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domenica 6 marzo 2016

INDICATORI DEMOGRAFICI ISTAT: DIMINUISCONO GLI ITALIANI ED AUMENTANO GLI STRANIERI


Indicatori demografici 

Al 1° gennaio 2016 la popolazione in Italia è di 60 milioni 656 mila residenti (-139 mila unità). Gli stranieri sono 5 milioni 54 mila e rappresentano l'8,3% della popolazione totale (+39 mila unità). La popolazione di cittadinanza italiana scende a 55,6 milioni, conseguendo una perdita di 179 mila residenti.
I morti sono stati 653 mila nel 2015 (+54 mila). Il tasso di mortalità, pari al 10,7 per mille, è il più alto tra quelli misurati dal secondo dopoguerra in poi. L'aumento di mortalità risulta concentrato nelle classi di età molto anziane (75-95 anni). Il picco è in parte dovuto a effetti strutturali connessi all’invecchiamento e in parte al posticipo delle morti non avvenute nel biennio 2013-2014, più favorevole per la sopravvivenza.
Nel 2015 le nascite sono state 488 mila (-15 mila), nuovo minimo storico dall’Unità d'Italia. Il 2015 è il quinto anno consecutivo di riduzione della fecondità, giunta a 1,35 figli per donna. L'età media delle madri al parto sale a 31,6 anni.
Il saldo migratorio netto con l'estero è di 128 mila unità, corrispondenti a un tasso del 2,1 per mille. Tale risultato, frutto di 273 mila iscrizioni e 145 mila cancellazioni, rappresenta un quarto di quello conseguito nel 2007 nel momento di massimo storico per i flussi migratori internazionali. Le iscrizioni dall’estero di stranieri sono state 245 mila e 28 mila i rientri in patria degli italiani. Le cancellazioni per l'estero riguardano 45 mila stranieri e 100 mila italiani.
Gli ultrasessantacinquenni sono 13,4 milioni, il 22% del totale. In diminuzione risultano sia la popolazione in età attiva di 15-64 anni (39 milioni, il 64,3% del totale) sia quella fino a 14 anni di età (8,3 milioni, il 13,7%). L’indice di dipendenza strutturale sale al 55,5%, quello di dipendenza degli anziani al 34,2%.
Diminuisce la speranza di vita alla nascita. Per gli uomini si attesta a 80,1 anni (da 80,3 del 2014), per le donne a 84,7 anni (da 85). L'età media della popolazione aumenta di due decimi e arriva a 44,6 anni.
comunicato stampa Istat

martedì 8 dicembre 2015

SONO 4 MILIONI GLI EXTRA COMUNITARI IN ITALIA

Cittadini non comunitari: presenza, nuovi ingressi e acquisizioni di cittadinanza 

Al 1° gennaio 2015, in base ai dati forniti dal Ministero dell'Interno, sono regolarmente presenti in Italia 3.929.916 cittadini non comunitari.
Tra il 2014 e il 2015 il numero di cittadini non comunitari regolarmente soggiornanti è aumentato di circa 55mila unità (+1,4%). I paesi più rappresentati sono: Marocco (518.357), Albania (498.419), Cina (332.189), Ucraina (236.682) e Filippine (169.046).
I minori stranieri rappresentano il 24% dei cittadini non comunitari regolarmente soggiornanti. Si tratta quindi di una popolazione relativamente giovane considerando che la quota di minori italiani e non, su tutta la popolazione residente al 1 gennaio 2015 è pari al 16,6%.
La quota di soggiornanti di lungo periodo continua a crescere: passa da 2.179.607 nel 2014 (il 56,3% sul totale) a 2.248.747 nel 2015 (57,2%).
Si registra una lieve flessione del numero di nuovi permessi di soggiorno concessi: durante il 2014 ne sono stati rilasciati 248.323, circa il 3% in meno rispetto al 2013. In calo gli ingressi delle donne (-14%) mentre, al contrario, sono in aumento quelli degli uomini (+7,5%).
La riduzione dei nuovi permessi interessa in particolare alcune regioni del Nord: Emilia Romagna
(-3.669), Veneto (-3574) e Lombardia (-2.444). Aumenti consistenti si rilevano invece in Campania (+3.120, 19%) e in Sicilia (+3.483, 28%).
Nel 2014 si registra, in particolare, una forte contrazione degli ingressi per motivi di lavoro, sia in termini assoluti (-27.500), sia in termini relativi. Se nel 2013 rappresentavano più del 33%, nel 2014 sono scesi al 23%.
Tra il 2013 e il 2014 diminuiscono in termini assoluti i nuovi ingressi per famiglia (-3.844 unità), anche se il loro peso relativo si mantiene intorno al 41% .
A raddoppiare in termini assoluti sono invece i permessi per asilo e protezione umanitaria: nel 2014 da 19.146 sono passati a 47.873. In termini relativi arrivano a rappresentare il 19,3% dei nuovi ingressi, dal 7,5% del 2013.
Abbiamo riportato senza commenti  un Comunicato stampa dell'Istat
Direzione centrale delle statistiche socio-demografiche e ambientale

martedì 5 maggio 2015

Presenze dei migranti nelle strutture di accoglienza in Italia

Presenze dei migranti nelle strutture di accoglienza in Italia

3 marzo 2015
Dati e statistiche a cura del dipartimento per le Libertà civili e l'Immigrazione che fornisce mensilmente il quadro sulle presenze dei migranti nei centri di accoglienza (Cpsa, Cda, Cara), nei centri di identificazione ed espulsione (Cie), nelle strutture temporanee, nell'ambito del Sistema di protezione richiedenti asilo e rifugiati (Sprar) e sull'andamento degli sbarchi.

lunedì 24 ottobre 2011

SONDAGGI: Avanza il PdL e arretra il Pd

SONDAGGI: Avanza il PdL e arretra il Pd




Il Tg de La7, presentando lunedì sera i risultati del suo ultimo sondaggio, ha cercato di spiegare il balzo in avanti del Popolo della libertà e il vistoso arretramento del Partito democratico come effetto dell’ennesimo tentativo a vuoto di far cadere il Governo in occasione del voto di fiducia. Ha sostenuto che rappresenta la solita corsa "sul carro del vincitore".



Questa analisi, tra il sociologico e il politico, non sembra soddisfacente. Il campione degli intervistati che rispondono ai quesiti sulle intenzioni di voto non sono generalmente persone che "saltano sul carro del vincitore". Registrano, più o meno fedelmente, sensazioni e orientamenti che derivano dai fatti. E i fatti sono che le opposizioni hanno cercato un’altra volta di far cadere il Governo e la rimozione di Berlusconi senza motivazioni. Un po’ poco per dimostrare di avere un progetto alternativo credibile. Un po’ poco per spingere gli elettori a scegliere un’ipotetica coalizione guidata da Bersani, che ancora non sa quale maggioranza assembleare. Adesso Bersani dovrà giustificare il calo di consensi, cullandosi nella proposta di D’Alema di dare vita a una coalizione con l’Udc per arrivare al 60%.



Così il Pdl e la Lega, i due maggiori partiti di maggioranza, hanno entrambi incrementato i propri consensi, rispettivamente al 27% (+0,4%) e al 9% (+0,3%). Viceversa il Pd ha perso lo 0,5%, retrocedendo al 26,1%. In calo anche l’Idv, scesa al 6,2% mentre l’Udc, perdendo lo 0,4%, si è fermata al 6,4%, lontana dalla soglia del 7% che aveva raggiunto qualche settimana fa: forse a causa dei troppi scambi di simpatie con Bersani. Il partito di Vendola e quello di Grillo hanno aumentato i consensi, ma si tratta di due partiti che non sono rappresentati in Parlamento. Il Terzo Polo, tutte le sigle sommate, non si è mosso dal totale della scorsa settimana, restando in attesa di qualche evento straordinario per decollare.

giovedì 7 aprile 2011

SONDAGGI: Il centrodestra non retrocede, anzi cresce

SONDAGGI: Il centrodestra non retrocede, anzi cresce

Nei sondaggi sulle intenzioni di voto, il centrodestra tiene, anzi avanza secondo una tendenza già manifestatasi una settimana fa. Il dato emerge dal sondaggio reso noto ieri sera dal Tg de La7, secondo il quale il Popolo della libertà ha rafforzato la sua posizione con un incremento, in una settimana, dello 0,3% che lo porta al 29,4%. Anche la Lega incrementa i consensi all’11,5% e La Destra sale all’1,6%. Ciò significa che l’alleanza di centrodestra è al 42,5% con un aumento dello 0,5% rispetto a una settimana fa.

In calo il centrosinistra. Il Partito democratico è al 25,6%, perde ancora l’Idv al 4,5% (avvicinandosi pericolosamente alla linea di sbarramento), ma si riduce anche il partito di Vendola poiché il Sel è ormai al 7,7%, ben lontano da quel 9% che puntava al 10%. Sommando questi dati, si ottiene un 37,8% che significa che il centrodestra ha un vantaggio di 4,7 punti. Se tuttavia al centrosinistra si aggiungono lo 0,9% del Psi e l’1,1% dei Verdi, si arriva 39,8%.


L’estrema sinistra registra un consenso pari allo 0,9% e il movimento di Beppe Grillo, con riserve espresse dai sondaggisti, sarebbe all’1,85%. Il cosiddetto Centro mette insieme il 12,8%, e quindi è sostanzialmente stabile. Fli torna al 4%, ma probabilmente a spese dell’Udc che non è riuscita a tenere la quota del 7%, essendo scesa al 6,9%. L’Api di Rutelli è all’1,1% e l’MpA allo 0,8%.

giovedì 18 novembre 2010

SONDAGGI: Maggioranza sopra quota quaranta

SONDAGGI: Maggioranza sopra quota quaranta


Settimana dopo settimana, chi dalle polemiche estive fino al caso Ruby si aspettava un tracollo del Popolo della libertà, passando per la costituzione del gruppo finiano, è rimasto deluso.

Il Pdl tiene la posizione di primo partito italiano e la Lega ha consolidato l’aumento di consensi registrato dalle politiche del 2008 nelle successive elezioni europee e regionali. Insieme, secondo l’ultimo sondaggio di Nicola Piepoli, sono al 41% delle intenzioni di voto, che l’European Research di Alessandra Ghisleri incrementa a oltre il 42%. Un traguardo di sicurezza per conquistare la maggioranza dei voti alla Camera e quindi il premio di maggioranza in numero di seggi. Difficile, infatti, che si possa cambiare la legge elettorale dopo la fissazione del calendario della verifica al 14 dicembre. L’opposizione è divisa su quale modello di legge proporre. Per cui un cambiamento della legge elettorale potrebbe avvenire solo per iniziativa dell’attuale maggioranza.

I sondaggi non sono altrettanto beneauguranti per le opposizioni. Il Partito democratico è al 25,5%, cioè 7,7 punti in meno rispetto al risultato del 2008. La vittoria di Pisapia nelle primarie per designare il candidato-sindaco di Milano ha costretto il vertice del Pd a fare propria questa candidatura, ma obbligandosi a tagliare i ponti con l’area centrista. Il partito di Bersani si trova pertanto sospinto nella sua area naturale, quella della coalizione di tutte le forze d’opposizione, con il rischio di perdere altri elementi sul fianco destro e la quasi certezza di subire un’ulteriore emorragia a sinistra. Il partito di Vendola, Sel, sale infatti al 6,5% mentre l’Idv si stabilizza all’8%. Infine, il modesto valore assegnato al partito di Fini, Fli, e cioè il 5%, registra la riluttanza di questo segmento di elettorato anche alla lontana eventualità di un’intesa con il Pd, e il rigetto delle offerte che un Bersani pre-Pisapia aveva messo in campo. Non si muove nemmeno l’Udc, al 5,5%, vittima della sua intransigente richiesta delle dimissioni di Silvio Berlusconi prima di avviare qualsiasi discorso.

Il sondaggio, in conclusione, premia la ferma determinazione di Berlusconi di andare avanti con l’azione di governo o, se questo venisse sfiduciato alla Camera, di andare al voto anticipato.

martedì 19 ottobre 2010

Stranieri in Italia, Istat aggiorna i dati

14 Ottobre 2010



I cittadini stranieri residenti in Italia al 1° gennaio 2010 sono 4.235.059 pari al 7,0% del totale dei residenti. Al 1° gennaio 2009 essi rappresentavano il 6,5%.


Nel corso dell’anno 2009 il numero di stranieri è aumentato di 343.764 unità (+8,8%), un incremento ancora molto elevato, sebbene inferiore a quello dei due anni precedenti (494 mila nel 2007 e 459 mila nel 2008, rispettivamente +16,8% e +13,4%), principalmente per effetto della diminuzione degli ingressi dalla Romania.


I minori sono 932.675, il 22,0% del totale degli stranieri residenti; circa 573 mila sono nati in Italia, mentre la restante parte è giunta nel nostro paese per ricongiungimento familiare.

Circa la metà dei residenti stranieri (2 milioni 86 mila individui, pari al 49,3% del totale) proviene dai paesi dell’Est europeo: in particolare, circa un quarto proviene dai Paesi Ue di nuova adesione (1 milione 71 mila, escludendo Cipro e Malta, fra cui 888 mila dalla sola Romania); un altro quarto (1 milione 15 mila) è rappresentato dai cittadini dei paesi est-europei non appartenenti all’Ue.


I cittadini dei paesi est-europei (+181 mila nel corso del 2009, +9,5%) contribuiscono per circa la metà anche all’incremento degli stranieri residenti: quelli dei paesi Ue di nuova adesione sono cresciuti complessivamente di circa 105 mila unità (+10,9%), mentre quelli dei paesi dell’Est europeo non facenti parte dell’Unione sono aumentati di 76 mila unità (+8,1%). I cittadini dei paesi asiatici sono complessivamente cresciuti di 71 mila unità, con un incremento relativo del 11,6%.

Oltre il 60% dei cittadini stranieri risiede nelle regioni del Nord, il 25,3% in quelle del Centro e il restante 13,1% in quelle del Mezzogiorno, anche se nel 2009 la popolazione straniera è cresciuta più intensamente nelle regioni del Mezzogiorno rispetto a quelle del Centro-nord.


Fonte: Istat