15/05/09 - Sicurezza Il pacchetto sicurezza voce per voce
Il pacchetto sicurezza è legge dello Stato attraverso tre distinti voti sulle altrettanti parti in cui il provvedimento è stato diviso: immigrazione, guerra alla mafia ed alla criminalità organizzata, guerra alla criminalità urbana.
Uno Stato che non protegge i suoi cittadini non ha diritto di definirsi responsabile: questo è il criterio ispiratore del pacchetto sicurezza.
Vediamo le tre parti in cui si articola la legge.
Lotta contro il traffico di clandestini
•L’immigrazione clandestina diventa un reato, esattamente come nei maggiori paesi europei come Francia, Inghilterra e Germania, anche se non sarà punita con il carcere per non aggravare la già difficile situazione dei nostri istituti di pena. Sarà però un’aggravante in caso di altri reati penali.
•Chi entra o soggiorna in maniera illegale nel territorio della Stato commette il reato di immigrazione clandestina, punito con una ammenda da 5 a 10 mila euro. Non è previsto l'arresto ma i clandestini sono sottoposti a processo immediato davanti al giudice di pace con espulsione per direttisima. Le pene detentive sono invece previste, con modalità diverse a seconda dei casi, per chi si rifiuta di esibire i documenti (1 anno) e per chi non ottempera alle ordinanze dell'autorità giudiziaria e del tribunale (fino a 4 anni).
•L'introduzione del reato di immigrazione clandestina rende più facile l'espulsione perchè fornisce gli strumenti giurisdizionali per allontanare dal territorio nazionale i clandestini.
•Chi chiede la cittadinanza italiana dovrà pagare un’imposta di 200 euro, mentre per il permesso di soggiorno occorrerà pagare una tassa da 80 a 200 euro il cui gettito andrà ai comuni nei quali andranno a risiedere gli stranieri. E' opportuno ricordare che la tassa esiste in quasi tutti i paesi europei, e che in Olanda è di 800 euro.
•Gli immigrati regolari avranno gli stessi diritti e doveri dei cittadini italiani, a cominciare dall’istruzione, dalla sanità e dalla tutela dei bambini. L’Italia è già un Paese aperto agli stranieri e agli extracomunitari in regola con la legge: i lavoratori non italiani sono 3,6 milioni, più degli impiegati pubblici (3,3 milioni). Le sole badanti sono oltre 700 mila rispetto ai 682 mila addetti italiani di tutto il comparto sanità.
•La durata dei soggiorni nei centro di identificazione sale a sei mesi: è indispensabile per le procedure di controllo, ovvero o per l'espletamento delle procedure per l'espulsione o per il rilascio del permesso di soggiorno qualora ve ne siano le condizioni. Ricordiamo che l’Unione europea riconosce fino a 18 mesi. Al termine, chi non è identificabile o rifiuta di farsi identificare viene espulso. E’ evidente che chi ha motivi e diritti di chiedere asilo politico in Italia non ha alcuna ragione di tenere nascosta la propria identità.
•La questione dei respingimenti in acque extraterritoriali dei clandestini è indirettamente collegata alle norme sulla sicurezza. Le polemiche dell’Onu, dell’Unione europea e della sinistra non possono smentire la realtà: da tre anni l’Ue ha già respinto oltre le frontiere comunitarie più di 150 mila irregolari, spesso attraverso operazioni militari congiunte tra Spagna, Francia, Grecia e Italia. Esiste una apposita agenzia dell’Unione europea, la Frontex, che controlla operativamente il contrasto ai clandestini.
•I clandestini possono accedere ai servizi ed uffici pubblici. Con l'istituzione del reato di immigrazione clandestina, chi svolge la funzione di pubblico ufficiale ha l'obbligo di denuncia dei clandestini. Sono stati esentati dall'obbligo di denuncia i medici, i presidi ed i dirigenti scolastici per permettere anche ai clandestini malati di curarsi ed ai figli di immigrati irregolari di accedere all'istruzione.
•La registrazione all'anagrafe dei bambini appena nati è prevista dalla Legge Bossi-Fini che prevede un permesso di soggiorno temporaneo di sei mesi per le donne incinte, a prescindere dal possesso degli altri requisiti.
•Chi favorisce l'ingresso dei clandestini, scafisti e non solo, rischia fino a 15 anni di carcere oltre ad una ammenda fino a 15 mila euro. Chi affitta appartamenti agli irregolari per trarne ingiusto profitto rischia fino a 3 anni di carcere.
•Viene istituito presso il Ministero dell'Interno un fondo rimpatri per finanziare le spese per il rimpatrio degli stranieri verso il paese di orgine.
•Accordo di integrazione. Entro 180 giorni dalla data di entrata in vigore della legge vengono stabiliti con regolamento i criteri e le modalità per la sottoscrizione, da parte dello straniero, contestualmente alla presentazione della domanda di rilascio del premesso di soggiorno, di un accordo di integrazione, articolato per crediti, con l'impegno a sottoscrivere specifici obiettivi di integrazione, da conseguire nel periodo di validità del permesso di soggiorno. La firma dell'accordo è condizione necessaria per il rilascio, la perdita totale dei crediti determina la revoca del soggiorno e l'espulsione dello straniero.
•Money transfer. Si intensificano i controlli sul trasferimento di valuta per contrastare il riciclaggio anche ai fini di finanziamento al terrorismo. Gli agenti di attività finanziaria che prestano servizi di pagamento nella forma dell'incasso e del trasferimento fondi acquisiscono e conservano per 10 anni copia del titolo di soggiorno se il soggetto che ordina l'operazione è cittadino extracomunitario
Giro di vite contro la a mafia
•Il limite posto alle intercettazioni non riguarderà i reati di mafia.
•Alla procura nazionale antimafia vengono dati più mezzi e uomini.
•Il carcere duro per i reati di mafia è rinnovato non più ogno due anni ma ogni quattro.
•Saranno realizzati appositi istituti di pena in generale su isole o comunque in luoghi ben isolati.
•Tutti i colloqui familiari saranno registrati e saranno ammessi al massimo tre incontri settimanali con gli avvocati.
•Prevista l'esclusione dalle gare di appalto pubblico per le imprese che abbiano omesso denunce di racket, pizzo, esterosione ed altro.
•Nei casi di infiltrazione mafiosa, lo scioglimento dei Comuni riguarderà anche gli organi amministrativi e tecnici e non solo quelli politici.
•I prefetti potranno accedere in funzione anti-mafia nei cantieri.
•I beni confiscati alle cosche mafiose e camorristiche saranno immediatamente confiscabili.
•Le sentenze con cui i giudici di sorveglianza consentono scarcerazioni facili, e le sentenze lasciate a dormire dai pm per far scadere i termini dei giudizi, saranno più direttamente sottoposte al controllo dell’esecutivo.
•Il procuratore nazionale antimafia manterrà i poteri di intervento nei procedimenti, che la legge attualmente gli attribuisce. Dal ddl è stata soppressa la norma (comma 2 articolo 2) che di fatto ne prevedeva una sorta di limitazione e che lo stesso procuratore nazionale antimafia aveva criticato durante la sua audizione in commissione giustizia.
•Viene reintrodotto il reato di oltraggio a pubblico ufficiale abrogato con la legge 25 giugno 1999. La pena è la reclusione fino a tre anni.
Città più sicure
•I sindaci potranno usufruire, per incrementare la sicurezza nei territori, delle associazioni di "volontari per la sicurezza".
•Il Ministero dell'Interno dovrà regolamentare queste associazioni attribuendo loro funzioni e competenze.
•Le associazioni non potranno ricevere contributi economici pubblici o privati.
•I prefetti avranno il controllo e dovranno autorizzare l’attività di cittadini che potranno vigilare il territorio, purché abbiano una preparazione professionale e provengano dalle forze dell’ordine.
•Avranno la dignità di legge le numerose circolari e direttive ministeriali che in questi mesi hanno autorizzato i comuni a contrastare la prostituzione, i racket di sfruttamento dei mendicanti e dei bambini, la vendita di materiale illegale e clandestino in strada.
•Saranno incrementate multe e divieti per la guida in stato di ebrezza e sotto l’effetto di droghe.
•I prefetti e la polizia potranno disporre autonomamente controlli sulle strade.
•A chi uccide e provoca incidenti gravi guidando in stato di ebrezza verrà riconosciuta la pericolosità sociale e non sarà più possibile beneficiare della libertà in attesa di giudizio o degli arresti domiciliari.
•A chi compie violenze e rapine nelle proprietà altrui non verranno più riconosciute attenuanti.
•Carcere fino a tre mesi per chi imbratta cose di interesse artistico o storico, pena che raddoppia per chi sporca immobili o mezzi di trasporto pubblici.
•Punito con ammenda fino a mille euro chi vende a minorenni bombolette spray di vernice non biodegradabile.
•Spray al peperoncino - Sì all’uso delle bombolette spray al peperoncino da utilizzare per autodifesa. Un regolamento del ministro dell’Interno di concerto con il ministro del Lavoro, salute e politiche sociali disciplina le caratteristiche tecniche e il contenuto dei dispositivi di autodifesa.
•Nasce l’albo degli addetti alla sicurezza dei locali pubblici (buttafuori), che dovranno rispondere ai requisiti stabiliti da un decreto del ministro dell’Interno. L’elenco è tenuto dal prefetto competente per territorio.
•Nasce il registro dei senza fissa dimora tenuto al ministero dell’Interno.
•Più rigore per chi si mette alla guida ubriaco o drogato. Viene istituito un fondo contro “l’incidentalità notturna’ che servirà all’acquisto di materiali, attrezzature e mezzi per le forze di polizia e per campagne di sensibilizzazione e formazione degli utenti della strada.
•Per gli autisti di mezzi pubblici drogati scatta la revoca della patente e la sospensione del certificato di abilitazione professionale per la guida di motoveicoli e del certificato di idoneità alla guida di ciclomotori o divieto di conseguirli, per un periodo fino a tre anni.
Sono solo le norme principali di un provvedimento molto ampio, che risponde alle giuste attese della gente. Uno Stato che non protegge i suoi cittadini non ha diritto di definirsi responsabile: questo è il criterio ispiratore del pacchetto sicurezza.
[15 maggio 2009]
sabato 4 luglio 2009
LA NUOVA LEGGE SULLA SICUREZZA
Sicurezza - La nuova legge per la sicurezza
02/07/09 - Finalmente il Senato della Repubblica ha approvato in via definitiva il Decreto Legge sulla Sicurezza fortemente voluto dal Governo Berlusconi e tenacemente contrastato dalle sinistre
Il Decreto sulla Sicurezza è composto da 66 articoli e contiente norme per il contrasto all’immigrazione; dà un giro di vite contro i reati di mafia; prevede il dal carcere per i writers e l'istituzione delle ronde dei cittadini, nonchè altri cambiamenti rilevanti per la sicurezza rispetto al passato.
La clandestinità diventa reato
Chi entra o soggiorna in maniera illegale in Italia commette il reato di immigrazione landestina. La pena è un’ammenda da 5 a 10 mila euro. I clandestini sono sottoposti a processo davanti al giudice di pace con espulsione per direttissima. Che cosa cambia? È previsto un boom delle espulsioni: dalle 25 mila del 2008, potrebbero almeno raddoppiare.
Nascono i centri di espulsione
I Centri di permanenza temporanea (Cpt) diventano Centri di identificazione ed espulsione. La permanenza massima passa da 2 a 6 mesi. Che cosa cambia? Il prolungamento della permanenza permetterà di completare le procedure per l’espulsione, attualmente spesso lasciate a metà.
Accesso ai Servizi pubblici
Chi svolge la funzione di pubblico ufficiale ha l'obbligo di denuncia dei clandestini che si presentano agli sportelli. Che cosa cambia? I clandestini non potranno più accedere ai servizi pubblici.
La registrazione all’anagrafe
Il permesso di soggiorno diventa obbligatorio per qualsiasi atto: registrazione nuovi nati, matrimonio, etc. Che cosa cambia? La registrazione all’anagrafe non sarebbe possibile e i bambini appena nati non potendo essere riconosciuti diventerebbero adottabili. La legge Bossi-Fini prevede però un permesso di soggiorno di 6 mesi per le donne incinte, che dovrebbe consentire la registrazione all’anagrafe.
Soggiorno a pagamento
Il permesso di soggiorno e l’acquisizione della cittadinanza italiana saranno a pagamento: da 80 a 200 euro. Che cosa cambia? Per le casse pubbliche è previsto un incasso di almeno 160 milioni di euro all’anno destinati alle politiche per l’immigrazione.
«Favoreggiatori» ed affittuari
Chi favorisce l'ingresso dei clandestini rischia fino a 15 anni di carcere. E chi affitta appartamenti agli irregolari rischia fino a 3 anni di carcere. Che cosa cambia? Chi cede in affitto la casa dovrà verificare il permesso di soggiorno del locatario.
Volontari per la sicurezza
La legge riconosce le associazioni «di volontari per la sicurezza». Le associazioni saranno disarmate. Via libera allo spray al peperoncino per l’autodifesa. Che cosa cambia? I volontari potranno circolare nelle strade ma senza divise o simboli di partiti politici con il compito di segnalare le illegalità alle forze dell’ordine, ma senza intervenire.
Nuovo giro di vite antimafia
Il carcere duro per i reati di mafia è rinnovato non più ogni 2 anni, ma ogni 4. Tutti i colloqui familiari saranno registrati. E saranno ammessi al massimo tre incontri settimanali con gli avvocati. Sempre per contrastare le cosche, sono escluse dagli appalti pubblici le imprese che abbiamo omesso denunce di racket. Inoltre nei casi di infiltrazione mafiosa, lo scioglimento dei Comuni riguarderà anche gli organi amministrativi e tecnici. Che cosa cambia? Lo scioglimento degli organi amministrativi secondo i tecnici del ministero consentirà di allontanare dagli uffici pubblici con più facilità il personale colluso con le cosche, che spesso sopravvive agli organi politici.
Writers e vandali, pene più severe
La nuova legge prevede carcere fino a 3 mesi per chi imbratta cose di interesse artistico o storico. Ammenda fino a 1000 euro per chi vende a minorenni bombolette di vernice non biodegradabile. Che cosa cambia? Il giro di vite contro writers e vandali necessario per mantenere il decoro delle nostre città.
Alcol e droghe, patente da rifare
È disposta d’ufficio la «revisione della patente» per chi guida ubriaco o sotto l’effetto di droghe. Si tratta delle procedura che accerta il possesso dei requisiti psicofisici attitudinali per la guida. Inoltre, la revoca della patente è più facile. Che cosa cambia? Secondo le prime stime potrebbero essere almeno 20 mila le persone che ogni anno si dovranno sottoporre alla revisione della patente.
02/07/09 - Finalmente il Senato della Repubblica ha approvato in via definitiva il Decreto Legge sulla Sicurezza fortemente voluto dal Governo Berlusconi e tenacemente contrastato dalle sinistre
Il Decreto sulla Sicurezza è composto da 66 articoli e contiente norme per il contrasto all’immigrazione; dà un giro di vite contro i reati di mafia; prevede il dal carcere per i writers e l'istituzione delle ronde dei cittadini, nonchè altri cambiamenti rilevanti per la sicurezza rispetto al passato.
La clandestinità diventa reato
Chi entra o soggiorna in maniera illegale in Italia commette il reato di immigrazione landestina. La pena è un’ammenda da 5 a 10 mila euro. I clandestini sono sottoposti a processo davanti al giudice di pace con espulsione per direttissima. Che cosa cambia? È previsto un boom delle espulsioni: dalle 25 mila del 2008, potrebbero almeno raddoppiare.
Nascono i centri di espulsione
I Centri di permanenza temporanea (Cpt) diventano Centri di identificazione ed espulsione. La permanenza massima passa da 2 a 6 mesi. Che cosa cambia? Il prolungamento della permanenza permetterà di completare le procedure per l’espulsione, attualmente spesso lasciate a metà.
Accesso ai Servizi pubblici
Chi svolge la funzione di pubblico ufficiale ha l'obbligo di denuncia dei clandestini che si presentano agli sportelli. Che cosa cambia? I clandestini non potranno più accedere ai servizi pubblici.
La registrazione all’anagrafe
Il permesso di soggiorno diventa obbligatorio per qualsiasi atto: registrazione nuovi nati, matrimonio, etc. Che cosa cambia? La registrazione all’anagrafe non sarebbe possibile e i bambini appena nati non potendo essere riconosciuti diventerebbero adottabili. La legge Bossi-Fini prevede però un permesso di soggiorno di 6 mesi per le donne incinte, che dovrebbe consentire la registrazione all’anagrafe.
Soggiorno a pagamento
Il permesso di soggiorno e l’acquisizione della cittadinanza italiana saranno a pagamento: da 80 a 200 euro. Che cosa cambia? Per le casse pubbliche è previsto un incasso di almeno 160 milioni di euro all’anno destinati alle politiche per l’immigrazione.
«Favoreggiatori» ed affittuari
Chi favorisce l'ingresso dei clandestini rischia fino a 15 anni di carcere. E chi affitta appartamenti agli irregolari rischia fino a 3 anni di carcere. Che cosa cambia? Chi cede in affitto la casa dovrà verificare il permesso di soggiorno del locatario.
Volontari per la sicurezza
La legge riconosce le associazioni «di volontari per la sicurezza». Le associazioni saranno disarmate. Via libera allo spray al peperoncino per l’autodifesa. Che cosa cambia? I volontari potranno circolare nelle strade ma senza divise o simboli di partiti politici con il compito di segnalare le illegalità alle forze dell’ordine, ma senza intervenire.
Nuovo giro di vite antimafia
Il carcere duro per i reati di mafia è rinnovato non più ogni 2 anni, ma ogni 4. Tutti i colloqui familiari saranno registrati. E saranno ammessi al massimo tre incontri settimanali con gli avvocati. Sempre per contrastare le cosche, sono escluse dagli appalti pubblici le imprese che abbiamo omesso denunce di racket. Inoltre nei casi di infiltrazione mafiosa, lo scioglimento dei Comuni riguarderà anche gli organi amministrativi e tecnici. Che cosa cambia? Lo scioglimento degli organi amministrativi secondo i tecnici del ministero consentirà di allontanare dagli uffici pubblici con più facilità il personale colluso con le cosche, che spesso sopravvive agli organi politici.
Writers e vandali, pene più severe
La nuova legge prevede carcere fino a 3 mesi per chi imbratta cose di interesse artistico o storico. Ammenda fino a 1000 euro per chi vende a minorenni bombolette di vernice non biodegradabile. Che cosa cambia? Il giro di vite contro writers e vandali necessario per mantenere il decoro delle nostre città.
Alcol e droghe, patente da rifare
È disposta d’ufficio la «revisione della patente» per chi guida ubriaco o sotto l’effetto di droghe. Si tratta delle procedura che accerta il possesso dei requisiti psicofisici attitudinali per la guida. Inoltre, la revoca della patente è più facile. Che cosa cambia? Secondo le prime stime potrebbero essere almeno 20 mila le persone che ogni anno si dovranno sottoporre alla revisione della patente.
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Sicurezza
lunedì 29 giugno 2009
Politica- Tremonti: Il premier merita stima e non polemiche
"Silvio Berlusconi lavora sodo per il bene dell’Italia, e’ stimato all’estero dove riconoscono la sua "fortissima leadership". Il resto, ha assicurato il nostro ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, intervenuto da Lucia Annunziata a "In mezzora" su Raitre, sono chiacchiere o "esagerazioni." "Guardiamo all’esempio del terremoto; abbiamo lavorato insieme al decreto per le prime misure di emergenza fino alle due di notte. Poi la mattina dopo, alle nove, lo abbiamo presentato al Cdm a l’Aquila". "Questo e’ cio’ che conta. Il resto e’ essere guardoni o esagerare. Ma le pare che le indagini, invece di farle sulla Sacra corona unita, vengono fatte su Berlusconi? C’e’ un blocco di persone che pur di fare il bene di se stessi, fa del male agli italiani e all’immagine dell’Italia. Frequento molte persone all’estero e tutti riconoscono a Berlusconi di avere una grandissima leadership, una grandissima forza di carattere e politica. Mi sembra che anche gli italiani lo apprezzino. In un Paese serio -conclude il ministro dell’Economia- le persone serie dovrebbero valutare questo. Il resto sono solo esagerazioni".
Commentando le critiche del premier alle istituzioni economiche e ai media che fanno allarmismo e alimentano la paura, Tremonti ha osservato: "Che ci sia la crisi lo abbiamo sempre detto e lo sappiamo ma e’ proprio per questo che deve esserci un messaggio di fiducia. Non e’ censura". E’ che "un po’ di calma, un po’ meno televisione, un po’ meno show sarebbero utili per tutti". "Il Presidente Roosevelt durante la grande depressione diceva ’uscite di casa, andate a mangiare una bistecca, andate al cinema. L’unica cosa di cui dovete avere paura diceva agli americani e’ la paura stessa. Questo e’ il senso del messaggio di Berlusconi. Non e’ rimuovere la crisi. Proprio perche’ c’e’ e lo sappiamo, non ha senso dirlo tutti i giorni in Tv in modo ossessivo.
Tutti questi centri che, per inciso non hanno previsto la crisi, una volta davano le notizie in sede tecnica, nei bollettini. Ma qui ogni giorno c’e’ uno che dice una roba e gli altri" alzano il tiro "facendo a gara. Se diventi importante perche’ vai in Tv e dai annunci catastrofici, fai del bene a te ma fai del male ai lavoratori e alle famiglie. I bollettini statistici ufficiali vanno sempre pubblicati" ma "un po’ si esagera di questi tempi, non facendo del bene, ma facendo del male alle famiglie, a chi ci ascolta". Il presidente del consiglio, rimarca Tremonti, "ha detto solo di stare attenti" e "non ha detto di non dare pubblicita’" ai media che fanno allarmismo. "Ricordo una volta a Berlino in un vertice con i capi di Stato e di Governo, ci fu un capo di stato che ricevette un applauso generale quando invito’ i media non a non dare le notizie ma ad abbassare i toni ".
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Politica
venerdì 26 giugno 2009
Politica- Il PDL è l'unica vera forza politica nazionale
Documenti - Riportiamo il testo integrale del Documento votato dalla Direzione Nazionale del Popolo della libertà
Il risultato delle elezioni europee ha soprattutto evidenziato la crisi in cui versa la socialdemocrazia in Europa. Il nuovo, grave arretramento subito dalla sinistra italiana denota una crisi ancor più profonda. La sinistra italiana paga oggi lo scotto di non aver mai fatto i conti con la propria storia: il PD non può nemmeno definirsi socialdemocratico senza scatenare al proprio interno guerre intestine e far riemergere antichi nodi mai affrontati fino in fondo. Il dibattito confuso e contraddittorio che sta caratterizzando la vigilia del Congresso del Partito democratico ne è la prova evidente.
Il risultato delle elezioni europee rivela anche un ulteriore, preoccupante, segnale di sfiducia nei confronti del modo in cui sta avanzando il processo di unificazione europea. L’ideale europeista è nato dalla lungimiranza di leader politici come De Gasperi, Shumann, Adenauer, che al mito dell’unità del Continente seppero dare un’anima e la capacità di rispondere ai bisogni effettivi dei cittadini. Essi compresero che l’Europa dei borghi e delle città, dei monumenti e delle cattedrali, l’Europa della riscoperta delle proprie radici e di un comune tessuto culturale, avrebbe potuto unire i popoli e consentire loro di superare il secolo dei totalitarismi con i suoi orrori e il suo portato di disperazione e di povertà.
Da allora l’Europa unita ha compiuto innegabili progressi, dal mercato unico alla moneta comune; per un lungo periodo, essa è stata in grado di parlare ai cittadini, alle loro insicurezze, alle loro necessità e alle loro convenienze. Oggi, di fronte alla tempesta di una crisi globale, al turbamento che l’avvento del nuovo secolo ha portato con sé, e in un contesto di relazioni internazionali profondamente mutato dopo la fine dell’ordine bipolare, l’Europa ha smarrito la propria anima, e viene sempre più percepita come un gigantesco apparato burocratico autoreferenziale quando non addirittura ostile rispetto alla libera iniziativa delle persone.
Si tratta di un problema di carattere culturale, ma anche istituzionale ed economico. Ed è giunto il momento di affrontarlo, sottoponendo al PPE la richiesta di una riforma che incida in profondità sui processi decisionali in seno all’Unione europea. E’ una sfida alla quale non possiamo sottrarci. Anche perché siamo gli unici in grado di portarla a compimento.
Il PDL, infatti, ha ottenuto un risultato nettamente positivo che sancisce innanzitutto la validità del progetto del partito unitario e dell’alleanza strategica con la Lega di Umberto Bossi. Per la prima volta inoltre il successo delle forze politiche che sostengono il Governo Berlusconi si manifesta sul terreno delle elezioni amministrative, nel quale la sinistra tradizionalmente dimostrava una maggiore capacità di radicamento e di tenuta. In queste elezioni amministrative la sinistra appare ormai una forza politica minoritaria nel Nord e nel Sud del paese, perdendo posizioni anche nelle regioni del centro Italia.
Lo straordinario risultato conseguito dal PDL nelle elezioni amministrative, al primo e secondo turno, caratterizza dunque il Popolo della Libertà come l’unica forza politica veramente nazionale, dotata sul territorio di risorse, militanti, dirigenti politici e amministrativi che un grande partito popolare deve sempre di più saper valorizzare e mettere al centro di un processo di selezione democratica.Il PD, invece, man mano che perde consenso si va sempre più localizzando.
L’esito delle elezioni europee e di quelle amministrative rafforza dunque il Governo, il suo rapporto con la maggioranza e con il partito, e premia l’azione ed i risultati conseguiti in un momento particolarmente difficile dell’economia internazionale. Si tratta della risposta più forte e convincente che la maggioranza del popolo italiano ha voluto dare alle campagne scandalistiche di Palazzo, orchestrate ai danni del Governo e del suo Presidente da un circuito politico-mediatico-giudiziario con l’obiettivo finale di sovvertire la sovranità del popolo.
L’esito elettorale delle europee e delle amministrative ha confermato la distanza siderale che separa queste manovre dalle persone, dai loro pensieri e dai loro bisogni. Gli italiani non vogliono che il gossip entri nella vita pubblica, e che la lotta politica si consumi dal buco della serratura. Con il loro voto l’hanno chiaramente ribadito. Il rispetto dovuto ai cittadini che l’hanno votato impone al PDL di reagire con la massima determinazione e fermezza. Rivendichiamo con orgoglio i risultati dell’azione di governo nell’ultimo anno, e rilanciamo con rinnovata energia il progetto riformatore che nell’aprile del 2008 ha ottenuto la fiducia dei cittadini. Andremo avanti lungo la strada della modernizzazione del Paese attraverso la riforma della giustizia, attraverso le riforme dello stato sociale indicate nel “libro bianco”, quelle della pubblica amministrazione e del federalismo fiscale, dell’università e della scuola. Così come sapremo portare l’Italia fuori dalla crisi più forte di come vi è entrata sviluppando una politica economica rigorosa ma in grado di venire incontro alle esigenze delle aree sociali oggi maggiormente in difficoltà, fra le quali in primo luogo quella dei lavoratori autonomi, dei giovani, delle piccole imprese.
25/6/2009
Il risultato delle elezioni europee rivela anche un ulteriore, preoccupante, segnale di sfiducia nei confronti del modo in cui sta avanzando il processo di unificazione europea. L’ideale europeista è nato dalla lungimiranza di leader politici come De Gasperi, Shumann, Adenauer, che al mito dell’unità del Continente seppero dare un’anima e la capacità di rispondere ai bisogni effettivi dei cittadini. Essi compresero che l’Europa dei borghi e delle città, dei monumenti e delle cattedrali, l’Europa della riscoperta delle proprie radici e di un comune tessuto culturale, avrebbe potuto unire i popoli e consentire loro di superare il secolo dei totalitarismi con i suoi orrori e il suo portato di disperazione e di povertà.
Da allora l’Europa unita ha compiuto innegabili progressi, dal mercato unico alla moneta comune; per un lungo periodo, essa è stata in grado di parlare ai cittadini, alle loro insicurezze, alle loro necessità e alle loro convenienze. Oggi, di fronte alla tempesta di una crisi globale, al turbamento che l’avvento del nuovo secolo ha portato con sé, e in un contesto di relazioni internazionali profondamente mutato dopo la fine dell’ordine bipolare, l’Europa ha smarrito la propria anima, e viene sempre più percepita come un gigantesco apparato burocratico autoreferenziale quando non addirittura ostile rispetto alla libera iniziativa delle persone.
Si tratta di un problema di carattere culturale, ma anche istituzionale ed economico. Ed è giunto il momento di affrontarlo, sottoponendo al PPE la richiesta di una riforma che incida in profondità sui processi decisionali in seno all’Unione europea. E’ una sfida alla quale non possiamo sottrarci. Anche perché siamo gli unici in grado di portarla a compimento.
Il PDL, infatti, ha ottenuto un risultato nettamente positivo che sancisce innanzitutto la validità del progetto del partito unitario e dell’alleanza strategica con la Lega di Umberto Bossi. Per la prima volta inoltre il successo delle forze politiche che sostengono il Governo Berlusconi si manifesta sul terreno delle elezioni amministrative, nel quale la sinistra tradizionalmente dimostrava una maggiore capacità di radicamento e di tenuta. In queste elezioni amministrative la sinistra appare ormai una forza politica minoritaria nel Nord e nel Sud del paese, perdendo posizioni anche nelle regioni del centro Italia.
Lo straordinario risultato conseguito dal PDL nelle elezioni amministrative, al primo e secondo turno, caratterizza dunque il Popolo della Libertà come l’unica forza politica veramente nazionale, dotata sul territorio di risorse, militanti, dirigenti politici e amministrativi che un grande partito popolare deve sempre di più saper valorizzare e mettere al centro di un processo di selezione democratica.Il PD, invece, man mano che perde consenso si va sempre più localizzando.
L’esito delle elezioni europee e di quelle amministrative rafforza dunque il Governo, il suo rapporto con la maggioranza e con il partito, e premia l’azione ed i risultati conseguiti in un momento particolarmente difficile dell’economia internazionale. Si tratta della risposta più forte e convincente che la maggioranza del popolo italiano ha voluto dare alle campagne scandalistiche di Palazzo, orchestrate ai danni del Governo e del suo Presidente da un circuito politico-mediatico-giudiziario con l’obiettivo finale di sovvertire la sovranità del popolo.
L’esito elettorale delle europee e delle amministrative ha confermato la distanza siderale che separa queste manovre dalle persone, dai loro pensieri e dai loro bisogni. Gli italiani non vogliono che il gossip entri nella vita pubblica, e che la lotta politica si consumi dal buco della serratura. Con il loro voto l’hanno chiaramente ribadito. Il rispetto dovuto ai cittadini che l’hanno votato impone al PDL di reagire con la massima determinazione e fermezza. Rivendichiamo con orgoglio i risultati dell’azione di governo nell’ultimo anno, e rilanciamo con rinnovata energia il progetto riformatore che nell’aprile del 2008 ha ottenuto la fiducia dei cittadini. Andremo avanti lungo la strada della modernizzazione del Paese attraverso la riforma della giustizia, attraverso le riforme dello stato sociale indicate nel “libro bianco”, quelle della pubblica amministrazione e del federalismo fiscale, dell’università e della scuola. Così come sapremo portare l’Italia fuori dalla crisi più forte di come vi è entrata sviluppando una politica economica rigorosa ma in grado di venire incontro alle esigenze delle aree sociali oggi maggiormente in difficoltà, fra le quali in primo luogo quella dei lavoratori autonomi, dei giovani, delle piccole imprese.
25/6/2009
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Politica
giovedì 25 giugno 2009
Economia - Tremonti:Più moralità con il federalismo fiscale
Più moralità con il federalismo fiscale E' un concetto caro al Ministro Tremonti Il federalismo fiscale “non è un progetto politico” ma “una riforma” che “sarà fatta” perchè “è fondamentale” e gode di un “grande consenso” in Parlamento e tra le Regioni. Lo ha affermato il ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, ospite dei Cavalieri del Lavoro. Il federalismo ha sostenuto il Ministro, garantisce più moralità e sgombra il campo da qualsiasi dubbio su quello che ha definito il “motore per attivare ciò che serve”, e cioè la “responsabilità per fare le opere”.
Ed è proprio su questo concetto che Tremonti si è soffermato a lungo nel corso del suo intervento. Metà dell’azione pubblica avviene “al di fuori del vincolo del ‘no taxation without representation’”, spiega il ministro, sottolineando come con la riforma verrà introdotto il “meccanismo della responsabilità” che “per metà in Italia manca”, perchè “non si può spendere se non hai dovere di prendere”. Con la riforma, invece, le decisioni di spesa verranno prese dove saranno raccolti i fondi. Il federalismo fiscale porta con sé anche maggiore “moralità”: “Vi siete mai chiesti la ragione della caduta della moralità in alcune aree dell’ Italia? È molto semplice - rileva - se si buttano soldi a pioggia per centinaia di micro-opere si inverte il motore di influenza e così la malavita chiede alle imprese di fare le opere: non si può più - sottolinea - andare avanti con questo sistema”.
Il ministro cita poi il caso dell’evasione fiscale che diventa “una variabile indipendente se non c’è fiscalità locale” ed è, quindi, “fondamentale coinvolgere il governo locale perchè adesso - dice - non c’è alcuna remora a fare il furbo”. Tremonti ritiene anche senza senso il fatto che il più grande patrimonio immobiliare d’Italia, che “comprende spiagge, terreni e castelli” sia gestito da “un ufficio a Roma”, e ne rivendica un controllo locale. Nel suo intervento, il ministro dell’Economia dà spazio anche alla crisi sulla quale, afferma, “con i mezzi a disposizione - puntualizza - abbiamo fatto le cose che potevamo fare e nel modo più giusto possibile”. Tremonti ricorda: “abbiamo cercato di tenere più a posto che potevamo i conti pubblici, di investire quanti più fondi pubblici in ammortizzatori sociali e di tenere aperti i canali del credito”.
Il responsabile dell’Economia torna poi a rivendicare la scelta del governo di non aumentare il debito pubblico: “abbiamo detto: no grazie, non è una soluzione”, spiega, rilevando che “gestire il terzo debito del mondo, senza essere la terza economia del mondo in un momento di crisi è un’esperienza che prova nel corpo e nello spirito”.
Ed è proprio su questo concetto che Tremonti si è soffermato a lungo nel corso del suo intervento. Metà dell’azione pubblica avviene “al di fuori del vincolo del ‘no taxation without representation’”, spiega il ministro, sottolineando come con la riforma verrà introdotto il “meccanismo della responsabilità” che “per metà in Italia manca”, perchè “non si può spendere se non hai dovere di prendere”. Con la riforma, invece, le decisioni di spesa verranno prese dove saranno raccolti i fondi. Il federalismo fiscale porta con sé anche maggiore “moralità”: “Vi siete mai chiesti la ragione della caduta della moralità in alcune aree dell’ Italia? È molto semplice - rileva - se si buttano soldi a pioggia per centinaia di micro-opere si inverte il motore di influenza e così la malavita chiede alle imprese di fare le opere: non si può più - sottolinea - andare avanti con questo sistema”.
Il ministro cita poi il caso dell’evasione fiscale che diventa “una variabile indipendente se non c’è fiscalità locale” ed è, quindi, “fondamentale coinvolgere il governo locale perchè adesso - dice - non c’è alcuna remora a fare il furbo”. Tremonti ritiene anche senza senso il fatto che il più grande patrimonio immobiliare d’Italia, che “comprende spiagge, terreni e castelli” sia gestito da “un ufficio a Roma”, e ne rivendica un controllo locale. Nel suo intervento, il ministro dell’Economia dà spazio anche alla crisi sulla quale, afferma, “con i mezzi a disposizione - puntualizza - abbiamo fatto le cose che potevamo fare e nel modo più giusto possibile”. Tremonti ricorda: “abbiamo cercato di tenere più a posto che potevamo i conti pubblici, di investire quanti più fondi pubblici in ammortizzatori sociali e di tenere aperti i canali del credito”.
Il responsabile dell’Economia torna poi a rivendicare la scelta del governo di non aumentare il debito pubblico: “abbiamo detto: no grazie, non è una soluzione”, spiega, rilevando che “gestire il terzo debito del mondo, senza essere la terza economia del mondo in un momento di crisi è un’esperienza che prova nel corpo e nello spirito”.
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Sicurezza-Pugno duro su chi affitta ai clandestini
Pugno duro su chi affitta ai clandestini.E' la richiesta del Gruppo Lega Nord al Governo
''Nonostante la chiarezza su chi dà alloggio ad uno straniero privo di titolo di soggiorno punendolo con la reclusione da sei mesi a tre anni, non sono mancate interpretazioni giurisprudenziali che hanno limitato l'operativita' della norma, escludendo in particolare la ricorrenza del reato nei casi in cui il canone di locazione richiesto allo straniero clandestino fosse da giudicarsi equo o di mercato come si e' espressa la Corte di Cassazione con la sentenza del 7 maggio scorso. Chiedo al ministro Maroni se non ritenga opportuno assumere iniziative, anche di carattere legislativo, volte ad assicurare l'efficace applicazione delle norme''. E' quanto si legge in una interrogazione al ministro Maroni del deputato leghista, Massimo Bitonci, sindaco di Cittadella riferendosi al testo unico sulla disciplina dell' immigrazione relativo all' affitto di immobili a clandestini. Il Gruppo Lega Nord, scrive ancora Bitonci nella sua interrogazione ''rileva come non è la prima volta che modifiche legislative attuate da questo Governo, soprattutto quelle che volgono al contrasto dell´immigrazione clandestina, vengano osteggiate ancor prima della loro approvazione o interpretare in maniera, diciamo creativa, da parte della magistratura. La volontà del legislatore va nella direzione del colpire tutte quelle situazioni di degrado e di illegalità oramai all´ordine del giorno nelle nostre città, come l´occupazione di edifici e magazzini, trasformati in fatiscenti alloggi, affittati a clandestini''. Nel ringraziare il ministro Maroni per far in modo di "assicurare l´applicazione della norma", Bitonci fa l'esempio dei laboratori cinesi: ''negli stessi locali clandestini e regolari dividono angusti spazi, lavorando e dimorando su turni di 24 ore su 24. Ho potuto constatare di persona - continua Bitonci - queste situazioni con i Carabinieri, la GDF, e l´Ispettorato del lavoro. Questo perche' - conclude Bitonci - i proprietari, pur di lucrare un maggiore affitto, magari in nero, sono disposti a violare la legalità, e il rispetto all´uguaglianza e ai diritti umani e civili''.
''Nonostante la chiarezza su chi dà alloggio ad uno straniero privo di titolo di soggiorno punendolo con la reclusione da sei mesi a tre anni, non sono mancate interpretazioni giurisprudenziali che hanno limitato l'operativita' della norma, escludendo in particolare la ricorrenza del reato nei casi in cui il canone di locazione richiesto allo straniero clandestino fosse da giudicarsi equo o di mercato come si e' espressa la Corte di Cassazione con la sentenza del 7 maggio scorso. Chiedo al ministro Maroni se non ritenga opportuno assumere iniziative, anche di carattere legislativo, volte ad assicurare l'efficace applicazione delle norme''. E' quanto si legge in una interrogazione al ministro Maroni del deputato leghista, Massimo Bitonci, sindaco di Cittadella riferendosi al testo unico sulla disciplina dell' immigrazione relativo all' affitto di immobili a clandestini. Il Gruppo Lega Nord, scrive ancora Bitonci nella sua interrogazione ''rileva come non è la prima volta che modifiche legislative attuate da questo Governo, soprattutto quelle che volgono al contrasto dell´immigrazione clandestina, vengano osteggiate ancor prima della loro approvazione o interpretare in maniera, diciamo creativa, da parte della magistratura. La volontà del legislatore va nella direzione del colpire tutte quelle situazioni di degrado e di illegalità oramai all´ordine del giorno nelle nostre città, come l´occupazione di edifici e magazzini, trasformati in fatiscenti alloggi, affittati a clandestini''. Nel ringraziare il ministro Maroni per far in modo di "assicurare l´applicazione della norma", Bitonci fa l'esempio dei laboratori cinesi: ''negli stessi locali clandestini e regolari dividono angusti spazi, lavorando e dimorando su turni di 24 ore su 24. Ho potuto constatare di persona - continua Bitonci - queste situazioni con i Carabinieri, la GDF, e l´Ispettorato del lavoro. Questo perche' - conclude Bitonci - i proprietari, pur di lucrare un maggiore affitto, magari in nero, sono disposti a violare la legalità, e il rispetto all´uguaglianza e ai diritti umani e civili''.
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mercoledì 24 giugno 2009
Politica-Berlusconi analizza la sconfitta del P.D.
22/6/09 - Il Presidente Berlusconi ha analizzato la sonora sconfitta del P.D. ed ha ringraziato gli italiani, che ancora una volta lo hanno sostenuto.
"La sinistra registra una nuova, sonora sconfitta. - ha sottolineato il Premier - Un dato solo toglie di mezzo ogni discussione: prima di queste elezioni provinciali il Popolo della Liberta’ governava 5 milioni di persone interessate dal voto. Adesso ne governa ben 21 milioni". E' quanto ha dichiarato il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi commentando i dati del ballottaggio delle elezioni amministrative. "Delle 62 province al voto, il Popolo della Liberta’ ne governava 9, oggi ne governa 34, ovvero piu’ della meta’. E’ in atto -sottolinea Berlusconi- un profondo cambiamento della geografia politica del Paese. La sinistra arretra nel Nord, dove perde anche la provincia di Venezia, e subisce una vera disfatta in Lombardia, dove cede anche l’ultima roccaforte: la provincia di Milano". "Prima di questa tornata amministrativa, di 30 comuni capoluogo interessati dal voto il Popolo della Liberta’ ne governava solo 5, adesso ne ha conquistati 14. Sono state strappate alla sinistra -sottolinea Berlusconi- citta’ come Savona, Crotone e Prato, 190 mila abitanti, terza citta’ del centro Italia, bastione rosso ininterrottamente da 63 anni". Per il Premier "il Popolo della Liberta’, la Lega, la maggioranza e il governo escono ulteriormente rafforzati da queste elezioni. Ringrazio gli italiani per il consenso che hanno voluto accordare ancora piu’ del passato al Popolo della Liberta’, soprattutto in una competizione amministrativa influenzata dalle distorsioni mediatiche e dagli attacchi eversivi rivolti da un gruppo editoriale contro il presidente del Consiglio e il suo governo".
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