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lunedì 3 aprile 2017

Ecco il “Manifesto per un’Europa dei popoli”

Ecco il “Manifesto per un’Europa dei popoli”: 7 punti per costruire l’Europa delle Nazioni

(Fratelli d'Italia) Sabato 25 marzo 2017, nel giorno del 60esimo anniversario della firma dei Trattati di Roma, al centro congressi “Angelicum” della Capitale abbiamo denunciato l’inganno dell’attuale Unione Europea e abbiamo presentato il nostro “Manifesto per un’Europa dei popoli”: 7 punti molto chiari su temi come l’euro, la difesa del nostro interesse nazionale, dei nostri confini, dei nostri prodotti, del “Made In” e della nostra identità.
Gli italiani potranno sottoscrivere questo manifesto sul sito ufficiale di Fratelli d’Italia (http://www.fratelli-italia.it/firmamanifesto/). Siamo pronti a confrontarci su queste priorità con gli altri partiti e con chi vorrà darci una mano.
IL MANIFESTO PER UN’EUROPA DEI POPOLI – Una Confederazione di Nazioni libere e sovrane
1. Noi crediamo nell’Europa delle Nazioni, nell’unione dei liberi popoli europei. Per questo consideriamo questa Unione Europea di banchieri, tecnocrati e faccendieri un’esperienza fallita. Ora vogliamo un nuovo patto, una Confederazione di Stati Nazione liberi e sovrani che cooperano liberamente sulle grandi materie strategiche, dalla sicurezza all’immigrazione, dal mercato comune alla politica estera, ma senza la tirannia dei burocrati che vengono a imporre le loro regole ai cittadini degli Stati membri.
2. Noi proponiamo di modificare la Costituzione introducendo una “riserva di sovranità” che impedisca l’adesione a trattati e accordi internazionali che ledono il nostro interesse nazionale o mettono in discussione la sovranità popolare. Chiediamo che il popolo abbia il diritto di esprimersi per via referendaria sui trattati internazionali.
3. Noi crediamo che l’Euro sia una moneta sbagliata, che ha arricchito la Germania e impoverito gli altri Stati europei  e per questo destinata a implodere presto. Vogliamo giungere allo scioglimento concordato e ordinato dell’Eurozona, in accordo con gli altri Stati europei. Questo vuol dire riprenderci la nostra piena sovranità monetaria e il ripristino di una Banca centrale che risponda agli italiani.  
4. Noi ci opponiamo al “globalismo” senza regole sostenuto dal grande capitale e dalla grande finanza con la complicità della UE.  Vogliamo difendere la nostra produzione nazionale, incentivare il Made in Italy, tutelare le nostre eccellenze, contrastare le delocalizzazioni produttive e fiscali e ostacolare l’importazione di merci a basso prezzo prodotte in Stati che non rispettano le condizioni minime di tutela dei lavoratori e dell’ambiente.
5. Noi vogliamo difendere i confini dell’Italia e dell’Europa dall’immigrazione incontrollata, perché  per noi l’immigrazione non è un diritto, ma una opportunità che può essere concessa solo a determinate condizioni. Per questo vogliamo fermare immediatamente lo sbarco di clandestini sulle nostre coste attraverso un blocco navale europeo al largo delle coste libiche,  in accordo con le autorità locali che controllano il territorio, per impedire la partenza dei barconi e le conseguenti morti in mare. Centri di accoglienza e identificazione in territorio africano per valutare le richieste di asilo e politica di assistenza ai profughi privilegiando l’aiuto e il supporto in territorio libico, sul modello di quanto già previsto nell’accordo tra UE e Turchia.
6. Noi vogliamo affermare in ogni scelta il principio “Prima gli italiani”. Nel lavoro come nell’attribuzione di sussidi sociali o alloggi popolari, la preferenza nazionale, nei confronti di chi vive in Italia da più tempo e ha contribuito alla sua crescita, deve essere garantita.
7. Noi vogliamo difendere la nostra identità e le nostre radici greche, romane e cristiane dal processo di islamizzazione in corso e dall’ideologia mondialista che vorrebbe negare le appartenenze nazionali e l’esistenza stessa dei popoli europei.
Noi siamo L’Europa delle Nazioni.

domenica 19 marzo 2017

60 ANNI DEI TRATTATI DI ROMA, I PRESIDENTI DEI PARLAMENTI UE ALLA CAMERA E AL SENATO

60 ANNI DEI TRATTATI DI ROMA, I PRESIDENTI DEI PARLAMENTI UE ALLA CAMERA E AL SENATO
Si sono aperte venerdì 17 marzo le celebrazioni del Parlamento italiano per il sessantesimo anniversario della firma dei Trattati di Roma. Camera e Senato hanno promosso una Conferenza alla quale hanno preso parte i Presidenti dei Parlamenti nazionali degli Stati membri e del Parlamento europeo.
I lavori si sono articolati in due sessioni: al mattino a Montecitorio, al pomeriggio a Palazzo Madama. Fatto un bilancio dei risultati conseguiti nei primi 60 anni dell'Unione, si è messo in evidenza il ruolo che le assemblee elettive nazionali possono svolgere nel necessario processo di rilancio della Unione europea.
Alle 9,30, alla Camera, dopo il saluto della Presidente Boldrini sono intervenuti Romano Prodi, già Presidente della Commissione europea, e Maria Romana De Gasperi, Presidente onoraria della Fondazione De Gasperi. Hanno svolto poi interventi i rappresentanti dei Parlamenti degli altri Paesi fondatori che sottoscrissero insieme all'Italia i Trattati di Roma: Siegried Bracke, Presidente della Chambre des Représentants belga; Claude Bartolone, Presidente dell'Assemblée Nationale francese; Norbert Lammert, Presidente del Bundestag tedesco; Mars Di Bartolomeo, Presidente della Chambre des Députés lussemburghese; Khadija Arib, Presidente del Tweede Kamer olandese. A seguire hanno preso la parola i Presidenti degli altri Parlamenti nazionali dei Paesi aderenti all'Unione europea.
Alle ore 16, nell'Aula di Palazzo Madama, dopo il saluto del Presidente del Senato, Pietro Grasso, sono intervenuti Antonio Tajani, Presidente del Parlamento europeo; Donald Tusk, Presidente del Consiglio europeo; Frans Timmermans, Vice Presidente della Commissione europea; il senatore a vita e Presidente emerito della Repubblica Giorgio Napolitano; il senatore a vita, già Presidente del Consiglio e Commissario europeo, Mario Monti; l'ideatrice del Programma Erasmus Sofia Corradi. L'intervento conclusivo è stato tenuto dal Presidente del Consiglio dei Ministri, Paolo Gentiloni. Prima dell'inizio dei lavori, alle 15.30, sono state aperte in Senato due mostre. La prima è dedicata all'esposizione del tutto straordinaria, per un periodo limitato, dell'originale del "Torso del Belvedere", proveniente dalle collezioni di scultura classica dei Musei Vaticani, dello scultore ateniese Apollonios e risalente al I secolo a.C. La seconda mostra si intitola "Libri che hanno fatto l'Europa: Governo dell'Economia e Democrazia dal XV al XX secolo" e propone 140 prime e rare edizioni, dal 1468 al 1950, di opere fondamentali per la cultura europea e mondiale, alcune delle quali provenienti dalla Collezione Goldsmith della Senate House Library della University of London. Dal giorno successivo l'accesso per i cittadini sarà libero e gratuito.
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L’Europa a Roma: grandi eventi in Parlamento per i 60 anni dei Trattati

L’Europa a Roma: grandi eventi in Parlamento per i 60 anni dei Trattati

Venerdì 17 marzo, il Parlamento italiano ha celebrato il sessantesimo anniversario della firma dei Trattati di Roma. Camera e Senato hanno promosso una Conferenza alla quale hanno preso parte i Presidenti dei Parlamenti nazionali degli Stati membri e del Parlamento europeo. I lavori si sono articolati in due sessioni: al mattino a Montecitorio, al pomeriggio a Palazzo Madama. Nell'Aula del Senato, ha aperto i lavori il Presidente del Senato Pietro Grasso. Hanno preso la parola, poi, Antonio Tajani, Donald Tusk, Frans Timmermans, Giorgio Napolitano, Mario Monti, Sofia Corradi e per l'intervento conlcusivo, il Presidente del Consiglio dei Ministri, Paolo Gentiloni

Discorso del Presidente Donald Tusk a presidenti dei parlamenti dell'UE a Roma

Discorso del Presidente Donald Tusk a presidenti dei parlamenti dell'UE a Roma

  • 17/03/2017
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E 'impossibile essere un ospite del Senato della Repubblica e non sentire la storia intrappolata all'interno delle mura di Palazzo Madama. Ci viene ricordato, non solo del dramma politico che tutti vivono ora ogni giorno, ma anche secoli di grandi eventi che sono il certificato di nascita dell'Europa. Ad esempio, di Cesare Maccari Cicerone Denuncia Catilina - uno dei capolavori che decorano le pareti degli Stati - è assolutamente perfetto per oggi. Si tratta di una allegoria politica della lotta delle istituzioni democratiche contro il populismo, e il trionfo di uno sopra l'altro.
Questo ci ricorda, in primo luogo, che la forza di una comunità politica dipende dalla sua volontà di sopravvivere, il suo vigore e intelligenza. E in secondo luogo, che nella lotta politica darwiniana, parole sempre stati, e sempre sarà, le armi più potenti. 
Cicerone ha detto, "La libertà è partecipazione al potere". Anche gli antichi greci e romani lottato con il problema di ciò che significa veramente essere liberi. Sessanta anni fa, statisti provenienti da sei paesi hanno deciso che l'unica vera libertà è la libertà di agire insieme. In altre parole, la sovranità significava avere un posto al tavolo. È per questo che nel 1957 è stato firmato il Trattato di Roma. Si dà il caso che io sono nato nello stesso anno, e che la realtà costruita sul Trattato di Roma è tutta la mia vita. E non credo di dover dire quanto sia importante per me personalmente di essere qui oggi con voi.
Naturalmente, tutto sembra più nobile, deliberata e calcolata dal punto di vista di oggi. C'è una tendenza a ricordare coloro che hanno firmato il trattato di Roma come geni politici e evangelisti di una Europa unita. La verità è che erano i capi con i propri dubbi privati, sotto la pressione incredibile da eventi e in uno stato di vulnerabilità profonda. L'impotenza collettiva dell'Europa dopo la seconda guerra mondiale li ha costretti insieme. Le alternative erano estremamente poco attraente. E gli orrori di distruzione della guerra erano ancora chiaro a vedere tutti i giorni.
La vulnerabilità di questi paesi europei spaventati ha dato loro l'umiltà, la chiarezza e la grande saggezza di riunirsi per firmare il Trattato di Roma. Che ha avuto inizio un processo che da allora ha portato molti più paesi di nuovo verso la libertà e la prosperità di nuovo, est e ovest. Ci ha aiutato a capire che quando l'Europa è debole, i suoi singoli paesi saranno deboli. Se l'Europa è forte, la sua Stati membri sono forti. Solo essendo uniti insieme, possiamo realizzare la nostra sovranità - essere veramente libero - nel resto del mondo. Questo era vero allora, ed è vero oggi. Sarà vero in altri sessanta anni.
Il trattato di Roma ha trionfato, anche perché è stato creato e consegnato da parte dei governi sulla base di consenso democratico. I parlamenti nazionali - di cui siete i rappresentanti - quindi prestato i loro poteri per la comunità europea con un messaggio: "Si prega di consegnare nel nostro interesse comune". Questo è stato un prestito che da allora è stato ripagato con gli interessi, anche se ci sono delusioni e ritardi.
Qualcuno ha detto una volta che "l'Europa è come un albero. Cresce ogni giorno, ma non avete mai vedere che crescita". Si tratta di un sentimento piuttosto romantico, ma ancora vero. Dal seme del Trattato di Roma è cresciuto cambiamenti che hanno modificato il mondo intorno a noi così tanto, che la maggior parte delle persone non può più ricordare ciò che le cose erano come prima. Il trattato ci ha dato menti aperte e società aperte. E, naturalmente, il più grande mercato del mondo per la nostra prosperità. Da giovane crescere sotto l'ombra della cortina di ferro, queste cose erano quasi impossibile per me immaginare, anche se ho avuto i miei sogni che un giorno potrebbe accadere.  
anniversario della prossima settimana è un momento di riflessione sobria quanto celebrazione. Anche se possiamo vedere che le nostre ferite economiche stanno guarendo lentamente, molte persone ancora disperazione per la scala e il numero delle nostre sfide attuali. Il più grande è la partenza in un paio di anni di Gran Bretagna come uno Stato membro dell'UE. La migliore risposta a questi momenti difficili è quello di riconquistare l'umiltà, la chiarezza e la saggezza dei firmatari originari. Solo allora potremo fare le scelte giuste per il futuro. Perché il passato ci insegna che l'Europa è al suo meglio e più creativo quando è al suo più vulnerabili, per quanto paradossale possa sembrare. Offre molto di più con modesta, ambizione paziente che con grandi visioni.
Questo è uno dei motivi per cui sono felice che il Presidente della Fondazione De Gasperi, Maria Romana De Gasperi, era qui oggi con noi. Ora è il momento ideale per ricordare famose parole di suo padre: "Il futuro non sarà costruita con la forza, né il desiderio di conquista, ma con l'applicazione del paziente del metodo democratico, lo spirito costruttivo di un accordo e dal rispetto per la libertà." Forse queste parole non sono abbastanza drammatica nell'era della politica con Twitter. Ma ho ancora apprezzare la loro verità e il potere. Continuo a credere che siano sufficienti per guidarci da qui. Grazie. Grazie

sabato 17 settembre 2016

U.E. -La dichiarazione di Bratislava

Bratislava, 16 settembre 2016

La dichiarazione di Bratislava

Oggi ci riuniamo a Bratislava in un momento critico per il nostro progetto europeo. Il vertice di Bratislava dei 27 Stati membri è stato dedicato a una diagnosi comune dello stato dell'Unione europea e alla discussione del nostro futuro comune. Siamo tutti d'accordo sui seguenti principi generali.
Per quanto un paese abbia deciso di lasciare, l'UE resta indispensabile per tutti gli altri. Dopo le guerre e le profonde divisioni che hanno dilaniato il nostro continente, l'UE ha garantito pace e democrazia e ha consentito ai nostri paesi di prosperare. Molti paesi e regioni al di fuori dell'Unione faticano ancora solo per raggiungere tali traguardi. Siamo decisi ad assicurare il successo dell'UE a 27, sulla base di questa storia comune.
L'UE non è perfetta ma è lo strumento più efficace di cui disponiamo per affrontare le nuove sfide che ci attendono. Abbiamo bisogno dell'UE per garantire non solo la pace e la democrazia ma anche la sicurezza del nostro popolo. Abbiamo bisogno dell'UE per soddisfare meglio le sue esigenze e il suo desiderio di vivere, studiare, lavorare, spostarsi e prosperare liberamente in tutto il continente e beneficiare del ricco patrimonio culturale europeo.
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Dobbiamo migliorare la comunicazione reciproca - fra gli Stati membri, con le istituzioni dell'UE, ma soprattutto con i nostri cittadini. Dovremmo infondere maggiore chiarezza alle nostre decisioni. Utilizzare un linguaggio chiaro e onesto. Concentrarci sulle aspettative dei cittadini, mettendo in discussione con grande coraggio le soluzioni semplicistiche proposte da forze politiche estremiste o populiste.
A Bratislava ci siamo impegnati a offrire ai nostri cittadini nei prossimi mesi la visione di un'UE attraente di cui possano fidarsi e che possano sostenere. Siamo fiduciosi che avremo la volontà e la capacità di raggiungere questo traguardo.
Abbiamo accolto con favore il discorso sullo stato dell'Unione pronunciato dal presidente della Commissione.
Abbiamo proceduto ad un ampio dibattito sulle priorità essenziali per i mesi a venire. Su tale base il presidente del Consiglio europeo, la presidenza del Consiglio e la Commissione hanno proposto il seguente programma di lavoro (la "tabella di marcia di Bratislava").
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La tabella di marcia di Bratislava
I. Diagnosi e obiettivo generali
• Decisi ad assicurare il successo dell'UE a 27
• Molte sfide comuni ci attendono: cittadini preoccupati dalla percezione di una mancanza di controllo e da paure riguardo a migrazione, terrorismo e insicurezza economica e sociale. Necessità di affrontare in via prioritaria tali questioni nei prossimi mesi
• Lavorare insieme, l'UE a 27 ha i mezzi per far fronte a queste sfide. Siamo determinati a trovare soluzioni comuni anche in merito a questioni su cui siamo divisi; la priorità hic et nunc è mostrare unità e assicurare il controllo politico sugli sviluppi per costruire il nostro futuro comune
• Necessità di essere chiari su cosa può fare l'UE e cosa spetta agli Stati membri, per garantire la realizzazione delle nostre promesse
II. Migrazione e frontiere esterne
Obiettivo
• Non consentire mai la ripresa dei flussi incontrollati dello scorso anno e ridurre ulteriormente il numero dei migranti irregolari
• Assicurare il pieno controllo delle nostre frontiere esterne e tornare a Schengen
• Ampliare il consenso dell'UE sulla politica migratoria a lungo termine e applicare i principi di responsabilità e solidarietà
Misure concrete
a) pieno impegno ad attuare la dichiarazione UE-Turchia e sostegno continuo ai paesi del Balcani occidentali
b) impegno già da oggi di alcuni Stati membri a offrire assistenza immediata per rafforzare la protezione della frontiera bulgara con la Turchia e a continuare a sostenere gli altri Stati in prima linea
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c) prima della fine dell'anno, piena capacità di reazione rapida della guardia costiera e di frontiera europea, ora istituita ufficialmente
d) patti sulla migrazione per la cooperazione e il dialogo con i paesi terzi volti alla riduzione dei flussi di migrazione illegale e all'aumento dei tassi di rimpatrio, che saranno valutati dal Consiglio europeo di dicembre
e) prosecuzione dei lavori per ampliare il consenso dell'UE sulla politica migratoria a lungo termine, incluse le modalità di applicazione dei principi di responsabilità e solidarietà in futuro
III. Sicurezza interna ed esterna
- Sicurezza interna
Obiettivo
• Fare tutto il necessario per sostenere gli Stati membri nell'azione volta a garantire la sicurezza interna e nella lotta contro il terrorismo
Misure concrete
a) intensificazione della cooperazione e dello scambio di informazioni fra i servizi di sicurezza degli Stati membri
b) adozione delle misure necessarie per garantire che tutti coloro che attraversano le frontiere esterne dell'UE, compresi i cittadini degli Stati membri dell'Unione, siano oggetto di controlli basati sulle pertinenti banche dati, che devono essere interconnesse
c) avvio della creazione di un sistema di informazione e autorizzazione ai viaggi (ETIAS) per consentire i controlli preventivi e, se necessario, negare l'ingresso ai viaggiatori sprovvisti di visto
d) un impegno sistematico contro la radicalizzazione, che preveda anche espulsioni e divieti di ingresso ove giustificato, nonché il sostegno alle iniziative degli Stati membri dell'UE nel campo della prevenzione
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- Sicurezza esterna e difesa
Obiettivo
• In un contesto geopolitico complesso, rafforzare la cooperazione dell'UE nel campo della sicurezza esterna e della difesa
Misure concrete
a) Consiglio europeo di dicembre: decisione su un piano di attuazione concreto in materia di sicurezza e difesa e sui modi per utilizzare al meglio le possibilità offerte dai trattati, in particolare in materia di capacità
b) avvio immediato dell'attuazione della dichiarazione congiunta con la NATO
IV. Sviluppo sociale ed economico, giovani
Obiettivo
• Creare un futuro economico promettente per tutti, preservare il nostro modo di vivere e offrire migliori opportunità ai giovani
Misure concrete
a) in dicembre: decisione sull'estensione del Fondo europeo per gli investimenti strategici alla luce della valutazione
b) Consiglio europeo di primavera 2017: esame dei progressi realizzati in merito alle varie strategie del mercato unico (fra cui il mercato unico digitale, l'Unione dei mercati dei capitali, l'Unione dell'energia)
c) Consiglio europeo di ottobre: dibattito sui modi per garantire una politica commerciale incisiva che colga i benefici di mercati aperti, tenendo in considerazione nel contempo le preoccupazioni dei cittadini
d) in dicembre: decisioni sul sostegno dell'UE agli Stati membri nella lotta contro la disoccupazione giovanile e sui programmi rafforzati dell'Unione per i giovani

domenica 28 agosto 2016

Condoglianze UE per il terremoto nel centro Italia

Lettera di condoglianze del presidente Donald Tusk al presidente della Repubblica italiana Sergio Mattarella e al presidente del Consiglio dei ministri Renzi a seguito del terremoto che ha colpito l'Italia centrale

Consiglio europeo
  • 25.8.2016
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  • 13:30
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  • Comunicato stampa
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  • 488/16
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  • Affari interni
25.8.2016 
Porgo le mie più sentite condoglianze al popolo italiano per la perdita di vite umane e la distruzione causata dal devastante terremoto in Italia centrale. Mentre la situazione continua ad evolvere, i miei pensieri sono con le persone colpite, le famiglie di coloro che hanno perso la vita, di coloro disperatamente in attesa di notizie e dei feriti. Il mio ringraziamento di cuore è per coloro che sono coinvolti nelle operazioni di soccorso.
Sono pronto a fare tutto quanto in mio potere per aiutare le autorità italiane e il popolo italiano in questo momento di dolore e di sofferenza.

sabato 27 febbraio 2016

Relazione del presidente Donald Tusk al Parlamento europeo

Relazione del presidente Donald Tusk al Parlamento europeo sulla riunione del Consiglio europeo di febbraio

Consiglio europeo
  • 24.2.2016
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  • 16:00
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  • Discorso
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  • 82/16
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  • Affari interni
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  • Affari esteri e relazioni internazionali
  • Affari istituzionali
24.2.2016 
Osservazioni introduttive
L’ultimo Consiglio europeo non è stato più difficile di altri del mio mandato. E anche se abbiamo trovato una soluzione comune, il vero banco di prova è ancora davanti a noi, a causa naturalmente del referendum nel Regno Unito sull'eventuale uscita dall’Unione europea. Soltanto il popolo britannico può decidere e lo farà. Quello che noi potevamo fare era giungere a una nuova intesa per la permanenza britannica nell'UE. E lo abbiamo fatto.
I 28 capi di Stato o di governo hanno concordato e adottato all’unanimità un'intesa giuridicamente vincolante e irreversibile per il Regno Unito nell’UE. La decisione sulla nuova intesa è conforme ai trattati e non può essere annullata dalla Corte di giustizia europea. Ma entrerà in vigore soltanto se il popolo britannico voterà per restare nell'Unione. In caso contrario, l'intesa cesserà di esistere.
Abbiamo convenuto di procedere in modo tale da non compromettere i valori fondamentali dell'Unione europea, quali la libera circolazione e il principio di non discriminazione. Ma anche senza compromettere il futuro sviluppo dell’Unione economica e monetaria. Se avessi avuto dubbi al riguardo, non avrei mai proposto una tale intesa.
Nonostante molte difficoltà, i leader non hanno abbandonato il tavolo dei negoziati perché eravamo tutti pienamente consapevoli della posta in gioco, ossia la permanenza del Regno Unito nell’UE e la geopolitica futura dell’Europa.
A questo proposito vorrei esprimere un sincero ringraziamento al presidente Juncker e a tutta la sua squadra, con cui abbiamo lavorato fianco a fianco durante i negoziati. Permettetemi di ringraziare anche i negoziatori del Parlamento impegnati nei negoziati, che si sono rivelati estremamente efficaci nel raggiungere i loro obiettivi. Sono fermamente convinto che era necessario coinvolgere a fondo il Parlamento europeo in tale processo. Non potrò mai dimenticare i colloqui cruciali con il presidente Schulz, il capogruppo Verhofstadt e gli illustri colleghi Gualtieri e Brok. È grazie a voi se questo accordo ci ha consentito di tenere in considerazione gli interessi dell’Unione nel suo insieme. Senza il vostro aiuto l'accordo non sarebbe stato possibile. Di nuovo molte grazie.
L’Unione europea rispetterà la decisione del popolo britannico. Se la maggioranza voterà per uscire, è ciò che accadrà. L'Europa non sarà mai più la stessa. E sarà un cambiamento in peggio. Questa è, naturalmente, la mia personale opinione. Lunedì alla Camera dei Comuni il primo ministro Cameron ha dichiarato che non è questo il momento di dividere l’Occidente. Non potrei essere più d’accordo. È per questo che ho fatto del mio meglio per evitarlo.
D'altra parte, se la Gran Bretagna decide di restare nell'UE, spero che anche questo Parlamento garantirà che l'intesa concordata si trasformi nella necessaria legislazione e che entri in vigore.
Veniamo ora alla crisi migratoria. I leader hanno convenuto che il nostro piano d'azione comune con la Turchia resti una priorità e dobbiamo fare tutto il possibile perché abbia successo. In ultima analisi, ciò significa che i grandi numeri a cui stiamo ancora assistendo devono diminuire, e devono farlo rapidamente. È anche per questo motivo che abbiamo deciso di organizzare una riunione speciale con la Turchia per il 7 marzo.
La discussione tra i leader si è concentrata sulla creazione di un consenso in questa crisi. A tal fine, dobbiamo in primo luogo evitare uno scontro tra i piani A, B e C. Non ha alcun senso perché crea solto divisioni all'interno dell'Europa senza farci affatto avvicinare a una soluzione. Dobbiamo invece cercare una sintesi fra i diversi approcci. Non ci sono alternative valide a un piano europeo globale.
In secondo luogo, una risposta europea non si limita alle decisioni adottate a Bruxelles. Riguarda anche, anzi addirittura di più, le decisioni prese nelle capitali. Dobbiamo accettare questo dato di fatto, ma al tempo stesso dovremmo cercare di migliorare il coordinamento di tali decisioni. L’Unione europea esiste affinché tutti noi cooperiamo.
E infine, dobbiamo rispettare le norme e le leggi che abbiamo adottato tutti insieme. Si tratta sia delle decisioni in materia di ricollocazione che della necessità di ritornare gradatamente a una situazione in cui tutti i membri dello spazio Schengen applicano integralmente il codice frontiere Schengen. Non c’è dubbio che dobbiamo ripristinare Schengen. Ci vorranno soldi, tempo e un enorme sforzo politico. Forse alcuni paesi non saranno in grado di far fronte a questa sfida. Ma ci sarà l’Europa ad assisterli. Dobbiamo investire in Schengen, non nel suo crollo. Il suo futuro sarà uno dei temi principali di cui discuteranno i leader il 7 marzo.
Separatamente, i leader hanno ribadito la necessità di continuare a inviare aiuti umanitari alla Siria e ai rifugiati siriani nella regione. Abbiamo accolto con favore la conferenza dei donatori tenutasi a Londra, che ha visto due terzi degli impegni assunti provenire dall’Europa. I leader hanno convenuto di agire rapidamente per erogare i 3,3 miliardi di EUR promessi per il 2016 e i 3 miliardi di EUR approvati per aiutare i rifugiati in Turchia. Non è soltanto una responsabilità europea. Per questo continuerò a lavorare a una risposta globale a questa crisi nelle riunioni del G7 e del G20 che si terranno nel corso dell’anno.
Vorrei infine terminare con un appello a non consentire che un brutto momento vanifichi i nostri sforzi. Non possiamo semplicemente aspettare di vedere come vanno le cose. Siamo entrati in uno dei momenti più pericolosi della storia europea. Dobbiamo agire con determinazione. Conto sul vostro sostegno. Grazie. 
Osservazioni conclusive
Le due questioni che discutiamo oggi, l'intesa per il Regno Unito e la migrazione, sono strettamente connesse. Non ho dubbi sul fatto che il modo in cui affronteremo/gestiremo la crisi migratoria sia di importanza fondamentale per la campagna referendaria. Tutti coloro che desiderano mantenere l’unità dell’Unione europea, l’unità dell’Occidente nel suo complesso, e pensano che stiamo vivendo un momento epico, dovrebbero appoggiare con la massima determinazione tale piano comune.
Con piano comune intendo un’attuazione efficace della nostra decisione, il pieno rispetto del codice Schengen e un’azione comune con la Turchia. Chiunque violi questa unità emergente intorno alla crisi migratoria, può in effetti contribuire all'uscita del Regno Unito dall’UE.
Come ho già detto, l'intesa per il Regno Unito entrerà in vigore soltanto se il popolo britannico voterà per restare nell'Unione. In caso contrario, l'intesa cesserà di esistere. E nessuno dovrebbe farsi illusioni in tale caso. Questo non è stato un ciclo di negoziati sull'intesa per il Regno Unito nell'UE fra tanti, è stato il primo e l’ultimo. Non ce ne saranno altri. Grazie.

domenica 21 febbraio 2016

Attuare l'agenda europea sulle migrazioni

Commissione europea - Comunicato stampa

Attuare l'agenda europea sulle migrazioni: di realizzare le azioni prioritarie

Bruxelles, 10 febbraio 2016
In vista del Consiglio europeo della prossima settimana, la Commissione oggi riferire sull'attuazione delle azioni prioritarie nell'ambito dell'agenda europea per la migrazione ed evidenziando le aree chiave in cui occorre intervenire immediatamente per ripristinare il controllo.
La crisi dei rifugiati più grave dalla seconda guerra mondiale, con oltre 60 milioni di rifugiati o sfollati in tutto il mondo, richiede un rafforzamento radicale del sistema di migrazione nell'UE e una risposta europea coordinata. Mentre una riduzione dei flussi è altamente auspicabile in vista delle autorità nazionali e locali, spesso sopraffatti, non ci dovrebbero essere illusioni che la crisi dei rifugiati si concluderà prima che le sue cause profonde - l'instabilità, la guerra e il terrore in immediate vicinanze dell'Europa, la guerra in particolare continuato e le atrocità in Siria - sono indirizzati in modo preciso.
Nel corso degli ultimi sei mesi, la Commissione europea ha lavorato per una risposta europea rapida, coordinata, la presentazione di una serie di proposte volte a dotare gli Stati membri gli strumenti necessari per gestire al meglio il gran numero di arrivi. Dal triplicando la presenza in mare; attraverso un nuovo sistema di solidarietà di emergenza a trasferirsi richiedenti asilo da parte dei paesi più colpiti; attraverso una mobilitazione senza precedenti del bilancio UE di oltre 10 miliardi di € per affrontare la crisi dei rifugiati ed assistere i paesi più colpiti;fornendo un nuovo coordinamento e quadro di cooperazione per i paesi dei Balcani occidentali; iniziare un nuovo partenariato con la Turchia;fino a una proposta ambiziosa per una nuova frontiera europea e la Guardia Costiera, l'Unione europea sta rafforzando asilo e migrazione politica dell'Europa di affrontare le nuove sfide che si trova ad affrontare. Tuttavia, mentre importanti elementi costitutivi sono sta messe in atto, la piena attuazione sul campo è stata carente. E 'chiaro che c'è ancora molto da fare per realizzare un sistema sostenibile di gestione della migrazione.
In vista del Consiglio europeo della prossima settimana, la Commissione oggi riferire sull'attuazione delle azioni prioritarie nell'ambito dell'agenda europea per la migrazione ed evidenziando le aree chiave in cui occorre intervenire immediatamente per ripristinare il controllo della situazione.
Commissione europea Primo Vice-Presidente Frans Timmermans ha detto : "Nella seconda metà del 2015 un numero senza precedenti di persone hanno trovato la loro strada in Europa in modo irregolare Coloro che hanno bisogno di protezione devono chiedere asilo nel primo paese UE a raggiungere, se necessario,.. essi possono essere trasferiti in altri Stati membri al fine di ottenere una più equa distribuzione. Ma le persone che non chiedere asilo, o che non si qualificano per esso, devono essere rapidamente ed efficacemente identificati e restituiti. Tornando ad una gestione ordinata dei flussi è la priorità più urgente oggi. la Commissione europea sostiene gli Stati membri nella realizzazione di una risposta europea coordinata, anche in termini di sostegno finanziario e pratico sostanziale ".
La migrazione, gli affari interni e il Commissario cittadinanza Dimitris Avramopoulos ha detto: "Anche se il numero di migranti che arrivano in Europa rimane alta, abbiamo bisogno di step-up l'attuazione della risposta europea convenuto che colpisce l'equilibrio tra responsabilità e solidarietà Deve essere chiaro per. persone che arrivano nell'Unione che, se hanno bisogno di protezione che riceveranno, ma non spetta a loro decidere dove, e se non si qualificano per la protezione, che saranno restituiti per gestire al meglio il flusso di migranti e fissare europea. confini, tutti gli Stati membri al loro impegno, applicare rigorosamente le norme europee in materia di asilo e controllo delle frontiere e di fornire il supporto necessario per gli Stati membri che sono i più esposti . "
Nel mese di dicembre, la Commissione europea ha riferito sui progressi compiuti sull'esecuzione delle decisioni prese dagli Stati membri e ha scoperto che l'attuazione era troppo lento. Due mesi più tardi, sono stati compiuti alcuni progressi su una serie di questioni. Ad esempio, ci sono stati progressi nel tasso di impronte digitali, che è una componente fondamentale nella corretta gestione del sistema di asilo. La percentuale di migranti le cui impronte digitali sono inclusi nel database di Eurodac è salito in Grecia dall'8% del settembre 2015 al 78% nel gennaio 2016, e in Italia dal 36% al 87% nello stesso periodo. Resta il fatto, tuttavia, che numerose scadenze non sono state rispettate e gli impegni sono lenti ad essere soddisfatte.
Per presentare i progressi compiuti finora e il lavoro che devono ancora essere completata, la Commissione ha presentato oggi relazioni di avanzamento sul sistema hotspot e schema di trasferimento in Italia e in Grecia e le misure adottate per attuare gli impegni della dichiarazione concordata al occidentale Balcani percorso Leader Meeting nel mese di ottobre 2015. la Commissione è inoltre l'emissione di un parere motivato in nove casi di infrazione, come parte del suo impegno nell'ambito dell'agenda europea per la migrazione di dare priorità all'attuazione del sistema europeo comune di asilo. Inoltre, la Commissione presenta una relazione sull'attuazione del piano d'azione UE-Turchia .
La Commissione ha adottato oggi una  raccomandazione indirizzata alla Grecia sulle misure urgenti da adottare in vista della ripresa graduale dei trasferimenti ai sensi del regolamento di Dublino. Il Collegio ha inoltre  proposto la sospensione temporanea del regime di trasferimento per quanto riguarda il 30% dei richiedenti a causa di essere trasferiti in Austria quest'anno. Infine, i progetti di raccomandazione Collegio discussi ai sensi dell'articolo 19 ter del codice frontiere Schengen da considerare per la Grecia.
La stabilizzazione della situazione negli Stati membri, sotto grande pressione: raccomandazione sul ripristino trasferimenti Dublino a Grecia
Per il sistema europeo comune di asilo di lavorare, ci deve essere una reale possibilità di tornare richiedenti asilo nel paese di primo ingresso nella UE, come previsto dalle norme UE di comune accordo. Dal 2010-11, gli Stati membri non sono stati in grado di effettuare trasferimenti Dublino verso la Grecia a causa di carenze sistemiche sollevate dalla Corte europea dei diritti dell'uomo e la Corte di giustizia europea (CGE).
La Commissione ha adottato oggi una raccomandazione indirizzata alla Grecia sulle misure urgenti da adottare in vista della possibile ripresa di alcuni trasferimenti ai sensi del regolamento di Dublino . Dal momento che la sentenza della Corte nel 2011, la Grecia ha fatto alcuni miglioramenti e ha preso provvedimenti per porre rimedio alle carenze nel suo sistema di asilo, attentamente monitorata dalla Commissione, Ufficio europeo di sostegno per l'asilo, e gli Stati membri.
Tuttavia, la Commissione riconosce che le strutture di asilo, anche se più adeguati sono stati stabiliti, come ad esempio il servizio di asilo e servizio di prima accoglienza, vi sono ancora aree chiave nel processo di asilo che devono essere migliorate prima che il regolamento di Dublino può essere pienamente applicata alla Grecia ancora una volta, in particolare nei settori della capacità di accoglienza e le condizioni, l'accesso alla procedura di asilo, gli appelli e assistenza legale.
La raccomandazione definisce le misure concrete che devono essere prese per portare la Grecia nel sistema di Dublino, concentrandosi sul miglioramento della capacità di accoglienza e le condizioni per i richiedenti asilo che vivono in Grecia e consentendo un accesso effettivo alla procedura di asilo, compresi gli appelli, facendo in modo che il relativo le istituzioni sono pienamente operativi, adeguatamente attrezzati e dotati di esaminare più applicazioni. Allo stesso tempo conto occorre tener conto delle l'onere per la Grecia per l'elevato numero attuale dei richiedenti asilo.
Sarà per autorità degli Stati membri sotto il controllo dei loro tribunali e alla Corte di giustizia a decidere se ritengono che le condizioni sono tali che una ripresa limitata di trasferimento può cominciare. La raccomandazione chiede alla Grecia di riferire sui progressi compiuti in marzo, che chiarirà la valutazione se le condizioni sono tali da consentire agli Stati membri di riprendere i singoli trasferimenti verso la Grecia ai sensi del regolamento di Dublino, alla luce dei progressi compiuti specifica.
Garantire confini forti
La gestione delle frontiere esterne dell'Unione europea comporta delle responsabilità. Sotto forte pressione migratoria, diversi paesi, tra cui Stati membri si sono visti come solo i paesi di transito, la creazione di piccole dimensioni e molto capacità di accoglienza a breve termine e, in alcuni casi che trasportano i migranti da una frontiera all'altra. La Commissione ha a questo proposito, ha insistito sull'importanza della registrazione dei migranti, la resilienza dei confini e sull'aumento della capacità di accoglienza al fine di garantire soluzioni strutturali alla sfida l'Europa si trova ad affrontare.
Per far fronte a questa tendenza, è necessario che i paesi lungo il percorso accelerare l'adempimento degli impegni assunti alla riunione dei leader dei Balcani occidentali e garantire che le decisioni prese siano pienamente coordinate e, se del caso, incorniciato dal diritto dell'Unione.Ancora più importante, tutti gli Stati membri devono impegnarsi a porre fine all'approccio 'Wave-through' a coloro che indicano un interesse a chiedere asilo altrove. Coloro che non hanno bisogno di protezione devono essere prontamente restituito, nel pieno rispetto dei diritti fondamentali.
la capacità dell'Unione di mantenere un luogo privo di controlli alle frontiere interne è subordinata avere frontiere esterne sicure. Il sistema di Schengen contiene una grande quantità di flessibilità per consentire agli Stati membri di rispondere alle circostanze in evoluzione. Il continuo aumento del numero di migranti e rifugiati che arrivano ha portato negli Stati membri l'adozione di misure eccezionali di ultima istanza, come reintrodurre temporaneamente controlli alle frontiere interne, in conformità alle disposizioni di cui al codice frontiere Schengen.
Oggi il Collegio dei Commissari ha discusso progetti di raccomandazione per la Grecia ai sensi dell'articolo 19 ter del codice frontiere Schengen . Dopo una relazione di valutazione di Schengen ha concluso che vi sono carenze nella gestione delle frontiere esterne della Grecia, il Consiglio sta valutando le raccomandazioni per porre rimedio a queste gravi carenze. La Commissione è pronta a prendere le misure di attuazione una volta che il Consiglio ha deciso su questo. La stabilizzazione del sistema Schengen attraverso l'uso dei meccanismi di salvaguardia è essenziale per assicurare la successiva abolizione di tutti i controlli frontiere interne.
delocalizzazione Implementazione
Relocation è uno strumento essenziale per ridurre la pressione sugli Stati membri sotto grande pressione, al fine di garantire una più equa distribuzione dei richiedenti asilo in tutta l'Europa, e per ristabilire l'ordine alla gestione della migrazione. Ma richiede una cooperazione efficace tra i paesi di trasferirsi, e gli Stati Uniti che riceve e la volontà politica di far funzionare delocalizzazione.
Per questo motivo la Commissione ha oggi scritto a tutti gli Stati membri per ricordare loro gli obblighi previsti le due decisioni di delocalizzazione e di chiamare per l'accelerazione del ritmo di realizzazione in vista del chiaro obiettivo di fornire assistenza urgente. Come controlli di frontiera lungo il percorso dei Balcani occidentali stringere, le pressioni che queste decisioni sono state destinate ad alleviare potrebbero aumentare, rendendo il bisogno di solidarietà ancora più interessante.
La decisione di trasferimento prevede la possibilità di adattare il meccanismo di trasferimento nei casi in cui gli Stati membri devono affrontare cambiamenti taglienti nelle migrazioni flussi con conseguente improvviso afflusso di cittadini di paesi terzi. A causa della situazione di emergenza che l'Austria sta affrontando, la Commissione ha proposto una sospensione temporanea di un anno del trasferimento del 30% dei richiedenti assegnati in Austria. La situazione attuale in Austria è caratterizzata da un afflusso improvviso di cittadini di paesi terzi sul suo territorio derivanti dai movimenti secondari di tutta Europa, portando ad un forte aumento del numero di richiedenti protezione internazionale.Nel mese di dicembre, la Commissione aveva già proposto che gli obblighi della Svezia per quanto riguarda il trasferimento dovrebbe essere temporaneamente sospesa per un anno.
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sabato 20 febbraio 2016

Consiglio: l'intervento del Presidente Schulz

Consiglio: l'intervento del Presidente Schulz

 − 19-02-2016 - 10:34
 
From left to right: Mr Alexis TSIPRAS, Greek Prime Minister; Mr Matteo RENZI, Italian Prime Minister; Mr Martin SCHULZ, President of the European Parliament. Da sinistra a destra: Alexis Tsipras, premier greco; Matteo Renzi, premier italiano; Martin Schulz, Presidente del Parlamento europeo.
Il Regno Unito e gli altri paesi dell'Unione europea guadageranno nello stare insieme, ha indicato Martin Schulz ai capi di Stato all'inizio del Consiglio europeo del 18-19 febbraio dedicato all'immigrazione e alle riforme dell'adesione all'UE del Regno Unito. Il Presidente del PE ha dichiarato: "Abbiamo bisogno del Regno Unito più che mai e siamo convinti che il Regno Unito starà meglio all'interno dell'Unione europea".

Schulz: "Il Regno Unito sarà meglio come parte dell'Unione europea"
Schulz: "Se noi europei separarsi dovremmo fare errore circa le conseguenze"

Per affrontare le sfide economiche e della sicurezza i paesi europei devono stare uniti, ha sottolineato il presidente Schulz.

Tuttavia, anche se il Parlamento sostiene il Regno Unito all'interno dell'Unione, Schulz ha spiegato che ci sono ancora delle preoccupazioni per i cambiamenti richiesti dal paese. Quali? Il meccanismo di salvaguardia per le prestazioni sociali e una maggiore protezione per gli Stati membri fuori dall'eurozona. Il Presidente Schulz ha anche insistito sul fatto che la porta all'allargamento non è da chiudede: "In un mondo complesso, l'UE ha bisogno di essere più forte. Ed essere più forti significa che almeno alcuni dovranno integrarsi maggiormente".

Il vertice esamina anche le ulteriori misure per affrontare la crescente immigrazione verso l'Europa. Schulz si riferisce ad essa come una "crisi di solidarietà" e ha indicato la necessità di maggiori risorse per i paesi che portano il peso del flusso dei rifugiati: "È giunto il momento che ognuno si prenda le proprie responsabilità individuali, sottolineando anche le nostre responsabilità comuni".

Dijsselbloem si impegna a rafforzare la Union Banking UE e affrontare fiscale-evasione

Dijsselbloem si impegna a rafforzare la Union Banking UE e affrontare fiscale-evasione

ECON Comunicato stampa - Affari economici e monetari - 18-02-2016 - 16:00
 
Presidente dell'Eurogruppo Jeroen Dijsselbloem in ECON Presidente dell'Eurogruppo Jeroen Dijsselbloem in ECON - © Unione europea 2016 - EP
Presidente dell'Eurogruppo Jeroen Dijsselbloem si adopererà per rafforzare l'Unione bancaria europea, nonostante i recenti chiamate per allentare regolamentazione in risposta alla volatilità del titolo bancario nei mercati globali, ha detto al Comitato economico e monetari il Giovedi. "Non ci dovrebbe essere alcun dubbio sulla determinazione dell'Unione europea di applicare queste regole", ha detto nella sua qualità di presidente dell'Eurogruppo e presidente del Consiglio Affari economici e finanziari (Ecofin).

Recupero Bank dell'UE e la direttiva risoluzione, entrata in vigore all'inizio del 2015, stabilisce un nuovo quadro comune in tutta l'UE su come banche in difficoltà devono essere affrontate. Mr Dijsselbloem detto che da quando la crisi globale, ci fosse stato un progresso significativo nel sollevare riserve di capitale e rafforzare la vigilanza su banche. "Ci sono ancora problemi con le banche, ma sono nettamente più in forma", ha detto.

Una questione fondamentale retaggio della crisi mondiale è il portafoglio di crediti non performing detenute da molte banche in alcuni paesi. "Non c'è nessuna bacchetta magica per fare quelle scomparire, ma abbiamo bisogno di costruire gradualmente quelli verso il basso e assicurarsi che le nostre banche sono aperte al pubblico", ha detto.

Eurogruppo Presidente rialzista sull'economia della zona euro

Nonostante la recente volatilità sui mercati azionari globali, l'Eurozona sta emergendo dalla crisi economica globale, ha detto il sig Dijsselbloem, che consente in guardia contro i ricordi della crisi economica globale al cloud le prospettive economiche. In una prospettiva rialzista della sua economia, ha detto che la zona era "spostando fuori dalla crisi" e indicò le cadute del deficit, debito pubblico e riforme strutturali.

Sfidato da un deputato circa la forza della sua visione, il sig Dijsselbloem detto che la sua valutazione non è stata determinata dalle turbolenze sui mercati nelle ultime settimane. "Da qualche parte, la crisi è vivo nelle nostre teste e molto poco deve accadere in Europa e siamo in crisi di nuovo", ha detto.  

Invito a presentare alla Grecia di proseguire le riforme

Mr Dijsselbloem anche esortato la Grecia a proseguire le riforme che si sono impegnati a svolgere come parte del suo programma di salvataggio."Anche se la qualità delle riforme da attuare è la nostra principale preoccupazione, le autorità dovrebbero ora spostano in marcia alta in modo che i negoziati possano essere conclusi il più presto possibile", ha detto.

"Sono molto rendo conto che alcune delle riforme necessarie sono politicamente difficile per la società, ma è di primaria importanza per implementare ciò che è stato concordato durante l'estate del 2015", ha aggiunto.

Mr Dijsselbloem anche elogiato Cipro, che uscirà il suo programma di prestiti UE alla fine di marzo. Cipro non ha richiesto alcun ulteriore finanziamento, e "Io sono fiducioso che il paese sarà in grado di stare in piedi sulle proprie gambe di nuovo", ha detto

La lotta contro l'evasione fiscale: una priorità della Presidenza olandese

Nella sua qualità di ECOFIN-presidente, il sig Dijsselbloem dichiarato Paesi Bassi avrebbe la priorità normativa in materia di evasione fiscale delle imprese durante il suo semestre di Presidenza e mirano a raggiungere un accordo sul pacchetto evasione anti-tasse a maggio.

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mercoledì 17 febbraio 2016

Adesione del Regno Unito: "Il Parlamento europeo farà il possibile per sostenere il compromesso

Adesione del Regno Unito: "Il Parlamento europeo farà il possibile per sostenere il compromesso" 

 16-02-2016 -  -comunicato stampa

British PM David Cameron (left) meeting EP President Schulz and leading MEPs (Verhofstadt, Gualtieri and Brok) Il premier inglese David Cameron (sinistra) incontra il presidente Schulz e i deputati Verhofstadt, Gualtieri e Brok.
Nel caso venga trovato un accordo sulla riforma delle modalità di adesione del Regno Unito, il Parlamento europeo farà il possibile per sostenerlo, ha avvertito il presidente del PE Martin Schulz dopo il discorso di David Cameron. Martedì il premier britannico ha discusso la posizione del PE con i deputati. La visita è avvenuta prima del vertice del Consiglio europeo di giovedì quando i capi di Stato cercheranno di raggiungere un accordo. Schulz sarà presente per presentare la posizione del PE.

Anche se Schulz ha detto che il Parlamento si impegnerà in un processo costruttivo e veloce nel caso di un accordo, il risultato non sarà garantito: "Per essere chiari, nessun governo può andare in Parlamento e affermare: 'questa è la nostra proposta. Potete garantirci il risultato?' Non è possibile in una democrazia, ma il Parlamento europeo farà il possibile per sostenere il compromesso e un accordo equo, ma non posso garantire il risultato al PE".

Schulz ha risposto anche ai giornalisti dopo il suo incontro con Cameron, che ha definito "costruttivo". Si è confrontato su questioni come l'immigrazione, e i suoi benefici, e come evitare che i paesi fuori dalla zona euro vengano discriminati.

domenica 7 febbraio 2016

L'UE deve superare la paura e le divisioni per preservare Schengen

L'UE deve superare la paura e le divisioni per preservare Schengen

TORNATA Comunicati stampa - Immigrazione / Diritto d'asilo /Schengen − 02-02-2016 - 17:58
 
I deputati discutono la situazione dei rifugiati: l'ingresso in Europa e il futuro di Schengen - © UNHCR/Igor Pavicevic I deputati discutono la situazione dei rifugiati: l'ingresso in Europa e il futuro di Schengen - © UNHCR/Igor Pavicevic
Nel dibattito di martedì con la Presidenza olandese e la Commissione, molti deputati hanno sottolineato che l'UE deve superare le paure e le divisioni che la paralizzano, ma anche gestire efficacemente la migrazione e i flussi dei rifugiati. Proteggere concretamente le frontiere esterne dell'UE è essenziale per salvaguardare l'area di Schengen. Alcuni deputati hanno inoltre chiesto tolleranza zero per gli attacchi razzisti e violenti contro i migranti e rifugiati.

I deputati hanno evidenziato la necessità di rispettare il principio di non respingimento e discusso su come dovrebbe essere finanziata la struttura dei rifugiati in Turchia.

Il ministro olandese per gli affari esteri, Bert Koenders, esprimendosi in nome della Presidenza del Consiglio, ha affermato che il flusso di migranti "deve essere ridotto". A tal fine, le misure già concordate devono essere attuate, in particolare per quanto riguarda il ricollocamento e gli hotspot. Ha poi espresso particolare preoccupazione per la situazione umanitaria nei Balcani occidentali e per i rischi che corrono i minori non accompagnati che entrano in Europa. Dichiarazione di Bert Koenders

Il commissario per l'immigrazione, Dimitris Avramopoulos, ha riconosciuto che "pochi progressi" sono stati finora compiuti negli Stati membri "in prima linea", come pure in tutti gli altri. L'elenco delle cose da fare è lungo: la delocalizzazione, il reinsediamento, gli hotspot, i rimpatri. Per quanto riguarda Schengen, "la Commissione si sta preparando per ogni evenienza (...), ma non si tratta della fine di Schengen o di tagliare fuori uno Stato membro." Sugli attentati di Colonia, Avramopoulos ha negato che tutti i rifugiati e gli immigrati rappresentino una minaccia per il nostro ordine pubblico: "Non lo sono". Dichiarazione di Dimitris Avramopoulos

Il leader del gruppo PPE, Manfred Weber (DE), ha dichiarato che "non si tratta di mancanza d'idee ma di uno stallo, al Consiglio come pure in quest'Aula, (...) una divisione che dobbiamo superare per salvaguardare Schengen." Ha quindi evidenziato che l'UE deve dotarsi di efficaci controlli alle frontiere, per sostenere le sue autorità e per permettere a Frontex di accedere al sistema di informazioni di Schengen. Ha quindi concluso, ricordando che "ci aspettiamo che coloro che sono ospitati e protetti nei Paesi UE, rispettino le sue culture e leggi". Dichiarazione di Manfred Weber (PPE, DE)

Il leader dell'S&D, Gianni Pittella (IT), ha affermato che "c'è un virus che infetta l'Europa, il virus della paura", che sta impedendo all'UE di prendere le decisioni giuste e minaccia di distruggerla. Pittella ha ammonito che i flussi di migranti in arrivo aumenteranno durante la primavera e sottolineato la particolare situazione di rischio dei bambini migranti.Dichiarazione di Giovanni Pittella (S&D, IT)

"Non abbiamo mesi o anni per riscrivere il regolamento dell'UE, abbiamo solo un paio di settimane", ha sostenuto Syed Kamall (ECR, UK). "Se gli Stati membri non sono in grado di gestire le proprie frontiere (...) allora non bisogna sorprendersi che altri vogliano lasciare la partita", aggiungendo che "Schengen non ha bisogno di essere riscritto, ha bisogno di funzionare meglio". Dichiarazione di Syed Kamall (ECR, UK)

Il leader del gruppo ALDE, Guy Verhofstadt (BE) ha chiesto alla Presidenza UE di agire, in linea con l'articolo 78 del trattato (asilo e protezione internazionale), di assumere il controllo delle frontiere esterne dell'UE e di istituire una forza di risposta rapida. "L'Europa deve ottemperare a questo compito", e ha aggiunto che la decisione di agire potrebbe essere presa durante il prossimo Consiglio europeo.Dichiarazione di Guy Verhofstadt (ALDE, BE)

"La gestione della crisi dei rifugiati richiede più cooperazione, non scelte selettive di alcuni Stati membri che mettono in discussione le decisioni comuni" ha affermato Dimitrios Papadimoulis (EUL/NGL, GR). Ha ricordato che solo 400 rifugiati su 160.000 bloccati in Grecia e in Italia sono stati ricollocati fino ad ora. Rebecca Harms (Verdi/ALE) ha concordato sul fatto che sia necessaria una migliore gestione delle frontiere ma ha anche sottolineato che bisogna dare più sostegno ai rifugiati in Turchia, per assicurare qualcosa di più che la sola sopravvivenza. Dichiatrazioni di Dimitrios Papadimoulis (EUL/NGL, GR) e Rebecca Harms (Verdi/ALE, DE)

"La gestione UE della migrazione è un completo fallimento (...) sta mostrando l'altra medaglia della solidarietà" ha detto Laura Ferrara (EFDD, IT). "Guardiamo agli effetti senza guardare alle cause" ha aggiunto, criticando anche i leader europei che scaricano le responsabilità alla Turchia. "Sveglia! Schengen è un fallimento e l'UE è un fiasco. Chiudiamo le frontiere e proteggiamo l'Olanda", ha chiesto a Koenders Vicky Maeijer (ENF, NL). Dichiarazioni di Laura Ferrara (EFDD, IT) e Vicky Maeijer (ENF, NL)

Procedura: Dichiarazioni di Consiglio e Commissione, seguite da un dibattito