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Popolazione mondiale: superati i 7 miliardi di persone, ma siamo sempre più vecchi
by moniatrentarossi on 1 novembre 2011
Il nostro pianeta è sempre più popoloso: è nato infatti il bambino che ci ha fatto superare il traguardo dei 7 miliardi di popolazione.
Ma è un mondo sempre più vecchio, dove entro il 2050 le persone con più di 60 anni saranno più dei bambini, arrivando a ben 2 miliardi, contro gli attuali 650 milioni.
Dati forniti dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms).
L’invecchiamento però è un fenomeno che non riguarda solo i paesi ricchi.
Entro il 2050 circa l’80% degli anziani vivrà infatti nei paesi meno sviluppati e i dati dell’Oms dimostrano che già dal 2005 l’aspettativa di vita in Paesi come Francia e Giappone ha superato gli 80 anni, ed è cresciuta anche in Stati più poveri come Cile, Costa Rica, Giamaica, Libano, Sri Lanka o Thailandia.
Non mancano tuttavia vistose differenze. Sia tra i vari stati (da un lato c’è il Giappone con l’aspettativa di vita più alta a 82,2 anni e l’Africa con meno di 40 anni), sia all’interno dello stesso Paese. Negli Usa ad esempio le classi più ricche vivono in media 20 anni di più di quelle svantaggiate.
Secondo gli studiosi la crescita demografica, che ha portato la popolazione mondiale a raggiungere i 7 miliardi, continuerà ancora per 30-40 anni. ”La popolazione dovrebbe stabilizzarsi a 8-9 miliardi nei prossimi 30-40 anni – spiega Giuseppe Gesano del Cnr.
Il progressivo invecchiamento della popolazione mondiale porrà, sempre di più, dei problemi di salute. Con l’età cresce infatti il rischio di malattie, nonchè le spese per la cura.
Entro il 2050 l’80% di tutte le morti avverrà nelle persone over 60 e per l’Oms è venuto il momento di agire: per questo motivo, in vista del World Health Day 2012, l’Oms si sta concentrando nel formare gli operatori della salute e a preparare le società ad andare incontro ai bisogni della popolazione più anziana, agendo sulla prevenzione.
Fonte: ANSA
Oltre 40 % delle cause di morte in Italia è strettamente legato al regime di vita.
Fumo, alcool, sovrappeso, scarsa attività fisica, ipertensione, colesterolo ai limiti o sopra, ansia- stress-depressione… accorciano l’aspettativa di vita mediamente di 10,6 anni per l’uomo (68 anni) e 11,1 per la donna (73 anni).
Al contrario, una condotta sana e attenta a questi stessi aspetti, può aggiungere fino ad altri 8,4 anni (87 anni) per l’uomo, e oltre 4 per la donna (89 anni).
Inoltre, il 49.4 % delle cause di morte è prevedibile con mesi o anni di anticipo. Si può calcolare che, mediamente l’esecuzione di controlli medici periodici regala mediamente 4-6 anni di vita, e molti di più a coloro (si stima oltre un terzo) che incorrono in patologie precoci e, grazie ai controlli, le identificano in tempo.
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mercoledì 2 novembre 2011
martedì 8 giugno 2010
ISTAT: Al Nord un nato su cinque è straniero
07 giugno 2010
L'Istituto nazionale di statistica comunica i dati relativi alla popolazione residente in Italia risultanti dalle registrazioni nelle anagrafi negli 8.100 comuni al 31 dicembre 2009.
Tali dati sono calcolati a partire dalla popolazione legale dichiarata sulla base delle risultanze del 14° Censimento generale della popolazione effettuato il 21 ottobre 2001. Il calcolo è effettuato sulla base dei dati relativi al movimento naturale (iscrizioni per nascita e cancellazioni per morte) e migratorio (iscrizioni e cancellazioni per trasferimento di residenza) verificatosi nei comuni dal 22 ottobre 2001 al 31 dicembre 2009.
I dati del bilancio demografico per ciascun comune sono disponibili sul sito web http://demo.istat.it alla voce "Bilancio demografico". I dati mensili del movimento demografico relativi al 2009 sono ora definitivi.
È stata poi calcolata la popolazione residente al 1° gennaio 2010 secondo i nuovi confini amministrativi delle province, che vedono l’istituzione delle tre nuove province di Monza e della Brianza, Fermo e Barletta-Andria-Trani, nonchè il passaggio di 7 comuni dalla provincia di Pesaro e Urbino a quella di Rimini.
Al 31 sicembre 2009 risiedevano nel nostro paese 60.340.328 abitatnti con un aumento di 295.260 unità, più 0.5 rispetto alla fine del 2008.
E' questa la situazione della popolazione descritta dall'Istat nel bilancio demografico per il 2009. La quota di stranieri residenti è pari al 7 % del totale. In crescita rispetto al 2008:6,5 stranieri ogni 100 residenti. Percentuale più alta al Nord dove sale fino al 9,8
L'Istituto nazionale di statistica comunica i dati relativi alla popolazione residente in Italia risultanti dalle registrazioni nelle anagrafi negli 8.100 comuni al 31 dicembre 2009.
Tali dati sono calcolati a partire dalla popolazione legale dichiarata sulla base delle risultanze del 14° Censimento generale della popolazione effettuato il 21 ottobre 2001. Il calcolo è effettuato sulla base dei dati relativi al movimento naturale (iscrizioni per nascita e cancellazioni per morte) e migratorio (iscrizioni e cancellazioni per trasferimento di residenza) verificatosi nei comuni dal 22 ottobre 2001 al 31 dicembre 2009.
I dati del bilancio demografico per ciascun comune sono disponibili sul sito web http://demo.istat.it alla voce "Bilancio demografico". I dati mensili del movimento demografico relativi al 2009 sono ora definitivi.
È stata poi calcolata la popolazione residente al 1° gennaio 2010 secondo i nuovi confini amministrativi delle province, che vedono l’istituzione delle tre nuove province di Monza e della Brianza, Fermo e Barletta-Andria-Trani, nonchè il passaggio di 7 comuni dalla provincia di Pesaro e Urbino a quella di Rimini.
Al 31 sicembre 2009 risiedevano nel nostro paese 60.340.328 abitatnti con un aumento di 295.260 unità, più 0.5 rispetto alla fine del 2008.
E' questa la situazione della popolazione descritta dall'Istat nel bilancio demografico per il 2009. La quota di stranieri residenti è pari al 7 % del totale. In crescita rispetto al 2008:6,5 stranieri ogni 100 residenti. Percentuale più alta al Nord dove sale fino al 9,8
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