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venerdì 30 agosto 2013

Il Consiglio dei Ministri abolisce l'IMU


Il Consiglio dei Ministri abolisce l'IMU 



28 Agosto 2013
La Presidenza del Consiglio comunica che:
Il Consiglio dei Ministri si è riunito oggi alle ore 17.50 a Palazzo Chigi, sotto la presidenza del Presidente del Consiglio, Enrico Letta. Segretario il Sottosegretario di Stato alla Presidenza, Filippo Patroni Griffi.
Il Consiglio dei Ministri ha approvato, su proposta del presidente del Consiglio, Enrico Letta e dei Ministri dell’Interno, Angelino Alfano, dell’Economia e Finanze, Fabrizio Saccomanni, del Lavoro e delle Politiche sociali, Enrico Giovannini, delle Infrastrutture e dei Trasporti, Maurizio Lupi, delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali, Nunzia De Girolamo, e degli Affari regionali e Autonomie, Graziano Delrio, un decreto legge recante disposizioni urgenti in materia di IMU, abitazioni e cassa integrazione guadagni.
Il decreto interviene su quattro capitoli:
1.      Cassa integrazione guadagni. Il provvedimento prevede un rifinanziamento di questo strumento per 500 milioni di euro. Si tratta di un intervento che fa seguito al precedente stabilito nel mese di maggio che destinava un ulteriore miliardo di euro alla CIG.
2.      Esodati. Il decreto interviene a sostegno dei lavoratori cosiddetti “licenziati individuali” che hanno interrotto il proprio rapporto prima dell’applicazione della riforma sulle pensioni e che per effetto di essa si sono trovati al contempo privi di stipendio e di pensione. Si tratta di 6.500 persone.
3.      Piano casa a favore delle categorie disagiate. Il provvedimento interviene a sostegno delle famiglie su mutui, prima casa e affitti. (approfondimento nei paragrafi successivi);
4.      IMU. Il decreto stabilisce che la tassa municipale sugli immobili –  relativamente alla prima casa, ai terreni agricoli e ai fabbricati rurali  – non verrà pagata nel 2013. A copertura dell’abolizione il decreto prevede un intervento immediato per la prima rata 2013. Con un decreto legge contestuale alla legge di Stabilità dell’ottobre prossimo verrà abolita la seconda rata. A partire dal  2014, in luogo dell’IMU, entrerà in vigore la cosiddetta “Service Tax” (approfondimento nel paragrafo successivo).
Linee guida per la “Service Tax”
Il modello di tassazione comunale “federale”, che entrerà in vigore dal 2014, sarà ispirato ai principi del federalismo fiscale, come approvati dalla Commissione Bicamerale appositamente costituita nella scorsa legislatura.
Viene dunque istituita un’imposta sui servizi comunali – la “Service Tax” – che sostituisce la Tares. Essa sarà riscossa dai Comuni e costituita da due componenti:
·         gestione dei rifiuti urbani;
·         copertura dei servizi indivisibili.
La prima componente (Tari) sarà dovuta da chi occupa, a qualunque titolo, locali o aree suscettibili di produrre rifiuti urbani. Le aliquote, commisurate alla superficie, saranno parametrate dal Comune con ampia flessibilità ma comunque nel rispetto del principio comunitario “chi inquina paga” e in misura tale da garantire la copertura integrale del servizio.
La seconda componente (Tasi) sarà a carico di chi occupa fabbricati. Il Comune potrà scegliere come base imponibile o la superficie o la rendita catastale. Sarà a carico sia del proprietario (in quanto i beni e servizi pubblici locali concorrono a determinare il valore commerciale dell’immobile) che dell’occupante (in quanto fruisce dei beni e servizi locali). Il Comune avrà adeguati margini di manovra, nell’ambito dei limiti fissati dalla legge statale.
La capacità fiscale (cioè il gettito potenziale che i Comuni potrebbero ottenere dal pieno utilizzo delle facoltà di manovra fiscale sui loro tributi) sarà preservata, nel pieno rispetto del principio federalista dell’autonomia finanziaria di tutti i livelli di governo. L’autonomia nella fissazione delle aliquote sarà limitata verso l’alto per evitare di accrescere la capacità fiscale e quindi il carico sui contribuenti, applicando aliquote massime complessive.
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Piano casa per famiglie disagiate
Misure per l’accesso alla casa e il sostegno al settore immobiliari
Di fronte alla evidente necessità di alloggi in affitto a canone moderato a favore delle categorie sociali tradizionalmente svantaggiate (disoccupati, pensionati, immigrati), emergono nuovi fabbisogni abitativi soprattutto da parte di lavoratori atipici, anziani, studenti, giovani coppie, famiglie monoreddito, genitori separati.  Per dare risposta a queste esigenze il decreto prevede che:
·         La Cassa Depositi e Prestiti mette a disposizione delle banche oltre 2 miliardi di euro per l’erogazione di nuovi mutui per l’acquisto della abitazione principale.
Tra il 2006 e il 2011 il volume dei mutui ipotecari era di 55 miliardi di euro annui, nel 2012 è sceso è sceso a 26 miliardi di euro, principalmente a causa della debolezza delle prospettive occupazionali e di reddito dei possibili mutuatari; obiettivo del Governo è favorire, attraverso la garanzia data alla banche da CDP, la ripresa del credito per l’acquisto della prima casa.
In secondo luogo, La Cassa Depositi e Prestiti può acquistare obbligazioni bancarie nell’ambito di operazioni di cartolarizzazione di crediti derivanti da mutui garantiti da ipoteca su immobili residenziali, liberando l’attivo delle banche che possono così erogare nuovi mutui alle famiglie per l’acquisto di abitazioni principali.
·         Fondi di sostegno – 200 milioni
Attraverso il rifinanziamento di fondi già esistenti e la creazione di un nuovo fondo presso il Ministero delle Infrastrutture, vengono destinati 200 milioni di euro per rendere più sostenibili gli oneri del mutuo e della locazione della abitazione
-          40 milioni al Fondo per la sospensione per 18 mesi delle rate di mutuo
Le famiglie più povere indebitate hanno un servizio del debito per il mutuo sulla casa di residenza superiore al 30 per cento del reddito. L’obiettivo è sostenere le famiglie in difficoltà per il pagamento della rata del mutuo, attraverso il rifinanziamento del Fondo di solidarietà per i mutui per l’acquisto della prima casa.
Il titolare di un mutuo sulla prima casa non superiore a 250.000 euro e con indicatore ISEE non superiore a 30.000 euro, in caso di perdita del lavoro o dell’insorgere di condizioni gravi di non autosufficienza o handicap, può chiedere alla banca la sospensione del pagamento delle rate per un periodo massimo di 18 mesi. Il Fondo gestito dalla CONSAP rimborserà alle banche gli oneri finanziari corrispondenti alla quota interessi delle rate per le quali ha effetto la sospensione del pagamento.
-          60 milioni al Fondo di garanzia (DL n. 112/2008) per i mutui a favore dei giovani (coppie, nuclei monogenitoriali con figli minori, lavoratori atipici)
Anche i lavoratori atipici potranno usufruire del Fondo di garanzia per l'accesso al credito per l’acquisto della prima casa da parte di giovani coppie o di nuclei familiari monogenitoriali con figli minori permette agli under 35 con un reddito ISEE complessivo non superiore a 35.000 euro di chiedere un mutuo sino a 200.000 euro, garantito dal Fondo per il 50% della quota capitale.
La significativa novità di questo provvedimento è l’inserimento tra i beneficiari del Fondo dei lavoratori atipici.  L’obiettivo è evitare che il mero fatto di avere un contratto non a tempo indeterminato - dato prevalente tra i più giovani - limiti l'accesso al credito.
-          60 milioni al Fondo che eroga contributi integrativi per il pagamento dei canoni di locazione
Il Fondo nazionale di sostegno per l'accesso alle case  in locazione interviene a sostegno al reddito dei soggetti che, pur in possesso dei requisiti per l'accesso al sistema dell'edilizia residenziale pubblica, devono rivolgersi al libero mercato. Il mercato delle locazioni nel 2012 ha registrato un crollo del 30% dei contratti, quindi bisogna favorire l’accesso alle abitazioni in locazione per i ceti meno abbienti. Le risorse del Fondo si sono azzerate nel 2012 e nel 2013, ma questo  strumento è indispensabile per affrontare il fenomeno del grave disagio economico che sfocia nella cosiddetta “morosità incolpevole”.
-          40 milioni al Fondo di copertura della morosità incolpevole
Questo nuovo fondo, istituito presso il Ministero delle infrastrutture e dei Trasporti, nasce dalla constatazione dell’aumento dei provvedimenti di sfratto, di cui oltre il 90 per cento riguarda famiglie che non pagano l’affitto a causa di difficoltà temporanee per varie cause: perdita del lavoro, messa in mobilità o in cassa integrazione, chiusura dell’attività, malattia grave, infortunio o decesso di un componente della famiglia.
·         Imposta di registro: proroga di 3 anni per l’attuazione  dei  programmi  di  edilizia  residenziale  mantenendo l’imposta di registro ridotta all’1%
La crisi economico finanziaria degli ultimi anni ha colpito in maniera sensibile le piccole e medie imprese operanti nell’edilizia che spesso hanno dovuto rallentare i propri piani di investimento. Con particolare riferimento al settore dell’edilizia residenziale pubblica, l’equilibrio economico finanziario degli investimenti realizzati dalle imprese si regge su agevolazioni fiscali e finanziarie previste da norme di tutela e promozione dell’accesso alla casa. L’obiettivo è mantenere tali benefici fiscali al fine di completare gli investimenti in corso.  
Le imprese che hanno acquistato un bene immobile (terreno edificabile o edificato), situato in area compresa in piani urbanistici diretti all’attuazione di programmi di edilizia residenziale pubblica, usufruiscono dell’agevolazione dell’imposta di registro ridotta all’1%, al posto della misura ordinaria dell’8%, se concludono l’intervento edilizio entro 11 anni dall’atto di acquisto del bene.
·         Misure relative all’IMU: 4100 milioni di euro
-          Fabbricati costruiti e non ancora venduti o concessi in locazione
Vengono esclusi dall’imposta municipale propria i fabbricati costruiti e destinati dall’impresa costruttrice alla vendita se non locati o venduti entro tre anni dalla ultimazione dei lavori. La proposta è finalizzata a svincolare una parte di risorse delle imprese, quantificate in circa 38 milioni di euro l’anno, destinate ora al pagamento dell’IMU, permettendone un utilizzo “produttivo” per effettuare nuovi investimenti con ricadute positive sul sistema produttivo.
-          Immobili di edilizia popolare
Vengono assimilati al trattamento IMU prima casa gli alloggi degli Istituti autonomi case popolari e quelli delle cooperative edilizie a proprietà indivisa, adibite ad abitazione principale dei soci assegnatari: si liberano circa 60 milioni di euro.
-          Immobili di edilizia sociale
Dal 1° gennaio 2014 trattamento IMU prima casa anche per gli alloggi sociali (alloggi realizzati o recuperati da operatori pubblici o privati destinati prevalentemente alla locazione per individui e nuclei familiari svantaggiati). Tale incentivo attiva gli investimenti in alloggi sociali tramite le risorse attualmente disponibili presso il Fondo Investimenti per l’Abitare (FIA), fondo immobiliare riservato a investitori qualificati promosso e gestito dalla SGR di Cassa Depositi e Prestiti con lo scopo di incrementare l’offerta abitativa in alloggi sociali, che attualmente ha una disponibilità di circa 2 miliardi di euro, in grado di attivare ulteriori investimenti per altri 2 miliardi, con importanti ricadute anche dal punto di vista occupazionale.
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Il Consiglio ha inoltre deliberato alcune modifiche allo schema di regolamento di riorganizzazione del Ministero dello sviluppo economico, prendendo atto dei cambiamenti che intervengono a seguito dell’istituzione dell’Agenzia per la coesione territoriale, disposta dal decreto-legge per il perseguimento di obiettivi di razionalizzazione nelle pubbliche amministrazioni approvato nella precedente  riunione del Consiglio dei Ministri. Le modifiche approvate oggi verranno immediatamente trasmesse al Consiglio di Stato per il parere prescritto.
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Il Consiglio ha inoltre approvato, su proposta del ministro dell’Economia e delle Finanze, la relazione al Parlamento a norma dell’articolo  10-bis, comma 6, della legge 31 dicembre 2009,        n. 196, concernente modifiche al Documento di economia e finanza 2013.
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Su proposta del Ministro per gli affari regionali e le autonomie, Graziano Delrio, il Consiglio dei Ministri ha esaminato dieci leggi regionali. (omissis )
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mercoledì 9 gennaio 2013

3L: INIZIATIVA CIVILE CONTRO L’IMU SULL’ABITAZIONE.

Dal Sito  della Lista Lavoro e Libertà, movimento politico di Giulio Tremonti, riportiamo la seguente analisi sull'IMU.
 

INIZIATIVA CIVILE CONTRO L’IMU

 SULL’ABITAZIONE.

L’IMU NON E’ UN’IMPOSTA SULLA PROPRIETA’ MA CONTRO LA PROPRIETA’. 
PER QUESTO E’ INCOSTITUZIONALE.
L’IMU non è una imposta sulla proprietà, ma contro la proprietà ed il risparmio degli italiani. 
Per questo, si può e si deve reagire per farne dichiarare l’incostituzionalità.
La reazione può essere sviluppata nelle seguenti quattro fasi:
Fase 1 – Istanza di rimborso.
Si può presentare al Comune istanza di rimborso dell’IMU pagata, corredata delle ricevute di pagamento.
L’azione anche di un singolo contribuente, meglio se assistito dalle Associazioni di tutela della proprietà o dai CAF, ovvero un’azione di classe collettiva può essere sviluppata attraverso una serie di “ricorsi pilota” – individuali o collettivi -  per innescare un meccanismo di cui tutti si potranno comunque giovare.
Uno schema di istanza di rimborso può essere il seguente:
ISTANZA DI RIMBORSO (Versione pdf)
Fase 2 – Ricorso alla Commissione Tributaria Provinciale
Decorsi 90 giorni dalla proposizione della istanza di rimborso, ed in caso di mancata risposta da parte del Comune, è possibile proporre ricorso alla Commissione Tributaria Provinciale competente, evidenziando le ragioni di incostituzionalità dell’IMU e chiedendo la remissione degli atti alla Corte Costituzionale.
Uno schema di ricorso tipo può essere il seguente: 
BOZZA DI RICORSO (Versione pdf)
Fase 3 – Remissione degli atti alla Corte Costituzionale
È sufficiente che anche una sola delle Sezioni delle numerosissime Commissioni Tributarie italiane – verificata la fondatezza e la rilevanza della questione di costituzionalità proposta- rimetta gli atti alla Corte Costituzionale, perché questa sia tenuta ad esaminarla ed a pronunciarsi. 
In caso di sentenza che dichiari l’incostituzionalità totale o parziale dell’IMU, tutti i contribuenti interessati – se non lo hanno già fatto – potranno chiedere e ottenere il rimborso di quanto ingiustamente pagato.
Fase 4 – Giudizio della Corte Costituzionale
L’IMU e’ una imposta incostituzionale. Piu’ che in se’, l’IMU e’ una imposta incostituzionale per effetto del meccanismo applicativo con cui e’ stata congegnata ed imposta dal Decreto Legge n.201/2011 (cosiddetto “Salva Italia”!) 
In particolare, i vizi costituzionali dell’IMU hanno origine e derivazione dalla scelta di sviluppo della sua base imponibile, identificata in valori immobiliari che sono stati rivalutati di colpo e di imperio, in forma lineare, senza alcun collegamento con i valori economici reali sottostanti ed in più senza flessibilita’ nella previsione di criteri correttivi successivi. 
Criteri di flessibilita’ che sono invece assolutamente necessari, dato che l’IMU e ‘ una imposta patrimonialepermanente. Una imposta che e’ stata dovuta nel 2012, ma che sara’ dovuta anche nel 2013, nel 2014, nel 2015, e cosi’ via all’infinito. 
Un conto e’ infatti imporre un’imposta patrimoniale permanente in un contesto di economia normale, in equilibrio di mercato, con valori piu’ o meno stabili, con affitti e vendite normali, con conseguenti flussi di reddito sufficienti per pagare l’imposta. 
Un conto e’ invece imporre un’imposta patrimoniale permanente nel durante di una gravissima crisi economica.Una crisi di cui l’IMU è essa stessa tra le principali cause, con il blocco del mercato, con il crollo dei valori, con le strade piene di cartelli "vendesi" o "affittasi", con la progressiva rarefazione dei connessi flussi finanziari. 
E’ cosi’ che, nella meccanica dell’IMU, l’errore iniziale di elevazione improvvisa, verticale e quasi sempre senza senso della base imponibile, oltre ad essere sbagliato in sé, si moltiplica ed si amplifica irrazionalmente proprio con il progredire della crisi.
I valori immobiliari possono scendere o precipitare (ed in realta’ stanno davvero scendendo o precipitando), ma il debito di imposta resta sempre uguale!
Con effetti perversi di dissociazione dell’IMU dai principi costituzionali di capacita’ contributiva e di eguaglianza tra i cittadini. 
E’ così che, a parita’ di presupposto di imposta – ad esempio, uno stesso tipo di casa – ci sara’ chi la puo’ conservare, perche’ ha altri redditi sufficienti redditi per pagare l’IMU. Ci sara’ invece chi sarà costretto a venderla – la sua casa – perche’ privo di altri redditi con cui pagare l’IMU. 
E’ questo un assurdo ulteriormente incostituzionale, perché da una parte la Costituzione favorisce l’accesso alla "proprieta’ dell’abitazione" e "tutela il risparmio", dall’altra parte l’IMU va in direzione radicalmente opposta: non favorisce l’accesso ma il decesso della proprietà dell’abitazione; non tutela il risparmio ma attenta alla sua stessa principale base costitutiva.
E’ in questi termini che l’IMU cessa di essere una imposta sul patrimonio, per diventare una imposta contro il patrimonio!
E’ in questi termini che l’IMU si configura come un mostruoso mutante fiscale. All’origine, si pretendeva da parte del Governo che l’IMU fosse una imposta patrimoniale, per quanto pesante ma pur sempre un’imposta. Invece l’IMU ha subito perso questa forma, per diventare un vero esproprio senza indennizzo. Una prestazione imposta in forma ablativa, distruttiva, negativa. E cosi’ negativa da essere "suicida" per il fisco stesso, perche’ distruggendo la proprieta’, su cui insiste, l’IMU distrugge alla fine la sua stessa fiscale ragion d’essere.
Per tutte queste ragioni la legge istitutiva dell’IMU viola i seguenti principi costituzionali: 
- "capacita’ contributiva" (art.53); 
- " uguaglianza" tra i cittadini (art.3); 
- favore per l’accesso popolare alla "proprieta’ dell’abitazione"  (art.47) ; 
- tutela del "risparmio" (art.47).
In questa fase, l’opinione pubblica ha un ruolo essenziale, non solo per creare una massa critica di ricorsi, ma anche per esercitare una pressione democratica sugli organi preposti a decidere, e sugli stessi organi legislativi, che possono in ogni momento intervenire per rimuovere gli elementi di incostituzionalità.

giovedì 5 aprile 2012

Il governo cambi con decreto lo scippo dell'IMU agli anziani

Pianetta: Il governo cambi con decreto lo scippo dell'IMU agli anziani
Il presidente dei Seniores del Pdl critica la norma contenuta nel decreto salva-Italia"La vecchiaia, diceva Cicerone,e’ infelice anche perchè impedisce di avere parte attiva negli affari. Il Governo Monti da’ agli anziani ricoverati a tempo indeterminato e proprietari di casa un motivo in più di preoccupazione; con il decreto salva Italia la loro abitazione diventa seconda casa con un aggravio dell’IMU; per molti anziani questo aggravio economico e’ insostenibile. Il Governo modifichi immediatamente con un decreto questo scippo agli anziani".


Lo ha affermato il parlamentare del Pdl, Enrico Pianetta, presidente dei Seniores, criticando la norma contenuta sul decreto salva-Italia. Pianetta ha ricordato come per gli anziani "la casa da loro abitata prima del ricovero non può essere valutata e tassata come ’seconda casa’. E’ un modo inopportuno di interessarsi di chi e’ fragile e non e’ piu’ parte attiva negli affari di ciceroniana memoria".