RONCHI: La sentenza di Strasburgo sul crocifisso è sconcertante
"Quella della Corte di Strasburgo sui crocifissi nelle aule scolastiche è una sentenza che sconcerta e personalmente mi addolora, perché fa capire quanto sia pericolosa l`ondata laicista che attraversa l`Europa". Lo ha dichiarato il ministro per le Politiche europee Andrea Ronchi, nel suo intervento a La telefonata, la rubrica di Maurizio Belpietro in onda su Mattino 5.
"Io credo sia una sentenza che allontana i cittadini dall`Istituzione europea. Il Crocifisso non è soltanto un simbolo culturale e religioso dell`Italia.È un patrimonio proprio di tutto il nostro Continente. Evidentemente, l`Europa ancora non si è fatta. Si è pensato a dare vita ad un`Europa economica, ma non a mettere insieme le radici profonde, l`identità distintiva. Questa sentenza ne è l`incontrovertibile dimostrazione". Conseguenze? "Per quanto mi riguarda nessuna. Il Crocifisso non si toccherà mai e poi mai da nessun luogo laico o non della nostra Italia.
C`è il ricorso presentato dal governo, ma più importante è però il segnale preoccupante di un connotato antispirituale di questa Europa, rappresentato in particolare da alcuni Paesi. Oltre all`allarme sulle questioni sociali aperte dalla crisi economica, si deve ben valutare anche il grido di dolore sull`avanzata del relativismo etico lanciato dal Papa qualche tempo fa". Adesso, conclude Ronchi, "non credo che l’Italia possa essere multata. Anche se non è una mia competenza specifica, io penso che non si arriverà a tanto. Può esserci un ammonimento. Ma la battaglia condotta da alcuni paesi d`Europa non è per una multa: è molto più importante, più profonda, è una battaglia culturale antireligiosa".
VALDUCCI: Con la sentenza di Strasburgo diventiamo "Eurabia" in fretta
"Aveva ragione Oriana Fallaci: stiamo diventando Eurabia". Lo ha affermato Mario Valducci, Presidente della Commissione Trasporti della Camera e Responsabile vicario Enti Locali del PDL, commentando la decisione della Corte di Strasburgo sui crocefissi nelle aule.
"La sentenza della Corte di Strasburgo sul crocifisso nelle aule rafforza i timori di un’Europa senza tradizioni, preda di religioni e usi che non le appartengono. Vorrei che la stessa attenzione la Corte di Strasburgo la dedicasse alle scuole coraniche, e magari anche al burqa tradizione in palese contraddizioni con molte legislazioni europee."
MAURO: Tutte le forze politiche sostengano il ricorso contro la decisione della Corte di Strasburgo
“Un’autentica integrazione civile non può prescindere da una proposta educativa che abbia il coraggio e l’ambizione di proporre a tutti gli studenti i punti di riferimento che fondano la nostra società” .
Lo ha affermato in una nota il presidente dei Deputati del Popolo della Libertà al Parlamento europeo, Mario Mauro, che ha commentato la sentenza della corte europea dei diritti dell’uomo sui crocifissi nelle scuole. “Siamo di fronte ad una sentenza che è il manifesto politico di chi vuole il declino definitivo di un progetto che ci ha regalato più di 50 anni di pace e benessere, in nome di un’ideologia che ha come obiettivo quello di privare un popolo della propria identità e di consegnare tutti i cittadini europei alla dittatura del nulla. Auspico che tutte le forze politiche italiane ed europee sostengano senza esitazioni il ricorso che verrà presentato dal Governo italiano contro una sentenza degna del peggior regime totalitario.”
mercoledì 4 novembre 2009
martedì 3 novembre 2009
PER MOODY'S L'ITALIA STA' MEGLIO DEGLI ALTRI
CAPEZZONE: Moody's conferma che l'Italia sta meglio degli altri
"La conferma del rating sull’Italia da parte di Moody’s certifica che il nostro Paese sta meglio di molti altri, e che, pur dovendosi misurare con la vecchia eredita’ del debito pubblico, ha saputo affrontare l’anno della crisi in modo solido, senza subire contraccolpi particolarmente gravi".
Lo ha affermato Daniele Capezzone, portavoce del Pdl. "Il Governo ha tenuto i conti ha posto ha stanziato somme importantissime per gli ammortizzatori sociali, e ora cerca di mettere in campo, di qui a fine legislatura, misure capaci di dare respiro fiscale alle famiglie e alle imprese, consentendo al Paese di agganciare sempre meglio la ripresa mondiale. Ora serve serieta’ e impegno, e sarebbe l’ora che anche i signori dell’opposizione, dopo un anno di negativita’, smettessero di fare i profeti di sventura".
"La conferma del rating sull’Italia da parte di Moody’s certifica che il nostro Paese sta meglio di molti altri, e che, pur dovendosi misurare con la vecchia eredita’ del debito pubblico, ha saputo affrontare l’anno della crisi in modo solido, senza subire contraccolpi particolarmente gravi".
Lo ha affermato Daniele Capezzone, portavoce del Pdl. "Il Governo ha tenuto i conti ha posto ha stanziato somme importantissime per gli ammortizzatori sociali, e ora cerca di mettere in campo, di qui a fine legislatura, misure capaci di dare respiro fiscale alle famiglie e alle imprese, consentendo al Paese di agganciare sempre meglio la ripresa mondiale. Ora serve serieta’ e impegno, e sarebbe l’ora che anche i signori dell’opposizione, dopo un anno di negativita’, smettessero di fare i profeti di sventura".
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Economia
NUOVO DIBATTITO ELETTORALE SULLA CITTADINANZA
CICCHITTO: Non condivido la proposta bipartisan Granada-Sarubbi sulla cittadinanza
"Non sono xenofobo ma non condivido la proposta bipartisan Granada-Sarubbi sulla cittadinanza".
Lo ha affermato il capogruppo del Pdl alla Camera Fabrizio Cicchitto, rinnovando la sua contrarieta’ alla proposta sulla cittadinanza entro 5 anni messa a punto da Fabio Granada del Pdl e Andrea Sarubbi del Pd, che e’ stata al centro di un dibattito su "identita’ nazionale, liberta’ e responsabilita"’ organizzato dalla Fondazione Magna Carta alla ex chiesa di Santa Marta a piazza del Collegio Romano.
Cicchitto ha osservato che per il Pdl "sul tema della cittadinanza non vale il principio della liberta’ di coscienza come sul testamento biologico. Forse ci divideremo, mi auguro di no, ma andremo ad un voto con un vincolo politico". Cicchitto ha lamentato "un approccio ideologico su questo tema che "confonde il problema dell’immigrazione con quello di diventare cittadini italiani. Un conto e’ la gestione al meglio dell’immigrazione legale ma altro conto e’ discutere sull’assimilazione culturale, linguistica, sociale della societa’ per chi decide di diventare cittadino italiano". Secondo Cicchitto "ritenere automatico il meccanismo della cittadinanza e’ un errore" e invita a "non creare una miscela impropria tra tema della cittadinanza e dell’immigrazione".
QUAGLIARIELLO: Il tema della cittadinanza non va analizzato in modo burocratico
"Il tema della cittadinanza non puo’ essere analizzato solo in modo burocratico perche’, per essere veramente cittadino italiano, ci vuole la sedimentazione dei valori nazionali. E’ una illusione pensare di risolvere il problema dell’integrazione semplicemente attraverso il rilascio della cittadinanza".
Lo ha affermato il vice capogruppo del Pdl al Senato Gaetano Quagliariello, durante il convegno della fondazione Magna Carta nel quale è stato presentato il documento "Identita’ nazionale, liberta’ e responsabilita", un testo sul rilascio della cittadinanza che si propone come base di discussione sul tema all’interno della maggioranza.
Sul diritto di voto agli immigrati, Quagliariello si è detto contrario e, dopo aver sottolineato che la materia e’ "intrinsecamente di carattere costituzionale" ha sottolineato come sia piuttosto necessario discutere di due altri punti sulla stessa materia:
"Prima di tutto bisogna risolvere i problemi burocratici che spesso spingono un cittadino straniero a voler diventare cittadino per evitare le lungaggini burocratiche" legate, ad esempio, al rilascio del permesso di soggiorno. "Secondo, si deve passare da una dimensione di carattere quantitativo e burocratico per il rilascio della cittadinanza ad una di carattere qualitativo, ovvero valutare l’effettiva volonta’ dell’immigrato di diventare un cittadino italiano. Questo e’ forse l’unico punto di contatto con la proposta Granata-Sarubbi, da cui si puo’ partire".
Quagliariello, pero’, ha affermato la sua contrarietà ad una abbreviazione dei tempi per il rilascio della cittadinanza a 5 anni, ma sottolinea che si potrebbero "abbreviare i tempi in presenza di elementi di effettiva volonta’ degli immigrati a diventare cittadini". Quagliariello ha infine rivelato che il contenuto del documento sulla cittadinanza, elaborato da Magna Carta, si potra’ tradurre in emendamenti e articoli alla legge in discussione in Parlamento.
"Non sono xenofobo ma non condivido la proposta bipartisan Granada-Sarubbi sulla cittadinanza".
Lo ha affermato il capogruppo del Pdl alla Camera Fabrizio Cicchitto, rinnovando la sua contrarieta’ alla proposta sulla cittadinanza entro 5 anni messa a punto da Fabio Granada del Pdl e Andrea Sarubbi del Pd, che e’ stata al centro di un dibattito su "identita’ nazionale, liberta’ e responsabilita"’ organizzato dalla Fondazione Magna Carta alla ex chiesa di Santa Marta a piazza del Collegio Romano.
Cicchitto ha osservato che per il Pdl "sul tema della cittadinanza non vale il principio della liberta’ di coscienza come sul testamento biologico. Forse ci divideremo, mi auguro di no, ma andremo ad un voto con un vincolo politico". Cicchitto ha lamentato "un approccio ideologico su questo tema che "confonde il problema dell’immigrazione con quello di diventare cittadini italiani. Un conto e’ la gestione al meglio dell’immigrazione legale ma altro conto e’ discutere sull’assimilazione culturale, linguistica, sociale della societa’ per chi decide di diventare cittadino italiano". Secondo Cicchitto "ritenere automatico il meccanismo della cittadinanza e’ un errore" e invita a "non creare una miscela impropria tra tema della cittadinanza e dell’immigrazione".
QUAGLIARIELLO: Il tema della cittadinanza non va analizzato in modo burocratico
"Il tema della cittadinanza non puo’ essere analizzato solo in modo burocratico perche’, per essere veramente cittadino italiano, ci vuole la sedimentazione dei valori nazionali. E’ una illusione pensare di risolvere il problema dell’integrazione semplicemente attraverso il rilascio della cittadinanza".
Lo ha affermato il vice capogruppo del Pdl al Senato Gaetano Quagliariello, durante il convegno della fondazione Magna Carta nel quale è stato presentato il documento "Identita’ nazionale, liberta’ e responsabilita", un testo sul rilascio della cittadinanza che si propone come base di discussione sul tema all’interno della maggioranza.
Sul diritto di voto agli immigrati, Quagliariello si è detto contrario e, dopo aver sottolineato che la materia e’ "intrinsecamente di carattere costituzionale" ha sottolineato come sia piuttosto necessario discutere di due altri punti sulla stessa materia:
"Prima di tutto bisogna risolvere i problemi burocratici che spesso spingono un cittadino straniero a voler diventare cittadino per evitare le lungaggini burocratiche" legate, ad esempio, al rilascio del permesso di soggiorno. "Secondo, si deve passare da una dimensione di carattere quantitativo e burocratico per il rilascio della cittadinanza ad una di carattere qualitativo, ovvero valutare l’effettiva volonta’ dell’immigrato di diventare un cittadino italiano. Questo e’ forse l’unico punto di contatto con la proposta Granata-Sarubbi, da cui si puo’ partire".
Quagliariello, pero’, ha affermato la sua contrarietà ad una abbreviazione dei tempi per il rilascio della cittadinanza a 5 anni, ma sottolinea che si potrebbero "abbreviare i tempi in presenza di elementi di effettiva volonta’ degli immigrati a diventare cittadini". Quagliariello ha infine rivelato che il contenuto del documento sulla cittadinanza, elaborato da Magna Carta, si potra’ tradurre in emendamenti e articoli alla legge in discussione in Parlamento.
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Politica
IL PROBLEMA CARCERARIO SI RISOLVE CON UNA NUOVA POLITICA EDILIZIA
CASSINELLI: Risolveremo il problema carcerario con una nuova politica edilizia
"Il ministro Alfano sta lavorando per rimettere in ordine un settore che è stato abbandonato da decenni di incuria e malgoverno della sinistra”.
Lo ha affermato il deputato del Pdl e membro della Commissione giustizia della Camera, Roberto Cassinelli, rispondendo alle critiche dell’opposizione. “La sinistra si accorge che la situazione delle carceri è esplosiva solo quando le cronache riportano episodi gravi e drammatici. Il governo Berlusconi è l’unico governo che sta lavorando per risolvere un problema causato dai decenni di incuria e di malgoverno della sinistra. Il ministro Alfano sta cercando di mettere in ordine un settore che è stato abbandonato a se stesso e che necessita di un serio piano di ristrutturazione degli istituti di pena recuperabili e di rilancio dell’edilizia carceraria”.
Cassinelli ha rinnovato l’invito a “non pensare di risolvere il problema rimettendo in libertà pericolosi detenuti. Si tratta della ricetta del governo Prodi che non ha dato i risultati promessi. Per questa ragione non è possibile percorrere alcuna strada se non quella dell’intervenire sulle emergenze con determinazione e programmare per il futuro una pianificazione dei nuovi istituti di pena”.
"Il ministro Alfano sta lavorando per rimettere in ordine un settore che è stato abbandonato da decenni di incuria e malgoverno della sinistra”.
Lo ha affermato il deputato del Pdl e membro della Commissione giustizia della Camera, Roberto Cassinelli, rispondendo alle critiche dell’opposizione. “La sinistra si accorge che la situazione delle carceri è esplosiva solo quando le cronache riportano episodi gravi e drammatici. Il governo Berlusconi è l’unico governo che sta lavorando per risolvere un problema causato dai decenni di incuria e di malgoverno della sinistra. Il ministro Alfano sta cercando di mettere in ordine un settore che è stato abbandonato a se stesso e che necessita di un serio piano di ristrutturazione degli istituti di pena recuperabili e di rilancio dell’edilizia carceraria”.
Cassinelli ha rinnovato l’invito a “non pensare di risolvere il problema rimettendo in libertà pericolosi detenuti. Si tratta della ricetta del governo Prodi che non ha dato i risultati promessi. Per questa ragione non è possibile percorrere alcuna strada se non quella dell’intervenire sulle emergenze con determinazione e programmare per il futuro una pianificazione dei nuovi istituti di pena”.
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Sicurezza
DOPO IL COMUNISMO FARE I CONTI CON IL FONDAMENTALISMO
CICCHITTO: Dopo il comunismo dobbiamo fare i conti con il fondamentalismo
"Per cio’ che riguarda il nodo costituito dal ruolo dell’islamismo bisogna stare attenti, a nostro avviso, a non rovesciare l’ordine delle cose. Dopo il crollo del comunismo, il nuovo grande elemento di contraddizione nel mondo contemporaneo e’ rappresentato dal fondamentalismo islamico, che ha anche prodotto il terrorismo di al-Qaeda". Lo ha sottolineato il capogruppo del Pdl alla Camera, Fabrizio Cicchitto, che ha osservato:
"Finora l’Occidente ha cercato di difendersi da questo attacco. Le terapie possono essere state piu’ o meno efficaci, ma e’ stato il fondamentalismo a attaccare, come dimostra quanto e’ accaduto l’11 settembre del 2001 e, successivamente, a Madrid, a Londra, a Istambul, in Egitto, in Indonesia, in Pakistan e in molte altre zone del mondo. Rovesciare il rapporto tra causa ed effetto costituisce un errore di analisi e anche un errore politico".
"Per cio’ che riguarda il nodo costituito dal ruolo dell’islamismo bisogna stare attenti, a nostro avviso, a non rovesciare l’ordine delle cose. Dopo il crollo del comunismo, il nuovo grande elemento di contraddizione nel mondo contemporaneo e’ rappresentato dal fondamentalismo islamico, che ha anche prodotto il terrorismo di al-Qaeda". Lo ha sottolineato il capogruppo del Pdl alla Camera, Fabrizio Cicchitto, che ha osservato:
"Finora l’Occidente ha cercato di difendersi da questo attacco. Le terapie possono essere state piu’ o meno efficaci, ma e’ stato il fondamentalismo a attaccare, come dimostra quanto e’ accaduto l’11 settembre del 2001 e, successivamente, a Madrid, a Londra, a Istambul, in Egitto, in Indonesia, in Pakistan e in molte altre zone del mondo. Rovesciare il rapporto tra causa ed effetto costituisce un errore di analisi e anche un errore politico".
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Attualità
LA CORTE U.E. RINNEGA LE RADICI CRISTIANE
CARLUCCI: La sentenza della Corte di Strasburgo contro il crocefisso nelle scuole calpesta la nostra identità
"Trovo assurda e gravissima la sentenza della Corte di Strasburgo contro la presenza del crocefisso nelle scuole italiane. Gia’ il Tar ed il Consiglio di Stato si erano pronunciati sulla vicenda rigettando le richieste della cittadina finlandese e dichiarando che: ’il crocifisso e’ il simbolo della storia e della cultura italiana, e di conseguenza dell’identita’ del Paese, ed e’ il simbolo dei principi di eguaglianza, liberta’ e tolleranza e del secolarismo dello Stato’".
Lo ha affermato il deputato del Pdl Gabriella Carlucci, che ha osservato: "Un pronunciamento ineccepibile, che viene completamente sovvertito dalla Corte europea. Ancora una volta un organismo europeo, entra a gamba tesa nelle questioni interne del nostro Paese, calpestando valori e principi su cui si fondano la nostra societa’, la nostra cultura, la nostra identita’. Lo Stato italiano deve opporsi in giudizio a questo pericolosissimo precedente".
MANTOVANO: Ribelliamoci a questa Europa stupida
"La Corte europea dei diritti dell’uomo contribuisce a dare ragione al senso di lontananza e di distacco con cui larga parte degli europei percepisce le istituzioni dell’Unione.
Se un crocifisso in un’aula di scuola e’ causa di turbamento e di discriminazione, ancora di piu’ il Duomo che ’incombe’ su Milano o la Santa Casa di Loreto, che tutti vedono dall’autostrada Bologna-Taranto: la Corte europea dei diritti dell’uomo disporra’ l’abbattimento di entrambi? A un’Europa cosi’ e’ civile ribellarsi: perche’, prima ancora che ingiusta, e’ profondamente stupida". Lo ha affermato Alfredo Mantovano, sottosegretario al ministero dell’Interno, commentando la decisione della Corte di Strasburgo di vietare l’esposizione del crocefisso nelle aule delle scuole.
BONDI: Di questo passo avremo il fallimento politico dell'Unione
"Queste decisioni ci allontanano da quella idea dell’Europa che De Gasperi, Adenauer e Schuman hanno posto a fondamento del progetto unitario del nostro continente, di questo passo il fallimento politico e’ inevitabile".
Lo ha affermato il coordinatore nazionale del Pdl Sandro Bondi, in riferimento alla sentenza della Corte europea dei diritti dell’uomo relativa alla presenza del crocefisso nelle aule scolastiche.
SALTAMARTINI: La sentenza di Strasburgo è in contrasto con il Consiglio di Stato
"Una sentenza che stravolge il concetto di laicita’ e si pone in contrasto con quanto affermato sul tema dal Consiglio di Stato".
Cosi’ si é espresso il deputato Barbara Saltamartini, responsabile delle Pari opportunita’ del PdL, commentando la sentenza della Corte Europea dei diritti umani sul crocefisso in classe. "Nel 2006 il Consiglio di Stato evidenzio’ con grande lucidita’ la valenza non discriminatoria, sotto il profilo religioso, dell’esposizione del crocifisso in classe, in quanto rappresentativo di una funzione simbolica altamente educativa connessa a valori civilmente rilevanti. Quei valori che affondano nelle nostre radici e costituiscono il fondamento del nostro vivere e della nostra identita’. Attendiamo le motivazioni della sentenza ma non e’ certo eliminando le tradizioni e la storia delle nazioni che si percorre la strada della costruzione di una comune identita’ europea".
BONIVER: La decisione di Strasburgo sul crocefisso è incomprensibile
"E’ assolutamente incomprensibile la decisione adottata dalla Corte europea che vieta i crocifissi nelle aule scolastiche".
Lo ha affermato Margherita Boniver, deputato del Pdl e presidente del comitato Schengen. "Cosi’ come noi non ci sentiamo offesi alla vista di tante moschee che sono costruite in Europa, cosi’ credo nessun musulmano potrebbe offendersi alla vista di questo importante simbolo religioso della cristianita’. Mi sembra che vada tutto contro l’interesse del continente europeo che cosi’ rinnega le sue radici religiose e culturali. Infine, il dialogo dopo questa sentenza diventa ancora piu’ difficile, oramai siamo al capovolgimento del buon senso della realta"’.
LUPI: Togliere il crocifisso è ignoranza culturale
"Senza identita’, senza coscienza delle proprie radici, non possono esserci ne’ liberta’ ne’ democrazia".
Lo ha affermato Maurizio Lupi, vice presidente della Camera e deputato del Pdl, sulla sentenza europea che nega la presenza del crocifisso nelle scuole italiane. "Togliere il segno della tradizione cristiana dalle scuole italiane e’ un atto di ignoranza culturale e di ostilita’ nei confronti della storia del nostro Paese e della stessa Europa. E’ il contrario della laicita’ -prosegue Lupi- che e’ la capacita’ di guardare a se stessi e agli altri senza pregiudizi". "Invece questa sentenza e’ l’affermazione di un pregiudizio, quello che nega l’originalita’ della nostra nazione e del nostro continente. Che facciamo? Per salvare un’idea astratta di neutralita’ dovremmo abbattere le cattedrali dalle citta’ o eliminare dai musei le crocifissioni di Duccio di Boninsegna o le Madonne di Caravaggio?".
"Trovo assurda e gravissima la sentenza della Corte di Strasburgo contro la presenza del crocefisso nelle scuole italiane. Gia’ il Tar ed il Consiglio di Stato si erano pronunciati sulla vicenda rigettando le richieste della cittadina finlandese e dichiarando che: ’il crocifisso e’ il simbolo della storia e della cultura italiana, e di conseguenza dell’identita’ del Paese, ed e’ il simbolo dei principi di eguaglianza, liberta’ e tolleranza e del secolarismo dello Stato’".
Lo ha affermato il deputato del Pdl Gabriella Carlucci, che ha osservato: "Un pronunciamento ineccepibile, che viene completamente sovvertito dalla Corte europea. Ancora una volta un organismo europeo, entra a gamba tesa nelle questioni interne del nostro Paese, calpestando valori e principi su cui si fondano la nostra societa’, la nostra cultura, la nostra identita’. Lo Stato italiano deve opporsi in giudizio a questo pericolosissimo precedente".
MANTOVANO: Ribelliamoci a questa Europa stupida
"La Corte europea dei diritti dell’uomo contribuisce a dare ragione al senso di lontananza e di distacco con cui larga parte degli europei percepisce le istituzioni dell’Unione.
Se un crocifisso in un’aula di scuola e’ causa di turbamento e di discriminazione, ancora di piu’ il Duomo che ’incombe’ su Milano o la Santa Casa di Loreto, che tutti vedono dall’autostrada Bologna-Taranto: la Corte europea dei diritti dell’uomo disporra’ l’abbattimento di entrambi? A un’Europa cosi’ e’ civile ribellarsi: perche’, prima ancora che ingiusta, e’ profondamente stupida". Lo ha affermato Alfredo Mantovano, sottosegretario al ministero dell’Interno, commentando la decisione della Corte di Strasburgo di vietare l’esposizione del crocefisso nelle aule delle scuole.
BONDI: Di questo passo avremo il fallimento politico dell'Unione
"Queste decisioni ci allontanano da quella idea dell’Europa che De Gasperi, Adenauer e Schuman hanno posto a fondamento del progetto unitario del nostro continente, di questo passo il fallimento politico e’ inevitabile".
Lo ha affermato il coordinatore nazionale del Pdl Sandro Bondi, in riferimento alla sentenza della Corte europea dei diritti dell’uomo relativa alla presenza del crocefisso nelle aule scolastiche.
SALTAMARTINI: La sentenza di Strasburgo è in contrasto con il Consiglio di Stato
"Una sentenza che stravolge il concetto di laicita’ e si pone in contrasto con quanto affermato sul tema dal Consiglio di Stato".
Cosi’ si é espresso il deputato Barbara Saltamartini, responsabile delle Pari opportunita’ del PdL, commentando la sentenza della Corte Europea dei diritti umani sul crocefisso in classe. "Nel 2006 il Consiglio di Stato evidenzio’ con grande lucidita’ la valenza non discriminatoria, sotto il profilo religioso, dell’esposizione del crocifisso in classe, in quanto rappresentativo di una funzione simbolica altamente educativa connessa a valori civilmente rilevanti. Quei valori che affondano nelle nostre radici e costituiscono il fondamento del nostro vivere e della nostra identita’. Attendiamo le motivazioni della sentenza ma non e’ certo eliminando le tradizioni e la storia delle nazioni che si percorre la strada della costruzione di una comune identita’ europea".
BONIVER: La decisione di Strasburgo sul crocefisso è incomprensibile
"E’ assolutamente incomprensibile la decisione adottata dalla Corte europea che vieta i crocifissi nelle aule scolastiche".
Lo ha affermato Margherita Boniver, deputato del Pdl e presidente del comitato Schengen. "Cosi’ come noi non ci sentiamo offesi alla vista di tante moschee che sono costruite in Europa, cosi’ credo nessun musulmano potrebbe offendersi alla vista di questo importante simbolo religioso della cristianita’. Mi sembra che vada tutto contro l’interesse del continente europeo che cosi’ rinnega le sue radici religiose e culturali. Infine, il dialogo dopo questa sentenza diventa ancora piu’ difficile, oramai siamo al capovolgimento del buon senso della realta"’.
LUPI: Togliere il crocifisso è ignoranza culturale
"Senza identita’, senza coscienza delle proprie radici, non possono esserci ne’ liberta’ ne’ democrazia".
Lo ha affermato Maurizio Lupi, vice presidente della Camera e deputato del Pdl, sulla sentenza europea che nega la presenza del crocifisso nelle scuole italiane. "Togliere il segno della tradizione cristiana dalle scuole italiane e’ un atto di ignoranza culturale e di ostilita’ nei confronti della storia del nostro Paese e della stessa Europa. E’ il contrario della laicita’ -prosegue Lupi- che e’ la capacita’ di guardare a se stessi e agli altri senza pregiudizi". "Invece questa sentenza e’ l’affermazione di un pregiudizio, quello che nega l’originalita’ della nostra nazione e del nostro continente. Che facciamo? Per salvare un’idea astratta di neutralita’ dovremmo abbattere le cattedrali dalle citta’ o eliminare dai musei le crocifissioni di Duccio di Boninsegna o le Madonne di Caravaggio?".
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lunedì 2 novembre 2009
La Giustizia non sempre funziona
BOCCIARDO: La scarcerazione dei romeni di Guidonia é uno sfregio a tutte le donne
“Siamo di fronte all’ennesimo scandalo della nostra giustizia, siamo di fronte all’ennesimo sfregio che vede indistintamente colpite tutte le donne”.
Lo ha affermato il deputato del PdL Mariella Bocciardo, commentando la notizia della liberazione dei due romeni in carcere per favoreggiamento dopo lo stupro del 22 gennaio scorso a Guidonia. “E’ un’offesa per tutte noi, un vero schifo che macchia non solo la città di Roma ma tutto il Paese. Se la nostra giustizia invece di perdere tempo con scioperi di matrice ideologica si occupasse di portare a termine i processi e non di rimettere in libertà delinquenti, saremmo ora meno indignate e preoccupate. I cittadini esigono, giustamente, sicurezza e certezza della pena per chi ha commesso efferati crimini. Il segnale che ci viene dalla capitale mette i brividi”.
“Siamo di fronte all’ennesimo scandalo della nostra giustizia, siamo di fronte all’ennesimo sfregio che vede indistintamente colpite tutte le donne”.
Lo ha affermato il deputato del PdL Mariella Bocciardo, commentando la notizia della liberazione dei due romeni in carcere per favoreggiamento dopo lo stupro del 22 gennaio scorso a Guidonia. “E’ un’offesa per tutte noi, un vero schifo che macchia non solo la città di Roma ma tutto il Paese. Se la nostra giustizia invece di perdere tempo con scioperi di matrice ideologica si occupasse di portare a termine i processi e non di rimettere in libertà delinquenti, saremmo ora meno indignate e preoccupate. I cittadini esigono, giustamente, sicurezza e certezza della pena per chi ha commesso efferati crimini. Il segnale che ci viene dalla capitale mette i brividi”.
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