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venerdì 13 marzo 2015

IL GOVERNO PROPONE LA BUONA SCUOLA



Il Consiglio dei Ministri si è riunito giovedì 12 marzo 2015, alle ore 18.10 a Palazzo Chigi, sotto la presidenza del Presidente del Consiglio Matteo Renzi. Segretario il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, Graziano Delrio.
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LA BUONA SCUOLA 
Riforma del sistema nazionale di istruzione e formazione (disegno di legge)
Il Consiglio dei Ministri su proposta del Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, Stefania Giannini, ha approvato il disegno di legge di riforma del sistema nazionale di istruzione e formazione che prende il nome di “ La Buona Scuola”. 
La Buona Scuola è buona autonomia. Il ddl consente di realizzare finalmente l’autonomia scolastica, assegnando maggiori strumenti ai presidi per gestire risorse umane, tecnologiche e finanziarie. Le scuole avranno un organico potenziato (garantito a partire dal prossimo anno scolastico attraverso un piano straordinario di assunzioni) per coprire tutte le cattedre vacanti, rispondere alle nuove esigenze didattiche, organizzative e progettuali, potenziare l’offerta formativa, fronteggiare la dispersione scolastica, rendere la scuola più inclusiva, eliminare le supplenze più dannose, anno dopo anno, per la continuità della didattica. Le scuole, d’ora in poi, potranno indicare il loro fabbisogno di docenti e strumenti per attuare i Piani dell’offerta formativa. I Piani diventano triennali e saranno predisposti dai dirigenti scolastici, sentiti gli insegnanti, il Consiglio di istituto e le realtà territoriali.  
Il dirigente sceglie la sua squadra. I presidi potranno scegliere la loro squadra individuando i nuovi docenti che ritengono più adatti per realizzare i Piani dell’offerta formativa all’interno di appositi albi territoriali costituiti dagli Uffici Scolastici Regionali. Negli albi confluiranno i docenti assunti nel primo anno attraverso il piano straordinario di assunzioni e poi tramite concorsi. Gli incarichi affidati saranno resi pubblici.
Piano straordinario e poi solo concorsi. Il ddl dà il via libera ad un Piano straordinario di assunzioni per il 2015/2016 per coprire le cattedre vacanti e creare l’organico dell’autonomia. Oltre 100.000 insegnanti saranno assunti a settembre 2015. Dopo si torna ad assumere solo per concorso.
Studiare per il futuro. Il disegno di legge prevede il potenziamento delle competenze linguistiche: in particolare l’italiano per gli studenti stranieri e l’inglese per tutti (anche con materie generaliste insegnate in lingua). Vengono potenziate poi: Arte, Musica, Diritto, Economia, Discipline motorie. Nella Buona Scuola viene dato più spazio all’educazione ai corretti stili di vita e si guarda al futuro attraverso lo sviluppo delle competenze digitali degli studenti (pensiero computazionale, utilizzo critico e consapevole dei social network e dei media). Alle superiori, il curriculum diventa flessibile: le scuole attiveranno materie opzionali per rispondere alle esigenze degli studenti.
Scuola-lavoro e digitale. Almeno 400 ore nell’ultimo triennio dei tecnici e dei professionali e 200 in quello dei licei. L’alternanza si farà in azienda, ma anche in enti pubblici. A disposizione un fondo, a regime, di 100 milioni all’anno a partire dal 2016. Mentre 90 milioni vengono stanziati subito per l’innovazione didattica e la creazione di laboratori territoriali, aperti anche di pomeriggio, per orientare i giovani al lavoro e da utilizzare come strumento di contrasto alla dispersione.
Stop classi ‘pollaio’. I presidi hanno il potere di derogare alle regole attuali: utilizzando l’organico in modo flessibile potranno evitare la formazione di classi troppo numerose, le cosiddette classi ‘pollaio’.
Una Card per l’aggiornamento. Arriva la Carta per l’aggiornamento e la formazione dei docenti, un voucher di 500 euro da utilizzare per l’aggiornamento professionale attraverso l’acquisto di libri, testi, strumenti digitali, iscrizione a corsi, l’ingresso a mostre ed eventi culturali. La formazione in servizio diventa obbligatoria e coerente con il Piano triennale dell’offerta formativa della scuola e con le priorità indicate dal Ministero.  
Un bonus per valorizzare i docenti. Viene istituito il bonus annuale delle eccellenze destinato ai docenti. Ogni anno il dirigente scolastico, sentito il Consiglio di Istituto, assegnerà il bonus al 5% dei suoi insegnanti per premiare chi si impegna di più. Peseranno la qualità dell’insegnamento, la capacità di utilizzare metodi didattici innovativi, il contributo dato al miglioramento complessivo della scuola. Per il bonus vengono stanziati 200 milioni all’anno. 
La Scuola trasparente. Viene istituito un Portale unico dei dati della scuola con la pubblicazione di tutti i dati relativi al sistema di istruzione: bilanci delle scuole, Anagrafe dell’edilizia, Piani dell’offerta formativa, dati dell’Osservatorio tecnologico, Cv degli insegnanti, incarichi di docenza.
Investire sul futuro con 5 per mille e school bonus. Il 5 per mille potrà essere destinato anche alle scuole. Con lo school bonus, chi farà donazioni a favore delle scuole per la costruzione di nuovi edifici, per la manutenzione, per la promozione di progetti dedicati all’occupabilità degli studenti, avrà un beneficio fiscale (credito di imposta al 65%) in sede di dichiarazione dei redditi. Cambia l’approccio all’investimento sulla scuola: ogni cittadino viene incentivato a contribuire al miglioramento del sistema scolastico. Scatta poi la detraibilità delle spese sostenute dalle famiglie i cui figli frequentano una scuola paritaria dell’infanzia o del primo ciclo.
Un bando per le ‘Scuole Innovative’ e per i controlli. Il ddl prevede un bando per la costruzione di scuole altamente innovative, dal punto di vista architettonico, impiantistico, tecnologico, scuole green e caratterizzate da nuovi ambienti di apprendimento digitali. L’Osservatorio per l’edilizia scolastica, istituito presso il Ministero dell’Istruzione, coordinerà strategie e risorse per gli interventi. Vengono recuperate risorse precedentemente non spese da investire sulla sicurezza degli edifici. Stanziati 40 milioni per finanziare indagini diagnostiche sui controsoffitti delle scuole. 
Delega. Il disegno di legge assegna poi la delega al governo a legiferare in materia di: semplificazione del Testo Unico della scuola, valutazione degli insegnanti, riforma dell’abilitazione all’insegnamento, del diritto allo studio, del sostegno e degli organi collegiali, creazione di un sistema integrato di educazione e di istruzione 0-6 anni.
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RIFORMA DELLA RAI
Linee guida della riforma della RAI e del servizio pubblico radiotelevisivo (primo esame)
Il Consiglio dei Ministri ha iniziato con una discussione generale l’esame del disegno di legge di riforma della Rai e del servizio pubblico radiotelevisivo che consegnerà al Parlamento. La discussione continuerà nel prossimo Consiglio dei Ministri.
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NON PUNIBILITÀ PER PARTICOLARE TENUITÀ DEL FATTO
Disposizioni in materia di non punibilità per particolare tenuità del fatto (decreto legislativo – esame definitivo) 
Il Consiglio dei Ministri su proposta del Ministro della Giustizia, Andrea Orlando, ha approvato in via definitiva lo schema di decreto legislativo recante disposizioni in materia di non punibilità per particolare tenuità del fatto, a norma dell’articolo 1, comma 1, lettera m) della legge 28 aprile 2014, n. 67.
Il provvedimento recepisce le proposte elaborate dalla commissione ministeriale Palazzo in tema di revisione del sistema sanzionatorio e per dare attuazione alla legge 67/2014 in materia di pene detentive non carcerarie oltre ad alcune specifiche indicazioni espresse dalle Commissioni parlamentari.
Il principio alla base delle nuove norme prevede che quando l’offesa sia tenue e segua ad un comportamento non abituale lo Stato possa demandare alla sede civile la relativa tutela. La risposta sanzionatoria dovrà quindi tener conto dell’entità dell’offesa, delle circostanze del fatto, della personalità dell’autore e della natura del bene tutelato.
Due sono i criteri sui quali deve incardinarsi il giudizio di “particolare tenuità del fatto”, secondo il primo comma del nuovo art. 131 bis c.p.:
  • la particolare tenuità dell’offesa, che implica una valutazione sulle modalità della condotta e l’esiguità del danno o del pericolo;
  • la non abitualità del comportamento dell'autore (che non deve essere un delinquente abituale, professionale o per tendenza, né aver commesso altri reati della stessa indole).
Solo a seguito di un accertamento rigoroso di tali condizioni da parte del giudice, lo Stato rinuncerà ad applicare una pena per attuare una tutela risarcitoria e/o restitutoria tipicamente civile.
Il provvedimento prevede inoltre che il giudice, nel valutare il fatto, oltre ai rigorosi limiti normativi, debba tenere conto le istanze della persona offesa e dello stesso indagato o imputato, le cui contrapposte ragioni devono emergere nella dialettica procedimentale, tanto in fase di contraddittorio sulla eventuale richiesta di archiviazione quanto nella fase dibattimentale.
Nel decreto legislativo vengono infine introdotte le modifiche necessarie ai fini dell’iscrizione in un apposito casellario giudiziario dei provvedimenti in materia di particolare tenuità del fatto.
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ELECTION DAY
Disposizioni urgenti per lo svolgimento contemporaneo delle elezioni regionali ed amministrative (decreto legge)
Il Consiglio dei Ministri su proposta del Ministro degli Interni, Angelino Alfano, ha approvato un decreto legge che, al fine di consentire lo svolgimento di tutte le consultazioni elettorali in un’unica data (election day), interviene sistematicamente per flessibilizzare l’arco temporale entro il quale può realizzarsi la condizione per lo svolgimento in forma abbinata di tutte le elezioni stabilendo, con riguardo alle elezioni regionali, che la loro celebrazione può avvenire nella prima domenica successiva a 60 giorni dalla scadenza di mandato. La prima domenica utile risulta essere il 31 maggio 2015, pertanto la norma interviene stabilendo che l’elezione può essere celebrata anche nella prima domenica successiva alla scadenza del predetto termine dei 60 giorni.
Infatti, nella primavera prossima si svolgeranno sia le elezioni per il rinnovo dei presidenti e dei consigli di 7 regioni a statuto ordinario (Veneto, Liguria, Toscana, Marche, Umbria, Campania e Puglia), sia il turno annuale di elezioni amministrative che interesserà, nelle 15 regioni a statuto ordinario, 515 comuni. Le elezioni amministrative si devono tenere, per legge, in una domenica compresa tra il 15 aprile e il 15 giugno mentre le elezioni regionali, secondo quanto stabilito dalla Legge di Stabilità 2015, devono avere luogo “non oltre i sessanta giorni successivi al termine del quinquennio” . La norma di flessibilizzazione interviene considerato il fatto che le elezioni degli organi elettivi regionali si sono svolte domenica 28 marzo 2010 (con scadenza del mandato 27 marzo 2015), e  che entro il 27 maggio 2015 non risulta possibile individuare una data idonea per la coincidenza del primo o secondo turno con Festività religiose cristiane o ebraiche (Pasqua, Pentecoste), con festività civili (Anniversario della Liberazione, Festa del Lavoro) o con altre ricorrenze rilevanti ai fini dell’affluenza al voto (Adunata annuale degli Alpini).
Il Consiglio dei Ministri invita quindi le Regioni a voler indire i rinnovi dei Consigli regionali nella stessa data individuata per le elezioni amministrative.
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RATIFICHE DI ACCORDI EUROPEI
Ratifica ed esecuzione dell’Accordo di associazione tra l’Unione europea e la Comunità europea dell’energia atomica con l’Ucraina (disegno di legge)
Il Consiglio dei Ministri su proposta del Ministro degli Affari esteri e della Cooperazione internazionale, Paolo Gentiloni, ha approvato  - come prospettato dal Presidente del Consiglio, Matteo Renzi, al Presidente della Repubblica Ucraina, Petro Poroshenko, nel corso della visita a Kiev del 4 marzo scorso - un disegno di legge di ratifica ed esecuzione dell’Accordo di associazione tra l’Unione europea e la Comunità europea dell’energia atomica con l’Ucraina.
L’Accordo di Associazione prevede l'approfondimento dei rapporti politici ed economici fra UE ed Ucraina - in vista di una graduale integrazione del Paese nel mercato interno dell'Unione, attraverso la creazione di un'Area di Libero Scambio Ampia e Approfondita - e  contempla una più stretta cooperazione in materia di dialogo politico, diritti umani e libertà fondamentali, giustizia, sicurezza, sviluppo sostenibile, finanza pubblica, stabilità macroeconomica, affari sociali, energia e rafforzamento strutturale delle istituzioni amministrative ucraine, che devono garantire l'effettivo ed efficace funzionamento dell'Accordo stesso.
Il Consiglio dei Ministri ha altresì approvato il disegno di legge di associazione tra l’Unione europea e la Comunità europea dell’energia atomica e i loro Stati membri e la Repubblica di Moldova.
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STATO DI EMERGENZA PER L’EMILIA ROMAGNA
Il Consiglio dei Ministri ha dichiarato lo stato d’emergenza in conseguenza delle avversità atmosferiche di eccezionale intensità che hanno colpito il territorio della Regione Emilia-Romagna nel giorni dal  4 al 7 febbraio 2015.
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COMMISSARI CONSOB
Il Presidente Matteo Renzi ha informato il Consiglio dei Ministri che a partire da lunedì 16 marzo 2015, verrà avviata la ricerca e la selezione di candidati per i posti attualmente vacanti di Commissari della Consob.
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NOMINA DEL COMMISSARIO ALLA SANITÀ NELLA REGIONE CALABRIA
Il Consiglio dei Ministri ha conferito a Massimo SCURA l’incarico di commissario ad acta, per l’attuazione del  vigente  Piano di rientro dai disavanzi del settore sanitario della Regione Calabria, a norma dell’articolo 2, comma 84-bis, della legge 23 dicembre 2009, n. 191, come modificato dal  comma 569 della legge 23 dicembre 2014, n.190. Andrea URBANI è stato altresì confermato nell’incarico di sub commissario.
È intervenuto il Presidente della Regione Gerardo Mario Oliverio.
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NOMINE
Il Consiglio dei Ministri ha deliberato:
su proposta del Ministro dell’interno, Angelino Alfano:
  • la nomina a Dirigente generale di Pubblica sicurezza dei dirigenti superiori della Polizia di Stato:Enzo CALABRIAAlberto INTINIAntonio DE IESUAngelo SANNASandro LOMBARDI,Massimo D'AMBROSIO e Giuseppe GUALTIERI;
  • il collocamento in posizione di disponibilità dei dirigenti di Pubblica sicurezza di Leonardo LA VIGNA e Vincenzo Pietro CARELLA;
su proposta del Ministro della difesa, Roberta Pinotti:
  • conferimento dell'incarico di Vice Comandante generale dell’Arma dei carabinieri al generale di Corpo d’armata della medesima Arma Vincenzo GIULIANI.
Su proposta del Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Maurizio Lupi:
  • conferimento dell’incarico di Presidente del Consiglio superiore dei lavori pubblici a Francesco MUSCI, dirigente di prima fascia dei ruoli del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti.
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LEGGI REGIONALI
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lunedì 26 maggio 2014

IL GOVERNO PRIVATIZZA LE POSTE ITALIANE

Consiglio dei Ministri n. 16

Riportiamo il testo del comunicato stampa del Consiglio dei Ministri del 16 maggio 2014, con il quale , tra
 l'altro, si stabilisce la privatizzazione di Poste Itiliane e dell'Enav Spa 

Il Consiglio dei Ministri si è riunito oggi alle ore 12.10 a Palazzo Chigi, sotto la presidenza del Presidente del Consiglio, Matteo Renzi.
Segretario il Ministro per la Semplificazione e la Pubblica amministrazione, Maria Anna Madia.
Privatizzazione di Poste Italiane S.p.A e Enav S.p.A. – Decreti del Presidente del Consiglio
A seguito dei pareri resi dalle Commissioni parlamentari di merito sono stati definitivamente approvati i due decreti del Presidente del Consiglio, su proposta sua e del Ministro dell’Economia e delle finanze, Pietro Carlo Padoan, che determinano i criteri per la privatizzazione e le modalità di alienazione della partecipazione detenuta dal Ministero dell’economia e delle finanze del capitale di Poste italiane s.p.a e ENAV s.p.a., rispettivamente fino al 40% e al 49%.
Nello specifico gli schemi di DPCM approvati dal Consiglio dei Ministri prevedono:
Poste Italiane: viene regolamentata l’alienazione di una quota della partecipazione non superiore al 40%, disponendo che tale cessione - che potrà essere effettuata anche in più fasi – si realizzi attraverso un’offerta pubblica di vendita rivolta al pubblico dei risparmiatori in Italia, inclusi i dipendenti del Gruppo Poste Italiane, e/o a investitori istituzionali italiani e internazionali. Lo schema di decreto, inoltre, prevede che, al fine di favorirne la partecipazione all’offerta, potranno essere previste per i dipendenti del Gruppo Poste Italiane forme di incentivazione, tenuto conto anche della prassi di mercato e di precedenti operazioni di privatizzazione, in termini di quote dell’offerta riservate (tranche dell’offerta riservata e lotti minimi garantiti) e/o di prezzo (ad esempio, come in precedenti operazioni di privatizzazione, bonus share maggiorata rispetto al pubblico indistinto) e/o di modalità di finanziamento.
ENAV: si prevede la cessione di una quota che assicuri il mantenimento in capo allo Stato di una quota di controllo assoluto (51%). Per assicurare la massima flessibilità al Ministero dell’Economia e delle finanze nel processo di vendita, lo schema di decreto prevede che l’operazione potrà essere effettuata anche in più fasi, ricorrendo, anche congiuntamente, a un’offerta pubblica di vendita (rivolta al pubblico dei risparmiatori in Italia, inclusi i dipendenti di Enav e delle sue controllate, e/o a investitori italiani e istituzioni), e/o a una trattativa diretta da realizzare attraverso procedure competitive e comunque assicurando che non insorgano situazioni di conflitti di interessi. Anche per Enav sono previsti incentivi per i dipendenti in caso di offerta pubblica di vendita. La delibera del Consiglio dei Ministri prevede comunque l’offerta pubblica quale percorso prioritario da perseguire, in presenza di un adeguato contesto di mercato.
Attuazione regolamento per le importazioni di legname nella Comunità europea – Decreto legislativo
Su proposta del Presidente del Consiglio e dei Ministri delle Politiche agricole, Maurizio Martina e dell’Ambiente e della tutela del territorio e del mare, Gian Luca Galletti, è stato approvato uno schema di decreto legislativo per l’attuazione del Regolamento europeo n. 2173/2005 del 20 dicembre 2005, relativo all’istituzione di un sistema di licenze FLEGT per le importazioni di legname nella Comunità europea, nonché del Regolamento europeo n. 995/2010 del 20 ottobre 2010, che stabilisce gli obblighi degli operatori che commercializzano legno e prodotti da esso derivati. L’obiettivo principale dell’intervento normativo è quello di contrastare l’importazione illegale di legname da determinati Paesi terzi; per questo motivo l’Unione europea firma con tali Paesi accordi bilaterali di tipo volontario, finalizzati all’adozione di licenze verificabili e non falsificabili, tali da garantire la totale legalità e tracciabilità delle transazioni commerciali. Sul provvedimento verranno acquisiti i pareri della Conferenza Stato-Regioni e delle Commissioni parlamentari competenti.
Due disegni di legge per la ratifica accordi tra Italia e Stati esteri
Il Consiglio ha poi approvato, su proposta del Ministro degli Affari esteri, Federica Mogherini, due disegni di legge per la ratifica e l’esecuzione dei seguenti atti internazionali:
  • Accordo fra l’Italia e la Regione amministrativa speciale di Hong Kong della Repubblica popolare cinese, per evitare le doppie imposizioni in materia di imposte sul reddito e per prevenire le evasioni fiscali, con protocollo, fatto a Hong Kong il 14 gennaio 2013;
  • Accordo bilaterale fra Italia e Montenegro aggiuntivo alla Convenzione europea di estradizione del 13 dicembre 1957, finalizzato ad agevolarne l’applicazione, fatto a Podgorica il 25 luglio 2013, nonché Accordo bilaterale fra Italia e Montenegro aggiuntivo alla Convenzione europea di assistenza giudiziaria in materia penale del 20 aprile 1959, inteso a facilitarne l’applicazione, fatto a Podgorica il 25 luglio 2013 (co-proponente il Ministro della Giustizia, Andrea Orlando).
Regolamento di rimodulazione delle Direzioni marittime – decreto presidenziale
È stato poi approvato, su proposta del Presidente del Consiglio e del Ministro delle Infrastrutture e dei trasporti, Maurizio Lupi, il regolamento che rimodula le tabelle riferite alle circoscrizioni territoriali delle Direzioni marittime di Genova, Bari, Catania e Trieste per gli Uffici marittimi di Loano, Alassio, S. Maria La Scala, Sistiana, Muggia, Aci Castello, Pozzillo, Torre Faro, Polignano a Mare e Torre a Mare.
Stati di emergenza nelle regioni Veneto, Puglia, Toscana e Sardegna
Il Consiglio dei Ministri ha deliberato la dichiarazione di stato d’emergenza per gli eventi atmosferici eccezionali che si sono verificati il 30 gennaio ed il 18 febbraio 2014 nella Regione Veneto.
È stato deciso dal Consiglio di prorogare di centottanta giorni la durata degli stati di emergenza già dichiarati in conseguenza degli eccezionali eventi meteorologici verificatisi il 7 ed 8 ottobre 2013 nei comuni di Ginosa, Castellaneta, Palagianello e Laterza in provincia di Taranto, il 20, 21 e 24 ottobre 2013 nel territorio della Regione Toscana e nel mese di novembre 2013 nel territorio della Regione Sardegna, al fine di consentire il completamento delle attività poste in essere per il superamento delle criticità causate dai medesimi eventi.
Avvio della procedura di esame e approvazione del progetto di trasferimento della Costa Concordia
Ancora in materia di protezione civile il Consiglio ha deliberato di avviare la procedura per l’esame e l’approvazione del progetto per il trasferimento del relitto della nave Costa Concordia presso un porto idoneo individuato per il successivo smaltimento e fissazione del termine per lo svolgimento della Conferenza di servizi decisoria.
Il Consiglio dei Ministri ha inoltre deliberato il conferimento dei seguenti incarichi dirigenziali:
su proposta del Ministro dell’Economia e delle finanze, Pietro Carlo Padoan:
  • Daniele FRANCO l’incarico di Ragioniere generale dello Stato;
  • Vincenzo LA VIA l’incarico di Direttore generale del tesoro;
  • Fabrizia LAPECORELLA l’incarico di Direttore generale delle finanze;
  • Luigi FERRARA, dirigente di prima fascia dei ruoli della Presidenza del Consiglio dei Ministri, l’incarico di Capo del Dipartimento dell’amministrazione generale, del personale e dei servizi;
  • l’avvio della procedura per il conferimento a Giuseppe PELEGGI dell’incarico di Direttore dell’Agenzia delle dogane e dei monopoli;
su proposta del Ministro della Difesa, Roberta Pinotti:
  • all’ammiraglio ispettore capo del Corpo delle armi navali Matteo BISCEGLIA le funzioni di Direttore generale degli armamenti navali;
su proposta del Ministro delle Infrastrutture e dei trasporti, Maurizio Lupi:
  • ad Amedeo FUMERO l’incarico di Capo Dipartimento per i trasporti, la navigazione, gli affari generali ed il personale;
  • Paolo Emilio SIGNORINI l’incarico di Capo Dipartimento per le infrastrutture, i sistemi informativi e statistici;
su proposta del Ministro delle Politiche agricole, alimentari e forestali, Maurizio Martina:
  • Luca BIANCHI l’incarico di Capo del Dipartimento delle Politiche competitive, della qualità agroalimentare, ippiche e della pesca;
  • Giuseppe BLASI, l’incarico di capo del Dipartimento delle Politiche europee e internazionali e dello sviluppo rurale;
su proposta del Ministro dell’Istruzione, dell’università e della ricerca, Stefania Giannini:
  • Luciano CHIAPPETTA l’incarico di Capo Dipartimento per l’istruzione;
  • al Marco MANCINI l’incarico di Capo Dipartimento per l’università, l’alta formazione artistica, musicale e coreutica e per la ricerca;
  • Sabrina BONO l’incarico di Capo Dipartimento per la programmazione e la gestione delle risorse umane, finanziarie e strumentali;
su proposta del Ministro dell’Ambiente, tutela del territorio e del mare, Gianluca Galletti:
  • Antonio AGOSTINI l’incarico di Segretario Generale del Ministero;
su proposta del Ministro dei Beni e delle attività culturali e del turismo, Dario Franceschini:
  • ad Antonia Pasqua RECCHIA, l’incarico di Segretario generale del Ministero;
su proposta del Ministro della Salute, Beatrice Lorenzin:
  • Romano MARABELLI, l’incarico di Segretario generale del Ministero.


sabato 3 maggio 2014

Città metropolitane, province, unione di comuni: in vigore la legge Delrio

Città metropolitane, province, unione di comuni: in vigore la legge Delrio


La riforma che abolisce le province è diventata legge. Già dal 25 maggio non si andrà più al voto per le Province, e non verranno eletti i previsti 86 presidenti, 700 assessori, 2.700 consiglieri.
Il risparmio iniziale è stimato in 110 milioni di euro.
In attesa della riforma del titolo V della Costituzione, la legge Delrio (Legge n.56 del 7 aprile 2014 “Disposizioni sulle città metropolitane, sulle province, sulle unioni e fusioni di comuni”) in vigore dall’8 aprile 2014 ridisegna confini e competenze dell'amministrazione locale. Le province diventano "enti territoriali di area vasta", mentre restano solo due livelli amministrativi territoriali a elezione diretta: Regioni e Comuni.
Nel discorso programmatico del 24 febbraio 2014, il Presidente del Consiglio dei Ministri Matteo Renzi aveva auspicato l'approvazione del provvedimento in tempi brevi.
Dal 1º gennaio 2015, terminata la fase attuativa, l’assetto istituzionale degli enti locali italiani sarà completamente rinnovato, con Città metropolitaneguidate dai sindaci dei territori, con enti snelli per l’area vasta provinciale, senza personale politico appositamente eletto e retribuito, con incremento di unioni e fusioni dei Comuni, piani di ristrutturazione e dismissione degli enti e delle aziende non più funzionali.
Le Città metropolitane sono: Torino, Milano, Venezia, Genova, Bologna, Firenze, Bari, Napoli e Reggio Calabria, più Roma Capitale con disciplina speciale. Per Reggio Calabria sarà necessario aspettare la scadenza degli organi provinciali nel 2016.
Le città metropolitane hanno come finalità istituzionali generali:
- cura dello sviluppo strategico del territorio metropolitano;
- promozione e gestione integrata dei servizi, delle infrastrutture e delle reti di comunicazione di interesse della città metropolitana;
- cura delle relazioni istituzionali afferenti al proprio livello, ivi comprese quelle con le città e le aree metropolitane europee.
Il territorio della città  metropolitana coincide con quello della provincia omonima; dal 1º gennaio 2015  le  città  metropolitane  subentrano alle province omonime. Gli organi delle città metropolitane: il sindaco, il consiglio, la conferenza. Il sindaco metropolitano è di diritto il sindaco del comune capoluogo.
Fonte: Ministro per gli Affari regionali / Legge n.56/2014