martedì 16 marzo 2010

P.d.L.: Scendiamo in piazza per difendere la libertà

BERLUSCONI: Scendiamo in piazza per difenderci dagli attacchi

"Da quando sono sceso in campo, alla vigilia di ogni sfida elettorale, l’alleanza ormai scoperta tra la sinistra e una parte della magistratura interviene indebitamente nella campagna elettorale per influenzare il voto dei cittadini.

Ci hanno provato in Lombardia e a Roma dove non hanno consentito la presentazione delle nostre liste e hanno cercato di far credere a tutti che la colpa fosse dei nostri delegati. Ci provano anche con le ormai consuete accuse ad orologeria enfatizzate dai giornali compiacenti. Di fronte a questo ultimo attacco, non possiamo rimanere indifferenti, dobbiamo reagire. Per questo motivo Vi invito a mobilitarvi per il 20 di marzo, quando, tutti insieme, in piazza San Giovanni a Roma manifesteremo in difesa del nostro diritto a votare, in difesa del nostro diritto alla privacy, per ribadire i risultati del nostro Governo e per far sottoscrivere ai tredici candidati governatori dei precisi impegni di lavoro.

Si tratta ancora una volta di una scelta di campo tra il nostro Governo che fa e la sinistra delle chiacchiere, tra l’Italia che ama e quella che invidia e odia. Per questi motivi chiedo a tutti Voi, a tutti i Club della Liberta’, di partecipare alla grande manifestazione di piazza San Giovanni. E naturalmente sono sicuro del del vostro appassionato impegno per le ormai prossime elezioni del 28 e 29 marzo". Lo ha scritto il presidente Silvio Berlusconi in un messaggio elettorale indirizzato ai militanti dei Club della Liberta’.

CAPEZZONE: In piazza il 20 marzo per difendere la libertà

"Ormai il gioco e’ chiaro: qualche magistrato che apre inchieste a dir poco discutibili, i soliti giornali che rilanciano tutto, intercettazioni selvagge che finiscono illegalmente in pasto alla stampa, con l’obiettivo di aggredire la maggioranza, di impedire di discutere di cose concrete, e di tirare la volata a un’opposizione sfascista e pericolosa, ormai egemonizzata da Di Pietro".

Lo ha affermato Daniele Capezzone, portavoce del Pdl. "E’ per questo che la manifestazione del 20, accanto a Silvio Berlusconi, e’ un modo per difendere la liberta’ e la democrazia messe in pericolo da chi vorrebbe sovvertire le scelte fatte democraticamente dagli elettori. Il popolo dei liberali e dei moderati, con serenita’ ma con convinzione, e’ chiamato a un compito grande e delicato: far comprendere ai registi e agli interpreti della logora trama antiberlusconiana che gli italiani non sono disposti a farsi ingannare".

CAPEZZONE: Contro Berlusconi un grumo inquietante di forze
“Mi auguro che anche tanti cittadini indecisi, o magari orientati ad astenersi in una competizione amministrativa, comprendano il complesso delle cose che stanno accadendo.”
Lo ha affermato Daniele Capezzone, portavoce del Pdl, che ha osservato:

“Un’azione politico-giudiziaria dagli esiti parziali e selettivi, visto che - alla fine - risultano colpite le liste di centrodestra; un’iniziativa da agente provocatore di Di Pietro, che oggi arriva ad evocare Hitler per insultare Berlusconi e incendiare una piazza; un’altra clamorosa violazione del segreto istruttorio; un tentativo di linciaggio mediatico ai danni del Premier, del direttore del Tg1 e di un membro dell’Agcom; e mancano ancora due settimane al voto.

Tenendo tutto insieme, emerge un quadro fosco, un tentativo di rovesciare il Governo democraticamente scelto dagli italiani e di colpire il Premier se non fisicamente (obiettivo di Tartaglia, come di altre menti deboli allenate e allevate all’odio) almeno nell’immagine e nella possibilità di operare con serenità.

C’è un clima violento ed eversivo, alimentato da una sinistra che non ha più scrupoli. Chi ha a cuore la democrazia farà bene a sostenere Berlusconi. Il grumo di forze coagulatesi contro di lui è ormai inquietante.”

BONDI: Una cabina di regia guidata per colpire il premier
“C’è ancora qualcuno che si rifiuta di credere all’esistenza di una cabina di regia che coordina e sincronizza i vari pezzi del puzzle politico che si manifesta in questi giorni?” Lo ha affermato il nostro coordinatore nazionale Sandro Bondi, che ha osservato:

“E’ possibile pensare che l’indebita ingerenza della magistratura negli affari politici, alla stregua ormai di una terza assemblea legislativa e attraverso l’azione di un vero e proprio partito rappresentato da magistratura democratica, che la forsennata aggressione della sinistra al Presidente del Consiglio guidata da quella sorta di capitano di ventura che risponde al nome di Di Pietro, che l’assalto della Cgil al governo con lo sciopero generale, siano fatti casuali e indipendenti gli uni dagli altri? Io non lo credo, e sono certo che basterà attendere per averne la conferma definitiva.”

BONDI: Si ricreano le condizioni per un nuovo attentato a Berlusconi
"Il segno che in Italia è definitivamente scomparsa una vera classe dirigente è confermato dal fatto che si stanno ricreando le stesse condizioni che hanno reso possibile l’attentato avvenuto a Milano lo scorso dicembre nei confronti del Presidente del Consiglio.
Un clima infiammato, alimentato dalle parole e dalle dichiarazioni politiche più irresponsabili e violente, soprattutto da parte di Di Pietro e di una intera generazione educata ormai da più di un decennio alla politica della demonizzazione e dell’odio nei confronti degli avversari politici, sta degenerando e non promette nulla di buono. Se c’è ancora qualcuno a sinistra capace di intendere e di coltivare ancora la politica batta un colpo e soprattutto faccia sentire la sua voce." Lo ha affermato il nostro coordinatore nazionale Sandro Bondi

FRATTINI: C'è un clima che ricorda quello dell'attentatoa Berlusconi
"Io vedo un serio e imbarazzante pericolo dovuto a questo clima di odio, che si sta diffondendo con attacchi personali alla figura del presidente del Consiglio e con un clima di intidimidazione che, purtroppo, mi ricorda quello del mese di dicembre dello scorso anno, che poi porto’ all’attentato contro Berlusconi". Lo ha affermato il ministro degli Esteri, Franco Frattini, intervistato dal quotidiano online Affaritaliani.it:

"Voglio dire che il pericolo vero e’ che questa campagna elettorale sia completamente avvelenata da questo circuito aggressivo, che pone evidentemente i candidati ma anche gli esponenti politici del Popolo della Liberta’ in una situazione oggettivamente pericolosa. Perche’, a forza di istigare all’odio, poi c’e’ qualche pazzo che lo prende sul serio. Questo mi sembra l’elemento di maggiore riflessione che dovrebbe indurre veramente una reazione di rasserenamento, che purtroppo pero’ non puo’ partire unilateralmente e da una sola parte".

giovedì 11 marzo 2010

PdL: Una manifestazione di proposta e non di protesta

BONDI, LA RUSSA, VERDINI: Sarà una manifestazione di proposta e non di protesta

Riportiano la dichiarazione dei Coordinatori nazionali del Pdl, Sandro Bondi, Ignazio La Russa e Denis Verdini in relazione alla manifestazione del Pdl annunciata dal presidente Berlusconi.
“La manifestazione che stiamo organizzando, come preannunciato questa mattina anche dal Presidente Berlusconi, sarà squisitamente di proposta. Saranno presenti con Berlusconi tutti e 13 i candidati governatori per illustrare pubblicamente alcuni punti programmatici fondamentali e qualificanti che, in sinergia con il “governo del fare”, s’impegnano comunemente a realizzare nelle rispettive regioni. Alcuni organi di stampa, al contrario, hanno erroneamente attribuito alla programmata manifestazione un mero carattere di protesta, che è invece estraneo all’iniziativa”.


MOLES: Ancora piu' uniti sosteniamo Renata Polverini

"E’ il momento della compattezza, quello in cui occorre essere ancora piu’ uniti a sostegno di Renata Polverini. Questa e’ la rotta tracciata da Silvio Berlusconi e questo deve essere il nostro rinnovato impegno per unire le forze e conquistare il Lazio".
Lo ha affermato Giuseppe Moles, deputato del Pdl, che ha osservato come "l’espulsione della lista Pdl dalla provincia di Roma e’ senza dubbio grave, poiche’ non consente ai nostri elettori di votare liberamente e democraticamente i propri rappresentanti. Ma, comunque sia, il nostro impegno deve essere oggi assolutamente totale.
Un vero partito si dimostra infatti tale non quando le cose vanno bene, ma soprattutto di fronte alle difficolta’ e agli ostacoli. E cosi’ come Silvio Berlusconi ha tenuto ferma la barra del governo e del Paese in momenti di tempesta, adesso tutti noi dobbiamo, con ulteriore forte slancio, investire ogni nostra energia per raggiungere l’obiettivo di vincere, insieme a Renata Polverini nel Lazio, e nella altre regioni con tutti i nostri candidati".

BERLUSCONI: Vogliono impedirci di votare per il Pdl

"Come sapete si e’ cercato di estrometterci dal voto per le regionali in Lombardia, nella citta’ di Roma e nella sua provincia. Vogliono impedire a milioni di persone di votare per il Popolo della Liberta’. E’ un sopruso violento e inaccettabile, che in parte abbiamo respinto. A Milano, sia pure con un ritardo di una settimana, la nostra correttezza e’ stata pienamente riconosciuta. A Roma, invece, abbiamo subito una duplice ingiustizia.

Ai nostri incaricati, che erano presenti in orario nell’ufficio preposto, prima e’ stato impedito di consegnare le liste del Popolo della Liberta’ da coloro che hanno il dovere di ritirarle. Poi il Tribunale Amministrativo ha completato l’opera, respingendo non solo il nostro ricorso, ma anche l’invito che il Presidente della Repubblica aveva lanciato con una propria lettera, affinche’ il diritto di voto, attivo e passivo fosse garantito nei confronti di tutti i contendenti, compresa la maggiore forza politica in Italia: il Popolo della Liberta’. Cosi’ le elezioni del 28 e 29 marzo ci vedono contrapposti a una sinistra che, invece di misurarsi democraticamente con il voto, scende in piazza seminando menzogne, invidia e odio." Lo ha affermato Silvio Berlusconi in un passaggio del suo intervento per i Promotori della Libertà. Oggi, alle ore 12.30, il nostro presidente terra’ una conferenza stampa presso la sede del Popolo della Libertà in via dell’Umilta’ 36 a Roma.

BERLUSCONI: Ai nostri delegati impedita la presentazione delle liste
Riportiamo l’intervento di Silvio Berlusconi che durante una conferenza stampa in Via dell’Umiltà ha ricostruito i fatti relativi alla presentazione delle liste del PDL a Roma.

"Siamo qui per reagire alla assoluta disinformazione che è stata data al riguardo delle vicende inerenti le liste del Popolo della Libertà a Roma. Intendo fornire una ricostruzione fedele e incontroversibile dei fatti, depurati da tutte le versioni inveritiere ed interessate diffuse da certa stampa.

Dico subito che in quello che è accaduto non vi è stata alcuna responsabilità riconducibile ai nostri dirigenti e ai nostri funzionari. Dalla ricostruzione che mi accingo a farvi si evince con chiarezza che ai delegati Pdl del Lazio è stato impedito di presentare le liste con comportamenti ed atti ben precisi. I nostri rappresentanti si trovavano all’interno degli uffici ben prima del termine previsto. Infatti questa la cronistoria:

Ore 11,35: ingresso in tribunale dei presentatori della lista del Pdl, documentato dalla certificazione della registrazione all’ingresso del signor Giorgio Polesi + 3 persone delegate per la presentazione delle liste. (Allegato 1)
Ore 11,40 circa: arrivo davanti alla cancelleria (stanza 23, palazzina A), dei delegati presentatori, con relativa documentazione contenuta, per quanto attiene alle firme autenticate sotto le liste, in uno scatolone. Circostanza documentata da 3 dichiarazioni giurate (Laura Santarelli, giornalista Rai, Juri Antoniozzi e la prof.ssa Maria Marescotti), mediante verbale di assunzione di informazioni ai sensi dell’articolo 391 bis cpp. (Allegato 2)

Solo uno dei due presentatori del Pdl (così come richiesto dalla Forza pubblica per motivi di spazio), Giorgio Polesi, si pone materialmente in fila dietro la porta della Cancelleria, mentre l’altro, Alfredo Milioni, staziona nelle vicinanze.

Poco dopo le ore 12: un componente dell’Ufficio centrale circoscrizionale, di sesso maschile, esce dalla cancelleria e si limita a chiedere ad alta voce, a chi è ancora in attesa per presentare le liste, di alzare la mano. Giorgio Polesi, rappresentante del Pdl, alza la mano insieme ai rappresentanti delle altre liste in attesa. Nessuno dei membri del predetto Ufficio (e nemmeno delle Forze dell’ordine) verbalizza i nomi o, almeno, identifica i presentatori delle liste in attesa, come invece avviene normalmente in simili casi.


Ore 12,30 circa: mentre uno dei presentatori della lista Pdl, Giorgio Polesi, rimane in fila con tutta la documentazione, l’altro, Alfredo Milioni, che si è allontanato dalla vicinanza della porta della Cancelleria, fa ritorno con l’obiettivo di dare il cambio al collega che era in fila da un’ora. A questo punto, non appena i due sono insieme davanti alla porta della Cancelleria, viene inscenata una gazzarra da parte dei rappresentanti di altre liste, in particolare dei Radicali, senza mai mettere in dubbio la perdurante presenza del Pdl nella fila, con la scusa che fosse in corso un atto illegittimo di manomissione delle liste. Fatto non solo del tutto inesistente, ma anche materialmente impossibile, atteso che ogni eventuale modifica avrebbe dovuto riguardare anche i 248 atti separati, prestampati a macchina, contenuti nel contenitore appoggiato alla porta e pacificamente mai toccato, come risulta anche dai filmati messi in onda dagli stessi Radicali.

La gazzarra, a quel punto, costringeva i contendenti a spostarsi di qualche metro, anche per l’intervento della Forza pubblica che cercava di separare gli uni dagli altri. Poiché veniva impedito violentemente (in particolare dai Radicali, che si sdraiavano anche a terra) ai due rappresentanti del Pdl di riportarsi vicino alla documentazione lasciata dietro la porta della Cancelleria, Milioni e Polesi chiedevano alle Forze dell’ordine l’intervento di un magistrato dell’Ufficio. Cosa che avveniva.

Con loro grande sorpresa, il Presidente dell’Ufficio centrale circoscrizionale, dott. Durante, appoggiato dalla dott.ssa Anna Argento anziché ristabilire l’ordine e consentire anche ai delegati del Pdl la pacifica permanenza nella fila di attesa, decideva incredibilmente di escluderli, asserendo che si trovavano oltre una linea segnata sul pavimento e larga un centimetro che avrebbe avuto il significato di delimitare l’area di attesa, fino a quel momento mai definita in alcun modo, e comunque mai comunicata ai delegati interessati, che infatti circolavano liberamente.

Ore 12,40 circa: alle rimostranze dei due, la dott.ssa Argento, anziché motivare la decisione, prospettava vari argomenti del tutto infondati sulla parità tra le liste, piccole o grandi, che suscitava applausi e grida sguaiate di approvazione da parte dei Radicali.

A quel punto, veniva data disposizione alle Forze dell’ordine di impedire l’avvicinamento alla Cancelleria dei delegati della lista del Pdl inopinatamente “espulsi”. Il presidente Durante faceva solo allora formare un cordone di polizia e di carabinieri per delimitare l’area, mai prima di quel momento ufficialmente definita.

Vista la situazione, i due rappresentanti del Pdl chiedevano telefonicamente l’intervento del responsabile nazionale dell’ufficio elettorale del Pdl, on. avv. Ignazio Abrignani, che giunto subito sul posto poco prima delle 14, tentava inutilmente di far accettare comunque dall’Ufficio la presentazione della lista, anche con tutte le riserve del caso che l’Ufficio avesse voluto annotare, così come impongono le norme elettorali. Prima di lui erano arrivati i responsabili regionali del PdL on. Pallone e on. Sammarco, che avevano inutilmente fatto lo stesso tentativo.

Ore 14,10 circa: la Forza pubblica intimava a tutti i rappresentanti del Pdl, dietro disposizione dell’Ufficio, di allontanarsi definitivamente dall’area, invitandoli addirittura ad uscire dal Tribunale.

Ore 14 e 15 circa: convinto dell’arbitrarietà dell’intimazione, il responsabile elettorale del Pdl on. Abrignani insiste vigorosamente sull’inaccettabilità delle distinzioni dell’Ufficio ma viene chiamato dal prefetto di Roma, evidentemente informato dei fatti, che lo invita a desistere da ogni azione di forza tesa ad ottenere comunque l’ingresso in cancelleria. Il prefetto, nella conversazione telefonica con Abrignani, asserisce di aver avuto dal Presidente dell’Ufficio centrale circoscrizionale, dott. Durante, precisa assicurazione che tutto sarebbe stato sanato a seguito di un ricorso, che consigliava di presentare tempestivamente allo stesso Ufficio.

Il contenitore con la documentazione relativa alle firme continuava a rimanere davanti alla porta della Cancelleria, nell’area dove continuava ad essere impedito l’accesso ai delegati del Pdl.

Ore 17 circa: viene presentato il ricorso presso la stanza dell’Ufficio circoscrizionale. Nell’atto viene elencato il materiale contenuto nello scatolone (Allegato 3).

Ore 17,30 circa: è finalmente possibile recuperare lo scatolone, che viene consegnato dai Carabinieri, i quali altrimenti lo avrebbero depositato, a loro dire, nell’ufficio oggetti smarriti come ’res derelictae’, a seguito di istruzioni della dott.ssa Argento.

Ore 17,40 circa: dopo l’avvenuta presentazione del ricorso, il contenitore della documentazione (“lo scatolone”) viene definitivamente consegnato al piano superiore, presso il Comando dei Carabinieri del Tribunale, dov’è stato inventariato dettagliatamente, come risulta dal verbale di repertamento redatto dal Nucleo investigativo del Reparto operativo, VI sezione, appositamente intervenuto (Allegato 4). L’inventario corrisponde esattamente a quanto dai delegati indicato alle ore 17 nel ricorso. L’attesa dell’intervento del Reparto di cui sopra, non presente in Tribunale e chiamato appositamente dal ten. col. Fabrizio Di Simio, comandante del reparto Carabinieri del Tribunale, si è protratta per poco meno di due ore e solo alle 19 e 30, terminate le operazioni di inventario, veniva redatto il verbale sottoscritto dai delegati Polesi e Milioni, dall’on. Piso (coordinatore regionale del Pdl, successivamente intervenuto) e dall’on. Abrignani. E’ pertanto privo di ogni fondamento (ammesso che possa essere influente) il rilievo fatto dal Tar circa il tempo intercorso tra il prelevamento dei documenti presso la cancelleria e l’arrivo al piano superiore presso il Comando dei Carabinieri.

In conclusione, sin dalle ore 11 e 40 i rappresentanti del Pdl erano davanti alla cancelleria dell’Ufficio centrale circoscrizionale, dove sono rimasti ininterrottamente con la documentazione fino alla loro inopinata esclusione e alla gazzarra inscenata dai Radicali.

Ore 12.40 circa: la documentazione ripresentata questo lunedì, 8 marzo, è necessariamente e documentatamene la stessa che era in possesso dei delegati del Pdl all’ingresso in tribunale. E’ stato frutto di un marchiano errore da parte dell’Ufficio circoscrizionale il non aver registrato gli arrivi entro le ore 12 dei presentatori delle liste in attesa.

E’ sicuramente, a nostro avviso, frutto di una decisione grave avere impedito (eventualmente con qualsiasi annotazione di riserva) la presentazione della lista Pdl con motivazioni non condivisibili e prive di fondamento giuridico.

E’ inoltre del tutto difforme dal vero quanto affermato su alcuni quotidiani, secondo i quali fino alle ore 20 successive alla predetta esclusione nessuno del Pdl si sia presentato in cancelleria, come risulta invece per “tabulas” dal ricorso presentato alle ore 17 e come possono documentare gli stessi rappresentanti delle Forze dell’ordine, e che avevano impedito l’ingresso in cancelleria prima di quell’ora proprio su ordine dell’Ufficio.

Sia detto infine incidentalmente che i rilievi del Tar sono privi di pregio anche relativamente alla asserita inapplicabilità del Decreto Legge interpretativo, atteso che la norma regionale del Lazio richiama espressamente la norma nazionale oggetto del Decreto Legge, che andava quindi in concreto applicata dal Tar, secondo la successiva interpretazione autentica. Ma su questo intendo intervenire prossimamente attraverso una conferenza stampa da Palazzo Chigi.

Stampato dal sito www.ilpopolodellaliberta.it
11 Marzo 2010

martedì 9 marzo 2010

PdL I candidati alla Regione Lazio

ELEZIONI AMMINISTRATIVE 2010: CANDIDATI ALLA REGIONE LAZIO


23 febbraio 2010 ore 15:09


CANDIDATO ALLA PRESIDENZA

Renata Polverini



CIRCOSCRIZIONE DI FROSINONE


1) Mario Abbruzzese

2) Sandro De Gasperis

3) Angelo D’Ovidio

4) Franco Fiorito

5) Adriano Roma

CIRCOSCRIZIONE DI LATINA

1) Claudio Fazzone

2) Romolo Del Balzo

3) Lilli D’Ottavi

4) Stefano Galetto

5) Giovanni Di Giorgi

CIRCOSCRIZIONE DI RIETI

1) Antonio Cicchetti

2) Michele Nicolai

CIRCOSCRIZIONE DI ROMA




CIRCOSCRIZIONE DI VITERBO

1) Francesco Battistoni

2) Simonetta Badini

3) Giancarlo Gabbianelli


LISTA REGIONALE (PREMIO DI MAGGIORANZA)

1) Lidia Nobili

2) Giancarlo Miele

3) Pier Ernesto Irmici

4) Carlo De Romanis

5) Gina Cetrone

6) Veronica Cappellaro

7) Francesco Pasquali

8) Isabella Rauti

9) Anna Lisa D’Aguanno

10) Chiara Colosimo

11) Roberto Carlino

12) Rodolfo Gigli

13) Francesco Carducci

14) Alessandro Mandarelli

PdL presenta la lista per il Lazio

ABRIGNANI: Abbiamo presentato la lista del Pdl in Lazio
"Abbiamo depositato la lista e, contestualmente ad essa, la documentazione contenuta nel pacco che avevamo consegnato ai carabinieri".

Lo ha affermato Ignazio Abrignani, responsabile elettorale del Pdl, uscendo dal tribunale di Roma. Abrignani ha aggiunto anche di aver "depositato una istanza con delle note che accertano la presenza di rappresentanti del Pdl, il 27 febbraio prima delle 12, nell’aula di giustizia. In base al decreto, abbiamo dimostrato il nostro diritto a presentare la lista". Abrignani ha poi risposto indirettamente al senatore dell’Idv Stefano Pedica e al legale del Pd, Luigi Petrucci, che chiedevano conto del fatto che fossero stati i Carabinieri ad avere in custodia il plico con la documentazione: "Il pacco e’ stato preso in custodia perche’ era stato lasciato nell’area antistante l’aula di giustizia il 27 febbraio scorso. Lo abbiamo consegnato ai carabinieri per attestare con certezza che nessuno di noi ha aggiunto una firma o ha spostato qualcosa. Oggi, con gli stessi sigilli, e’ stato ripreso e consegnato all’ufficio centrale. Abbiamo percio’ ripresentato la documentazione che gia’ avevamo il 27 febbraio".

VERDINI: Tar e Ufficio circoscrizionale seguono strade diverse

"Al di la’ dei passi legali che il Pdl compira’ presso il Consiglio di Stato per vedere tutelato il suo diritto a partecipare alle elezioni Regionali del Lazio, registriamo che due organi hanno seguito strade diverse. Mentre il Tar, con una decisione che e’ solo cautelare (visto che entrera’ nel merito solo a maggio), ha deciso di considerare inefficace il decreto legge interpretativo entrato in vigore sabato, l’ufficio centrale circoscrizionale presso il tribunale ha invece seguito la via ordinaria di applicare una legge dello Stato, permettendo ai nostri delegati di presentare questa mattina la lista provinciale di Roma.

Siamo dunque convinti che domani mattina la nostra lista sara’ ammessa alla competizione elettorale, come lo stesso presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha auspicato, sottolineando che non e’ sostenibile l’esclusione dalle elezioni della lista del maggior partito politico di governo". Lo ha dichiarato Denis Verdini, coordinatore del Pdl.

BOCCHINO: Il Tar non ha tenuto conto di una sentenza della Consulta del 2003
"La decisione del Tar del Lazio di non applicare il decreto legge approvato la scorsa settimana dal governo non ha tenuto conto della sentenza della Corte Costituzionale 303 del 2003 che ha riconosciuto allo Stato il potere di legiferare anche quando le Regioni l’abbiano a loro volta gia’ fatto in materia di legislazione concorrente, cosi’ com’e’ la materia elettorale".

Lo ha affermato Italo Bocchino, presidente vicario del Gruppo Pdl alla Camera. "Secondo la Consulta lo Stato puo’ intervenire se c’e’ la necessita’ di evitare il rischio della ’ineffettivita’ delle pubbliche funzioni. Solo la Corte, quindi, puo’ valutare l’ammissibilita’ dell’intervento statale e il Tar non puo’ disapplicare la legge".

LUPI: Parte della magistratura minaccia la democrazia
"Il Csm ha ragione: la democrazia nel nostro Paese e’ in pericolo. Ma il problema non e’ Silvio Berlusconi. A minacciare la nostra democrazia e’ quella parte della magistratura che da 16 anni, piegando la legge ai propri obiettivi, mette in atto una persecuzione giudiziaria nei confronti di chi, grazie alla democratica espressione del voto, e’ pienamente legittimato a governare l’Italia."

Lo ha dichiarato Maurizio Lupi, vice presidente Pdl della Camera dei deputati, che ha sottolineato:" A metterla in pericolo sono quei giudici che, escludendo la lista nel Pdl nel Lazio, si stanno assumendo la responsabilita’ di impedire che 6 milioni di italiani possano esprimere la loro volonta’ in una regolare contesa eletto


CAPEZZONE: Il CSM si crede ormai una "Terza Camera"
"I membri del Csm non devono sorprendersi se tutte le rilevazioni attestano livelli elevatissimi di sfiducia da parte dei cittadini nella magistratura. Prese di posizione come quella di oggi confermano l’opinione di tanti italiani sul carattere sempre piu’ politicizzato di settori della magistratura. C’e’ da chiedersi se il Csm non si ritenga, ormai, una sorta di ’Terza Camera’ titolata a muoversi come soggetto politico".

Lo ha dichiarato Daniele Capezzone, portavoce del Pdl. "Tutto cio’ e’ assurdo e sarebbe impensabile nel resto dei Paesi occidentali. Se ci sono magistrati che vogliono fare politica, si dimettano dai loro attuali incarichi, si facciano votare democraticamente dai cittadini, e poi avranno titolo per muoversi come soggetti politici. A mettere a rischio la democrazia, semmai, sono proprio coloro che, indossando la toga, parlano come se fossero esponenti di parte o di fazione. Ma ormai, per troppi di costoro, Silvio Berlusconi e’ un nemico, anzi un’ossessione".

giovedì 4 marzo 2010

IL P.d.L. IN PIAZZA DIFENDE IL DIRITTO DI VOTO

DIRITTO DI VOTO: Perché il Popolo della Libertà va in piazza

Perché il Popolo della Libertà va in piazza per difendere il diritto di voto in Lombardia e Lazio? Perché, oltre a percorrere tutte le vie della giustizia amministrativa, non è illogico pensare ad una soluzione politica concordata?

Per capire la portata di quello che sarebbe diversamente un durissimo colpo, un colpo senza precedenti, inferto alla democrazia, basta guardare a che cosa rappresentano queste due regioni.

Con 9,8 milioni di abitanti la Lombardia è la più popolosa, ricca e dinamica regione d’Italia. Con 5,6 milioni di abitanti il Lazio è, assieme alla Campania, la seconda regione più popolata. Se si andasse al voto privando il centrodestra dei suoi candidati e delle sue liste, 15 milioni e mezzo di cittadini, un terzo del corpo elettorale chiamato alle urne alle Regionali, resterebbe privo di una rappresentanza politica e amministrativa vera.

Il Lazio è la regione della Capitale, la Lombardia quella del capoluogo economico e produttivo. Nelle due regioni assieme si crea la metà della ricchezza del Paese e c’è la più alta concentrazione di eventi sociali, culturali, turistici.

E’ possibile far svolgere elezioni così monche? D’accordo, c’è il rispetto delle regole formali e ci si appella, per la presentazione delle liste del PdL nel Lazio, ad un presunto e controverso ritardo di alcuni minuti. Quanto alle candidature a governatore in Lazio e Lombardia, siamo alle prese con i criteri di convalida di una parte minima delle firme (nel Lazio di una firma).

Vedremo come si pronunceranno i Tar ed eventualmente il Consiglio di Stato. Ma al tempo stesso, siccome è stato detto che in questi casi "la forma è la sostanza", ci domandiamo dov’è la forma e dove la sostanza.

Le libere elezioni sono la base e la quintessenza della democrazia. Privare del diritto di scelta un terzo degli elettori, un quarto del Paese, e le due principali regioni e metropoli italiane, è un fatto di forma o di sostanza?

Qui siamo di fronte ad un fatto di sostanza che non ha precedenti nel mondo occidentale. Escludere dal voto un terzo di chi ne ha diritto, e tutti della stessa parte politica, avrebbe conseguenze devastanti per la nostra credibilità democratica e per il sistema politico interno. Governerebbe chi non ne ha il diritto, nelle due aree d’Italia più strategiche.

Su questo si deve ragionare, avendo il PdL già ammesso errori e disattenzioni laddove ci sono stati. E’ il momento però che questa vicenda esca dalla sfera del folklore politico (che esiste da quando esistono i partiti e la democrazia, e c’è dappertutto), per salire ad un livello di considerazione più alto.

Le istituzioni, le forze politiche compresa l’opposizione, gli stessi organi d’informazione non possono non rendersene conto. Non può non renderserne conto chiunque abbia a cuore la democrazia.


PODESTA': Dalla Corte d'Appello di Milano comportamento contra legem


"Per quanto riguarda la Lombardia, il comportamento irrituale dell’Ufficio centrale regionale della Corte d’Appello di Milano ha creato una procedura palesemente contra legem"

Lo ha affermato il coordinatore del Pdl della Lombardia Guido Podesta’, che ha illustrato le fasi di deposito delle liste con l’ammissione delle stesse, contestando quindi la legittimita’ del ricorso in quanto "gli unici soggetti legittimati a ricorrere sono i delegati della lista alla quale si riferisce la decisione di esclusione della lista o di candidati".

Secondo Podesta’ c’e’ stato anche un "fatto del tutto straordinario" in quanto i magistrati dell’Ufficio centrale regionale "hanno consentito ai rappresentati della lista radicale l’accesso agli atti delle liste Pdl lasciando cosi’ nelle loro mani - senza avvisarci e senza, quindi, consentire la nostra presenza - il materiale elettorale che era stato consegnato da parte nostra all’Ufficio stesso. E’ evidente che tale situazione possa aver comportato il rischio di alterazioni della documentazione". "Rivolgendomi agli amici del Club della Liberta’ - ha concluso - ricordo che le procedure di raccolta delle autentiche delle firme sono state eseguite con la consueta passione e professionalita’ da quelle stesse persone che, negli ultimi 15 anni, hanno curato la presentazione delle liste a livello nazionale, europeo, regionale, provinciale e locale. Persone che con il loro impegno quotidiano hanno contribuito a far grande il nostro movimento".

CICCHITTO: Con il no a Formigoni e al Pdl Lazio le elezioni sono falsate

"I ricorsi respinti sia della lista Formigoni, sia di quella provinciale del PdL del Lazio per Renata Polverini insieme all’accettazione della lista di disturbo a Cota in Piemonte, dimostrano che queste elezioni corrono il rischio di essere falsate con conseguenze gravissime per la nostra democrazia.

Altro che dilettanti allo sbaraglio. Mi auguro comunque che le liste sia della Lombardia sia del Lazio possano essere recuperate ad altro livello di giurisdizione. C’e’ sempre la fiducia che esista un giudice a Berlino". Lo ha dichiarato Fabrizio Cicchitto, presidente dei deputati del Pdl.

martedì 2 marzo 2010

Il golpe dell'esclusione delle liste del PdL

BONIVER: L'esclusione della lista del Pdl in Lazio ha un sapore vagamente golpista
"Non si e’ mai vista una vicenda simile come quella della mancata presentazione delle liste del Pdl a Roma.
Sospetto che non sia solo materia per civilisti ma si tratti di un episodio ben piu’ grave di teppismo politico al limite dell’eversione. Confido che si trovi una soluzione giusta perche’ l’esclusione del partito di maggioranza relativa e’ inaudita e vagamente golpista". Lo ha affermato Margherita Boniver, deputato del Pdl e presidente del Comitato Schengen.

ABRIGNANI: Il Pdl presenterà ricorso in Appello per le liste escluse


Nessuna rassegnazione, sulle liste Pdl sara’ ancora battaglia. Dopo la bocciatura della sua lista romana alla regionali del Lazio, il Pdl convoca una conferenza stampa al comitato elettorale di Renata Polverini in via Imbriani, e promette il ricorso amministrativo. La candidata del centrodestra fa appello al capo dello Stato Giorgio Napolitano perche’ "garantisca a tutti i cittadini, anche quelli del Pdl, di esprimere il proprio voto". A indicare i prossimi passi e’ Ignazio Abrignani, responsabile elettorale del Pdl nazionale: lunedì il partito presentera’ "ricorso all’ufficio centrale regionale presso la Corte d’appello e mercoledi’ dovremmo avere gia’ delle risposte". Intanto si annuncia anche il ricorso al Tar e al Consiglio di Stato. In caso di respingimento del ricorso da parte della Corte d’appello "il Tar -ha spiegato sempre Abrignani- dovrebbe fissare un’udienza nel giro di una settimana". Dunque "non ci sara’ bisogno" di rinviare le elezioni, precisando anche che "e’ stato costituito un gruppo di avvocati insieme a un penalista, Grazia Volo", rimarcando la linea che si sostiene in casa Pdl sulla presentaziuone delle liste: "Un nostro delegato si e’ allontanato per due minuti. Siamo stati lesi in pieno. Non ci fermeremo finche’ non avremo giustizia".

"Gli uffici non possono impedire la presentazione delle liste -ha detto Abrignani- Dietro questo impedimento stiamo valutando azioni penalmente rilevanti e non ci fermeremo finche’ non avremo avuto giustizia". E’ invece il coordinatore del Pdl del Lazio, Vincenzo Piso ad annunciare che "il 4 faremo una grande mobilitazione di popolo contro chi vuole escludere il nostro partito dalle elezioni regionali". Nel corso della conferenza stampa, e’ stato distribuito un documento in cui si riepilogano le vicende di sabato: "Intorno alle 11 e 25 i nostri delegati di lista, Giorgio Polesi e Alfredo Milioni, entravano nel tribunale di piazzale Clodio per consegnare agli uffici preposti la documentazione e la connessa lista provinciale di Roma del Pdl. Intorno alle 12 e 35 Milioni si e’ avvicinato a Polesi per dargli il cambio all’interno dell’area delimitata e a quel punto alcuni soggetti che erano all’interno della stessa, urlando in maniera scomposta e invocando non meglio precisati brogli, creavano un forte clima di tensione e confusione. Al seguito del parapiglia i nostri due rappresentanti, venivano a trovarsi per pochi minuti al di fuori dell’area circoscritta. Il caos venutosi a creare determinava l’intervento del presidente della Commissione elettorale il quale dava indicazione alle forze dell’ordine di bloccare l’accesso a chiunque. Nel contempo, alcune persone, rappresentanti di liste contrapposte politicamente al Pdl, si sdraiavano per terra per impedire ai nostri rappresentanti di rientrare all’interno dell’area preposta per la presentazione delle liste". "La documentazione, rimasta nel suo originale posizionamento sotto la visione delle forze dell’ordine nella serata di ieri e’ stata recuperata, sigillata e consegnata al comando dei carabinieri del tribunale di piazzale Clodio".

VERDINI: I delegati del Pdl di Roma hanno presentato le liste in orario

"Al di la’ delle polemiche pretestuose e strumentali da parte di chi ha la consapevolezza di perdere le elezioni nella Regione Lazio e cerca ogni pretesto, al di fuori delle regole, per vincere la partita nell’unico modo possibile, cioe’ senza che l’altra squadra scenda in campo, in questa vicenda della lista proporzionale della Provincia di Roma valgono solo i fatti. E i fatti hanno accertato, oltre ogni dubbio, che i delegati del Pdl erano all’interno del Tribunale almeno mezzora prima della scadenza dei termini, senza mai uscire dagli uffici".

Lo ha affermato Denis Verdini, coordinatore nazionale del Pdl, a proposito dell’esclusione della lista provinciale del Pdl.

"Si sono solo allontanati dalla stanza per pochi minuti per poi essere ostacolati al rientro da rappresentanti delle forze politiche avverse che volevano impedire la presentazione delle liste. Prova ne e’ che gran parte dei documenti e’ rimasta sempre all’interno della stanza. Quindi, ci aspettiamo che gli organi preposti riconoscano i fatti e permettano l’integrazione dei documenti mancanti, impedita da un comportamento antidemocratico dei rappresentanti radicali. Non chiediamo nessun favore ma solo il riconoscimento dei fatti e dei nostri diritti. Ci aspettiamo di conseguenza, dalle altre forze politiche, un leale comportamento. Se tutto cio’, infatti, fosse capitato a parti invertite, saremmo gia’ in presenza di uno sciopero della fame e della sete da parte del duo Pannella-Bonino pronti a protestare contro la lesione della democrazia che impedisce al principale partito italiano di partecipare alle elezioni".