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sabato 16 febbraio 2013

Brunetta: Monti straparla, cialtrone sarà lui


Brunetta: Monti straparla, cialtrone sarà lui

La nota del responsabile Dipartimenti del Pdl

BRUNETTA DICHIARAZIONE X INCISIVA
“Monti straparla. Come al solito dice stupidaggini generiche, confuse, ridicole, violente. Il disegno di Legge anticorruzione approvato dal suo governo, con il voto di PdL e PD deriva, per il 70%, dal precedente testo presentato dal governo Berlusconi, a firma Alfano-Brunetta. Il 30%, che corrisponde a quanto di nuovo é stato aggiunto, prevede novità piuttosto discutibili e prive di reale efficacia. I tecnici hanno solo aggiunto banalità, inutili fattispecie di reato, e altrettanto inutili inasprimenti di pena”.

Lo ha affermato Renato Brunetta, coordinatore dei dipartimenti del Pdl.

“Non solo: il testo del governo Monti non é di immediata applicazione, rinviando in più occasioni a decreti attuativi: almeno n. 5 d.lgs., n. 2 DPR., n. 1 DPCM, n. 1 Decreto Interministeriale e Intese in sede di Conferenza Unificata. Gli inasprimenti di pena per i reati relativi sono pressoché identici a quelli già previsti dal testo del governo Berlusconi. Le differenze sono semmai più favorevoli ai corrotti. Il reato di concussione, infatti, non si applica più agli incaricati di un pubblico servizio, e non é dato capire perché. Il nuovo reato introdotto, volgarmente detto di concussione per induzione (il più comune statisticamente, visto che é raro che il concussore costringa con la forza a farsi pagare la mazzetta) ha, invece, una pena, e relativa prescrizione, ridotta. Nel DdL Alfano-Brunetta, inoltre, era prevista un’aggravante per i casi che provocavano i maggiori danni economici allo Stato, ma stranamente è stata eliminata, così come l’aumento delle pene per chi falsa le gare pubbliche e per le frodi dei fornitori delle pubbliche amministrazioni. Positiva, e già prevista dal primo testo, la tutela per i dipendenti che denunciano il malaffare, per evitare facili ritorsioni.

Anche le due principali presunte novità lasciano piuttosto perplessi. Il traffico di influenze illecite, che dovrebbe punire chi fa da intermediario per le tangenti, era di fatto già punito come concorso in corruzione o concussione, mentre ora non si capisce bene cosa dovrebbe punire, visto che é lasciato molto vago e quindi alla discrezionalità, mai positiva, del giudice, il quale può sbizzarrirsi contro i lobbysti, che semmai andrebbero regolamentati e non demonizzati. Il massimo, però, lo raggiungono con la grande asserita novità della corruzione tra privati, ossia un reato identico a quello introdotto nel 2002 (Governo Berlusconi II), a cui hanno semplicemente cambiato il nome perché si vede che faceva più effetto così. Per tutte queste ragioni rispediamo al mittente le offese del professor Monti. Cialtrone é chi non mantiene la parola data. Cialtrone é chi si inventa i baratri che non esistono. Cialtrone e’ chi non dimostra con cifre e fatti le sue affermazioni. Cialtrone é chi svende l’Italia all’estero per un pò di consenso all’interno. Cialtrone é chi fa la faccia feroce per un pugno di voti, dopo aver ricevuto dalla politica, così tanto disprezzata, potere, stipendi ed onori. Fa tristezza e pena questa deriva populistica del professor Monti. La politica, evidentemente, gli ha dato alla testa”

martedì 18 gennaio 2011

BERLUSCONI: Volonta' persecutoria nei miei confronti

BERLUSCONI: Volonta' persecutoria nei miei confronti



Il testo del videomessaggio di Silvio Berlusconi trasmesso il 16 genaio 2011




Cari amici,

alcuni noti PM della Procura di Milano hanno effettuato una gravissima intromissione nella mia vita privata, effettuando una inaccettabile schedatura dei miei ospiti nella casa di Arcore, con l’individuazione di tutti i loro numeri telefonici, hanno messo sotto controllo per diversi mesi i loro telefoni, hanno adottato un atteggiamento discriminatorio e umiliante nei confronti di persone che non hanno alcuna responsabilità se non quella di essere state mie ospiti e di portarmi amicizia e affetto.



Ancora una volta la giustizia è stata piegata a finalità di carattere politico, con una volontà chiaramente persecutoria nei miei confronti. A questi pubblici ministeri non è evidentemente piaciuto il voto di fiducia del 14 dicembre tanto che, subito dopo, mi hanno iscritto nel registro degli indagati.

A quegli stessi PM non è piaciuta nemmeno la decisione della Corte Costituzionale al punto che, il giorno successivo alla sentenza della consulta, con una tempistica perfetta, hanno reso pubbliche le loro indagini.



Ed è gravissimo ed è inaccettabile che, trascorsi 15 giorni, non abbiano man d ato gli atti di queste indagini al T ribunale dei Ministri, come prescrive la legge .



E’ gravissimo, inoltre, che abbiano tentato di accedere ai locali della mia segreteria politica, per ricercare poi chissà cosa, visto che sostengono di avere prove così evidenti da poter richiedere addirittura il giudizio immediato.



In realtà, le accuse che hanno formulato nei miei confronti sono totalmente infondate e addirittura risibili. Il dirigente della Polizia che sarebbe stato “concusso” nega di esserlo mai stato ,

e la persona minorenne nega di aver mai avuto avances né tantomeno rapporti sessuali e afferma di essersi presentata a tutti come ventiquattrenne, fatto avvalorato da numerosissime testimonianze.



La mia vita di imprenditore mi ha insegnato quanto sia difficile affermarsi per una persona giovane, soprattutto agli inizi, perciò, quando posso cerco di aiutare chi ha bisogno.



In particolare, conosco il mondo dello spettacolo e so cosa vuol dire e cosa succede a chi cerca di lavorare in quell’ ambiente.



Nel corso della mia vita ho dato lavoro a decine di migliaia di persone e ne ho aiutate a centinaia .

Mai in cambio di qualcosa se non della gratitudine, dell’amicizia e dell’affetto. E continuerò a farlo.



E’ assurdo soltanto pensare che io abbia pagato per avere rapporti con una donna . E’ una cosa che non mi è mai successa neanche una sola volta nella vita. E’ una cosa che considererei degradante per la mia dignità.



A me piace stare con i giovani, mi piace ascoltare i giovani, mi piace circondarmi di giovani.



Alcune di queste persone le conosco da diversi anni, altre da meno tempo, ma di molte conosco la situazione di disagio e di difficoltà economica. Le ho aiutate in certe occasioni e sono orgoglioso di averlo fatto.



Ho dato spesso incarico ai miei collaboratori di aiutarle per la loro casa, per le cure mediche, per l’educazione dei loro figli. Non c’è mai stata, lo ripeto, mai, alcuna correlazione fra denaro e prestazioni sessuali.



Ancora: sono destituite di ogni fondamento le accuse a Emilio Fede, a Lele Mora e a Nicole Minetti.



Emilio Fede è un amico carissimo da sempre. Lele Mora lo conosco da molti anni per il suo eccellente lavoro a Mediaset. L’ho aiutato in un momento di grande difficoltà economica e di salute e sono orgoglioso di averlo fatto. So che, quando potrà, mi restituirà quanto gli ho prestato.



Nicole Minetti è una giovane donna brava e preparata, che sta pagando ingiustamente il suo volersi impegnare in politica.



In un paese libero e democratico è inaccettabile che la P rocura faccia in modo che vengano divulgati frammenti di telefonate private di tutte queste persone, che hanno osat o venire a casa mia.



Tra l’altro accade spesso, come è noto a tutti, che quando si parla al telefono si usino toni e modi diversi rispetto al dialogo diretto tra persone.



Certe frasi, pronunciate in tono magari scherzoso, sono completamente diverse quando vengono lette sulla stampa nelle trascrizioni . E poi molto spesso nelle conversazioni private, tra amici, ci si vanta magari per gioco di cose mai accadute o si danno giudizi superficiali per amore della battuta.



E in più è inaccettabile che si facciano delle perquisizioni con metodi intimidatori nelle case di queste persone ospiti, sequestrando di tutto e di più, conducendole poi per un intero giorno in questura

alla stregua di m alfattori e per di più impiegando in queste operazioni più di cento uomini, un impegno di forze degno di una retata contro un’organizzazione mafiosa.



E’ gravissima, è inaccettabile, è contro la legge, questa intromissione nella vita privata delle persone.



Perché quello che i cittadini di una libera democrazia fanno nelle mura domestiche riguarda solo loro .

Questo è un principio valido per tutti e deve valere anche per me.



Del resto nessuno può essere rimasto turbato da quelle serate perché tutto si è sempre svolto all’insegna della più assoluta eleganza, del più assoluto decoro e tranquillità e senza nessuna , nessuna implicazione sessuale.



Tutti i partecipanti a quelle serate hanno rilasciato al riguardo dichiarazioni inequivocabili.



Del resto io, da quando mi sono separato, ma non avrei mai voluto dirlo per non esporla mediaticamente, ho avuto uno stabile rapporto di affetto con una persona che ovviamente era assai spesso con me anche in quelle serate e che certo non avrebbe consentito che accadessero a

cena, o nei dopo cena, quegli assurdi fatti che certi giornali hanno ipotizzato.



In conclusione, non si può andare avanti così.



Non è un paese libero quello in cui quando si alza il telefono non si è sicuri della inviolabilità delle proprie conversazioni. Non è un paese libero quello in cui alcuni magistrati conducono delle

battaglie politiche usando illegittimamente i loro poteri contro chi è stato democraticamente chiamato a ricoprire cariche pubbliche.



Non è un paese libero quello in cui una casta di privilegiati può commettere ogni abuso a danno di altri cittadini senza mai doverne rendere conto.



Occorre fare immediatamente le riforme, tra cui anche quella della giustizia, che rendano il nostro paese anche sotto il profilo della tutela dei diritti fondamentali di ogni cittadino simile alle

altre grandi democrazie.



Noi ci impegneremo strenuamente per fare tutte queste riforme.



Silvio Berlusconi

venerdì 3 dicembre 2010

GIRO: Si vuole destabilizzare il quadro politico italiano

GIRO: Si vuole destabilizzare il quadro politico italiano

"La diffusione cosi’ massiccia di notizie da Wikileaks sull’Italia e’ orientata a condizionare l’esito del passaggio parlamentare del confronto fra maggioranza e le opposizioni.
C’e’ qualcuno che lavora di buona lena per destabilizzare il quadro politico interno e anche le illazioni su Gianni Letta vogliono screditare un autorevole componente del governo, al quale peraltro fanno riferimento molti parlamentari per sodalizio e stima politica". Lo ha affermato Francesco Giro, deputato del Pdl e sottosegretario ai Beni culturali. "Forse qualcuno vorrebbe intimidire una parte consistente di questi parlamentari che nel binomio Berlusconi-Letta ha sempre individuato il perno dell’esecutivo e cio’ al di la’ dell’esito del voto di fiducia. Quasi a voler condizionare i futuri scenari sia nel caso che il governo, conservata la sua maggioranza, dovesse comunque ricalibrare il suo profilo interno, sia nel caso opposto di una sfiducia al governo per evitare il dovuto ritorno alle urne e tentare di costruire una maggioranza alternativa a quella premiata con il voto dagli elettori due anni fa". "Gianni Letta e’ il vero garante del ruolo e del lavoro profuso da Silvio Berlusconi in questi anni, come lo stesso premier ha piu’ volte ricordato. Colpire lui significa colpire Berlusconi, il suo governo e la maggioranza che lo sostiene".


CICCHITTO: Gioco al massacro contro Letta e Cantoni
"E’ in atto una offensiva mediatica contro il Presidente Berlusconi e alcune delle persone a lui piu’ vicine e con lui piu’ leali come Gianni Letta e il sen. Giampiero Cantoni". Lo ha dichiarato in una nota Fabrizio Cicchitto, capogruppo del Pdl alla Camera, che ha osservato: "In primo luogo e’ davvero singolare la selezione mirata che alcuni giornali stanno facendo di file che dovrebbero andare dal 2006 al 2009 e riguardare molti ambienti e personalita’ politiche di varia estrazione.

Tutto il fuoco, invece, viene concentrato su alcune frasi riguardanti Berlusconi. In secondo luogo tutto e’ possibile tranne che mettere in questione la prudenza, l’intelligenza, e la lealta’ nei confronti di Berlusconi da parte di Gianni Letta e di Giampiero Cantoni, addirittura in colloqui con l’ambasciatore americano e con altre personalita’ della stessa ambasciata. Allora fortissima e’ la sensazione che, trattandosi di comunicazioni che dovevano rimanere del tutto riservate, sia stato raccolto e riciclato materiale di varia e discutibile provenienza, poi in un certo senso autenticato attribuendolo a personalita’ dell’autorevolezza di Gianni Letta e del ruolo di presidente di un’importante commissione parlamentare e dell’amicizia con Berlusconi di Giampiero Cantoni. Nel contempo, proprio ieri, da parte di alcuni ambienti politici, Gianni Letta e’ stato presentato come il possibile candidato a presidente del consiglio al posto di Silvio Berlusconi che dovrebbe subito dimettersi. In sostanza il tentativo di un autentico gioco al massacro reso pero’ in partenza del tutto destituito di ogni fondamento e credibilita’ dalla personalita’, dalla lealta’ e dall’intelligenza politica ben note di Gianni Letta e di Giampiero Cantoni ai quali va la solidarieta’ dei deputati del Pdl".



QUAGLIARIELLO: La sinistra legga il report del pranzo tra Berlusconi e l'ambasciatore americano Thorne
"Abbiamo sempre ritenuto che i dispacci d’ambasciata devono essere letti per quel che sono, senza caricarli di significati che non hanno. Rispetto a tanto fumo e a tanti pettegolezzi infondati rilanciati in questi giorni, pero’, sarebbe importante che non passasse inosservato il resoconto stilato dall’ambasciatore americano Thorne dopo un pranzo con il presidente Berlusconi e il sottosegretario Letta, diffuso da Wikileaks".
Lo ha dichiarato Gaetano Quagliariello, vicecapogruppo vicario del PdL al Senato. "In esso sono riportate la parole di elogio e di profondo rispetto espresse dalle massime autorita’ di governo italiane nei confronti dei leader dell’opposizione, segnatamente Pierluigi Bersani e Massimo D’Alema, e la convinzione di poter giungere a una riforma condivisa della giustizia. Dopo la diffusione di questo report, che a differenza di altri scaturisce da colloqui diretti, sara’ forse piu’ chiara la differenza che passa tra considerare l’avversario come tale e ritenerlo invece un nemico da abbattere. E, soprattutto, sara’ evidente a tutti che mentre la sinistra gioisce per la diffusione planetaria di spazzatura di ogni tipo, il presidente Berlusconi e il centrodestra hanno ben chiaro che un conto e’ la polemica interna, altro e’ l’immagine del nostro Paese da trasmettere al mondo, senza distinzioni di parte".


CAPEZZONE: Una "manina" guida la campagna mediatica contro Silvio Berlusconi


"Dopo la prima ondata di rivelazioni di Wikileaks, che riguardavano tanti Paesi e tanti leader mondiali, con una forte varieta’ di riferimenti temporali, ora, da una valanga di files, misteriosamente stanno venendo fuori soprattutto cose che riguardano l’Italia, e in ogni caso, nell’ambito italiano, solo cose riguardanti Silvio Berlusconi e le persone a lui piu’ vicine, a partire dal dottor Letta".

Lo ha dichiarato Daniele Capezzone, portavoce del Pdl. "E’ difficile non pensare a una ’manina’ che quanto meno sta selezionando il materiale con una tempistica tutta ostile all’attuale Governo italiano. Chi era forse rimasto deluso dalle attestazioni di piena amicizia di Hillary Clinton verso il Governo Berlusconi, sta dunque reagendo cosi’, con uno stillicidio di cose sgradevoli e a senso unico. Ma costoro sbagliano profondamente e si illudono, se pensano di colpire il presidente Berlusconi, il dottor Letta, il Governo e la maggioranza Pdl-Lega, che forniranno nei prossimi giorni, settimane e mesi una prova di assoluta compattezza e sintonia politica. Nulla sui governi di centrosinistra, invece. Chissa’ come mai...".

giovedì 25 novembre 2010

BUTTI: A Ballarò malcostume informativo

BUTTI: A Ballarò malcostume informativo

"Ieri sera a Ballarò è andato in scena l’ennesimo episodio di malcostume informativo. A farne le spese, come sempre, non sono solo i telespettatori, ma anche la completezza dell’informazione, il pluralismo delle idee, il sano e sereno confronto dialettico tra gli ospiti".
Lo ha dichiarato Alessio Butti, capogruppo Pdl in Commissione di Vigilanza. "La tecnica disturbatrice del conduttore è ormai nota, così come è nota la scaletta di un format studiato scientificamente per decretare sempre un vincitore e un vinto che noi abbiamo la supponenza di conoscere già al momento della sigla iniziale, purtroppo. Ritmi sapientemente scanditi, opinionisti e sondaggi inseriti con il tempismo e l’opportunismo degni del migliore Inzaghi in area di rigore, insomma nulla di nuovo. A chi si diletta a scovare interessanti paragoni televisivi in giro per l’Europa suggeriamo di portare la puntata di Ballarò di ieri sera quale esempio negativo di ciò che non dovrebbe accadere e che infatti, in giro per l’Europa (forse nel mondo) non accade. E’ indispensabile che la Commissione di vigilanza Rai prosegua rapidamente il lavoro iniziato sull’atto di indirizzo in materia di pluralismo e informazione perché se non si stabiliranno e rispetteranno civili regole nei format di approfondimento giornalistico, vivremo il rischio reale del far west dove la logica del più forte, o del più arrogante o del più prepotente, sia esso conduttore, opinionista, capo struttura o altro, trionfa sempre".



BONDI: I programmi come Ballaro' annientano la dignita' della politica

"L’ultima puntata di Ballarò, ma non solo, dovrebbe spingere tutte le forze politiche ad una riflessione seria sulla funzione e sui caratteri delle trasmissioni televisive dedicate all’approfondimento politico, soprattutto a partire dai programmi della televisione pubblica.

Di questo passo viene letteralmente annientata la dignità della politica e la credibilità degli esponenti politici, a qualunque schieramento appartengano. Il tenore del confronto politico e l’arricchimento della democrazia hanno bisogno al contrario sempre di più di scrutare la realtà, di approfondire il merito dei problemi, e di farlo senza scadere nella rissa urlata e nella rappresentazione infedele dell’immagine dell’Italia. Anche i conduttori televisivi di successo dovrebbero avvertire la necessità di ripensare il proprio ruolo nel rispetto di tutte le opinioni, con l’obiettivo di elevare e non di avvilire ulteriormente lo spessore della politica in Italia." Lo ha dichiarato Sandro Bondi, coordinatore nazionale del Pdl.



CALDORO: Napoli si puo' ripulire in tre giorni con l'aiuto dell'esercito

"Se, come pare, interverra’ l’esercito per accelerare la raccolta, Napoli si puo’ ripulire in tre giorni".

Lo ha affermato in un colloquio con ’Il Foglio’ il governatore della Campania Stefano Caldoro, spiegando anche che "la spazzatura e’ tornata sulle strade perche’ le proteste hanno bloccato una delle tre discariche di cui siamo dotati. Questo dimostra che il sistema di smaltimento e’ ancora fragile ma c’e’. Adesso dobbiamo costruire due nuove discariche e avviare i lavori per i termovalorizzatori, ovvero dobbiamo rafforzare il meccanismo del ciclo di smaltimento. Posso dire con certezza che la situazione non e’ paragonabile al 2008. Il non raccolto per le strade di Napoli equivale alla produzione di un giorno e mezzo di rifiuti, circa 10.000 tonnellate contro le 250.00 di due anni fa. Non e’ importante chi sia ad occuparsi di costruire gli impianti. E’ importante che si facciano bene e con procedure trasparenti. Temo, osservando certe incursioni dell’opposizione e di taluni quotidiani che una questione molto seria si trasformi in strumento di lotta politica nazionale".

martedì 2 novembre 2010

BERLUSCONI: Contro di me una tempesta di carta

"Tutto si risolvera’ in una tempesta di carta: vedrete che alla fine verra’ fuori che non e’ stato altro che un atto di solidarieta’ che mi sarei vergognato di non fare, e invece l’ho fatto, lo faccio continuamente perche’ sono fatto cosi’ da sempre. Da sempre conduco una attivita’ ininterrotta di lavoro, se qualche volta mi succede di guardare in faccia qualche bella ragazza... meglio essere appassionati di belle ragazze che gay".
Lo ha affermato Silvio Berlusconi, in un passaggio del suo intervento alla cerimonia di inaugurazione del Salone della Moto di Milano, riferendosi alla campagna mediatica nei suoi confronti. Il nostro premier ha sottolineato che al vertice europeo tenuto la scorsa settimana a Bruxelles, "l’Italia ha segnato molti gol a nostro favore. Sono passate molte idee mie e di Tremonti come la costituzione di un fondo permanente europeo per salvare i Paesi che potrebbero andare in default". Un’altra idea, accennata da Berlusconi, e’ l’unificazione delle Forze Armate, con un risparmio di spesa del 50% per ciascun Paese: "In questo modo si creerebbe una forza armata europea importante, superiore a quella di ogni altro Paese".

Dinnanzi all’ipotesi di elezioni anticipate, Silvio Berlusconi ha spiegato: "La cosa piu’ negativa e grave che potrebbe capitare al nostro paese e’ che, mentre stiamo uscendo con difficolta’ da una crisi profonda, si debba affrontare una campagna elettorale in cui tutti si affrontano con la massima ferocia. I cittadini avrebbero ragione di dire ’vi abbiamo nominati due anni fa e invece di governare state li’ a litigare’. E avrebbero ragione di non andare a votare".


CAPEZZONE: Contro il premier un'indegna caccia all'uomo

"Tantissimi italiani hanno capito bene cosa sta accadendo. Per l’ennesima volta, si tenta contro Silvio Berlusconi la strada di una indegna caccia all’uomo. Attacchi mediatici con un ’timing’ studiato al dettaglio, fibrillazioni e speculazioni politiche, con la speranza di tanti nella sponda giudiziaria come mezzo per ’risolvere la pratica’ (mentre per altri e su altri, si chiude un occhio, o forse tutti e due)".

Lo ha dichiarato il portavoce del Pdl, Daniele Capezzone, che e’ intervenuto sulla campagna stampa in corso contro il premier: "La storia e’ fin troppo semplice: ci sono forze editoriali, politiche, economiche, che rappresentano la conservazione e l’immobilismo in questo Paese: Silvio Berlusconi rappresenta un ostacolo fisico alla loro vittoria. Naturalmente, costoro sanno che un loro successo sarebbe molto improbabile in una leale competizione elettorale, e quindi cercano la scorciatoia antidemocratica per abbattere fisicamente l’ostacolo. Ma stiano attenti, perche’ gli italiani vedono e giudicano".


SACCONI: Nessuno si illuda, l'ennesima congiura contro il governo non andra' a buon fine

"Nessuno si illuda, l’ennesima congiura non andra’ a buon fine". A dichiararalo e’ il ministro del Lavoro Maurizio Sacconi che in una intervista al ’Sole 24 Ore’ ha spiegato:

"Tutti i ministri, tutto il gruppo dirigente del Popolo della liberta’ si stringe attorno a Silvio Berlusconi e non accetta l’idea ne’ di una crisi extraparlamentare ne’ di un’alternativa di governo in questa legislatura". Nel definire la Lega un "alleato leale", Sacconi ha osservato che se poi sul ’caso Ruby’ si arrivasse a una sfiducia in Parlamento si paleserebbe "il ricorso alle urne", che pero’ il ministro afferma di non ritenere probabile. "Non lo credo perche’ ho fiducia che anche i parlamentari di Futuro e Liberta’ avvertiranno il senso dell’onore e della responsabilita’ di essere stati eletti in una lista che porta l’insegna di Berlusconi presidente".

Nel confermare che si e’ vicini al varo una di "robusta manovra autocompensativa di crescita dell’entita’ di circa sette miliardi", Sacconi ha difeso l’operato del governo riferendosi alla stabilizzazione della spesa previdenziale e al prossimo traguardo della stabilizzazione della spesa sanitaria, attraverso il federalismo fiscale. Quanto alle preoccupazioni espresse dal presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia, Sacconi ha sottolineato che le sue sollecitazioni si rivolgono "all’attuale governo, nella convinzione che solo esso puo’ consentire la continuita’ della legislatura nella stabilita’ finanziaria".


CAPEZZONE: La bolla si sgonfia, Repubblica ha gia' perso
"Dopo le parole del procuratore capo Edmondo Bruti Liberati, la bolla mediatica costruita intorno al ’caso Ruby’ comincia a sgonfiarsi. Ben presto, non restera’ nulla. Lo sforzo del ’partito di Repubblica’, e dei suoi vari collaboratori esterni, e’ stato ancora una volta vano".
Lo ha affermato in una nota il portavoce del Pdl, Daniele Capezzone chiedendosi se "si rassegneranno dopo questa ennesima figuraccia".

mercoledì 13 ottobre 2010

LUPI: Giusta la sospensione di Annozero

"Smettiamola per favore di scambiare lucciole per lanterne. La decisione del direttore generale della Rai, Mauro Masi, di sospendere Michele Santoro e’ legittima e non c’entra niente con la liberta’ di stampa. In quale azienda un dipendente puo’ permettersi di insultare il suo direttore generale senza subire conseguenze? L’insulto e’ liberta’ di stampa?".

Così si e’ espresso Maurizio Lupi, vicepresidente Pdl della Camera e componente della Vigilanza Rai, intervenendo sulla sanzione al conduttore di Annozero. "Ci sono le regole che valgono per tutti e vanno rispettate. Santoro non e’ un martire ma un giornalista e, anche se e’ un ottimo professionista, non puo’ permettersi di usare la televisione pubblica, cioe’ di tutti, per lanciare offese gratuite contro Masi o chi per lui".

CAPEZZONE: Santoro cerca il martirio e intanto fa il militante

"Chiunque abbia occhi per vedere sa bene la strategia che Michele Santoro ha messo in atto. Per un verso, cerca l’escalation, alimenta un crescendo di provocazioni, insulta uno dei massimi dirigenti dell’azienda. Per altro verso, fa il militante politico scatenato, aggravando costantemente il livello di faziosita’ del suo programma".

Lo ha affermato il portavoce nazionale del Pdl Daniele Capezzone, che ha osservato: "Poi attende le reazioni sull’uno e sull’altro fronte, e si atteggia a martire. Attendiamo uomini e donne coraggiosi, anche a sinistra. Qui non si tratta solo di difendere la legittimita’ del provvedimento adottato da Mauro Masi: anche chi, a sinistra, non dovesse condividerlo, dovrebbe tuttavia riconoscere che i programmi di Santoro non hanno nulla a che fare con il servizio pubblico. E’ tempo di affrontare complessivamente la questione della Rai, che e’ pagata con il canone dei contribuenti (di tutti i contribuenti), e che non puo’ vedere al suo interno aree sottratte a qualsiasi regola".

mercoledì 29 settembre 2010

BRAMBILLA: Chiedero' i danni alla Apple per l'applicazione che insulta l'Italia

BRAMBILLA: Chiedero' i danni alla Apple per l'applicazione che insulta l'Italia

“Ho dato mandato all’Avvocatura dello Stato di procedere nelle sedi opportune contro i responsabili del grave danno d’immagine arrecato al nostro Paese”.

Lo ha affermato il ministro del Turismo, On. Michela Vittoria Brambilla, titolare della delega alla tutela ed al rilancio dell’immagine dell’Italia e del made in Italy, in relazione all’applicazione “What country”, disponibile a pagamento sul negozio online Apple, in cui l’Italia è identificata con “pizza, mafia, pasta, scooters”. “Si tratta ovviamente di una rappresentazione offensiva ed inaccettabile, per di più accompagnata da un testo “esplicativo” che, se possibile, peggiora ulteriormente le cose. L’Italia è un faro nel mondo per la sua storia, la sua cultura ed il suo stile. Come cittadina e come ministro non posso permettere che si getti discredito sul nostro Paese utilizzando un’organizzazione criminale come nostro testimonial. Tutto questo fa grande torto all’Italia e agli italiani. Tale immagine distorta, alla cui creazione hanno contribuito anche tante pellicole cinematografiche diffuse in tutto il mondo, deve essere definitivamente corretta. Perciò ho chiesto ad Apple di rimuovere l’applicazione da APP store e ho dato mandato all’Avvocatura dello Stato di procedere nelle sedi opportune contro i responsabili”.

giovedì 22 luglio 2010

Le leggi non piacciono a certa magistratura di sinistra

BERLUSCONI: Le leggi non piacciono a certa magistratura di sinistra e il popolo non conta piu' nulla

"La battaglia sulle intercettazioni fa emergere i difetti della nostra democrazia, costruita su una architettura costituzionale non in grado di produrre interventi di ammodernamento e democratizzazione. Le leggi non piacciono a certa magistratura di sinistra e il popolo non conta piu’ nulla".


Lo ha affermato il presidente Silvio Berlusconi che parlando di intercettazioni e delle modifiche apportate al ddl dalla commissione giustizia della Camera, ha sottolineato: "Con le modifiche di oggi si avra’ una legge che lascera’ la situazione pressoche’ come e’ adesso e che non lascera’ agli italiani la liberta’ di parlare al telefono. L’Italia non sara’ un paese davvero civile, come lo e’, ad esempio la democraticissima Inghilterra dove infatti le registrazioni telefoniche non possono essere portate come prova nei processi ne’ dall’accusa ne’ dalla difesa. Qui da noi e’ uno scandalo assoluto. Il privato, senza avere commesso alcun reato, puo’ venire registrato e vedere le sue conversazioni finire sui giornali, con un peso completamente diverso da quello che ha detto, perche’ basta tagliare qua e la’ una frase e il senso cambia."


LA RUSSA: La legge sulle intercettazioni garantisce la privacy e la lotta al crimine

Il ministro della Difesa e coordinatore del Pdl, Ignazio La Russa, ha fatto i complimenti al Guardasigilli Angelino Alfano per una legge, quella sulle intercettazioni, che "centra l’obiettivo di garantire di piu’ la privacy dei cittadini e allo stesso tempo non metta a repentaglio le indagini contro la criminalita"’.

All’uscita da Palazzo Grazioli dove si e’ appena concluso un vertice del Pdl, il ministro La Russa ha poi ribadito che l’intenzione e’ quella di approvare il provvedimento prima della fine dell’estate. Il ministro ha poi spiegato che nel corso del vertice non si e’ parlato del congresso, ma "delle attivita’ parlamentari e della vita del partito". La Russa ha poi criticato l’onorevole Granata per "alcune recenti uscite" sul fatto che alcune parti delle istituzioni e del governo stiano bloccando la ricerca della verita’ sulle stragi di mafia del ’92-93. "E’ andato sopra le righe",

GASPARRI: Basta pm-star, dannosi per la credibilita' delle indagini

"La magistratura, se ha elementi per avviare nuovi giudizi, lo faccia, ma questo stillicidio di dichiarazioni da star mediatiche è certamente dannoso per la credibilità della giustizia e la serietà delle indagini così delicate che Lari ed altri stanno svolgendo".

Lo ha affermato il presidente dei senatori del Pdl, Maurizio Gasparri, che a proposito del chiarimento del procuratore di Caltanissetta che indaga sulle stragi di mafia ha osservato: "Prendiamo atto delle affermazioni odierne del dottor Lari. Vedremo a quali verità ci porteranno queste indagini, tenendo conto che ci sono state delle sentenze passate in giudicato sulla strage di via D’Amelio. Ognuno deve fare il suo dovere. Facciano quel che devono e che la legge gli consente di fare, ma con una serietà e un rigore che sin qui non hanno sempre dimostrato, tant’è che un giorno si dicono alcune cose e il giorno dopo se ne devono dire esattamente altre".

ALFANO: Perseguire gli autori dei reati senza inseguire fantasmi
"L’indagine sulla cosiddetta P3 era ampiamente nota alle cronache giudiziarie grazie a una serie di anticipazioni giornalistiche e alla copertura mediatica che ne e’ seguita."

Lo ha affermato il ministro della Giustizia Angelino Alfano, nella risposta all’interrogazione Idv sul caso del sottosegretario Caliendo:

"Il quadro e’ stato completato dalla sobria e e pacata intervista rilasciata dal procuratore aggiunto di Roma Giancarlo Capaldo a ’Repubblica’ il 17 luglio dal titolo ’Una societa’ occulta devastante che condizionava le istituzioni". Esternazione "invero parzialmente smentita il giorno successivo", che seguiva sul piano logico la "non meno incontinente" intervista data dal procuratore a ’Libero’, dal titolo: ’Cricca: e’ una faida nel Pdl’. Premesse fatte da Alfano per asserire che "tutto e’ noto dell’inchiesta, niente e’ noto invece di cio’ che il sottosegretario Caliendo avrebbe materialmente fatto, agendo illecitamente o in direzione contraria ai doveri dell’ufficio che ricopre".

venerdì 11 giugno 2010

I LIMITI ALL'USO IMPROPRIO DELLE INTERCETTAZIONI DIFFAMATORIE

INTERCETTAZIONI: Il testo votato dal Senato


11 giugno 2010 ore 17:06 Oggi si realizza un punto del programma. Noi consentiamo l’uso della intercettazioni impedendone l’abuso". E’ la soddisfazione espressa dal ministro della Giustizia Angelino Alfano dopo l’approvazione in Senato del disegno di legge sulle intercettazioni.



Il ddl, ha evidenziato Alfano, "e’ stato in Parlamento due anni, ripeto due anni, e questo e’ un tempo congruo perche’ tutte le forze politiche possano determinarsi nel merito delle proprie scelte". Il disegno di legge, ha ricordato il ministro, "proveniva dalla Camera dove con il voto segreto era stato approvato con una maggioranza piu’ ampia della maggioranza, cioe’ aveva ricevuto numerosi voti dell’opposizione".



Dal limite dei 75 giorni alle sanzioni per gli editori e i giornalisti, ecco i punti salienti del disegno di legge che ha avuto il via libera del Senato con il voto di fiducia.



Limiti

Intercettazioni possibili solo per i reati puniti con piu’ di cinque anni. Contempla i reati contro la Pubblica amministrazione e lo stalking. I telefoni possono essere messi sotto controllo per 75 giorni al massimo. Se c’e’ necessita’, vengono concessi altri tre giorni prorogabili di volta in volta. Per i reati piu’ gravi (mafia, terrorismo, omicidio ecc.) le intercettazioni sono possibili per 40 giorni, piu’ altri venti prorogabili.



Divieti e sanzioniGli atti delle indagini in corso possono essere pubblicati non tra virgolette ma con un riassunto. Gli editori che li pubblicano in modo testuale rischiano fino a 300mila euro di multa. Le intercettazioni sono off limits per la stampa fino a conclusione delle indagini: per gli editori che sgarrano ci sono 300 mila euro di multa, che salgono a 450mila euro se si tratta di intercettazioni di persone estranee ai fatti. Colpiti anche i giornalisti: fino a 30 giorni di carcere o una sanzione fino a 10.000 euro se pubblicano intercettazioni durante le indagini o atti coperti da segreto.



Cimici

Niente piu’ microfoni piazzati in casa o in auto per registrare le conversazioni degli indagati. Le intercettazioni saranno consentite al massimo per tre giorni, prorogabili di altri tre.



Pubblici Ministeri

Se il responsabile dell’inchiesta passa alla stampa atti coperti dal segreto d’ufficio e semplicemente va in tv a parlare dell’inchiesta puo’ essere sostituito dal capo del suo ufficio.



Talpe

Chi passa alla stampa intercettazioni o atti coperti dal segreto istruttorio rischia da uno a sei anni di carcere.



Noma transitoria

Le nuove regole si applicano ai processi in corso. Quindi, anche se erano gia’ state autorizzate intercettazioni con le vecchie regole, dovra’ essere applicato il tetto dei 75 giorni.



Riprese

Sulle riprese tv per i processi decide il presidente della corte d’appello, che può autorizzarle anche se non c’e’ il consenso delle parti.



Iene, Striscia, Report

Le registrazione carpite di nascosto sono permesse ai giornalisti professionisti e pubblicisti. Possono essere realizzate anche se c’e’ in ballo l’interesse dello Stato oppure per dirimere controversie giudiziarie. Negli altri casi, carcere da uno a quattro anni.



Clero

Se nelle intercettazioni finisce un sacerdote bisogna avvertire la discesi; se l’intercettato e’ un vescovo il pm deve avvertire la segreteria di Stato vaticana.

BONDI: La campagna mediatica sulle intercettazioni tradisce la Costituzione

"Deve essere chiaro che la campagna mediatica e politica in corso, tanto piu’ schiacciante quanto piu’ lontana dal senso comune dei cittadini, tradisce la nostra Costituzione, contrasta con i principi fondamentali del liberalismo accettati in tutto il mondo democratico e occidentale, ha lo scopo di mantenere una delle anomalie piu’ vergognose in vigore solo in Italia".

Lo ha affermato Sandro Bondi, coordinatore nazionale del Pdl, che ha commentato l’approvazione al Senato della legge sulle intercettazioni: "Dopo l’approvazione della legge che disciplina l’uso delle intercettazioni siamo un Paese piu’ moderno, piu’ civile e piu’ europeo".

martedì 1 giugno 2010

Rispuntano i teoremi mafiosi

CICCHITTO E QUAGLIARIELLO: Ciampi impudente nel chiamare in causa l'attuale governo per le stragi mafiose

"A circa diciassette anni di distanza Carlo Azeglio Ciampi, futuro presidente della Repubblica e all’epoca presidente del Consiglio, comunica che nel 1993 egli ebbe il dubbio che gli attentati del 27 luglio di quell’anno fossero funzionali a un colpo di Stato. E arriva all’impudenza di chiamare in causa l’attuale governo intimandogli di non fare, sul possibile golpe del ’93, cio’ che lui ha invece fatto per diciassette anni: tacere".

Lo scrivono Fabrizio Cicchitto (capogruppo del Pdl alla Camera) e Gaetano Quagliariello (vice capogruppo del PdL al Senato), entrambi componenti del Copasir, in un articolo per il quotidiano ’Libero’.

"Ciampi si pone dunque dichiaratamente sulla scia e alla stessa stregua di Walter Veltroni, il quale pretenderebbe, non si sa a che titolo, che l’attuale governo chiarisca e risponda di tutti i misteri della storia d’Italia. La vicenda e’ ancor piu’ inquietante in quanto assieme a questa inopinata chiamata in causa di Berlusconi, Veltroni e Ciampi dicono cose gravissime per cio’ che riguarda i giorni nostri. Ciampi, in sorprendente assonanza con sibilline affermazioni rese da Massimo Ciancimino sugli schermi di Annozero tre puntate fa, arriva a sostenere che ’il clima che si respira oggi, a tratti, sembra pericolosamente rievocare quello del 92-93’."


CICCHITTO-QUAGLIARIELLO: Nel '92-'93 Scalfaro fu eletto Capo dello Stato e la sinistra era destinata a vincere le elezioni
"Poiche’ vi e’ chi continua a insinuare a carte coperte - non ultimo il senatore Zanda ieri sera - preferiamo rispondere a carte scoperte. Cominciando con una questione di metodo: e’ singolare che sulle stragi e sulle bombe del ’92-’93 si addebiti l’onere della verita’ al governo in carica come fosse un capo di imputazione e si accetti supinamente che il presidente del Consiglio allora in carica abbia aspettato diciassette anni per denunciare i suoi sospetti di pianificazioni golpiste. Assai meglio altri altissimi esponenti istituzionali dell’epoca, che oggi invitano a non confondere i ruoli e a non spacciare per verita’ giudiziarie suggestioni di altra natura".
Lo hanno dichiarato in una nota congiunta Fabrizio Cicchitto, capogruppo del PdL alla Camera, e Gaetano Quagliariello, vicecapogruppo vicario del PdL al Senato, entrambi componenti del Copasir. "Quanto al clima di quegli anni , quale fosse la parte politica destinata a prendere il potere sulle macerie di Tangentopoli lo si evince chiaramente dai dati storici: a cominciare da quelle amministrative del ’93 che, ad esempio, videro Palermo decretare un plebiscito a favore di Leoluca Orlando Cascio, Catania e Torino mandare al ballottaggio due candidati di sinistra, e Milano portare fino al secondo turno un altro candidato della Rete. Nel ’92-’93 c’era una parte politica che aveva isolato e tentato di delegittimare Giovanni Falcone, che era tanto forte da poter determinare l’elezione di un presidente della Repubblica sull’onda emotiva delle stragi di mafia, e che era universalmente considerata una ’gioiosa macchina da guerra’ destinata alla vittoria e al potere. Un quadro documentato ben piu’ concreto e reale di fumose ’preveggenze’ su forze ’in via di formazione’ di cui neanche la piu’ spregiudicata mistificazione riuscira’ a retrodatare la nascita e a infangare la genesi. Noi non siamo appassionati quanto i nostri avversari di dietrologie e trattative, ma se dietrologia deve essere, almeno si rispettino i fatti e la loro sequenza inconfutabile".

BONDI: Il premier combatte la mafia, la sinistra e' irresponsabile
"Viviamo in uno strano Paese, in cui l’attuale governo, presieduto dal Presidente Berlusconi, e’ il governo che nella storia della nostra Repubblica ha sferrato la lotta piu’ incisiva ed efficace contro la criminalita’ organizzata, mentre la sinistra con in testa l’ineffabile Veltroni, una parte dell’informazione e della cultura militante si ergono a paladini della lotta alla mafia e romanzano irresponsabilmente la storia italiana sulla base di ipotesi ritagliate unicamente sui propri interessi politici". Lo ha affermato Sandro Bondi, Coordinatore del Pdl, a proposito di alcune ipotesi sulla stagione stragista del ’93.

lunedì 15 febbraio 2010

I Fatti di Bertolaso:I rifiuti in Campania non più emergenza

Lo stato è tornato a fare lo stato. I rifiuti in Campania: problema risolto



Il Governo in soli 58 giorni ha messo fine alla fase più critica dell’emergenza rifiuti.

Il 23 maggio 2008, nella prima riunione operativa del Consiglio dei Ministri (tenutasi a Napoli come da impegno preso in campagna elettorale), il Governo ha stabilito una serie di interventi che in soli 58 giorni hanno messo fine alla fase critica dell’emergenza rifiuti in Campania. Il risultato è stato raggiunto con un grande lavoro, che ha visto impegnati in prima linea il Presidente del Consiglio (per otto volte a Napoli in meno di tre mesi), il sottosegretario Bertolaso e il generale Giannini, comandante dei militari impiegati durante la fase più acuta dell’emergenza per vigilare sulle discariche. Il 31 dicembre 2009 è finita la fase dell’emergenza. Ora spetta alle amministrazioni locali continuare sulla strada intrapresa nei 18 mesi precedenti.

PER SAPERNE DI PIÙ

www.emergenzarifiuticampania.it

E-mail: info@emergenzarifiuticampania.it

Call center “Campania pulita”: 081 2444 081

Nel 2008 erano 551 i Comuni della Campania interessati dall’emergenza. Questi centri producono circa 7.200 tonnellate di rifiuti al giorno: uscire dall’emergenza ha comportato raccogliere e avviare a smaltimento la produzione quotidiana di immondizia insieme con le migliaia di tonnellate accumulatesi nei mesi precedenti. Sono state attivate tutte le discariche che era possibile mettere in funzione immediatamente; parte dell’immondizia è stata avviata in Germania (500 le tonnellate massime al giorno); parte è stata pretrattata e avviata agli impianti di termovalorizzazione di altre Regioni. L’invio dei rifiuti in Germania è terminato a marzo 2009, con conseguente forte risparmio di denaro pubblico.

Nel febbraio 2009 è stata aperta la discarica di Chiaiano, che si è unita alle discariche di Savignano Irpino, e di Sant’Arcangelo Trimonte. Mentre proseguono i lavori per la realizzazione della discarica di San Tammaro che potrà accogliere fino a 1.200.000 tonnellate, il 10 giugno è stata aperta cava Sari, la prima parte della discarica di Terzigno, in grado di ospitarne, al momento, 600.000. Il termovalorizzatore di Acerra, il primo in Campania, ha aperto il 26 marzo 2009. Punto di svolta per la risoluzione dell’emergenza rifiuti, i tre forni del termovalorizzatore, sono in grado di bruciare 1.800-1.900 tonnellate di rifiuti al giorno, producendo energia elettrica per 200.000 famiglie.

Il termovalorizzatore di Acerra si aggiunge a quelli da tempo in funzione a Vienna, Parigi, Montecarlo, Amsterdam, Amburgo, Copenaghen, Milano, Brescia e in tante altre città europee, che hanno trasformato i rifiuti da problema in risorsa energetica. Per i termovalorizzatori di Salerno e Napoli, sono state avviate le procedure di appalto e di individuazione dell’area. Il Governo resterà fortemente impegnato a Napoli e in Campania, per assicurare i luoghi e le condizioni per lo stoccaggio e lo smaltimento, lavorando con i Comuni, le Province, la Regione, per il tempo necessario a rendere operativa la realizzazione di impianti per il trattamento rifiuti e la raccolta differenziata.

I Comuni sono responsabili della raccolta quotidiana dei rifiuti, del monitoraggio della qualità della raccolta differenziata e della promozione di mirate campagne di comunicazione ai cittadini. I Comuni inadempienti subiranno richiami e sanzioni, che possono giungere fino allo scioglimento del consiglio comunale e al commissariamento. Il 31 dicembre 2009 sono stati commissariati 3 comuni: Maddaloni, Casaldiprincipe, Castel Volturno. Lo sforzo eccezionale del Governo proseguirà fino alla fine dell'emergenza, prevista per 31 dicembre 2009. La soluzione della questione rifiuti richiederà almeno due anni di lavoro, per rendere definitive le soluzioni avviate e per la diffusione della raccolta differenziata.

Dal Sito del Governo Italiano

[02 febbraio 2010]

sabato 24 ottobre 2009

CASO MARRAZZO E LIBERTA' DI STAMPA

LABOCCETTA: Sto preparando 10 domande al presidente Marrazzo

"I contorni e gli scenari della vicenda Marrazzo sono ben piu’ gravi di quello che appare, i giornali purtroppo, fatte alcune eccezioni mostrano una cautela che non e’ stata affatto adottata in altri casi.
Sto preparando e inoltrero’ al presidente Marrazzo dieci domande, ispirandomi a quelle del quotidiano ’Repubblica’, per sapere cosa c’era in quel video, se ha pagato e con quali soldi ha pagato e con chi intratteneva certi rapporti". Lo ha affermato Amedeo Laboccetta, deputato Pdl e componente della commissione parlamentare Antimafia. "Noto un certo doppiopesismo nella rappresentazione di fatti in cui Marrazzo potrebbe aver esposto l’istituzione che rappresenta".

CAPEZZONE: Il caso Marrazzo insegni alla sinistra ad evitare i doppiopesismi
"Da cittadino, e da cittadino che vota nel Lazio, ho mille motivi di dissenso da Piero Marrazzo, e mi auguro che dalla prossima primavera non sia piu’ Governatore regionale.Ma oggi gli esprimo totale solidarieta’.
"E` indecente che la lotta politica possa essere basata su ricatti, violazioni della privacy e invasioni nella vita privata". Lo ha affermato Daniele Capezzone, portavoce della Pdl. "La polemica va fatta sulla politica, non certo con questi mezzi. E sarebbe auspicabile che anche la sinistra adottasse questo metodo, sia per I suoi esponenti che per I suoi avversari, senza doppiopesismi"

NAPOLI: Anche nel caso Marrazzo il Pd offre una vergognosa doppia morale
"Le palate di sabbia rovesciate in tutta fretta dal Pd sulla vicenda a luci rosse che potrebbe coinvolgere il presidente della Regione Lazio sono il sintomo di una doppia morale vergognosa e francamente maleodorante". Lo ha affermato Osvaldo Napoli, deputato del Pdl, che ha osservato:
" Elogiare Piero Marrazzo per ’l’eroismo’ mostrato nel denunciare il ricatto di quattro Carabinieri e’ vomitevole. Ma come, in questi casi il Pd non ha sempre sostenuto ’piena fiducia nell’operato della magistratura"? Allora, anche in questo caso, si lascino lavorare gli inquirenti affinche’ accertino, magari con l’aiuto dello stesso Marrazzo, se esiste o no il video in questione". E Dario Franceschini, segretario ormai "scaduto come uno yogurt, si risparmi le sue filippiche se pensa cosi’ di imbrogliare gli italiani. Nessuna condanna per nessuno: c’e’ la magistratura che indaga e fara’, si spera, un po’ di chiarezza. Ma trasformare un’eventuale debolezza umana in un’aureola di santita’, Franceschini, ma ci faccia il piacere.."

mercoledì 21 ottobre 2009

All'Europarlamento sconfitte le forze anti-italiane

GASPARRI: All'Europarlamento sono state sconfitte le forze anti-italiane

"Direbbe Di Pietro: il diavolo fa le pentole, ma non i coperchi. L’iniziativa sulla presunta mancanza di liberta’ di informazione in Italia assunta nel Parlamento europeo si e’ conclusa con una clamorosa bocciatura.

I bugiardi faziosi sono stati smascherati. Il tentativo di denigrazione del nostro Paese e’ miseramente fallito. Di Pietro e la sinistra sono serviti, e si confermano forze marginali, perdenti ed anti-italiane". Lo ha affermato il capogruppo del Pdl al Senato Maurizio Gasparri.

CAPEZZONE: Il comportamento di Pd e Idv a Strasburgo é una vergogna per il Paese

"E’ una vergogna che, ancora una volta, in sede di Parlamento europeo, Pd e Idv abbiano cercato di sputtanare - questo e’ il termine che piu’ rende l’idea - l’immagine del nostro Paese.

Non ci sono riusciti, e sono stati battuti nel voto. Ma chi risarcira’ l’Italia e gli italiani per questo ennesimo danno che la cattiva politica ha cercato di procurare?". Lo ha affermato Daniele Capezzone, portavoce del Pdl, commentando il voto contrario dell’Europarlamento alla condanna dell’Italia sul tema dell’informazione


MAURO: La delegazione del Pdl a Strasburgo é stata capace di spiegare

"La delegazione italiana del Popolo della Liberta’ e’ stata capace di spiegare al Parlamento Europeo che non c’era un contenuto vero dietro la risoluzione sulla liberta’ di stampa facendo capire anche alla sinistra europea che seguendo ciecamente le proposte della sinistra italiana sarebbe andata incontro ad un vero e proprio suicidio politico".

Lo ha affermato in una nota il presidente dei Deputati del Popolo della liberta’ al Parlamento europeo, Mario Mauro, dopo il voto con il quale il Parlamento europeo ha respinto la Risoluzione per la liberta’ di stampa in Italia promossa da Italia dei Valori e Pd. "Oggi il Parlamento europeo ci ha fatto fare un bagno di realismo, smantellando l’impianto accusatorio e strumentale di chi sostiene che la causa del male sia una singola persona. Dal voto di oggi e’ emerso chiaramente cio’ che sosteniamo da tempo: in tutta questa vicenda non c’e’ un contenuto vero, ma c’era solo la volonta’ di attivare con un pretesto una forte critica al governo Berlusconi. Crediamo comunque che questa debba essere l’occasione per aprire un serio dibattito sulla concentrazione dei media in Europa. Su questo la nostra disponibilita’ e’ massima".


RONZULLI: Dalla Ue un verdetto indiscutibile

"Anche l’Europa ha preso atto che l’opposizione italiana è affetta da delirio allucinogeno".

Lo ha affermato in una nota l’europarlamentare del Pdl Licia Ronzulli."Non possiamo esultare perché avremmo certamente preferito andare in assemblea e parlare dei problemi veri per i quali la gente ci chiede soluzioni. Ci consola che almeno l’Europa abbia dato un verdetto che nessuno potrà mettere in discussione. La libertà di stampa in Italia non è altro che il tentativo da parte di gruppi editoriali, magistrati e politici di delegittimare il premier Berlusconi e l’operato del suo governo. E’ di questo bavaglio che l’Italia si deve liberare".

BONIVER: A Strasburgo è uscita sconfitta l'opposizione

"Per una volta il Parlamento europeo ha mostrato buon senso respingendo l’offensiva dell’opposizione italiana che voleva far condannare l’Italia sul delicatissimo tema della liberta’ di stampa".

Così si é espressa Margherita Boniver, presidente del comitato parlamentare Schengen, che e: "Il Pe vota per dire che in Italia non ce’ il tiranno: questo dispiacera’ molto all’opposizione disfattista e anti italiana rappresentata dall’Idv che non si vergogna di esportare all’estero il suo livore e le sue ridicole accuse".

venerdì 16 ottobre 2009

LA STAMPA ESTERA CALUNNIA I NOSTRI SOLDATI

BONIVER: Le accuse del Times sono infamanti

"Infamanti le accuse del ’Times’ rivolte al nostro Paese, colpevole a suo dire di ’pagare i talebani’, accuse che mettono cosi’ a repentaglio l’incolumita’ delle truppe alleate.
Siamo di fronte ad un ennesimo caso di cannibalismo mediatico contro l’Italia privo di qualsiasi supporto e volto a sminuire l’essenziale ruolo militare nella ricostruzione che il nostro contingente svolge in modo eccellente pur pagando un altro tributo di sangue". Lo ha affermato il presidente del comitato Schengen, Margherita Boniver, la quale ha sottolineato: "Accuse stantie che ricordano analoghe considerazioni rivolte sempre ai nostri governi negli anni ’80, accusati di essere conniventi con il terrorismo palestinese per mettere a riparo il nostro territorio".

La RUSSA: Denunceremo il "Times" per le offese ai nostri soldati in Afghanistan

"La notizia, riportata dal ’Times’, secondo cui i servizi italiani avrebbero pagato i talebani per evitare attacchi contro i militari è prima di tutto offensiva per i nostri morti e feriti in Afghanistan, per il quotidiano impegno dei nostri soldati, ora come in passato".
Lo ha affermato il ministro della Difesa Ignazio La Russa che ha spiegato di aver "proceduto al doveroso accertamento, anche presso i servizi segreti, e ho la conferma, ma per la Difesa già potevo metterci le mani sul fuoco, che nessun organo dello Stato ha operato nei modi descritti dal ’Times’. E’ vergonognoso che questo giornale, che si sta distinguendo in campagna anti italiana, abbia pubblicato questa spazzatura senza consultarci, raccogliere un parere, verificare l’informazione".

venerdì 2 ottobre 2009

LA LIBERA GOGNA MEDIATICA

"A che cosa dobbiamo ancora assistere, che cosa dobbiamo ancora vedere davanti agli schermi della televisione, per renderci conto tutti, indistintamente, che e’ giunto davvero il momento di dire basta ad una televisione degradante dei costumi civili e politici del Paese e di aprire una pagina nuova in cui la televisione puo’ acquistare una funzione positiva rispetto alla necessita’ di un elevamento dello spirito pubblico e della coscienza democratica di una nazione".
Lo ha affermato il ministro dei Beni Culturali e coordinatore nazionale del Pdl, Sandro Bondi, che ha osservato:
"Allo scopo di riflettere sulle iniziative assunte da alcuni Paesi europei sul ruolo che i mezzi di comunicazione e la televisione in particolare possono svolgere nel rafforzamento del tessuto sociale e democratico ho preso l’iniziativa di invitare prossimamente a Roma alcuni dei ministri della cultura dei Paesi europei, le cui iniziative hanno evidenziato la possibilita’ di sperimentare soluzioni nuove in grado di fornire una soluzione ad un problema che riguarda tutti".
"Il fatto che ben due trasmissioni Rai, ’AnnoZero’ e ’In 1/2h’, si siano contese la presenza di Patrizia D’Addario con la vittoria della prima e’ l’indice non solo dell’esplosione di una faziosita’ politica mai prima verificatasi, ma anche di un autentico e profondo degrado. Ma il problema Rai e’ piu’ di fondo". Ad affermarlo e’ il presidente dei deputati del Pdl Fabrizio Cicchitto, che in una nota stila una sorta di elenco dei faziosi e sollecita il vertice Rai ad intervenire per cambiare le cose.
"A parte ’Porta a porta’, che e’ fondamentalmente neutrale, esistono in Rai una serie di talk show e di cosiddetta satira politica -’L’Infedele’, ’Ballaro", ’Parlaconme’, ’Annozero’, ’Report’, ’Chetempochefa’, ’In 1/2h’- tutti orientati politicamente a sinistra con gradazioni diverse di faziosita’. Ne’ ci lasciamo imbrogliare dalla retorica sulla liberta’ della satira, una satira che ha un tasto solo, quello di Berlusconi, diventa solo faziosita’ pura. La Rai come azienda deve porsi due problemi di fondo. Il primo non e’ costituito dallo sciopero organizzato del canone, ma dal suo rigetto spontaneo da parte di milioni di telespettatori che non vedono minimamente rispecchiati in questa Rai le loro sensibilita’.
Il secondo e’ costituito dall’assenza in questa fascia assai importante di trasmissioni-dibatito di un autentico pluralismo, a parte la variante impazzita costituita da ’Annozero’ nella quale e’ consentito ad un signore, Travaglio, di poter dire quello che vuole in prima serata senza contraddittorio. A questo punto il Presidente, il direttore generale, i membri del Consiglio di Amministrazione sono di fronte ad un problema di fondo con il quale devono fare i conti. Finora le risposte sono largamente insoddisfacenti e segno dell’arroccamento di una parte e dei complessi di inferiorita’ dell’altra. In questo quadro, accompagnato da una realta’ della stampa italiana il cui indubbio pluralismo vede comunque la prevalenza di orientamenti antigovernativi o di totale indipendenza, la manifestazione del 3 ottobre e’ l’intreccio fra una manifestazione di propaganda e una cosa poco seria".
"La sinistra tutta, da quella che manifesterà sabato a quella di Repubblica, abbia la cortesia di rispondere a 3 domande, in nome della libertà di informazione".A chiederlo, in una nota, é Mario Valducci, presidente della commissione Trasporti, Poste e Telecomunicazioni della Camera dei Deputati.


"1) E’ vero che Paolo Ruffini, direttore di RaiTre in quota Pd, ha vivamente consigliato a Lucia Annunziata di non intervistare Patrizia D’Addario per i gravi danni di immagine ed economici che avrebbe potuto apportare alla rete la sua partecipazione? Se sì, perché invece è stata consentita alla D’Addario la partecipazione ad Annozero?

2) Stante l’attuale disequilibrio dei programmi Rai che vedono almeno 6 trasmissioni dichiaratamente di sinistra, non crede la sinistra stessa che i direttori di rete e il Cda della Rai debbano intervenire per riequilibrare la situazione?
3) Non crede la sinistra che il Cda della Rai debba intervenire per impedire il danno d’immagine ed economico che potrebbe derivare dal diffondere dichiarazioni supportate da audio rubati in un’abitazione privata (non è riciclaggio?), in spregio a qualsiasi regola di privacy? Sono sicuro che la sinistra non avrà difficoltà a rispondere a queste semplici 3 domande, sempre in nome della libertà di informazione".

"Inviterei la sinistra a riflettere sui sondaggi diffusi nel corso della trasmissione Ballaro’. Anche un programma insospettabile nel suo rapporto con il presidente Berlusconi, essendo notoriamente critico, ha certificato con una serie di sondaggi non solo la netta prevalenza del centrodestra, ma anche un giudizio molto lusinghiero nei confronti di Berlusconi".
Lo ha dichiarato Maurizio Gasparri, presidente dei senatori Pdl. "Il sondaggio ha anche dimostrato che alcune polemiche di tipo personale hanno penalizzato e svantaggiato la sinistra, sia quella giornalistica che quella politica che quella televisiva. Insomma i vari Franceschini, Bersani e company hanno molto da riflettere sul disastro che hanno causato. Insieme ai sondaggi di Ballaro’ suggerirei anche una riflessione sulla copertina de ’l’Unita" che rappresenta il Pd come un luogo di rissa e di esplosioni. Che pena questa sinistra che marcia verso il fallimento".







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LIBERTA' DI STAMPA ALLA FRANCESE

"Basta calunniare l’Italia". S’intitola cosi’ l’articolo che l’ambasciatore italiano a Parigi, Giovanni Caracciolo di Vietri, scrive oggi su Liberation. "Spirito critico, ironia, dialettica polemica della stampa libera sono valori che condividiamo e rispettiamo in Italia come in Francia, ma non puo’ essere cosi’ quando si traducono nell’insulto, la calunnia e l’ingiuria", afferma il diplomatico, rispondendo all’articolo di Martin Rueff "Berlusconi, l’uomo che ha messo lo spettacolo al posto della politica", comparso sullo stesso quotidiano francese il 17 settembre.
Un articolo, ha sottolineato il nostro ambasciatore, caratterizzato da "paternalismo" e pregiudizio", nel quale l’autore si rivolge in maniera "apertamente denigratoria" al capo del governo italiano per trarne "conclusioni apodittiche sulla psicologia collettiva del suo popolo e per mettere in dubbio il senso dello stato e l’etica civica di tutta la sua classe politica. E’ completamente falsa", scrive Caracciolo, la percezione "di un popolo italiano irreversibilmente abbrutito da una cultura dei soldi facili" con la gente che "ignora cosa avviene realmente nel proprio paese".
Alle accuse di controllo dei media da parte di Berlusconi, l’ambasciatore risponde "che una parte importante della stampa rimane molto critica" del capo del governo senza pero’ essere mai giunta "a dubitare del merito e delle qualita’ dell’imprenditore Berlusconi". E infine Caracciolo ha stigmatizzato duramente l’accusa che il presidente del Consiglio si sia "arricchito con i soldi della mafia". "La gravita’ di tali affermazioni e soprattutto la totale mancanza di un qualsiasi fondamento", afferma l’ambasciatore, denotano "calunnia pura e semplice".












venerdì 25 settembre 2009

La Libertà di stampa di Anno Zero

Ironia della sorte: chi poteva fare spot migliore contro la manifestazione del 3 ottobre sulla libertà di stampa? Semplice, uno dei firmatari e dei più accaniti e feroci sostenitori della tesi secondo cui in Italia ci sarebbe un regime, Silvio Berlusconi sarebbe un dittatore e i giornalisti sarebbero tutti costretti da un bavaglio che impedisce loro di scrivere o dire ciò che vogliono, fossero verità o menzogne, petali di rosa o letame.

Giovedì sera ad AnnoZero è andata in onda per tre ore filate la plastica dimostrazione che se esiste un problema in Italia questo è rappresentato dalla possibilità per determinati, potentissimi giornalisti, di fare ciò che vogliono senza pagare dazio. E se qualcuno cerca di difendersi, rivolgendosi a quella magistratura tanto amata da Santoro e Travaglio, questi viene bollato come eversivo. Con i soldi degli italiani il giornalista nato con mamma Rai, approdato a Mediaset dove, per sua stessa ammissione, poteva contare su una maggiore libertà, diventato deputato europeo grazie al suo antiberlusconismo, ritornato in Rai solo perché i soliti magistrati hanno obbligato la tv di Stato con una sentenza a reintegrare lui e il suo programma, ha messo in scena una puntata di AnnoZero che in realtà è stata un delirio di diffamazioni, insulti, offese, accuse, veleni, gogne politico-giornalistico-pseudogiudiziarie nei confronti di tutti coloro che in un modo o nell’altro non hanno attaccato Berlusconi come avrebbero desiderato questi giacobini del terzo millennio.
In sostanza, con la scusa di una mancata libertà di stampa che esiste solo nella mente della Fnsi, a Santoro e Travaglio viene permesso di sostenere qualsiasi tesi senza la benché minima possibilità di sanzionarli. Siamo al paradosso della censura al contrario, secondo il quale la vittima delle diffamazioni, anche le più pesanti, diventa aguzzino solo perché vuole difendere dalle menzogne la sua onorabilità e il buon nome della famiglia. A questo punto viene da chiedersi su cosa manifesteranno i giornalisti il prossimo 3 di ottobre, appurato che in Italia di libertà di stampa ce n’è pure troppa (vista l’impunità che favorisce chiunque attacchi senza regole Berlusconi). Abbiamo un piccolo ma fondato sospetto: quel giorno, con la scusa di voler troncare l’inesistente guinzaglio che terrebbe legata l’informazione, arriverà un’altra violenta, pesante, infamante sequela di insulti al Presidente del Consiglio. E meno male che i giornalisti non sono liberi. Pensa se lo fossero...
P.d.L.

mercoledì 23 settembre 2009

CAMPAGNA DI DESTABILIZZAZIONE CONTRO IL PREMIER

Secondo il ministro Matteoli è in atto una campagna di destabilizzazione contro il premier
"I continui attacchi al premier sottolineano che qualcuno si sta impegnando moltissimo per creare scompiglio e sarebbe riduttivo pensare che dietro questa campagna ci sia solamente qualche quotidiano.
Nessuno ha la forza di attaccare Berlusconi, a meno che la regia dell’eventuale complotto non sia in mano ai poteri forti". Lo ha affermato nel corso di in una intervista a ’Il Tempo’, il ministro delle Infrastrutture Altero Matteoli. "Colpo di Stato? Non credo che Brunetta intendesse un vero e proprio golp. Sicuramente, pero’, analizzando i continui attacchi perpetrati contro il presidente del Consiglio, si capisce come sia in atto una
campagna di destabilizzazione contro Silvio Berlusconi e tutto il suo governo".
Per Sandro Bondi  il ministro  Brunetta dà voce all'Italia silenziosa ma forte
"Renato Brunetta ha il merito di aver dato voce ad una maggioranza finora silenziosa, ma ora consapevole della propria forza, delle proprie ragioni e delle proprie responsabilita"’. Lo ha affermato il ministro dei Beni culturali e coordinatore del Pdl Sandro Bondi, nel commentare le parole pronunciate nei igiorni scorsi  dal ministro della Pubblica amministrazione contro certa sinistra italiana.
"Renato Brunetta ha compiuto un’opera culturale, nel senso che ha squarciato il velo di ipocrisia che divide la maggioranza dei cittadini italiani da una minoranza che disprezza il voto popolare, e che pretenderebbe di sostituirsi ad esso sulla base di un’aristocratica concezione della democrazia; una minoranza che spadroneggia nel campo dell’organizzazione della cultura grazie ai denari pubblici, senza volersi assoggettare al giudizio del pubblico anzi disprezzandolo; una minoranza che ha l’ardire di sbandierare ancora una pretesa diversita’ morale con il risultato di straziare ingiustamente gli avversari politici e di sfigurare il volto dell’Italia nel mondo; una minoranza che non hai mai dismesso l’obiettivo di ribaltare i risultati elettorali, non tramite una sana e regolare competizione, bensi’ utilizzando l’arma del discredito, del linciaggio mediatico, della delegittimazione morale e dell’uso politico della giustizia".
Per Mariastella Gelmini le parole di Brunetta sui poteri forti rispecchiano la realtà
"Quanto affermato a Cortina dal ministro Renato Brunetta rispecchia perfettamente quello che sta accadendo in Italia. C’e’ un tentativo, neanche troppo celato, di sovvertire un governo eletto dal popolo attraverso operazioni di palazzo che nulla hanno a che fare con l’opinione degli italiani.
Il consenso per questo governo e’ stabile al 60%, ed e’ rimasto costante in tutti questi mesi nei quali lobby giornalistiche e finanziarie hanno tentato di oscurare l’immagine del Presidente del Consiglio. Gli italiani apprezzano un governo che e’ poco radical chic e molto vicino ai problemi della gente, lontano dai salotti, concentrato sulle cose concrete che servono al Paese. Per questo il governo Berlusconi non si fara’ intimidire e continuera’ la sua azione riformatrice". Ha concluso il ministro dell’Istruzione, Mariastella Gelmini.

I MEDIA CENSURANO I SUCCESSI DEL GOVERNO

C’è un’Italia della quale il circuito stampa-Palazzo non parla, preferendo nuovamente occuparsi di veleni e di intrighi. Non pago, evidentemente, del fiasco della stessa campagna condotta a ridosso dell’estate. Finite le vacanze, si riaprono i faldoni dei gossip. Eppure questa Italia ignorata dal potere giornalistico-giudiziario-politico è quella che più interessa alla gente; anzi, è la sola che interessa. Ed è l’Italia che preferiamo anche noi, frutto di oltre un anno di lavoro del governo.

Entro la fine dell’autunno 30 mila sfollati dell’Abruzzo avranno tutti una casa nuova, sicura, confortevole e antisismica. Silvio Berlusconi  il 15 settembre ha consegnato, con la consueta cornice polemica della stampa radical schic,  le prime  villette. Consegnare le case entro cinque mesi dal sisma era stato fin da aprile un preciso impegno del governo; pareva un azzardo, ma la promessa è stata mantenuta. Un miracolo, tanto più se confrontato agli scandali ed ai container dei terremoti dell’Umbria, delle Marche, del Belice, dell’Irpinia. Nel frattempo partirà la ricostruzione dei vecchi edifici e dei luoghi storici; il tutto senza tasse e gabelle aggiuntive.
L’anno scolastico inizia con gli insegnanti al loro posto, con una riforma già avviata, e con la soluzione del problema dei precari (12 mila) creato dalla sinistra. A tutti questi docenti in attesa di sistemazione saranno garantiti uno stipendio o una supplenza. Ricordate le proteste di un anno fa? Oggi l’opposizione tace, i fatti hanno fornito la smentita più clamorosa.
La crisi economica si avvia a soluzione. Ci sarà tempo per la ripresa vera e propria, ma nel frattempo tutti gli organismi internazionali e nazionali (Fondo monetario, Ocse, Banca mondiale, Confindustria, Bce) indicano nell’Italia uno dei paesi che uscirà prima e meglio dal tunnel. La caduta del Pil del 2009 sarà inferiore alle pur severe previsioni del governo; nel 2010 avremo un inizio di ripresa più robusta di quella attesa.

Ma ciò che più è importante è l’assieme di dati sulla disoccupazione. La media dei disoccupati in Italia è di un punto inferiore a quella dei paesi dell’Euro e dei principali partner europei, a cominciare dalla Germania, dalla Gran Bretagna e dalla Spagna. Dei 10 miliardi di euro messi a disposizione dal governo per le misure di sostegno all’occupazione, finora le aziende ne hanno utilizzati solo due. L’impegno solenne era: “Non lasceremo indietro nessuno”; impegno mantenuto.
Altrettanto importante la fiducia di aziende e famiglie. Entrambe, come ha rilevato tra fine agosto ed inizio settembre l’Isae, in netta ripresa. La frase  nei giorni scorsi  da Berlusconi “sono un missionario dell’ottimismo” non è uno slogan, non è propaganda, ma la realtà dei fatti. Il Paese ha creduto nel governo, ed è stato ripagato.
Gli sbarchi dei clandestini sono diminuiti del 90 per cento grazie ad una politica più rigorosa e agli accordi con la Libia. Al tempo stesso si stanno riducendo i reati nelle città dovuti all’immigrazione irregolare. Nel complesso il calo è dell’8,1 per cento; ma per alcune tipologie si va ben oltre: borseggi meno 23 per cento, scippi meno 19, furti d’auto meno 17, rapine meno 11, furti in abitazioni meno 10 per cento. Aumenta il rigore delle forze dell’ordine: il numero degli arrestati cresce del 10%, quello dei condannati del 5.
Tutto ciò è frutto sia della percezione di un governo che fa sul serio, sia della pratica attuazione prima delle direttive ai sindaci, poi del pacchetto sicurezza diventato legge. Per questo risultano ancora meno comprensibili, e rubricabili a pura polemica politica, le critiche ricorrenti sulla “mano dura” contro i clandestini: mano dura sì, ma giusta e nell’interesse dei cittadini.
Tra le critiche sull’immigrazione ci sono, come è noto, quelle di Gianfranco Fini. Polemiche che sembrano riguardare più la politica che la cronaca; ma in ogni caso polemiche libere e legittime, come ha confermato ri Berlusconi.
Polemiche libere e legittime, al di là del loro contenuto, proprio perché il Popolo della Libertà non è una caserma, come molti si ostinano a ripetere. La dialettica di Fini lo dimostra e lo conferma.
Un lungo elenco di cose alle quali l’opinione pubblica presta grande attenzione: rappresentano la loro vita quotidiana. Lavoro, scuola, sicurezza. Meno attenzione, ne siamo certi, la gente riserva in questo momento alla marea di verbali, polemiche inutili, finte rivelazioni, scoop fasulli, appelli di intellettuali. Qui siamo in pieno Palazzo; là nel Paese reale.
P.d.L.