Brindisi)
Al fine di consentire il risanamento delle istituzioni locali nelle quali sono state accertate forme di condizionamento da parte della criminalità organizzata, il Consiglio ha deliberato, su proposta del Ministro dell’Interno, Angelino Alfano, lo scioglimento del Consiglio comunale di Cellino San Marco (Brindisi).
*****
Leggi regionali
Su proposta del Ministro per gli Affari regionali, Maria Carmela Lanzetta, il Consiglio dei Ministri ha esaminato ventuno leggi delle Regioni e delle Province autonome.
Per le seguenti leggi si è deliberata l’impugnativa:
1) Legge Regione Lombardia n. 11 del 19/02/2014, “Impresa Lombardia: per la libertà di impresa, il lavoro e la competitività”, in quanto alcune disposizioni, promuovendo i prodotti realizzati in ambito regionale, producono effetti restrittivi sulla libera circolazione delle merci garantita dall’ordinamento europeo, in violazione degli obblighi comunitari di cui all’art. 117, primo comma, della Costituzione. Altre disposizioni, in tema di semplificazione, contrastano con la normativa statale in materia, incidendo altresì sulla potestà legislativa statale in materia  di “livelli essenziali delle prestazioni” e di “tutela dell’ambiente”, in violazione dell’articolo 117, secondo comma, lettere m) e s), della Costituzione.
2) Legge Regione Liguria n. 1 del 24/02/2014, “Norme in materia di individuazione degli ambiti ottimali per l’esercizio delle funzioni relative al servizio idrico integrato e alla gestione integrata dei rifiuti”,  in quanto alcune disposizioni riguardanti la determinazione delle tariffe del sistema idrico integrato e quelle relative alla gestione integrata dei rifiuti sono invasive delle competenze statali nelle materie “tutela dell’ambiente” e “tutela della concorrenza”, in violazione dell’articolo 117, secondo comma,  lettere s) ed e), della Costituzione.

Per le seguenti leggi, inoltre, si è deliberata la non impugnativa: 
1) Legge Regione Friuli Venezia Giulia n. 1 del 14/02/2014 “Disposizioni per la prevenzione, il trattamento e il contrasto della dipendenza da gioco d’azzardo, nonché delle problematiche e patologie correlate.”
2) Legge Regione Puglia n. 5 del 18/02/2014 “Disciplina dei turni e degli orari del Servizio pubblico farmaceutico territoriale.”
3) Legge Regione Puglia n. 6del 18/02/2014 “Modifiche e integrazioni alle leggi regionali 15 novembre 2007, n. 34, 7 agosto 2013, n. 27 e 11 febbraio 1999, n. 11.”
4) Legge Regione Campania n. 9 del 25/02/2014 “Modifiche a norme della legge regionale 10 luglio 2012, n. 19 (istituzione del registro tumori di popolazione della regione Campania)”
5) Legge Regione Campania n. 10 del 25/02/2014 “Disposizioni in materia di produzione e di vendita del pane e modifiche degli articoli 3 e 4 della legge regionale 9 gennaio 2014,  n.1 (nuova disciplina in materia di distribuzione Commerciale).”
6) Legge Regione Liguria n. 2 del 24/02/2014 “Razionalizzazione e adeguamento di  normative in  materia  di  turismo, cultura e spettacolo.”
7) Legge Regione Toscana n. 9 del 19/02/2014 “Disposizioni in  materia  dell’Autorità  regionale per  la garanzia  e la promozione della partecipazione. Modifiche alla legge regionale 2 agosto 2013, n. 46  (Dibattito  pubblico  regionale  e  promozione  della partecipazione alla elaborazione delle politiche regionali e locali).”
8) Legge Regione Lazio n. 2 del 26/02/2014 “Sistema integrato regionale di protezione civile. Istituzione dell'Agenzia regionale di protezione civile.”
9) Legge Regione Lazio n. 3 del 26/02/2014 “Modifica alla legge regionale 6 luglio 1998, n. 24 (Pianificazione paesistica e tutela dei beni e delle aree sottoposti a vincolo paesistico) e successive modifiche. Disposizione transitoria.”
10) Legge Regione Lombardia n. 12 del  25/02/2014 “Modifiche alla legge  regionale  14 novembre  2008, n. 28   (Promozione e valorizzazione  del  patrimonio storico  della  Prima guerra  mondiale in Lombardia).
11) Legge Regione Lombardia n. 13 del 25/02/2014 “Modifica alla legge regionale  5 dicembre 2008, n. 31  (Testo unico delle leggi regionali in materia di agricoltura, foreste, pesca e sviluppo rurale), in materia di cooperazione agricola.”
12) Legge Regione Marche n. 1 del 17/02/2014 “Disciplina in materia di ordinamento della polizia locale.”
13) Legge Regione Toscana  n. 10 del 28/02/2014 “Modifiche all’articolo 2 della legge regionale 12 novembre 2013, n. 65 (Modifiche alla legge regionale 12 gennaio 1994, n. 3 Recepimento della legge 11 febbraio 1992, n. 157 Norme per la protezione della fauna selvatica omeoterma e per il prelievo venatorio).”
14) Legge Regione Calabria n. 7 del  24/02/2014 “Ratifica dell’accordo tra la Regione Calabria e la Regione Campania per la disciplina delle modalità di organizzazione e funzionamento dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Mezzogiorno.”
15) Legge Regione Umbria n. 1 del 26/02/2014 “Ulteriori integrazioni  della legge regionale 18 ottobre 2006,   n. 13 (Istituzione del Garante delle persone sottoposte a misure restrittive 
o limitative della libertà personale).” 
16) Legge Regione Marche n. 2 del 24/02/2014 “Sistema regionale per la difesa dall’inquinamento di idrocarburi o altre sostanze nocive causato da incidenti marini.”
17) Legge Regione Molise n. 6 del 05/03/2014 “Proroga dell’autorizzazione all’esercizio provvisorio del bilancio di previsione per l’esercizio finanziario 2014.”
18) Legge Regione Basilicata n. 3 del 04/03/2014 “Modifiche alla l.r. 19 gennaio 2005, n. 1 - snellimento procedure istanze finanziate dalle ll.rr. 12 agosto 1986, n. 16 e 25 gennaio 1993, n. 5.”
19) Legge Regione Umbria n. 2 del 07/03/2014 “Ulteriori modificazioni della legge regionale 16 febbraio 2010, n. 14 (Disciplina degli istituti di partecipazione alle funzioni delle istituzioni regionali (Iniziativa legislativa e referendaria, diritto di petizione e consultazione).”

Il Consiglio dei Ministri è terminato alle ore 18.

Indice principale del sito


Informazioni generali sul sito
Informazioni generali sul sito

sabato 16 marzo 2013

Gasparri: Dal Pd reazioni deliranti dopo l'intervento di Napolitano


Gasparri: Dal Pd reazioni deliranti 

dopo l'intervento di Napolitano

La nota del capogruppo del Pdl al Senato

Maurizio Gasparri
"Dopo le sagge parole pronunciate da Napolitano ieri, dal Pd arrivano reazioni deliranti.

Si oscilla tra annunci di voto favorevole ad un arresto di Berlusconi che nessuno ha chiesto, quasi che lo si sollecitasse, e una minaccia di voto sulla ineleggibilità di Berlusconi. Si tratta di una condotta irresponsabile che non è tollerabile e che rischia di creare una autentica deriva democratica. La nostra reazione sarà durissima di fronte a comportamenti del Pd che ignorano le parole ed il ruolo di Napolitano". Lo ha dichiarato il presidente dei senatori del Pdl, Maurizio Gasparri.

domenica 30 dicembre 2012

Monti scenda dalla poltrona»


RASSEGNA STAMPA

da IL TEMPO
30.12.12


L'INIZIATIVA RACCOLTA DI FIRME ONLINE: «SI DIMETTA DA SENATORE A VITA». IGNAZIO LA RUSSA: «L'UNICA EMERGENZA DEL PROFESSORE È QUELLA DI MANTENERE IL POSTO»

Fratelli d'Italia lancia la campagna «Monti scenda dalla poltrona»

«Se Monti vuole salire in politica deve scendere dalla poltrona di senatore a vita».


Fratelli d'Italia, la nuova formazione di Giorgia Meloni, Guido Crosetto e Ignazio La Russa, lancia una raccolta firme nazionale per chiedere le dimissioni dal premier dallo scranno di Palazzo Madama. «Nei prossimi giorni saremo nelle piazze delle principali città italiane con banchetti e gazebo contro il doppio ruolo di candidato e Senatore a vita di Monti», attaccano Andrea Volpi, presidente nazionale Azione Universitaria, Augusta Montaruli, consigliere regionale in Piemonte e Giovanni Donzelli, consigliere regionale in Toscana per Fratelli d'Italia. «Basta con la casta politica che pretende il posto sicuro. Chi intende presentarsi come capo di una coalizione - affermano i rappresentati del neo partito di centrodestra - deve candidarsi alle elezioni cercando la fiducia della popolazione, non fare il prestanome di qualche lista in cambio della garanzia di non perdere il posto». «Altro che sobrietà - incalzano - conservare un seggio sicuro a vita è evidente segno di bulimia di potere. Monti, candidandosi e mantenendo il seggio a vita è irrispettoso degli italiani chiamati a fare dei sacrifici». Per questo, «dalla prossima settimana saremo nei mercati, nelle piazze e nei luoghi di ritrovo di molte città di Italia a chiedere sostegno ai cittadini italiani. Intanto stiamo parendo una pagina su facebook per raccogliere i primi consensi on line: 

giovedì 27 dicembre 2012


RASSEGNA STAMPA
QUOTIDIANO NET


Monti rilancia: 'Saliamo in politica'
Berlusconi: 'Agenda, cura sbagliata'

Il Cav apre alla Lega, ma il Carroccio lancia Tremonti
Bersani: vediamo come si colloca il Prof

 

Il presidente del Consiglio dimissionario ribadisce: "Insieme abbiamo salvato l’Italia dal disastro. Lamentarsi non serve, spendersi sì". Il leader del Pdl: "Una congiura ci ha fatto lasciare il governo". Sul Carroccio: "Vicepremier se ci aiutano alle elezioni"

mercoledì 26 dicembre 2012

Brunetta: Professore non sei De Gasperi, gli italiani non perdoneranno


Brunetta: Professore non sei

 De Gasperi, gli italiani

 non perdoneranno

La nota del responsabile Dipartimenti Pdl

BRUNETTA DICHIARAZIONE X INCISIVA
"Nella stupefacente conferenza stampa del presidente del Consiglio dimissionario abbiamo assistito a un trionfo di toni sarcastici, narcisismo ai massimi livelli, vuoto pneumatico di contenuto". Lo ha affermato il deputato e responsabile Dipartimenti del Pdl, Renato Brunetta. "Il professore  parla soprattutto di se, del suo ruolo presente e futuro, di quelli che lo cercano, lo aspettano, lo vogliono, con impressionante ipocrisia sui numeri e sulle condizioni economiche. E poi c’é un incredibile paragone storico-politico, che mi impone, caro Mario Monti, una brusca tirata d’orecchi. E’ il paragone con De Gasperi. Per carità, capisco bene che la visibilità può dare alla testa. Le visite a palazzo di Scalfari, i mille servizi tv compiacenti, le interviste affettuose nei talk show della sinistra ’politically correct’. Però, caro Mario, il confronto con De Gasperi non sta ne’ in cielo ne in terra. De Gasperi raccoglie un’Italia in ginocchio dopo un conflitto mondiale perso e due anni di guerra civile. Un’Italia con milioni di morti e l’intero sistema produttivo raso al suolo.

Con l’aiuto degli americani la porta in Europa e dentro le alleanze occidentali, creando i presupposti del boom economico. Tu hai governato un anno (senza passare per le elezioni), pescando nelle tasche degli italiani tutti i soldi che ti servivano per stare al tavolo della Merkel e degli altri governanti europei. Lo hai fatto come l’ultimo dei parvenu, scegliendo una politica economica sbagliata che hai provato a rivendere con toni di arrogante moralismo. Non te lo perdono, caro Mario. E non te lo perdoneranno gli italiani, che stanno per utilizzare le urne elettorali per fare sentire la loro voce. Proprio quelle urne dalle quali il candidato a tutto Mario Monti si tiene a distanza siderale. Sarà un c)aso?"(.PdL)

sabato 22 dicembre 2012


Berlusconi: Il governo dei ''tecnici'' accucciato alle richieste della Ue

 e della Germania

Alcuni brani delle dichiarazioni rese dal Presidente

 a Gr Parlamento e Julie news

Silvio Berlusconi
PdL-“Tutti e cinque i punti del Contratto con gli italiani del 2001 sono stati raggiunti. Ora il primissimo punto di un nuovo contratto sarebbe ridurre assolutamente i costi della politica, e aggiungere norme che non consentano più lo scempio di soldi pubblici usati per propri interessi”.


“Avevo proposto a Monti di fare il federatore dei moderati ma sembra essere su un’altra posizione e non ha neppure ritenuto opportuno di farmi una telefonata. Adesso mi trovo costretto, nell’interesse del Paese e per senso di responsabilità, ad essere ancora io il federatore dei moderati”.


“Il governo dei tecnici si è accucciato di fronte alle richieste dell’Ue e soprattutto della Germania. Ora si rende indispensabile un cambio totale di questa politica dei tecnici. L’Unione europea ’tedesca’ e del nord, ha imposto una politica di austerità che porta solo alla recessione e anche alla depressione. Non é solo un mio giudizio, ma é un giudizio dei più autorevoli premi Nobel. Occorre far ripartire le imprese, riducendo le imposte che su di esse gravano, rilanciando l’apertura al credito e snellendo la burocrazia intorno alle aziende. Solo così si potrà far uscire italiani dal clima di ansia, paura preoccupazione che grava oggi sul Paese”.


“Non tengono vergogna. La sinistra ha monopolizzato nei mesi passati le televisioni con le primarie mentre io dopo le mie dimissioni non ho dato una sola intervista ai giornali italiani o in tv. Ho un credito enorme, in questa settimana credo di aver accumulato 3 ore di presenza. Questi signori sono quelli di sempre, tutto si basa sulla disinformazione e falsità”.


“Si sono scatenate contro di me le Procure e il Tribunale di Milano. E’ il vecchio vizio della sinistra: utilizzare la giustizia per combattere gli avversari politici. E le rivelo una cosa: in queste ore sento e mi si dicono cose molto brutte - che spero non siano vere - circa un disegno dirompente contro di me, di cui si parla con insistenza all’interno della Procura di Milano. E’ una situazione che deve terminare: l’uso politico della giustizia è un cancro che dobbiamo debellare”.

venerdì 21 dicembre 2012

Berlusconi su Monti: "Lui in campo? Piccolo protagonista"


RASSEGNA STAMPA

da LA REPUBBLICA

21-12-12 


Berlusconi su Monti: "Lui in campo? Piccolo protagonista". Attacca La7 e manda un messaggio alla Chiesa

Nuova puntata dell'invasione mediatica del Cavaliere. A Radio Anch'io se la prende col presidente del Consiglio e i centristi. Sulla sinistra: "Strilla, vuol dire che ha paura". Bordate contro La7. A Vaticano e Cei dice: "Si ricordino quello che abbiamo fatto noi". Infine annuncia il "Partito per la Repubblica"


ROMA
 - Le parole più dure sono per Mario Monti. "Rimarrei sorpreso se ci fosse una partecipazione alla campagna elettorale di Monti, sarei questa volta d'accordo con D'Alema", "non sarebbe nell'interesse di monti diventare piccolo protagonista da deus ex machina quale si era presentato". Così Silvio Berlusconi, ospite di Radio anch'io - quarta incursione mediatica in quattro giorni - parte all'attacco dell'attuale premier, nonché probabile candidato nella corsa per palazzo Chigi. Poi va giù duro sulla politica economica del governo tecnico: "La politica dell'austerità porta alla recessione e alla depressione. Bisogna cambiare completamente la politica economica. Andando avanti così i nostri Paesi saranno costretti a uscire dall'Euro perchè altrimenti si voterebbero al fallimento e al default". 

martedì 18 dicembre 2012

Berlusconi a "Italia popolare": Dobbiamo rafforzare l'unità del partito


Berlusconi a "Italia popolare":

 Dobbiamo rafforzare l'unità 

del partito

Il messagio inviato da Silvio Berlusconi al convegno

 "Italia Popolare"

Silvio Berlusconi
I principi che enunciate, gli impegni che prospettate, gli obiettivi che ponete sono quelli che hanno caratterizzato la nostra azione di governo, sono quelli che costituiscono parte integrante della storia che abbiamo scritto insieme dal 1994 ad oggi.
Intorno a questi ideali dobbiamo rafforzare e ribadire l’unità del nostro partito, nato dalla volontà di riunire storie e culture diverse la cui divisione, in passato, ha consentito a una sinistra minoritaria nel paese di prendere il potere. E’ un errore che dobbiamo impegnarci a non ripetere. L’unità del nostro movimento è la premessa per costruire un’aggregazione più vasta, che abbia la capacità, la voglia, l’ambizione di vincere di nuovo

L’Italia dei moderati è maggioranza nel paese. Nell’attuale contesto, se lo riterrà il professor Mario Monti potrà essere il federatore di quest’area. Egli condivide i miei, i vostri, i nostri stessi ideali: quelli della grande famiglia dei Popolari europei.

Abbiamo sostenuto lealmente il governo Monti anche quando non eravamo d’accordo, senza porre mai veti né ricatti, al contrario di quanto ha fatto la sinistr, ma l’azione riformatrice di questo esecutivo non ha potuto contare su una maggioranza omogenea ma è stata spesso costretta a subire l’influenza nefasta della sinistra e della Cgil.

Se Monti accettasse l’invito che più volte gli ho rivolto, da ultima a Bruxelles di fronte alla platea del Ppe, non sprecheremo certo un’occasione storica per vincere le elezioni.
Come nel ’94, però per centrare l’obiettivo della vittoria occorre uscire dagli schemi vecchi e logori, rompere le barriere che si oppongono all’innovazione, mettere in collegamento storie e culture diverse.

Mentre il campo della sinistra è bene organizzato e appare come una macchina da guerra gioiosamente lanciata verso il successo, l’altra parte - la nostra parte - sembra impegnata più in sterili polemiche che non a far fronte comune per battere gli avversari.

Dovremo fino all’ultimo lavorare affinché il progetto dell’unione dei moderati si realizzi. Ma se ciò non dovesse essere possibile, soltanto da noi potrà provenire la forza necessaria per contrastare e battere la sinistra di Bersani e di Vendola.
Noi siamo in campo pronti ad ogni sfida, sicuri di poter rappresentare, tutti insieme, la speranza dell’Italia libera che non si arrende.

Berlusconi a ''Domenica Live'': L'Imu va assolutamente abolita, è una patrimoniale sulla casa


Berlusconi a ''Domenica Live'':

 L'Imu va assolutamente abolita,

 è una patrimoniale sulla casa

Alcuni passaggi dell'intervista del Presidente a ''Domenica live'' su 

Canale 5

Silvio Berlusconi
"Sulla politica fiscale vogliamo cambiare l’orientamento della politica del governo dei tecnici, che hanno preso alla lettera le indicazioni dell’Europa.
La ricetta che la Germania propone è qualcosa che se applicato ad una economia in sviluppo ha risultati ma su una economia già in crisi porta alla recessione. Questa è la motivazione per la quale non abbiamo dato il nostro voto positivo all’esecutivo, anche se non abbiamo fatto mancare la fiducia.

L’obiettivo è diminuire la pressione fiscale, speriamo di un punto all’anno, intervenendo sugli sprechi e aiutando le imprese, così che aumenti il Prodotto interno lordo.
L’Imu è un’imposta che va assolutamente abolita, è una patrimoniale sulla prima casa. La casa è un qualcosa di sacro e non si tocca. Se vinciamo noi, non ci sarà mai più un’imposta sulla casa da qui in avanti."

"Le feste di Arcore non erano nulla di illegale, erano solo cene eleganti. Comunque, forse devo chiedere scusa a chi si è riconosciuto in me e lo chiedo volentieri.
Era un periodo particolare, in cui mi sentivo solo: avevo divorziato, mia madre era morta, mia sorella pure e i miei figli erano in giro per il mondo...e allora qualcuno mi disse di distrarmi con alcune serate e sono caduto nel tranello costruito dalla magistratura milanese, cose che in una democrazia civile non dovrebbero accadere.

Domando scusa di cuore alle persone che mi hanno dato il voto e che poi leggendo i giornali hanno visto queste cose, tutte menzogne."

Per comporre bisogna prima scomporre


RASSEGNA STAMPA 

da IL  TEMPO
17.12.2012 

Per comporre bisogna prima scomporre


di Mario Sechi L’anno prossimo l’Italia emetterà debito per 388 miliardi
di euro  e non sono né uno show a Canale 5 né una fermata
 alla pompa di benzina  a Bettola a convincere chi compra 
e vende i nostri titoli di Stato. Tanto  meno è utile
 la narrazione del fidanzamento di Berlusconi o la riedizione di una
sinistra che strilla alla vista del domenicale conflitto d’interessi del
Cavaliere e fa un salto indietro di vent’anni. L’Italia ha bisogno di
andare avanti e di «scomporre» questo giochino che darà qualche
 titolo di giornale ma rischia di affondare i titoli dello Stato.



La storia è sempre fonte d’insegnamenti e la politica vi ricorre per giustificar
e i suoi usi  e abusi. Un pezzo dell’intellighentsia che cerca di ingegnerizzare il
 prossimo scenario politico ricorre alla figura di Aldo Moro per dare nobiltà a
 uno schema in cui Mario  Monti è solo una pedina del centrosinistra. 
Ma i saggi prendono a prestito il Moro che voleva «comporre» e dimenticano
 quello che sosteneva la necessità prima di«scomporre». Il problema è tutto 
in questa seconda parte, quella dello scomporre.
Pier Luigi Bersani, cercando un assetto variabile del Partito Democratico, ha
 deciso  di allearsi con Nichi Vendola. Lo ha fatto confidando solo nei numeri
 (una maggioranza per controllare Camera e Senato), ma lasciando da parte
 la qualità del  governo  che ne  sarebbe uscito. La contraddizione del binomio
 però non sfugge né all’Europa né ai mercati.



venerdì 7 dicembre 2012

Brunetta: Legge di stabilità e poi voto a marzo Alcuni passaggi dell'intervento a Tgcom


Brunetta: Legge di stabilità e 

poi voto a marzo

Alcuni passaggi dell'intervento a Tgcom

BRUNETTA DICHIARAZIONE X INCISIVA
"Voto a marzo dopo la legge di stabilità? Penso di sì perché la legge di stabilità l’abbiamo riscritta noi visto che quella del governo non era buona. Abbiamo finalmente detto basta al governo Monti.

Dopo 13 mesi la nostra economia e’ sul baratro. Riforme sbagliate come quella delle pensioni che ci costa 10 miliardi con il problema degli esodati. Un anno fa eravamo nel piano della speculazione contro il nostro debito sovrano, di questa si e’ avvantaggiata l’opposizione. Non potevamo fare altro che appoggiare un governo tecnico che svelasse questo. Il risultato é invece che Monti ha obbedito alla pistola puntata della Merkel con una manovra spaventosamente recessiva. Il risultato é un milione di disoccupati in più. Io conosco Monti da trent’anni, è senatore a vita e non credo che possa avere altre velleità politiche a patto che non venga chiamato. Sinceramente non è tra le mie priorità il destino del professor Monti". 

Alfano alla Camera: Conclusa l'esperienza del governo Monti


Alfano alla Camera: Conclusa

 l'esperienza del governo Monti

Il discorso del segretario politico del Pdl alla Camera

Angelino Alfano
Signor Presidente, onorevoli colleghi,
apprendiamo oggi con una certa sorpresa che la notizia di oggi è che è morta la speranza dell’onorevole Bersani e dei colleghi di sinistra in un centrodestra migliore e più forte. Non ci eravamo mai accorti che avessero coltivato questa speranza. Hanno piuttosto coltivato la speranza di abbattere in tutti i modi un’area politica che è stata, e siamo convinti rimarrà, maggioranza in questo Paese.

Ecco perché noi vorremmo dire con grande chiarezza che quando l’onorevole Bersani dice che la nostra campagna elettorale sarà fatta con slogan, con concetti di «no tasse», «no Europa», «no regole», «no comunisti», l’unica cosa che azzecca è «no comunisti». Lo diremo non perché crediamo che mangino i bambini, ma perché crediamo che facciano sbagliare la riforma del mercato del lavoro, che non firmino l’accordo sulla produttività (Applausi dei deputati del gruppo popolo della Libertà), che non mandino avanti la libera intrapresa, che immaginino un quadro di regole che siano contro il lavoro e le imprese. Non loro, gli effetti tralatici della loro cultura.

E adesso veniamo alla ragione che ci porta a fare questi interventi qui. La ragione è una, ed è questa: vedete, 13 mesi fa questo Governo nacque perché le cose andassero meglio. Dopo 13 mesi le cose vanno peggio. Non abbiamo bisogno di troppi argomenti. Noi abbiamo agevolato, acconsentito, voluto la nascita di questo Governo ed il Presidente Berlusconi, che non era stato sfiduciato da quest’Aula e non aveva perso le elezioni, ha detto di sì alla nascita di un Governo, nella speranza che nel nostro Paese le cose andassero meglio. Ed oggi che siamo qui a dire che consideriamo conclusa l’esperienza di questo Governo, vogliamo dare atto al Presidente Monti che nulla del nostro giudizio ha che fare con la rispettabilità della sua persona, con il decoro con cui ha servito e serve le istituzioni repubblicane, con la lealtà con cui ha condotto il rapporto con le forze politiche e con la nostra in particolare.

Nel momento anche del giudizio negativo nei confronti di questo Governo, noi abbiamo il dovere di dire agli italiani perché pensiamo che le cose vadano peggio. Pensiamo che le cose vadano peggio perché il debito pubblico è peggiorato, perché non abbiamo visto nessuna strategia di sviluppo, perché il PIL è diminuito, perché la produzione industriale è diminuita, perché i consumi sono in picchiata, perché l’inflazione è cresciuta, perché la disoccupazione è cresciuta, perché le tasse sono aumentate, perché la produzione nel settore delle costruzioni è crollata, perché è crollata la compravendita degli immobili e perché sono stati compiuti alcuni errori.

Noi crediamo anche che gli errori principali di questo Governo li ha fatti compiere il Partito Democratico. Mi riferisco più specificamente alla riforma del mercato del lavoro che anche nel momento in cui il Partito Democratico aveva dato un’apertura ... Calma, calma!La cosa che intendo ribadire è che sulla riforma del mercato del lavoro, quando anche il Partito Democratico aveva dato una disponibilità ad una riforma che fosse veramente tale, il Partito Democratico si è piegato ai diktat della CGIL, che a sua volta ha subito i diktat della FIOM.

Questa è la verità di questi mesi, e noi vogliamo evitare che questa sia la verità per i prossimi anni, cioè un Governo a trazione economica della CGIL e questo è il motivo per cui noi diremo queste cose con grande chiarezza. Vedete, noi abbiamo notato come alcune cose in questi mesi non siano andate bene. L’epilogo è stato il voto sbagliato, sbagliatissimo, dell’Italia all’ONU sullo Stato di Palestina che ha riorientato la politica estera italiana in una direzione che non è quella che ha fatto bene all’Italia in questi anni. Noi lo consideriamo un errore e lo ascriviamo, anche in questo caso, al cattivo condizionamento della sinistra nei confronti di questo Governo. Anche in materia di giustizia, noi abbiamo fatto un patto con le forze politiche che sostenevano questo Governo, che fosse approvata la legge contro la corruzione, che portava la mia prima firma come Ministro della giustizia e che era stata proposta dal Governo Berlusconi. Quel disegno di legge è stato approvato e quell’impegno è stato onorato.


Ieri è stato approvato il decreto attuativo di quel disegno di legge e noi salutiamo con favore quell’approvazione, ma riscontriamo che il Governo non ha avuto la forza, forse, di mantenere gli altri due impegni e cioè una seria regolamentazione dell’abuso delle intercettazioni e l’approvazione della responsabilità civile dei magistrati che sono l’unico corpo istituzionale di questo Paese che ha diritto a sbagliare senza rispondere dell’errore. Noi vorremmo che il Governo impiegasse le ultime settimane che ha davanti per adempiere all’impegno assunto anche con noi. Noi vorremmo che gli impegni in materia di giustizia fossero mantenuti. Così come - lo dico con il sorriso e con altrettanta chiarezza all’onorevole Casini e all’onorevole Bersani che hanno abusato dell’espressione irresponsabilità o irresponsabili - noi non ci faremo attaccare addosso la lettera scarlatta della «i» di irresponsabili.


Sapete perché non ce la faremo attaccare addosso? Perché noi non siamo stati e non siamo degli irresponsabili. Semplicemente non crediamo che responsabilità faccia rima con cecità e non crediamo che il rispetto delle istituzioni coincida con il dispetto alla realtà delle cose. Noi ieri non abbiamo votato la sfiducia perché votare la sfiducia avrebbe forse causato per il nostro Paese l’abisso dell’esercizio provvisorio. Noi ieri non abbiamo votato la sfiducia perché vogliamo concludere ordinatamente questa legislatura. Noi non abbiamo votato la sfiducia perché consideriamo conclusa l’esperienza del Governo Monti ma non vogliamo mandare le istituzioni e il Paese a scatafascio. Questo è il nostro senso di responsabilità, come è stato responsabile da parte nostra votare provvedimenti che, in buona misura, non abbiamo condiviso perché siamo stati persone di parola e abbiamo votato «sì» anche quando non abbiamo pienamente condiviso, perché era stato il nostro impegno quello di sostenere questo Governo.


A questo gesto e a questa scelta noi abbiamo pagato un conto salato anche con il nostro elettorato, un elettorato al quale noi ci rivolgeremo dicendo esattamente ciò che pensiamo. Pensiamo di credere nell’Europa, e pensiamo che però credere nell’Europa non significhi dire sempre di «sì» alla Germania e alla Francia. Noi crediamo che le tasse vadano pagate ed è il motivo per cui abbiamo combattuto contro l’evasione raddoppiando, dal 2008 al 2011, l’incasso della lotta all’evasione, ma siamo contro le violenze nella esazione e siamo per rivedere i poteri di Equitalia. Noi crediamo che le tasse vadano pagate ma che, al pari del debito pubblico e al pari della spesa pubblica, siano troppo alte e dunque vadano diminuite unitamente al debito pubblico e alla spesa pubblica. Dire questo è dire esattamente ciò in cui abbiamo sempre creduto.


Vedete, abbiamo capito su che cosa farete la campagna elettorale, la campagna elettorale sarà fatta spiegando che ci sono protagonisti della vita politica italiana recentemente precipitati qui da Marte che non hanno svolto ruoli nelle istituzioni e che devono spiegare a noi che cos’è la responsabilità di Governo.


Noi sappiamo cos’è la fatica del Governo e lo diciamo anche al Presidente Monti, ma non accettiamo, onorevole Bersani, che voi facciate i marziani. Voi avete governato questo Paese per otto anni dall’avvio della seconda Repubblica, governate le città, governate i comuni e non vi consentiremo di sottrarvi alle vostre responsabilità. E, in conclusione, vi dico una cosa, che è la cosa su cui noi ci impegneremo da qui alla conclusione della legislatura e poi in campagna elettorale; glielo dico con una certa fermezza e con una certa solennità dal nostro punto di vista: noi non faremo riscrivere da voi la nostra storia. Noi non consentiremo che siate voi a scrivere la nostra storia anche perché, quando scrivete la storia, amate usare il bianchetto per le cose che vi convengono e l’evidenziatore per quelle che non vi convengono. Noi ci siamo, restiamo in campo e combatteremo un’altra partita per vincere in questo Paese e dare ai moderati italiani una prospettiva che sia alternativa a quella vostra.

domenica 16 settembre 2012

Berlusconi: Bisogna dare al Paese una vera guida


Berlusconi: Bisogna dare 

al Paese una vera guida

Il Presidente ha parlato a Venezia, prima di imbarcarsi per

 la crociera organizzata da "Il Giornale"

Silvio Berlusconi
“Attualmente la situazione politica è confusa, molto frazionata, è quindi opportuno guardare allo sviluppo di questa situazione.

E’ necessario dare al Paese una guida che sia effettivamente tale, che possa intervenire per rendere governabile il Paese attraverso il cambiamento della Costituzione e che non prosegua questa politica che ci porta irreversibilmente verso la recessione.
La mia candidatura alle prossime elezioni dipenderà dalle condizioni che si verificheranno, da quale sarà la legge elettorale"
Silvio Berlusconi, Venezia, 15 settembre 2012

sabato 15 settembre 2012


«Mi candido?Dipende da legge elettorale»

Silvio Berlusconi: «Bisogna dare al Paese una vera guida. Basta con questa politica che porta alla recessione»


E' necessario dare al «paese una guida che sia effettivamente tale, che possa intervenire per rendere, attraverso il cambiamento della Costituzione, governabile il paese». E che «non prosegua questa politica che ci porta irreversibilmente verso la recessione. Lo dice l'ex premier Berlusconi arrivando a Venezia per la crociera organizzata da Il Giornale. Era atteso da tempo, dopo aver disertato la festa di Atreju dei giovani del Pdl, di ritorno (venerdì) da una lunga vacanza in Kenya, dove è stato ospite della tenuta «Lion in the Sun» di Flavio Briatore, eccolo di nuovo sul proscenio della politica, pronto a dire la sua. Berlusconi è apparso in forma e sorridente ai cronisti che lo attendevano all'aeroporto «Marco Polo» di Tessera, da dove ha raggiunto Venezia. Quando i giornalisti l'hanno salutato, Berlusconi ha risposto a chi gli diceva che sembrava in grande forma, «eh, ho fatto un po' di sacrifici».


RASSEGNA STAMPA
da IL CORRIERE DELLA SERA de il 15.09.12

martedì 7 agosto 2012

Monti dà i numeri: col Cav spread a 1200

RASSEGNA STAMPA

IL GIORNALE del 07.08.2012

Monti dà i numeri: col Cav spread a 1200

Monti al WSJ: "Se il precedente governo fosse ancora in carica, ora lo spread italiano sarebbe a 1200 o qualcosa di simile". Poi Palazzo Chigi rettifica: "Non c’è alcuna intenzione polemica nei confronti del precedente esecutivo. La stima dello spread a 1.200 è il frutto di una proiezione degli effetti della speculazione sull’Italia". Cicchitto: "Provocazione ingiustificabile". Gasparri: "Potremmo stancarci". Poi Monti sulla concertazione: "E' come il dentifricio, serve il tappo"


"Se il precedente governo fosse ancora in carica, ora lo spread italiano sarebbe a 1200 o qualcosa di simile".

Adesso, in una intervista rilasciata il mese scorso al Wall Street Journal e pubblicata solo oggi sul sito on line, il presidente del Consiglio fa un'analisi della situazione e afferma che "gli spread sono ancora alti perché il nostro debito è oggettivamente molto alto e i mercati hanno iniziato a realizzare in maniera drammatica che la governance dell’eurozona è ancora debole. La Francia ha fatto molte meno riforme rispetto a noi ma i suoi spread rimangono bassi. Penso che la ragione sia che la gente crede che mai la Germania lascerà andare la Francia".A dare i numeri è il premier Mario Monti. Lo stesso premier che prima si era detto sicuro di riuscire ad abbassare il differenziale di rendimento Btp-Bund salvo poi (una volta che ha sfondato la quota dei 500 punti) dire che lo spread non dipendesse da lui.