"La manovra sara’ oggetto di necessaria e responsabile richiesta di fiducia da parte del governo, tanto al Senato quanto alla Camera, trattandosi di un provvedimento fondamentale per la stabilita’ finanziaria del nostro Paese. I saldi della manovra erano, sono e saranno intangibili.
Non si tratta, infatti di numeri casuali od arbitrari, ma di numeri che riflettono cio’ che, tanto dalla Commissione Europea quanto dai mercati finanziari, e’ considerato assolutamente necessario per ridurre la dinamica incrementale del nostro debito pubblico. Va, comunque, notato che questa manovra non e’ e non va considerata come un intervento unico, isolato, ma come parte di una strategia complessiva di rigore nella gestione del bilancio pubblico. Una strategia che, per quanto riguarda questo governo, e’ iniziata gia’ con la legge finanziaria ’triennale’ del 2008.
Assumendo in questi termini la giusta prospettiva e’ assolutamente evidente che l’incidenza complessiva della politica di rigore operata in questi anni e’ stata, e’ e sara’ nell’insieme distribuita su tutte le voci che sono parte del bilancio dello Stato. Cio’ considerando non solo questa manovra ma anche la legge finanziaria ’triennale’ che, a sua volta, si aggiunge agli altri interventi fatti nel passato. Cio’ che viene rilevato ora come "squilibrio" a carico dei governi locali va, dunque, valutato in base a cio’ che e’ gia’ stato operato a carico del governo centrale (e non puo’ essere ulteriormente incrementato). Cio’ rende oggettivamente impraticabile l’ipotesi di uno spostamento interno alla manovra, da una voce all’altra". Lo affermano in una nota Silvio Berlusconi e il ministro dell’Economia Giulio Tremonti.
SACCONI: L'Ocse riconosce la funzione positiva dei nostri ammortizzatori sociali
"Il rapporto Ocse riconosce la funzione positiva svolta da strumenti come la cassa integrazione e i contratti di solidarieta’ al fine di contenere l’incremento della disoccupazione e conservare, con la base occupazionale, la base produttiva del Paese".
Lo ha affermato il ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi, commentando il rapporto sull’occupazione diffuso oggi dall’Ocse. "Peraltro i piu’ recenti dati sugli ammortizzatori sociali, resi noti dopo la redazione del Rapporto Ocse, indicano un rallentamento nell’impiego degli strumenti di protezione del reddito. Questi dati si combinano con la stabilizzazione prodottasi nell’ultimo trimestre per i tassi di occupazione e disoccupazione anche se con divari interni di genere, di generazione e di territorio. La presentazione entro luglio del piano triennale per il lavoro indichera’ gli ulteriori percorsi di ripresa dell’occupazione con particolare riguardo agli ambiti piu’ deboli del mercato del lavoro".
mercoledì 7 luglio 2010
martedì 6 luglio 2010
FINI RICORDA CHE IL PDL E' IL PARTITO GARANTISTA PER ECCELLENZA
CICCHITTO: Voglio ricordare a Fini che il PdL e' il partito garantista per eccellenza
"Fini ha affermato di essere ispirato dal principio della legalita’. Voglio ricordare che il Pdl e’ il partito garantista per eccellenza e chi non conosce questa opzione, non conosce la natura stessa del Pdl".
Così si e’ espresso il capogruppo del Pdl alla Camera, Fabrizio Cicchitto, che insieme al capogruppo del Pdl al Senato, Maurizio Gasparri, e al suo vicecapogruppo,Gaetano Quagliariello, ha partecipato al seminario ’Le intercettazioni, la riservatezza e la Costituzione’, organizzato dal Pdl per rivendicare la giustezza di un ddl sulle intercettazioni, che tuteli il bene fondamentale della privacy dei cittadini.
"Il garantismo - ha osservato Cicchitto - non e’ un puntiglio, ma nasce da un’analisi politica della sinistra, dall’analisi di un uso politico della legge da parte della magistratura e di un sistema di illegalita’ e di violazione del diritto, a cominciare dalla tutela della liberta’ della persona. Chi non condivide questo non capisco su che basi abbia aderito al Pdl".
BONAIUTI: La nostra coalizione e' robusta, il dissenso e' di una piccola minoranza
"La coalizione e’ robusta. L’opposizione strilla e strepita ma nella sostanza non cambia nulla. C’e’ un dissenso di una minoranza del Pdl, come e’ stato detto qui, ma neanche di una minoranza cosi’ gigantesca. Occorre ristabilire la realta’ dei termini tra una enorme maggioranza e una piccola minoranza.
L’incontro che ha costituito il Pdl non era solo un incontro personale tra Berlusconi e Fini ma tra tutta Forza Italia e tutta Alleanza Nazionale. C’e’ una eccessiva personalizzazione da parte della stampa". Lo ha affermato il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Paolo Bonaiuti.
"Fini ha affermato di essere ispirato dal principio della legalita’. Voglio ricordare che il Pdl e’ il partito garantista per eccellenza e chi non conosce questa opzione, non conosce la natura stessa del Pdl".
Così si e’ espresso il capogruppo del Pdl alla Camera, Fabrizio Cicchitto, che insieme al capogruppo del Pdl al Senato, Maurizio Gasparri, e al suo vicecapogruppo,Gaetano Quagliariello, ha partecipato al seminario ’Le intercettazioni, la riservatezza e la Costituzione’, organizzato dal Pdl per rivendicare la giustezza di un ddl sulle intercettazioni, che tuteli il bene fondamentale della privacy dei cittadini.
"Il garantismo - ha osservato Cicchitto - non e’ un puntiglio, ma nasce da un’analisi politica della sinistra, dall’analisi di un uso politico della legge da parte della magistratura e di un sistema di illegalita’ e di violazione del diritto, a cominciare dalla tutela della liberta’ della persona. Chi non condivide questo non capisco su che basi abbia aderito al Pdl".
BONAIUTI: La nostra coalizione e' robusta, il dissenso e' di una piccola minoranza
"La coalizione e’ robusta. L’opposizione strilla e strepita ma nella sostanza non cambia nulla. C’e’ un dissenso di una minoranza del Pdl, come e’ stato detto qui, ma neanche di una minoranza cosi’ gigantesca. Occorre ristabilire la realta’ dei termini tra una enorme maggioranza e una piccola minoranza.
L’incontro che ha costituito il Pdl non era solo un incontro personale tra Berlusconi e Fini ma tra tutta Forza Italia e tutta Alleanza Nazionale. C’e’ una eccessiva personalizzazione da parte della stampa". Lo ha affermato il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Paolo Bonaiuti.
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BUONGOVERNO: L'Italia e' la quinta potenza industriale
L’Italia è la quinta potenza industriale ed è seconda per produzione pro-capite. La lettura del rapporto elaborato dal Centro Studi della Confindustria ("Scenari industriali. Nuovi produttori, filiere e mercati globali.
Le imprese italiane cambiano assetto") sintetizzata nel grafico che pubblichiamo, conferma la forza del sistema industriale italiano. Una radiografia che arriva a cinque anni di distanza dall’ultimo rapporto e che ed è senz’altro la migliore risposta ai teorici del declino del Paese.
L’Italia ha pagato la crisi (poteva essere altrimenti?) con un calo marginale della produzione mondiale manifatturiera, mantenendo il distacco dalla Germania ma riducendolo rispetto a Usa e Giappone che ci precedono. Si è avvantaggiata rispetto a Francia e Regno Unito.
La quota dell’export nella media dei cinque anni si è mantenuta al 4,8%, con buone performance nei Paesi emergenti. Sarà importante lavorare sul recupero di produttività e competitività. Emma Marcegaglia nel presentare il rapporto, ha ancora una volta promosso la manovra: "Paragonando Italia e Germania è come se noi avessimo fatto una manovra da 48 miliardi in due anni e loro da 80 in quattro".
BUONGOVERNO: Occupazione, Italia meglio degli altri paesi europei
A giugno, per il terzo mese consecutivo, il tasso di disoccupazione si è stabilizzato e l’utilizzo della cassa integrazione ha fatto registrare una potente decelerazione. Questi ulteriori segnali del percorso di uscita dalla crisi sono giudicati "molto interessanti" dal ministro Sacconi, che ha ricordato come il dato sulla disoccupazione, fermo all’8,7%, si inquadri in una situazione che vede la media dei Paesi dell’Eurozona inchiodata al 10%.
La sostanziale stabilità del dato sulla disoccupazione fa dire a Emma Marcegaglia che "è ancora alto, però il fatto che non si vada verso un ulteriore peggioramento è un dato non negativo". Va precisato che anche il tasso di disoccupazione non è cresciuto, mentre si mantiene stabile quello di occupazione. All’interno di questi dati, resi noti dall’Istat, quello più negativo riguarda la crescita della disoccupazione giovanile. Tornando alla cassa integrazione, il dato più rilevante è costituito dal sensibile calo rispetto al mese precedente: si passa dal -21% delle ore di cassa ordinaria (ma nell’industria è -61%) al -17% di quella straordinaria. All’interno di un dato semestrale di crescita rispetto al 2009, il presidente dell’ Inps, Antonio Mastropasqua, segnala questa tendenza verso una forte decelerazione.
Non poteva essere altrimenti, alla luce degli ultimi dati sulla produzione industriale, che ha segnato un recupero del 10% rispetto allo scorso anno. Che sia finita la caduta del ciclo produttivo è un dato acquisito, al pari del fatto che bisognerà attendere ancora prima che si chiuda la fase recessiva del mercato del lavoro. Va considerato che le imprese italiane tendono, grazie all’utilizzo degli ammortizzatori sociali, a trattenere in azienda i lavoratori piuttosto che licenziarli: con la ripresa dell’attività è quella la prima manodopera ad essere riutilizzata, come indicano i dati sulla diminuzione della cassa integrazione. Ma si tratta di lavoratori che non rientrano nel perimetro dei lavoratori in stato di disoccupazione, il cui tasso potrebbe cominciare a diminuire – secondo alcuni analisti - nel momento in cui il Pil sarà tornato ai livelli del 2007, cioè a dire verso fine anno.
Le imprese italiane cambiano assetto") sintetizzata nel grafico che pubblichiamo, conferma la forza del sistema industriale italiano. Una radiografia che arriva a cinque anni di distanza dall’ultimo rapporto e che ed è senz’altro la migliore risposta ai teorici del declino del Paese.
L’Italia ha pagato la crisi (poteva essere altrimenti?) con un calo marginale della produzione mondiale manifatturiera, mantenendo il distacco dalla Germania ma riducendolo rispetto a Usa e Giappone che ci precedono. Si è avvantaggiata rispetto a Francia e Regno Unito.
La quota dell’export nella media dei cinque anni si è mantenuta al 4,8%, con buone performance nei Paesi emergenti. Sarà importante lavorare sul recupero di produttività e competitività. Emma Marcegaglia nel presentare il rapporto, ha ancora una volta promosso la manovra: "Paragonando Italia e Germania è come se noi avessimo fatto una manovra da 48 miliardi in due anni e loro da 80 in quattro".
BUONGOVERNO: Occupazione, Italia meglio degli altri paesi europei
A giugno, per il terzo mese consecutivo, il tasso di disoccupazione si è stabilizzato e l’utilizzo della cassa integrazione ha fatto registrare una potente decelerazione. Questi ulteriori segnali del percorso di uscita dalla crisi sono giudicati "molto interessanti" dal ministro Sacconi, che ha ricordato come il dato sulla disoccupazione, fermo all’8,7%, si inquadri in una situazione che vede la media dei Paesi dell’Eurozona inchiodata al 10%.
La sostanziale stabilità del dato sulla disoccupazione fa dire a Emma Marcegaglia che "è ancora alto, però il fatto che non si vada verso un ulteriore peggioramento è un dato non negativo". Va precisato che anche il tasso di disoccupazione non è cresciuto, mentre si mantiene stabile quello di occupazione. All’interno di questi dati, resi noti dall’Istat, quello più negativo riguarda la crescita della disoccupazione giovanile. Tornando alla cassa integrazione, il dato più rilevante è costituito dal sensibile calo rispetto al mese precedente: si passa dal -21% delle ore di cassa ordinaria (ma nell’industria è -61%) al -17% di quella straordinaria. All’interno di un dato semestrale di crescita rispetto al 2009, il presidente dell’ Inps, Antonio Mastropasqua, segnala questa tendenza verso una forte decelerazione.
Non poteva essere altrimenti, alla luce degli ultimi dati sulla produzione industriale, che ha segnato un recupero del 10% rispetto allo scorso anno. Che sia finita la caduta del ciclo produttivo è un dato acquisito, al pari del fatto che bisognerà attendere ancora prima che si chiuda la fase recessiva del mercato del lavoro. Va considerato che le imprese italiane tendono, grazie all’utilizzo degli ammortizzatori sociali, a trattenere in azienda i lavoratori piuttosto che licenziarli: con la ripresa dell’attività è quella la prima manodopera ad essere riutilizzata, come indicano i dati sulla diminuzione della cassa integrazione. Ma si tratta di lavoratori che non rientrano nel perimetro dei lavoratori in stato di disoccupazione, il cui tasso potrebbe cominciare a diminuire – secondo alcuni analisti - nel momento in cui il Pil sarà tornato ai livelli del 2007, cioè a dire verso fine anno.
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Economia
BERTOLINI: No a Bersani che vuole la svendita della cittadinanza
"Le dichiarazioni di Bersani che preannuncia la mobilitazione del Pd a favore della cittadinanza agli immigrati suonano come una vera e propria minaccia nei confronti delle vere esigenze dei cittadini, stranieri compresi".
Lo ha affermato il deputato del Pdl Isabella Bertolini, che ha osservato: "Le ’battaglie’ del Pd pro immigrati le conosciamo molto bene e soprattutto sappiamo i pessimi risultati che hanno sempre prodotto. Per fortuna c’e’ chi ritiene, come il centrodestra, che i diritti non debbano essere svenduti come se l’Italia fosse un megadiscount. La cittadinanza non e’ un regalo che precede l’integrazione, come vorrebbe la sinistra, ma il suggello della stessa. La politica dei diritti senza doveri la lasciamo volentieri a Bersani e compagni"
Lo ha affermato il deputato del Pdl Isabella Bertolini, che ha osservato: "Le ’battaglie’ del Pd pro immigrati le conosciamo molto bene e soprattutto sappiamo i pessimi risultati che hanno sempre prodotto. Per fortuna c’e’ chi ritiene, come il centrodestra, che i diritti non debbano essere svenduti come se l’Italia fosse un megadiscount. La cittadinanza non e’ un regalo che precede l’integrazione, come vorrebbe la sinistra, ma il suggello della stessa. La politica dei diritti senza doveri la lasciamo volentieri a Bersani e compagni"
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Immigrazione
lunedì 5 luglio 2010
VALDUCCI: Fini e i suoi dissentono a prescindere
"Ormai si ha la sensazione sempre piu’ forte che Fini e i suoi intervengano sulle questioni con l’intento deliberato di dissentire a prescindere. Un po’ come avviene con le famigerate vuvuzuela: emettono un suono monocorde e fastidioso che finisce per distrarre dalla partita".
Lo ha afferma Mario Valducci, presidente della commissione Trasporti della Camera dei deputati e presidente dei Club della Liberta’ dalle pagine dei sito dei club. "Dare patenti di buon senso, come fa oggi Generazione Italia sul suo sito parlando di dissenso di Bondi e di buon senso di Fini, e’ un atto unilaterale che comporta una certa dose di supponenza. Nel dibattito di ieri, pur giocando fuori casa, mi e’ parso sia stato Bondi ad essere guidato dal buon senso. Non e’ forse buon senso esortare Fini a concentrarsi sull’azione di governo piuttosto che sul quotidiano stillicidio che diffonde a mezzo stampa? Non e’ forse buon senso quello di Bondi quando difende Cosentino, vista la sentenza di Palermo su Dell’Utri? Non e’ forse buon senso aspettare una pronuncia definitiva della magistratura nel caso di Cosentino, e pure di Brancher, visto che Dell’Utri e’ stato per anni accusato di aver fondato Forza Italia per metterla a servizio della mafia, per poi essere assolto martedi’ scorso da quest’accusa"?
Lo ha afferma Mario Valducci, presidente della commissione Trasporti della Camera dei deputati e presidente dei Club della Liberta’ dalle pagine dei sito dei club. "Dare patenti di buon senso, come fa oggi Generazione Italia sul suo sito parlando di dissenso di Bondi e di buon senso di Fini, e’ un atto unilaterale che comporta una certa dose di supponenza. Nel dibattito di ieri, pur giocando fuori casa, mi e’ parso sia stato Bondi ad essere guidato dal buon senso. Non e’ forse buon senso esortare Fini a concentrarsi sull’azione di governo piuttosto che sul quotidiano stillicidio che diffonde a mezzo stampa? Non e’ forse buon senso quello di Bondi quando difende Cosentino, vista la sentenza di Palermo su Dell’Utri? Non e’ forse buon senso aspettare una pronuncia definitiva della magistratura nel caso di Cosentino, e pure di Brancher, visto che Dell’Utri e’ stato per anni accusato di aver fondato Forza Italia per metterla a servizio della mafia, per poi essere assolto martedi’ scorso da quest’accusa"?
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Attualità
BRUNETTA: La sfida del governo e' spendere al meglio i 40 miliardi di fondi europei del sud
"Questa volta Tremonti ha ragione. A causa della modifica dell’articolo V della Costituzione oggi le Regioni e gli enti locali sono fuori controllo.
Morale: il convento e’ povero e i frati sono ricchi. Come non riconoscere che la sanita’ e’ divisa in due, una al Nord che funziona e una al Sud in stato fallimentare? Se e’ vero quello che dice Tremonti, cioè che le Regioni non hanno speso 40 miliardi in fondi europei, la sfida del governo è di dimostrare che riesce a farlo presto e bene". Lo ha affermato il ministro della Funzione pubblica, Renato Brunetta, in un’intervista al Corriere della Sera.
A proposito delle critiche mosse dalle imprese alla manovra, Brunetta ha osservato che "francamente non mi pare che abbiano da lamentarsi. Il governo ha fatto moltissimo per le piccole e medie aziende. Specialmente con la riforma della conferenza dei servizi ci saranno tempi certi per gli investimenti".
Quanto al comparto sicurezza, il ministro della Funzione pubblica ha sottolineato:
"Ho pronto un contratto da 100 euro al mese per carabinieri e forze di polizia a valere per i contratti 2008-2009, finora sprezzantemente rifiutati da una parte del sindacato. Ora rilancio questa proposta, spero accettino". Nell’intervista Brunetta invita a guardare all’economia reale. "Calma e gesso, quando la situazione si fa calda bisogna mantenere la testa fredda, specialmente in un momento dell’economia internazionale in cui nulla sembra certo occorre ritornare marxianamente alla struttura, ai fondamentali. In questi due anni di governo le riforme di base sono gia’ state fatte: pubblica amministrazione, federalismo fiscale, la privatizzazione dei soviet locali luce-acqua-gas-trasporti. Ora, bisogna accelerare con i decreti legislativi e i regolamenti attuativi. La maggioranza non si rende conto di quanto di positivo ha gia’ fatto. Basterebbe solo crederci e smetterla di farci del male".
TREMONTI: Al Sud i fondi comunitari europei sono stati gestiti scandalosamente
"C’e’ stato uno stanziamento di fondi comunitari sul programma 2007-2013 pari a 44 miliardi. Questi signori ne hanno spesi solo 3,6 miliardi mentre cresceva la protesta contro i tagli subiti, aumentavano i capitali non usati.
Piu’ il Sud declinava, piu’ i fondi salivano. Questa cosa e’ di una gravita’ inaccettabile. La colpa non e’ dell’Ue ne’ dei governi nazionali di destra o sinistra. La colpa e’ della cialtroneria di chi rende i soldi e non li usa". Lo ha affermato il ministro dell’Economia, Giulio Tremonti nel corso dell’assemblea di Coldiretti.
Morale: il convento e’ povero e i frati sono ricchi. Come non riconoscere che la sanita’ e’ divisa in due, una al Nord che funziona e una al Sud in stato fallimentare? Se e’ vero quello che dice Tremonti, cioè che le Regioni non hanno speso 40 miliardi in fondi europei, la sfida del governo è di dimostrare che riesce a farlo presto e bene". Lo ha affermato il ministro della Funzione pubblica, Renato Brunetta, in un’intervista al Corriere della Sera.
A proposito delle critiche mosse dalle imprese alla manovra, Brunetta ha osservato che "francamente non mi pare che abbiano da lamentarsi. Il governo ha fatto moltissimo per le piccole e medie aziende. Specialmente con la riforma della conferenza dei servizi ci saranno tempi certi per gli investimenti".
Quanto al comparto sicurezza, il ministro della Funzione pubblica ha sottolineato:
"Ho pronto un contratto da 100 euro al mese per carabinieri e forze di polizia a valere per i contratti 2008-2009, finora sprezzantemente rifiutati da una parte del sindacato. Ora rilancio questa proposta, spero accettino". Nell’intervista Brunetta invita a guardare all’economia reale. "Calma e gesso, quando la situazione si fa calda bisogna mantenere la testa fredda, specialmente in un momento dell’economia internazionale in cui nulla sembra certo occorre ritornare marxianamente alla struttura, ai fondamentali. In questi due anni di governo le riforme di base sono gia’ state fatte: pubblica amministrazione, federalismo fiscale, la privatizzazione dei soviet locali luce-acqua-gas-trasporti. Ora, bisogna accelerare con i decreti legislativi e i regolamenti attuativi. La maggioranza non si rende conto di quanto di positivo ha gia’ fatto. Basterebbe solo crederci e smetterla di farci del male".
TREMONTI: Al Sud i fondi comunitari europei sono stati gestiti scandalosamente
"C’e’ stato uno stanziamento di fondi comunitari sul programma 2007-2013 pari a 44 miliardi. Questi signori ne hanno spesi solo 3,6 miliardi mentre cresceva la protesta contro i tagli subiti, aumentavano i capitali non usati.
Piu’ il Sud declinava, piu’ i fondi salivano. Questa cosa e’ di una gravita’ inaccettabile. La colpa non e’ dell’Ue ne’ dei governi nazionali di destra o sinistra. La colpa e’ della cialtroneria di chi rende i soldi e non li usa". Lo ha affermato il ministro dell’Economia, Giulio Tremonti nel corso dell’assemblea di Coldiretti.
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Economia
HANDELSBLATT: Berlusconi maestro della comunicazione
I tedeschi hanno una "immagine negativa" del presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, che pero’ "non corrisponde alla realta"’: il premier "non e’ quel pagliaccio stupido per il quale viene preso all’estero", ma un "brillante maestro della comunicazione".
Lo scrive il quotidiano economico-finanziario tedesco Handelsblatt, che dedica al nostro premier un articolo di due pagine - con un richiamo in prima - firmato dalla corrispondente Katharina Kort. ’Silvio Berlusconi, un equivoco tedesco’, e’ il titolo che campeggia accanto a un’immagine del premier sorridente. "Pagliaccio, maestro della barzelletta oscena, dongiovanni, imperatore. Sono questi gli epiteti che caratterizzano l’immagine di Silvio Berlusconi in Germania. Ormai da anni i tedeschi non riescono a capire come un uomo del genere possa mantenersi ai vertici di un governo. Come fa?", si domanda la Kort: "Perche’ e’ una persona estremamente intelligente ed un brillante maestro della comunicazione. In altri termini, il fenomeno Berlusconi non risulterebbe decifrabile. Berlusconi non e’ quel pagliaccio stupido per il quale viene preso all’estero. Quest’uomo, del quale si dimentica sempre che e’ laureato con lode in giurisprudenza, e’ una persona di potere, calcolatrice, dotata di un invidiabile intuito per gli umori della gente. Oltre a riuscire a restare a galla nella politica dal 1994, e’ pure capace di impiegare con successo nei confronti dei propri avversari politici il proprio ruolo di ’non politico’, nonostante faccia ormai da tempo parte del sistema". Allo stesso tempo, "l’immagine con cui si presenta ai propri connazionali e’ quella dell’imprenditore capace di comprendere nelle vesti di politico le preoccupazioni di coloro che fanno veramente andare avanti il Paese".
Lo scrive il quotidiano economico-finanziario tedesco Handelsblatt, che dedica al nostro premier un articolo di due pagine - con un richiamo in prima - firmato dalla corrispondente Katharina Kort. ’Silvio Berlusconi, un equivoco tedesco’, e’ il titolo che campeggia accanto a un’immagine del premier sorridente. "Pagliaccio, maestro della barzelletta oscena, dongiovanni, imperatore. Sono questi gli epiteti che caratterizzano l’immagine di Silvio Berlusconi in Germania. Ormai da anni i tedeschi non riescono a capire come un uomo del genere possa mantenersi ai vertici di un governo. Come fa?", si domanda la Kort: "Perche’ e’ una persona estremamente intelligente ed un brillante maestro della comunicazione. In altri termini, il fenomeno Berlusconi non risulterebbe decifrabile. Berlusconi non e’ quel pagliaccio stupido per il quale viene preso all’estero. Quest’uomo, del quale si dimentica sempre che e’ laureato con lode in giurisprudenza, e’ una persona di potere, calcolatrice, dotata di un invidiabile intuito per gli umori della gente. Oltre a riuscire a restare a galla nella politica dal 1994, e’ pure capace di impiegare con successo nei confronti dei propri avversari politici il proprio ruolo di ’non politico’, nonostante faccia ormai da tempo parte del sistema". Allo stesso tempo, "l’immagine con cui si presenta ai propri connazionali e’ quella dell’imprenditore capace di comprendere nelle vesti di politico le preoccupazioni di coloro che fanno veramente andare avanti il Paese".
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