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giovedì 9 ottobre 2014

IMMIGRAZIONE: INTERROGAZIONE SU CENTRO DI ACCOGLIENZA

Immigrazione, Meloni: Da FdI-An interrogazione parlamentare su centro...

...ACCOGLIENZA CORCOLLE A ROMA. «Quando ho visitato nei giorni scorsi il quartiere di Corcolle a Roma, dopo le indegne aggressioni ai danni delle due giovani conducenti di autobus Elisa e Federica...
...i cittadini e i commercianti del posto mi avevano raccontato di aver ricevuto precise rassicurazioni dagli amministratori locali sull'imminente chiusura del centro di accoglienza per immigrati di via Novafeltria. Tutto questo però non è ancora accaduto e il centro risulta essere ancora regolarmente aperto. Fratelli d’Italia-Alleanza Nazionale chiede l’immediata chiusura della struttura, perché i cittadini del quartiere hanno bisogno di risposte concrete e pretendono il rispetto della parola data. E se questo non dovesse accadere, siamo pronti anche a presentare un’interrogazione parlamentare per sollecitare l’intervento delle Istituzioni competenti». 
È quanto dichiara il presidente di Fratelli d’Italia-Alleanza Nazionale, Giorgia Meloni.

martedì 7 ottobre 2014

CONSIGLI DEI MINISTRI DEL 06 OTTOBRE 2014

CONSIGLI DEI MINISTRI DEL 06 OTTOBRE 2014
Doppia seduta il  6 ottobre 2014, a Palazzo Chigi per il Consiglio dei Ministri.
*****
Il Consiglio dei Ministri n. 32 si è riunito dalle 18.40 alle 19.40 sotto la presidenza del Presidente
del Consiglio, Matteo Renzi. Segretario il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Graziano
Delrio. Il Consiglio ha approvato i seguenti provvedimenti:
MODIFICHE AL CODICE ANTIMAFIA
Decreto legislativo con disposizioni integrative e correttive al Codice delle leggi antimafia
(esame definitivo)
Su proposta dei Ministri dell’Interno, Angelino Alfano, della Giustizia, Andrea Orlando e per la
Semplificazione e Pubblica amministrazione, Maria Anna Madia, è stato approvato in via definitiva,
il decreto legislativo contenente ulteriori disposizioni integrative e correttive al decreto legislativo 6
settembre 2011, n. 159, recante Codice delle leggi antimafia e delle misure di prevenzione, nonché
nuove disposizioni in materia di documentazione antimafia, a norma degli articoli 1 e 2 della legge
n. 136 del 2010.
Il nuovo correttivo che modifica il Codice Antimafia nella parte concernente i controlli
amministrativi sugli appalti e su concessioni, erogazioni e finanziamenti pubblici, tiene alto il
livello di vigilanza su tale settore e, anzi, ne rafforza l’incisività consentendo di emettere una
documentazione interdittiva in tutti i casi in cui siano interessate imprese border-line, che oggi
eludono gli accertamenti antimafia più rigorosi, operando sotto soglia.
Il provvedimento semplifica alcuni passaggi della procedura, eliminando oneri amministrativi
superflui, come ad esempio gli accertamenti a carico dei figli minori e semplificando alcuni termini
procedimentali per il rilascio della documentazione antimafia, specie nei casi di urgenza.
Viene, inoltre, semplificata la norma sulla competenza territoriale. Con l’approvazione del decreto
legislativo sarà esclusivamente competente al rilascio della documentazione antimafia il prefetto del
luogo ove ha sede l’operatore economico, a tutto vantaggio della completezza, dell’efficacia e
dell’approfondimento dei riscontri informativi.
L’intervento normativo approvato oggi dal Consiglio dei Ministri troverà il suo completamento con
la prossima pubblicazione del regolamento sul funzionamento della Banca dati nazionale unica
della documentazione antimafia, che ha recentemente concluso il suo iter formativo.
NOMINA DEL DIRETTORE DELL’ISIN
Al fine di acquisire i pareri delle Commissioni parlamentari competenti e su proposta del Ministro
dell’Ambiente e della Tutela del territorio e del Mare, Gian Luca Galletti, il Consiglio ha avviato la
procedura per la nomina di Antonio AGOSTINI, consigliere dei ruoli della Presidenza del
Consiglio dei Ministri, a Direttore dell’Ispettorato nazionale per la sicurezza nucleare e la
radioprotezione (ISIN).2
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LEGGI REGIONALI
(omissis)

sabato 26 luglio 2014

Renzi presiede il Comitato Interministeriale per la Sicurezza

Il Comitato Interministeriale per la Sicurezza della Repubblica si è riunito il 23 luglio, presieduto dal Presidente del Consiglio, Matteo Renzi, con la partecipazione del Sottosegretario con delega ai Servizi, Marco Minniti, dei Ministri Federica Mogherini (Esteri), Angelino Alfano (Interno), Roberta Pinotti (Difesa), Andrea Orlando (Giustizia), Federica Guidi (Sviluppo Economico) e del Direttore generale del DIS, Giampiero Massolo, allo scopo di compiere un’approfondita analisi del possibile impatto, sullo spettro degli interessi nazionali, del preoccupante andamento delle maggiori crisi che caratterizzano l’attuale fase internazionale.
Il Comitato ha dedicato la sua attenzione ai possibili scenari futuri della crisi russo-ucraina, alla drammatica recrudescenza del conflitto israelo-palestinese, agli sviluppi sul terreno in Siria ed Iraq, ed alla perdurante precarietà del quadro di sicurezza in Libia.
I membri del Comitato hanno anzitutto ribadito la necessità di continuare a sollecitare gli sforzi della comunità internazionale e dell’Europa in primo luogo, affinché tutti gli attori coinvolti in tali teatri siano indotti, con iniziative adeguate alle peculiarità di ciascun contesto, a promuoverne la pacificazione e la stabilità.
Ampio spazio è stato, al contempo, riservato alla disamina delle possibili implicazioni delle crisi in atto per la sicurezza nazionale.
Tali aspetti - è stato evidenziato nel corso della riunione - continueranno a rivestire massima priorità per il Comitato e per i suoi componenti, attraverso tutte le opportune forme di collaborazione inter-istituzionale ed internazionale.
La riunione del CISR ha, altresì, offerto l’opportunità di approvare, alla luce del fabbisogno espresso dai Ministri che lo compongono, gli indirizzi generali e gli obiettivi fondamentali da perseguire nel quadro della politica dell’informazione per la sicurezza.

giovedì 20 marzo 2014

Sbarco immigrati, il governo lancia l'operazione "Mare nostrum"

rassegna stampa

da IL GIORNALE  del 14.10.2013
(l'ultima dichiarazione del Governo sugli sbarchi)

Sbarco immigrati, il governo lancia l'operazione "Mare nostrum"

Il pattugliamento, 24 ore su 24, costerà un milione e mezzo al mese: 1500 uomini, nave anfibia con pronto soccorso a bordo, due fregate e altrettanti pattugliatori

"Abbiamo dato il via all’operazione Mare Nostrum", ha detto il ministro dell’Interno,Angelino Alfano, al termine del vertice di Palazzo Chigi dedicato all’emergenza immigrazione.
Alfano assicura che daremo "il meglio di noi stessi" per l’accoglienza dei migranti arrivati in Italia, e al contempo faremo un "discorso molto duro con l’Europa" per migliorare la cooperazione internazionale e fermare le partenze. "Sarà un’operazione militare ed umanitaria - ha spiegato il ministro della Difesa, Mario Mauro - e prevede il rafforzamento del dispositivo di sorveglianza e soccorso in alto mare per incrementare il livello sicurezza delle vite umane"
I mezzi impiegati: nell’operazione saranno utilizzati "per la prima volta una nave anfibia che ha la capacità di esercitare il comando e controllo, con elicotteri a lungo raggio, capacità ospedaliera, spazi ampi di ricovero per i naufraghi". Impiegate anche altre quattro navi della Marina, due fregate e altrettanti pattugliatori, un’unità anfibia con a bordo un pronto soccorso per i migranti, due elicotteri con strumenti ottici a infrarossi e radar di ricerca di superficie, un velivolo P180 con visione notturna, un’unità navale tipo mototrasporto e anche alcuni droni. In tutto si calcola l'impiego di circa 1500 uomini.
Il costo: intorno a un milione e mezzo al mese, potenziando l'operazione anche la spesa salirà. Tutto coperto dai bilanci dei ministeri, assicura Alfano: "Non siamo in presenza di una legge per cui serve una nuova copertura".

VIDEO CO

lunedì 9 dicembre 2013

Immigrazione: colloquio telefonico Letta-Guterres (Unchr)

Immigrazione: colloquio telefonico Letta-Guterres (Unchr)



Il presidente del Consiglio, Enrico Letta, ha ricevuto  il 28 ottobre  2013  una telefonata dell’Alto commissario delle Nazioni Unite per i rifugiati (Unhcr), António Guterres.
A fronte dell’afflusso di migranti dal Mediterraneo, l’Alto commissario ha manifestato a Letta forte solidarietà e sostegno per l’azione intrapresa dal governo italiano con il fine di prevenire il ripetersi di nuove tragedie. Ha inoltre ricordato come l’Unhcr abbia presentato all’Unione europea un proprio contributo di idee, che trova nel principio di responsabilità condivisa dell’Ue - fortemente sostenuto anche dall’Italia - uno dei punti cardine.
Il presidente Letta, nel descrivere le attività dell’operazione “Mare Nostrum”, ha sottolineato come una soluzione strutturale non potrà che passare per l’intensificazione del lavoro con i Paesi di provenienza e transito dei migranti, nella piena consapevolezza che la questione non è solo nazionale, ma europea, e come tale deve essere affrontata dall’Ue. Si è quindi detto favorevole al coinvolgimento di Unhcr nello sforzo messo in atto a Bruxelles in tema di immigrazione a seguito dell’ultimo Consiglio europeo.

sabato 5 gennaio 2013


Berlusconi: Con l'austerità è aumentata la criminalità

Un passaggio dell'intervista del Presidente a Studio aperto

Silvio Berlusconi
"Non parlerei di un Paese allo stremo. Il nostro Paese è ancora solido e forte  e sarà ancora la seconda economia dell’eurogruppo, ma certamente è un segnale preoccupante.

Un segnale che mette a nudo le conseguenze direi inevitabili di una politica economica profondamente sbagliata, tra l’altro incurante della sicurezza dei cittadini, perché l’austerità del Governo Monti ha fatto sì che la recessione si sia portata appresso l’aumento della criminalità, soprattutto della piccola criminalità che colpisce i più deboli, gli anziani, le persone sole, le famiglie. Faccio notare che mentre la criminalità è aumentata gli arresti sono diminuiti, e questo non depone certo a favore dell’operato del Governo dei tecnici". Lo ha affermato Silvio Berlusconi durante un passaggio di una intervista al tg di Studio aperto 
Altre 

domenica 16 settembre 2012

Comi: A Milano aumentano stupri, scippi e rapine e Pisapia scarica sullo stato le responsabilità


La nota dell'europarlamentare Pdl


“Pisapia si sta dimostrando un sindaco nemico delle donne. Perché è evidente che i primi a pagare per l’insicurezza che domina a Milano sono i più deboli, donne e anziani. E non è un caso che gli stupri, calati dell’80% con la Giunta Moratti, abbiano avuto un’impennata tanto che a Milano vengono consumate violenze per strada ogni tre giorni (dati del procuratore Forno).

Per non parlare dei reati predatori (scippi, rapine, furti) aumentati nel primo quadrimestre del 20% a fronte di un calo delle rapine del 40% con la Giunta di centrodestra. La questione non è pertanto solo quella, pur grave, delle pallottole che fischiano in città”.
Lo afferma il vicecoordinatore regionale del Pdl lombardo ed europarlamentare Lara Comi.

“Fare lo struzzo sulla sicurezza e scaricare le responsabilità sullo Stato non è serio. Che fa allora l’assessore Granelli? Perché è stato istituito quell’assessorato e non, suggerisco come esempio, quello sulla Cooperazione con la Palestina o al Dialogo coi centri sociali, tanto per stare nelle fantasiose corde del sindaco? Che fanno i 3000 agenti della Polizia Locale? Pisapia ha dichiarato in campagna elettorale di non conoscere il tema della sicurezza. E difatti la sua politica è stata dilettantesca, perché togliere 650 militari dalle strade a costo zero per il Comune (oltre che smantellare il ‘corpo paramilitare agli ordini di De Corato’) è drammaticamente fantozziano. Mi auguro che, sulla scorta dell’ottima iniziativa di Pdl e Lega di una raccolta firme per far tornare i soldati sulle strade, Pisapia sia colto da una folgorazione sulla via di Damasco, riconosca gli errori passati e vi ponga rimedio. Intanto, mentre in città si spara – conclude Comi – , Pisapia ci annuncia la ‘bella notizia’ che dal 17 settembre si torna a pagare per l’area C. Con Pisapia, è Milano a essere sprofondata in serie C”. PdL

martedì 31 gennaio 2012

Cento milioni per 14 bracciali, perche' la proroga con Telecom?"

Nitto Palma: Cento milioni per 14 bracciali, perche' la proroga con Telecom?"Visto che la convenzione con Telecom, costata al ministero 100 milioni di euro, ha consentito in 10 anni l’utilizzo di 14 braccialetti per i condannati, perche’ e’ stata prorogata fino al 2017?".



A chiederlo e’ il parlamentare del Pdl ed ex Guardasigilli, Francesco Nitto Palma, in un’interrogazione al ministro Anna Maria Cancellieri nel corso dell’ audizione di quest’ultima in commissione Affari Costituzionali di Palazzo Madama: "Ho chiesto anche al ministro di annullare questo contratto di proroga, stipulato il 31 dicembre scorso, anche perche’ la vecchia tecnologia, per utilizzare i 400 braccialetti previsti dalla vecchia convenzione e i 2000 dalla proroga, e’ del tutto superata. In piu’ alla luce della normativa e della giurisprudenza europea, e’ assolutamente illegittima perche’ e’ stato modificato l’oggetto del contratto originario poi prorogato". Palma ha chiesto infine come mai cio’ "sia potuto accadere. Il ministro ha promesso sul tema una risposta scritta a Palma.

lunedì 17 ottobre 2011

Nella manifestazione di Roma violenza preoccupante.Punire i responsabili

BERLUSCONI: Nella manifestazione di Roma violenza preoccupante.Punire i responsabili



"Gli incredibili livelli di violenza raggiunti da un nutrito gruppo di facinorosi nella manifestazione di Roma rappresentano un segnale molto preoccupante per la convivenza civile. E devono essere condannati da tutti senza remore".


Lo ha affermato in una nota il Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi. "I violenti vanno individuati e puniti. Il nostro ringraziamento piu’ sentito si rivolge in questo momento alle forze dell’ordine che si sono impegnate a fondo per difendere e garantire la sicurezza e la liberta’ dei cittadini. Soltanto il loro equilibrio e la loro prudenza sono riusciti ad evitare piu’ gravi conseguenze".


CICCHITTO: Nessun disagio permette di giustificare la guerriglia di Roma


"Le organizzazioni che hanno dato vita alla manifestazione degli indignati o sono composte da assoluti incapaci, oppure hanno chiuso entrambi gli occhi di fronte alla adesione dei centri sociali piu’ estremisti e alla loro organizzazione militare. Non ci sono state due piazze, ma una manifestazione unica dalla quale entravano e uscivano, opportunamente segmentati in brigate di due o trecento soggetti, circa 3mila guerriglieri". Lo ha affermato il capogruppo del Pdl alla Camera Fabrizio Cicchitto, che ha sottolineato:



"Cominciamo gia’ a sentire in trasmissioni televisive dei giustificazionisti di cio’ che e’ avvenuto in nome del disagio sociale. Come hanno dimostrato gli altri Paesi, il disagio sociale e le conseguenti proteste non hanno nulla a che fare con l’organizzazione militare della guerriglia urbana. Ha ragione il sindaco Alemanno ad indignarsi per essere stati, Roma e specialmente quei cittadini romani che vivono a Piazza San Giovanni, via Merulana e zone limitrofe, sottoposti a un’autentica aggressione. Ad essere aggredite, come risulta dalle riprese televisive sono state anche le forze dell’ordine. E alcuni furgoni della polizia e dei carabinieri.



Quello che e’ accaduto a Roma e’ cosi’ grave e cosi’ significativo che chiederemo formalmente che il ministro dell’Interno venga a riferire alla Camera. Vediamo che alcuni banchieri e un industriale manager ieri si erano affrettati a solidarizzare con gli indignati, non sappiamo se per un complesso di colpa, o se per indirizzare solo sulla cosiddetta classe politica le responsabilita’ della crisi in corso del capitalismo con conseguenze sociali assai gravi. Siccome la protesta sociale, al di la’ di quello che e’ avvenuto a Roma, sta avvenendo in tutto il mondo occidentale, e’ evidente che e’ indispensabile una riflessione seria che non puo’ essere risolta dalle ’piccolissime frasi’ di qualche banchiere o di qualche manager che, per parte sua sta cercando di scendere in politica".

martedì 3 maggio 2011

MORATTI: Firmato il documento che chiude il campo rom di Triboniano

MORATTI: Firmato il documento che chiude il campo rom di Triboniano





Il campo rom di Triboniano chiude i battenti, anche formalmente. E’ stato infatti firmato presso la Prefettura del capoluogo lombardo il documento che sancisce la chiusura dell’insediamento: a porre la firma il sindaco di Milano, Letizia Moratti e il ministro dell’Interno, Roberto Maroni.



"Quello che ha portato alla chusura e’ un percorso iniziato nel 2006. Chi dice che la chiusura di Triboniano - ha osservato Letizia Moratti - sia avvenuta per motivi elettorali o parla a sproposito o non conosce la realta’ di Milano e di quei cittadini che da tanti anni chiedevano interventi sicuri e definitivi". Centoventitre famiglie coinvolte, 48 quelle che hanno scelto di aderire ad un programma di reinserimento, molti quelli che hanno rinunciato alla residenza in Italia per un lavoro nel prorpio Paese seguendo un programma di rientro accompagnato. Quelli che per il momento non hanno accettato, sono stati temporaneamente affidati alla protezione civile.

giovedì 28 aprile 2011

Wikileaks conferma le paure dell'estremismo sul centro di viale Jenner

SBAI: Le rivelazioni di Wikileaks sul centro di viale Jenner confermano le paure sull'estremismo


"Ci voleva Wikileaks per confermare le nostre paure sull’estremismo in Italia. Insultati e mai presi sul serio da una certa sinistra buonista quando parlavamo di centri pericolosi, oggi le carte ci danno ragione in pieno. L’Islam moderato non è contro le Moschee e contro l’Islam come qualcuno vorrebbe far credere ma è fortemente preoccupato per il rischio che le seconde generazioni finiscano in queste moschee ’fai da te’, preda del estremismo terrorista; serve che la Consulta funzioni."


Lo ha dichiarato in una nota la nostra parlamentare Souad Sbai, che ha osservato: "Da anni ormai prosegue quest’attività sotto traccia ma pericolosissima dell’apertura di sedicenti moschee fai da te, molto spesso ricettacoli di odio e fanatismo. Il pericolo, come oggi testimoniano le rivelazioni di Wikileaks sul centro di Viale Jenner definito il più pericoloso d’Europa, è assoluto non solo per coloro che le frequentano ma anche e soprattutto per l’intera cittadinanza italiana. Al momento la responsabilità dell’apertura viene lasciata alle singole amministrazioni comunali, che non sanno gestire una tematica così complessa e ci troviamo dinnanzi a moschee che spuntano come funghi, soprattutto in periodo di campagna elettorale, cosa testimoniata dalle prossime aperture a Brescia, Firenze, Bologna, Torino e Padova. Occorre che la Consulta per l’Islam inizi la sua attività affinché si possano effettuare le regolari verifiche su carte e persone, al fine di aprire solo centri di culto che non abbiano poi a trasformarsi in breve tempo in fertile terreno per l’estremismo."

mercoledì 27 aprile 2011

BUONGOVERNO: Perché ora c'è più sicurezza

BUONGOVERNO: Perché ora c'è più sicurezza


Con l’arresto il 25 aprile del boss della camorra Vincenzo Schiavone, si allunga la lista di capiclan assicurati alla giustizia sotto questo governo, che può vantare straordinari successi. I numeri- quelli ufficiali al 31 gennaio - parlano da soli.

La lista dei latitanti di massima pericolosità è stata svuotata, al punto che il ministero dell’Interno ha dovuto integrarla con altri ricercati, ma di rango minore. Ne sono stati catturati 29 (+107% rispetto al periodo precedente) e della vecchia lista resta solo il boss Matteo Messina Denaro.


I mafiosi arrestati sono 7.683 (+40%) e i latitanti totali 424 (+37%).

Nessun altro esecutivo ha mai ottenuto successi così significativi contro mafia, camorra e ’ndrangheta.

Sono 32.688 le proprietà sequestrate alla malavita organizzata per un controvalore di oltre 15 miliardi di euro. I beni confiscati sono 6.835 (238 aziende) per tre miliardi e mezzo. Le somme recuperate e affluite nel Fondo unico di giustizia ammontano a 1 miliardo e 278 milioni.

Nel frattempo le procure politicizzate, a cominciare da Palermo, inseguivano teoremi pre-confezionati che vedevano al centro il "pentito" Massimo Ciancimino, figlio di don Vito. L’obiettivo: dimostrare che il "quarto livello" della mafia era pilotato da… Silvio Berlusconi.

Dopo intere puntate di AnnoZero dedicate al teorema, con il sostegno di Repubblica, si è scoperto come agiva questo personaggio: con il copia-incolla. E quale era il suo interesse: è stato arrestato mentre raggiungeva Saint Tropez.

Nel frattempo un ex ministro di Carlo Azeglio Ciampi, presidente della Repubblica Oscar Luigi Scalfaro, ha dichiarato che nel 1993 che fu il suo governo a togliere il regime di carcere duro ad alcune centinaia di mafiosi.

Qualcuno ha chiesto scusa a Berlusconi? Qualche giornale o talk show ha fatto delle contro-inchieste? Qualche Saviano di turno ha confezionato un monologo?

La verità fa male a sinistra: nessuno governo ha fatto per la sicurezza ciò che ha fatto questo governo.

martedì 26 aprile 2011

BERTOLINI: Dal vertice con la Francia una piattaforma di respiro europeo

BERTOLINI: Dal vertice con la Francia una piattaforma di respiro europeo

"Lotta all’immigrazione illegale di concerto con la Ue ed i suoi Stati membri. Gestione delle frontiere con il ruolo di Frontex per aiutare a contrastare le partenze illegali. Sostegno europeo per contribuire alla lotta alle organizzazioni criminali. Riammissione dei migranti clandestini. Tutela del diritto di asilo senza che diventi il cavallo di Troia per un’immigrazione irregolare mascherata".

Lo ha affermato il vicepresidente dei deputati del Pdl, Isabella Bertolini, commentando l’esito del vertice italo-francese. "La lettera, inviata da Silvio Berlusconi e da Nicolas Sarkozy al presidente della commissione Europea Barroso e al presidente del Consiglio Europeo Van Rompuy, e’ qualcosa piu’ che una serie di intenti usciti da un vertice bilaterale tra due importanti Paesi. E’ una piattaforma di lavoro che puo’ diventare la stella polare della politica europea in tema di immigrazione. Ora tocca all’Europa ed ai suoi membri cogliere l’occasione messa oggi sul tavolo".

BERLUSCONI-SARKOZY: Dall'immigrazione rischio di grave crisi

BERLUSCONI-SARKOZY: Dall'immigrazione rischio di grave crisi

La lettera congiunta Berlusconi - Sarkozy a Herman Van Rompuy, presidente del Consiglio Europeo e a Jose’ Manuel Barroso, presidente della Commissione Europea, in merito al Trattato di Schengen e ai femomeni migratori.




Signor Presidente,

da qualche mese le pressioni alle frontiere esterne comuni stanno provocando conseguenze per l’insieme degli Stati membri dell’Unione Europea. La situazione migratoria nel Mediterraneo potrebbe rapidamente trasformarsi in una vera e propria crisi in grado di minare la fiducia che i nostri concittadini ripongono nella libera circolazione all’interno dello spazio Schengen. Il principio della libera circolazione è una delle maggiori conquiste della costruzione europea, che i nostri due Paesi intendono assolutamente preservare.

I lavori già intrapresi dovranno concretizzarsi e intensificarsi rapidamente. Allo stesso modo, appare indispensabile adottare nuove misure. Il Consiglio Europeo di giugno dovrà fornire l’impulso politico che consentirà di superare gli ostacoli e di adottare decisioni concrete in risposta alle attuali difficoltà. L’Unione Europea deve infatti da un lato ridefinire le sue relazioni con i Paesi terzi, in particolare quelli della sponda sud del Mediterraneo, dall’altro rivedere in profondità la propria normativa interna in questo settore


1. Un nuovo partenariato con i Paesi Terzi

Siamo convinti che la priorità principale per l’Unione Europea sia quella di conseguire con grande rapidità un accordo globale con i suoi vicini della sponda sud del Mediterraneo. L’Unione deve assicurare un sostegno forte e, se necessario, straordinario a questi Paesi, mettendo al primo posto quelli che avranno scelto la via della democrazia.





In cambio, abbiamo il diritto di attenderci dai nostri Paesi partner l’impegno a una cooperazione rapida ed efficace con l’Unione Europea e i suoi Stati membri nella lotta contro l’immigrazione illegale. Questa cooperazione dovrà imperniarsi sulla gestione delle frontiere prevedendo da un lato un possibile ruolo di Frontex per aiutare questi Paesi a contrastare le partenze illegali, dall’altro il sostegno europeo per contribuire al loro sforzo nella lotta alle organizzazioni criminali. Nell’ambito di questa cooperazione, dovrà altresì essere ricompresa la riammissione dei migranti clandestini.

Proponiamo ai nostri partner della sponda sud del Mediterraneo un partenariato globale e ambizioso, ma consideriamo una precondizione e un dato implicito di questo partenariato il loro impegno concreto a concorrere ai nostri sforzi contro l’immigrazione illegale.

Allo stesso tempo, è opportuno che gli Stati membri, con l’aiuto crescente dell’Unione Europea, continuino a sostenere lo sviluppo dei programmi di protezione già avviati in loco grazie al considerevole contributo dell’Alto Commissariato per i Rifugiati delle Nazioni Unite e dell’Organizzazione Internazionale per la Migrazione, sia per i destinatari di protezione internazionale che per le persone che beneficiano di aiuto al ritorno. È anche opportuno che l’Unione Europea rifletta su certe forme di facilitazione per la mobilità delle persone nell’area del Mediterraneo, evitando tuttavia di prendere in considerazione qualsiasi meccanismo di carattere automatico.





2. Una nuova solidarietà tra gli Stati membri

L’afflusso massiccio di migranti, che colpisce in maniera particolare alcuni Stati membri, costituisce una sfida per tutti gli altri partner. Questa sfida deve essere affrontata con la doppia preoccupazione di non inviare segnali sbagliati che potrebbero incoraggiare il fenomeno e, al tempo stesso, di offrire la massima solidarietà concreta a favore degli Stati membri più coinvolti.

In questo spirito, i meccanismi di solidarietà finanziaria nei confronti di questi Stati dovranno essere rafforzati, sia per facilitare il loro utilizzo che per incrementarne l’ammontare. Se un afflusso massiccio di profughi dalla Libia dovesse verificarsi, l’Unione Europea dovrà essere in grado di adottare, sulla base di un piano operativo definito in anticipo, dei meccanismi di solidarietà specifici per la concessione della protezione temporanea a queste persone, tenendo conto delle capacità di accoglienza di ciascuno dei partner così come degli sforzi già sostenuti.





È altresì fondamentale che l’Unione Europea realizzi un regime di asilo europeo comune. Gli strumenti che permetteranno di completare questo regime, ivi compreso l’accesso dei servizi di sicurezza alla banca dati Eurodac per la lotta alla criminalità organizzata, dovranno essere adottati da qui alla fine del 2012 in condizioni sostenibili per i sistemi nazionali d’asilo, già sottoposti a una forte pressione in molti Stati membri, anche alla luce del fatto che alcuni sono ancora lontani dall’aver attuato il primo pacchetto di strumenti legislativi approvato qualche anno fa. Le proposte presentate dovranno per questo trovare un nuovo equilibrio, maggiormente compatibile con i limiti di gestione di questi sistemi.





Nella prospettiva di giungere a un regime europeo di asilo comune, si dovrà cercare di raggiungere il prima possibile la massima convergenza delle legislazioni e delle pratiche, in modo tale da scoraggiare i movimenti secondari. Allo stesso tempo si dovrà lavorare per la prevenzione degli abusi e degli aggiramenti, in maniera tale che le persone aventi diritto alla protezione internazionale, a prescindere dallo Stato membro interessato, possano vedere le loro richieste istruite in condizioni favorevoli e secondo le norme previste. La politica d’asilo, che è un dovere e un valore dell’Unione Europea, non deve poter diventare il veicolo di un’immigrazione irregolare mascherata. Gli Stati che si confrontano con le maggiori difficoltà nel campo dell’asilo devono beneficiare di un sostegno prioritario dell’Ufficio Europeo di Sostegno per l’Asilo, allo scopo di poter assicurare la ricezione e il trattamento delle domande in condizioni appropriate.





3. Una sicurezza rafforzata all’interno dello spazio Schengen

Rafforzare l’Agenzia Frontex costituisce un imperativo prioritario. In questa prospettiva, bisogna rendere immediatamente operative le misure previste nelle conclusioni del Consiglio dei Ministri della Giustizia e degli Affari Interni, che si è tenuto a Lussemburgo l’11 aprile 2011, laddove Frontex è invitato ad accelerare i negoziati con i Paesi della regione – in particolare la Tunisia – in vista della conclusione di accordi di lavoro operativi e dell’organizzazione di operazioni di pattugliamento congiunto, in cooperazione con le autorità tunisine e in applicazione di tutte le pertinenti convenzioni internazionali, in particolare quella delle Nazioni Unite sul Diritto del Mare (“convenzione di Montego Bay”). Conformemente alle Conclusioni del Consiglio Europeo, un accordo deve essere trovato da qui a giugno 2011 sulla revisione del regolamento dell’Agenzia, andando il più lontano possibile nell’ampliamento delle sue capacità operative.



L’Agenzia potrebbe allo stesso tempo aprire un ufficio specializzato nel Mediterraneo e sviluppare le sue operazioni di sorveglianza e d’intercettazione: il suo bilancio dovrebbe essere adeguato di conseguenza, in particolare per salvaguardare i programmi tipo Erasmus per le guardie di frontiera. Inoltre, Frontex ha la vocazione a essere il cuore di un sistema europeo di controllo delle frontiere. Alla luce dell’invito contenuto nel Patto europeo sull’immigrazione e l’asilo dell’ottobre 2008, è giunto il momento di gettare le basi di tale sistema europeo, cominciando per esempio con un miglior utilizzo dei mezzi disponibili sui Fondi frontiere esterni per stabilire un sistema comune di sorveglianza dei controlli di frontiera.

Una governance rafforzata dello spazio Schengen è evidentemente necessaria: essa deve essere fondata su requisiti più rigorosi e su strumenti più efficaci per ottenere una maggiore disciplina collettiva e un maggior livello di coesione sugli standard di protezione delle frontiere esterne comuni, anche in vista dell’allargamento dello spazio Schengen.





È necessaria una modifica legislativa dei meccanismi di valutazione. Ciononostante, le linee contenute nella proposta legislativa attuale non sono sufficienti. Quest’anno dovrebbe essere presentato un pacchetto legislativo più ambizioso basato sui seguenti principi:

-la procedura di valutazione deve continuare a coinvolgere rigorosamente gli Stati membri, in modo tale da non privarsi della loro expertise e da creare le condizioni affinché si rafforzi sempre di più la loro fiducia reciproca;

-l’agenzia Frontex, in stretto collegamento con le altre agenzie competenti nel settore giustizia affari interni, dovrà essere il fulcro del coordinamento di questo dispositivo di valutazione e di sorveglianza attraverso la creazione di un insieme di esperti e di gruppi di valutazione - ivi compresa la prospettiva della creazione della figura degli ispettori europei -, lo svolgimento di missioni così come la redazione di rapporti;

-esaminare la possibilità di ristabilire temporaneamente controlli alle frontiere interne in caso di difficoltà eccezionali nella gestione delle frontiere esterne comuni, sulla base di condizioni che dovranno essere in futuro definite.

Infine, il rafforzamento della governance dello spazio Schengen dovrà essere oggetto di un seguito politico più strutturato, per esempio attribuendo maggiore visibilità alle discussioni in seno al consiglio GAI su questo argomento e organizzando un dibattito annuale in seno al Consiglio Europeo.

Siamo convinti che l’Unione Europea nel suo insieme sia in possesso degli strumenti per rafforzare il suo spazio comune di libertà e sicurezza, così come è stata in grado di trovare delle risposte per rafforzare la sua governance economica. Questo è vitale per la fiducia dei cittadini nella costruzione europea. Il prossimo Consiglio Europeo dovrà consentire l’adozione delle decisioni necessarie per raggiungere questo scopo.



La preghiamo di gradire, Signor Presidente, i sensi della più alta considerazione.



Silvio Berlusconi

Nicolas Sarkozy

mercoledì 9 marzo 2011

Piano Marshall per il Mediterraneo

MAURO: Piano Marshall per il Mediterraneo
"Un piano Marshall per i Paesi del Mediterraneo, ma a precise condizioni".
A chiederlo e’ stato Mario Mauro, capogruppo del Pdl al Parlamento europeo,intervenendo all’Europarlamento a Strasburgo. "Noi parliamo di un piano Marshall per i paesi del Mediterraneo ma quando gli Stati Uniti ci hanno concesso i finanziamenti di quel piano ci hanno imposto precise condizioni: ossia cacciare i comunisti dall’Europa occidentale. Noi quali condizioni intendiamo porre ai paesi del Mediterraneo oggi? Vogliamo sostituire i dittatori con altri dittatori o invece far crescere in questi paesi istituzioni democratiche forti con una societa’ civile forte?".


MANTOVANO: No allo stravolgimento della legge Bossi-Fini e all'intervento delle toghe ideologizzate

"Nei prossimi giorni vareremo un testo applicativo, tale da rendere la direttiva europea compatibile con la disciplina italiana: non possiamo restare spettatori di fronte allo stravolgimento della legge Bossi-Fini".

Lo ha annunciato, in un’intervista a ’Libero’, il sottosegretario al ministero dell’Interno Alfredo Mantovano avvertendo la necessita’ di "un decreto contro le interpretazioni lassiste" delle norme Ue sull’immigrazione da parte di alcune procure."Gli immigrati che stavano per essere espulsi, o processati per non aver ottemperato all’ordine di espulsione, sono tornati in liberta’. Una fetta della magistratura ha provato a ridimensionare la portata dei provvedimenti in materia di immigrazione e a impedirne la piena operativita’. In Italia, la direttiva Ue e’ entrata in vigore il 24 dicembre scorso senza essere stata recepita con le norme di aggiustamento. In questo vuoto si e’ infilata la frangia piu’ ideologizzata delle toghe".


MAURO: Malta si sente abbandonata dall'Unione Europea


Malta e’ contraria a nuove sanzioni della Ue contro la Libia, che estendano il congelamento dei beni al fondo nazionale sovrano Libyan Investment Authority (Lia).

Lo ha reso noto il nostro eurodeputato, capogruppo del Pdl, Mario Mauro, durante una conferenza stampa tenuta al Parlamento europeo a Strasburgo, confermando cosi’ voci circolate da fonti europee. "La dichiarazione di Malta - ha sottolineato Mauro che recentemente ha fatto parte della missione Ue in Tunisia - e’ quella di un paese che si sente abbandonato da una Ue che non riesce a prendere decisioni in tempi utili. E’ la dimostrazione che c’e’ il timore che Gheddafi possa riuscire a resistere e vincere".


BONIVER: Sì agli interventi umanitari solo con l'accordo dei governi coinvolti altrimenti e' neocolonialismo

"Gli interventi umanitari vanno fatti su richiesta delle organizzazioni e in accordo con i governi coinvolti, altrimenti si incorre nel pericolo di un neocolonialismo umanitario". Lo ha affermato l’inviato speciale del ministro degli Esteri italiano, il deputato del Pdl Margherita Boniver, che ha parlato dal campo profughi di Ras Jadir.

Rispondendo alle domande dei cronisti, che hanno criticato la modestia dell’intervento italiano ed europeo e i ritardi sulla emergenza profughi, la Boniver ha risposto: "Il nostro intervento e’ calibrato, e caratterizzato da sobrieta’ e utilita’. In passato, per incomprensioni fra le organizzazioni, si e’ assistito a una sovrapposizione di interventi, con il prolungarsi di sforzi e strutture anche oltre l’emergenza. Noi siamo qui e siamo pronti a rispondere anche ad una eventuale ripresa del flusso, dovuto anche a un acuirsi del conflitto."


NAPOLI: D'Alema fuori di brocca se confronta l'Italia alla Libia


"E’ evidente che Massimo D’Alema, ex presidente del Consiglio e attuale presidente del Comitato parlamentare che vigila sui servizi segreti, puo’ confrontare la situazione libica a quella italiana soltanto perche’ e’ fuori di brocca".

Lo ha affermato il deputato del PdL Osvaldo Napoli, che ha commentato le parole del politico di Gallipoli: "E uso un eufemismo per descrivere il grado di cinico strumentalismo cui si spinge D’Alema per far passare l’idea di un’emergenza democratica e giustificare cosi’ le alleanze piu’ eterogenee e contraddittorie cui lavora il Pd. D’Alema scherza con il fuoco, come ben sa nel suo sconfinato cinismo. Il suo allarme per la democrazia e’ vecchio, pero’, come chi lo pronuncia: D’Alema, del resto, fuori da una strategia dell’emergenza non saprebbe cosa d’altro dire. Naturalmente il presidente del Copasir dovrebbe convocare se’ medesimo in audizione per accertare la fondatezza del suo allarme. Come direbbe Marzullo, D’Alema si faccia una domanda e si dia una risposta".

sabato 5 marzo 2011

Sull'emergenza Libia l'Europa e' a un passo dalla farsa

NAPOLI: Sull'emergenza Libia l'Europa e' a un passo dalla farsa

"Le cancellerie europee sono a un passo dal dramma, e la costruzione europea e’ a un passo dalla farsa, sull’emergenza Libia. Una linea comune dell’Europa non e’ un’opzione qualsiasi, ma diventa un dovere politico se ha ancora un senso la parola Europa".

Lo ha affermato il vicecapogruppo del Pdl alla Camera, Osvaldo Napoli, che ha osservato: "Il governo italiano e’ impegnato in prima linea sul piano umanitario, ma lo fa in una condizione di tragica solitudine. Le capitali europee sono troppo indaffarate a misurare i pro e i contro sul dopo-Gheddafi ma sottovalutano in modo drammatico gli eventi in corso dalla cui evoluzione dipende la qualita’ del dopo-Gheddafi. L’Italia non puo’ che confermare la strategia di politica estera, dall’Afghanistan al Medio Oriente, dall’Egitto alla Libia. Ma non puo’ il solo governo Berlusconi farsi carico di un’incombenza che investe l’Europa intera. L’Europa rischia di uscire dissolta dagli eventi che stanno sconvolgendo il Maghreb".



LEONE: La cooperazione euromediterranea puo' svolgere un fondamentale ruolo di dialogo


"La cooperazione euromediterranea puo’ svolgere nel particolare momento politico che scuote importanti Paesi dell’area nord-africana, un fondamentale ruolo di dialogo e recupero della normalita’, contro le violenze e le ripetute violazioni dei diritti umani".


Lo ha affermato il deputato del Pdl Antonio Leone, vicepresidente della Camera dei deputati, a margine dell’assemblea plenaria dell’Apem (Assemblea parlamentare dell’Unione del Mediterraneo) che si tiene a Montecitorio. "Alla presidenza di turno, che da oggi passa dall’Italia al Marocco assicureremo tutto il nostro appoggio nell’opera di mediazione che impegnera’ l’Apem per il raggiungimento della stabilita’ politica e sociale in una vasta regione che e’ oggi scossa da fermenti anche violenti, verso la quale va indirizzato ogni sforzo tendente al ristabilimento della pace nella liberta’ dei suoi popoli".

BERTOLINI: La missione umanitaria in Tunisia e' nell'interesse dell'Italia

"Il Governo italiano sta facendo la cosa giusta. Aderire alla richiesta di Tunisia e Egitto per un rimpatrio nei loro Paesi delle migliaia di persone che stazionano nei campi in Tunisia e’ un atto umanitario ma che va anche nell’interesse dell’Italia".

Lo ha affermato il deputato del Pdl Isabella Bertolini, vicepresidente dei gruppo PDL alla Camera dei Deputati, commentando le misure adottate dal nostro governo per fronteggiare l’emergenza Libia. "Come e’ positiva sul fronte della sicurezza la disponibilita’ italiana a farsi parte attiva del controllo delle coste e dei porti tunisini dai quali potrebbe scaturire un esodo ancora maggiore. Come spesso avviene la politica dei fatti concreti spazza via quella delle sole chiacchiere".


LA RUSSA: Dalla Difesa supporto logistico alla missione umanitaria

Quello che arrivera’ dal ministero della Difesa per la missione umanitaria annunciata ieri dal governo in soccorso dei profughi al confine tra Libia e Tunisia sara’ un "supporto logistico per i trasporti".

Così si e’ espresso il ministro della Difesa, Ignazio La Russa, parlando con i giornalisti nel Transatlantico di Montecitorio al termine dell’informativa urgente del governo sull’Afghanistan. La Russa ha ricordato che la missione e’ affidata "per legge" al ministero degli Esteri e alla Croce Rossa italiana, per cui non possono esserci militari ad operare.




PAGANO: L' Europa collabori per scongiurare l'arrivo di terroristi dal Nord Africa

"Quanto sta avvenendo in Libia, ma anche nel resto del Nord Africa, dimostra l’irreversibilita’ della ’rivoluzione’ politica in atto in tutta l’area che l’Occidente intero non puo’ ignorare. Anche questa volta l’Italia non si sottrarra’ ai propri obblighi internazionali ne’ al dovere di solidarieta’ nei confronti di esuli e perseguitati."

Lo ha affermato Alessandro Pagano, componente della commissione Finanze della Camera e capogruppo per il Pdl della commissione bicamerale per l’Infanzia e l’adolescenza. "Tuttavia, come giustamente osservato dal ministro Maroni, tra i profughi potrebbero nascondersi terroristi ed estremisti islamici che, mescolati alle migliaia di disperati in fuga dai regimi autoritari nordafricani, potrebbero introdursi in Europa con minore difficolta’ e porre in essere attacchi terroristici in maniera piu’ agevole. Per tali ragioni, oltre allo stato emergenziale che l’Italia si trovera’ a dover affrontare con l’arrivo di centinaia di migliaia di profughi e’ venuto il momento che l’Europa si assuma le proprie responsabilita’ e cominci a collaborare con il nostro Paese. Al dovere di solidarieta’, infatti, deve necessariamente accompagnarsi quello della tutela della sicurezza nazionale. Solo un nuovo ’piano Marshall’ specifico per la Libia, che disincentivi l’esodo dei profughi verso l’Italia attraverso il conferimento di aiuti in loco, potrebbe consentire di ottenere tale risultato".

martedì 15 febbraio 2011

BERLUSCONI: La Ue ha accolto positivamente le richieste che abbiamo avanzato

BERLUSCONI: La Ue ha accolto positivamente le richieste che abbiamo avanzato






"Dopo la mia telefonata di ieri con il presidente del Consiglio europeo Van Rompuy, il governo italiano ha inviato alla Commissione europea una serie di richieste di intervento per fronteggiare la nuova, grave ondata migratoria dalla Tunisia".



Lo ha affermato in una nota, il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, che ha osservato:

"Apprezziamo l’impegno personale del presidente Van Rompuy e quello della commissaria Mallstroem che ha accolto le nostre richieste, in particolare la richiesta di una missione dell’Agenzia europea per il controllo delle frontiere, Frontex, per una risposta tempestiva all’emergenza. A breve avro’ una conversazione telefonica anche con il presidente della Commissione Europea, Barroso".


Nella conversazione telefonica con il Presidente della Commissione Europea, Jos‚ Manuel Dur’o Barroso, Il Presidente ha ringraziato il capo della Commissione europea per aver esaminato favorevolmente le richieste italiane e in particolare per l’annuncio dato oggi dal Commissario Mallstroem di avviare una missione dell’Agenzia Frontex nell’area e di adottare un pacchetto di misure per fronteggiare l’emergenza. Il Presidente Barroso ha confermato il suo impegno personale e quello della Commissione Europea per assistere l’Italia in queste circostanze eccezionali.



FRATTINI: Vogliamo ripristinare il pattugliamento della costa nordafricana


"Finora il meccanismo dei pattugliamenti delle coste nord africane ha funzionato e vogliamo ripristinare quel meccanismo che fino a un mese fa aveva portato a zero l’immigrazione clandestina".


Cosi’ si e’ espresso il ministro degli Esteri Franco Frattini, da Damasco poche ore prima del suo arrivo a Tunisi per un incontro con il premier Mohamed Ghannouchi, riguardo al problema della straordinaria ondata migratoria che in questi giorni si sta riversando a Lampedusa. L’Italia ha pronti "strumenti" navali e terrestri per aiutare la Tunisia nel pattugliamento, si legge sul sito web del Mae.

"L’Italia puo’ offrire molto alla Tunisia", a partire da "un aiuto logistico in termini di equipaggiamento delle forze di polizia, ivi compresa la messa a disposizione di strumenti importanti, sia navali sia terrestri, per il pattugliamento della costa tunisina". C’e’ "un traffico di esseri umani senza precedenti - ha sottolineato Frattini - un orribile business alle spalle di disperati, di gente che paga 1.000 dollari a testa per mettersi su un barcone verso Lampedusa. Credo che Tunisia e Italia abbiano interesse comune a frenare questo traffico". Il ministro ha avuto anche un colloquio telefonico con il segretario di Stato americano Hillary Clinton che ha rappresentato al capo della diplomazia italiana la preoccupazione degli Stati Uniti per l’esplosione del fenomeno migratorio nel Mediterraneo. Un nuovo patto per il Mediterraneo e le prospettive del processo di pace in Medioriente sono stati al centro dei colloqui di Frattini a Damasco.



Nel corso di una conferenza stampa congiunta con il ministro degli Esteri siriano Moallem, dopo i colloqui con il presidente Assad, Frattini ha auspicato che Israele fermi gli insediamenti nei Territori e "restituisca" alla Siria le alture del Golan; ha invocato per tutta la regione una "pace equilibrata, giusta e onnicomprensiva" e ha definito "necessaria ed urgente" una nuova "dinamica di negoziati per tutta la regione". Frattini e’ tornato sul ruolo che la Ue puo’ giocare nell’area, favorendo "una pace equilibrata, giusta ed onnicomprensiva: una pace stabile per tutta la regione che deve quindi includere anche il binario filo-israeliano con la restituzione delle alture del Golan". Per quanto riguarda il "patto per il Mediterraneo", Frattini ha spiegato che dovrebbe basarsi "sulla fiducia e l’eguaglianza tra i partner delle due sponde". Frattini si e’ detto convinto che "l’Unione Europea abbia strumenti finora poco utilizzati per aiutare le societa’ dell’area e soprattutto la circolazione di giovani e studenti attraverso una politica dei visti piu’ aperta". Anche per quanto riguarda l’Egitto, ha specificato il ministro, "siamo convinti che occorre aiutare, senza interferenze indebite, il processo di transizione democratica in corso al Cairo".



BERTOLINI: Emergenza clandestina europea, opposizione provinciale



"Mentre tutto il mondo arabo e’ in fiamme e manda in fumo equilibri decennali, che stanno portando una marea umana sulle coste italiane, l’opposizione sa solo dire che tutto questo sarebbe colpa del Governo italiano. Un provincialismo di questo livello non si era mai visto".

Lo ha dichiarato Isabella Bertolini, vicepresidente del gruppo Pdl alla Camera dei Deputati. "Siamo di fronte ad una emergenza di dimensioni enormi che riguarda l’intera Europa. E’ evidente che, dopo le prime cure di carattere umanitario, il nostro Paese non sara’ in grado di dare una risposta lavorativa a decine di migliaia di persone. Bisogna quindi evitare che questi nuovi arrivi vadano ad ingrossare le fila dei disoccupati, che possono diventare facile preda della malavita oppure gravare sul nostro sistema assistenziale".

SBAI: Niente pietismo contro i clandestini ma fermezza assoluta


"E’ un’ondata che sbatte contro le coste di Lampedusa e rischia di diventare una marea umana. Dinanzi ad un’emergenza cosi’ drammatica occorre essere fermi e duri, lasciando da parte il falso pietismo che l’ha resa possibile". Lo ha dichiarato, in una nota, il deputato del PdL Souad Sbai.


"E’ arrivato il momento di smetterla con le ipocrisie di questa Europa mediocre, grigia e incapace, la cui Presidente di Commissione si diletta nella critica piuttosto che nella pratica politica lasciando finalmente spazio a misure concrete e senza attenuanti, altrimenti rischiamo che da qui a qualche giorno dietro le frontiere ci siano oltre cinquantamila persone pronte ad imbarcarsi per l’Italia. E allora sara’ troppo tardi. Coloro che sbarcano a Lampedusa vanno identificati e poi messi su charter e riportati subito indietro, rendendo la cosa pubblica tramite i media, facendo capire a chi volesse intraprendere lo stesso percorso che si torna subito indietro. Senza se e senza ma. Non siamo alle prese con questioni religiose o etniche, come nel caso del Kosovo, come ha detto qualcuno, o del Darfur, bensi’ con un quadrante in subbuglio, che ha spianato le frontiere e disatteso gli accordi. Il ministro degli Esteri tunisino si e’ dimesso, l’esercito in Egitto ha decretato la liberta’ di varcare la frontiera: siamo al rischio collasso. Sono, poi, tutti uomini, che difficilmente troveranno lavoro in Italia, quindi li attende un futuro di illegalita’, finendo nelle mani della criminalita’ organizzata. Occorre quindi agire con forza e intelligenza, per evitare un disastro umanitario e sociale".



GASPARRI: L'Europa elabori strategia operativa contro l'immigrazione clandestina

"Se, come pare stia accadendo in Tunisia, degli Stati rischiano di dissolversi, il problema degli esodi che ne possono seguire non puo’ essere competenza di un solo Paese. In questo caso l’Italia, per ragioni geografiche.



Quindi l’Europa deve elaborare con immediatezza una strategia operativa, anche perche’ i fermenti in Algeria e la difficile transizione in corso in Egitto potrebbero rendere ancora piu’ vaste le dimensioni della crisi. La comunita’ internazionale e l’Europa in prima fila devono farsi carico delle conseguenze di quanto sta avvenendo senza perdere un minuto di piu’." Lo ha affermato il presidente dei senatori del Pdl, Maurizio Gasparri.



MAURO: Vertice Ue straordinario per affrontare lo sbarco dei clandestini dal Maghreb


Il Presidente dei deputati del Popolo della Liberta’ al Parlamento europeo, Mario Mauro, ha chiesto un vertice straordinario della Ue sul tema dell’immigrazione in una lettera al Presidente del Consiglio europeo Van Rompuy, al Presidente della Commissione europea Barroso e al Presidente del Parlamento europeo Buzek.


"E’ assolutamente indispensabile convocare nel giro di pochi giorni un consiglio straordinario dei capi di stato e di governo Ue per fare fronte ad un’emergenza epocale paragonabile per intensita’ e dimensioni del fenomeno al 1989, alla caduta del blocco sovietico. Cio’ che sta avvenendo nei paesi del Maghreb deve far rimettere in discussione completamente la pochezza della strategia euro mediterranea dell’Unione europea.Non basteranno ne’ le iniziative di solidarieta’ della commissione europea, ne’ i dibattiti parlamentari, e neanche un pronto utilizzo degli strumenti di Frontex. Dobbiamo renderci conto che la storia ci pone di fronte ad una sfida che deve essere affrontata con la stessa determinazione e pari risorse utilizzate in questi anni per stabilizzare i paesi dell’est europeo. L’Italia ha la possibilita’ di essere protagonista in questa vicenda tanto drammatica quanto densa di speranze per il nostro futuro".

lunedì 3 gennaio 2011

L'IMMIGRAZIONE CLANDESTINA

Rendere la clandestinità reato ha anche lo scopo di facilitare l’effettiva espulsione del clandestino: per le norme europee sui rimpatri, l’espulsione con accompagnamento nel Paese d’origine è possibile solo se c’è condanna per un reato. L’immigrato irregolare è punito con una ammenda da 5.000 a 10.000 euro. Da agosto 2009 sono stati denunciati 12.500 immigrati irregolari. Inoltre è prevista l’espulsione anche per i cittadini stranieri comunitari privi di reddito o che siano stati condannati a una pena di due anni di reclusione (fino al 2008 per essere espulsi la pena doveva essere di dieci anni).





ACCORDO ITALIA-LIBIA PER BLOCCARE I CLANDESTINI



Dal 6 maggio 2009 sono iniziati i pattugliamenti italo-libici per prevenire la partenza degli immigrati clandestini verso l’Italia. Le imbarcazioni intercettate in acque internazionali sono dapprima soccorse e poi subito riaccompagnate ai porti di partenza in Libia. A fine 2009 gli sbarchi sono diminuiti del 90%.





IMMIGRAZIONE CLANDESTINA: I RISULTATI DEL GOVERNO



ANNO CLANDESTINI SBARCATI VARIAZIONE RISPETTO ANNO PRECEDENTE



2008 36.951 /

2009 9.573 -74%





CLANDESTINI SBARCATI SULLE COSTE DAL 5 MAGGIO AL 31 DICEMBRE

(inizio dei “respingimenti” in Libia)

2008 31.281 /

2009 3.185 -90%





CLANDESTINI EFFETTIVAMENTE RIMPATRIATI

dal 1° gennaio 2008 al 31 dicembre 2009: 42.595







SEI MESI DI TEMPO PER IDENTIFICARE ED ESPELLERE I CLANDESTINII Centri di Permanenza Temporanea (CPT) sono diventati Centri di Identificazione ed Espulsione (CIE). La permanenza nei centri è stata triplicata (da due a sei mesi) per permettere l’identificazione e organizzare il rimpatrio. Questa norma è in linea con la direttiva dell’Unione Europea del 24 dicembre 2008, che afferma che i clandestini possono essere trattenuti fino a sei mesi quando vi sia pericolo di fuga o se il Paese di provenienza ostacola il rimpatrio.





CARCERE E MULTA PER CHI FA LAVORARE I CLANDESTINIIl datore di lavoro che occupa alle proprie dipendenze lavoratori stranieri privi di permesso di soggiorno o con permesso scaduto e del quale non sia stato chiesto il rinnovo nei termini di legge, è punito con la reclusione da sei mesi a tre anni e con la multa di 5 mila euro per ogni lavoratore irregolare impiegato.





CARCERE E CONFISCA A CHI AFFITTA AI CLANDESTINICarcere fino a tre anni per chi affitta casa allo straniero senza permesso di soggiorno. Con la condanna scatta anche la confisca del bene. A fine maggio 2009 sono 796 le persone denunciate per questo reato: 533 nel 2008 e 263 nel 2009.





TRATTATO DI PRUMIl 24 giugno 2009 il Senato ha approvato definitivamente il Trattato di Prum, che migliora la cooperazione nel contrasto a terrorismo, criminalità e immigrazione illegale fra Italia, Belgio, Germania, Spagna, Francia, Lussemburgo, Olanda e Austria.





IL PIANO PER L’INTEGRAZIONE NELLA SICUREZZAIl 10 giugno 2010 il Governo ha approvato il nuovo Piano, denominato “identità e incontro”, per favorire l’integrazione nella sicurezza per gli stranieri in Italia. È un sistema di regole che consente a chi vuole venire in Italia rispettando le leggi un percorso di integrazione eccellente.

Il piano prevede tra le altre cose strumenti d’integrazione per gli stranieri e la frequenza a corsi d’italiano e di educazione civica. Il Piano sarà operativo a partire dal primo gennaio 2011.

IL DECRETO SICUREZZA

 IL DECRETO SICUREZZA


Il Senato ha approvato in via definitiva con 162 voti a favore, un voto contrario e 97 astenuti il decreto sulla sicurezza. Il testo, già approvato dalla Camera, non è stato modificato, ed è quindi legge.

Ecco le misure più significative contenute nella nuova legge.

I sindaci sceriffi. Vengono dati maggiori poteri ai primi cittadini in tema di sicurezza attraverso il loro potere di ordinanza; il prefetto dispone il concorso delle Forze di polizia per assicurare l’attuazione delle ordinanze in materia di sicurezza urbana.

Il fondo per le vittime delle manifestazioni.

Chi subisce danni in occasioni di manifestazioni, sportive e non, potrà essere risarcito con risorse del Fondo unico per la Giustizia.

La "flagranza differita". Prevista la possibilita’ di arresto fino a 48 ore dopo il fatto per combattere piu’ efficacemente il fenomeno della violenza in occasione di manifestazioni sportive. Resta in vigore fino al 30 giugno 2013.

Carcere.Regime carcerario più duro per i sottoposti al 41 bis.

Immigrazione ed espulsioni. Prevista una delega al governo per ridefinire le procedure di rinnovo del permesso di soggiorno, con l’affidamento delle competenze agli enti locali, e introduce l’espulsione del cittadino comunitario per motivi di ordine pubblico se permane sul territorio in violazione delle norme dell’Unione Europea. In particolare contiene i provvedimenti per il rimpatrio dei cittadini comunitari che, dopo tre mesi dall’ingresso in Italia, non dimostrino di avere un lavoro e un’abitazione dignitosa. È previsto anche il foglio di via per le prostitute che esercitano in strada violando le ordinanze dei sindaci.





Lotta alla criminalità organizzata.

Viene consentito alla magistratura e alle forze di Polizia l’utilizzo immediato delle autovetture sequestrate dall’autorità giudiziaria. Rafforzata, inoltre, l’attività delle Forze di polizia all’estero e lo scambio di informazioni attraverso l’istituzione del Comitato per la programmazione strategica per la cooperazione internazionale di polizia. Viene esteso anche l’accesso al Fondo di rotazione per le vittime di reati di tipo mafioso anche alle associazioni con finalità di contrasto alla criminalità organizzata, al racket, all’usura.

Sicurezza negli stadi. Reintrodotto il meccanismo dell’arresto in flagranza differita – cioè dopo aver visionato i filmati delle telecamere – che viene prorogato fino al 30 giugno 2013. Agli "steward" vengono poi estese le forme di tutela già previste per i pubblici ufficiali in servizio di ordine pubblico in occasione di manifestazioni sportive. Potranno cioè svolgere funzioni "ausiliarie" a quelle di polizia, con condizioni e modalità specifiche. Esercitare su di essi violenze o minacce durante le manifestazioni sportive farà scattare un’aggravante, in quanto gli "steward" sono equiparati ai pubblici ufficiali.





Agenzia per i beni confiscati.

Potrà autofinanziarsi usando derivati dal sequestro di beni immobili ed avvalersi di personale distaccato e mettendo a reddito una parte dei beni confiscati. Questo consentirà l’aumento delle risorse umane e finanziarie per aprire nuove sedi regionali a Napoli, Palermo, Milano e Bari dopo quelle già operative a Reggio Calabria e Roma.

Wi-fi libero e controlli. Stabilito il superamento delle norme del Decreto Legge antiterrorismo varate quando il ministro dell’Interno era Giuseppe Pisanu. Il Viminale non intende però rinunciare ad una serie di standard di sicurezza. Si parla, tra l’altro, di "identificazione indiretta" che consentirà di rintracciare i soggetti da ricercare online.





Tracciabilità dei flussi finanziari per appalti.

Sale a 1.500 il limite per le spese giornaliere, restando il divieto di pagare in contanti.

Le "griffe pulite". La norma dovrebbe mettere in condizione le grandi case di moda di non commettere illeciti in materia di prevenzione degli infortuni sul lavoro. Pena: la confisca automatica dei prodotti, senza che sia necessaria l’ordinanza.

Carta di identità elettronica. Parte la nuova versione per tutti i cittadini, sin dalla nascita, quale documento di identificazione e di sicurezza rispondente agli standard internazionali di sicurezza. Si pone così fine alla fase di sperimentazione durata circa dieci anni.

lunedì 20 dicembre 2010

Nessuno vuole ledere il diritto di manifestare

CICCHITTO: Nessuno vuole ledere il diritto di manifestare



"Nessuno vuole ledere il diritto di manifestare liberamente. C’è una bella differenza però, credo che sia in grado di capirlo anche Bonelli, fra chi manifesta e chi mette a ferro e fuoco il centro di Roma". Lo ha affermato in una nota il capogruppo del Pdl alla Camera, Fabrizio Cicchitto.



"Rispetto agli avvenimenti del 14 dicembre prima c’è stato lo scatenamento della guerriglia urbana e solo dopo come risposta assai misurata l’intervento delle forze dell`ordine che si sono comportate in modo assai serio. A questo proposito, a essere irresponsabile, da molti punti di vista, è stato chi ha parlato di infiltrati puntando evidentemente alla delegittimazione delle forze dell’ordine. Fortunatamente l’operazione è fallita. Adesso si tratta di vedere se è possibile evitare che mercoledì le cose si ripetano, magari in peggio. Evidentemente senza ledere la libertà di manifestazione ma neanche senza lasciare il via libera ai violenti organizzati. Ricordiamo che a Firenze qualche anno fa, era ministro degli interni Pisanu, nei fatti l`azione preventiva fu portata avanti d’intesa fra le forze dell’ordine il Comune e i sindacati e passò sotto il nome di monitoraggio preventivo".


GASPARRI: Non chiedo leggi ad hoc ma l'applicazione delle norme

"Nel nostro paese esiste a sinistra, un’area formata da alcuni cosiddetti centri sociali che promuovono e attuano iniziative violente. Devono rimanere impuniti a vita? Chi ha messo Roma a ferro e fuoco può pensare di tornare a farlo indisturbato? Chi programma violenze, chi ha distrutto beni pubblici e privati, chi ha incendiato piazze, chi ha aggredito poliziotti, carabinieri e finanzieri, chi, manifestante, ha quasi ucciso a colpi di casco un altro manifestante, deve essere arrestato o lodato? Si risponda a questi quesiti, che prevedono la responsabilità individuale per fatti di rilevanza penale. Basta con la lotta ai violenti fatta solo di parole. Serve anche l’applicazione della legge."



Lo ha affermato il capogruppo del Pdl al Senato Maurizio Gasparri, precisando di non proporre "niente contro i principi del diritto" ma di pretendere da parte dello Stato che non vi sia "nessuna resa a chi vuole praticare violenza e rimanere libero per devastare ancora.

E bisogna agire prima di altri gravi disastri. Per evitare violenze e tragedie. Si tollera troppo, di tutto, da sempre. E i pochi fermi con immediate scarcerazioni decise dalla magistratura hanno esaltato i violenti e umiliato gli onesti e soprattutto le forze dell’ordine.Non serve nessuna nuova legge. Basta applicare quella che c’è. Chi pensa il contrario sbaglia. E incoraggia chi usa la forza. Chi vuole protestare lo faccia senza caschi, incendi, bastoni. Pacificamente e senza cedimenti a chi sparge terrore. Si può protestare senza violenza, senza bombe carta e incendi".


MELONI: Chi giustifica fomenta la piazza


"Ciascuno si deve prendere le proprie responsabilita’, e tra questi anche coloro che giustificando sempre, fomentano la piazza". Lo ha affermato il ministro della Gioventu’, Giorgia Meloni, intervenendo sulla richiesta di "arresti preventivi" da parte del capogruppo Pdl al Senato, Maurizio Gasparri.



"Denuncio l’impunita’ che sembra esserci attorno a chi pensa che sia legittimo manifestare devastando intere citta’ non ha aiutato. Io leggo dichiarazioni deliranti di realta’ che dovrebbero essere invece moderate. I comunicati dell’Unione degli studenti, la sigla di riferimento della Cgil, dicevano cose del tipo ’noi non trattiamo con nessuno’, ’facciamo come ci pare’, ’sara’ un’assedio’. E’ abbastanza patetico che qualcuno giochi a fare il rivoluzionario pretendendo di essere coperto dal potere politico e blandito dalla peggiore ’intelligentia’ borghese in Italia".

MALAN: Esecrabile che a sinistra diano del fascista a chi vuole fermare la violenza politica

"E’ esecrabile che esponenti della sinistra diano del fascista a chi vuole mano ferma contro la violenza a fini politici".


Lo ha affermato il senatore del Pdl Lucio Malan, segretario di presidenza del Senato, che ha osservato:

"Piuttosto andrebbe ricordato che proprio l’uso della violenza di piazza con valenza politica e’ tipica del fascismo e dei totalitarismi rossi. E chi dà valenza politica ai violenti, anche se per facciata ne condanna i mezzi, fa ancora un’operazione fascista. Chi aggredisce gli uomini delle forze dell’ordine e distrugge beni pubblici e privati è un delinquente e basta, poco importano i suoi pretesti. Le idee si promuovono e si contestano pacificamente, accettandone vittorie e sconfitte nei meccanismi democratici. Chi nobilita la violenza spiegando che esprime il ’disagio giovanile’ compie un’azione gravissima, simile a tante pagine dei totalitarismi rossi e neri".


BERGAMINI: La Finocchiaro si scusi con le forze dell'ordine


"Dopo le devastazioni di martedi’, dopo le conferme della questura sul giovane estremista di sinistra fermato e riconosciuto, la senatrice Finocchiaro farebbe meglio a scusarsi con i romani e con le forze dell’ordine, anziche’ nascondersi dietro banali sofismi. Le violenze hanno una chiara matrice antidemocratica, e il dolce stil novo della Finocchiaro rischia solo di giustificarle e coccolarle".



Lo ha affermato Deborah Bergamini, deputato del Pdl, rivolgendosi al presidente dei senatori Pd, Anna Finocchiaro, che poco prima aveva denunciato la distorsione delle sue frasi sugli infiltrati nelle violenze scoppiate nel centro di Roma martedi’ scorso. "Se un’esponente del suo rango, presidente dei senatori del principale partito di opposizione e fra i piu’ noti rappresentanti di un certo percorso storico, arriva a disconoscere ’filologicamente’ il significato tutto politico del termine ’infiltrati’, dobbiamo prendere atto, ancora una volta, dell’irresponsabile furore ideologico che attanaglia la sinistra ex Pci".