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martedì 3 gennaio 2017

I Sottosegretari di Stato del Governo Gentiloni

I Sottosegretari di Stato del Governo Gentiloni

29 Dicembre 2016
NOMINA DEI SOTTOSEGRETARI DI STATO
Nel corso della riunione del 29 dicembre 2016, il Consiglio dei Ministri ha nominato 41 Sottosegretari di Stato, nei limiti imposti dalla legge:
Presidenza del Consiglio
Maria Teresa Amici, Gianclaudio Bressa, Sandro Gozi, Luciano Pizzetti, Angelo Rughetti
Affari esteri e cooperazione internazionale
Vincenzo Amendola, Benedetto Della Vedova, Mario Giro
Interno
Gianpiero Bocci, Filippo Bubbico, Domenico Manzione
Giustizia
Federica Chiavaroli, Cosimo Maria Ferri, Gennaro Migliore
Difesa
Gioacchino Alfano, Domenico Rossi
Economia e finanze
Pier Paolo Baretta, Luigi Casero, Paola De Micheli, Enrico Morando
Sviluppo economico
Teresa Bellanova, Antonio Gentile, Antonello Giacomelli, Ivan Scalfarotto
Politiche agricole, alimentari e forestali
Giuseppe Castiglione, Andrea Olivero
Ambiente e tutela del territorio e del mare
Barbara Degani, Silvia Velo
Infrastrutture e trasporti
Umberto Del Basso De Caro, Riccardo Nencini, Simona Vicari
Lavoro e politiche sociali
Franca Biondelli, Luigi Bobba, Massimo Cassano
Istruzione, università e ricerca
Vito De Filippo, Angela D’Onghia, Gabriele Toccafondi
Beni e attività culturali e turismo
Dorina Bianchi, Ilaria Borletti Buitoni, Antimo Cesaro
Salute
Davide Faraone

mercoledì 14 dicembre 2016

I MINISTRI DEL GOVERNO GENTILONI

Come si rileva dagli atti parlamentari martedì 13 il Presidente Gentiloni ha depositato testo dichiarazioni programmatiche rese alla Camera
Nella seduta di martedì 13 dicembre, il Presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni, ha depositato in Aula il testo delle dichiarazioni programmatiche, rese alla Camera dei deputati. Nella seduta unica di mercoledì 14, con inizio alle ore 9,30, è all'ordine del giorno la discussione sulle comunicazioni del Premier, che interviene in replica alle ore 13, in diretta televisiva a cura di Rai Parlamento. Seguono quindi le dichiarazioni di voto e intorno alle ore 15 la chiama per il voto di fiducia al nuovo Governo.
Come si legge nel comunicato di seduta di martedì 13 dicembre, il Presidente Gentiloni ha definito il suo Esecutivo - nato dopo le dimissioni rassegnate da Matteo Renzi per la bocciatura referendaria della riforma costituzionale - un Governo di responsabilità, garante delle istituzioni, la cui durata sarà decisa dalle forze politiche. Pur nascendo in un contesto nuovo, l'Esecutivo si fonda sulla stessa maggioranza del precedente per l'impossibilità, emersa nelle consultazioni, di dare vita ad un governo di convergenza generale; il premier auspica comunque apporti più larghi sui singoli provvedimenti. Le priorità del Governo riguardano l'intervento nelle zone colpite dal terremoto e gli appuntamenti internazionali: l'ingresso dell'Italia nel Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, l'assunzione della presidenza del G7, il Consiglio europeo dei prossimi giorni che si occuperà del rinnovo del regolamento di Dublino, della crisi siriana e dei rapporti con la Russia.
In mattinata, nella stessa seduta di martedì 13, il Presidente Grasso ha inoltre reso noto il contenuto sia della lettera contenente le dimissioni del Presidente del Consiglio uscente Renzi, sia quella relativa alla formazione del nuovo Governo, così composto:
Presidente del Consiglio dei Ministri, Paolo Gentiloni.
- Ministro degli Affari esteri e della cooperazione internazionale, Angelino Alfano;
- Ministro dell'Interno, Domenico Minniti, detto Marco;
- Ministro della Giustizia, Andrea Orlando;
- Ministro della Difesa, Roberta Pinotti;
- Ministro dell'Economia e delle finanze, Pietro Carlo Padoan;
- Ministro dello Sviluppo economico, Carlo Calenda;
- Ministro delle Politiche agricole alimentari e forestali, Maurizio Martina;
- Ministro dell'Ambiente e della tutela del territorio e del mare, Gian Luca Galletti;
- Ministro delle Infrastrutture e dei trasporti, Graziano Delrio;
- Ministro del Lavoro e delle politiche sociali, Giuliano Poletti;
- Ministro dell'Istruzione, dell'università e della ricerca, Valeria Fedeli;
- Ministro dei Beni e delle attività culturali e del turismo, Dario Franceschini;
- Ministro della Salute, Beatrice Lorenzin;
- Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, con le funzioni di Segretario del Consiglio medesimo, Maria Elena Boschi;
- Ministro per i Rapporti con il Parlamento, Anna Finocchiaro;
- Ministro per la Semplificazione e la pubblica amministrazione, Maria Anna Madia;
- Ministro per gli Affari regionali, Enrico Costa;
- Ministro per la Coesione territoriale e il Mezzogiorno, Claudio De Vincenti;
- Ministro per lo Sport, Luca Lotti.

IL NUOVO PRESIDENTE DELL CONSIGLIO

Paolo Gentiloni Silveri





Presidente del Consiglio dei Ministri 
Paolo Gentiloni è nato a Roma il 22 novembre 1954.
Giornalista professionista, si è laureato in Scienze Politiche presso l’Università La Sapienza di Roma. 
Negli anni Novanta ha lavorato al Comune di Roma come portavoce del Sindaco e Assessore al Giubileo e ai rapporti internazionali.
Ha poi ricoperto il ruolo di coordinatore della campagna dell’Ulivo per le elezioni politiche del 2001. 
Eletto in Parlamento dal 2001, è stato Presidente della Commissione Bicamerale di Vigilanza sulla Rai nel biennio 2005-2006 e Ministro delle Comunicazioni nel secondo Governo Prodi (2006-2008).
Alle elezioni politiche del 2013 è stato eletto a Roma, nella circoscrizione XV (Lazio 1), nella lista del Partito Democratico per la Camera dei Deputati.
Nel corso della XVII legislatura è stato membro della Commissione Affari Esteri e comunitari della Camera dei Deputati e componente del Comitato permanente Africa e questioni globali.
Ha poi presieduto, all’interno dell’Unione Interparlamentare, la sezione bilaterale di amicizia Italia-Stati Uniti. 
Già membro dell’Assemblea Nazionale del Partito Democratico, è ad oggi componente della Direzione Nazionale dello stesso.
Ha fatto parte del Comitato dei 45 fondatori del Partito Democratico nel 2007.
Dal 31 ottobre 2014 ha ricoperto la carica di Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale del Governo Renzi.

LA PRIMA RIUNIONE DEL GOVERNO GENTILONI

Il Consiglio dei Ministri si è riunito  lunedì 12 dicembre 2016, alle ore 21.00 a Palazzo Chigi, sotto la presidenza del Presidente del Consiglio Paolo Gentiloni.
Il Presidente Gentiloni ha aperto il Consiglio dei Ministri con un sentito ringraziamento al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella e al Presidente del Consiglio uscente Matteo Renzi.
Il Presidente Gentiloni ha quindi rivolto gli auguri di buon lavoro ai Ministri e ha poi formulato la proposta di nomina a Sottosegretaria alla Presidenza del Consiglio dei Ministri dell’on. Maria Elena Boschi, con le funzioni di Segretario del Consiglio medesimo.
Il Consiglio dei Ministri ha condiviso la scelta del Presidente Gentiloni e la Sottosegretaria alla Presidenza del Consiglio Maria Elena Boschi ha prestato giuramento ed assunto le proprie funzioni.
Il Presidente Gentiloni ha, inoltre, conferito i seguenti incarichi di Ministro senza portafoglio:
  • per i rapporti con il Parlamento alla sen. Anna Finocchiaro;
  • per la semplificazione e la pubblica amministrazione all’on. Maria Anna Madia;
  • per gli affari regionali all’on. Enrico Costa;
  • per la coesione territoriale e il Mezzogiorno al prof. Claudio De Vincenti;
  • per lo sport all’on. Luca Lotti.
Il Consiglio dei Ministri è terminato alle ore 21.15.

domenica 5 aprile 2015

DEL RIO Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti

Il Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Graziano Delrio ha prestato giuramento nelle mani del Capo dello Stato

Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha ricevuto, al Palazzo del Quirinale, il Presidente del Consiglio dei Ministri, dottor Matteo Renzi, su proposta del quale ha firmato il decreto di nomina del dottor Graziano Delrio a Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti. Il dottor Matteo Renzi cessa, pertanto, dalla carica assunta ad interim di Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti.

immagine descritta in didascaliaSubito dopo il nuovo Ministro ha prestato giuramento nelle mani del Capo dello Stato, alla presenza, in qualità di testimoni, del Segretario Generale della Presidenza della Repubblica, dottor Ugo Zampetti e del Consigliere Militare del Presidente della Repubblica, generale Roberto Corsini.

Roma, 2 aprile 2015

domenica 23 febbraio 2014

I Ministri, i Vice Ministri e i Sottosegretari del Governo Renzi


I Ministri, i Vice Ministri e i Sottosegretari del Governo Renzi

Presidente del Consiglio dei Ministri
Matteo Renzi
Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio
Graziano Delrio

Ministri senza portafoglio

Ministro per le Riforme costituzionali e i rapporti con il Parlamento
Ministro: Maria Elena Boschi
Ministro per la Semplificazione e la Pubblica Amministrazione
Ministro: Maria Anna Madia
Ministro per gli Affari Regionali
Ministro: Maria Carmela Lanzetta

Ministri con portafoglio

Affari Esteri
Ministro: Federica Mogherini
Ministro dell'Interno
Ministro: Angelino Alfano
Giustizia
Ministro: Andrea Orlando
Difesa
Ministro: Roberta Pinotti
Economia e Finanze
Ministro: Pier Carlo Padoan
Sviluppo Economico
Ministro: Federica Guidi
Infrastrutture e trasporti
Ministro: Maurizio Lupi
Politiche agricole alimentari e forestali
Ministro: Maurizio Martina
Ambiente, tutela del territorio e del mare
Ministro: Gianluca Galletti
Lavoro e Politiche sociali
Ministro: Giuliano Poletti
Istruzione, Università e ricerca
Ministro: Stefania Giannini
Beni e attività culturali e turismo
Ministro: Dario Franceschini
Salute
Ministro: Beatrice Lorenzin

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sabato 22 febbraio 2014

Consiglio dei Ministri n.1 di Matteo Renzi

Consiglio dei Ministri n.1



22 Febbraio 2014
Il Consiglio dei Ministri si è riunito oggi alle ore 12.55 a Palazzo Chigi, sotto la presidenza di Matteo Renzi, Presidente del Consiglio.
Il Presidente Renzi - precisa il Comunicato -  ha aperto il Consiglio con un ringraziamento particolare  al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano e all’on. Enrico Letta, Presidente del Consiglio uscente, per il lavoro svolto.
Il Presidente Renzi ha  rivolto gli auguri di buon lavoro ai Ministri e ha poi formulato la proposta di nomina a Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri di Graziano Delrio, con le funzioni di Segretario del Consiglio medesimo.
Il Consiglio ha condiviso la scelta del Presidente Renzi e il Sottosegretario Delrio ha prestato giuramento ed assunto le proprie funzioni.
Il Presidente Renzi ha conferito i seguenti incarichi di Ministro senza portafoglio:
  • per le Riforme costituzionali ed i Rapporti con il Parlamento all’on. Maria Elena Boschi;
  • per gli Affari regionali a  Maria Carmela Lanzetta;
  • per la Semplificazione e la Pubblica Amministrazione all’on. Maria Anna MadiaG

lunedì 29 aprile 2013


Sacconi: Il governo Letta-Alfano

 per i partiti che lo sostengono è

 l'ultima opportunità

Editoriale del presidente dell'Associazione Amici di Marco Biagi 

sul blog della stessa associazione, dedicato ai temi del lavoro

Maurizio Sacconi
Il gabinetto Letta-Alfano rappresenterà per i partiti che lo sostengono l’ultima opportunità di assorbire il diffuso rigetto sociale nei confronti della tradizionale rappresentanza. Dobbiamo augurarci che tutti i protagonisti, a partire dal Presidente del Consiglio, dismettano ogni opportunismo ed ogni astratto ideologismo per privilegiare il perseguimento di risultati qualitativamente e quantitativamente apprezzabili. Tra questi, decisivi saranno i numeri dell’occupazione e della disoccupazione con particolare riguardo ai giovani, alle donne, agli anziani e al differenziale nord-sud.

Essi saranno certamente influenzati dalle condizioni di contesto, a partire da quella revisione dei patti con l’Europa che con i francesi sembriamo determinati ad ottenere. Ma una specifica e non trascurabile variabile sarà costituita dalle politiche del lavoro che ormai tutti abbiamo imparato ad apprezzare non solo come politiche distributive - attraverso i salari e l’occupazione - ma ancor più come vere e proprie politiche per la crescita. Il primo obiettivo dovrà essere regolatorio. La riregolazione non costa e può avere effetti immediati come ha recentemente dimostrato, in negativo, la riforma Fornero, straordinaria controprova della efficacia della legge Biagi. Ogni sua correzione timida, contorta e di incerta applicazione non servirebbe a nulla. Servirà invece un bel colpo d’accetta per produrre effetti di incoraggiamento ad operatori che vivono aspettative incerte. La riduzione del cuneo fiscale dovrà concentrarsi sui primi contratti permanenti per i giovani, soprattutto in apprendistato.

E con l’occupazione potranno crescere i salari ed ancor più la produttività. I nodi irrisolti riguardano il persistere di una eccessiva invasività dei contratti nazionali che lascia uno spazio troppo modesto agli accordi aziendali e l’insufficiente quota di salario (2500 euro!) detassabile. Basterebbe incoraggiare le parti ad adottare una clausola di salvaguardia per quella parte di incremento contrattuale non coperta da intese aziendali attraverso un incentivante differenziale di tassazione tra i due livelli. Non meno complesso é il nodo delle risorse per ammortizzatori in deroga e lavoratori adulti - non solo esodati - a rischio di povertà. Il nuovo ministro dovrà innanzitutto rinnovare il patto con le Regioni affinché concorrano a sostenere la spesa ed accettino criteri di impiego rigoroso degli ammortizzatori in deroga, vera e propria eccezione da evitare quando un posto di lavoro si e’ irreversibilmente consumato.

Quanto agli anziani, é giunta l’ora di introdurre flessibilità in un sistema previdenziale unico in Europa per la sua rigidità. Risolto correttamente il nodo degli esodati, ovvero di coloro che avevano sottoscritto in buona fede accordi di ‘uscita’ dal mercato del lavoro nel contesto del vecchio regime previdenziale, dobbiamo ora pensare ad una platea di uomini e, soprattutto donne, di età avanzata cui deve essere, a certe condizioni, consentito un pensionamento moderatamente anticipato e oneroso.  Un approccio pragmatico e non più conflittuale ai temi del lavoro presuppone tuttavia un clima di conciliazione nazionale nel quale i protagonisti del ventennale conflitto si legittimino reciprocamente e siano garantiti rispetto ad ogni pretesa interpretazione criminale del ruolo politico che hanno svolto.  

Cicchitto: Le priorità sono i nodi del fisco e dell'Imu


Cicchitto: Le priorità sono i nodi

 del fisco e dell'Imu

La nota del senatore del Pdl

CICCHITTO ORVIETO
“Dopo circa 60 giorni nasce finalmente un governo perché é stato battuto sia all’esterno che all’interno del Pd lo schema di Bersani che non teneva conto né dei rapporti di forza usciti dalle elezioni, né del carattere organicamente protestatario del M5S non riconducibile a nessuno schema politico: se invece lo fosse, i parlamentari del movimento avrebbero potuto cogliere al volo l’occasione politica offerta dalla candidatura alla presidenza della Repubblica di Romano Prodi.

Detto ciò, adesso le questioni fondamentali sono innanzitutto quelle programmatiche: questo governo deve impegnarsi per una attenuazione della pressione fiscale - in primis l’eliminazione dell’IMU e la riduzione del peso fiscale su imprese e lavoro - che va reso possibile anche attraverso politiche di abbattimento del debito. Il recente caso spagnolo ci insegna che a questo punto é essenziale che il governo italiano si impegni per un mutamento delle politiche dell’Europa,non solo per il bene dell’Italia ma dell’Europa stessa che sta rischiando il suicidio, vista anche gli Usa e il Giappone, se continua in questa linea recessiva e deflazionista. Sul terreno degli organigrammi va detto con franchezza che la composizione del governo non ha risolto l’indebito squilibrio esistente su questo terreno fra due partiti di forza pressocché uguale. Di conseguenza occorrerà fare il possibile per qualche riequilibrio sia pure su aspetti oramai secondari rispetto a quelli fondamentali che si presentano come profondamente squilibrati".

Berlusconi: Da noi no paletti e impuntature


Berlusconi: Da noi no paletti 

e impuntature

La dichiarazione del Presidente al Tg5

Silvio Berlusconi
“Abbiamo trattato per formazione del governo senza porre alcun paletto, senza impuntarci su nulla escludendo persone che fossero ministri in precedenti governi. Così abbiamo contribuito a fare un governo in poco tempo. E’ un governo di pacificazione tra forze che non si riteneva che potessero collaborare all’interno di un governo." Lo ha affermato Silvio Berlusconi, intervistato dal Tg5.