BERGAMINI: Frattini ha fatto bene a minacciare il veto se passa il nuovo patto di stabilita'
"L’Ue non puo’ fare i conti senza l’Italia e senza questo governo. Bene ha fatto il ministro Frattini a minacciare il veto contro il nuovo patto di stabilita’, qualora non tenesse in considerazione la nostra posizione sul debito aggregato: i parametri dell’Unione, in un periodo di cosi’ alta speculazione sui debiti sovrani, devono necessariamente comprendere il risparmio privato e l’effettiva ricchezza delle nazioni".
Lo ha affermato Deborah Bergamini, parlamentare e presidente della Consulta Esteri del Pdl, sulle minacce di veto italiane espresse contro il nuovo patto di stabilita’ europeo in dirittura di arrivo giovedi’, al consiglio dei ministri degli Esteri Ue. "Su questo accordo non sono in gioco solo gli interessi degli Italiani, da sempre parsimoniosi risparmiatori; il governo italiano sta alzando la voce per obbligare l’Europa ad un modello di governance piu’ forte, meno esposto agli attacchi dell’alta finanza, e attento alle esigenze dell’economia reale. Pretendiamo regole comuni in grado di rilanciare le crescita dell’intero Continente. Sono convinta che Francia e Germania rifletteranno con attenzione sulle parole del ministro Frattini".
mercoledì 16 giugno 2010
Lo status di collaboratore di Giustizia negato a Spatuzza
QUAGLIARIELLO: La sorpresa per Spatuzza e' spiegata con l'assuefazione agli abusi
"Il fatto che la rigorosa e lineare applicazione della legge sui collaboratori di giustizia da parte della competente commissione del ministero dell’Interno stia suscitando tanta sorpresa e tanta indignazione, quasi che si trattasse di un evento clamoroso e addirittura sconcertante, la dice lunga sul grado di assuefazione che anni di abusi e forzature interpretative hanno generato rispetto alla sistematica violazione delle norme". Lo ha affermato Gaetano Quagliariello, vicecapogruppo vicario del Pdl al Senato.
"Il termine dei 180 giorni e’ stato fissato dal legislatore anche per preservare la stessa credibilita’ di uno strumento investigativo tanto delicato dall’inevitabile sospetto che le dichiarazioni a rate da parte dei pentiti possano perseguire fini diversi dall’accertamento della verita’. Pericolo, questo, ancor piu’ evidente in presenza di persone che sembrano alternare utili contributi conoscitivi su alcune vicende e conclamate farneticazioni su altre, quasi che si volesse -per ragioni che andrebbero approfondite- conquistare una patente di credibilita’ da spendere poi sotto altri e discutibili riflettori. Il ministero dell’Interno si e’ limitato ad applicare una legge troppo a lungo ignorata, e il fatto che questo appaia come l’eccezione e non la regola e’ assai eloquente.
Tra l’altro, come ha ribadito il sottosegretario Mantovano, la non sussistenza dei requisiti per il riconoscimento dello status di collaboratore di giustizia e dei relativi benefici nei confronti di Gaspare Spatuzza, non preclude la possibilita’ di utilizzare in sede giudiziaria le sue dichiarazioni che dovessero essere ritenute fondate. E, sia detto per inciso, proprio il ruolo di Spatuzza rispetto alle indagini e ai processi per la strage di via D’Amelio e alle dichiarazioni di altri e precedenti pentiti dovrebbe indurre nei fautori del pentitismo a oltranza qualche riflessione critica sull’impiego che in passato e’ stato fatto dei collaboratori di giustizia. In ogni caso, non ci sorprende che la semplice applicazione della legge abbia scatenato le ire di una opposizione evidentemente ancora tentata dall’uso politico della giustizia. Ma e’ grave che al coro di dichiarazioni ben al di sopra della soglia della civilta’ si siano uniti magistrati che, per la delicatezza delle indagini loro affidate, dovrebbero essere i primi a non smarrire il senso della misura. Ad Alfredo Mantovano tutta la mia solidarieta’".
SANTELLI: Le dichiarazioni del procuratore Lari sul caso Spatuzza sono indecorose
"Sulla decisione da parte del Viminale, che ha negato l’inserimento di Spatuzza nel programma di protezione, trovo sinceramente indecoroso il modo in cui, con le sue dichiarazioni, il procuratore Lari suggerisce l’accostamento tra intimidazioni mafiose e politica, in particolare con il Ministero dell’Interno. Oggi e’ stato toccato uno dei livelli piu’ bassi che si possa raggiungere nel rapporto verso le istituzioni.
Un conto e’ fare delle osservazioni o non concordare con le decisioni assunte, altro e’ muovere insinuazioni cosi’ gravi, specialmente nei confronti di una persona autorevole e rispettabile come il Sottosegretario Mantovano". Così si e’ espressa Jole Santelli, vicecapogruppo Pdl alla Camera.
"Il fatto che la rigorosa e lineare applicazione della legge sui collaboratori di giustizia da parte della competente commissione del ministero dell’Interno stia suscitando tanta sorpresa e tanta indignazione, quasi che si trattasse di un evento clamoroso e addirittura sconcertante, la dice lunga sul grado di assuefazione che anni di abusi e forzature interpretative hanno generato rispetto alla sistematica violazione delle norme". Lo ha affermato Gaetano Quagliariello, vicecapogruppo vicario del Pdl al Senato.
"Il termine dei 180 giorni e’ stato fissato dal legislatore anche per preservare la stessa credibilita’ di uno strumento investigativo tanto delicato dall’inevitabile sospetto che le dichiarazioni a rate da parte dei pentiti possano perseguire fini diversi dall’accertamento della verita’. Pericolo, questo, ancor piu’ evidente in presenza di persone che sembrano alternare utili contributi conoscitivi su alcune vicende e conclamate farneticazioni su altre, quasi che si volesse -per ragioni che andrebbero approfondite- conquistare una patente di credibilita’ da spendere poi sotto altri e discutibili riflettori. Il ministero dell’Interno si e’ limitato ad applicare una legge troppo a lungo ignorata, e il fatto che questo appaia come l’eccezione e non la regola e’ assai eloquente.
Tra l’altro, come ha ribadito il sottosegretario Mantovano, la non sussistenza dei requisiti per il riconoscimento dello status di collaboratore di giustizia e dei relativi benefici nei confronti di Gaspare Spatuzza, non preclude la possibilita’ di utilizzare in sede giudiziaria le sue dichiarazioni che dovessero essere ritenute fondate. E, sia detto per inciso, proprio il ruolo di Spatuzza rispetto alle indagini e ai processi per la strage di via D’Amelio e alle dichiarazioni di altri e precedenti pentiti dovrebbe indurre nei fautori del pentitismo a oltranza qualche riflessione critica sull’impiego che in passato e’ stato fatto dei collaboratori di giustizia. In ogni caso, non ci sorprende che la semplice applicazione della legge abbia scatenato le ire di una opposizione evidentemente ancora tentata dall’uso politico della giustizia. Ma e’ grave che al coro di dichiarazioni ben al di sopra della soglia della civilta’ si siano uniti magistrati che, per la delicatezza delle indagini loro affidate, dovrebbero essere i primi a non smarrire il senso della misura. Ad Alfredo Mantovano tutta la mia solidarieta’".
SANTELLI: Le dichiarazioni del procuratore Lari sul caso Spatuzza sono indecorose
"Sulla decisione da parte del Viminale, che ha negato l’inserimento di Spatuzza nel programma di protezione, trovo sinceramente indecoroso il modo in cui, con le sue dichiarazioni, il procuratore Lari suggerisce l’accostamento tra intimidazioni mafiose e politica, in particolare con il Ministero dell’Interno. Oggi e’ stato toccato uno dei livelli piu’ bassi che si possa raggiungere nel rapporto verso le istituzioni.
Un conto e’ fare delle osservazioni o non concordare con le decisioni assunte, altro e’ muovere insinuazioni cosi’ gravi, specialmente nei confronti di una persona autorevole e rispettabile come il Sottosegretario Mantovano". Così si e’ espressa Jole Santelli, vicecapogruppo Pdl alla Camera.
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Giustizia
Lega: Ambulanti irregolari evasori fiscali
La Lega torna ad attaccare l'immigrazione clandestina e lo fà con un intervento del Presidente della Regione Veneto , Luca Zaia ''Esprimo il mio plauso alla mozione presentata oggi dai Deputati della Lega Nord alla Camera, che potra' servire a dare un giro di vite a un fenomeno dilagante nel tessuto economico delle nostre citta': l'evasione fiscale degli ambulanti; un fenomeno che negli ultimi anni e' aumentato notevolmente. Si tratta di misure concrete contro chi non rispetta le regole e non paga le tasse, danneggiando tutti quei commercianti che ogni giorno lavorano in modo onesto e senza uscire dall'alveo della legalita''', ha dichiarato il Presidente Zaia, riguardo alla mozione presentata alla Camera dei Deputati dal capogruppo Marco Reguzzoni e dai deputati della Lega Nord . L'obiettivo dichiarato è di colpire l'evasione fiscale e contributiva del commercio ambulante, troppo spesso rappresentato, da immigrati di origine cinese.
''Nello specifico - ha specificato Zaia - la presentazione del Durc (Documento unico di regolarita' contributiva) deve diventare, come indicato nella mozione, una condizione imprescindibile per poter esercitare l'attivita' del commercio. Uno strumento di controllo efficace e diretto per contrastare l'evasione fiscale tra gli ambulanti''.
''In un difficile momento di crisi come quello che sta colpendo l'economia - ha proseguito l'esponente della Lega Nord - i nostri commercianti, che devono gia' affrontare un'emorragia di consumi, non possono far fronte anche alla concorrenza sleale degli ambulanti irregolari, non di rado stranieri, che svolgono la loro attivita' ignorando deliberatamente le regole''.
''La legalita' e' un principio inderogabile su cui non intendiamo fare sconti - ha sottolineato il Presidente delo Veneto - e serve a tutelare i nostri consumatori e quei commercianti, anche stranieri, che lavorano in modo onesto e responsabile''.
''Nello specifico - ha specificato Zaia - la presentazione del Durc (Documento unico di regolarita' contributiva) deve diventare, come indicato nella mozione, una condizione imprescindibile per poter esercitare l'attivita' del commercio. Uno strumento di controllo efficace e diretto per contrastare l'evasione fiscale tra gli ambulanti''.
''In un difficile momento di crisi come quello che sta colpendo l'economia - ha proseguito l'esponente della Lega Nord - i nostri commercianti, che devono gia' affrontare un'emorragia di consumi, non possono far fronte anche alla concorrenza sleale degli ambulanti irregolari, non di rado stranieri, che svolgono la loro attivita' ignorando deliberatamente le regole''.
''La legalita' e' un principio inderogabile su cui non intendiamo fare sconti - ha sottolineato il Presidente delo Veneto - e serve a tutelare i nostri consumatori e quei commercianti, anche stranieri, che lavorano in modo onesto e responsabile''.
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Economia
venerdì 11 giugno 2010
I LIMITI ALL'USO IMPROPRIO DELLE INTERCETTAZIONI DIFFAMATORIE
INTERCETTAZIONI: Il testo votato dal Senato
11 giugno 2010 ore 17:06 Oggi si realizza un punto del programma. Noi consentiamo l’uso della intercettazioni impedendone l’abuso". E’ la soddisfazione espressa dal ministro della Giustizia Angelino Alfano dopo l’approvazione in Senato del disegno di legge sulle intercettazioni.
Il ddl, ha evidenziato Alfano, "e’ stato in Parlamento due anni, ripeto due anni, e questo e’ un tempo congruo perche’ tutte le forze politiche possano determinarsi nel merito delle proprie scelte". Il disegno di legge, ha ricordato il ministro, "proveniva dalla Camera dove con il voto segreto era stato approvato con una maggioranza piu’ ampia della maggioranza, cioe’ aveva ricevuto numerosi voti dell’opposizione".
Dal limite dei 75 giorni alle sanzioni per gli editori e i giornalisti, ecco i punti salienti del disegno di legge che ha avuto il via libera del Senato con il voto di fiducia.
Limiti
Intercettazioni possibili solo per i reati puniti con piu’ di cinque anni. Contempla i reati contro la Pubblica amministrazione e lo stalking. I telefoni possono essere messi sotto controllo per 75 giorni al massimo. Se c’e’ necessita’, vengono concessi altri tre giorni prorogabili di volta in volta. Per i reati piu’ gravi (mafia, terrorismo, omicidio ecc.) le intercettazioni sono possibili per 40 giorni, piu’ altri venti prorogabili.
Divieti e sanzioniGli atti delle indagini in corso possono essere pubblicati non tra virgolette ma con un riassunto. Gli editori che li pubblicano in modo testuale rischiano fino a 300mila euro di multa. Le intercettazioni sono off limits per la stampa fino a conclusione delle indagini: per gli editori che sgarrano ci sono 300 mila euro di multa, che salgono a 450mila euro se si tratta di intercettazioni di persone estranee ai fatti. Colpiti anche i giornalisti: fino a 30 giorni di carcere o una sanzione fino a 10.000 euro se pubblicano intercettazioni durante le indagini o atti coperti da segreto.
Cimici
Niente piu’ microfoni piazzati in casa o in auto per registrare le conversazioni degli indagati. Le intercettazioni saranno consentite al massimo per tre giorni, prorogabili di altri tre.
Pubblici Ministeri
Se il responsabile dell’inchiesta passa alla stampa atti coperti dal segreto d’ufficio e semplicemente va in tv a parlare dell’inchiesta puo’ essere sostituito dal capo del suo ufficio.
Talpe
Chi passa alla stampa intercettazioni o atti coperti dal segreto istruttorio rischia da uno a sei anni di carcere.
Noma transitoria
Le nuove regole si applicano ai processi in corso. Quindi, anche se erano gia’ state autorizzate intercettazioni con le vecchie regole, dovra’ essere applicato il tetto dei 75 giorni.
Riprese
Sulle riprese tv per i processi decide il presidente della corte d’appello, che può autorizzarle anche se non c’e’ il consenso delle parti.
Iene, Striscia, Report
Le registrazione carpite di nascosto sono permesse ai giornalisti professionisti e pubblicisti. Possono essere realizzate anche se c’e’ in ballo l’interesse dello Stato oppure per dirimere controversie giudiziarie. Negli altri casi, carcere da uno a quattro anni.
Clero
Se nelle intercettazioni finisce un sacerdote bisogna avvertire la discesi; se l’intercettato e’ un vescovo il pm deve avvertire la segreteria di Stato vaticana.
BONDI: La campagna mediatica sulle intercettazioni tradisce la Costituzione
"Deve essere chiaro che la campagna mediatica e politica in corso, tanto piu’ schiacciante quanto piu’ lontana dal senso comune dei cittadini, tradisce la nostra Costituzione, contrasta con i principi fondamentali del liberalismo accettati in tutto il mondo democratico e occidentale, ha lo scopo di mantenere una delle anomalie piu’ vergognose in vigore solo in Italia".
Lo ha affermato Sandro Bondi, coordinatore nazionale del Pdl, che ha commentato l’approvazione al Senato della legge sulle intercettazioni: "Dopo l’approvazione della legge che disciplina l’uso delle intercettazioni siamo un Paese piu’ moderno, piu’ civile e piu’ europeo".
11 giugno 2010 ore 17:06 Oggi si realizza un punto del programma. Noi consentiamo l’uso della intercettazioni impedendone l’abuso". E’ la soddisfazione espressa dal ministro della Giustizia Angelino Alfano dopo l’approvazione in Senato del disegno di legge sulle intercettazioni.
Il ddl, ha evidenziato Alfano, "e’ stato in Parlamento due anni, ripeto due anni, e questo e’ un tempo congruo perche’ tutte le forze politiche possano determinarsi nel merito delle proprie scelte". Il disegno di legge, ha ricordato il ministro, "proveniva dalla Camera dove con il voto segreto era stato approvato con una maggioranza piu’ ampia della maggioranza, cioe’ aveva ricevuto numerosi voti dell’opposizione".
Dal limite dei 75 giorni alle sanzioni per gli editori e i giornalisti, ecco i punti salienti del disegno di legge che ha avuto il via libera del Senato con il voto di fiducia.
Limiti
Intercettazioni possibili solo per i reati puniti con piu’ di cinque anni. Contempla i reati contro la Pubblica amministrazione e lo stalking. I telefoni possono essere messi sotto controllo per 75 giorni al massimo. Se c’e’ necessita’, vengono concessi altri tre giorni prorogabili di volta in volta. Per i reati piu’ gravi (mafia, terrorismo, omicidio ecc.) le intercettazioni sono possibili per 40 giorni, piu’ altri venti prorogabili.
Divieti e sanzioniGli atti delle indagini in corso possono essere pubblicati non tra virgolette ma con un riassunto. Gli editori che li pubblicano in modo testuale rischiano fino a 300mila euro di multa. Le intercettazioni sono off limits per la stampa fino a conclusione delle indagini: per gli editori che sgarrano ci sono 300 mila euro di multa, che salgono a 450mila euro se si tratta di intercettazioni di persone estranee ai fatti. Colpiti anche i giornalisti: fino a 30 giorni di carcere o una sanzione fino a 10.000 euro se pubblicano intercettazioni durante le indagini o atti coperti da segreto.
Cimici
Niente piu’ microfoni piazzati in casa o in auto per registrare le conversazioni degli indagati. Le intercettazioni saranno consentite al massimo per tre giorni, prorogabili di altri tre.
Pubblici Ministeri
Se il responsabile dell’inchiesta passa alla stampa atti coperti dal segreto d’ufficio e semplicemente va in tv a parlare dell’inchiesta puo’ essere sostituito dal capo del suo ufficio.
Talpe
Chi passa alla stampa intercettazioni o atti coperti dal segreto istruttorio rischia da uno a sei anni di carcere.
Noma transitoria
Le nuove regole si applicano ai processi in corso. Quindi, anche se erano gia’ state autorizzate intercettazioni con le vecchie regole, dovra’ essere applicato il tetto dei 75 giorni.
Riprese
Sulle riprese tv per i processi decide il presidente della corte d’appello, che può autorizzarle anche se non c’e’ il consenso delle parti.
Iene, Striscia, Report
Le registrazione carpite di nascosto sono permesse ai giornalisti professionisti e pubblicisti. Possono essere realizzate anche se c’e’ in ballo l’interesse dello Stato oppure per dirimere controversie giudiziarie. Negli altri casi, carcere da uno a quattro anni.
Clero
Se nelle intercettazioni finisce un sacerdote bisogna avvertire la discesi; se l’intercettato e’ un vescovo il pm deve avvertire la segreteria di Stato vaticana.
BONDI: La campagna mediatica sulle intercettazioni tradisce la Costituzione
"Deve essere chiaro che la campagna mediatica e politica in corso, tanto piu’ schiacciante quanto piu’ lontana dal senso comune dei cittadini, tradisce la nostra Costituzione, contrasta con i principi fondamentali del liberalismo accettati in tutto il mondo democratico e occidentale, ha lo scopo di mantenere una delle anomalie piu’ vergognose in vigore solo in Italia".
Lo ha affermato Sandro Bondi, coordinatore nazionale del Pdl, che ha commentato l’approvazione al Senato della legge sulle intercettazioni: "Dopo l’approvazione della legge che disciplina l’uso delle intercettazioni siamo un Paese piu’ moderno, piu’ civile e piu’ europeo".
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Libertà di calunnia
giovedì 10 giugno 2010
Si apre il dibattito sulla Costituzione italiana
BERLUSCONI: La nostra Costituzione e' datata
"Sulle imprese la Costituzione e’ molto datata, si parla molto di lavoro e quasi mai di impresa, che e’ citata solo nell’art. 41. E non e’ mai citata la parola mercato". Lo ha affermato Silvio Berlusconi che e’ intervenuto davanti alla platea e al presidente di Confartigianato.
"Intendiamo mettere fine a quella processione delle autorita’ che vengono a controllare in tempi diversi su ogni particolare e intendiamo passare a una verifica unica con un’amministrazione capofila che entro due mesi, se risultano difformita’ rispetto alle regole, concordi con l’imprenditore cosa fare, come farlo e in che tempi farlo. Vogliamo passare a una amministrazione pubblica che capisca che il controllo non significa Stato di Polizia ma significa e deve significare aiutare chi fa impresa a fare le cose come vanno fatte. e vogliamo fare tutto questo presto. Vogliamo una stagione di liberalizzazione della liberta’ d’impresa. Per arrivare a questo risultato abbiamo due progetti: primo lo Statuto delle imprese e poi la proposta che viene da Tremonti di sospendere per due-tre anni tutte le autorizzazioni e gli atti richiesti prima di aprire un’attivita’ e per fare questo e’ necessario riscrivere l’articolo 41 e allargarne gli spazi di liberta’. Sotto questo profilo la Costituzione e’ molto datata, non si parla quasi mai di impresa e mai una sola volta e’ citata la parola mercato".
Alla fine del suo intervento, il presidente del Consiglio e’ ritornato sul palco per sottolineare:
"In Italia non c’e’ solo l’oppressione giudiziaria e fiscale, ma c’e’ anche un’oppressione burocratica. Siamo il Paese europeo con il piu’ alto tasso di imprenditori, ma anche il Paese dove e’ piu’ difficile fare impresa, perche’ dagli anni ’70 la politica e’ stata dominata da una certa cultura, la cultura comunista, improntata al sospetto verso l’uomo e le sue iniziative.
Se uno fa impresa per loro e’ un truffatore per definizione, un evasore e uno sfruttatore degli altri, sempre per definizione. Sappiamo che non e’ cosi’ nella realta’ e per la cultura del governo e di questa maggioranza. Per noi gli imprenditori non sono quelli dipinti da Scalfari domenica scorsa su ’Repubblica’, ma sono quelle persone che mettono in gioco la loro liberta’, la loro responsabilita’ e il loro patrimonio ogni giorno. Sono quelli che rischiano in proprio per creare la ricchezza e lavoro".
BONDI: L'idolatria della Costituzione non serve ne' a Bersani ne' al Paese
"Da Di Pietro non ci possiamo attendere parole improntate alla responsablità e al buon senso, ma dall’On.Bersani sì. Dal Pd ci aspetteremmo, anche riguardo alle parole pronunciate dal Presidente del Consiglio sul rapporto che intercorre tra i reali poteri del governo e l’architettura costituzionale così come si è delineata nel tempo, parole che ne cogliessero il significato più profondo, che chiama in causa i compiti della politica e la natura della democrazia.
Penso che anche la sinistra sia chiamata a dare una risposta a questi problemi. Rifugiarsi ancora un volta dietro l’idolatria della Costituzione e la propaganda non serve all’Italia e non serve neppure alla sinistra." Lo ha affermato il nostro coordinatore nazionale, Sandro Bondi.
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Diritto
BERLUSCONI: La sovranita' non e' piu' del Parlamento ma dei pm
"La sovranita’ dovrebbe essere del popolo che la conferisce al Parlamento. Oggi la sovranita’ e’ passata a questa corrente della magistratura e ai suoi pm che attraverso la Corte Costituzionale abroga le leggi che non piacciono a loro. Questo non e’ uno sfogo ma la fotografia della realta"’. Lo ha affermato Silvio Berlusconi, riferendosi al ruolo di Magistratura Democratica, nel corso del suo intervento all’assemblea di Federalberghi.
Le prospettive dei prossimi tre anni, ha argomentato Berlusconi, vedono il governo di fronte a un compito molto difficile.
"Spese inutili, privilegi, sprechi che tutti conosciamo: sara’ difficilissimo venirne a capo ma abbiamo davanti tre anni di lavoro durissimo. Anche perche’ ogni misura deve passare per il calvario e le forche caudine rappresentato dall’iter legislativo. Noi facciamo quel che possiamo, forti soltanto di una straordinaria forza di volonta, resistendo con la pelle dura a tutte le critiche che generalmente ci vengono rivolte". Rivolgendosi alla platea, il leader del PdL ha osservato: "Mettetevi qualche volta nei miei panni, leggete un giornale o guardate la tv pensando di chiamarvi Berlusconi: se dopo 10 minuti non vi viene la nausea, mandatemi una lettera dicendo ’Presidente aveva torto"’.
Il premier e’ poi intervenuto sulla manovra economica, sottolineando che "sono stati chiesti pochi sacrifici" e a pagare, in maniera però non "traumatica", saranno soltanto i dipendenti pubblici che negli ultimi anni "hanno avuto degli aumenti quasi doppi rispetto agli aumenti dei lavoratori di imprese private. Quindi ci è sembrato che non fosse pesante chiedere a questa categoria di stare ferma un giro. E questo è tutto il sacrificio che è stato chiesto".
Berlusconi ha annunciato che il governo approverà presto un piano straordinario per il turismo.
"Con il ministro Michela Vittoria Brambilla stiamo lavorando a un piano straordinario per il turismo, e credo che possa essere una cosa buona. Dovremmo poter mettere in campo tra risorse che arrivano dall’Europa e risorse stimolate dal privato, 2 miliardi di euro per incentivi agli interventi, per manutenzioni e per favorire l’attuazione della aree turistiche a burocrazia zero".
Le prospettive dei prossimi tre anni, ha argomentato Berlusconi, vedono il governo di fronte a un compito molto difficile.
"Spese inutili, privilegi, sprechi che tutti conosciamo: sara’ difficilissimo venirne a capo ma abbiamo davanti tre anni di lavoro durissimo. Anche perche’ ogni misura deve passare per il calvario e le forche caudine rappresentato dall’iter legislativo. Noi facciamo quel che possiamo, forti soltanto di una straordinaria forza di volonta, resistendo con la pelle dura a tutte le critiche che generalmente ci vengono rivolte". Rivolgendosi alla platea, il leader del PdL ha osservato: "Mettetevi qualche volta nei miei panni, leggete un giornale o guardate la tv pensando di chiamarvi Berlusconi: se dopo 10 minuti non vi viene la nausea, mandatemi una lettera dicendo ’Presidente aveva torto"’.
Il premier e’ poi intervenuto sulla manovra economica, sottolineando che "sono stati chiesti pochi sacrifici" e a pagare, in maniera però non "traumatica", saranno soltanto i dipendenti pubblici che negli ultimi anni "hanno avuto degli aumenti quasi doppi rispetto agli aumenti dei lavoratori di imprese private. Quindi ci è sembrato che non fosse pesante chiedere a questa categoria di stare ferma un giro. E questo è tutto il sacrificio che è stato chiesto".
Berlusconi ha annunciato che il governo approverà presto un piano straordinario per il turismo.
"Con il ministro Michela Vittoria Brambilla stiamo lavorando a un piano straordinario per il turismo, e credo che possa essere una cosa buona. Dovremmo poter mettere in campo tra risorse che arrivano dall’Europa e risorse stimolate dal privato, 2 miliardi di euro per incentivi agli interventi, per manutenzioni e per favorire l’attuazione della aree turistiche a burocrazia zero".
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Giustizia
L'Europa deve governare il fenomeno dell'immigrazione
FRATTINI: L'Europa deve governare il fenomeno dell'immigrazione
Il Predellino, quotidiano online del Pdl, ha pubblicato un editoriale del ministro degli Affari Esteri Franco Frattini, dal titolo ’Una strada per favorire l’integrazione’. Scrive il nostro ministro degli Esteri:
"Il tema dell’immigrazione ’spacca’ ancor oggi le nostre societa’ e le nostre opinioni pubbliche. Dobbiamo dunque essere preparati e prepararci a governare sempre piu’ l’immigrazione. L’Europa ha bisogno di immigrati per il suo sviluppo e quel che dobbiamo fare e promuovere e’ una politica capace di orientare e scegliere le componenti dell’immigrazione in funzione della prospettiva economica che intendiamo perseguire".
"Ogni anno entrano infatti nel territorio Ue 1.400.000 cittadini extracomunitari. Una cifra considerevole, senza contare che a livello mondiale le recenti statistiche delle Nazioni Unite hanno stimato, per il 2010, il numero totale degli immigrati nel mondo pari a 213.943.812 milioni di persone. Appare pertanto sempre piu’ evidente che questo fenomeno deve essere affrontato con un approccio comune, specialmente dopo che l’Europa ha saputo darsi uno spazio comune di liberta’, sicurezza e giustizia con l’abolizione dei controlli alle frontiere interne. Gli immigrati rivestono un ruolo centrale nella strategia e nelle prospettive di concorrenza economica dell’Unione; tuttavia, perche’ possano esprimere al meglio le proprie potenzialita’, occorre offrire loro la possibilita’ di integrarsi nel tessuto socio-economico del paese ospite. Se guardiamo al tema dell’immigrazione legale dobbiamo sapere che non c’e’ immigrazione senza integrazione. E che l’integrazione e’ un processo dinamico e bilaterale di adeguamento reciproco, questo della reciprocita’ e’ un tema troppo spesso sottovalutato, da parte di tutti gli immigrati e di tutti i cittadini degli Stati membri dell’Ue".
Il Predellino, quotidiano online del Pdl, ha pubblicato un editoriale del ministro degli Affari Esteri Franco Frattini, dal titolo ’Una strada per favorire l’integrazione’. Scrive il nostro ministro degli Esteri:
"Il tema dell’immigrazione ’spacca’ ancor oggi le nostre societa’ e le nostre opinioni pubbliche. Dobbiamo dunque essere preparati e prepararci a governare sempre piu’ l’immigrazione. L’Europa ha bisogno di immigrati per il suo sviluppo e quel che dobbiamo fare e promuovere e’ una politica capace di orientare e scegliere le componenti dell’immigrazione in funzione della prospettiva economica che intendiamo perseguire".
"Ogni anno entrano infatti nel territorio Ue 1.400.000 cittadini extracomunitari. Una cifra considerevole, senza contare che a livello mondiale le recenti statistiche delle Nazioni Unite hanno stimato, per il 2010, il numero totale degli immigrati nel mondo pari a 213.943.812 milioni di persone. Appare pertanto sempre piu’ evidente che questo fenomeno deve essere affrontato con un approccio comune, specialmente dopo che l’Europa ha saputo darsi uno spazio comune di liberta’, sicurezza e giustizia con l’abolizione dei controlli alle frontiere interne. Gli immigrati rivestono un ruolo centrale nella strategia e nelle prospettive di concorrenza economica dell’Unione; tuttavia, perche’ possano esprimere al meglio le proprie potenzialita’, occorre offrire loro la possibilita’ di integrarsi nel tessuto socio-economico del paese ospite. Se guardiamo al tema dell’immigrazione legale dobbiamo sapere che non c’e’ immigrazione senza integrazione. E che l’integrazione e’ un processo dinamico e bilaterale di adeguamento reciproco, questo della reciprocita’ e’ un tema troppo spesso sottovalutato, da parte di tutti gli immigrati e di tutti i cittadini degli Stati membri dell’Ue".
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