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giovedì 26 settembre 2013

E ADESSO E’ DA PAZZI DIRE NO AD AN

Storace : E ADESSO E’ DA PAZZI DIRE NO AD AN

Non si può giocherellare più. Il videomessaggio di Silvio Berlusconi e' stato, come era ovvio, di solare chiarezza. È rivolto al popolo sovrano, che chiama (politicamente) alle armi di nuovo con la bandiera di Forza Italia.
Il cavaliere non si pone il problema se il nome sia un ritorno al passato; ne' gli si poteva chiedere di ammettere il fallimento targato Pdl. Anzi, fa un passo in avanti e riprende in mano il timone con coraggio.
Più che nel '94, Forza Italia può attrarre  anche a destra, visto che i troppi egoismi di aspiranti leader frenano  da mesi il progetto di ricostruzione di Alleanza nazionale come partito degli italiani. Che non chiuse i battenti causa scandali, ma per l'imperizia di una classe dirigente che decise improvvisamente che era finito il tempo della bandiera da issare con orgoglio al governo.
Di quella classe dirigente ne è rimasta una parte fuori dai confini del Pdl, dispersa in vari rivoli. E' da pazzi, lo voglio dire anch'io con chiarezza, dire ancora  di no alla rinascita di quel partito: sarebbe l'unico soggetto federatore per moltissimi di noi.
E' legittimo che ci sia a chi non piaccia piu' quell'esperienza e si illuda sul rinnovamento anagrafico. Ma non si ha il diritto di precludere a chi torna a crederci di poterci provare. E chi sta nella fondazione An ha il dovere di restituire il simbolo al popolo che lo ha amato.
Se questo non accade, sarà complicato dare torto a quegli ex An che accettano la proposta di Berlusconi passando dal Pdl a Forza Italia. Se a destra non si è capaci di umilta', il messaggio del cavaliere sara' attrattivo per molti.
Non abbiamo bisogno di un centrodestrino. Abbiamo bisogno di una forza di destra capace di attrarre anche elettori di centro, ma non i loro orfani di un seggio parlamentare. Ci vuole tanto a capirlo?

                              Francesco Storace



Berlusconi, La Russa, FdI intuiva questo percorso

Berlusconi, La Russa, FdI intuiva questo percorso. Si apre questione rappresentanza


“Nel video messaggio ho visto un Berlusconi in forma e fortemente motivato. Gli auguro ogni fortuna per le sue battaglie. Resta però insuperabile la circostanza che il ritornare indietro a Forza Italia mette una pietra tombale sul progetto del bipartitismo di tipo europeo che era alla base della unificazione di Forza Italia non solo con An ma anche con tutti gli altri soggetti politici confluiti nel Pdl. Viene meno perciò l’idea di un solo partito per tutta l’area di centrodestra e si apre quindi una questione di rappresentanza per chi non ha mai fatto parte di FI e vuole mantenere una diversa specificità.
Noi di Fratelli d’Italia che eravamo nati proprio perché intuivamo questo percorso, siamo ora in grado di offrire, a chi ne sente la necessità, un approdo credibile per rimanere nel centrodestra distinto ma non per questo contrapposto a Fi e dalla sua impostazione organizzativa e valoriale. Già domenica scorsa ad Atreju l’appello di Giorgia Meloni e l’apertura della ‘Officina per l’Italia’ è stata la risposta anticipata all’annunciata riproposizione di Forza Italia avvenuta oggi.  Le porte del confronto sono ufficialmente aperte”.Lo dichiara Ignazio La Russa, presidente di Fratelli d’Italia.



mercoledì 10 luglio 2013

Berlusconi: Torna Forza Italia

Berlusconi: Torna Forza Italia.

 Il Popolo della Libertà resterà

 come coalizione di partiti del 

centrodestra

La dichiarazione del Presidente al Tg1

Silvio Berlusconi
"Il Popolo della Libertà resterà come coalizione di partiti del centrodestra, Forza Italia ne farà parte e io temo che sarò ancora chiamato ad essere il numero uno."

"Il nostro sostegno al governo é convinto. Da noi arrivano solo stimoli al governo Letta: le critiche di qualche esponente del Pdl al governo devono essere intese solo come uno stimolo a fare di più.

"La sentenza Ruby é grottesca. C’é la concussione senza concussi. C’è un’induzione con una indotta che nega di aver avuto alcun rapporto e soprattutto per arrivare a quella sentenza il collegio ha dovuto invitare la Procura a sottoporre a indagine trentadue testimoni, cosa che non s’è mai vista".

"Quanto al caso Lodo Mondadori il danno l’ho subito allora io, perché per un intervento politico dovetti cedere a De Benedetti e compagnia bella la Repubblica, l’Espresso, 18 giornali e addirittura una cartiera che era della Mondadori. E in effetti quando fui costretto a sedermi al tavolo del lodo e a cedere queste testate della Mondadori io rimasi al tavolo addolorato e De Benedetti si alzò felicissimo e soddisfatto, come dimostrano i filmati che ci sono in giro in questi giorni che mandano una intervista che lui rilasciò. Quanto all’entità del danno, si chiede a noi un danno di 560 milioni contro un valore di 100 milioni di azioni Mondadori possedute da Fininvest, e’ incredibile",

domenica 12 maggio 2013

Schifani: A Brescia brutta pagina della storia italiana


Schifani: La sinistra antagonista

 ha scritto a Brescia una brutta 

pagina della storia italiana

La nota del capogruppo del Pdl al Senato

SCHIFANI
"Quella che la sinistra antagonista ha scritto oggi a Brescia è una brutta pagina della storia italiana.

Tentare di ostacolare violentemente la manifestazione democratica del Popolo della Libertà in una piazza stracolma di sostenitori è la forma più odiosa di fascismo. Questi episodi vanno duramente stigmatizzati da tutti coloro che credono nei valori più sani della politica e nel rispetto degli avversari. E’ necessario porre un argine ad una deriva pericolosa che non si può e non si deve giustificare. Prima che sia troppo tardi". 

Berlusconi: Non potrete impedirmi di essere il leader del Popolo della Libertà


Berlusconi: Non potrete impedirmi 

di essere il leader del Popolo della

 Libertà finché milioni di italiani

 lo vorranno

Il discorso di Silvio Berlusconi a Brescia

Silvio Berlusconi
Carissime amiche, carissimi amici,

    Sono venuto in questa piazza per dirvi tre parole: io sono qui. Io sono qui. Io resto qui. Più determinato e più convinto di prima.
    Dico da qui, dopo un’altra settimana di assedio e di violenza contro di me:
se qualcuno pensava di scoraggiarmi, si è sbagliato di grosso;
se qualcuno pensava di intimidirmi, si è sbagliato di grosso e resterà deluso.
    Questi “qualcuno” non conoscono me, ma soprattutto non conoscono voi, questo grande, grande, grandissimo Popolo della Libertà, che non ha paura, che non si fa spaventare, che conosce solo il rispetto e l’amore per gli altri. Diciamolo insieme: il nostro amore è più forte della loro invidia e del loro odio. E quanto più vogliono buttarci addosso intolleranza, odio, disprezzo, tanto più cresce il nostro amore, la nostra passione per la libertà, la nostra coesione.   


Gli eventi di questi giorni hanno moltiplicato le mie forze, la mia determinazione, la mia voglia di resistere e di combattere rimanendo al vostro fianco.
    Ora posso dirvelo. Un paio di anni fa avevo pensato, forse ho perfino sperato, che fosse giunto il momento, dopo tante battaglie, di lasciare la primissima linea del fronte, di fare non più il centravanti ma l’allenatore, di aiutare - da dietro le quinte - una nuova squadra di politici giovani e competenti. Avevo altri progetti di vita: dedicarmi alla mia famiglia, a una Fondazione intitolata a mio padre per costruire ospedali per bambini in giro per il mondo, dedicarmi alla mia “università della libertà” che è ormai terminata come struttura ed è pronta ad accogliere i migliori giovani del mondo per ascoltare e imparare i principi del buon governo dai più grandi protagonisti politici degli ultimi vent’anni, tutti già felici di mettere la loro esperienza a disposizione dei nuovi protagonisti politici del futuro. Avevo anche la speranza di dedicarmi magari anche al mio grande Milan per farlo ritornare grandissimo.
    Ma mi hanno fermato tre cose:
-    primo, l’esigenza e l’urgenza di lottare per uscire dalla crisi riducendo le tasse per tornare alla crescita, perché ogni impresa che chiude, ogni famiglia che non ce la fa, ogni persona che perde il posto di lavoro, rappresenta per me un dolore, e solo noi sappiamo mettere in campo le ricette per uscire da questa maledetta crisi;
-    secondo, l’andamento dei sondaggi in quel momento con il rischio che tutto il potere finisse nelle mani di una parte estrema della sinistra che non è cambiata, che vuole comandare e prendersi tutte le istituzioni anche se non ha la maggioranza;
-    terzo, lo stato della nostra giustizia, che non garantisce l’imparzialità dei giudici, che calpesta troppo spesso il diritto di libertà dei cittadini, che interviene nella vita politica, che vuole eliminarmi perché mi considera l’unico ostacolo che da vent’anni si frappone tra la sinistra e il potere, che fa in definitiva della nostra Italia, un tempo culla del diritto, una democrazia malata.
  

Questa settimana, avremo conferma di un nostro straordinario successo, nella direzione di quello per cui ci eravamo impegnati in campagna elettorale. Da giugno le famiglie italiane non pagheranno più l’Imu sulla prima casa!
    Ve lo ricordate cosa ci dicevano sull’Imu durante la campagna elettorale? Ho qui la raccolta degli insulti che mi sono preso per avere detto che quella tassa odiosa andava cancellata.
  
Da ora in avanti, mai più la tredicesima degli italiani potrà essere sequestrata com’è accaduto lo scorso dicembre.
    Mai più la casa, per noi un bene sacro, il più caro per gli italiani, potrà essere aggredita in questo modo.
Mai più consentiremo, in qualunque ambito (per le famiglie, per le imprese, per i lavoratori), che ci sia un solo euro di tasse aggiuntive per gli italiani. Per la prima volta nella storia della nostra Repubblica centrodestra e centrosinistra sono riusciti a mettersi insieme per fare le riforme e per realizzare tutti quei provvedimenti che rilancino l’economia.

   

Abbiamo investito politicamente su questo Governo, e ora intendiamo portare a casa questi risultati, i risultati che abbiamo promesso ai nostri elettori.
    Come ben sapete, ancora un mese prima del voto dello scorso febbraio, la sinistra pensava di vincere e di prendersi tutto.
    Finalmente, dopo due mesi di inutili inseguimenti a Grillo, hanno accettato la nostra proposta di un governo di coalizione nell’interesse dell’Italia. Noi ci crediamo e sosterremo lealmente questo governo che si è impegnato a realizzare quei provvedimenti che sono indispensabili, lo ripeto, per rilanciare l’economia. E sono questi:
-    Primo. Come ho appena detto, l’Imu, l’odiosa tassa sulla prima casa, deve essere abolita per sempre;
-    Secondo. L’Iva non deve aumentare;
-    Terzo. Bisogna tagliare le unghie a quel mostro che si chiama Equitalia, che imperversa sulle famiglie e sulle imprese;
-    Quarto. Bisogna detassare le nuove assunzioni. Zero tasse e zero contributi per chi assume un giovane, un disoccupato, un cassintegrato. Solo così potremo creare nuovo lavoro, in particolare per chi si è trovato in difficoltà a causa della crisi;
-    Quinto ma importantissimo. Bisogna dare una scossa positiva all’attività dell’impresa superando il sistema lento e borbonico delle autorizzazioni preventive, che inchioda chi vuol fare, a tempi biblici e a fatiche impossibili per aprire una nuova impresa, per ingrandire una casa o un fabbricato, per realizzare un nuovo progetto. Basta autorizzazioni preventive; tu parti, inizi, vai avanti e solo dopo arrivano i controlli, come accade in tutti i Paesi moderni.
    Sono queste le cose su cui ci siamo impegnati a livello nazionale, e vogliamo portarle a casa come risultati concreti per il bene di tutti.
    E ho citato queste cinque cose perché sono stati i cinque punti esplicitamente citati dal Presidente del Consiglio Enrico Letta, accanto al nostro Angelino Alfano, nel suo discorso programmatico davanti al Parlamento.
    Noi siamo persone leali. Io sono una persona leale. Quando guardo negli occhi una persona, e quando gli stringo la mano per confermare un accordo, per me è come se avessi firmato un contratto. E i contratti, tra persone perbene si rispettano, si devono rispettare.


    Detto e chiarito questo punto politico essenziale, vengo a ciò che non posso tacere. Tutti mi hanno chiesto, una parola, una risposta, una reazione dopo l’ultimo assurdo atto giudiziario che ho subìto questa settimana.
La sentenza indegna dell’altro giorno aveva indotto qualcuno a pensare che io perdessi la testa, o che potessi abbandonarmi a quello che nel calcio si chiama “fallo di reazione”, mettendo a rischio la vita del Governo. Tu mi hai dato un calcio? E io te ne do un altro più forte. Anche in questo caso, si sono sbagliati. Noi consideriamo questo governo un fatto storico, epocale, perché per la prima volta dal 1947 nella storia della nostra Repubblica centro destra e centro sinistra si sono messi insieme e insieme possono fare il bene del Paese varando quelle riforme dell’architettura istituzionale che sono indispensabili per rendere davvero governabile l’Italia e quei provvedimenti che sono urgenti ed indispensabili per far uscire il Paese dalla crisi e per rilanciare l’economia.


    Ieri sera ho voluto rivedere un filmato, e mi sono commosso. Sono le immagini di Enzo Tortora, che rivolgendosi ai suoi giudici disse: “Io sono innocente. Spero, dal profondo del mio cuore, che lo siate anche voi”.
    E’ questo il sentimento non solo mio, ma di tantissimi italiani, che entrano ogni giorno nel tritacarne infernale della giustizia.
    Vedete, io sono una persona forte, ho le spalle larghe, ho i mezzi per difendermi, mi batto, resisto, resto in campo, ma se quando queste stesse cose capitano a un cittadino qualsiasi, come può difendersi?
    Come può impedire che la sua vita venga distrutta?
Che la sua impresa vada in rovina?
Che la sua famiglia subisca conseguenze tremende?
Stiamo attenti: può capitare a tutti, anzi è già capitato a tanti… Tutti possiamo finire nel tritacarne giudiziario semplicemente perché qualcuno, per qualsiasi motivo, ha deciso di farci del male. E questo può accadere per qualsiasi ragione. A me è accaduto e accade, ne sono certo, per un pregiudizio politico e per un’invincibile invidia che sfocia spesso nell’odio nei confronti miei e di quelle classi sociali che noi rappresentiamo con la nostra politica, nei confronti di chi con il rischio, con il lavoro con il rischio imprenditoriale è riuscito a costruire una piattaforma di benessere per se e per i propri figli.

    E loro, i magistrati, neanche pagano per i loro errori…Noi chiediamo che i magistrati debbano rispondere come tutti i professionisti dei loro errori, se commessi con malafede o con grave negligenza. Nel 1987, proprio dopo la commovente battaglia di Enzo Tortora, l’80% per cento degli italiani disse sì alla responsabilità civile dei magistrati, ma, subito dopo, quella decisione fu dimenticata. Noi vogliamo ripercorrere la via decisa dal popolo sovrano. I magistrati per bene, che sono la grande maggioranza, non hanno nulla da temere. Devono preoccuparsi solo i magistrati faziosi che usano la giustizia per convenienze personali o a fini di lotta politica.


    Per tutti questi motivi noi ci batteremo in Parlamento per una grande riforma della giustizia, che non può più aspettare. Sono tutte riforme che già esistono in tutte le democrazie, incluse quelle governate dalla sinistra e cioè:
-    una vera parità tra accusa e difesa; gli avvocati dell’accusa devono avere con i giudici lo stesso rapporto che con i giudici hanno gli avvocati della difesa;
-    una vera separazione delle carriere tra i magistrati che conducono le inchieste e i magistrati che giudicano: sono due compiti diversi, e devono esserci concorsi diversi, attitudini diverse, sedi di lavoro diverse. Forse ce ne dovrebbe essere un’altra. Quella tra i magistrati e i giornalisti che scrivono delle loro inchieste;
-    una vera responsabilità civile dei magistrati, che, ripeto, devono rispondere dei loro errori se commessi con dolo o con colpa grave;
-    una grande riforma delle intercettazioni, perché gli italiani devono tornare liberi di usare il telefono senza essere spiati, intercettati, schedati e ricattati….non è davvero un paese civile quello in cui può accadere tutto questo;
-    un vero ripristino del segreto istruttorio. Non è accettabile che ogni giorno esca di tutto e di più dagli uffici giudiziari. A questo punto deve pagare il Capo dell’Ufficio. E invece pensate che io, proprio io, l’uomo più intercettato d’Italia, sono l’unico messo in mezzo per una intercettazione…. Ma vi sembra una cosa normale o siamo tutti matti?
-    una riforma della carcerazione preventiva. Come può essere tollerato il fatto che un cittadino venga troppo facilmente sbattuto in galera prima del processo, da innocente? Ma lo sapete che più del 40% degli attuali detenuti sono persone in attesa di giudizio? E che, a processo finito, la metà di loro risulterà innocente per il reato di cui sono accusati? E chi mai potrà risarcirli, per le loro vite distrutte, per le loro famiglie devastate, per la vergogna dei loro figli, per il dolore delle persone a loro care? Ci rendiamo conto?
-    E poi un grande impegno, dei grandi interventi per rendere finalmente civili le nostre carceri. Un conto è scontare la giusta pena, altro conto è essere buttati in un inferno senza pietà e senza dignità. Se hai commesso un reato lo Stato ti può togliere la libertà, ma non ti può togliere la dignità o addirittura la salute come purtroppo succede oggi.
    Noi ci siamo e ci saremo anche per questo, con il coraggio di sempre e con la schiena dritta di chi non si fa intimidire. A proposito di intimidazioni lasciatemi dire un’ultima cosa.


   Qualche magistrato politicizzato è accecato dall’odio nei miei confronti, questo si sa…Dico a loro: potete farmi di tutto, ma c’è una cosa che non potrete impedirmi, mai… mai… mai:
-    non potrete impedirmi di essere alla testa del Popolo della Libertà, finché molti milioni di italiani lo vorranno. Non potrete impedirmi di essere il leader del Popolo della Libertà finché milioni di italiani lo vorranno.

lunedì 21 gennaio 2013

IL PROGRAMMA POLITICO DEL P d L


IL POPOLO DELLA LIBERTA' E SILVIO BERLUSCONI

                                      SI IMPEGNANO 
A PROMUOVERE E A REALIZZARE
ENTRO LA XVII LEGISLATURA I SEGUENTI PUNTI PROGRAMMATICI
• PER LA FAMIGLIA E PER IL FUTURO DEI GIOVANI
• PER LO SVILUPPO DELLE IMPRESE E DEL LAVORO
• PER LA RIDUZIONE DEI COSTI DELLO STATO E DELLA POLITICA
• PER COSTRUIRE ISTITUZIONI PIU’ MODERNE
• PER UNA GIUSTIZIA DEGNA DI UN PAESE CIVILE 2

1. Istituzioni adeguate e moderne favoriscono lo sviluppo
del paese 

• Elezione diretta e popolare del Presidente della Repubblica
• Rafforzamento dei poteri del Governo
• Riforma del bicameralismo, Senato federale, dimezzamento del numero dei
parlamentari e delle altre rappresentanze elettive
• Revisione dei regolamenti parlamentari e snellimento delle procedure legislative, con
tempi certi per l’approvazione delle Leggi
• Riordino e ulteriore semplificazione della legislazione vigente
• Abolizione delle Province tramite modifica costituzionale
• Con la piena entrata in vigore della riforma costituzionale sul pareggio di bilancio e
della relativa Legge rafforzata, superamento del Patto di Stabilità interno per gli enti
locali

2. Dimezzamento dei costi della politica 

• Abolire il finanziamento pubblico dei partiti (nessun fondo pubblico ai partiti)
• Dimezzare tutti i costi della politica 3

3. Più Europa dei Popoli, meno euro-burocrazia 

• Superamento di una politica europea di sola austerità
• Accelerazione delle quattro unioni: politica, economica, bancaria, fiscale
• Attribuzione alla Bce del ruolo di prestatore di ultima istanza, sul modello della Federal
Reserve americana
• Euro-bond e project-bond per una rete europea di sicurezza e di sviluppo
• Esclusione delle spese di investimento dai limiti del patto di stabilità europeo
• Elezione popolare diretta del Presidente della Commissione europea, e  ampliamento
della potestà legislativa del Parlamento europeo
• Costituzione di una agenzia di rating europea
• Centralità dell’Italia nella politica Europea, nella Alleanza atlantica, nel dialogo euromediterraneo, nel rapporto con l’Est
• L’Italia in Europa e nel mondo a difesa della libertà, della democrazia, dei diritti umani,
e delle libertà religiose 4

4. Per un’Italia federale e unita: Nord, Centro e Sud 

protagonisti 

• Piena attuazione della riforma federale come da Legge 42 del 2009
• I costi per i beni e i servizi, ivi compreso il costo per il personale, in tutte le regioni e gli
enti pubblici, devono essere quelli relativi al valore più basso (costi standard)
• Abolizione degli enti inutili
• Entro la fine della legislatura:
a) istituzione di macroregioni attraverso le intese di cui all’art. 117 penultimo comma
della Costituzione
b) Attribuzione e utilizzo in ambito regionale, prevedendo la riduzione della pressione
fiscale, di risorse in misura non inferiore  al 75% del gettito tributario complessivo
degli Enti di cui all’art. 114 della Costituzione prodotto nel singolo territorio regionale
e che le risorse prodotte dal restante 25% del gettito tributario complessivo siano
utilizzate dallo Stato per sostenere le spese dell’Amministrazione relative a funzioni
non territorializzabili (p. es.: politica estera e interessi debito pubblico) e quelle
relative alla perequazione nazionale
• Rilancio del Piano Nazionale per il Sud voluto e implementato dal Governo Berlusconi
• Riordinare le priorità: turismo; infrastrutture e ambiente; università e istruzione;
innovazione, ricerca e competitività
• Utilizzare tutti i fondi comunitari disponibili attraverso il Piano di Azione e Coesione
evitando sprechi e mancati impegni delle risorse, applicando gli stessi meccanismi
sanzionatori, per le amministrazioni inadempienti, già  previsti nell’ambito del
federalismo fiscale 5

5. Famiglia 

a) La persona e la famiglia sono al centro del nostro programma. La difesa e il sostegno
alla famiglia, comunità naturale fondata sul matrimonio tra uomo e donna, la
promozione della dignità della persona e la tutela della  vita, della libertà economica,
educativa e religiosa, della proprietà privata, della dignità del lavoro, la solidarietà e la
sussidiarietà saranno i punti di riferimento della nostra azione legislativa
• Un fisco favorevole alla famiglia: a parità di reddito paghino meno tasse le famiglie più
numerose (quoziente familiare)
• Bonus bebè
• Piano di sviluppo degli asili nido
• Buono (o credito di imposta) per scuola, università per  favorire libertà di scelta
educativa delle famiglie
• Rendere totalmente detraibili dall’imponibile fiscale le spese per l’educazione e
l’istruzione dei figli
• Sostegni straordinari alle famiglie per  l’assistenza ai disabili e agli anziani non
autosufficienti 6

6. Riforma fiscale  

a) Abbassare le tasse è fondamentale per lo sviluppo del paese:
• Eliminazione dell’IMU sulla prima casa
• No alla patrimoniale
• No all’aumento Iva
• Tendenziale azzeramento (in 5 anni) dell’Irap, a partire dal lavoro, con priorità alle
piccole imprese e agli artigiani
• Diminuzione della pressione fiscale di 1 punto all’anno (5 punti in 5 anni)
• Detassazione degli utili reinvestiti in azienda
• Innalzamento limite uso del contante, con riferimento ai livelli medi europei
• Fiscalità di vantaggio come politica di sviluppo economico territoriale
b) Fisco amico e non nemico del contribuente:
• Assistenza preventiva degli uffici finanziari
• “Contrasto di interesse” i contribuenti possono scaricare dall’imponibile fatture e
ricevute
• Concordato fiscale preventivo
• Revisione e riduzione dei poteri di Equitalia
• Revisione radicale del redditometro
• Costituzionalizzazione dei diritti del contribuente
• Compensazione tra crediti verso la PA e debiti fiscali, per le famiglie e per le imprese
• Generale semplificazione  degli adempimenti fiscali delle PMI, degli artigiani e dei
lavoratori autonomi senza struttura o con struttura di piccole dimensioni 7

7. Le banche hanno avuto tantissimo, ora diano 

• Irrevocabilità di mutui e finanziamenti già erogati
• Moratoria su rate di mutuo non pagate negli ultimi 18 mesi, con adeguamento del piano
di ammortamento alle capacità economiche del debitore
• Favorire nuovo accesso al credito per famiglie, giovani e imprese
• I finanziamenti della Banca Centrale Europea alle banche italiane devono essere
destinati prioritariamente al credito per famiglie, giovani e imprese
• Separazione e/o specializzazione tra banche di credito e banche di investimento, anche
attraverso opportuni incentivi e disincentivi fiscali
• Rivedere Basilea III: parametri troppo rigidi alimentano la stretta creditizia
• Favorire le nuove forme di finanziamento e sostegno alle imprese:  private equity,
venture capital
• Valorizzare i Confidi con relativa patrimonializzazione dei fondi di garanzia
• Eventuali salvataggi bancari devono essere solo a tutela dei risparmiatori e non degli
azionisti di controllo
• Valorizzazione del sistema bancario a vocazione territoriale 8

8. Dalla parte delle imprese, dalla parte del lavoro, dalla parte
delle professioni 

• Riconoscimento alle imprese, per le  nuove assunzioni di giovani a tempo
indeterminato, di una detrazione (sotto forma di credito d’imposta) dei contributi relativi
al lavoratore assunto, per i primi 5 anni
• Centralità delle PMI nel modello di sviluppo italiano
• Sostituzione dell’attuale sistema dei sussidi alle imprese  con contestuale ed
equivalente riduzione delle tasse sul lavoro e sulla produzione
• Passaggio dalle autorizzazioni ex ante ai controlli ex post
• Pagamenti più rapidi della  pubblica amministrazione, in applicazione della direttiva
europea sui ritardi di pagamento
• Utilizzo della Cassa Depositi e Prestiti,  con particolare attenzione alle vocazioni
territoriali degli azionisti, per finanziare  l’innovazione e garantire i crediti alle
esportazioni
• Sviluppo dei distretti e delle reti d’impresa
• Tutela e valorizzazione delle imprese commerciali di piccola dimensione, al fine della
salvaguardia e della coesione sociale delle comunità locali
• Apertura al mercato dei settori chiusi, in particolare dove persistono monopoli o
oligopoli statali, a partire da scuola, università, poste, energia e servizi pubblici locali
• Sviluppo di meccanismi concorrenziali e di vigilanza per contrastare accordi di cartello
nel settore assicurativo
• Favorire le imprese di giovani imprenditori: per 3 anni, vantaggi fiscali per le imprese di
under 35
• Valorizzare le libere professioni, riconoscendone le funzioni sussidiarie di pubblico
interesse
• Ritorno alla Legge Biagi per uno “Statuto dei Lavori”
• Risoluzione della questione esodati 9
• Sviluppo della contrattazione aziendale e territoriale (ex art. 138 D.L. 138/2011)
• Detassazione del salario di produttività
• Sostegno all’occupazione giovanile attraverso la totale detassazione dell’apprendistato
fino a 4 anni
• Buoni dote per la formazione
• Maggiore trasparenza per i sindacati su iscrizioni e bilanci
• Tetto alle pensioni d’oro
• Incoraggiamento a indirizzare quote di risparmio su pensioni integrative
• Sviluppo del telelavoro
• Partecipazione agli utili da parte dei lavoratori
• Revisione dei premi Inail, con particolare riferimento alle PMI e agli artigiani, in funzione
del rischio reale, sulla base di un criterio bonus-malus

9. Infrastrutture 

• Uso della leva fiscale (sotto forma di  credito d’imposta) per lo sviluppo delle
infrastrutture e project financing
• Piano generale per la mobilità urbana sostenibile
• Potenziamento della logistica e del trasporto merci
• Nuova legge obiettivo “Infrastrutture per l’Italia”:  azioni mirate per snellire le procedure
e approvare più velocemente le infrastrutture necessarie per il paese
• Progetto “Adotta una infrastruttura”: chi finanzia un progetto infrastrutturale, di un
elenco stabilito dallo Stato, può detrarre dalle imposte il 90% del contributo e
partecipare alle attività di controllo della realizzazione dello stesso
• Realizzazione, nei tempi europei, delle linee ferroviarie ad alta velocità, a partire dalla
Torino-Lione e potenziamento della rete ferroviaria nazionale
• Completamento del processo di regionalizzazione dell’ANAS
• Rilancio dell’iniziativa di liberalizzazione e privatizzazione delle reti infrastrutturali e dei
pubblici servizi, come da D.L. 138 del 13 agosto 2011 10

10. Turismo: il nostro petrolio 

• Abbassamento dell’IVA nel settore turistico, coerentemente con la normativa
comunitaria
• Valorizzazione e stabilizzazione delle concessioni balneari al fine di garantire il rilancio
degli investimenti
• Politica più incentivante dei visti turistici
• Sviluppo del turismo sociale, favorendo la destagionalizzazione
• Strategia strutturata Stato-regioni per la promozione turistica all’estero
11. Agricoltura
• Eliminazione dell’IMU sui terreni e i fabbricati funzionali ad attività agricole
• Rilancio della imprenditoria giovanile in campo agricolo attraverso la riduzione fiscale
per i giovani che aprono imprese agricole e attribuzione di appezzamenti del demanio
agricolo per creare nuove imprese
• Maggior tutela degli interessi italiani nel  negoziato per la Politica Agricola Comune
(PAC)
• Tutela delle produzioni italiane tipiche dalla contraffazione
12. Pubblica Amministrazione
• Favorire le progressioni di carriera per merito rispetto a quelle per anzianità
• Semplificare le procedure delle gare d’appalto e dissuadere i ricorsi immotivati
• Incentivare la produttività  nella Pubblica Amministrazione  e  definire sanzioni per il
mancato rispetto dei tempi di risposta a famiglie e imprese
• Appalti a km zero, a parità di costo, soprattutto per le PMI
• Piena applicazione delle norme attinenti la mobilità obbligatoria nel pubblico impiego
• Previsione, anche per la PA, solo di mandati dirigenziali a tempo determinato
rinnovabili 11
13. Energia
• Piano energetico nazionale: deve tenere conto dello sviluppo delle fonti  rinnovabili,
dello stato della rete, degli impianti previsti
• Diminuzione delle tasse (accise) che incidono sul costo dell’energia
• Nuove azioni per favorire la concorrenza nel settore energetico e contrastare gli
oligopoli
• Sviluppo del sistema di incentivi per le energie rinnovabili evitando di creare rendite di
posizione dannose
• Più incentivi per gli investimenti in nuove tecnologie finalizzate alla riduzione dei
consumi energetici
• Incrementare gli investimenti per la realizzazione della  smart grid, finalizzati ad
aumentare l’efficienza delle reti di trasmissione di energia elettrica

14. Ambiente, green economy e qualità della vita 

• Nuovo piano per il riassetto idrogeologico del Paese
• Messa in sicurezza del patrimonio immobiliare, da realizzare attraverso benefici fiscali e
finanziamenti agevolati
• Rifiuti: realizzare cicli integrati regionali di smaltimento, con l’obiettivo
dell’autosufficienza; incentivare la raccolta differenziata e la riduzione della produzione
dei rifiuti
• Valorizzare il sistema dei parchi e delle aree protette, attraverso l’uso della leva fiscale,
per favorire nuove imprese e occupazione
• Green economy: puntare su quattro settori strategici: eco-innovazione, fonti rinnovabili,
riciclo dei rifiuti e mobilità sostenibile
• Tutela degli animali da compagnia e affezione e cancellazione delle spese relative agli
stessi dal redditometro
• Misure contro gli abbandoni degli animali come strumento di lotta al randagismo
• Smart Cities: dare impulso allo sviluppo delle città “intelligenti”, coinvolgendo capitali
privati e utilizzando stimoli fiscali
• Nuovo rapporto sinergico ambiente-turismo 12

15. Scuola, università e ricerca 

• Raddoppio detassazione utili reinvestiti in ricerca
• Credito di imposta automatico sugli investimenti relativi a innovazione di prodotti,
processi, organizzazione
• Piena implementazione del Fondo per la concessione di un credito  di imposta per la
ricerca e lo sviluppo istituito con l’ultima Legge di Stabilità, con particolare riferimento
alle PMI
• Prestito d’onore - credito allo studio
• Esenzione fiscale totale sulle borse di studio sia per il beneficiario che per chi le
finanzia
• Autonomia delle scuole nella  scelta degli insegnanti, negli organici e nella gestione
efficiente dell’offerta scolastica e formativa
• Valutazione di scuole, docenti e università al fine di favorire la meritocrazia
• Avvio e sviluppo dell’agenda digitale nella scuola
• Favorire rapporto scuola-impresa anche sostenendo i percorsi di formazione
professionale, sul modello delle scuole tecniche tedesche
• Razionalizzare la distribuzione territoriale degli istituti e degli insegnamenti universitari
• Agganciare la distribuzione  del fondo di finanziamento ordinario per le università a
parametri strutturati di qualità
• Inizio del percorso educativo a 5 anni
• Sviluppo e valorizzazione dell’inglese come lingua di insegnamento nei corsi di laurea 13

16. Welfare 

• Modello di welfare basato sulla tradizione sussidiaria italiana e incentrato sul valore
della persona, della famiglia, del lavoro e del rapporto con il territorio
• Buono-dote o credito di imposta per la libera scelta nei servizi del welfare
• Stabilizzazione e raddoppio del 5 per mille
• Misure per favorire la conciliazione dei tempi di vita e lavoro delle famiglie
• Revisione e potenziamento degli strumenti previsti dalla Legge 328 del 2000, tramite
incremento dei fondi ad essi destinati
• Revisione Legge 180 del 1978 (emergenza salute mentale)
• Ripristino delle opportunità di accesso ai  servizi pubblici a domanda individuale per i
cittadini italiani

17. Casa e edilizia 

• Favorire l’acquisto e il riscatto da parte degli inquilini delle case degli enti pubblici
• Nuovo piano casa:
a) realizzare alloggi di edilizia convenzionata, popolare, libera, in affitto agevolato
attraverso incentivi fiscali, premi volumetrici, semplificazione delle procedure per il
recupero di aree già edificate o dismesse
b) incentivare e agevolare il recupero del  patrimonio immobiliare italiano per
l’adeguamento a criteri di risparmio e di efficienza energetica e messa in sicurezza
antisismica
• Ripristino delle condizioni di parità per i cittadini italiani nelle assegnazioni degli alloggi
di edilizia residenziale pubblica
• Sospensione per due anni dell’imposta di registro sulla vendita tra privati di immobili
utilizzati come prima casa e dimezzamento per gli altri immobili 14

18. Agenda digitale 2013-2017  

• Piena applicazione, a ogni livello della PA, del Codice dell'Amministrazione Digitale
• Scuola: compimento progetto “Scuola 2.0”
• Rivedere i criteri per la definizione di start up  innovative e creazione di zone franche
urbane nei capoluoghi di provincia dotati di adeguate infrastrutture
• Libero accesso alle reti
• Realizzare il portale “Italia intelligente: il modello italiano”, dove raccogliere le migliori
esperienze italiane e straniere
• Portare a compimento la strategia di  Open government e  Open data avviata dal
governo Berlusconi nell'ottobre 2011
• Portare a compimento la realizzazione del principio generale di trasparenza assoluta
della Pubblica Amministrazione, con il coinvolgimento attivo dei cittadini
• Promuovere l'utilizzo del cloud computing nella pubblica amministrazione, per ridurre i
costi dell’ICT e avere capacità di erogare servizi online a tutti
• Diffondere capillarmente la banda larga e larghissima
• Fatturazione elettronica  15

19. Giustizia 

• Separazione delle carriere tra magistrati inquirenti e giudicanti
• Vera responsabilità civile dei magistrati
• Carriera dei magistrati basata più sul merito che sulla anzianità.
• Norme più liberali e garantiste su intercettazioni
• Divieto di pubblicazione delle intercettazioni
• Inappellabilità delle sentenze di assoluzione
• Revisione e limitazione degli incarichi extragiudiziari dei magistrati
• Limitazione della carcerazione  preventiva, maggior dignità  per i cittadini detenuti e
incentivazione del lavoro nelle carceri
• Piena e totale implementazione dell’informatizzazione della giustizia e processo
telematico
• Riduzione dei tempi della giustizia civile, penale e tributaria
• Attuazione del giusto processo, con pari dignità tra accusa e difesa
• Potenziamento della legislazione sui reati contro il patrimonio (furti in appartamenti e
ville, rapine)
• Istituzione di una sezione distaccata del Consiglio di Stato al Nord 16

20. Sicurezza 

• Prosecuzione dell’opera del Governo Berlusconi nel contrasto totale alla criminalità
organizzata e piena e totale implementazione dell’Agenzia per i beni confiscati
• Incremento della lotta per la  legalità, per il contrasto ai fenomeni della immigrazione
clandestina, della criminalità predatoria
• Potenziamento delle forze dell’ordine, assicurando il massimo sostegno sia economico
che logistico e attuando la specificità per gli operatori della sicurezza
• Realizzazione di un efficace presidio del territorio, attraverso il coinvolgimento di regioni
ed enti locali nei “Patti territoriali per la sicurezza”
• Valorizzazione della risorsa tecnologica sia  per le forze dell’ordine sia incentivando i
privati e gli enti locali
• Rafforzamento degli accordi bilaterali fra stati  per l’attuazione di politiche di rimpatrio
effettivo degli immigrati clandestini e definizione degli accordi bilaterali per scontare la
pena detentiva nei paesi d’origine
• Nuova legislazione per combattere il degrado nelle aree metropolitane e incentivazione
della cooperazione tra tutte le forze di polizia presenti con programmi di prevenzione
situazionale
• Maggiore impegno dello Stato  sul fronte del reintegro sociale di chi è sinceramente
intenzionato a cambiare condotta e a scegliere in maniera definitiva la via della legalità 17

21. Cultura, sport e spettacolo 

• Non può esserci un taglio indiscriminato delle risorse pubbliche, ancora essenziali nel
settore, ma neppure una irragionevole chiusura all’apporto dei privati
• Finalizzare gli introiti prodotti dai beni culturali agli investimenti sulla cultura
• Valorizzare “l’esistente invisibile”: i musei italiani svuotino le cantine
• Avviare la sperimentazione dell’affidamento in concessione ai privati dei musei più in
difficoltà
• Riforma organica della fiscalità delle associazioni sportive dilettantistiche per la
promozione dello sport di base
• Agevolazioni fiscali per investimenti di privati nella costruzione di impianti sportivi di
riconosciuto interesse generale
• Separazione tra cultura e spettacolo nell’assegnazione di risorse pubbliche

22. Grande attacco al debito pubblico. Far dimagrire lo Stato, i 

cittadini danno già troppo: per la sostenibilità delle proposte
programmatiche sopra esposte  

• In 5 anni, rapporto debito-Pil sotto quota 100%
• Attacco complessivo al debito pubblico da 400 miliardi, basato su: vendita di immobili
pubblici; messa sul mercato anche di partecipazioni azionarie pubbliche sia statali che
locali;  valorizzazione delle concessioni demaniali; convenzioni fiscali con la Svizzera
per le attività finanziarie detenute in quel Paese
• Tendenziale dimezzamento degli oneri del servizio del debito in 5 anni
• Costituzione di un grande fondo obbligazionario a cui lo Stato conferisca parte del suo
patrimonio pubblico
• A tutela degli interessi nazionali, rigoroso criterio di reciprocità con gli altri Paesi, per
evitare attacchi a danno delle aziende strategiche; privatizzare sì, svendere no 18

23. Piano di attacco alla spesa pubblica eccessiva e
improduttiva 

• Intervento di forte riduzione della spesa pubblica, per un risparmio di almeno 16 miliardi
all’anno
• Riduzione di una quota pari al 3% delle attuali Tax expenditures
• Ogni legge di spesa deve avere una scadenza (Sunset legislation)
Questo programma è il nostro impegno nella legislatura 2013-2018 per promuovere lo
sviluppo, la crescita e la modernizzazione del Paese.
Roma, 12 gennaio 2013

martedì 15 gennaio 2013

PdL: Le regole per la formazione delle liste elettorali Il comunicato ufficiale



Ufficio di Presidenza: Le regole per la formazione delle liste elettorali

Il comunicato ufficiale del PdL

Logo PDL
L’Ufficio di Presidenza del Popolo della Libertà, riunito a Roma il 7 gennaio 2013 e presieduto dal segretario politico Angelino Alfano, ha approvato e ha fatto proprie le indicazioni del Presidente Silvio Berlusconi per la costituzione delle liste elettorali in vista delle elezioni politiche e regionali di febbraio, in particolare per quanto riguarda il rigore nell’individuazione dei candidati sotto il profilo della moralità pubblica, la promozione della parità di genere e la massima apertura a esponenti del mondo del lavoro, dell’impresa, delle professioni, della cultura e del volontariato, nonché agli amministratori locali e alle altre espressioni del territorio.

In questo spirito l’Ufficio di Presidenza ha approvato i seguenti criteri per la candidabilità dei parlamentari uscenti. Potranno essere ricandidati soltanto coloro che:

a) Abbiano totalizzato non più di tre legislature, anche non consecutive, e comunque non più di 15 anni di presenza in assemblee parlamentari (Camera, Senato e Parlamento Europeo).

b) Abbiano un’età inferiore a 65 anni.

c) Siano in regola con la contribuzione mensile al partito per l’intera durata della legislatura.

A tali criteri si può derogare in via eccezionale, soltanto su deliberazione di un Comitato nominato dal Presidente Berlusconi. In ogni caso non potranno essere candidati coloro che si siano comportati in modo scorretto nei confronti del Popolo della Libertà e del mandato degli elettori, organizzando, favorendo o tentando fratture nei gruppi parlamentari, che abbiano operato per mettere in difficoltà il governo Berlusconi, che abbiano espresso sistematicamente voti in dissenso, o che abbiano assunto in modo sistematico posizioni in conflitto con la linea politica del Popolo della Libertà sui mezzi di comunicazione (fatti salvi i temi sensibili affidati alla libertà di coscienza). Inoltre, sempre in coerenza con gli orientamenti più volte espressi dal Presidente Berlusconi, saranno applicate in modo strettamente rigoroso le norme contenute nel provvedimento sull’incandidabilità recentemente approvato e i criteri che lo hanno ispirato.

L’ufficio di presidenza ha sottolineato inoltre l’opportunità di non prevedere la candidatura alle elezioni politiche:

- degli eurodeputati e degli esponenti del PDL che si candideranno alle prossime elezioni regionali.

Ferma rimane, naturalmente, la competenza degli organi statutari a decidere sulla effettiva candidatura di coloro che rientrino nei criteri indicati.

Il segretario politico del Popolo della Libertà, Angelino Alfano, ha ringraziato il Presidente Renato Schifani per avere presieduto l’istituzione del Senato della repubblica con equilibrio, terzietà e alto senso dello Stato. Ha ringraziato altresì i capigruppo Fabrizio Cicchitto e Maurizio Gasparri per il prezioso e proficuo lavoro svolto a sostegno del governo Berlusconi e delle battaglie parlamentari del partito. Contributi ed esperienze dei quali senz’altro il PDL beneficerà nella prossima legislatura.

L’ufficio di presidenza ha espresso al Presidente Berlusconi profonda gratitudine per il suo impegno in questa campagna elettorale e per la pazienza, il senso di responsabilità e la visione manifestati nella delicata fase di definizione dell’accordo con la Lega Nord.   

domenica 13 gennaio 2013

Il Cav: "Siglata l'intesa tra Pdl e Lega". E Maroni: "Noi per Tremonti premier"


RASSEGNA STAMPA

da IL GIORNALE



Il Cav: "Siglata l'intesa tra Pdl e Lega". E Maroni: "Noi per Tremonti premier"

Al termine del vertice di ieri siglato l'accordo tra il Pdl e il Carroccio: i due partiti in campo contro i danni fatti dai tecnici. Berlusconi chiude a Monti: "Mi ha deluso". E Maroni annuncia: "Dopo le elezioni daremo il via alla macroregione del Nord". Il Cavaliere: "Nessuno dei vecchi candidati verrà messo in lista in Lombardia e Lazio". La Lega vuole l'ex ministro a Palazzo Chigi, Berlusconi: "Come ministro solo io meglio di lui, ma a Palazzo Chigi meglio Alfano". E Tremonti replica: "Io lo manderei alle Attività produttive"


L'accordo tra il Pdl e la Lega Nord è stato siglato. Dopo un vertice fioume che si è concluso a notte fonda, Silvio Berlusconi e Roberto Maroni hanno trovato l'intesa in vista delle prossime elezioni. Il segretario del Carroccio sarà il candidato unico alla Regione Lombardia, mentre alle politiche i due partiti correranno federati con un candidato premier che verrà deciso solo in caso di vittoria.
"È un accordo che mi soddisfa molto - ha commentato Maroni - perché con quest’accordo posso ragionevolmente affermare che in Lombardia si vince".Resta il nodo del candidato premier, che sarà scelto comunque dopo il voto. "Berlusconi è capo della coalizione e non viene indicato alcun candidato premier ma si dice esplicitamente che non sarà Berlusconi", spiega Maroni, "Berlusconi ha indicato Angelino Alfano come candidato premier. È persona che stimo ma mi permetto di indicare da parte mia la candidatura di Giulio Tremonti". Candidatura che non piace certo al Cavaliere, che commenta: "È una persona particolare, molto intelligente, ma difficile.