giovedì 8 ottobre 2009

Strumentale il dibattito U.E.sui media

MAURO: Inaccettabile l'uso strumentale del dibattito sui media

Il capogruppo del Pdl all’europarlamento Mario Mauro ha dichiarato di non respingere un dibattito sulla concentrazione dei media in Europa ma di farlo se questo "viene utilizzato per colpire un singolo Paese".
Nel corso del dibattito al parlamento europeo, a Bruxelles, Mauro ha risposto a una domanda provocatoria fatta dal capogruppo degli S&D, Martin Schulz : "Se c’e’ un dibattito sulla concentrazione dei media in Europa non ci sottrarremo di certo. In queto modo - ha sottolineato Mauro- potremo parlare anche di Murdoch e far si’ che il dibattito non venga utilizzato ad arte allo scopo di colpire un singolo paese. Il vero pericolo per la democrazia e’ rappresentato da chi non accetta i risultati delle elezioni svoltesi liberamente".

mercoledì 7 ottobre 2009

CRONACA POLITICA, GIUDIZIARIA O DEMENZIALE ?

GHEDINI: L'appello sul Lodo Mondadori sarà favorevole a Fininvest
"In alcuni quotidiani si prospetta che avrei fatto parte del collegio di difesa della Fininvest nella vicenda civilistica Lodo Mondadori o comunque me ne sarei interessato.
Cosi’ non e’". Così si é espresso il deputato del Pdl Niccolo’ Ghedini, avvocato del premier Silvio Berlusconi, il quale si dice comunque convinto "dopo aver letto la sentenza", che "in appello la questione sara’ certamente decisa favorevolmente per Fininvest. Mai ho avuto modo di seguire quel processo della cui esistenza ero stato incidentalmente reso edotto dalla struttura legale della Fininvest e mi era stato comunicato che, visti i risultati dell’istruttoria, a loro parere la causa non poteva che avere esito positivo per la stessa Fininvest. Di talche’ non mi e’ dato comprendere come mi si possa attribuire un qualsivoglia ruolo anche in questo caso".

CAPEZZONE: Indecente accostamento di Repubblica tra Berlusconi e il 'Fuhrer'
"Qualcuno dice che in Italia occorre abituarsi al peggio, mitridatizzarsi a dosi crescenti di veleno. Ma occorre respingere questa logica, questa corsa all’odio e al disprezzo degli avversari. Ed e’ per questo che va considerato indecente il fatto che il quotidiano ’la Repubblica’ pubblichi - a partire dalla prima pagina - un commento nel quale, oltre ai consueti attacchi insultanti nei confronti di Silvio Berlusconi, si arriva ad evocare il Fuhrer e la scalata hitleriana".
Lo ha affermato Daniele Capezzone, portavoce del Popolo della Liberta’. "Non ci sono parole: solo un sussulto di decenza dovrebbe portare Editore e Direttore a scusarsi pubblicamente per questa ennesima pagina di odio civile", conclude. Nell’articolo dal titolo "Il Cavaliere illegalista", si legge tra l’altro, a proposito del presidente del Consiglio: "Concedergli l’immunita’ significa ungerlo monarca assoluto, in figure reminescenti della scalata hitleriana 1933-34. Mancano solo la legge dei pieni poteri e il cumulo cancellierato-presidenza della repubblica, fusi nel nome mistico ’Fuhrer"’.

Sempre su discussse sentenze della magistratura, intervengono alcuni parlamentari del PdL
GASPARRI: La sentenza sul G8 di Genova dimostra che per anni e' stata organizzata una immotivata campagna di denigrazione delle forze dell'ordine
Il capogruppo del Pdl al Senato Maurizio Gasparri ha commentato l’assoluzione di Gianni De Gennaro e dell’ex dirigente della Digos di Genova Spartaco Mortola, dal sospetto di avere indotto alla falsa testimonianza sull’irruzione alla scuola Diaz l’allora questore Francesco Colucci.
"L’assoluzione del prefetto De Gennaro e del dirigente della Digos di Genova dimostra che per anni e’ stata organizzata una immotivata campagna di denigrazione delle forze dell’ordine, che a Genova nel 2001 difesero la legalita’ da un’autentica sommossa che sconvolse la citta’ . Anni e anni di processo e di polemiche basate sul nulla; rinnoviamo in questa occasione la solidarieta’ alle forze dell’ordine baluardo della democrazia in Italia".

BERTOLINI: L'assoluzione dei vertici della Polizia per il G8 di Genova chiude la campagna denigratoria

"Una secca smentita per i sostenitori della teoria del complotto e per chi ha tentato di infangare l’immagine e l’operato delle forze dell’ordine". Lo ha affermato Isabella Bertolini, della direzione nazionale del Popolo della liberta’, che ha sottolineato:
"La sentenza di assoluzione del prefetto De Gennaro e del dirigente della Digos di Genova mette la pietra tombale sulla campagna denigratoria orchestrata verso i vertici della Polizia e i rappresentanti dello Stato. Rinnoviamo il nostro sostegno e fiducia alle forze dell’ordine, grati per l’impegno profuso ogni giorno al servizio dei cittadini e della legalita’".

Euromedia: Con Berlusconi sette italiani su dieci

SONDAGGIO EUROMEDIA: Con Berlusconi sette italiani su dieci


I risultati di alcuni sondaggi, resi noti tra ieri e oggi, rappresentano una doccia fredda per quanti speravano che l’immagine di Berlusconi si fosse un po’ offuscata a seguito delle ultime vicende. Questi sondaggi sono messi in particolare evidenza da Il Giornale, con i dati di Euromedia Research, e da Libero, con i dati di Crespi Ricerche.

Significativo silenzio, in nome della "libertà di stampa" (che si traduce in libertà di non far sapere), di Repubblica e Corriere della Sera (quest’ultimo, ieri, aveva fornito alcuni dati all’interno di un altro articolo). Invece da segnalare il sondaggio, condotto dall’Istituto Piepoli per il quotidiano La Stampa, sul tema della libertà di stampa. Il risultato non ammette dubbi: per due italiani su tre la stampa è libera, ovvero 65% contro 35%. Il dato è confermato dal sondaggio condotto da Euromedia Research: il 57,4% degli intervistati ritiene che non ci siano pericoli per la libertà di stampa contro il 28,6%.

Da notare che, rispetto a un mese fa, è aumentata la percentuale di chi ritiene che la stampa sia libera ed è leggermente diminuita quella di chi ha l’opinione opposta. Inoltre è ben chiaro agli italiani, nella misura del 51,5%, che l’informazione è schierata con l’opposizione, contro un 30,4% che la vede invece schierata a favore del Governo. Solo il 9,2% ritiene che l’informazione sia "neutrale", a conferma che gli elettori/lettori/telespettatori si rende ben conto dell’orientamento dei giornali e delle trasmissioni televisive. La popolarità e la fiducia in Silvio Berlusconi restano molto elevate. Secondo Euromedia, il valore è pari al 68,7%. Un dato straordinario, se si considera che il Governo è in piedi da un anno e mezzo ma, secondo la direttrice Alessandra Ghisleri, il giudizio positivo nei confronti del Premier è legato alla sua capacità di affrontare le emergenze e di assicurare la progettualità per il futuro. Il giudizio positivo si estende al Governo, apprezzato dal 54% degli intervistati. Intenzioni di voto, per la prima volta, i partiti di maggioranza superano la soglia del 50%:
In crescita il Popolo delle libertà al 38,1%, rispetto al 37,4% delle politiche del 2008 e al 35,3% delle europee dello scorso giugno; ma secondo Crespi il Pdl sarebbe al 39%; stabile nella crescita la Lega Nord, che dall’8,3% delle politiche è passata al 9,9%;
Stabile nella caduta il  Partito democratico che con il 26,5% si arresta sui valori ottenuti alle europee ma registra una diminuzione di 6,3 punti rispetto al 33,2% ottenuto alle elezioni politiche;
Secondo Euromedia, l’Idv si manterrebbe di poco al di sopra dell’8%, ma l’istituto diretto da Crespi vede questa formazione in calo al 6% in quanto una parte del suo elettorato si sarebbe spostata a favore del movimento di Beppe Grillo (3%).

Traducendo queste intenzioni di voto in seggi, il centrodestra aumenterebbe di una decisa di seggi la sua rappresentanza alla Camera, passando dagli attuali 340 a 350 deputati; stabile la sua maggioranza al Senato. Parallelamente, l’opposizione perderebbe seggi, scendendo dagli attuali 211 deputati a 189.

A favore di elezioni anticipate si dichiarano solo i partiti dell’estrema sinistra che, presentandosi in un’unica lista, supererebbero lo sbarramento del 4% e potrebbero riaffacciarsi in Parlamento: prospettiva che spaventa il Pd. Stabile l’Udc al 6,5%, anch’essa favorevole al voto anticipato.

MAURO: Anche Dini, D'Alema e Prodi fecero causa ai giornali

Mario Mauro, presidente della delegazione del Pdl al Ppe, é intervenuto con una nota per sottolineare che Silvio Berlusconi non e’ stato l’unico premier a fare causa a giornali.
Altri tre presidenti del Consiglio lo hanno fatto prima di lui. "Vorrei ricordare che, se si ipotizza che in Italia sia venuta meno la liberta’ di informazione perche’ il presidente del Consiglio ha avviato cause contro due giornali, vorrei dire che lo hanno preceduto Lamberto Dini, Massimo D’Alema e Romano Prodi quest’ultimo lo ha fatto anche come presidente della Commissione Europea". Secondo i dati diffusi dal Pdl a Bruxelles dal 1994 ad oggi sono state 6.745 le cause contro i media, per una media di 449 all’anno. Per altro Mauro ha anche ricordato che numerosi altri capi di governo europei sono ricorsi ai tribunali contro la stampa."
 PdL





LA PROTEZIONE DELLE ALTE CARICHE DELLO STATO NEGLI ALTRI PAESI

LODO ALFANO: La protezione alle alte cariche dello Stato negli altri Paesi

Come avviene la protezione alle alte cariche dello Stato degli altri Paesi?

Negli Stati Uniti, il Presidente può essere messo in stato d’accusa attraverso la procedura di impeachment, che spetta però al Congresso, analogamente a quanto avviene in Italia nei confronti del Capo dello Stato. Negli Usa, tuttavia, esiste il "privilegio dell’Esecutivo", in base al quale il Presidente può esimersi dal fornire informazioni che potrebbero mettere a rischio la sicurezza nazionale e, come si comprende, si tratta di una norma "larga".
Nel Regno Unito, l’immunità è garantita al sovrano. I membri del Parlamento sono immuni, per il tempo che restano in carica, dalle denunce per diffamazione o vilipendio, ma sono perseguibili per gli altri reati senza autorizzazione del Parlamento. Se può sorprendere questa particolare uguaglianza di tutti di fronte alle legge, non si deve trascurare il fatto che il Parlamento britannico, con una semplice legge, potrebbe anche abrogare la monarchia.
In Spagna, altra monarchia, l’immunità è prevista solo per il sovrano. I membri del Governo godono di un "foro speciale". I parlamentari godono dell’inviolabilità per le opinioni manifestate nell’esercizio delle loro funzioni; non possono essere processati senza l’autorizzazione della Camera di appartenenza, come era in Italia fino al 1993.
In Germania, il Capo dello Stato e tutti i membri del Parlamento godono dell’immunità contro eventuali procedimenti legali. Ciò vale per il Cancelliere e i membri del governo se sono anche parlamentari.
In Francia il Parlamento può votare l’impeachment del Capo dello Stato nel caso di gravi mancanze incompatibili con la sua funzione. Per il resto, una legge costituzionale gli garantisce una immunità quasi totale. Per i parlamentari vige il principio della irresponsabilità nel caso di atti compiuti nell’esercizio delle proprie funzioni.

Lodo Mondadori: QUEI TRE BUCHI NERI CHE MINANO IL VERDETTO

L'Articolo della Settimana ( 5 - 11/10/2009).  a nostro giudizio. E'  pubblicato  da "Il Giornale" del 6/10/09  ed è' stato scelto perchè è  scritto con maestria da Vincenzo Vitale, il quale ha avuto la capacità ed il buon gusto di uscire dalla gazzarra polemica sulla sentenza collegata al Lodo Mondadori affrontando con il giusto piglio tecnico- giuridico i delicati aspetti della spinosa condanna risarcitoria milionaria . E' una vera lezione di Giornalismo e di professionalità

Quei tre buchi neri che minano il verdetto
di Vincenzo Vitale
Scorrendo la sentenza con cui si condanna Fininvest a versare alla Cir di De Benedetti la somma di oltre 750 milioni di euro, non si può evitare di manifestare lo sconcerto dovuto ad alcune serie perplessità.

La prima: la sentenza non resiste, in sue diverse ed assai consistenti parti, alla tentazione di ripercorrere la vicenda del processo penale: e fin qui, nessun problema. Tuttavia, essa non resiste neppure alla tentazione di correggerne gli esiti, giungendo ad affermare senza alcuna esitazione che Berlusconi è corresponsabile del reato di corruzione del giudice Metta (componente del collegio che diede ragione a Fininvest in sede civile).

La cosa davvero singolare (e da raccomandare agli studenti affinché si guardino dal cadere nel medesimo errore) è che se nessun giudice penale, investito della questione, aveva potuto in precedenza dichiarare la colpevolezza di Berlusconi, ebbene il dottor Mesiano, in sede puramente civile, non solo lo fa, ma ne trae conseguenze che gli paiono opportune: ciò facendo, il giudice civile si sostituisce al giudice penale, invadendone il ruolo e le specifiche competenze.

La sentenza in tal modo sembra più una sorta di quarto grado rispetto a quelle penali già emesse e definitive, che una semplice sentenza civile: naturalmente, un quarto grado in cui il condannato (Berlusconi) non è stato neppure citato e non ha potuto neppure difendersi.

Né si dica che il ragionamento «presuntivo», invocato dalla sentenza come via percorribile per dichiarare quella colpevolezza è sempre lecito: non lo è affatto allorché il risultato a cui conduce, come in questo caso, esorbita completamente dalle competenze e dai mezzi di accertamento propri del giudice civile.

La seconda perplessità: d’accordo che da alcuni anni la giurisprudenza afferma la risarcibilità del danno da perdita di «opportunità», ma è chiaro che tali opportunità debbono essere almeno potenziali e non mai impossibili. Esempio: se lamento che, nonostante ne avessi i titoli, sono stato escluso da un pubblico concorso, perdendo l’opportunità di parteciparvi, giustamente otterrò il risarcimento, visto che, se vi avessi partecipato, avrei potuto anche vincerlo (oltre che perderlo).

In questo caso, invece, la mancanza di imparzialità del giudice Metta (in quanto condannato per corruzione), non incideva in alcun modo sulla sentenza della Corte d’appello che riconobbe le ragioni di Fininvest, dal momento che ripetutamente gli altri due magistrati che componevano il collegio, ascoltati nel processo penale, ebbero ad affermare che, indipendentemente dalla opinione del collega Metta, essi avrebbero egualmente deciso come decisero, cioè dando ragione a Fininvest e torto alla Cir.

Non vi è perciò spazio per parlare di perdita di opportunità, per il semplice motivo che qui di opportunità diverse dalla realtà di quella sentenza non ce ne sono mai state, anche se l’odierna decisione tenta anche qui (senza riuscirvi) di sostituirsi alle sentenze penali.

Terza perplessità: se chiedo al Tribunale un risarcimento di cento euro per esser stato danneggiato dal mio vicino di casa per immissione di rumori molesti, il giudice giustamente nominerà un consulente d’ufficio allo scopo di accertare con precisione e cognizione tecnica l’entità effettiva del danno alla quale commisurare quella del risarcimento.

Qui, invece, il giudice ha pensato bene di fare tutto da solo, evidentemente contando su una particolare perizia di carattere finanziario, economico, contabile, ragionieristico oltre che giuridico.

Beato lui! Questo giudice ne sa assai più dei suoi colleghi penali e civili che a decine hanno giudicato sulle stesse vicende ed assai di più di ogni consulente tecnico capace di valutare la giusta entità dell’eventuale risarcimento.

Peccato però che la giustizia, come Sofocle diceva facesse dal campo dei vincitori, se ne fugga lontana: sperando che la Corte d’appello la ritrovi.

di Vincenzo Vitale
da Il Giornale del 6/10/09

martedì 6 ottobre 2009

Berlusconi : Allibito dalla sentenza, vado avanti

 Riferendosi alla sentenza del Tribunale di Milano, che condanna la Finivest ad un risarcimento  di  750 milioni di €, Silvio Berluscono si è dichiarato allibito per la pronuncia sul Lodo Mondadori, confermando peraltro la sua volontà di andare avanti.
"Sono letteralmente allibito: è una sentenza al di là del bene e del male, è certamente una enormità giuridica.
Sappiano comunque tutti gli oppositori che il governo porterà a termine la sua missione quinquennale e non c`è nulla che potrà farci tradire il mandato che gli italiani ci hanno conferito". Lo ha affermato in una nota il presidente Silvio Berlusconi.
Sul Lodo Alfano, oggi di viva attualità per l'imminente sentenza della Corte Costituzionale, si sono espressi diversi parlamentari .
 Giorgia Meloni ha testualmente affermato:
"Spero che la decisone della Consulta sul lodo Alfano non sia politica, ma sia dettata dalla necessita’ di valutare il provvedimento per il bene del Paese".
Cosi’ si é espresso il ministro della Gioventu’ Giorgia Meloni, a proposito del Lodo Alfano. "Nel caso di bocciatura, comunque, e’ da escludere un nuovo governo. Lo hanno detto chiaramente tutti i leader della maggioranza. Gianfranco Fini, poi, e’ stato chiarissimo: l’unica alternativa a questo governo sono le elezioni. Personalmente anch’io non vedo possibilita’ di un governo che non sia capitanato da Silvio Berlusconi".

Per CAPEZZONE i  liberali ed i garantisti sono stati annientati a sinistra
"Dal lodo Mondadori al lodo Alfano, passando per ogni altra questione, e’ addirittura avvilente constatare l’annientamento dei liberali e dei garantisti a sinistra.
Non ci sono piu’. O, se ci sono, hanno accettato di essere imbavagliati e ammanettati dal dipietrismo imperante. E’ Di Pietro il capo incontrastato, non c’e’ alcun dubbio". Lo ha dichiarato il portavoce del Pdl, Daniele Capezzone.


LA RUSSA: Io sono assolutamente convinto che la sentenza non potrà che confermare la costituzionalità del Lodo Alfano

"Io sono assolutamente convinto che la sentenza non potrà che confermare la costituzionalità del Lodo Alfano. Perché quando è stato elaborato sono stati tenuti in debita considerazione tutti i rilievi che la Corte Costituzionale aveva fatto sul Lodo Schifani".
Lo ha affermato ad ’Affaritaliani.it’ uno dei tre coordinatori del Popolo della Libertà e ministro della Difesa, Ignazio La Russa. E se ci fosse una bocciatura? "Con i se e con i ma neanche la politica si fa. Io sono convinto di questo. Punto dopo punto sono stati trovati i rimedi secondo le indicazioni che la stessa Corte aveva dato. Quindi non vedo alcuna logica possibilità che ci sia un giudizio di incostituzionalità".

lunedì 5 ottobre 2009

P.d.L: SENTENZA POLITICA PER IL LODO MONDADORI

VERDINI: Certi che il Lodo Mondadori é una sentenza politica
"Se ieri avevamo il sospetto che la sentenza civile sul lodo Mondadori fosse esclusivamente politica, oggi, leggendo le motivazioni, ne abbiamo la matematica certezza.

Un giudice, ovviamente milanese, ignora una sentenza penale di assoluzione definitiva emessa nei confronti di Berlusconi (e poco importa che sia avvenuta per prescrizione, perche’ essa comunque impedisce di entrare nel merito di un’accusa e si limita a dichiarare il reato estinto per il decorrere del tempo), ne capovolge l’esito e stabilisce, con un tempismo fuori dal comune, una colpevolezza mai accertata da alcun organo giudiziario". Lo ha affermato il coordinatore nazionale del Pdl, Denis Verdini, che ha osservato:
"Siamo allo stravolgimento dello stato di diritto per scopi fin troppo chiari: non riuscendo ad abbattere Berlusconi attraverso la via democratica, avendo fallito anche nel tentativo di distruggerlo con il fango degli scandali da gossip, ci provano per via giudiziaria. Come dimostra anche il risarcimento record, che supera perfino le richieste della controparte, quella Cir di Carlo De Benedetti, editore del gruppo Repubblica-Espresso, cioe’ del ’partito’ delle Procure e di un settore ben preciso della magistratura militante".

CICCHITTO-GASPARRI: Si conferma il tentativo ''eversivo''
"La tempistica e i contenuti di una sentenza che a 20 anni dai fatti arriva con sospetta puntualità, rafforzano l’opinione di quanti, come noi, pensano che vi sia chi sta tentando, con mezzi impropri, di contrastare la volontà democratica del popolo italiano.
Mentre il governo Berlusconi affronta con energia e consenso largamente maggioritario la realizzazione degli impegni assunti con gli elettori e ogni emergenza, si tenta, vanamente, di delegittimarne l’azione. Siamo certi che questo disegno non troverà spazio nelle Istituzioni e, ciascuno nella sua diversa responsabilità, agiscano partendo dal presupposto del rispetto della legalità e della sovranità popolare". Lo ha affermato in una nota i presidenti del gruppo Pdl al Senato ed alla Camera Maurizio Gasparri e Fabrizio Cicchitto, ed i vicepresidente vicari, Gaetano Quagliariello e Italo Bocchino. "Gli attacchi che fuoriescano dai canoni dell’opposizioni democratica, dura ma rispettosa delle Istituzioni, ci portano ad assicurare che, in Parlamento così come nel Paese, forti di un consenso chiaramente e più volte espresso dagli italiani, il centrodestra proseguirà nella politica del fare e del governare, che nessun disegno eversivo potrà sconfiggere".

SACCONI: Non siamo gente da farci intimidire
"E’ evidente che c’e’ una campagna di intimidazione e credo che sia ora di difendere anche i diritti della maggioranza oppressa.
Noi non siamo gente da farci intimidire. Non ci faremo intimidire". Cosi’ si é espresso il ministro del Welfare, Maurizio Sacconi, a margine del convegno del Pdl sul Sud, commentando il clima politico di questi mesi anche alla luce della manifestazione sull’informazione di sabato scorso. "La risposta a questo clima di intimidazione nei confronti della maggioranza democratica del paese deve essere forte e credo che, come e’ nelle caratteristiche di un grande movimento popolare, l’appello debba essere rivolto al popolo".

CAPEZZONE: I cittadini vigilino contro il tentativo di rovesciamento
"E’ necessario che gli italiani siano messi nella condizione di vigilare contro il tentativo, ora piu’ che mai evidente, di rovesciare il responso delle urne attraverso torbide operazioni di salotto, di tribunale e di Palazzo".
Lo ha affermato Daniele Capezzone, portavoce del Popolo della Liberta’, che ha osservato: "Silvio Berlusconi, il Governo e il Pdl hanno un rapporto saldo con i cittadini: e una larghissima maggioranza di elettori non consentira’ che il proprio voto sia umiliato e sovvertito".

GASPARRI: La sentenza sul Lodo Mondadori é maoista
"Mentre la sinistra si sforzava di scendere in piazza per manifestare sul nulla e Idv e Pd davano la peggior prova della loro ridicola alleanza ormai definitivamente rotta, qualche giudice si adoperava con sentenze dettate piu’ dal giudizio e pregiudizio politico che dalla giustizia.
E’ quanto meno singolare la contestualita’ di una sentenza sconcertante degna piu’ di Mao che del diritto. C’e’ un settore della magistratura che, occupandosi di terrorismo islamico o di economia, dimostra di essere formato da un drappello di militanti decisi a scardinare la legalita’". Lo ha dichiarato il presidente del gruppo Pdl al Senato, Maurizio Gasparri.

CICCHITTO: L'obiettivo e' sempre quello: manipolare con manovre di palazzo la nostra vittoria elettorale
"E’ evidente che l’attacco al Presidente Berlusconi di precisi settori politici e finanziari e’ concentrico e lungo piu’ direttrici che vanno dal gossip, all’evocazione degli attentati di mafia del ’92, ad altro ancora che si prepara e, adesso a questa sentenza civile dalle proporzioni inusitate ben studiata anche nei tempi.
Ovviamente il beneficiario e’ De Benedetti, il vero leader della sinistra editoriale e finanziaria. Infatti la debolezza della sinistra politica e’ surrogata dalle iniziative giudiziarie, finanziarie e editoriali. Il tutto avviene mentre lo scandalo reale della Regione Puglia e’ tenuto coperto usando le Daddario di turno.
L’obiettivo e’ sempre quello: manipolare con manovre di palazzo la vittoria elettorale del 2008, che evidentemente non e’ accettata da una serie di ambienti. Rispetto a tutto cio’ il governo e la maggioranza devono svolgere il loro ruolo sostenuto dal consenso della maggioranza dei cittadini. La liberta’ di dibattito interno non deve comunque portarci a rinchiuderci in noi stessi; anzi bisogna cominciare a esaminare l’opportunita’ di una grande manifestazione popolare". Lo ha affermato il capogruppo del Pdl alla Camera, Fabrizio Cicchitto,commentando la sentenza sul Lodo Mondadori

BONDI: Il Pdl e la maggioranza organizzino una manifestazione popolre

"Ha ragione il presidente del gruppo parlamentare del Pdl onorevole Fabrizio Cicchitto.
Di fronte al nuovo attacco concentrico nei confronti del Presidente del Consiglio, occorre che il nostro partito e l`intera maggioranza che sostiene l`attuale governo prendano in esame con urgenza la necessità di organizzare una grande manifestazione popolare con l`obiettivo di difendere la democrazia e la libertà nel nostro Paese". Lo ha affermato in una nota Sandro Bondi, coordinatore nazionale del Pdl.