BERTOLASO: Io aquilano per scelta
Proponiamo la lettera aperta agli aquilani scritta dal capo della Protezione Civile, Guido Bertolaso, pubblicato dal periodico "Vita" in occasione dei sei mesi dal sisma
"Sono centinaia, dopo sei mesi, le famiglie che abitano case nuove e confortevoli. Sono migliaia i ragazzi che hanno ripreso la scuola spesso in strutture realizzate a tempo di record. Sono sempre meno coloro che ancora non hanno trovato una sistemazione buona almeno per l’inverno. In sei mesi l’Italia intera ha partecipato a realizzare, all’Aquila, strutture che in occasione di altri terremoti non si sono mai viste o hanno richiesto anni per essere completate. La Protezione Civile e tutte le sue componenti e strutture operative, decine e decine di imprese al lavoro, hanno trasformato L’Aquila e i Comuni del cratere in un cantiere aperto giorno e notte per dare casa e servizi a un’intera città disastrata. I primi risultati si vedono, sono concreti, sono reali, ma la realtà, che pure registra record assoluti di tempestività ed efficienza, sembra sempre in ritardo rispetto al tempo della nostra impazienza, della stanchezza che arriva alle ossa perchè abbiamo bisogno di un’aria diversa per respirare, senza misurarci ogni istante col tempo che, a seconda dei casi e dei ruoli, si traveste da soffio o diventa eterno sulla nostra pelle . Scrivo queste cose, a sei mesi dalla catastrofe, perchè non mi sento ma sono aquilano, non mi sento ma sono terremotato, perchè vivo da quel giorno gli stati d’animo, le ansie e anche le speranze di chi vive qui, nelle condizioni che il sisma del 6 aprile ha disegnato.
Chi lavora con me da sei mesi , impegnato ogni giorno per rimediare ai guasti del terremoto, vive questa contraddizione di sentire che il tempo, i giorni, sono sempre troppo pochi e troppo lunghi, troppo pochi per arrivare a tutto, troppo lunghi perchè non si vede bene la fine del tunnel della precarietà nel quale nessuno, lo abbiamo giurato a noi stessi, deve restare intrappolato. Non siamo terremotati perchè il sisma ci ha colpito ma perchè abbiamo scelto di esserlo con gli aquilani , siamo venuti da fuori e siamo rimasti, con l’idea forse banale e semplicistica che stava a noi per primi non andarcene, restare e lavorare senza risparmio di energie per dire coi fatti ai cittadini dell’Aquila che non erano soli, che lo Stato c’era e c’è, che il terremoto non ha lasciato nessuno senza percorsi possibili verso un futuro vivibile. Sono andato via dall’Aquila solo quando la tragedia, il disastro, hanno colpito altre parti d’Italia, a Viareggio, a Messina in queste ultime ore.
Viaggi da una catastrofe ad altre, da un dolore che conosco ad altre sofferenze e altre amarezze. Per questo non ho bisogno di leggere i giornali, di ascoltare dichiarazioni, di scorrere reportage, di prender parte al gioco inutile delle polemiche per sapere che il nostro compito in Abruzzo non è ancora finito, che dobbiamo mettere in conto ancora giorni e giorni passati lavorando senza badare alla fatica, spendendoci per limare un pò di tempo all’eternità di chi aspetta e far stare più cose nel soffio di ogni giorno a nostra disposizione . Chiedo al tempo, in questo giorno, di non impedirci di vedere ciò che abbiamo fatto e di gioirne, insieme a quanti per primi sono arrivati a godere dei risultati dell’enorme sforzo che ogni giorno si compie in queste terre. Chiedo al tempo che ci conceda una sua piega, per ricordare quanta strada abbiamo fatto in sei mesi, dai primi soccorsi alle esequie delle vittime, dalla visita del Papa alle decisioni del Governo per far fronte all’emergenza, dal G8 ai piani per le nuove costruzioni, dalle prime case finite a quelle che stanno sorgendo, dai giorni della mobilitazione solidale degli italiani fino all’oggi, che vede ancora migliaia di persone al lavoro, che hanno stabilito con l’Abruzzo e la sua gente un rapporto destinato a durare. Chiedo al tempo, infine, di lasciarci vedere il termine dell’attesa .
Oggi è il sei ottobre 2009. Sei mesi dal sei aprile. Sei mesi, che sono un soffio e un’eternità insieme . Un soffio, per chi prepara progetti e li mette in atto, scontrandosi con la realtà dei "tempi tecnici" necessari per fare qualsiasi cosa. Un’eternità, per chi aspetta una normalità che sembra non arrivare mai, costretto a una vita da rifugiato anche se ha scelto di vivere a pochi metri da casa, obbligato a far passare il tempo senza avere il comando dei propri giorni per decidere come viverli. Come capita sempre nella vita, a distruggere basta un attimo, per costruire serve tempo. Una città, un territorio sono come una famiglia, un’impresa, una qualsiasi altra realizzazione sociale dell’uomo. Quando l’amore non è coltivato ogni giorno, quando si lavora oggi senza pensare a domani, quando si sta insieme per motivazioni che un giorno erano chiare, ma sulle quali non si è avuto la prudenza di lavorare, qualsiasi crisi può sfasciare tutto quello che abbiamo costruito, su cui abbiamo scommesso, che abbiamo considerato un bene acquisito una volta per sempre.
Le famiglie si dividono, le imprese falliscono. Comincia, inevitabile, una stagione di ripensamenti, spesso di accuse agli altri perchè non ci hanno capito, non hanno riconosciuto le nostre ragioni, hanno mandato a rotoli i nostri progetti. Chi resta da solo e senza risorse, chi si ritrova dall’oggi al domani senza lavoro, chi si accorge che il racconto delle proprie esperienze di dramma, col loro strascico di paure e incubi notturni, ottiene un’attenzione sempre minore, distratta, svogliata: sono queste le sole persone che possono capire cosa sono sei mesi nella vita di chi se l’è vista distrutta. Il terremoto, la distruzione: nulla è più come prima, niente lo sarà mai più. Il terremoto parte dalla terra e arriva dentro ciascuno, dentro le famiglie, le comunità, le città, si installa come un ospite non voluto che è impossibile allontanare. Una presenza che cambia peso e intensità col passare dei giorni .
I primi sono quelli del lutto, dei soccorsi, dei senzatetto da mettere al riparo. Poi ci sono quelli della solidarietà, tra chi è venuto ad aiutare e chi ha trovato rifugio, dell’accoglienza, della voglia di far festa per ogni piccolo segno di vita buona, come una scuola che riapre o la nascita di un bimbo che diventa simbolo di speranza per tutti. Poi ci sono i giorni duri del tempo che rallenta, delle televisioni che non hanno più inviati, della routine dei campi che si vive con il fastidio crescente di essere come separati, da quei teli blu, dal resto del mondo e dal proprio futuro. Adesso è il periodo del tempo che non passa, perchè ogni entusiasmo si è raffreddato, e ogni attesa provoca dolore, perchè, costretti dalle cose ad essere realisti, a guardare in faccia la realtà per com’è, arriviamo a non sopportarla più. Anche i fatti positivi che pure accadono intorno a noi sono condivisi con riserva, se riguardano altri e non il proprio futuro".
Guido Bertolaso
lunedì 12 ottobre 2009
Berlusconi: Ed ora la riforma del processo penale
BERLUSCONI: Ed ora la riforma del processo penale
"La riforma del processo penale avrà la separazione dei giudici che debbono giudicare, dagli avvocati dell’accusa.
Sapete bene che oggi un cittadino accusato di aver commesso un reato quando entra in una sala del tribunale guarda i giudici con preoccupazione e vuole scoprire dalla sua faccia se è coraggioso e capace di comportamenti eroici perchè oggi i giudici vivono in sintonia totale con accusatori e pubblici ministeri e ciò significa che quando vanno a sentenza se devono dire no al teorema accusatorio del Pm, devono fare un atto di coraggio". Lo ha affermato, in un passaggio del suo discorso, il presidente Berlusconi alla festa della Libertà di Benevento.
GASPARRI: La riforma della giustizia è una priorità per il Governo e il Pdl
"Governo Berlusconi e maggioranza procedono in totale sintonia. I temi economici sono in testa alla lista come sempre, ma e’ importante una struttura giudiziaria senza lentezze e senza cupole partigiane che la orientano verso strategie politiche non piu’ tollerabili".
Lo ha affermato il capogruppo del Pdl al Senato, Maurizio Gasparri, assicurando che la maggioranza incomincerà a lavorare per la riforma della Giustizia. "Finanziaria, uso delle risorse proveniente dallo scudo fiscale, riforma dell’Universita’, riforma della giustizia, piano per il Sud, elezione diretta del premier. Queste le priorita’ del Pdl che rendera’ ancora piu’ incisiva l’azione riformista e innovativa. E il nostro progetto per l’Italia, che e’ alla base della fiducia degli elettori, a fronte della campagna dell’astio e del rancore alimentate da altri settori".
"La riforma del processo penale avrà la separazione dei giudici che debbono giudicare, dagli avvocati dell’accusa.
Sapete bene che oggi un cittadino accusato di aver commesso un reato quando entra in una sala del tribunale guarda i giudici con preoccupazione e vuole scoprire dalla sua faccia se è coraggioso e capace di comportamenti eroici perchè oggi i giudici vivono in sintonia totale con accusatori e pubblici ministeri e ciò significa che quando vanno a sentenza se devono dire no al teorema accusatorio del Pm, devono fare un atto di coraggio". Lo ha affermato, in un passaggio del suo discorso, il presidente Berlusconi alla festa della Libertà di Benevento.
GASPARRI: La riforma della giustizia è una priorità per il Governo e il Pdl
"Governo Berlusconi e maggioranza procedono in totale sintonia. I temi economici sono in testa alla lista come sempre, ma e’ importante una struttura giudiziaria senza lentezze e senza cupole partigiane che la orientano verso strategie politiche non piu’ tollerabili".
Lo ha affermato il capogruppo del Pdl al Senato, Maurizio Gasparri, assicurando che la maggioranza incomincerà a lavorare per la riforma della Giustizia. "Finanziaria, uso delle risorse proveniente dallo scudo fiscale, riforma dell’Universita’, riforma della giustizia, piano per il Sud, elezione diretta del premier. Queste le priorita’ del Pdl che rendera’ ancora piu’ incisiva l’azione riformista e innovativa. E il nostro progetto per l’Italia, che e’ alla base della fiducia degli elettori, a fronte della campagna dell’astio e del rancore alimentate da altri settori".
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Sicurezza
Cicchitto: Il PD affida il ruolo di opposizione a Di Pietro
CICCHITTO: Il Pd consegna il ruolo di opposizione a Di Pietro,''Repubblica'' e magistrati
"Con i tre discorsi pronunciati all’assise del Pd c’e’ stata una innovazione nella geometria piu’ che nella politica: le parallele che non si incontrano mai sono diventate tre. Quelli di Bersani, Franceschini e Marino sono stati tre discorsi collocati su dimensioni cosi’ lontane da non essere chiari ne’ gli eventuali punti in comune ne’ le ragioni del dissenso".
Lo ha affermato il capogruppo del Pdl alla Camera, Fabrizio Cicchitto, che ha osservatO: "Si tratta di tre posizioni autoreferenziali determinate, specie le prime due, quella di Bersani e di Franceschini, ad uno scontro di potere tra spezzoni contrapposti degli apparati nazionali e specialmente locali. Ognuna delle due posizioni in corsa per la segreteria ha organizzato pezzi provenienti dall’ex Pci e dall’ex Dc anche se poi l’origine di Bersani e di Franceschini da’ il senso e il segno di quale sarebbe il riferimento storico prevalente a seconda della vittoria dell’uno o dell’altro. Nessuno dei tre ha delineato una piattaforma realmente e seriamente alternativa a Berlusconi e al centrodestra. Anche da cio’ emerge la sensazione che la vera lotta a Berlusconi e’ abbandonata a Di Pietro, al partito ’Repubblica’, ad un nucleo di magistrati inquirenti e apparati statuali che la conducono con il ricorso a mezzi impropri che con la politica non hanno nulla a che fare".
"Con i tre discorsi pronunciati all’assise del Pd c’e’ stata una innovazione nella geometria piu’ che nella politica: le parallele che non si incontrano mai sono diventate tre. Quelli di Bersani, Franceschini e Marino sono stati tre discorsi collocati su dimensioni cosi’ lontane da non essere chiari ne’ gli eventuali punti in comune ne’ le ragioni del dissenso".
Lo ha affermato il capogruppo del Pdl alla Camera, Fabrizio Cicchitto, che ha osservatO: "Si tratta di tre posizioni autoreferenziali determinate, specie le prime due, quella di Bersani e di Franceschini, ad uno scontro di potere tra spezzoni contrapposti degli apparati nazionali e specialmente locali. Ognuna delle due posizioni in corsa per la segreteria ha organizzato pezzi provenienti dall’ex Pci e dall’ex Dc anche se poi l’origine di Bersani e di Franceschini da’ il senso e il segno di quale sarebbe il riferimento storico prevalente a seconda della vittoria dell’uno o dell’altro. Nessuno dei tre ha delineato una piattaforma realmente e seriamente alternativa a Berlusconi e al centrodestra. Anche da cio’ emerge la sensazione che la vera lotta a Berlusconi e’ abbandonata a Di Pietro, al partito ’Repubblica’, ad un nucleo di magistrati inquirenti e apparati statuali che la conducono con il ricorso a mezzi impropri che con la politica non hanno nulla a che fare".
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Politica
Via al Piano Carceri
ALFANO: A giorni prenderà il via il piano carceri per 20 mila nuovi posti
Il ministro della Giustizia Angelino Alfano, ha annunciato che nei prossimi giorni prendera’ il via il piano carceri del governo che prevede ventimila nuovi posti. "Dal maggio 2008 al 31 dicembre 2009 il Ministero ha gia’ aperto o aprira’ 1.409 nuovi posti nelle carceri. Allo stato attuale siamo tornati, come popolazione carceraria, al periodo preindulto.
Ci siamo accorti che dal 1948 al 2008 sono stati varati circa 30 provvedimenti di indulto ed amnistia che hanno svuotato le carceri ma solo temporaneamente perche’ i detenuti, ai quali evidentemente non si e’ insegnato a lavorare, sono tornati a delinquere e sono stati nuovamente arrestati. Pensando ad un piano per risolvere la questione carceraria abbiamo deciso, prima di tutto, cosa non dovevamo fare, cioe’ procedere sulla via vecchia. E’ per questo che variamo il piano da ventimila posti per evitare che chi perde la liberta’ perda anche la dignita’. Lo Stato non cerca la vendetta nei confronti dei detenuti". Alfano ha poi ricordato che un terzo dei detenuti e’ di nazionalita’ straniera ed ha ribadito l’esigenza che anche l’Unione Europea si faccia carico del problema.
Il ministro della Giustizia Angelino Alfano, ha annunciato che nei prossimi giorni prendera’ il via il piano carceri del governo che prevede ventimila nuovi posti. "Dal maggio 2008 al 31 dicembre 2009 il Ministero ha gia’ aperto o aprira’ 1.409 nuovi posti nelle carceri. Allo stato attuale siamo tornati, come popolazione carceraria, al periodo preindulto.
Ci siamo accorti che dal 1948 al 2008 sono stati varati circa 30 provvedimenti di indulto ed amnistia che hanno svuotato le carceri ma solo temporaneamente perche’ i detenuti, ai quali evidentemente non si e’ insegnato a lavorare, sono tornati a delinquere e sono stati nuovamente arrestati. Pensando ad un piano per risolvere la questione carceraria abbiamo deciso, prima di tutto, cosa non dovevamo fare, cioe’ procedere sulla via vecchia. E’ per questo che variamo il piano da ventimila posti per evitare che chi perde la liberta’ perda anche la dignita’. Lo Stato non cerca la vendetta nei confronti dei detenuti". Alfano ha poi ricordato che un terzo dei detenuti e’ di nazionalita’ straniera ed ha ribadito l’esigenza che anche l’Unione Europea si faccia carico del problema.
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Sicurezza
La guerra delle donne
DE GIROLAMO: La Serracchiani si vergogni della sua doppia morale
"La Serracchiani si vergogni della sua doppia morale". Così si é espressa la parlamentare dela Pdl Nunzia De Girolamo, componente della Direzione Nazionale del PdL e coordinatrice provinciale del Partito nel Sannio, a proposito delle accuse della deputata del Pd rivolte al presidente Berlusconi per aver usato, nel suo intervento a Benevento, il termine ’sputtanano’.
"Il Presidente,chiedendo scusa prima di pronunciare la parola ’sputtanano’, ha detto una verità assoluta: una certa stampa fa male all’immagine dell’Italia. Queste verità la sinistra, che fa solo danni al nostro Paese, non vuole sentirsele dire ed ecco che sulla scena compare la solita maestrina Serracchiani, che addirittura accusa il presidente Berlusconi di dire stupidaggini e volgarità. La Serracchiani la smetta col dare pagelle e giudizi ed abbia rispetto per il presidente del Consiglio e per i milioni di elettori che lo hanno votato e che continuano a sostenerlo.
Dalla Serracchiani, che dice di essere giovane, mi sarei aspettata non parole sconce contro il premier ma un duro monito a quel gruppo di manifestanti di sinistra che ha aggredito con parolacce e volgarità diversi militanti del Popolo della Libertà che lasciavano il Palatedeschi di Benevento. Questa è la sinistra, una sinistra comunista che addirittura vuole impedire la libertà di partecipare ad una manifestazione politica. Come ha detto il presidente Berlusconi noi siamo diversi, da liberali non gridiamo e non impediamo ad alcuno di protestare o manifestare. Questa è la sinistra con la doppia morale che gli elettori hanno bastonato e che continua a perdere voti. Con il presidente Berlusconi andiamo avanti forti del sostegno popolare e del consenso, la sinistra estrema è già scomparsa, per il Pd i tempi non sono migliori".
MELONI: La sinistra difende soltanto le sue donne
"Non andro’ alla guerra delle donne". Cosi’ si é espresso il ministro della Gioventu’, Giorgia Meloni, dalle pagine de ’Il Giornale’ che ha pubblicato un suo intervento in merito alla polemica scaturita dalle parole di Silvio Berlusconi su Rosy Bindi ’lei e’ piu’ bella che intelligente’.
E non lo fara’, ha spiegato Meloni, "innanzitutto perche’ mi scoccia profondamente la solidarieta’ a senso unico. Quella che chiama all’adunata generale per una battuta poco elegante del premier, ma non si smuove mai per le volgarita’ e il violento disprezzo che quotidianamente si riversano sulle donne che hanno scelto di votare o di impegnarsi nel Pdl. Anzi, ci si sghignazza sopra, ci si rotola dentro, ci si accuccia sotto. Sono anni che perfino le donne che scelgono semplicemente di votare Pdl o di militare nel centrodestra vengono svillaneggiate, dipinte come stupide borghesi o povere schiave di ’Beautiful’ o della ’Ruota della fortuna’.
Cionostante, queste donne non hanno mai chiesto solidarieta’ a nessuno, ne’ si sono mai abbandonate all’odio per chi votata un altro partito". Alla guerra delle donne, ha osservato Meloni, non andra’ "anche per solidarieta’ nei confronti del capo del governo, liberamente eletto dal popolo italiano. Perche’ e’ legittimo contestare la battuta di Berlusconi a Rosy Bindi e io stessa ne sono dispiaciuta, ma allora si deve avere anche l’onesta’ intellettuale di prendere le distanze dall’uso quotidiano di insulti che viene fatto nei confronti del premier".
"La Serracchiani si vergogni della sua doppia morale". Così si é espressa la parlamentare dela Pdl Nunzia De Girolamo, componente della Direzione Nazionale del PdL e coordinatrice provinciale del Partito nel Sannio, a proposito delle accuse della deputata del Pd rivolte al presidente Berlusconi per aver usato, nel suo intervento a Benevento, il termine ’sputtanano’.
"Il Presidente,chiedendo scusa prima di pronunciare la parola ’sputtanano’, ha detto una verità assoluta: una certa stampa fa male all’immagine dell’Italia. Queste verità la sinistra, che fa solo danni al nostro Paese, non vuole sentirsele dire ed ecco che sulla scena compare la solita maestrina Serracchiani, che addirittura accusa il presidente Berlusconi di dire stupidaggini e volgarità. La Serracchiani la smetta col dare pagelle e giudizi ed abbia rispetto per il presidente del Consiglio e per i milioni di elettori che lo hanno votato e che continuano a sostenerlo.
Dalla Serracchiani, che dice di essere giovane, mi sarei aspettata non parole sconce contro il premier ma un duro monito a quel gruppo di manifestanti di sinistra che ha aggredito con parolacce e volgarità diversi militanti del Popolo della Libertà che lasciavano il Palatedeschi di Benevento. Questa è la sinistra, una sinistra comunista che addirittura vuole impedire la libertà di partecipare ad una manifestazione politica. Come ha detto il presidente Berlusconi noi siamo diversi, da liberali non gridiamo e non impediamo ad alcuno di protestare o manifestare. Questa è la sinistra con la doppia morale che gli elettori hanno bastonato e che continua a perdere voti. Con il presidente Berlusconi andiamo avanti forti del sostegno popolare e del consenso, la sinistra estrema è già scomparsa, per il Pd i tempi non sono migliori".
MELONI: La sinistra difende soltanto le sue donne
"Non andro’ alla guerra delle donne". Cosi’ si é espresso il ministro della Gioventu’, Giorgia Meloni, dalle pagine de ’Il Giornale’ che ha pubblicato un suo intervento in merito alla polemica scaturita dalle parole di Silvio Berlusconi su Rosy Bindi ’lei e’ piu’ bella che intelligente’.
E non lo fara’, ha spiegato Meloni, "innanzitutto perche’ mi scoccia profondamente la solidarieta’ a senso unico. Quella che chiama all’adunata generale per una battuta poco elegante del premier, ma non si smuove mai per le volgarita’ e il violento disprezzo che quotidianamente si riversano sulle donne che hanno scelto di votare o di impegnarsi nel Pdl. Anzi, ci si sghignazza sopra, ci si rotola dentro, ci si accuccia sotto. Sono anni che perfino le donne che scelgono semplicemente di votare Pdl o di militare nel centrodestra vengono svillaneggiate, dipinte come stupide borghesi o povere schiave di ’Beautiful’ o della ’Ruota della fortuna’.
Cionostante, queste donne non hanno mai chiesto solidarieta’ a nessuno, ne’ si sono mai abbandonate all’odio per chi votata un altro partito". Alla guerra delle donne, ha osservato Meloni, non andra’ "anche per solidarieta’ nei confronti del capo del governo, liberamente eletto dal popolo italiano. Perche’ e’ legittimo contestare la battuta di Berlusconi a Rosy Bindi e io stessa ne sono dispiaciuta, ma allora si deve avere anche l’onesta’ intellettuale di prendere le distanze dall’uso quotidiano di insulti che viene fatto nei confronti del premier".
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Politica
Protesta per la grave ingerenza del Times
L'AMBASCIATORE ITALIANO NEL REGNO UNITO: Dal Times grave ingerenza
L’ambasciatore d’Italia nel Regno Unito, Giancarlo Aragona, ha duramente replicato al Times, che l’8 ottobre, commentando la decisione della corte costituzionale sul Lodo Alfano, aveva scritto che il premier Silvio Berlusconi "dovrebbe dimettersi".
"Viviamo in un mondo interconnesso - si legge nella lettera dell’ambasciatore - in particolare all’interno dell’UE. Siamo quindi interessati nei nostri rispettivi sviluppi interni, nella condotta delle nostre politiche estere e nella gestione dell’economia. Tuttavia, questo legittimo interesse non dovrebbe spingere un giornale a chiedere le dimissioni di un capo di governo straniero. Spetta ancora ai cittadini di ogni Paese scegliere chi deve guidarli. Suppongo che il dibattito complesso ed infuocato in corso in Italia abbia causato qualche confusione - prosegue la lettera - Mi consenta di tentare di evidenziare alcuni fatti.
Dopo la decisione della corte costituzionale, le procedure che coinvolgono il primo ministro saranno riaperte, ma nessuno può prevedere il loro esito. Come il suo giornale ammette, una persona dovrebbe essere considerata innocente fino a quando non sia definitivamente provata colpevole: e quest’ultima circostanza non è mai accaduta a Silvio Berlusconi. Nel valutare le prospettive politiche in Italia, non bisognerebbe dimenticare la considerevole maggioranza di cui gode il governo in Parlamento, e i risultati dei più recenti sondaggi d’opinione che indicano chiaramente il sostegno di cui gode nel Paese".
L’ambasciatore d’Italia nel Regno Unito, Giancarlo Aragona, ha duramente replicato al Times, che l’8 ottobre, commentando la decisione della corte costituzionale sul Lodo Alfano, aveva scritto che il premier Silvio Berlusconi "dovrebbe dimettersi".
"Viviamo in un mondo interconnesso - si legge nella lettera dell’ambasciatore - in particolare all’interno dell’UE. Siamo quindi interessati nei nostri rispettivi sviluppi interni, nella condotta delle nostre politiche estere e nella gestione dell’economia. Tuttavia, questo legittimo interesse non dovrebbe spingere un giornale a chiedere le dimissioni di un capo di governo straniero. Spetta ancora ai cittadini di ogni Paese scegliere chi deve guidarli. Suppongo che il dibattito complesso ed infuocato in corso in Italia abbia causato qualche confusione - prosegue la lettera - Mi consenta di tentare di evidenziare alcuni fatti.
Dopo la decisione della corte costituzionale, le procedure che coinvolgono il primo ministro saranno riaperte, ma nessuno può prevedere il loro esito. Come il suo giornale ammette, una persona dovrebbe essere considerata innocente fino a quando non sia definitivamente provata colpevole: e quest’ultima circostanza non è mai accaduta a Silvio Berlusconi. Nel valutare le prospettive politiche in Italia, non bisognerebbe dimenticare la considerevole maggioranza di cui gode il governo in Parlamento, e i risultati dei più recenti sondaggi d’opinione che indicano chiaramente il sostegno di cui gode nel Paese".
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Esteri
PdL: La sinistra non riconosce il verdetto del popolo
Testo integrale del documento finale approvato dall’Ufficio di presidenza del Popolo della Liberta’ riunitosi giovedì 9 ottobre 2009.
"La sinistra non ha mutato linea rispetto al passato. Invece di riflettere sui propri errori e di proporre al Paese un progetto politico concorrente, alternativo e credibile rispetto a quello dell’attuale governo, schiava della propria crisi culturale e ideale, ha continuato a disconoscere il verdetto democratico del popolo.
Tanto piu’ la crisi della sinistra e’ apparsa evidente quanto piu’ essa ha cercato e cerca di utilizzare tutti i mezzi a sua disposizione, compresi quelli piu’ subdoli, per attaccare il governo legittimo del Paese e in particolare il presidente del Consiglio che gode del consenso piu’ alto nella storia del Paese e rispetto a tutti gli altri leader europei. Da mesi la sinistra ha sposato e alimentato una violenta campagna di stampa contro il presidente del Consiglio, tanto infondata quanto palesemente diffamatoria in parte anche per coprire responsabilita’ penalmente, moralmente e politicamente accertare da esperti della sinistra stessa".
"La sinistra non ha mutato linea rispetto al passato. Invece di riflettere sui propri errori e di proporre al Paese un progetto politico concorrente, alternativo e credibile rispetto a quello dell’attuale governo, schiava della propria crisi culturale e ideale, ha continuato a disconoscere il verdetto democratico del popolo.
Tanto piu’ la crisi della sinistra e’ apparsa evidente quanto piu’ essa ha cercato e cerca di utilizzare tutti i mezzi a sua disposizione, compresi quelli piu’ subdoli, per attaccare il governo legittimo del Paese e in particolare il presidente del Consiglio che gode del consenso piu’ alto nella storia del Paese e rispetto a tutti gli altri leader europei. Da mesi la sinistra ha sposato e alimentato una violenta campagna di stampa contro il presidente del Consiglio, tanto infondata quanto palesemente diffamatoria in parte anche per coprire responsabilita’ penalmente, moralmente e politicamente accertare da esperti della sinistra stessa".
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