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venerdì 17 novembre 2017

BERLUSCONI A PORTA A PORTA:"ALLE POLITICHE SARO' IN CAMPO DA PUNTA .O FARO' L'ALLENATORE"

Sicilia: Lunedì nero per Pd e M5s. Con centrodestra unito non ce n’è per nessuno

WhatsApp Image 2017-11-06 at 17.47.21La vittoria di Musumeci, il risultato della coalizione che lo ha sostenuto, e di Forza Italia in particolare, sono l’ennesima conferma che quando il centrodestra si presenta unito, con un candidato convincente e un programma efficace, non ce n’è davvero per nessuno. Un risultato storico che è stato possibile raggiungere anche grazie a una rinnovata e straordinaria forza propulsiva di Silvio Berlusconi, che in Sicilia si è speso senza sosta per portare nuovamente i moderati alla vittoria. Un lunedì nero, invece, per tutti gli altri: Cancelleri porta a casa un sostanziale indebolimento del Movimento 5 Stelle; la sinistra divisa, invece, porta a casa sia la delusione dei risultati di Micari e Fava, sia la delusione che, anche se avessero corso tutti insieme con un unico candidato, non sarebbero comunque riusciti a vincere contro di noi. L’esito siciliano, non abbiamo dubbi, anticipa quel che avverrà alle Politiche del 2018. Ma bisogna prendere atto che esiste anche un’importante fetta del Paese che non riconosce nell’offerta politica tout court una valida risposta alle proprie istanze. In tal senso, per il centrodestra è imperativo cogliere quali siano le richieste non emerse e quelle rimaste inascoltate, e saper tradurle in proposte concrete e condivise. Ma come abbiamo appena dimostrato in Sicilia, l’impegno, l’unità, la determinazione e le proposte credibili di certo non ci mancano.
(Deborah Bergamini)

lunedì 26 maggio 2014

I risultati definitivi delle elezioni europee

I risultati definitivi delle elezioni europee

Riportiamo i dati pubblicati dal Ministero dell'Interno relativi alle elezioni del 25.5.2014

Riepilogo Italia

Elettori: 49.256.169 - Votanti: 28.908.004 (58,68 %) Sezioni pervenute: DefinitivoDato aggiornato al 26/05/2014 - 11:40
 LISTEVOTI%
PARTITO DEMOCRATICO11.172.86140,81
MOVIMENTO 5 STELLE BEPPEGRILLO.IT5.792.86521,16
FORZA ITALIA4.605.33116,82
LEGA NORD-DIE FREIHEITLICHEN-BASTA €URO1.686.5566,16
NUOVO CENTRO DESTRA - UDC1.199.7034,38
L'ALTRA EUROPA CON TSIPRAS1.103.2034,03
FRATELLI D'ITALIA - ALLEANZA NAZIONALE1.004.0373,66
VERDI EUROPEI-GREEN ITALIA245.4430,89
SCELTA EUROPEA196.1570,71
ITALIA DEI VALORI179.6930,65
SVP137.4480,50
IO CAMBIO - MAIE48.4500,17
Totale27.371.747
Schede bianche577.8561,99 %
Schede nulle954.7103,30 %
Schede contestate e non assegnate3.6910,01 %
I dati si riferiscono alle comunicazioni pervenute dai comuni, tramite le prefetture, e non rivestono, pertanto, carattere di ufficialità. La proclamazione ufficiale degli eletti è prerogativa degli uffici elettorali territorialmente competenti, retti da magistrati. La ripartizione dei seggi e l'individuazione degli eletti non tengono conto di eventuali "opzioni", incompatibilità e surroghe.

lunedì 19 maggio 2014

LE LISTE DEI CANDIDATI DI FORZA ITALIA ALLE ELEZIONI EUROPEE

Riportiamo le liste complete dei canditati di Forza Italia alle prossime elezioni europee del 25 maggio 2014

Nord Ovest
    Giovanni Toti
    Fabrizio Bertot
    Franco Bonanini
    Lara Comi
    Isabella De Martini
    Licia Ronzulli
    Oreste Rossi detto Tino
    Iva Zanicchi
    Valerio Bettoni
    Claudia Bille
    Alberto Cirio
    Sonia Fatnassi
    Ivo Ferriani
    Daniela Maria Cristina Lazzaroni
    Carmela Nadia Loiaconi detta Nadia
    Stefano Giovanni Maullu detto Maullo
    Antonio Francesco Giovanni Mussa
    Emma Soncini
    Cristina Striglio
    Mirella Zanini
Nord Est
    Elisabetta Gardini
    Amalia Sartori detta Lia
    Simone Furlan
    Massimiliano Barison
    Elisabetta Bolzoni
    Walter Ferrazza
    Fabio Filippi
    Paolo Gottarelli
    Mattia Sebastiano Malgara detto Mattia
    Ilaria Paparella
    Francesca Rescigno
    Gianpiero Samorì
    Sandra Savino
    Remo Sernagiotto
Centro
    Antonio Tajani
    Paolo Bartolozzi
    Fabio Armeni
    Alessandro Battilocchio
    Barbara Cacciolari
    Paola Ciaurro
    Luciano Ciocchetti
    Armando Cusani
    Melania De Nichilo Rizzoli detta Melania Rizzoli
    Silvio Ferraguti detto Silvio
    Giovanni Galli
    Paolo Guzzanti
    Alessandra Mussolini
    Adriano Redler
Sud
    Raffaele Fitto
    Raffaele Baldassarre
    Mario Clemente Mastella
    Barbara Matera
    Aldo Patriciello
    Crescenzio Rivellini (detto Enzo)
    Sergio Paolo Francesco Silvestris
    Domenico Giovanni Arena
    Simona Capasso
    Alessandro Cecchi Paone
    Jonni D`Andrea
    Federica De Benedetto detta Federica
    Marzia Ferraioli
    Fulvio Martusciello
    Santo Raffaele Mercuri
    Iris Savastano
    Maria Tripodi
Isole
    Giovanni Miccichè detto Gianfranco
    Salvatore Iacolino
    Antonella Chiavacci
    Salvatore Cicu
    Ylenia Maria Citino
    Innocenzo Leontini
    Salvatore Domenico Antonio Pogliese detto Salvo
    Francesca Reitano

martedì 26 febbraio 2013

Un voto contro euro e tasse: l'Italia oggi ha detto basta





rassegna stampa
da LIBERO 

26.02.2013




IL VERDETTO

Un voto contro euro e tasse:

 l'Italia oggi ha detto basta

Promosso chi, come Berlusconi e Grillo, si propone di abbassare il carico fiscale

 e di rinvigorire le nostre imprese. Bocciato chi, come Bersani e Monti,

 ha in testa solo i diktat europei


     
Dettagli. Restano soltanto da definire i dettagli......  
. La sostanza è che l'Italia ha espresso un voto chiaro, nitido e senza possibilità di smentite contro le tasse e contro l'euro. Contro le tasse perché, è chiaro, ha fatto incetta di voti chi ha promesso di abbassare il carico fiscale (Berlusconi) mentre è stato bocciato chi voleva introdurre una patrimoniale (Bersani). Contro le tasse perché Grillo (come il Cav) si propone come alleato di quel tessuto imprenditoriale che è la spina dorsale del nostro Paese (al contrario di Bersani, che in dote ci avrebbe portato ancor più Stato, burocrazia e Fisco). Ma c'è un altro verdetto importante: quello contro l'euro.
Contro la moneta unica - Il Cavaliere, tra una battuta e una "ritirata", non ha mai lesinato stoccate contro la moneta unica e contro le istituzioni che la governano. Istituzioni europee che, di riflesso (ma nemmeno troppo) ci hanno imposto il governo tecnico di Mario Montie la strana maggioranza. "Ce lo ha chiesto l'Europa", era il refrain più in voga ai tempi dell'insediamento del Professore. E anche dopo. L'Europa, l'euro e lo spread ci hanno fatto camminare sui carboni ardenti dell'Imu, delle tasse, dei balzelli, della disoccupazione e della cupa austerità. Gli italiani hanno detto "basta", "stop". Questa una delle chiavi di lettura per interpretare il voto che ha consegnato la maggioranza relativa al Senato al Pdl (che incalza i democratici anche alla Camera) e che ha consacrato Beppe Grillo con una vagonata di voti. Il leader del Movimento 5 Stelle è l'astro nascente (e abbagliante) del firmamento parlamentario. E Grillo, contro l'euro, ha sempre predicato, tanto da annunciare di voler promuovere un referendum contro la moneta unica.
Effetto boomerang? - Un voto, quello contro l'euro, che non è soltanto "pancia". E' una scelta. Per altro molto rischiosa. C'è da scommetterci, appena riapriranno i mercati la pagheremo cara.





Fini senza poltrona alla Camera Il colmo: gliel'ha rubata Casini


rassegna stampa
DA LIBERO
26.2.2013



TRAGICOMICO PERDENTE

Fini senza poltrona alla Camera Il colmo: gliel'ha rubata Casini E lui gufa: "Peggio deve ancora venire"

Nel "centrino" di Monti ,l'Udc finisce sotto il 2% e "frega" a Fli il posto di "miglior predente" della coalizione. Gianfry per la prima volta fuori dal Parlamento dal lontano 1983Share on gmailShare on print|More Sharing ServicesAltroCommenti 11
25/02/2013
Fini resta fuori dalla Camera 
Il colmo: l'ha fregato Casini
Lui gufa: "Il peggio ha da venire"


Quello che tanti elettori di centrodestra speravano, è accaduto: Gianfranco Fini è fuori dal Parlamento, per la prima volta dal lontanissimo 1983 quando fu eletto alla Camera tra le file del Movimento sociale italiano. E il bello è che a "eliminare" Fini è stato proprio il suo alleato Pier Ferdinando Casini. L'Udc, dato da tutti o quasi i sondaggi intorno al 3%, è infatti finito sotto il 2 (1,75%). Pierferdy e i suoi saranno così i "primi ripescati tra le liste sotto il 2%" della coalizione centrista alla Camera, "fregando" il posto a Gianfry e ai suoi. I quali hanno chiuso la competizione a quota 0,45%, un risultato devastante per un partito guidato dall'uomo che nella storia politica recente è stato vicepresidente del Consiglio e ministro degli Esteri e che è il presidente della Camera. Cioè la terza carica dello Stato. Fini e i suoi, per intendersi, hanno preso alla Camera un terzo dei voti di Giannino travolto dallo scandalo master-lauree, meno della Sudtiroler Volkspartei e meno de La Destra di Storace.


Risultati delle elezioni 2013: scontro Berlusconi, Bersani, Grillo


RASSEGNA STAMPA
da IL GIORNALE


Risultati delle elezioni 2013: scontro Berlusconi, Bersani, Grillo

Affluenza al 75,01%, in calo di circa 6 punti rispetto al 2008. Alla Camera vince il centrosinistra, ma i grillini sono il primo partito con il 25,54%. Al Senato non c'è maggioranza: il centrodestra ha un seggio in più dell'asse Pd-Sel. Consulta i risultati regione per regione

Una rimonta senza precedenti. Un risultato che mette nell'angolo il Partito democratico, che vince alla Camera ma che "perde" al Senato, e argina l'avanzata del Movimento 5 Stelle, che si afferma primo partito a Montecitorio. Silvio Berlusconi firma, ancora una volta, un risultato da primato riportando l'asse Pdl-Lega Nord al centro dell'agone politico.
Al termine di una tornata elettorale, dove hanno votato il 75,01% degli aventi il diritto (sei punti in meno rispetto alle elezioni del 2008), Pier Luigi Bersani si lecca le ferite e si vede costretto ad ammettere che non solo non è riuscito a smacchiare il giaguaro, ma non è nemmeno riuscito a ottenere la governabilità del parlamento. Dilagano, invece, i grillini che sbarcano alla Camera (25,54%) con una pletora di onorevoli mai visti prima.

Elezioni 2013: ecco i seggi assegnati


RASSEGNA STAMPA
da QUOTIDIANO NET
26.2.2013




Elezioni 2013: ecco
i seggi assegnati
Regione per Regione

Risultati delle coalizioni
Csx, vittoria cruciale in Piemonte

 
Elezioni politiche 2013, ecco i risultati Regione per Regione con l'esatta distribuzione dei seggi in Parlamento. Il centrosinistra conquista il premio di maggioranza in 11 regioni al Senato; il centrodestra in 7. In Molise c'è il pareggio. Il seggio della Valle d’Aosta è andato alla lista Vallee d’Aoste
Politiche, ecco tutti i seggi Regione per Regione (Frascatore)
Politiche, ecco tutti i seggi Regione per Regione (Frascatore)
Roma, 26 febbraio 2013 -  Elezioni politiche 2013, ecco i risultati Regione per Regione con l'esatta distribuzione dei seggi in Parlamento. Il centrosinistra conquista il premio di maggioranza in 11 regioni al Senato; il centrodestra in 7In Molise c'è il pareggio. Il seggio della Valle d’Aosta è andato alla lista Vallee d’Aoste. Il centrosinistra vince in Piemonte, Trentino Alto Adige, Friuli Venezia Giulia, Emilia Romagna, Liguria, Toscana, Umbria, Marche, Lazio, Basilicata, Sardegna. Il centrodestra vince in Lombardia, Veneto, Abruzzo, Puglia, Campania, Calabria, Sicilia. Anche Grillo e Monti hanno conquistato seggi. Alla luce di questi dati nessuna coalizione avrà la maggioranza assoluta al Senato.


NUMERI CONCLUSIVI -  Il centrosinistra ottiene 119 seggi(111 Pd, 7 Sel, 1 Crocetta), mentre il centrodestra arriva a 117 (99 Pdl, 17 Lega, 1 Grande Sud), 54 per Grillo, 18 per Monti, 1 Vallee d’Aoste. A questi seggi vanno aggiunti i 6 seggi per gli italiani all’estero per un totale di 315 cui vanno aggiunti i 4 senatori a vita (Mario Monti, Carlo Azeglio Ciampi, Giulio Andreotti ed Emilio Colombo) cui a fine settennato si aggiungerà Giorgio Napolitano che già ricopre questa carica dal 2005. L’affluenza era stata del 75,21%.

domenica 17 febbraio 2013

Cosa dicono i sondaggi


RASSEGNA STAMPA
da IL GIORNALE


Cosa dicono i sondaggi

Il Prof ora si reinventa manettaro. E Berlusconi lo liquida: "Non capisce niente di economia"



Sette giorni e si vota, ripristinando così la democrazia sospesa oltre un anno fa dalla sciagurata scelta di Napolitano di affidare la guida del Paese a un governo tecnico.
I risultati sono sotto gli occhi, e sulla pelle, di tutti: la situazione di famiglie e imprese è peggiorata. Eppure Napolitano insiste, come tutti i comunisti non ammette gli errori. E siccome Obama sa a mala pena dove sta l'Italia sul mappamondo, il nostro presidente gli ha spacciato per vera la favola di Monti salvatore della patria. Quello ha annuito per dovere di ospitalità e noi ora dovremmo berci che l'America vota Monti. Ma per favore. Neppure gli italiani, stando ai sondaggi, vogliono votarlo. Figuriamoci gli americani.
Comunque, a una settimana dal voto, la situazione sta più o meno così. Al Nord l'asse Pdl-Lega tiene bene, troppo bene, tanto che la solita procura sta pensando di giocarsi l'asso della disperazione. L'obiettivo è Roberto Maroni, candidato governatore della Lombardia. Il mezzo è Orsi, ormai ex presidente di Finmeccanica arrestato con un tempismo sospetto. La speranza è che il galeotto, a disagio in cella, accetti di confermare il teorema che lo vuole uomo organico alla Lega. Quindi, se nelle prossime ore leggerete il titolo «Avviso di garanzia per Maroni», sappiamo tutti di cosa si sta parlando.

mercoledì 9 gennaio 2013

Berlusconi: Firmato ad Arcore l'accordo con la Lega


Berlusconi: Firmato ad Arcore 

l'accordo con la Lega

Alcuni passaggi dell'intervista del Presidente a Rtl 102.5

Silvio Berlusconi
“Habemus papam. All’una e trenta di questa notte è stato firmato ad Arcore l’accordo tra la mia formazione politica e la Lega Nord. I firmatari dell’intesa sono Roberto Maroni e io. Lui sarà candidato presidente comune in Regione Lombardia, io federatore della coalizione. Ove vincessimo, dopo questi anni di esperienza in cui il premier non ha alcun potere, preferirei fare il ministro dell’Economia essendo stato in trincea molti anni”.

Lo ha affermato il leader del Pdl, Silvio Berlusconi, durante un’intervista alla radio Rtl102.5 nella quale ha fra l’altro sottolineato:

“Non pensate non votando che poi questa politica da buttare vi lasci in pace. Voi non incidereste sulla politica, ma questa inciderebbe su di voi. Agli italiani dico di non dare il voto ad un piccolo partito perché non serve a nulla, solo un partito con la maggioranza può cambiare l’architettura istituzionale e rendere il Paese governabile. Per questo, se volete votare, Fini, Casini, Monti vuol dire che avete una simpatia per la sinistra e allora meglio dare direttamente il voto al Pd, ma io dico ai moderati di non disperdere il loro voto”.
Alla domanda se sarebbe disponibile a riconoscere i diritti alle coppie di fatto, comprese quelle omosessuali, Berlusconi ha fatto cenno di sì con la testa, puntualizzando che "serve la maggioranza in Parlamento per cambiare il Codice civile".