SBAI: Bene Berlusconi su nuove moschee, decida Consulta per l'islam
"Nulla in contrario a nuove realizzazioni di moschee ma occorre, come dichiarato dal presidente Berlusconi, che ci siano reciprocita’ e trasparenza: la Consulta per l’Islam e’ ad oggi la sola struttura adatta a ricoprire questo difficile ruolo".
Lo ha dichiarato Souad Sbai, deputato del Pdl, che ha osservato: "Per costruire una moschea c’e’ assoluto bisogno di controlli normativi e regole da seguire; al momento la Consulta per l’Islam e’ l’unico strumento in grado di valutare l’opportunita’ o meno di nuove aperture, nonche’ la legittimita’ delle credenziali di chi si propone alla guida di queste strutture. Questa e’ l’unica via per gestire al meglio un comparto difficile e irto di situazioni potenzialmente pericolose, come ad esempio il nascere di un nuovo gruppo di estremisti radicali, che progettano di prendere il controllo di tutta la comunita’ islamica in Italia". (PdL)
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martedì 10 maggio 2011
lunedì 3 gennaio 2011
BERTOLINI: Il Governo in prima linea a difesa dei cristiani
BERTOLINI: Il Governo in prima linea a difesa dei cristiani
"L’esecutivo guidato da Silvio Berlusconi si e’ sempre distinto in Europa e nel mondo per l’azione in difesa della liberta’ religiosa dei cristiani. Dall’Unione Europea, invece, si e’ dovuto registrare l’assordante silenzio nei confronti dei fedeli della religione piu’ perseguitata al mondo.
Siamo di fronte al paradosso di un’Europa pronta a condannare l’islamfobia, ma che non trova nulla da dire sulla cristianofobia".
Cosi’ si e’ espressa Isabella Bertolini, della Direzione Nazionale del Pdl. "Il governo italiano non ha avuto paura del politicamente corretto, unica vera religione in europa, ed e’ stato capofila nella difesa del crocifisso. Anche questa volta l’esecutivo di centrodestra continuera’ a fare la cosa giusta che e’ quella di garantire la liberta’ religiosa e di difendere chi ha deciso di non rinunciare al proprio credo religioso anche a costo della vita".
MALAN: L'Italia sia leader internazionale sulla liberta' religiosa
"L’Italia ha tutte le carte in regola e il dovere morale di pretendere dall’Unione Europea prese di posizione e atti concreti di pressione sui paesi dove i cristiani sono perseguitati, discriminati o non protetti".
Cosi’ si e’ espresso il senatore del Pdl Lucio Malan, segretario di presidenza del Senato "La Ue molto attenta su altre questioni assai meno importanti, sembra piuttosto distratta sull’innegabile realta’ della cristianofobia. Pienamente condivisibile dunque l’auspicio di Frattini e Gasparri di un tempestivo pronunciamento parlamentare, si spera unanime, che dia adeguato peso alla posizione del governo’. "L’Italia, per la sua storia e la sua particolare condizione -conclude Malan- puo’ essere leader internazionale sulla liberta’ religiosa".
"L’esecutivo guidato da Silvio Berlusconi si e’ sempre distinto in Europa e nel mondo per l’azione in difesa della liberta’ religiosa dei cristiani. Dall’Unione Europea, invece, si e’ dovuto registrare l’assordante silenzio nei confronti dei fedeli della religione piu’ perseguitata al mondo.
Siamo di fronte al paradosso di un’Europa pronta a condannare l’islamfobia, ma che non trova nulla da dire sulla cristianofobia".
Cosi’ si e’ espressa Isabella Bertolini, della Direzione Nazionale del Pdl. "Il governo italiano non ha avuto paura del politicamente corretto, unica vera religione in europa, ed e’ stato capofila nella difesa del crocifisso. Anche questa volta l’esecutivo di centrodestra continuera’ a fare la cosa giusta che e’ quella di garantire la liberta’ religiosa e di difendere chi ha deciso di non rinunciare al proprio credo religioso anche a costo della vita".
MALAN: L'Italia sia leader internazionale sulla liberta' religiosa
"L’Italia ha tutte le carte in regola e il dovere morale di pretendere dall’Unione Europea prese di posizione e atti concreti di pressione sui paesi dove i cristiani sono perseguitati, discriminati o non protetti".
Cosi’ si e’ espresso il senatore del Pdl Lucio Malan, segretario di presidenza del Senato "La Ue molto attenta su altre questioni assai meno importanti, sembra piuttosto distratta sull’innegabile realta’ della cristianofobia. Pienamente condivisibile dunque l’auspicio di Frattini e Gasparri di un tempestivo pronunciamento parlamentare, si spera unanime, che dia adeguato peso alla posizione del governo’. "L’Italia, per la sua storia e la sua particolare condizione -conclude Malan- puo’ essere leader internazionale sulla liberta’ religiosa".
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martedì 16 marzo 2010
L'amore vince sempre sull'invidia e sull'odio
ROMA, 20 MARZO 2010 - MANIFESTAZIONE DI PIAZZA SAN GIOVANNI: ''L'amore vince sempre sull'invidia e sull'odio''
"L’amore vince sempre sull’invidia e sull’odio": questo è il titolo della manifestazione di sabato 20 marzo 2010 a Roma, in Piazza San Giovanni in Laterano.
Il presidente Berlusconi e i 13 candidati presidente di Regione sottoscriveranno davanti alle persone in piazza e a tutti gli italiani il "Patto per le Regioni", una serie di impegni di programma comuni a tutti i nostri candidati governatori, alla vigilia delle elezioni del 28 e 29 marzo.
Il Patto prevede impegni come la realizzazione immediata del Piano casa previsto dal Governo nazionale, meno burocrazia per le imprese, con la possibilità di aprire una impresa in un solo giorno, la realizzazione di più piste ciclabili e di aree verdi, la lotta all’inquinamento, la progressiva riduzione dei tempi di attesa per gli esami clinici e altro ancora.
L’obiettivo della manifestazione è quello di comunicare a tutti gli italiani il nostro intento di portare la moralità del fare anche nel governi regionali attualmente in mano alla sinistra, come dice lo slogan: dal Governo del fare alle Regioni del fare.
Il programma della manifestazione prevede la partenza alle 15.00 di due cortei, rispettivamente dal Circo Massimo e da Largo dei Colli Albani, che confluiranno intorno alle 17.00 in Piazza San Giovanni in Laterano, dove avrà luogo l’intervento di Silvio Berlusconi. La conclusione della manifestazione è prevista entro le ore 19.00.
"L’amore vince sempre sull’invidia e sull’odio": questo è il titolo della manifestazione di sabato 20 marzo 2010 a Roma, in Piazza San Giovanni in Laterano.
Il presidente Berlusconi e i 13 candidati presidente di Regione sottoscriveranno davanti alle persone in piazza e a tutti gli italiani il "Patto per le Regioni", una serie di impegni di programma comuni a tutti i nostri candidati governatori, alla vigilia delle elezioni del 28 e 29 marzo.
Il Patto prevede impegni come la realizzazione immediata del Piano casa previsto dal Governo nazionale, meno burocrazia per le imprese, con la possibilità di aprire una impresa in un solo giorno, la realizzazione di più piste ciclabili e di aree verdi, la lotta all’inquinamento, la progressiva riduzione dei tempi di attesa per gli esami clinici e altro ancora.
L’obiettivo della manifestazione è quello di comunicare a tutti gli italiani il nostro intento di portare la moralità del fare anche nel governi regionali attualmente in mano alla sinistra, come dice lo slogan: dal Governo del fare alle Regioni del fare.
Il programma della manifestazione prevede la partenza alle 15.00 di due cortei, rispettivamente dal Circo Massimo e da Largo dei Colli Albani, che confluiranno intorno alle 17.00 in Piazza San Giovanni in Laterano, dove avrà luogo l’intervento di Silvio Berlusconi. La conclusione della manifestazione è prevista entro le ore 19.00.
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giovedì 28 gennaio 2010
IL CROCIFISSO BUSSA AL PARLAMENTO UE
PETIZIONE POPOLARE AL PRESIDENTE DEL PARLAMENTO EUROPEO: Il crocifisso va rispettato
Signor Presidente,
la recente sentenza della Corte europea dei diritti umani turba, inquieta e disturba la nostra coscienza di cittadini europei. Se la Corte europea, con una sua sentenza, elimina il crocifisso dalle scuole, cioè l’immagine dell’uomo-Dio in cui credono milioni di cittadini, , il nostro essere europei riceve un colpo mortale. Non potremmo più riconoscerci in un’Europa che cancella per via giudiziaria i valori ed i simboli che hanno contribuito a fare dei nostri Paesi ciò che essi hanno rappresentato per la civiltà universale.
Non siamo contro i valori rappresentati da altre visioni del mondo, ma desideriamo che la nostra cultura e le nostre tradizioni vengano rispettate e tutelate. Non possiamo accettare, come cittadini europei, che l’Unione mortifichi ed annulli le differenze. La nostra “differenza” va convintamene salvaguardata e l’iconografia che tradizionalmente esprime i nostri valori va assolutamente rispettata. Il Parlamento europeo, che è l’espressione della volontà popolare, deve garantire il rispetto della nostra tradizione, altrimenti l’Europa sarebbe percepita soltanto come una organizzazione mercantile, senza anima e vuota di senso. Non erano queste le ragioni e le finalità che hanno spinto i Padri fondatori a dar vita alle Comunità europee. Essendo un diritto umano anche quello che pretende il rispetto di sé, della propria storia, della propria cultura e della propria tradizione, facciamo appello alla sua autorità perché questo nostro diritto non venga così volgarmente calpestato.
SCARICA IL MODULO DELLA PETIZIONE dal sito PdL
Primo firmatario: On. Cristiana Muscardini, via P. Sottocorno, 5 – 20129 - Milano
Secondo firmatario: Andrea Mascaretti, Assessore del Comune di Milano, Viale Zara 124
20125- Milano
Signor Presidente,
la recente sentenza della Corte europea dei diritti umani turba, inquieta e disturba la nostra coscienza di cittadini europei. Se la Corte europea, con una sua sentenza, elimina il crocifisso dalle scuole, cioè l’immagine dell’uomo-Dio in cui credono milioni di cittadini, , il nostro essere europei riceve un colpo mortale. Non potremmo più riconoscerci in un’Europa che cancella per via giudiziaria i valori ed i simboli che hanno contribuito a fare dei nostri Paesi ciò che essi hanno rappresentato per la civiltà universale.
Non siamo contro i valori rappresentati da altre visioni del mondo, ma desideriamo che la nostra cultura e le nostre tradizioni vengano rispettate e tutelate. Non possiamo accettare, come cittadini europei, che l’Unione mortifichi ed annulli le differenze. La nostra “differenza” va convintamene salvaguardata e l’iconografia che tradizionalmente esprime i nostri valori va assolutamente rispettata. Il Parlamento europeo, che è l’espressione della volontà popolare, deve garantire il rispetto della nostra tradizione, altrimenti l’Europa sarebbe percepita soltanto come una organizzazione mercantile, senza anima e vuota di senso. Non erano queste le ragioni e le finalità che hanno spinto i Padri fondatori a dar vita alle Comunità europee. Essendo un diritto umano anche quello che pretende il rispetto di sé, della propria storia, della propria cultura e della propria tradizione, facciamo appello alla sua autorità perché questo nostro diritto non venga così volgarmente calpestato.
SCARICA IL MODULO DELLA PETIZIONE dal sito PdL
Primo firmatario: On. Cristiana Muscardini, via P. Sottocorno, 5 – 20129 - Milano
Secondo firmatario: Andrea Mascaretti, Assessore del Comune di Milano, Viale Zara 124
20125- Milano
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venerdì 15 gennaio 2010
LA SINISTRA A STRASBURGO CONTRO IL CROCIFISSO IN CLASSE
MAURO: La sinistra blocca il voto di Strasburgo sul crocifisso
"Abbiamo appreso con sconcerto che i gruppi della sinistra al Parlamento Europeo sono riusciti, nonostante il voto contrario del gruppo Ppe, a cancellare dall’ordine del giorno della prossima tornata (dell’assemblea plenaria del Parlamento Europeo) a Strasburgo, il voto sul principio di sussidiarieta’ e sull’esposizione del Crocifisso nelle aule scolastiche". Lo ha affermato il presidente degli eurodeputati del Pdl all’Europarlamento, Mario Mauro, che ha osservato:
"Avremmo voluto e dovuto concludere - prosegue l’europarlamentare - il dibattito tenutosi in dicembre con il voto del Parlamento Europeo su un tema cosi’ delicato che riguarda non solo milioni di persone ma anche le nostre tradizioni e la nostra cultura". A questo punto, conclude Mauro, "non possiamo che stigmatizzare il comportamento della sinistra europea che nel nome di un esasperato e spesso ridicolo laicismo, vuole impedire che il Parlamento eletto da tutti i cittadini europei possa esprimersi sull’assurda sentenza della Corte dei Diritti Umani".
"Abbiamo appreso con sconcerto che i gruppi della sinistra al Parlamento Europeo sono riusciti, nonostante il voto contrario del gruppo Ppe, a cancellare dall’ordine del giorno della prossima tornata (dell’assemblea plenaria del Parlamento Europeo) a Strasburgo, il voto sul principio di sussidiarieta’ e sull’esposizione del Crocifisso nelle aule scolastiche". Lo ha affermato il presidente degli eurodeputati del Pdl all’Europarlamento, Mario Mauro, che ha osservato:
"Avremmo voluto e dovuto concludere - prosegue l’europarlamentare - il dibattito tenutosi in dicembre con il voto del Parlamento Europeo su un tema cosi’ delicato che riguarda non solo milioni di persone ma anche le nostre tradizioni e la nostra cultura". A questo punto, conclude Mauro, "non possiamo che stigmatizzare il comportamento della sinistra europea che nel nome di un esasperato e spesso ridicolo laicismo, vuole impedire che il Parlamento eletto da tutti i cittadini europei possa esprimersi sull’assurda sentenza della Corte dei Diritti Umani".
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mercoledì 25 novembre 2009
CROCIFISSO GETTATO NEL CESTINO DA INSEGNANTE
CALDEROLI - CROCIFISSO: "GESTO ODIOSO E BLASFEMO DA PARTE DI UN PROFESSORE. INTERVENGA MINISTRO GELMINI"
In relazione all’episodio, riportato da un quotidiano locale, avvenuto alcuni giorni fa in una scuola superiore di Lecco, dove un professore avrebbe staccato dal muro e gettato nel cestino per i rifiuti il crocifisso, il ministro per la Semplificazione Normativa, sen. Roberto Calderoli, si è rivolto al ministro per l’Istruzione, on. Maria Stella Gelmini, per richiedere un suo intervento nei confronti del suddetto professore responsabile dell’accaduto.
“Il gesto commesso da questo professore – osserva a riguardo il ministro Calderoli - per quanto mi riguarda è assolutamente odioso e blasfemo, in quanto non si è limitato soltanto a rimuovere il crocifisso dal muro ma lo ha addirittura gettato nel cestino per i rifiuti.
Ma, al di là della posizione personale, e delle implicazioni religiose, esiste una legge ed i professori dovrebbero essere di esempio in positivo e certamente non in negativo nei confronti dei loro giovani studenti, ovvero di quei ragazzi che gli vengono affidati per curare la loro fomazione”.
In relazione all’episodio, riportato da un quotidiano locale, avvenuto alcuni giorni fa in una scuola superiore di Lecco, dove un professore avrebbe staccato dal muro e gettato nel cestino per i rifiuti il crocifisso, il ministro per la Semplificazione Normativa, sen. Roberto Calderoli, si è rivolto al ministro per l’Istruzione, on. Maria Stella Gelmini, per richiedere un suo intervento nei confronti del suddetto professore responsabile dell’accaduto.
“Il gesto commesso da questo professore – osserva a riguardo il ministro Calderoli - per quanto mi riguarda è assolutamente odioso e blasfemo, in quanto non si è limitato soltanto a rimuovere il crocifisso dal muro ma lo ha addirittura gettato nel cestino per i rifiuti.
Ma, al di là della posizione personale, e delle implicazioni religiose, esiste una legge ed i professori dovrebbero essere di esempio in positivo e certamente non in negativo nei confronti dei loro giovani studenti, ovvero di quei ragazzi che gli vengono affidati per curare la loro fomazione”.
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lunedì 9 novembre 2009
ANCORA REAZIONI SULLA SENTENZA DI STRASBURGO
CICCHITTO: Anche chi e' laico rifiuta la sentenza di Strasburgo sulla eliminazione del crocifisso nei luoghi pubblici
"Deve essere chiaro ed inequivocabile che anche chi e’ laico rifiuta la sentenza di Strasburgo sulla eliminazione del crocifisso nei luoghi pubblici".
Lo ha affermato il presidente dei deputati del PdL, Fabrizio Cicchitto. "In primo luogo, il crocifisso e’ l’espressione della sofferenza e della religiosita’ al loro livello piu’ alto e come tale e’ entrato nelle coscienze di tutti, cristiani e laici. In secondo luogo, a nostro avviso, le radici dell’Europa sono tre: giudaico-cristiana, greco-romana, illuminista-liberale; ognuna di esse va rispettata nel suo modo d’essere e nelle sue espressioni. Solo dei fanatici possono essere offesi dal simbolo della religione cristiana, dei fanatici islamici o anticlericali. Noi, pero’ non dobbiamo andare dietro ai fanatici ne’ a battute trasgressive alla Almodovar. C’e’ chi vorrebbe che l’Europa diventasse sul terreno della coscienza e della cultura una sorta di deserto dei tartari, ma, invece, l’identita’ europea, in tutte le sue componenti, che magari dialetticamente si confrontano tra loro, va tutelata e sviluppata
"Deve essere chiaro ed inequivocabile che anche chi e’ laico rifiuta la sentenza di Strasburgo sulla eliminazione del crocifisso nei luoghi pubblici".
Lo ha affermato il presidente dei deputati del PdL, Fabrizio Cicchitto. "In primo luogo, il crocifisso e’ l’espressione della sofferenza e della religiosita’ al loro livello piu’ alto e come tale e’ entrato nelle coscienze di tutti, cristiani e laici. In secondo luogo, a nostro avviso, le radici dell’Europa sono tre: giudaico-cristiana, greco-romana, illuminista-liberale; ognuna di esse va rispettata nel suo modo d’essere e nelle sue espressioni. Solo dei fanatici possono essere offesi dal simbolo della religione cristiana, dei fanatici islamici o anticlericali. Noi, pero’ non dobbiamo andare dietro ai fanatici ne’ a battute trasgressive alla Almodovar. C’e’ chi vorrebbe che l’Europa diventasse sul terreno della coscienza e della cultura una sorta di deserto dei tartari, ma, invece, l’identita’ europea, in tutte le sue componenti, che magari dialetticamente si confrontano tra loro, va tutelata e sviluppata
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mercoledì 4 novembre 2009
LA SENTENZA SUL CROCIFISSO RAFFORZA L'EURABIA
RONCHI: La sentenza di Strasburgo sul crocifisso è sconcertante
"Quella della Corte di Strasburgo sui crocifissi nelle aule scolastiche è una sentenza che sconcerta e personalmente mi addolora, perché fa capire quanto sia pericolosa l`ondata laicista che attraversa l`Europa". Lo ha dichiarato il ministro per le Politiche europee Andrea Ronchi, nel suo intervento a La telefonata, la rubrica di Maurizio Belpietro in onda su Mattino 5.
"Io credo sia una sentenza che allontana i cittadini dall`Istituzione europea. Il Crocifisso non è soltanto un simbolo culturale e religioso dell`Italia.È un patrimonio proprio di tutto il nostro Continente. Evidentemente, l`Europa ancora non si è fatta. Si è pensato a dare vita ad un`Europa economica, ma non a mettere insieme le radici profonde, l`identità distintiva. Questa sentenza ne è l`incontrovertibile dimostrazione". Conseguenze? "Per quanto mi riguarda nessuna. Il Crocifisso non si toccherà mai e poi mai da nessun luogo laico o non della nostra Italia.
C`è il ricorso presentato dal governo, ma più importante è però il segnale preoccupante di un connotato antispirituale di questa Europa, rappresentato in particolare da alcuni Paesi. Oltre all`allarme sulle questioni sociali aperte dalla crisi economica, si deve ben valutare anche il grido di dolore sull`avanzata del relativismo etico lanciato dal Papa qualche tempo fa". Adesso, conclude Ronchi, "non credo che l’Italia possa essere multata. Anche se non è una mia competenza specifica, io penso che non si arriverà a tanto. Può esserci un ammonimento. Ma la battaglia condotta da alcuni paesi d`Europa non è per una multa: è molto più importante, più profonda, è una battaglia culturale antireligiosa".
VALDUCCI: Con la sentenza di Strasburgo diventiamo "Eurabia" in fretta
"Aveva ragione Oriana Fallaci: stiamo diventando Eurabia". Lo ha affermato Mario Valducci, Presidente della Commissione Trasporti della Camera e Responsabile vicario Enti Locali del PDL, commentando la decisione della Corte di Strasburgo sui crocefissi nelle aule.
"La sentenza della Corte di Strasburgo sul crocifisso nelle aule rafforza i timori di un’Europa senza tradizioni, preda di religioni e usi che non le appartengono. Vorrei che la stessa attenzione la Corte di Strasburgo la dedicasse alle scuole coraniche, e magari anche al burqa tradizione in palese contraddizioni con molte legislazioni europee."
MAURO: Tutte le forze politiche sostengano il ricorso contro la decisione della Corte di Strasburgo
“Un’autentica integrazione civile non può prescindere da una proposta educativa che abbia il coraggio e l’ambizione di proporre a tutti gli studenti i punti di riferimento che fondano la nostra società” .
Lo ha affermato in una nota il presidente dei Deputati del Popolo della Libertà al Parlamento europeo, Mario Mauro, che ha commentato la sentenza della corte europea dei diritti dell’uomo sui crocifissi nelle scuole. “Siamo di fronte ad una sentenza che è il manifesto politico di chi vuole il declino definitivo di un progetto che ci ha regalato più di 50 anni di pace e benessere, in nome di un’ideologia che ha come obiettivo quello di privare un popolo della propria identità e di consegnare tutti i cittadini europei alla dittatura del nulla. Auspico che tutte le forze politiche italiane ed europee sostengano senza esitazioni il ricorso che verrà presentato dal Governo italiano contro una sentenza degna del peggior regime totalitario.”
"Quella della Corte di Strasburgo sui crocifissi nelle aule scolastiche è una sentenza che sconcerta e personalmente mi addolora, perché fa capire quanto sia pericolosa l`ondata laicista che attraversa l`Europa". Lo ha dichiarato il ministro per le Politiche europee Andrea Ronchi, nel suo intervento a La telefonata, la rubrica di Maurizio Belpietro in onda su Mattino 5.
"Io credo sia una sentenza che allontana i cittadini dall`Istituzione europea. Il Crocifisso non è soltanto un simbolo culturale e religioso dell`Italia.È un patrimonio proprio di tutto il nostro Continente. Evidentemente, l`Europa ancora non si è fatta. Si è pensato a dare vita ad un`Europa economica, ma non a mettere insieme le radici profonde, l`identità distintiva. Questa sentenza ne è l`incontrovertibile dimostrazione". Conseguenze? "Per quanto mi riguarda nessuna. Il Crocifisso non si toccherà mai e poi mai da nessun luogo laico o non della nostra Italia.
C`è il ricorso presentato dal governo, ma più importante è però il segnale preoccupante di un connotato antispirituale di questa Europa, rappresentato in particolare da alcuni Paesi. Oltre all`allarme sulle questioni sociali aperte dalla crisi economica, si deve ben valutare anche il grido di dolore sull`avanzata del relativismo etico lanciato dal Papa qualche tempo fa". Adesso, conclude Ronchi, "non credo che l’Italia possa essere multata. Anche se non è una mia competenza specifica, io penso che non si arriverà a tanto. Può esserci un ammonimento. Ma la battaglia condotta da alcuni paesi d`Europa non è per una multa: è molto più importante, più profonda, è una battaglia culturale antireligiosa".
VALDUCCI: Con la sentenza di Strasburgo diventiamo "Eurabia" in fretta
"Aveva ragione Oriana Fallaci: stiamo diventando Eurabia". Lo ha affermato Mario Valducci, Presidente della Commissione Trasporti della Camera e Responsabile vicario Enti Locali del PDL, commentando la decisione della Corte di Strasburgo sui crocefissi nelle aule.
"La sentenza della Corte di Strasburgo sul crocifisso nelle aule rafforza i timori di un’Europa senza tradizioni, preda di religioni e usi che non le appartengono. Vorrei che la stessa attenzione la Corte di Strasburgo la dedicasse alle scuole coraniche, e magari anche al burqa tradizione in palese contraddizioni con molte legislazioni europee."
MAURO: Tutte le forze politiche sostengano il ricorso contro la decisione della Corte di Strasburgo
“Un’autentica integrazione civile non può prescindere da una proposta educativa che abbia il coraggio e l’ambizione di proporre a tutti gli studenti i punti di riferimento che fondano la nostra società” .
Lo ha affermato in una nota il presidente dei Deputati del Popolo della Libertà al Parlamento europeo, Mario Mauro, che ha commentato la sentenza della corte europea dei diritti dell’uomo sui crocifissi nelle scuole. “Siamo di fronte ad una sentenza che è il manifesto politico di chi vuole il declino definitivo di un progetto che ci ha regalato più di 50 anni di pace e benessere, in nome di un’ideologia che ha come obiettivo quello di privare un popolo della propria identità e di consegnare tutti i cittadini europei alla dittatura del nulla. Auspico che tutte le forze politiche italiane ed europee sostengano senza esitazioni il ricorso che verrà presentato dal Governo italiano contro una sentenza degna del peggior regime totalitario.”
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martedì 3 novembre 2009
LA CORTE U.E. RINNEGA LE RADICI CRISTIANE
CARLUCCI: La sentenza della Corte di Strasburgo contro il crocefisso nelle scuole calpesta la nostra identità
"Trovo assurda e gravissima la sentenza della Corte di Strasburgo contro la presenza del crocefisso nelle scuole italiane. Gia’ il Tar ed il Consiglio di Stato si erano pronunciati sulla vicenda rigettando le richieste della cittadina finlandese e dichiarando che: ’il crocifisso e’ il simbolo della storia e della cultura italiana, e di conseguenza dell’identita’ del Paese, ed e’ il simbolo dei principi di eguaglianza, liberta’ e tolleranza e del secolarismo dello Stato’".
Lo ha affermato il deputato del Pdl Gabriella Carlucci, che ha osservato: "Un pronunciamento ineccepibile, che viene completamente sovvertito dalla Corte europea. Ancora una volta un organismo europeo, entra a gamba tesa nelle questioni interne del nostro Paese, calpestando valori e principi su cui si fondano la nostra societa’, la nostra cultura, la nostra identita’. Lo Stato italiano deve opporsi in giudizio a questo pericolosissimo precedente".
MANTOVANO: Ribelliamoci a questa Europa stupida
"La Corte europea dei diritti dell’uomo contribuisce a dare ragione al senso di lontananza e di distacco con cui larga parte degli europei percepisce le istituzioni dell’Unione.
Se un crocifisso in un’aula di scuola e’ causa di turbamento e di discriminazione, ancora di piu’ il Duomo che ’incombe’ su Milano o la Santa Casa di Loreto, che tutti vedono dall’autostrada Bologna-Taranto: la Corte europea dei diritti dell’uomo disporra’ l’abbattimento di entrambi? A un’Europa cosi’ e’ civile ribellarsi: perche’, prima ancora che ingiusta, e’ profondamente stupida". Lo ha affermato Alfredo Mantovano, sottosegretario al ministero dell’Interno, commentando la decisione della Corte di Strasburgo di vietare l’esposizione del crocefisso nelle aule delle scuole.
BONDI: Di questo passo avremo il fallimento politico dell'Unione
"Queste decisioni ci allontanano da quella idea dell’Europa che De Gasperi, Adenauer e Schuman hanno posto a fondamento del progetto unitario del nostro continente, di questo passo il fallimento politico e’ inevitabile".
Lo ha affermato il coordinatore nazionale del Pdl Sandro Bondi, in riferimento alla sentenza della Corte europea dei diritti dell’uomo relativa alla presenza del crocefisso nelle aule scolastiche.
SALTAMARTINI: La sentenza di Strasburgo è in contrasto con il Consiglio di Stato
"Una sentenza che stravolge il concetto di laicita’ e si pone in contrasto con quanto affermato sul tema dal Consiglio di Stato".
Cosi’ si é espresso il deputato Barbara Saltamartini, responsabile delle Pari opportunita’ del PdL, commentando la sentenza della Corte Europea dei diritti umani sul crocefisso in classe. "Nel 2006 il Consiglio di Stato evidenzio’ con grande lucidita’ la valenza non discriminatoria, sotto il profilo religioso, dell’esposizione del crocifisso in classe, in quanto rappresentativo di una funzione simbolica altamente educativa connessa a valori civilmente rilevanti. Quei valori che affondano nelle nostre radici e costituiscono il fondamento del nostro vivere e della nostra identita’. Attendiamo le motivazioni della sentenza ma non e’ certo eliminando le tradizioni e la storia delle nazioni che si percorre la strada della costruzione di una comune identita’ europea".
BONIVER: La decisione di Strasburgo sul crocefisso è incomprensibile
"E’ assolutamente incomprensibile la decisione adottata dalla Corte europea che vieta i crocifissi nelle aule scolastiche".
Lo ha affermato Margherita Boniver, deputato del Pdl e presidente del comitato Schengen. "Cosi’ come noi non ci sentiamo offesi alla vista di tante moschee che sono costruite in Europa, cosi’ credo nessun musulmano potrebbe offendersi alla vista di questo importante simbolo religioso della cristianita’. Mi sembra che vada tutto contro l’interesse del continente europeo che cosi’ rinnega le sue radici religiose e culturali. Infine, il dialogo dopo questa sentenza diventa ancora piu’ difficile, oramai siamo al capovolgimento del buon senso della realta"’.
LUPI: Togliere il crocifisso è ignoranza culturale
"Senza identita’, senza coscienza delle proprie radici, non possono esserci ne’ liberta’ ne’ democrazia".
Lo ha affermato Maurizio Lupi, vice presidente della Camera e deputato del Pdl, sulla sentenza europea che nega la presenza del crocifisso nelle scuole italiane. "Togliere il segno della tradizione cristiana dalle scuole italiane e’ un atto di ignoranza culturale e di ostilita’ nei confronti della storia del nostro Paese e della stessa Europa. E’ il contrario della laicita’ -prosegue Lupi- che e’ la capacita’ di guardare a se stessi e agli altri senza pregiudizi". "Invece questa sentenza e’ l’affermazione di un pregiudizio, quello che nega l’originalita’ della nostra nazione e del nostro continente. Che facciamo? Per salvare un’idea astratta di neutralita’ dovremmo abbattere le cattedrali dalle citta’ o eliminare dai musei le crocifissioni di Duccio di Boninsegna o le Madonne di Caravaggio?".
"Trovo assurda e gravissima la sentenza della Corte di Strasburgo contro la presenza del crocefisso nelle scuole italiane. Gia’ il Tar ed il Consiglio di Stato si erano pronunciati sulla vicenda rigettando le richieste della cittadina finlandese e dichiarando che: ’il crocifisso e’ il simbolo della storia e della cultura italiana, e di conseguenza dell’identita’ del Paese, ed e’ il simbolo dei principi di eguaglianza, liberta’ e tolleranza e del secolarismo dello Stato’".
Lo ha affermato il deputato del Pdl Gabriella Carlucci, che ha osservato: "Un pronunciamento ineccepibile, che viene completamente sovvertito dalla Corte europea. Ancora una volta un organismo europeo, entra a gamba tesa nelle questioni interne del nostro Paese, calpestando valori e principi su cui si fondano la nostra societa’, la nostra cultura, la nostra identita’. Lo Stato italiano deve opporsi in giudizio a questo pericolosissimo precedente".
MANTOVANO: Ribelliamoci a questa Europa stupida
"La Corte europea dei diritti dell’uomo contribuisce a dare ragione al senso di lontananza e di distacco con cui larga parte degli europei percepisce le istituzioni dell’Unione.
Se un crocifisso in un’aula di scuola e’ causa di turbamento e di discriminazione, ancora di piu’ il Duomo che ’incombe’ su Milano o la Santa Casa di Loreto, che tutti vedono dall’autostrada Bologna-Taranto: la Corte europea dei diritti dell’uomo disporra’ l’abbattimento di entrambi? A un’Europa cosi’ e’ civile ribellarsi: perche’, prima ancora che ingiusta, e’ profondamente stupida". Lo ha affermato Alfredo Mantovano, sottosegretario al ministero dell’Interno, commentando la decisione della Corte di Strasburgo di vietare l’esposizione del crocefisso nelle aule delle scuole.
BONDI: Di questo passo avremo il fallimento politico dell'Unione
"Queste decisioni ci allontanano da quella idea dell’Europa che De Gasperi, Adenauer e Schuman hanno posto a fondamento del progetto unitario del nostro continente, di questo passo il fallimento politico e’ inevitabile".
Lo ha affermato il coordinatore nazionale del Pdl Sandro Bondi, in riferimento alla sentenza della Corte europea dei diritti dell’uomo relativa alla presenza del crocefisso nelle aule scolastiche.
SALTAMARTINI: La sentenza di Strasburgo è in contrasto con il Consiglio di Stato
"Una sentenza che stravolge il concetto di laicita’ e si pone in contrasto con quanto affermato sul tema dal Consiglio di Stato".
Cosi’ si é espresso il deputato Barbara Saltamartini, responsabile delle Pari opportunita’ del PdL, commentando la sentenza della Corte Europea dei diritti umani sul crocefisso in classe. "Nel 2006 il Consiglio di Stato evidenzio’ con grande lucidita’ la valenza non discriminatoria, sotto il profilo religioso, dell’esposizione del crocifisso in classe, in quanto rappresentativo di una funzione simbolica altamente educativa connessa a valori civilmente rilevanti. Quei valori che affondano nelle nostre radici e costituiscono il fondamento del nostro vivere e della nostra identita’. Attendiamo le motivazioni della sentenza ma non e’ certo eliminando le tradizioni e la storia delle nazioni che si percorre la strada della costruzione di una comune identita’ europea".
BONIVER: La decisione di Strasburgo sul crocefisso è incomprensibile
"E’ assolutamente incomprensibile la decisione adottata dalla Corte europea che vieta i crocifissi nelle aule scolastiche".
Lo ha affermato Margherita Boniver, deputato del Pdl e presidente del comitato Schengen. "Cosi’ come noi non ci sentiamo offesi alla vista di tante moschee che sono costruite in Europa, cosi’ credo nessun musulmano potrebbe offendersi alla vista di questo importante simbolo religioso della cristianita’. Mi sembra che vada tutto contro l’interesse del continente europeo che cosi’ rinnega le sue radici religiose e culturali. Infine, il dialogo dopo questa sentenza diventa ancora piu’ difficile, oramai siamo al capovolgimento del buon senso della realta"’.
LUPI: Togliere il crocifisso è ignoranza culturale
"Senza identita’, senza coscienza delle proprie radici, non possono esserci ne’ liberta’ ne’ democrazia".
Lo ha affermato Maurizio Lupi, vice presidente della Camera e deputato del Pdl, sulla sentenza europea che nega la presenza del crocifisso nelle scuole italiane. "Togliere il segno della tradizione cristiana dalle scuole italiane e’ un atto di ignoranza culturale e di ostilita’ nei confronti della storia del nostro Paese e della stessa Europa. E’ il contrario della laicita’ -prosegue Lupi- che e’ la capacita’ di guardare a se stessi e agli altri senza pregiudizi". "Invece questa sentenza e’ l’affermazione di un pregiudizio, quello che nega l’originalita’ della nostra nazione e del nostro continente. Che facciamo? Per salvare un’idea astratta di neutralita’ dovremmo abbattere le cattedrali dalle citta’ o eliminare dai musei le crocifissioni di Duccio di Boninsegna o le Madonne di Caravaggio?".
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Religione
martedì 20 ottobre 2009
UE: IL PAPA TORNA SULLE RADICI CRISTIANE
MAURO: Papa Benedetto XVI aiuta l'Europa a ritrovare se stessa
"In un periodo turbolento e di apparente declino del progetto chiamato Europa unita le parole di ieri di Papa Benedetto XVI richiamano provvidenzialmente ad una responsabilita’ di tutti gli europei, di tutti i cittadini e di tutti i politici a cercare nell’unita’ e nella comune ricerca della verita’ quel colpo d’ali decisivo per tornare a costruire qualcosa di importante per se’ e per le generazioni future".
Lo ha affermato il presidente della delegazione del Pdl all’Europarlamento, Mario Mauro, che ha osservato: "Se l’Europa non e’ capace di una memoria storica che le permetta di mantenere viva la sua tradizione culturale e religiosa, non potra’ pretendere di spiccare il volo. Il progresso e la civilta’ nascono dall’unita’, l’Europa e’ stata grande solo nel momento in cui ha trasmesso quei valori costitutivi che le provenivano dalla fede cristiana, avendoli fatti diventare patrimonio di cultura e identita’ di popoli. Per questo l’insegnamento di Papa Benedetto non e’ l’affermazione di un pensiero teologico rispetto ad un altro, ma e’ l’unica strada per poter vincere una sfida decisiva per un rilancio dell’Europa come potenza mondiale".
"In un periodo turbolento e di apparente declino del progetto chiamato Europa unita le parole di ieri di Papa Benedetto XVI richiamano provvidenzialmente ad una responsabilita’ di tutti gli europei, di tutti i cittadini e di tutti i politici a cercare nell’unita’ e nella comune ricerca della verita’ quel colpo d’ali decisivo per tornare a costruire qualcosa di importante per se’ e per le generazioni future".
Lo ha affermato il presidente della delegazione del Pdl all’Europarlamento, Mario Mauro, che ha osservato: "Se l’Europa non e’ capace di una memoria storica che le permetta di mantenere viva la sua tradizione culturale e religiosa, non potra’ pretendere di spiccare il volo. Il progresso e la civilta’ nascono dall’unita’, l’Europa e’ stata grande solo nel momento in cui ha trasmesso quei valori costitutivi che le provenivano dalla fede cristiana, avendoli fatti diventare patrimonio di cultura e identita’ di popoli. Per questo l’insegnamento di Papa Benedetto non e’ l’affermazione di un pensiero teologico rispetto ad un altro, ma e’ l’unica strada per poter vincere una sfida decisiva per un rilancio dell’Europa come potenza mondiale".
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lunedì 19 ottobre 2009
L'ORA DI RELIGIONE ISLAMICA NON E' UNA PRIORITA'
LA RUSSA: La questione dell'ora di religione islamica non é una priorità
"Capisco la ragione, mi spiego le motivazioni ma personalmente non credo che oggi in Italia questo sia un problema prioritario".
Cosi’ si é espresso il ministro della Difesa, Ignazio La Russa, che ha commentato la proposta di introdurre un’ora di religione islamica nelle scuole, lanciata da Adolfo Urso. "Pur capendo la ragione che e’ quella di fare in modo che un ragazzino di religione islamica non sia messo in mano a chi vuole indottrinarlo negativamente, non credo che tocchi alla scuola fare questo. Ci sono altre istituzioni i comuni le province, le regioni, che fanno dei corsi a cui puo’ iscriversi chiunque. D’altronde l’ora di religione non e’ un’ora di cattolicesimo ma, appunto, di religione e credo che gia’ comprenda un po’ di storia delle religioni".
VALDUCCI: Gli italiani non vogliono l'ora i religione islamica a scuola
"Basta andare in giro per l’Italia per rendersi conto che la stragrande maggioranza dei nostri concittadini e’ contraria all’insegnamento della religione islamica a scuola.
E’ una cosa che non e’ nella nostra tradizione, non e’ nel programma di governo e presenta anche problemi pratici-organizzativi di non poco conto. Per avere contezza dei numeri ho lanciato un sondaggio sul sito dei Club della Liberta’ in cui si chiede ai cittadini se siano favorevoli o meno a questa nuova materia, anche se ritengo che l’esito sia scontato. Se cosi’ fosse sarebbe da monito per tutti: bisogna tenere conto delle esigenze e delle aspettative degli italiani." Lo ha dichiarato in una nota Mario Valducci, deputato del Pdl e presidente della commissione Trasporti della Camera.
"Capisco la ragione, mi spiego le motivazioni ma personalmente non credo che oggi in Italia questo sia un problema prioritario".
Cosi’ si é espresso il ministro della Difesa, Ignazio La Russa, che ha commentato la proposta di introdurre un’ora di religione islamica nelle scuole, lanciata da Adolfo Urso. "Pur capendo la ragione che e’ quella di fare in modo che un ragazzino di religione islamica non sia messo in mano a chi vuole indottrinarlo negativamente, non credo che tocchi alla scuola fare questo. Ci sono altre istituzioni i comuni le province, le regioni, che fanno dei corsi a cui puo’ iscriversi chiunque. D’altronde l’ora di religione non e’ un’ora di cattolicesimo ma, appunto, di religione e credo che gia’ comprenda un po’ di storia delle religioni".
VALDUCCI: Gli italiani non vogliono l'ora i religione islamica a scuola
"Basta andare in giro per l’Italia per rendersi conto che la stragrande maggioranza dei nostri concittadini e’ contraria all’insegnamento della religione islamica a scuola.
E’ una cosa che non e’ nella nostra tradizione, non e’ nel programma di governo e presenta anche problemi pratici-organizzativi di non poco conto. Per avere contezza dei numeri ho lanciato un sondaggio sul sito dei Club della Liberta’ in cui si chiede ai cittadini se siano favorevoli o meno a questa nuova materia, anche se ritengo che l’esito sia scontato. Se cosi’ fosse sarebbe da monito per tutti: bisogna tenere conto delle esigenze e delle aspettative degli italiani." Lo ha dichiarato in una nota Mario Valducci, deputato del Pdl e presidente della commissione Trasporti della Camera.
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