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giovedì 16 novembre 2017

MELONI SU NAVI ONG

Navi Ong principale causa morti in mare, magistratura faccia chiarezza su strage e persegua responsabili

Una delle solite Ong causa una strage di immigrati al largo delle coste libiche. Questa volta ci sono i video a dimostrarlo, ma purtroppo è una costante: le navi delle Ong attirano i barconi dei disperati e diventano la principale causa delle morti in mare degli immigrati.
Chiediamo alla magistratura di fare chiarezza su questo gravissimo episodio e di perseguire i responsabili. L’unica strada per impedire le tragedie in mare è bloccare la partenza dei gommoni. Chi non lo fa è complice.

venerdì 20 ottobre 2017

Calderoli. Immigrati. Due milioni di italiani emigrati dal 2006 e sostituiti da immigrati. Oltre all'invasione stiamo subendo una sostituzione etnica

17 ottobre 2017 - Stiamo sostituendo i nostri giovani con gli immigrati.
Lo dimostra l'incrocio dei dati ISTAT sulle circa 200mila nuove cittadinanze italiane date, con numeri sempre in aumento, nell'ultimo triennio, quasi sempre a giovani, e i dati sui nostri ragazzi che emigrano all'estero.
Secondo il rapporto Migrantes del 2017 lo scorso anno, nel 2016, dall'Italia sono espatriate 124.076 persone, in aumento del 15,4% rispetto al 2015, e di questi emigrati oltre il 39% di chi ha lasciato l'Italia nell'ultimo anno ha meno di 34 anni con un boom di nostri giovani emigrati del +23,3%.
Non solo. Dal 2006, l'emigrazione di italiani è aumentata del 60,1% e oggi sono 4 milioni e 973mila gli italiani che vivono all'estero secondo i dati delle iscrizioni all'Anagrafe degli italiani residenti all'estero, rispetto ai quasi 3 milioni del 2006.
Bastano questi dati, sommati ai 600mila immigrati africani arrivati nell'ultimo triennio, per rendersi conto che in Italia sta avvenendo un'invasione silenziosa?
E all'invasione silenziosa segue anche la sostituzione etnica, con i nuovi italiani che il Pd e la sinistra vorrebbero avere da subito regalando loro la cittadina a con lo ius soli.
Così il quadro sarebbe completo.
Ma cosa aspettiamo a svegliarci?
Lo afferma il sen. Roberto Calderoli, vicepresidente del Senato e responsabile organizzazione della Lega Nord

venerdì 29 settembre 2017

Meloni : Ai migranti casa e lavoro

Migranti, Meloni: La priorità della sinistra è dare casa e lavoro ai profughi, se sei italiano puoi anche crepare e dormire sotto i ponti

Casa e lavoro concessi dallo Stato italiano a 75mila profughi (o sedicenti tali). Se sei italiano, invece, puoi anche crepare e dormire sotto i ponti.
Ecco le priorità della sinistra al Governo. Le nostre sono diverse: prima si garantisce casa e lavoro agli italiani e solo dopo si pensa al resto del mondo.

Ius soli: si deciderà con lancio monetina

28 SETTEMBRE 2017

Ius soli: si deciderà con lancio monetina

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Il Pd decide di giorno in giorno con il lancio della monetina quale posizione prendere sullo ius soli. Se uscirà testa diranno che lo ius soli va approvato entro la fine della legislatura, se esce croce ci metterà una croce sopra. Mentre il Pd inganna a fini elettorali le centinaia di migliaia di stranieri che negli ultimi anni hanno ottenuto la cittadinanza (e quelli che la vorrebbero ottenere), il Governo ci appare sordo di fronte al livello di tensione tra italiani e stranieri che si sta registrando in tutto il Paese.
Non si può continuare ad ignorare fatti gravissimi come quelli della notte scorsa alle porte di Roma, né ignorare ciò che le statistiche sulla sicurezza ci stanno urlando da tempo: in Italia il 33% dei carcerati sono stranieri (a fronte dell’8% della popolazione), il 40% delle rapine in abitazione e il 55% dei borseggi sono commesse da stranieri. Se il Governo ha davvero a cuore il tema dell’integrazione lo dimostri passando dal buonismo al realismo.

LEGA : tutela per rifugiati veri




Migranti: Fedriga, tutela per rifugiati veri ma no privilegi

27 settembre 2017 - “Un conto è tutelare chi scappa da una guerra un altro è garantire privilegi rispetto ai cittadini italiani. Se infatti riteniamo corretto offrire loro un alloggio dignitoso e temporaneo per il periodo nel quale persiste la situazione bellica nel paese d’origine, dall’altro ci sembra vergognoso ed oltremodo eccessivo riservare loro un percorso privilegiato per la casa e il lavoro, mai previsto per i nostri cittadini. Non si usino due pesi e due misure: casa e lavoro rimangono due priorità per il nostro Paese e per gli italiani. E’ inoltre necessario non inserire in questo percorso coloro i quali, e sono la stragrande maggioranza, non scappano da guerre e, quindi, non hanno alcun diritto di rimanere nel nostro Paese”.

Così il capogruppo della Lega alla Camera Massimiliano Fedriga in merito al piano del Viminale sui profughi.

venerdì 1 settembre 2017

Calderoli. Immigrati non hanno bisogno di integrarsi perché ci stanno colonizzando...

Calderoli. Immigrati non hanno bisogno di integrarsi perché ci stanno colonizzando...

31 agosto 2017 - Ma che Stato è il nostro? Il Governo blatera di reddito di inclusione e prevede la miseria di 190 euro per i nostri poveri, ma solo se sono poveri in povertà assoluta, per cui non tutti, e forse 650 per i nostri giovani futuri pensionati, ma forse, eppure ne spendiamo 1.350 al mese per mantenere ognuno degli immigrati richiedenti asilo.
In questi giorni sia il ministro Minniti che il capo della Polizia hanno parlano di rischio della tenuta del sistema democratico per l'andata di flussi migratori e le problematiche nella gestione, come confermano anche le notizie di cronaca nera, un vero bollettino di guerra quotidiano.
Ma è uno Stato normale questo? Io dico di no, anche perché questi immigrati non li stiamo integrando e non vogliono integrarsi, perché sono loro che ci stanno colonizzando.

Lo afferma il sen. Roberto Calderoli.

mercoledì 30 agosto 2017

Gentiloni a Parigi

28 Agosto 2017
Il Presidente del Consiglio Paolo Gentiloni ha partecipato a Parigi, presso il Palazzo dell'Eliseo, al vertice quadrilaterale Francia, Germania, Italia, Spagna. 
I Leader hanno tenuto un punto stampa congiunto.



Parigi, 28 agosto 2017

 DICHIARAZIONE CONGIUNTA AFFRONTARE LA SFIDA DELLA MIGRAZIONE E DELL’ASILO POLITICO

La migrazione e l’asilo politico costituiscono una sfida essenziale per gli Stati europei e africani. Queste questioni richiedono un piano d’azione globale lungo le rotte migratorie con delle risposte coerenti e concertate, degli sforzi a lungo termine e una responsabilità condivisa per rimediare alle cause profonde della migrazione irregolare e alle violazioni ai diritti dell’uomo alle quali i migranti vengono confrontati, il tutto fornendo la nostra protezione a coloro che la necessitano e senza compromettere il nostro sostegno alla contribuzione della migrazione regolare ben organizzata allo sviluppo sostenibile e alla crescita solidale. La migrazione irregolare organizzata dai trafficanti richiede una reazione ferma e determinata al fine di preservare la sicurezza e la stabilità nei paesi d’origine, di transito e di destinazione, così come la vita, la salute e il benessere dei migranti stessi. L’asilo politico rappresenta un valore fondamentale per i paesi africani ed europei impegnati a rispettare la Convenzione di Ginevra. Determinati a contenere la migrazione irregolare e a migliorare l’applicazione delle regole in materia di asilo, i capi di Stato e di governo di Francia, Germania, Italia e Spagna e l’Alta Rappresentante/Vice Presidente dell’Ue per gli affari esteri e la politica di sicurezza, così come i capi di Stato e di governo del Ciad e del Niger, e il Presidente del Consiglio Presidenziale libico si sono riuniti oggi per discutere delle ultime evoluzioni riguardanti la rotta mediterranea e le rotte migratorie che vi conducono in Africa settentrionale e in Africa subsahariana. Per avanzare, essi si sono messi d’accordo sui punti seguenti: 1- Principi fondamentali: • Il nostro approccio è conforme al diritto internazionale e si basa sul piano d’azione adottato al Vertice di La Valletta dall’Unione europea e l’Unione africana, che invita a una responsabilità condivisa tra i paesi d’origine, di transito e di destinazione; • La migrazione è un fenomeno transnazionale che non può essere gestito da un unico Stato, che richiede un alto livello di coordinamento all’interno dell’Europa e tra i paesi europei e africani, e che necessita di una risposta a lungo termine in materia di sviluppo; • La nostra azione è diretta contro le reti di trafficanti e il loro modello economico che abbiamo intenzione di spezzare al fine di limitare le migrazioni irregolari verso l’Europa e di proteggere i migranti contro le violazioni dei diritti dell’uomo e le condizioni degradanti che subiscono; • I bisogni in termini di protezione umanitaria conformi alle regole in termini di asilo e in particolare alla Convenzione di Ginevra devono essere presi in considerazione, in conformità con i nostri impegni internazionali ed europei in materia di asilo; • I migranti irregolari che non possono beneficiare di alcun tipo di protezione internazionale devono essere ricondotti nel loro paese di origine, in modo sicuro, ordinato e dignitoso, preferibilmente su base volontaria, tenendo conto della legislazione nazionale e nel rispetto del diritto internazionale. Migrazione e mobilità ben organizzate sono reciprocamente benefiche ai paesi d’origine, di transito e di destinazione. 2- Misure da adottare: 2-1 Nei confronti dei paesi d’origine 2-1.1. I capi di Stato e di governo sottolineano lo sforzo finanziario notevole fornito dall’Unione europea per i paesi d’origine, che assume in particolare la forma del fondo europeo di sviluppo e, più recentemente, del fondo fiduciario d’emergenza dell’Ue per l’Africa, così come il suo ruolo decisivo nell’applicazione del piano d’azione congiunto di La Valletta e nel suo contributo alla risoluzione di cause profonde della migrazione irregolare. È indispensabile che determinati mezzi vengano messi a disposizione del fondo fiduciario d’emergenza dell’Ue per l’Africa. 2-1.2. Essi convengono di lavorare insieme per tentare di rafforzare la cooperazione con i paesi d’origine al fine di affrontare le cause profonde, prevenire le partenze e migliorare la capacità di permettere il ritorno dei migranti clandestini nel loro paese d’origine, così come per permettere una migliore applicazione dei patti sulle migrazioni esistenti. Nuovi strumenti per intensificare e facilitare i ritorni volontari e il reinserimento, in aggiunta a quelli già esistenti a livello nazionale, europeo e internazionale, potrebbero essere esaminati, così come il rafforzamento dell’integrazione socio-economica dei migranti che rientrano nella loro comunità d’origine. Il partenariato Ue-OIM per l’Africa occidentale e la Libia adottato nell’ambito del fondo fiduciario d’emergenza per l’Africa consente di assicurare, lungo tutta la rotta mediterranea centrale, la protezione, il ritorno volontario e la reintegrazione dei migranti nel loro paese d’origine. 2-1.3. Sottolineano la loro determinazione a lavorare con i paesi d’origine e i paesi di transito al fine di coordinare meglio la lotta contro le reti di trafficanti appoggiandosi sugli strumenti comunitari esistenti rafforzandoli. 2-2 Nei confronti del Ciad e del Niger 2-2.1. La Francia, la Germania, l’Italia e la Spagna, così come l’Ue ribadiscono la loro determinazione a contenere i flussi di immigrazione irregolare molto prima che essi raggiungano le coste mediterranee. Essi esprimono la loro soddisfazione riguardante la cooperazione del Ciad e del Niger e i risultati già ottenuti da questi due paesi nell’ambito della lotta contro la migrazione irregolare e il traffico di esseri umani. In accordo con la Dichiarazione sulla solidarietà e la sicurezza adottata a Roma il 6 luglio 2017, e insieme all’Ue, la Francia, la Germania, l’Italia e la Spagna hanno l’intenzione di continuare a sostenere questi paesi a sviluppare le loro capacità in quest’ambito: - Appoggiando la maggiore presenza di strutture governative nel nord del Ciad e del Niger, in particolare permettendo loro di essere più in grado di soccorrere gli individui in pericolo nel deserto. - Rafforzando i programmi esistenti volti a migliorare i controlli delle loro frontiere, in particolare nel nord con la Libia. L’esecuzione a tempo debito del progetto GAR-SI e un sostegno di EUCAP Sahel Niger consentiranno di appoggiare questo sforzo. - Rafforzando le misure di sicurezza e di lotta contro la tratta di esseri umani, i traffici di stupefacenti e di armi, in particolare tramite il sostegno alla forza congiunta del G- 5 Sahel. Le forze già schierate nella zona dovrebbero anche contribuire negli ambiti della sorveglianza, dei servizi segreti e della protezione. - Sostenendo la missione EUCAP Sahel Niger con i mezzi e il personale sufficienti per l’attuazione del suo mandato di sostegno, tramite consulenza e formazione. Il rafforzamento rapido di EUCAP Sahel Niger è necessario per sostenere l’azione delle forze di sicurezza e di difesa nigerine su tutto il territorio e in particolare negli spazi di confine, come complemento della gestione dei flussi migratori che attraversano la frontiera meridionale del paese. L’adattamento delle attività di EUCAP durante la revisione del suo mandato deve essere considerata per fare fronte alle nuove sfide, in particolare la gestione dei flussi migratori nelle zone di confine. - Accelerando la regionalizzazione delle azioni europee di sicurezza e di difesa comune nel Sahel, e il rafforzamento della cooperazione tra EUCAP Sahel Mali, EUCAP Sahel Niger e EUBAM Libia al fine di rafforzare le capacità nazionali per lottare contro la migrazione irregolare e i traffici. - Sostenendo la resilienza delle comunità d’accoglienza e proponendo dei modelli di sviluppo economico alternativi. - Rafforzando l’applicazione del Piano Regionale di Protezione e Sviluppo per il Nord Africa e contribuendo così al rafforzamento delle capacità del governo del Niger. - Sostenendo l’applicazione del Piano nazionale di lotta contro la migrazione irregolare presentato dal Niger la Vertice di La Valletta di novembre 2015, nei suoi due aspetti, ovvero lo sviluppo economico e sociale e il rafforzamento delle capacità delle Forze di difesa e di sicurezza. 2-2.2. Essi intendono inoltre sostenere il Ciad e il Niger nell’ambito giudiziario, incluso rafforzando anche le capacità della Squadra congiunta di investigazione (o ECI) attualmente con base a Niamey, cooperando con il Ciad e il Niger per migliorare la sorveglianza delle reti finanziarie usate dai trafficanti e smantellarle, lanciando dei programmi di formazione nell’ambito della procedura penale e proseguendo il sostegno attuale ai ministeri della giustizia ciadiano e nigerino. 2-2.3. I capi di Stato e di governo e l’Alta Rappresentante sono determinati a sostenere le persone che salvano delle vite sulle rotte che attraversano il deserto del Sahara, in particolare l’Organizzazione internazionale per le migrazioni (OIM) e le unità di protezione civile nigerine. Si sforzeranno di sostenere lo sviluppo delle attività di richerca e di salvataggio nella regione. Essi riconoscono l’importanza dei ritorni volontari assistiti organizzati dall’OIM. Continueranno a sostenere le attività svolte nel quadro del Partenariato UE-OIM per l’Africa occidentale e la Libia adottato nell’ambito del Fondo fiduciario d’emergenza per l’Africa, in particolare i centri di protezione creati lungo la rotta. Riconoscono la necessità, una volta ridotta la migrazione irregolare organizzata dai trafficanti, di organizzare il reinserimento delle persone che necessitano di protezione internazionale, che sono particolarmente vulnerabili. Mentre sottolineano l’importanza del reinserimento dagli altri paesi della rotta del Mediterraneo centrale e la necessità di proseguire il reinserimento da altre rotte migratorie, in stretta cooperazione con l’Alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati e conformemente alle priorità dell’Ue, la Francia, la Germania, l’Italia e la Spagna hanno deciso di condurre delle missioni di protezione in Ciad e in Niger, in stretta concertazione e in accordo con i loro governi (vedi documento informale allegato) in vista del reinserimento dei rifugiati. La lotta contro i traffici di esseri umani e il rafforzamento delle possibilità di reinserimento dovrebbero procedere di pari passo. Nel quadro degli impegni europei, il numero di reinserimenti sulla rotta migratoria del Mediterraneo centrale sarà definito da ogni Stato membro partecipante. 2-2.4. La Francia, la Germania, l’Italia , la Spagna e l’AR/VP hanno deciso di svolgere una missione congiunta in Ciad e in Niger per esaminare le condizioni di applicazione delle suddette decisioni, e per identificare ogni altro tipo di cooperazione pratica che permetterebbe a questi paesi di affrontare la sfida della migrazione irregolare. 2-2.5. Riconoscono che è necessario che l’Unione europea (in particolare attraverso il Fondo europeo di Sviluppo) e gli Stati membri aumentino il loro aiuto al Ciad e al Niger. 2-3 Nei confronti della Libia 2-3.1. I capi di Stato e di governo e l’AR/VP si sono messi d’accordo su una valutazione comune delle migrazioni irregolari via la Libia, fermo restando che nessuna soluzione duratura potrà essere attuata in assenza di una transizione politica inclusiva in Libia e della stabilizzazione del paese. Ribadiscono il loro sostegno all’applicazione dell’accordo politico libico e al Rappresentante speciale del Segretario generale delle Nazioni Unite, Ghassan Salamé. Si compiacciono di iniziative quali la riunione di La Celle-Saint-Cloud che sostengono la sua azione. 2-3.2. In partenariato con l’Unione europea, la Francia, la Germania, l’Italia e la Spagna continueranno a migliorare la cooperazione economica con le comunità locali che si trovano sulle rotte migratorie in Libia, al fine di creare delle fonti di reddito alternative, di aumentare la loro resilienza e di renderle indipendenti dalla tratta degli esseri umani. A questo proposito, il progetto italiano di cooperare con 14 comunità locali sulle rotte migratorie in Libia è molto opportuno, così come i progetti finanziati dal fondo fiduciario dell’Ue per l’Africa. La lotta contro la tratta degli esseri umani e l’attuazione di condizioni per cambiare il modello economico delle comunità locali in Libia in modo da renderlo sostenibile ai piani umanitario e sociale sono degli obiettivi cruciali della nostra strategia comune. La Francia, la Germania, l’Italia e la Spagna sono pronte a sostenere quest’approccio. 2-3.3. I capi di Stato e di governo e l’AR/VP sottolineano che è inoltre importante rafforzare le capacità di controllo delle frontiere al sud della Libia e migliorare la cooperazione con il Ciad, il Niger e altri paesi africani quali il Mali. A questo proposito, sostengono il progetto guidato dall’Italia in cooperazione con la Commissione europea per rafforzare la gestione delle frontiere e delle migrazioni in Libia. Inoltre, sostengono l’applicazione dell’Accordo di pace firmato a Roma il 31 marzo 2017 dalle tribù del sud della Libia, che rappresenta uno strumento supplementare per lottare contro i traffici illegali nella regione. 2-3.4. Gli sforzi volti a scoraggiare le migrazioni irregolari in mare devono accompagnarsi di misure destinate a migliorare la protezione dei diritti dell’uomo e delle condizioni di vita dei migranti in Libia. La Francia, la Germania, la Francia e l’Italia, così come l’Unione europea, forniranno un sostegno maggiore alle preziose attività dell’Alto commissariato per i rifugiati e dell’OIM in Libia al fine di creare un’infrastruttura umanitaria per i rifugiati e i migranti. Incoraggiano il Governo d’intesa nazionale a intensificare la sua cooperazione con l’Alto commissariato per i rifugiati e l’OIM in Libia al fine di migliorare, rispettando delle norme severe, la situazione dei migranti nel paese, in particolare quelli che vengono soccorsi dalle guardie costiere libiche. Ciò presuppone di creare delle strutture che rispondano alle norme umanitarie adatte, d’incoraggiare attivamente i ritorni volontari di migranti nel loro paese d’origine, e di organizzare la reinstallazione di coloro che necessitano di protezione. 2-3.5. I capi di Stato e di governo e l’AR/VP incoraggiano la Libia, il Niger, l’Alto commissariato per i rifugiati e l’OIM a proseguire l’assistenza delle persone più vulnerabili che possono beneficiare di opportunità di reinstallazione o di un aiuto al rimpatrio volontario. 2-3.6. I capi di Stato e di governo si rallegrano per gli sforzi compiuti dal Governo d’intesa nazionale per controllare le sue acque territoriali, rafforzando così la protezione di vite umane e indebolendo il modello economico delle reti di tratta degli esseri umani. Riconoscono che è importante dotare e formare in modo adeguato le guardie costiere libiche, mettendo l’accento sulla protezione dei diritti dell’uomo. La recente proroga del mandato di EUNAVFORMED Sophia offre delle garanzie dell’impegno costante dell’UE per migliorare la valutazione della situazione e la sicurezza marittima nel Mediterraneo centrale. EUNAVFORMED Sophia dovrebbe continuare a beneficiare del sostegno degli Stati membri per la realizzazione del suo mandato. 2-3.7. La missione EUBAM Libia è stata prorogata fino al 31 dicembre 2018 al fine di continuare e approfondire nella misura del possibile l’assistenza alle autorità libiche, in particolare nell’ambito di polizia, gestione delle frontiere e giustizia criminale. 2-3.8. L’Unione europea proseguirà l’applicazione di un approccio politico coerente e integrato presso i paesi vicini del sud della Libia, al fine di rafforzare le iniziative esistenti nell’ambito della gestione delle frontiere e dei flussi migratori, mobilitando tutti gli strumenti a sua disposizione (diplomazia, sviluppo e sicurezza). L’Ue a incrementato i suoi sforzi per sostenere la gestione delle migrazioni da parte delle autorità libiche, in particolare alle frontiere del sud. 2-4 In mare e all’interno dell’Ue 2-4.1. Il salvataggio in mare rimane una priorità. La Francia, la Germania, la Spagna e l’AR/VP accolgono con favore le misure prese dall’Italia, Stato membro in prima linea sulla rotta del Mediterraneo centrale, nel pieno rispetto del diritto internazionale. Il codice di condotta in materia di operazioni di salvataggio in mare costituisce un passo avanti benefico che permette di migliorare il coordinamento e l’efficacia dei salvataggi. I capi di Stato e di governo invitano tutte le ONG che agiscono nella zona a firmare il codice di condotta e a rispettarlo. 2-4.2. La Francia, la Germania e la Spagna sono determinate a continuare a sostenere l’Italia, in particolare intensificando i ricollocamenti e fornendo il personale necessario a Frontex e all’ufficio europeo di sostengo in materia d’asilo. La Francia, la Germania e la Spagna sono disponibili per mandare in Italia dei gruppi di valutazione al fine di accelerare il processo di ricollocamento di persone che necessitano chiaramente di una protezione internazionale. 2-4.3. La Francia, la Germania, l’Italia, la Spagna e l’AR/VP accolgono favorevolmente la cooperazione e gli sforzi forniti dal Marocco, la Mauritania e l’Algeria nella lotta contro le reti di trafficanti e la gestione dei flussi migratori provenienti dall’Africa subsahariana. Incoraggeranno il rafforzamento della cooperazione finanziaria, tecnica e materiale dell’Ue con questi paesi di transito delle migrazioni irregolari provenienti dall’Africa subsahariana per permettere loro di proteggere meglio le loro frontiere e lottare meglio contro i trafficanti. 2-4.4. I capi di Stato e di governo rimangono legati all’istituzione di un nuovo regime di asilo europeo comune che deve trovare l’equilibrio tra responsabilità e solidarietà con gli Stati membri che gestiscono una frontiera esterna e assicurare la resilienza alle crisi future. A tal fine, le conclusioni del Consiglio europeo di giugno 2017 devono essere applicate appena possibile. Con questo spirito, i capi di Stato e di governo insisteranno per che tutti gli Stati membri contribuiscano in modo adeguato alla politica di asilo. 2-5 Task force per l’applicazione Per assicurare l’applicazione delle azioni comuni stabilite nella presente dichiarazione, la Francia, la Germania, l’Italia e la Spagna decidono di creare una task force di coordinamento, associando i loro partner africani, in particolare la Libia, il Niger, il Ciad e il Mali. Questa task force lavorerà in stretta concertazione con l’AR/VP e con il Commissario europeo per la migrazione.



sabato 26 agosto 2017

Calderoli. Immigrati. Su 97mila arrivati nessun siriano, tutti nigeriani, gambiani ecc che non scappano da nessuna guerra

Calderoli. Immigrati. Su 97mila arrivati nessun siriano, tutti nigeriani, gambiani ecc che non scappano da nessuna guerra

14 agosto 2017 - Grazie soprattutto all'attività frenetica delle navi ONG, al loro servizio taxi dalle coste libiche ai nostri porti, prima che la Libia cominciasse a pattugliare le sue acque, siamo stati invasi da altri 97mila immigrati africani in soli sette mesi, 97mila immigrati che ci costeranno oltre due miliardi per il loro mantenimento e vanno ad aggiungersi ai 181mila dello scorso anno.
Quasi 300 mila immigrati e tra questi quelli che scappano davvero dalle guerre, le guerre vere, non sono nemmeno l'1%.
I dati forniti dal Ministero degli Interni sui 97mila immigrati sbarcati nei primi sette mesi sono praticamente identici a quelli riguardanti il 2016 e confermano che si tratta di immigrati africani partiti da Nigeria (16.559), Guinea (8.683), Costa d'Avorio (8.053), Mali (5.650), Gambia (5.503), Senegal (5.437) ecc, tutti Stati dove non ci sono guerre.
Nessuno di loro ha i requisiti per ottenere lo status di rifugiato, eppure li siamo andati a prendere nelle acque libiche e li dovremo mantenere almeno per un anno e mezzo prima di identificarli e fingere di espellerli dando loro il teorico foglio di via.
Pensate che montagna di quattrini avremmo risparmiato se non ci fossimo presi tutti questi clandestini...
E quanti reati in meno, quanti stupri in meno, avremmo avuto...

Lo afferma il sen. Roberto Calderoli, vicepresidente del Senato e responsabile organizzazione e territorio della Lega Nord

“Chiarezza sul “patto scellerato” di Renzi nel 2015”

Intervista Bonino, Fontana (FI): “Chiarezza sul “patto scellerato” di Renzi nel 2015”

domenica 13 agosto 2017

GOVERNO: CODICE DI CONDOTTA PER LE ONG

CODICE DI CONDOTTA PER LE ONG IMPEGNATE NELLE OPERAZIONI DI SALVATAGGIO DEI MIGRANTI IN MARE La pressione migratoria nei confronti dell’Italia non accenna a diminuire e, anzi, risulta ancora più imponente rispetto allo scorso anno, così come riconosciuto dalle Istituzioni dell’Unione Europea e dai suoi Stati membri. In questo quadro, l’obiettivo principale delle Autorità italiane nel soccorso dei migranti è la tutela della vita umana e dei diritti delle persone, nel pieno rispetto delle convenzioni internazionali. Tuttavia, l’attività di salvataggio non può essere disgiunta da un percorso di accoglienza sostenibile e condiviso con altri Stati membri, conformemente al principio di solidarietà di cui all’art. 80 del TFUE. In occasione della riunione informale dei Ministri della Giustizia e degli Affari Interni, tenutasi il 6 luglio a Tallinn, sotto la presidenza estone, i Ministri dell’Interno dell’UE hanno accolto con favore l’iniziativa delle autorità italiane intesa a garantire che le navi delle ONG impegnate in attività di Search and Rescue (SAR) operino secondo una serie di regole chiare da rispettare, sotto forma di un codice di condotta che dovrà essere urgentemente finalizzato ad opera delle Autorità italiane, in consultazione con la Commissione e in cooperazione con le parti interessate, tra cui le stesse ONG. L’iniziativa italiana è stata inclusa anche nel "Piano d’azione sulle misure per sostenere l’Italia, ridurre la pressione lungo la rotta del Mediterraneo centrale e accrescere la solidarietà", presentato dalla Commissione europea lo scorso 4 luglio. Le Autorità italiane e le ONG firmatarie che svolgono attività SAR condividono pertanto l’esigenza di prevedere disposizioni specifiche per far fronte alla complessità delle operazioni di soccorso nel Mar Mediterraneo, in conformità con il presente Codice di Condotta, anche per salvaguardare la sicurezza dei migranti e degli operatori. Le ONG che sottoscrivono questo Codice di Condotta assumono i seguenti impegni:  conformemente al diritto internazionale pertinente, l’impegno a non entrare nelle acque territoriali libiche, salvo in situazioni di grave e imminente pericolo che richiedano assistenza immediata, e di non ostacolare l’attività di Search and Rescue (SAR) da parte della Guardia costiera libica: al fine di non ostacolare la possibilità di 2 intervento da parte delle Autorità nazionali competenti nelle proprie acque territoriali, nel rispetto degli obblighi internazionali;  impegno a rispettare l’obbligo di non spegnere o ritardare la regolare trasmissione dei segnali AIS (Automatic Identification System) e LRIT (Long Range Identification and Tracking), qualora installati a bordo (Cap. V SOLAS): allo scopo di garantire la sicurezza della navigazione e la “security” delle unità, incluse quelle non impegnate nelle attività di ricerca e soccorso che si trovino in navigazione in prossimità dell’area interessata dall’evento;  l’impegno a non effettuare comunicazioni o inviare segnalazioni luminose per agevolare la partenza e l’imbarco di natanti che trasportano migranti, fatte salve le comunicazioni necessarie nel corso di eventi SAR per preservare la sicurezza della vita in mare: con l’intento di non facilitare i contatti con i soggetti dediti alla tratta e al traffico di migranti;  impegno a comunicare al competente MRCC l’idoneità tecnica (relativa alla nave, al suo equipaggiamento e all’addestramento dell’equipaggio) per le attività di soccorso, fatte salve le applicabili disposizioni nazionali ed internazionali concernenti la sicurezza dei natanti e le altre condizioni tecniche necessarie alla loro operatività: alle ONG è richiesto di dotarsi di mezzi e di personale di cui siano accertate l’idoneità e le capacità tecniche nelle attività di ricerca e soccorso di un gran numero di persone (mass rescue operations) in ogni condizione. Ciò è richiesto al fine di fornire garanzie circa il loro “know-how” nel concorrere alle attività di soccorso. Tale impegno riguarda, tra l’altro, la necessità di fornire al comandante della nave adeguate informazioni sulla stabilità, la capacità di ricovero a bordo, le dotazioni individuali e collettive di sicurezza, certificazione ed addestramento dell’equipaggio per tali specifiche attività, aspetti di “security”, condizioni di igiene ed abitabilità a bordo, capacità di conservazione di eventuali cadaveri. Tutto ciò, ovviamente, senza pregiudizio per quanto previsto dall’Articolo IV (casi di forza maggiore) e dall’Articolo V (trasporto di persone in situazioni di emergenza) della SOLAS;  l’impegno ad assicurare che, quando un caso SAR avviene al di fuori di una SRR ufficialmente istituita, il comandante della nave provveda immediatamente ad informare le autorità competenti degli Stati di bandiera, ai fini della sicurezza, e il MRCC competente per la più vicina SRR, quale “better able to assist”, 3 salvo espresso rifiuto o mancata risposta di quest’ultimo: la comunicazione allo Stato di bandiera rappresenta più un impegno, mentre la notifica al competente MRCC richiama un obbligo vigente del diritto internazionale;  impegno ad osservare l’obbligo previsto dalle norme internazionali di tenere costantemente aggiornato il competente MRCC o l’OSC (On Scene Coordinator) designato da quest’ultimo in merito allo scenario in atto ed all’andamento delle operazioni di soccorso, nonché di tutte le informazioni che abbiano rilievo ai fini SAR o della sicurezza della navigazione;  l’impegno a non trasferire le persone soccorse su altre navi, eccetto in caso di richiesta del competente MRCC e sotto il suo coordinamento anche sulla base delle informazioni fornite dal Comandante della nave: dopo l’imbarco delle persone soccorse, le navi delle ONG dovrebbero, di norma, completare l’operazione sbarcando le medesime in un porto sicuro sotto il coordinamento del MRCC competente, salvo nelle situazioni sopra menzionate;  impegno ad assicurare che le competenti autorità dello Stato di bandiera siano tenute costantemente informate dell’attività intrapresa dalla nave ed immediatamente informate di ogni evento rilevante ai fini di “maritime security”, in conformità al principio della giurisdizione dello Stato di bandiera in base alla UNCLOS e ad altre norme applicabili del diritto internazionale;  impegno a cooperare con l’ MRCC, eseguendo le sue istruzioni ed informandolo preventivamente di eventuali iniziative intraprese autonomamente perché ritenute necessarie ed urgenti;  l’impegno a ricevere a bordo, eventualmente e per il tempo strettamente necessario, su richiesta delle Autorità italiane competenti, funzionari di polizia giudiziaria affinché questi possano raccogliere informazioni e prove finalizzate alle indagini sul traffico di migranti e/o la tratta di esseri umani, senza pregiudizio per lo svolgimento delle attività umanitarie in corso. Quanto sopra fatte salve la giurisdizione esclusiva dello Stato di bandiera della nave in base all’UNCLOS e alle altre norme di diritto internazionale applicabili, le competenze del comandante e i differenti mandati e competenze delle persone giuridiche interessate come previsto dal diritto nazionale ed internazionale, rispetto alle quali i funzionari di polizia non interferiscono e non dovranno interferire: 4 consentire l’accesso a bordo dei loro assetti navali, su richiesta delle Autorità nazionali competenti, del personale di polizia che svolgerà le preliminari attività conoscitive e di indagine, anche a seguito di specifiche indicazioni da parte dell’Autorità Giudiziaria competente;  l’impegno a dichiarare, conformemente alla legislazione dello Stato di bandiera, alle autorità competenti dello Stato in cui l’ONG è registrata tutte le fonti di finanziamento per la loro attività di soccorso in mare e a comunicare, su richiesta, tali informazioni alle Autorità italiane nel rispetto dei principi di trasparenza;  l’impegno ad una cooperazione leale con l’Autorità di Pubblica Sicurezza del previsto luogo di sbarco dei migranti, anche trasmettendo le pertinenti informazioni di interesse a scopo investigativo alle Autorità di Polizia, nel rispetto della normativa internazionale sui rifugiati e sulla protezione dei dati nonché dei differenti mandati e competenze delle persone giuridiche interessate come previsto dal diritto nazionale ed internazionale: tale impegno si estrinsecherà, a titolo esemplificativo e non esaustivo, nel fornire - almeno due ore prima dell’arrivo al porto - i documenti che dovrebbero essere completati durante le fasi di soccorso e tragitto verso il porto dopo aver posto in essere le attività di assistenza primaria – ovvero il "maritime incident report" (documento riassuntivo dell’evento) e il “sanitary incident report” (documento riassuntivo della situazione sanitaria a bordo);  impegno a recuperare, durante le attività, una volta soccorsi i migranti e nei limiti del possibile, le imbarcazioni improvvisate ed i motori fuoribordo usati dai soggetti dediti al traffico/tratta di migranti e ad informare immediatamente l’ICC (International Coordination Centre) dell’operazione TRITON; il MRCC coordinatore dovrà comunque essere informato per gli aspetti legati alla sicurezza della navigazione e l’antinquinamento: tale impegno è un’importante modalità di cooperazione con l’operazione europea TRITON e con le competenti Autorità nazionali nella lotta contro i soggetti dediti al traffico ed alla tratta, nonché con il MRCC per le informazioni relative alla sicurezza della navigazione e l’inquinamento. La mancata sottoscrizione di questo Codice di Condotta o l’inosservanza degli impegni in esso previsti può comportare l’adozione di misure da parte delle Autorità italiane nei confronti delle relative navi, nel rispetto della vigente legislazione internazionale e nazionale, nell’interesse pubblico di salvare vite 5 umane, garantendo nel contempo un’accoglienza condivisa e sostenibile dei flussi migratori. Il mancato rispetto degli impegni previsti dal presente Codice di Condotta sarà comunicato dalle Autorità italiane allo Stato di bandiera e allo Stato in cui è registrata l’ONG.

venerdì 4 agosto 2017

MIGRANTI: BRUNETTA, GOVERNO FACCIA CHIAREZZA SU RUOLO ONG, USARE I SERVIZI SEGRETI

MIGRANTI: BRUNETTA, GOVERNO FACCIA CHIAREZZA SU RUOLO ONG, USARE I SERVIZI SEGRETI


“Non si capisce da dove traggano risorse, 5-6 milioni all’anno per ogni nave, le 13, 14, 15 Ong che operano nel Mediterraneo. Molte  di queste, soprattutto quelle di più recente nascita, non hanno bilanci chiari, sono oscure come missione, come finalità. Dalla seconda metà del 2016 è intervenuto un radicale cambiamento dei flussi e dei trasporti dei migranti: non più carrette, non più scafisti ma gommoni, con gli immigrati stessi alla guida, e l’uso di gommoni ad affondamento predeterminato, cioè a 4-5 miglia dalla costa”.
Lo ha detto Renato Brunetta, presidente dei deputati di Forza Italia, parlando con i giornalisti a margine di una conferenza stampa congiunta dei gruppi azzurri di Camera e Senato, a Montecitorio.
“Guarda caso in questo stesso lasso di tempo, cioè seconda metà del 2016, si palesano le Ong che operano vicinissime alla costa, che fanno in gran parte l’opera di salvataggio dei cosiddetti migranti. Che ci sia un rapporto tra cambiamenti delle modalità del trasporto criminale dei clandestini e la presenza delle Ong è certamente e temporalmente chiaro e certificato, e va assolutamente accertato dal punto di vista delle responsabilità.
Noi chiediamo, sia in Commissione Difesa del Senato che in Comitato Schengen, che il governo intervenga, intervenga per fare chiarezza. Che il governo utilizzi i servizi, non si capisce altrimenti a cosa possano servire i servizi segreti nel nostro Paese. Che si utilizzino risorse che generosamente vengono destinate per l’accoglienza, 4,6 miliardi, anche per le attività di contrasto, di monitoraggio e intelligence, cosa che finora non è avvenuta o è avvenuta in piccola parte. Che ci sia un mondo da scoprire è indubbio.
C’è da guadagnare tanto per le associazioni criminali e il ruolo, al di là della parte umanitaria, di alcune Ong non è affatto chiarito, come non è accettabile l’arroganza, la spudoratezza di alcune di esse nelle loro audizioni recenti”.

Migranti: Lega, presentata pdl per commissione d'inchiesta su sbarchi e Ong

Migranti: Lega, presentata pdl per commissione d'inchiesta su sbarchi e Ong

Roma, 18 lug. - "La Lega ha presentato questa mattina una Pdl per istituire una commissione d'inchiesta che accerti una volta per tutte le responsabilità di soggetti pubblici e privati legati all'arrivo di immigrati clandestini in Italia, anche in seguito all’attivazione di missioni internazionali e dell’azione svolta navi cosiddette “umanitarie”, gestite da Ong battenti bandiera italiana o di altri stati.  La Commissione Difesa del Senato infatti ha recentemente documentato il ruolo svolto nell’aggravare la crisi migratoria durante l’ultimo anno dalla flotta di Ong, definite da Frontex pull factor delle partenze dalle coste libiche e sulle quali già mesi fa la Procura di Catania aveva a sua volta avviato un’inchiesta. E' preoccupante, ad esempio, apprendere dall’allegato 3 dell’Operational Plan della missione Triton che dal 2014 ad oggi, l’arrivo esclusivamente nei porti italiani di migliaia di immigrati, recuperati in acque internazionali o nazionali e condotti da navi militari battenti bandiera italiana e di altri stati, sarebbe avvenuto per scelta e per effetto di accordi stretti dal Governo italiano che avrebbe autorizzato e consentito gli sbarchi. L'accordo operativo di Triton va tutto a nostro danno. Che ci sia dietro una controparte che i governi hanno trattato ma che ad oggi è ancora sconosciuta? Vorremmo sapere quindi come mai sia stato firmato tale accordo che fa sbarcare tutti i clandestini nei porti italiani e di chi sono le responsabilità. Con la nostra pdl di 7 articoli volta a istituire la Commissione d'inchiesta da una parte si accerteranno finalmente le cause e la gestione  di questo massiccio afflusso di immigranti nei porti dello stato italiano e dall'altra si indagherà sull'operato delle Ong, sui loro finanziamenti e se tra queste e lo Stato intercorrono relazioni politiche e istituzionali". 
Lo dichiara il capogruppo alla camera della Lega Massimiliano Fedriga. 

martedì 4 luglio 2017

Migrazione: Dichiarazione congiunta UE e di Francia, Germania e Italia

Commissione europea - Dichiarazione

Migrazione: Dichiarazione congiunta del Commissario Avramopoulos ei ministri dell'Interno di Francia, Germania e Italia

Bruxelles, 3 luglio 2017
I Ministri dell'Interno di Francia, Germania e Italia e il Commissario europeo per le migrazioni e gli affari interni sono riuniti a Parigi il 2 luglio 2017 per discutere le sfide poste dalla crescente flusso migratorio sulla rotta del Mediterraneo centrale.
Essi hanno espresso forte solidarietà con l'Italia, che si affaccia su un numero crescente di arrivi.
Al fine di fornire maggiore sostegno per l'Italia e contribuire ad arginare il flusso migratorio, hanno concordato le seguenti misure:
  • Lavorare su un codice di condotta per ONG, da redigere e presentato da Italia, al fine di migliorare il coordinamento con le ONG che operano nel Mar Mediterraneo.
  • Rafforzare il sostegno alla Libia coast-guard aumentando le attività di formazione e di fornire ulteriore sostegno finanziario, garantendo nel contempo un attento monitoraggio delle attività.
  • Fornire sostegno supplementare ai dell'Organizzazione Internazionale per le Migrazioni (OIM) e Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR) per consentire strutture in Libia per raggiungere gli standard internazionali in termini di condizioni di vita e dei diritti umani.
  • Incoraggiare l'esame delle possibili opzioni concrete per rafforzare i controlli di frontiera al confine meridionale della Libia al fine di arginare i flussi migratori irregolari, in stretto coordinamento con i paesi vicini della Libia.
  • Rafforzare la strategia dell'UE sui rendimenti, facendo pieno uso delle capacità fornite dalla frontiera europea e Agenzia Guardia Costiera (Frontex), nonché della Ridefinire coordinata concordata di politica dei visti nei confronti di paesi terzi, al fine di migliorare i tassi di riammissione dove necessario.
  • Fare pieno uso e accelerare il sistema di ricollocazione concordato a livello UE al fine di rafforzare il trasferimento delle persone bisognose di protezione. Francia e Germania hanno espresso il loro impegno ad aumentare i loro sforzi di delocalizzazione.
Al fine di consentire rapidi progressi a sostegno d'Italia, i ministri dell'Interno di Francia, Germania e Italia e il Commissario europeo per gli affari di migrazione e gli invitare tutti i partner dell'UE a prendere in considerazione questi punti di azione durante la prossima riunione del Consiglio informale Ue a Tallinn 6 lug.

venerdì 30 giugno 2017

Migranti: Fedriga, temi Lega diventano verbo governo

Migranti: Fedriga, temi Lega diventano verbo governo

Roma, 28 giu. – “Quello che la Lega va dicendo da anni ora diventa il verbo del governo. Oggi, all’improvviso, dalle parte del Pd si accorgono che il Paese è letteralmente invaso e preso d’assalto e sembra vogliano chiedere all’Europa di bloccare l’approdo di navi straniere piene di migranti perché siamo al collasso. Che novità! Questo è il disastro della scellerata politica delle porte aperte dei vari Renzi, Alfano, Boldrini e Gentiloni. Altro che ius soli. Il Paese e gli italiani hanno  bisogno di altro: lavoro, sicurezza, tutela delle pensioni e del made in Italy. Tutti temi che questo governo ha vergognosamente dimenticato. E’ ora che gli artefici di questo disastro invece di scopiazzare le idee altrui rigettate fino a  ieri, vadano a casa e ci lascino governare”.  
  
Lo dichiara Massimiliano Fedriga, capogruppo alla camera della Lega Nord. 

lunedì 5 giugno 2017

Migranti: Fedriga, Cara Foggia emblema business buonisti dell’accoglienza

Migranti: Fedriga, Cara Foggia emblema business buonisti dell’accoglienza

Roma, 1 giu. – “Un milione al mese per ammassare al limite della sopravvivenza 1500 presunti profughi nel degrado più totale.  Il Cara di Foggia è l’emblema della vergognosa politica della finta accoglienza della sinistra. Milioni per le Coop rosse. Ecco a cosa si riferisce Boldrini quando parla degli immigrati come risorse. Il servizio de La Gabbia Open ha smascherato, se mai ce ne fosse stato bisogno, i reali obiettivi di questa maggioranza. Abbiamo presentato un’interrogazione urgente al governo  perché vogliamo una risposta concreta in tempi brevissimi.  L’integrazione dei vari Minniti, Boldrini, Renzi e Alfano che ogni giorno si riempiono la bocca di parole come solidarietà e umanità è solamente uno  sporco business di persone che sta arricchendo le loro cooperative. Abbiano almeno il coraggio di uscire allo scoperto e non passare per i buoni che salvano i clandestini in mare per poi guadagnarci milioni ammassandoli come bestie”.

Così Massimiliano Fedriga, capogruppo alla camera della Lega Nord. 

sabato 27 maggio 2017

Calderoli: Navi con clandestini deviate per G7

Calderoli – immigrati: navi con 1700 a salerno e taranto deviate lontano dalla sicilia per G7. Errore: bisognava che i potenti vedessero gli sbarchi per rendersi conto dell’invasione in corso

26 maggio 2017 - Mille immigrati sbarcati a Salerno, altri 700 in arrivo a taranto. Le navi che hanno raccolto gli immigrati nelle acque libiche oggi vengono deviate in Campania e in Puglia, con un giro molto più lungo e tortuoso, in modo che la Sicilia e la zona di Taormina, dove sono riuniti i sette più potenti al mondo, non vengano turbate dagli sbarchi solitamente quotidiani.
Davvero una scelta ‘tafazzista’: bisognava far sbarcare queste navi nei porti siciliani e possibilmente proprio nei porti vicino a Taormina, in modo che i sei potenti potessero vedere di persona l’invasione in corso che l’Italia ogni giorno sta subendo.
E così magari se ne sarebbe reso conto anche Gentiloni.
Intanto siamo a quota 53mila sbarcati da inizio anno, ma cosa aspettiamo a dire basta all’invasione, cosa aspettiamo a respingerli ai porti di partenza come hanno fatto Malta e la Spagna, cosa aspettiamo a bloccare gli ingressi come è stato fatto in questi giorni per la Sicilia per non turbare il G7?
Lo afferma il sen. Roberto Calderoli, vicepresidente del Senato e responsabile organizzazione e territorio della Lega Nord

domenica 21 maggio 2017

Migranti: basta tentennamenti, l’Italia rischia di affondare

Migranti: basta tentennamenti, l’Italia rischia di affondare

erario
La questione migranti sta assumendo contorni sempre più drammatici e, in qualche caso, grotteschi. Dobbiamo ringraziare le politiche blande e indulgenti della sinistra al governo se siamo arrivati a questo punto. È l’Italia ormai a rischiare di affondare, sotto i colpi di tentennamenti e incapacità che continuano a favorire arrivi di ogni sorta senza adeguati controlli e regole. E ogni giorno si aggiunge qualche tassello inquietante. La domanda è allora: quale e quanta gente sta lucrando su questo business di morte che ha innescato una bomba sociale nel nostro paese  per far guadagnare pochi profittatori? Di fronte a tutto questo è indifferibile un cambio di passo. Il governo metta in atto vere politiche di contrasto all’immigrazione clandestina, bloccando gli arrivi incontrollati. E si faccia sentire in Europa, a differenza di quanto accaduto fin qui. Ci attendiamo che all’imminente vertice del G7, previsto proprio in Sicilia, l’Italia padrona di casa riesca una volta per tutte a rompere l’isolamento nel quale si trova.

giovedì 11 maggio 2017

Migranti: basta tentennamenti, l’Italia rischia di affondare

Migranti: basta tentennamenti, l’Italia rischia di affondare


La questione migranti sta assumendo contorni sempre più drammatici e, in qualche caso, grotteschi. Dobbiamo ringraziare le politiche blande e indulgenti della sinistra al governo se siamo arrivati a questo punto. È l’Italia ormai a rischiare di affondare, sotto i colpi di tentennamenti e incapacità che continuano a favorire arrivi di ogni sorta senza adeguati controlli e regole. E ogni giorno si aggiunge qualche tassello inquietante. La domanda è allora: quale e quanta gente sta lucrando su questo business di morte che ha innescato una bomba sociale nel nostro paese  per far guadagnare pochi profittatori? Di fronte a tutto questo è indifferibile un cambio di passo. Il governo metta in atto vere politiche di contrasto all’immigrazione clandestina, bloccando gli arrivi incontrollati. E si faccia sentire in Europa, a differenza di quanto accaduto fin qui. Ci attendiamo che all’imminente vertice del G7, previsto proprio in Sicilia, l’Italia padrona di casa riesca una volta per tutte a rompere l’isolamento nel quale si trova.
(Deborah Bergamini)

venerdì 5 maggio 2017

MIGRANTI: 93% IN ITALIA PER LAVORO

Migranti: 93% in Italia per lavoro. No a ONG agenzie collocamento

di Deborah Bergamini
L’ultimo rapporto Oim (Organizzazione Internazionale per le migrazioni) riporta dati inequivocabili riguardo la questione migranti: il 93% dei migranti che partono dalla Libia lo fanno per cercare lavoro, solo il 5% scappa da guerre e conflitti. Di fronte a queste ulteriori conferme a ciò che sosteniamo da anni è evidente che serva una stretta sull’immigrazione che nessun ministro dei governi di sinistra ha mai messo in atto. Parliamo di migranti spinti da motivi economici, che arrivano poi in Italia in cerca di lavoro e che continuano l’ondata di partenze perché, grazie alle politiche negligenti del governo Renzi, il messaggio che è passato è che le porte da noi siano sempre aperte. Trincerandosi dietro la scusa dell’accoglienza non si espelle nessuno, e così si è generata la drammatica situazione con la quale l’Italia si trova a far i conti oggi, abbandonata dall’Europa, che invece cincischia. Ma ora, dati Oim alla mano, la rotta va immediatamente invertita. Non possiamo consentire che le ONG facciano da agenzie di collocamento quando gli strumenti politici e normativi per regolare gli ingressi di lavoratori stranieri nel nostro Paese sono altri.

Migranti: far tacere la magistratura non risolve i problemi

Migranti: far tacere la magistratura non risolve i problemi

di Deborah Bergamini
Bergamini migranti 2
Nonostante in altri casi, nelle esternazioni contro la politica, non ci si sia mai posti il problema, adesso il Csm riflette sull’importanza di dichiarazioni da parte di alcuni magistrati su altre questioni, quelle relative all’immigrazione. Ma l’obiettivo sembra piuttosto quello di voler far tacere i magistrati quando evidenziano verità scomode. Restano aperte tutte le questioni scottanti, a partire dal ruolo e dalle responsabilità di alcune Ong nella gestione del dramma migratorio che sta sconvolgendo il nostro Paese. Il governo Renzi nei suoi mille giorni è stato incapace di gestire questa emergenza innescando di fatto una bomba sociale che richiede immediata chiarezza e decisioni. Velocizzare gli accordi bilaterali con i Paesi di provenienza degli immigrati, ridefinire le aree di azione spettanti all’Italia nell’area del Mediterraneo e dividere le responsabilità con gli altri paesi europei sono solo alcune delle soluzioni da mettere subito in campo per evitare che quella bomba sociale deflagri.