L'esigenza di un controllo capillare sulle pensioni sociali elargite ad immigrati che non ne hanno diritto è stata ribadita dall'on. Isabella Bertolini
"E’ necessario controllare l`enorme flusso di denaro che viene speso ogni anno dallo Stato per pagare le pensioni sociali ai circa 14.000 immigrati trasferiti dall`Italia all`estero, che continuano a percepirla pur non avendone diritto".
Lo ha affermato la parlamentare del Pdl, che ha commentato la notizia riportata dal quotidiano Libero relativa al sussidio di povertà che verrebbe preso dagli immigrati, senza averne alcun diritto: "La preoccupante moltiplicazione delle pensioni sociali agli stranieri rischia di fare danni enormi alla nostra società e alle casse dello Stato. Mentre tanti italiani faticano ad arrivare a fine mese, è inaccettabile che decine di migliaia di immigrati continuino a percepire all`estero un assegno proveniente dall`Italia senza averne diritto.
Presenterò un`interrogazione parlamentare per verificare, regione per regione, attraverso il coinvolgimento indispensabile dei Comuni, chi ha diritto alla pensione e chi no. L`Italia non può continuare ad essere il Paese di ’bengodi’ per gli extracomunitari che la sinistra aveva prospettato e teorizzato. Questa enorme truffa ai danni dello Stato e dell`Inps deve assolutamente finire".
venerdì 25 settembre 2009
giovedì 24 settembre 2009
Marinetti : L'ORGOGLIO ITALIANO - Manifesto futurista
L'orgoglio italiano - Manifesto futurista (gennaio 1916)
Archivio Gira
Redatto in persona prima da Marinetti, e frutto delle esperienze belliche sul monte Altissimo, il manifesto intende ribadire le motivazioni della lotta interventista e antipassatista, facendo tutt'uno della "potenza" dell'l'impareggiabile" esercito e del "genio creativo" italiani.
Il 13 ottobre, nella prima perlustrazione fatta da me agli ordini del capitano Monticelli e del sergente Vasconi in terreno nemico, a 6 Km dalle nostre trincee, fra le alte roccie a picco, nelle boscaglie e nelle pietraie dell'Altissimo dopo esserci incontrati con una pattuglia austriaca che ci voltò le spalle e fuggì, constatammo con gioia la superiorità enorme della nostra artiglieria, i cui tiri meravigliosi, passando su di noi e sul lago, sostenevano la nostra avanzata in Val di Ledro. Il 14 ottobre, nella seconda perlustrazione fatta da me, dai miei amici futuristi Boccioni e Sant'Elia e dal pittore Bucci, esplorando e occupando la trincea delle Tre Piante, constatammo con quale gioconda disinvoltura dei giovani pittori e poeti italiani possano trasformarsi in audaci, rudi, instancabili alpini. Durante l'avanzata, l'assalto e la presa di Dosso Casina, compiuta dai Volontari ciclisti lombardi e da un battaglione di alpini, vedemmo le truppe austriache sgominate dalla baldanza di pochi italiani diciassettenni e cinquantenni, non allenati alla guerra in montagna. Dopo aver marciato per 7 giorni in un foltissimo nebbione, con vestiti quasi estivi malgrado la temperatura di 15 gradi sotto zero, i Volontari ciclisti pernacchiavano allegramente alle migliaia di shrapnels prodigati a loro da 5 forti austriaci. I nuovi raccoglitori di bossoli e di schegge micidiali facevano finalmente dimenticare gli stupidissimi e sentimentali raccoglitori di edelweiss. Constatammo che degl'italiani, già operai, impiegati o borghesi sedentari, sapevano vincere in astuzia qualsiasi pattuglia di Kaiserjagers. Constatammo che un corpo di 300 volontari ciclisti improvvisati alpini sapeva strategicamente manovrare su per montagne ignote, con tale abilità che il nemico si credette accerchiato da migliaia di uomini. Constatammo che uno studente italiano, trasformato in ufficiale, può comandare tutta l'artiglieria d'una zona e sfondare coi suoi tiri 6 o 7 forti austriaci, scientificamente preparati alla difesa in 20 o 30 anni. Constatammo come il popolo italiano, sotto la direzione geniale di Cadorna, abbia saputo improvvisare in pochi mesi la prima artiglieria del mondo e vincere di continuo nella più spaventosa e difficile guerra che sia mai stata combattuta. Singhiozzammo di gioia all'udire dalla viva voce di 20 o 30 giornalisti esteri, quali Jean Carrère e Serge Basset, che l'esercito capace di vincere e di avanzare sul Carso è sicuramente il primo esercito del mondo. Dopo aver visto il popolo italiano, "il più mobile di tutti i popoli", liberarsi futuristicamente, con una scrollata di spalle, dalla lurida vecchia camicia di forza giolittiana, vediamo ora nelle vie milanesi fervide di lavoro, come il popolo italiano, che sembrava avvelenato di pacifismo, sa guardare con fierezza questa nobile, utile e igienica profusione di sangue italiano. Tutto questo ci conferma una volta di più che nessun popolo può uguagliare:
1. - il genio creatore del popolo italiano;
2. - l'elasticità improvvisatrice di cui sempre danno prova gl'italiani;
3. - la forza, l'agilità e la resistenza fisica degl'italiani;
4. - l'impeto, la violenza e l'accanimento con cui gl'italiani sanno combattere;
5. - la pazienza, il metodo e il calcolo degl'italiani nel fare una guerra;
6. - il lirismo e la nobiltà morale della nazione italiana nel nutrirla di sangue e denaro.
ITALIANI! Voi dovete costruire L'ORGOGLIO ITALIANO sulla indiscutibile superiorità del popolo italiano in tutto. Questo orgoglio fu uno dei principii essenziali dei nostri manifesti futuristi dall'origine del nostro Movimento, cioè da 6 anni fa, quando primi e soli (mentre l'irredentismo agonizzava e il partito Nazionalista non era ancora nato) invocammo violentemente, nei teatri e sulle piazze, la guerra come unica igiene, unica morale educatrice, unico veloce motore di progresso. Eravamo allora sicuri di vincere l'Austria e di centuplicare il nostro valore e il nostro prestigio vincendola. Eravamo soli convinti della prossima conflagrazione generale che tutti giudicavano impossibile, in nome di due pseudofatalità: lo sciopero delle Banche e lo sciopero dei proletariati. Eravamo convinti che coll'Inghilterra, la Francia, la Russia, noi dovevamo utilizzare le nostre inesauribili forze di razza e il nostro genio improvvisatore, collaborando allo strangolamento del teutonismo, fatto di balordaggine medioevale, di preparazione meticolosa e d'ogni pedanteria professionale. Apparve allora il mio Monoplan du Pape, visione profetica della nostra vittoriosa guerra contro l'Austria. Infatti noi soli fummo profetici ed ispirati, perché, più giovani di tutti, più poeti, più imprudenti, più lontani dalla politica opportunistica e quietista, traemmo la visione del futuro dal nostro temperamento formidabile, e pur constatando intorno a noi la vecchia mediocrità italiana, credemmo fermamente nell'avvenire grande dell'Italia, semplicemente perche noi futuristi eravamo italiani. ITALIANI! Voi dovete manifestare dovunque questo orgoglio italiano e imporlo in Italia e all'estero colla parola, e colla violenza, come facemmo noi in Francia, nel Belgio, in Russia, nelle nostre numerose conferenze battagliere. Merita schiaffi, pugni e fucilate nella schiena l'italiano che non si manifesta spavaldamente orgoglioso d'essere italiano e convinto che l'Italia è destinata a dominare il mondo col genio creatore della sua arte e la potenza del suo esercito impareggiabile. Merita schiaffi, pugni e fucilate nella schiena l'italiano che manifesta in sé la piu piccola traccia del vecchio pessimismo imbecille, denigratore e straccione che ha caratterizzata la vecchia Italia ormai sepolta, la vecchia Italia di mediocristi antimilitari (tipo Giolitti), di professori pacifisti (tipo Benedetto Croce, Claudio Treves, Enrico Ferri, Filippo Turati), di archeologhi, di eruditi, di poeti nostalgici, di conservatori di musei, di albergatori, di topi di biblioteche e di città morte, tutti neutralisti e vigliacchi, che noi, primi e soli in Italia, abbiamo denunciati, vilipesi come nemici della patria, e vanamente frustati con abbondanti e continue docce di sputi. Merita schiaffi, calci e fucilate nella schiena l'artista o il pensatore italiano che si nasconde sotto il suo ingegno come fa lo struzzo sotto le sue penne di lusso e non sa identificare il proprio orgoglio coll'orgoglio militare della sua razza. Merita schiaffi, calci e fucilate nella schiena l'artista o il pensatore italiano che vernicia di scuse la sua viltà, dimenticando che creazione artistica è sinonimo di eroismo morale e fisico. Merita schiaffi, calci e fucilate nella schiena l'artista o il pensatore italiano che, fisicamente valido, dimostrando la piu assoluta assenza di valore umano, si chiude nell'arte come in un sanatorio o in un lazzaretto di colerosi e non offre la sua vita per ingigantire l'Orgoglio italiano. Mentre altri futuristi fanno il loro dovere nell'esercito regolare, noi futuristi volontari del Battaglione lombardo dopo essere stati semplici soldati in 6 mesi di guerra, ed aver preso cogli alpini la posizione austriaca di Dosso Casina, aspettiamo ansiosamente il piacere di ritornare al fuoco in altri corpi, poiché siamo piu che mai convinti che alle brevi parole devono subito seguire i pronti, fulminei e decisi fatti.
Marinetti-Boccioni -Russolo-Sant'Elia-Sironi-Piatti
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mercoledì 23 settembre 2009
CAMPAGNA DI DESTABILIZZAZIONE CONTRO IL PREMIER
Secondo il ministro Matteoli è in atto una campagna di destabilizzazione contro il premier
"I continui attacchi al premier sottolineano che qualcuno si sta impegnando moltissimo per creare scompiglio e sarebbe riduttivo pensare che dietro questa campagna ci sia solamente qualche quotidiano.
Nessuno ha la forza di attaccare Berlusconi, a meno che la regia dell’eventuale complotto non sia in mano ai poteri forti". Lo ha affermato nel corso di in una intervista a ’Il Tempo’, il ministro delle Infrastrutture Altero Matteoli. "Colpo di Stato? Non credo che Brunetta intendesse un vero e proprio golp. Sicuramente, pero’, analizzando i continui attacchi perpetrati contro il presidente del Consiglio, si capisce come sia in atto una
campagna di destabilizzazione contro Silvio Berlusconi e tutto il suo governo".
Per Sandro Bondi il ministro Brunetta dà voce all'Italia silenziosa ma forte
"Renato Brunetta ha il merito di aver dato voce ad una maggioranza finora silenziosa, ma ora consapevole della propria forza, delle proprie ragioni e delle proprie responsabilita"’. Lo ha affermato il ministro dei Beni culturali e coordinatore del Pdl Sandro Bondi, nel commentare le parole pronunciate nei igiorni scorsi dal ministro della Pubblica amministrazione contro certa sinistra italiana.
"Renato Brunetta ha compiuto un’opera culturale, nel senso che ha squarciato il velo di ipocrisia che divide la maggioranza dei cittadini italiani da una minoranza che disprezza il voto popolare, e che pretenderebbe di sostituirsi ad esso sulla base di un’aristocratica concezione della democrazia; una minoranza che spadroneggia nel campo dell’organizzazione della cultura grazie ai denari pubblici, senza volersi assoggettare al giudizio del pubblico anzi disprezzandolo; una minoranza che ha l’ardire di sbandierare ancora una pretesa diversita’ morale con il risultato di straziare ingiustamente gli avversari politici e di sfigurare il volto dell’Italia nel mondo; una minoranza che non hai mai dismesso l’obiettivo di ribaltare i risultati elettorali, non tramite una sana e regolare competizione, bensi’ utilizzando l’arma del discredito, del linciaggio mediatico, della delegittimazione morale e dell’uso politico della giustizia".
Per Mariastella Gelmini le parole di Brunetta sui poteri forti rispecchiano la realtà
"Quanto affermato a Cortina dal ministro Renato Brunetta rispecchia perfettamente quello che sta accadendo in Italia. C’e’ un tentativo, neanche troppo celato, di sovvertire un governo eletto dal popolo attraverso operazioni di palazzo che nulla hanno a che fare con l’opinione degli italiani.
Il consenso per questo governo e’ stabile al 60%, ed e’ rimasto costante in tutti questi mesi nei quali lobby giornalistiche e finanziarie hanno tentato di oscurare l’immagine del Presidente del Consiglio. Gli italiani apprezzano un governo che e’ poco radical chic e molto vicino ai problemi della gente, lontano dai salotti, concentrato sulle cose concrete che servono al Paese. Per questo il governo Berlusconi non si fara’ intimidire e continuera’ la sua azione riformatrice". Ha concluso il ministro dell’Istruzione, Mariastella Gelmini.
"I continui attacchi al premier sottolineano che qualcuno si sta impegnando moltissimo per creare scompiglio e sarebbe riduttivo pensare che dietro questa campagna ci sia solamente qualche quotidiano.
Nessuno ha la forza di attaccare Berlusconi, a meno che la regia dell’eventuale complotto non sia in mano ai poteri forti". Lo ha affermato nel corso di in una intervista a ’Il Tempo’, il ministro delle Infrastrutture Altero Matteoli. "Colpo di Stato? Non credo che Brunetta intendesse un vero e proprio golp. Sicuramente, pero’, analizzando i continui attacchi perpetrati contro il presidente del Consiglio, si capisce come sia in atto una
campagna di destabilizzazione contro Silvio Berlusconi e tutto il suo governo".
Per Sandro Bondi il ministro Brunetta dà voce all'Italia silenziosa ma forte
"Renato Brunetta ha il merito di aver dato voce ad una maggioranza finora silenziosa, ma ora consapevole della propria forza, delle proprie ragioni e delle proprie responsabilita"’. Lo ha affermato il ministro dei Beni culturali e coordinatore del Pdl Sandro Bondi, nel commentare le parole pronunciate nei igiorni scorsi dal ministro della Pubblica amministrazione contro certa sinistra italiana.
"Renato Brunetta ha compiuto un’opera culturale, nel senso che ha squarciato il velo di ipocrisia che divide la maggioranza dei cittadini italiani da una minoranza che disprezza il voto popolare, e che pretenderebbe di sostituirsi ad esso sulla base di un’aristocratica concezione della democrazia; una minoranza che spadroneggia nel campo dell’organizzazione della cultura grazie ai denari pubblici, senza volersi assoggettare al giudizio del pubblico anzi disprezzandolo; una minoranza che ha l’ardire di sbandierare ancora una pretesa diversita’ morale con il risultato di straziare ingiustamente gli avversari politici e di sfigurare il volto dell’Italia nel mondo; una minoranza che non hai mai dismesso l’obiettivo di ribaltare i risultati elettorali, non tramite una sana e regolare competizione, bensi’ utilizzando l’arma del discredito, del linciaggio mediatico, della delegittimazione morale e dell’uso politico della giustizia".
Per Mariastella Gelmini le parole di Brunetta sui poteri forti rispecchiano la realtà
"Quanto affermato a Cortina dal ministro Renato Brunetta rispecchia perfettamente quello che sta accadendo in Italia. C’e’ un tentativo, neanche troppo celato, di sovvertire un governo eletto dal popolo attraverso operazioni di palazzo che nulla hanno a che fare con l’opinione degli italiani.
Il consenso per questo governo e’ stabile al 60%, ed e’ rimasto costante in tutti questi mesi nei quali lobby giornalistiche e finanziarie hanno tentato di oscurare l’immagine del Presidente del Consiglio. Gli italiani apprezzano un governo che e’ poco radical chic e molto vicino ai problemi della gente, lontano dai salotti, concentrato sulle cose concrete che servono al Paese. Per questo il governo Berlusconi non si fara’ intimidire e continuera’ la sua azione riformatrice". Ha concluso il ministro dell’Istruzione, Mariastella Gelmini.
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Libertà di calunnia
I MEDIA CENSURANO I SUCCESSI DEL GOVERNO
C’è un’Italia della quale il circuito stampa-Palazzo non parla, preferendo nuovamente occuparsi di veleni e di intrighi. Non pago, evidentemente, del fiasco della stessa campagna condotta a ridosso dell’estate. Finite le vacanze, si riaprono i faldoni dei gossip. Eppure questa Italia ignorata dal potere giornalistico-giudiziario-politico è quella che più interessa alla gente; anzi, è la sola che interessa. Ed è l’Italia che preferiamo anche noi, frutto di oltre un anno di lavoro del governo.
Entro la fine dell’autunno 30 mila sfollati dell’Abruzzo avranno tutti una casa nuova, sicura, confortevole e antisismica. Silvio Berlusconi il 15 settembre ha consegnato, con la consueta cornice polemica della stampa radical schic, le prime villette. Consegnare le case entro cinque mesi dal sisma era stato fin da aprile un preciso impegno del governo; pareva un azzardo, ma la promessa è stata mantenuta. Un miracolo, tanto più se confrontato agli scandali ed ai container dei terremoti dell’Umbria, delle Marche, del Belice, dell’Irpinia. Nel frattempo partirà la ricostruzione dei vecchi edifici e dei luoghi storici; il tutto senza tasse e gabelle aggiuntive.
L’anno scolastico inizia con gli insegnanti al loro posto, con una riforma già avviata, e con la soluzione del problema dei precari (12 mila) creato dalla sinistra. A tutti questi docenti in attesa di sistemazione saranno garantiti uno stipendio o una supplenza. Ricordate le proteste di un anno fa? Oggi l’opposizione tace, i fatti hanno fornito la smentita più clamorosa.
La crisi economica si avvia a soluzione. Ci sarà tempo per la ripresa vera e propria, ma nel frattempo tutti gli organismi internazionali e nazionali (Fondo monetario, Ocse, Banca mondiale, Confindustria, Bce) indicano nell’Italia uno dei paesi che uscirà prima e meglio dal tunnel. La caduta del Pil del 2009 sarà inferiore alle pur severe previsioni del governo; nel 2010 avremo un inizio di ripresa più robusta di quella attesa.
Ma ciò che più è importante è l’assieme di dati sulla disoccupazione. La media dei disoccupati in Italia è di un punto inferiore a quella dei paesi dell’Euro e dei principali partner europei, a cominciare dalla Germania, dalla Gran Bretagna e dalla Spagna. Dei 10 miliardi di euro messi a disposizione dal governo per le misure di sostegno all’occupazione, finora le aziende ne hanno utilizzati solo due. L’impegno solenne era: “Non lasceremo indietro nessuno”; impegno mantenuto.
Altrettanto importante la fiducia di aziende e famiglie. Entrambe, come ha rilevato tra fine agosto ed inizio settembre l’Isae, in netta ripresa. La frase nei giorni scorsi da Berlusconi “sono un missionario dell’ottimismo” non è uno slogan, non è propaganda, ma la realtà dei fatti. Il Paese ha creduto nel governo, ed è stato ripagato.
Gli sbarchi dei clandestini sono diminuiti del 90 per cento grazie ad una politica più rigorosa e agli accordi con la Libia. Al tempo stesso si stanno riducendo i reati nelle città dovuti all’immigrazione irregolare. Nel complesso il calo è dell’8,1 per cento; ma per alcune tipologie si va ben oltre: borseggi meno 23 per cento, scippi meno 19, furti d’auto meno 17, rapine meno 11, furti in abitazioni meno 10 per cento. Aumenta il rigore delle forze dell’ordine: il numero degli arrestati cresce del 10%, quello dei condannati del 5.
Tutto ciò è frutto sia della percezione di un governo che fa sul serio, sia della pratica attuazione prima delle direttive ai sindaci, poi del pacchetto sicurezza diventato legge. Per questo risultano ancora meno comprensibili, e rubricabili a pura polemica politica, le critiche ricorrenti sulla “mano dura” contro i clandestini: mano dura sì, ma giusta e nell’interesse dei cittadini.
Tra le critiche sull’immigrazione ci sono, come è noto, quelle di Gianfranco Fini. Polemiche che sembrano riguardare più la politica che la cronaca; ma in ogni caso polemiche libere e legittime, come ha confermato ri Berlusconi.
Polemiche libere e legittime, al di là del loro contenuto, proprio perché il Popolo della Libertà non è una caserma, come molti si ostinano a ripetere. La dialettica di Fini lo dimostra e lo conferma.
Un lungo elenco di cose alle quali l’opinione pubblica presta grande attenzione: rappresentano la loro vita quotidiana. Lavoro, scuola, sicurezza. Meno attenzione, ne siamo certi, la gente riserva in questo momento alla marea di verbali, polemiche inutili, finte rivelazioni, scoop fasulli, appelli di intellettuali. Qui siamo in pieno Palazzo; là nel Paese reale.
P.d.L.
Entro la fine dell’autunno 30 mila sfollati dell’Abruzzo avranno tutti una casa nuova, sicura, confortevole e antisismica. Silvio Berlusconi il 15 settembre ha consegnato, con la consueta cornice polemica della stampa radical schic, le prime villette. Consegnare le case entro cinque mesi dal sisma era stato fin da aprile un preciso impegno del governo; pareva un azzardo, ma la promessa è stata mantenuta. Un miracolo, tanto più se confrontato agli scandali ed ai container dei terremoti dell’Umbria, delle Marche, del Belice, dell’Irpinia. Nel frattempo partirà la ricostruzione dei vecchi edifici e dei luoghi storici; il tutto senza tasse e gabelle aggiuntive.
L’anno scolastico inizia con gli insegnanti al loro posto, con una riforma già avviata, e con la soluzione del problema dei precari (12 mila) creato dalla sinistra. A tutti questi docenti in attesa di sistemazione saranno garantiti uno stipendio o una supplenza. Ricordate le proteste di un anno fa? Oggi l’opposizione tace, i fatti hanno fornito la smentita più clamorosa.
La crisi economica si avvia a soluzione. Ci sarà tempo per la ripresa vera e propria, ma nel frattempo tutti gli organismi internazionali e nazionali (Fondo monetario, Ocse, Banca mondiale, Confindustria, Bce) indicano nell’Italia uno dei paesi che uscirà prima e meglio dal tunnel. La caduta del Pil del 2009 sarà inferiore alle pur severe previsioni del governo; nel 2010 avremo un inizio di ripresa più robusta di quella attesa.
Ma ciò che più è importante è l’assieme di dati sulla disoccupazione. La media dei disoccupati in Italia è di un punto inferiore a quella dei paesi dell’Euro e dei principali partner europei, a cominciare dalla Germania, dalla Gran Bretagna e dalla Spagna. Dei 10 miliardi di euro messi a disposizione dal governo per le misure di sostegno all’occupazione, finora le aziende ne hanno utilizzati solo due. L’impegno solenne era: “Non lasceremo indietro nessuno”; impegno mantenuto.
Altrettanto importante la fiducia di aziende e famiglie. Entrambe, come ha rilevato tra fine agosto ed inizio settembre l’Isae, in netta ripresa. La frase nei giorni scorsi da Berlusconi “sono un missionario dell’ottimismo” non è uno slogan, non è propaganda, ma la realtà dei fatti. Il Paese ha creduto nel governo, ed è stato ripagato.
Gli sbarchi dei clandestini sono diminuiti del 90 per cento grazie ad una politica più rigorosa e agli accordi con la Libia. Al tempo stesso si stanno riducendo i reati nelle città dovuti all’immigrazione irregolare. Nel complesso il calo è dell’8,1 per cento; ma per alcune tipologie si va ben oltre: borseggi meno 23 per cento, scippi meno 19, furti d’auto meno 17, rapine meno 11, furti in abitazioni meno 10 per cento. Aumenta il rigore delle forze dell’ordine: il numero degli arrestati cresce del 10%, quello dei condannati del 5.
Tutto ciò è frutto sia della percezione di un governo che fa sul serio, sia della pratica attuazione prima delle direttive ai sindaci, poi del pacchetto sicurezza diventato legge. Per questo risultano ancora meno comprensibili, e rubricabili a pura polemica politica, le critiche ricorrenti sulla “mano dura” contro i clandestini: mano dura sì, ma giusta e nell’interesse dei cittadini.
Tra le critiche sull’immigrazione ci sono, come è noto, quelle di Gianfranco Fini. Polemiche che sembrano riguardare più la politica che la cronaca; ma in ogni caso polemiche libere e legittime, come ha confermato ri Berlusconi.
Polemiche libere e legittime, al di là del loro contenuto, proprio perché il Popolo della Libertà non è una caserma, come molti si ostinano a ripetere. La dialettica di Fini lo dimostra e lo conferma.
Un lungo elenco di cose alle quali l’opinione pubblica presta grande attenzione: rappresentano la loro vita quotidiana. Lavoro, scuola, sicurezza. Meno attenzione, ne siamo certi, la gente riserva in questo momento alla marea di verbali, polemiche inutili, finte rivelazioni, scoop fasulli, appelli di intellettuali. Qui siamo in pieno Palazzo; là nel Paese reale.
P.d.L.
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Libertà di calunnia
lunedì 21 settembre 2009
Berlusconi : I nostri ragazzi sono l'Italia migliore
"Sono addolorato ma fiero del coraggio e della abnegazione dei nostri ’ragazzi’ e anche ammirato dalla dignità e dalla forza dei loro cuori.
Questa è l’Italia migliore da cui dobbiamo prendere esempio". Lo ha scritto il premier Silvio Berlusconi nel libro d’onore posto davanti al sacrario dell’Esercito a Roma dove venerdì mattina si è recato accompagnato da Gianni Letta per portare la solidarietà dopo l’uccisione dei sei paracadutisti in Afghanistan.
"Il momento di ritorno dei nostri soldati dall’Afghanistan e di fine dell’operazione internazionale ci sara’ quando il governo afgano sara’ in grado di controllare da solo il territorio". Lo ha affermato il ministro della Difesa, Ignazio La Russa, intervistato dal Tg2, sottolineando che "il paese ha bisogno di forze di polizia e di un esercito addestrato e noi stiamo provando a farlo".
Lo sforzo militare in Afghanistan, ha proseguito il ministro, "e’ notevole" e per continuare a sostenerlo occorre che "li’ dove la missione e’ compiuta o quasi, come in Kosovo, si cominci a rientrare: penso che presto dal Kosovo potranno rientrare 1.000 soldati italiani e anche in Libano si puo’ cominciare a ridurre sensibilmente il nostro contingente". La Russa ha quindi ribadito che "noi siamo in Afghanistan non solo per ricostruire e dare la democrazia, ma anche per combattere lontano dai confini della patria il terrorismo. Noi sappiamo che i nostri soldati sono li’ per usare la forza giusta contro il terrorismo ed anche per impedire che il terrorismo arrivi nelle nostre case".
Questa è l’Italia migliore da cui dobbiamo prendere esempio". Lo ha scritto il premier Silvio Berlusconi nel libro d’onore posto davanti al sacrario dell’Esercito a Roma dove venerdì mattina si è recato accompagnato da Gianni Letta per portare la solidarietà dopo l’uccisione dei sei paracadutisti in Afghanistan.
"Il momento di ritorno dei nostri soldati dall’Afghanistan e di fine dell’operazione internazionale ci sara’ quando il governo afgano sara’ in grado di controllare da solo il territorio". Lo ha affermato il ministro della Difesa, Ignazio La Russa, intervistato dal Tg2, sottolineando che "il paese ha bisogno di forze di polizia e di un esercito addestrato e noi stiamo provando a farlo".
Lo sforzo militare in Afghanistan, ha proseguito il ministro, "e’ notevole" e per continuare a sostenerlo occorre che "li’ dove la missione e’ compiuta o quasi, come in Kosovo, si cominci a rientrare: penso che presto dal Kosovo potranno rientrare 1.000 soldati italiani e anche in Libano si puo’ cominciare a ridurre sensibilmente il nostro contingente". La Russa ha quindi ribadito che "noi siamo in Afghanistan non solo per ricostruire e dare la democrazia, ma anche per combattere lontano dai confini della patria il terrorismo. Noi sappiamo che i nostri soldati sono li’ per usare la forza giusta contro il terrorismo ed anche per impedire che il terrorismo arrivi nelle nostre case".
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Feltri contro Fini
Pubblichiamo l'Articolo della Settimana
da "Il Giornale"di V.Feltri scelto in
base al giudizio del nostro Direttore.
CASO BOFFO E TUTTO IL RESTO
DOVE VUOLE ARRIVARE IL PRESIDENTE DELLA CAMERA
Il "compagno" Fini tanto amato a sinistra
Il "compagno" Fini tanto amato a sinistra
di Vittorio Feltri
Gli attacchi al "Giornale" e le retromarce su immigrazione, biotestamento e gay rientrano nella stessa strategia: accreditarsi in vista della corsa al Quirinale. Ma l'opposizione lo usa per indebolire Berlusconi e la maggioranza
Caro Presidente Fini,
Caro Presidente Fini,
sono abituato agli attacchi personali di giornalisti e politici e non mi sono offeso dei tuoi nella circostanza dell’affaire Boffo. Hai definito i nostri servizi in proposito esercizi di killeraggio, qualcosa di vergognoso, un esempio di giornalismo da bandire; le stesse accuse rivolteci dalle voci e dalle penne di sinistra non più intinte nell'inchiostro rosso, bensì nell’acqua santa; voci e penne che fino ad alcuni mesi orsono erano impegnate a criticare la Chiesa, il Papa, i vescovi, i parroci e anche i sacristi colpevoli di ingerire negli affari interni dello Stato italiano.Poiché anche tu, come me, sei avvezzo agli attacchi (per lustri ti hanno dato del fascista,ateo e perfino aTatarella, giudicato indegno di sedere al governo perché missino),accetterai quanto sto per dirti con spirito sportivo.Specialmente adesso,che sei amato più dall’opposizione che dalla maggioranza, reputerai civile un dibattito alla luce del sole, addirittura pubblico e con i crismi della democraticità.
Sulla vicenda Boffo ti sei comportato, tu, e non il Giornale, in modo vergognoso. Hai espressoun’opinione dura verso di me senza conoscere, nella migliore delle ipotesi, i fatti.
Se li avessi conosciuti saresti stato prudente.Invece hai sparato per il piacere di sparare o per convenienza,che è anche peggio.
Ti sei accodato agli intelligentoni del Pd e ai cronisti mondani di La Repubblica nella speranza di fornire un’altra prova che hai le carte in regola per entrare nel club dei progressisti.
Non c’è altra spiegazione logica al tuo atteggiamento ostile verso un quotidiano che non ha ficcato il naso sotto le lenzuola ma nelle carte del Tribunale,divulgando un decreto di condanna e non le confessioni di una puttana come ha fatto la Repubblica con il tuo tacito consenso, visto che non risulta tu l’abbia biasimata per la campagna trimestrale, contro il leader del tuo partito,condotta esclusivamente sulla scorta di chiacchiere da postribolo.
Prima di unirti al coro invocante la mia crocefissione in piazza, dato che non sei ancora il segretario del Pd, bensì il presidente dellaCamera,avresti dovuto informarti.
Bastava una telefonata a me, e non sarebbe stata la prima; se non altro, ascoltando l’altra campana, ti saresti chiarito le idee e le tue dichiarazioni sarebbero state più caute.Non ti è neanche passato per la mente che
un conto sono i pettegolezzi e un altro i reati.
Obietterai. Ma tu hai dato dell’omosessuale al direttore dell’Avvenire. Ti rispondo,caro Fini: l’omosessualità non è un reato; e neppure un peccato, per me non cattolico.
Piuttosto tu, amico mio, un paio di (...) Dove vuole arrivare il «compagno» Fini Il presidente della Camera rinnega il passato e fa retromarcia su quasi ogni cosa: immigrazione, biotestamento e persino sui gay
Il suo obbiettivo: correre per la presidenza della Repubblica. Ma in realtà rischia di essere solo un taxi utile all’opposizione
Anni or sono ti lasciasti sfuggire una frase infelice e memorabile: «Un maestro elementare non può essere gay». Con ciò dando per assodato che un gay sia anche pedofilo
Converrai, di questo dovresti vergognarti.Poiché l’omosessualità non è in contrasto con la legge, non mi sarei mai sognato di rimproverarla a Boffo. E in effetti gli ho solo «ricordato» le molestie a sfondo sessuale a causa delle quali è stato condannato dalla giustizia ordinaria, e non da me. Il Giornale si è limitato a riferire un episodio, ciò rientra nel diritto di cronaca (ho scritto cronaca, non gossip).
Prendo atto che in un biennio hai cambiato posizione sui gay e non li consideri più era ora -immeritevoli di stare in cattedra. Però un’altra volta avvisaci prima delle tue virate,altrimenti ci cogli impreparati.
A proposito di virate. Sei ancora di destra o da quella parte ti sei fatto superare da Berlusconi?Non è una domanda provocatoria. Nasce piuttosto da una costatazione. Sulla questione degli immigrati,parli come un vescovo. Sul testamento biologico parli invece come Marino, quello della cresta sulle note spese del-
l’Università da cui è stato licenziato.
Intendiamoci, su questo secondo punto, molti sono d’accordo con te perfino nel Pdl, me compreso. Ma sul primo,scusa,è difficile seguirti
Tempo fa con Bossi firmasti una legge, che porta i vostri nomi, per regolamentare gli ingressi degli extracomunitari. La quale legge,nella pratica, si è rivelata insufficiente per una serie di lacune organizzative e burocratiche su cui sorvolo per brevità.
Era ovvio che il governo di centrodestra, non appena insediato, correggesse e integrasse quelle norme introducendo il reato di clandestinità e, grazie alla collaborazione della vituperata Libia, i respingimenti, che non riguardano gli aventi diritto all’asilo politico,ma chi viene qui convinto che l’Italia sia un gruviera in cui ogni topo, delinquenti inclusi, ottiene ospitalità e impunità.
A te la nuova disciplina,benché indispensabile, non va a genio. E vai in giro a dire che è una schifezza, e immagino, tu punti a farla cancellare.
Affermi che occorre essere più umani.Edificante. Ma come si fa?Ci teniamo tutti gli immigrati incentivando altri arrivi in massa?E doveli mettiamo?
Case,ospedali, scuole, servizi e posti di lavoro: provvedi tu a crearli? Con quali soldi? Buono chiunque a essere umano scaricando sulla collettività in bolletta -ogni onere.
Perché viceversa non ti dai da fare per persuadere l’Europa, che fa le pulci, a condividere con noi il problema e a pagare le spese della soluzione?
Per esempio con la spartizione, fra i vari Paesi membri della Ue,degli immigrati che approdano alle nostre coste? A te non premono soluzioni alternative, sennò faresti proposte anziché lanciare critiche alla tua stessa maggioranza.
Ti sta a cuore la simpatia della sinistra, che non sai più come garantirti. Il motivo si può intuire; se sbaglio correggimi.Miri al Quirinale perché hai verificato che la successione ha una cornice di coerenza politica e ideale, elaborata dai brillanti intellettuali del think-tank finiano di Farefuturo. L’apologia di un co-leader che studia da leader, insomma.E il susseguirsi con ritmi da escalation avrebbero applaudito comunque.
Poi, nei giorni caldi del caso Boffo e delle querele del premier a Repubblica e Unità, è arrivato dalla Festa tricolore di Mirabello l’altolà al «killeraggio», l’«ora basta», l’appello accorato: sinistra e Fnsi. Partecipazione che difficilmente passerebbe inosservata.
Il 2 settembre, al convegno delle Acli, Fini ha difeso dagli attacchi leghisti le sue proposte sull’integrazione
degli immigrati: voto amministrane a Berlusconi avverrà con una gara cui è iscritta una folla.
Fare il ministro non ti va;hai già dato. Fare l’uomo di partito, figurarsi; anche qui hai già dato. Continuare ad occupare la presidenza della Camera? Chebarba
E allora rimane il Colle, lì a due passi da Montecitorio.
Per arrivarci servono molti voti, ma non ne hai abbastanza nel Pdl. È necessario raccattarne a sinistra,
alla quale,dunque,fai l’occhiolino nell’illusione di sedurla. Oddio. L’hai sì conquistata; lo si è potuto
vedere alla Festa dell’ex Unità dove sei stato salutato quale novello Berlinguer. Ma la sinistra ti usa perché le fai comodo;sei il suo tassì. Al momento di eleggere il presidente della Repubblica (la prossima legislatura)
ai progressisti sarà passata la cotta. E da loro non beccherai un voto.Consiglio non richiesto:rientra nei ranghi. Torna a destra per recitare una parte in cui sei più credibile; non rischierai più di essere ridicolo come lo sei stato spesso negli ultimi tempi.
Vittorio Feltri
L'Articolo della Settimana (7-13/9/09) è di Vittorio Feltri ed è stato pubblicato su "Il Giornale" del 07.09.09.
Feltri ancora una volta dà lezioni di Giornalismo, di Etica e di Libertà di Stampa e da par suo affronta il problema della coerenza politica, in modo magistrale, affondando la penna con sagacia sugli aspetti più delicati di una certa politica italiana
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venerdì 18 settembre 2009
LA POLITICA DEI RESPINGIMENTI FUNZIONA
L’Alto commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani, la sudafricana Navi Pillay, ha ribadito in un discorso le accuse all’Italia per la politica dei respingimenti. Parole dure, quelle della Pillay, che non ha citato casi concreti, tranne il barcone di eritrei e somali che non l’Italia, in realtà, ma Malta aveva rifiutato di accogliere. La genericità delle sue accuse, davvero impropria per un responsabile dell’Onu su questioni così delicate, non Le ha impedito di paragonare il trattamento dei profughi (potenziali immigrati clandestini manovrati dalle organizzazioni criminali) a quello dei "rifiuti pericolosi", profughi "abbandonati e respinti senza verificare in modo adeguato se stanno fuggendo da persecuzioni, e ciò in violazione del diritto internazionale".
L’Italia ha più volte chiarito la sua posizione, e cioè che in acque internazionali i profughi vanno respinti ai porti di partenza per non consentire una tratta di esseri umani che non sono persone in cerca di asilo politico, ma sventurati in fuga dalla povertà, facile preda dei nuovi schiavisti. Un problema al quale l’Onu non ha tentato di porre rimedio.
Ciò che colpisce è la politica dei due pesi e delle due misure, perché in effetti Paesi come gli Stati Uniti da molti anni impiegano lo stesso criterio verso i profughi cubani (anzi, di più, li respingono fin quando non toccano terra). Senza considerare che le leggi sull’immigrazione nei maggiori Paesi europei si caratterizzano da anni per un rigore superiore a quello italiano basti vedere il tempo senza limiti di permanenza nei centri di detenzione temporanea in Gran Bretagna, la precedenza nelle assunzioni per i tedeschi rispetto agli stranieri, i test di lingua in Paesi peraltro molto liberali come l’Olanda, e l’uso della forza (fuoco) per respingere i profughi alla frontiera tra Marocco e Spagna, a Ceuta e Melilla.
Un’altra considerazione è d’obbligo: l’Italia è il Paese che più di qualsiasi altro ha posto all’attenzione dell’Unione europea la drammaticità del problema degli immigrati illegali. E ha ottenuto che nelle conclusioni dell’ultimo Consiglio europeo fosse inserito un intero capitolo ad hoc. La realtà è che alle chiacchiere l’Italia cerca di rispondere con politiche di rigore e insieme di accoglienza. Rigore verso i criminali e quanti sono dai criminali manovrati e strumentalizzati, e accoglienza verso gli immigrati legali che meritano di avere assistenza e sostegno.
Fa comodo a qualcuno che l’Italia non eserciti le sue prerogative?
Che continui a essere il ventre molle dell’Europa rispetto alle infiltrazioni illegali?
Che paghi da sola il costo di un problema di dimensioni europee, anzi mondiali?
"L’Italia – ha reagito la Farnesina – è il Paese che ha salvato il maggior numero di vite umane nel Mediterraneo, per questo motivo il richiamo alle violazioni del diritto internazionale non è evidentemente rivolto all’Italia".
L’Onu sarà in grado finalmente di ascoltare? O continuerà a solleticare i sentimenti anti-italiani di un’opposizione capace soltanto di cavalcare le critiche (ingiuste) al nostro Paese?
Basta alle aggressioni Onu contro l'Italia . Così si è espresso il portavoce del PdL Daniele Capezzone.
"Le ormai troppo frequenti esternazioni di rappresentanti dell’Alto Commissariato Onu per i diritti umani contro l’Italia sono politicamente irricevibili". Ha puntualizzato Daniele Capezzone, commentando la denuncia dell’Alto Commissario Onu per i diritti umani contro i respingimenti.
"Non si capisce per quale ragione l’Italia debba essere criticata per aver realizzato esattamente la politica (accoglienza degli immigrati regolari e rigore contro l’immigrazione clandestina) che e’ propria di tutti i governi occidentali, qualunque sia il loro segno politico. Ne’ si capisce come l’Onu ignori il sempre maggiore coinvolgimento dell’Europa che il Governo italiano ha chiesto e che sta finalmente per ottenere, dopo gli impegni gia’ assunti da Carl Bildt e le positive assunzioni di responsabilita’ della Spagna, a cui competera’ la presidenza del prossimo semestre europeo". Infine, conclude il portavoce Pdl, "l’Onu farebbe bene a occuparsi del suo spesso discutibile funzionamento, dello spazio sempre maggiore riservato a dittature e paesi non democratici, degli elementi di opacita’ nella gestione e nell’amministrazione di risorse anche ingentissime".
Basta alle aggressioni Onu contro l'Italia . Così si è espresso il portavoce del PdL Daniele Capezzone.
"Le ormai troppo frequenti esternazioni di rappresentanti dell’Alto Commissariato Onu per i diritti umani contro l’Italia sono politicamente irricevibili". Ha puntualizzato Daniele Capezzone, commentando la denuncia dell’Alto Commissario Onu per i diritti umani contro i respingimenti.
"Non si capisce per quale ragione l’Italia debba essere criticata per aver realizzato esattamente la politica (accoglienza degli immigrati regolari e rigore contro l’immigrazione clandestina) che e’ propria di tutti i governi occidentali, qualunque sia il loro segno politico. Ne’ si capisce come l’Onu ignori il sempre maggiore coinvolgimento dell’Europa che il Governo italiano ha chiesto e che sta finalmente per ottenere, dopo gli impegni gia’ assunti da Carl Bildt e le positive assunzioni di responsabilita’ della Spagna, a cui competera’ la presidenza del prossimo semestre europeo". Infine, conclude il portavoce Pdl, "l’Onu farebbe bene a occuparsi del suo spesso discutibile funzionamento, dello spazio sempre maggiore riservato a dittature e paesi non democratici, degli elementi di opacita’ nella gestione e nell’amministrazione di risorse anche ingentissime".
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