"L’importante operazione condotta contro le cosche della ’ndrangheta e’ l’ennesimo successo dello Stato contro la criminalita’ organizzata.
Per questo desidero complimentarmi con le Forze dell’Ordine, con i magistrati e con il ministro dell’Interno, Roberto Maroni, che con il loro impegno e la loro dedizione hanno reso possibile questo risultato.
"Le misure varate dal nostro governo e dal Parlamento stanno funzionando. I grandi successi ottenuti in questi ultimi mesi nella lotta contro le organizzazioni criminali, infatti, non hanno eguali nella storia del nostro Paese. Continueremo la battaglia senza sosta per sradicare la
malapianta dell’anti-Stato e per consentire il pieno sviluppo sociale ed economico dei territori ancora infestati dalle organizzazioni criminali".
Lo afferma Silvio Berlusconi in una nota diffusa da Palazzo Chigi.
CAPEZZONE: Il governo onora la memoria di Borsellino stroncando il crimine
"Il modo migliore di onorare la memoria di Paolo Borsellino e di quanti sono caduti in nome dello Stato, della legge, della legalita’, e’ quello di lavorare in concreto per stroncare la mafia e le altre organizzazioni criminali. Da questo punto di vista, l’Esecutivo Berlusconi e’ il Governo dei record nella lotta vera contro mafia, camorra e ’ndrangheta: record di arresti, di sequestri, di confische".
Lo ha affermato in una nota Daniele Capezzone, portavoce del PdL. "In un Paese non avvelenato dall’odio anche le opposizioni darebbero atto di questo successo, che deriva anche da un preciso e fortissimo impulso politico. E invece addolora vedere che alcuni tentino di sfruttare anche gli anniversari piu’ tristi per polemiche basse e di parte".
lunedì 19 luglio 2010
La legalità è parte integrante del programma dl governo
BONDI A FAREFUTURO: La legalità è parte integrante del programma del governo Berlusconi
Intrvento del Coordinatore nazionale del PdL Sandro Bondi
Poiché vengo continuamente chiamato in causa, ieri da Farefuturo e oggi dal Secolo, in modi che non corrispondono al mio modo di concepire il confronto politico ma che comunque rispetto, desidero fare le seguenti osservazioni sempre con quello spirito costruttivo e rispettoso delle opinioni di tutti, massimamente di coloro che militano nel mio stesso partito.
E’ buona regola, in primo luogo, che la mia precedente esperienza politica non venga tirata in ballo, come fa anche questa mattina l’on. Bocchino, perché essa costituisce per me un valore positivo. Se gli amici del Secolo e di Farefuturo lo desiderano sono pronto a incontrarli, anche pubblicamente, per spiegare loro che cosa è stata la storia del Pci e quale ruolo abbiano avuto i cattolici come me nell’affermarsi della democrazia in Italia e nel raggiungimento di importanti traguardi di progresso sociale, soprattutto dopo la tragedia del fascismo.
Io non sono mai stato né potrò mai essere un uomo di destra, figlio di emigranti socialisti e di una terra decorata medaglia d’oro della Resistenza, anche se seguo con attenzione e, per certi aspetti, apprezzo gli sforzi per disegnare i contorni di una nuova destra democratica e di governo nel nostro Paese.
Non capisco fino in fondo gli attacchi alla mia persona da parte di alcuni esponenti della cosiddetta corrente del Presidente della Camera. Nel Pdl, infatti, sono stato e sono fra coloro che hanno preso sul serio l’apertura di uno spazio di confronto democratico, partecipandovi naturalmente con le mie idee e le mie proposte, come ho dimostrato anche nel corso dell’incontro per la presentazione della rivista di studi politici diretta da Alessandro Campi, con uno spirito di apertura e di ricerca di una soluzione positiva.
Per quanto riguarda i temi di stretta attualità, desidero ricordare agli amici del Secolo che la scelta di Stefano Caldoro alla presidenza della Regione Campania è stata da me convintamene sostenuta con altri amici del Pdl, dopo che il Presidente Berlusconi l’aveva proposta fin dal primo momento. Questa decisione inoltre è stata assunta democraticamente nel corso di una riunione dell’ufficio di presidenza del nostro movimento politico. Per quanto riguarda, infine, la questione dei dossier fabbricati contro l’amico Caldoro, sono anch’io dell’avviso, come lo può essere qualunque persona onesta e corretta, che si tratta di una vicenda di una inaudita gravità morale e politica.
Chiunque si sia reso protagonista di questo atto contro un membro del proprio partito deve essere considerato indegno di appartenervi. Prima di emettere sentenze politiche, tuttavia, è dovere di tutti accertare i fatti, discuterne nelle sedi democratiche del nostro partito e prendere infine le dovute decisioni secondo le regole democratiche che ci siamo dati. Attaccare le persone, chiederne le dimissioni, prima ancora che i fatti siano conosciuti esattamente e se ne sia discusso nelle sedi appropriate, a me sembra una condotta non corretta e tale da alimentare e provocare, forse volutamente, esasperazioni polemiche e continue divisioni, con un danno grave all’immagine del nostro movimento. La legalità, perfino l’invocata questione morale, non c’entrano nulla con quanto sta avvenendo.
La legalità non è una bandiera del Secolo o di Farefuturo, da sventolare in contrapposizione ad altre componenti del partito. La questione della legalità è parte integrante del programma del governo Berlusconi, che infatti è il governo che ha ottenuto più risultati nella storia del nostro Paese nella lotta contro il crimine organizzato, della cultura di tutto il Pdl e degli elettori che vi si riconoscono.
Mi preoccupo, inoltre, quando sento invocare la cosiddetta questione morale, oltretutto all’interno del nostro partito. Mi sono riconosciuto, molto prima degli esponenti della destra italiana, nella questione morale propugnata allora da Enrico Berlinguer, prima che divenisse una clava giustizialista per abbattere gli avversari politici e conquistare il potere senza avere fatto prima i conti con la storia del comunismo. Si è visto poi quali frutti produca la rivendicazione di una presunta superiorità morale, soprattutto quando essa si abbini ad una cultura sostanzialmente illiberale e giustizialista.
Continuo a ritenere, anche sulla base di queste ultime polemiche, che il modo di condurre il confronto all’interno del nostro movimento da parte dell’area che fa riferimento al Presidente Fini manchi di quella saggezza politica che è indispensabile per governare il dissenso e non renderlo lacerante e distruttivo.
Comincio a temere soprattutto che esista un serio problema culturale che rende così difficile e impervio il confronto, per quanto ci sia un responsabile impegno, almeno da parte mia, di costruire dei ponti.
Intrvento del Coordinatore nazionale del PdL Sandro Bondi
Poiché vengo continuamente chiamato in causa, ieri da Farefuturo e oggi dal Secolo, in modi che non corrispondono al mio modo di concepire il confronto politico ma che comunque rispetto, desidero fare le seguenti osservazioni sempre con quello spirito costruttivo e rispettoso delle opinioni di tutti, massimamente di coloro che militano nel mio stesso partito.
E’ buona regola, in primo luogo, che la mia precedente esperienza politica non venga tirata in ballo, come fa anche questa mattina l’on. Bocchino, perché essa costituisce per me un valore positivo. Se gli amici del Secolo e di Farefuturo lo desiderano sono pronto a incontrarli, anche pubblicamente, per spiegare loro che cosa è stata la storia del Pci e quale ruolo abbiano avuto i cattolici come me nell’affermarsi della democrazia in Italia e nel raggiungimento di importanti traguardi di progresso sociale, soprattutto dopo la tragedia del fascismo.
Io non sono mai stato né potrò mai essere un uomo di destra, figlio di emigranti socialisti e di una terra decorata medaglia d’oro della Resistenza, anche se seguo con attenzione e, per certi aspetti, apprezzo gli sforzi per disegnare i contorni di una nuova destra democratica e di governo nel nostro Paese.
Non capisco fino in fondo gli attacchi alla mia persona da parte di alcuni esponenti della cosiddetta corrente del Presidente della Camera. Nel Pdl, infatti, sono stato e sono fra coloro che hanno preso sul serio l’apertura di uno spazio di confronto democratico, partecipandovi naturalmente con le mie idee e le mie proposte, come ho dimostrato anche nel corso dell’incontro per la presentazione della rivista di studi politici diretta da Alessandro Campi, con uno spirito di apertura e di ricerca di una soluzione positiva.
Per quanto riguarda i temi di stretta attualità, desidero ricordare agli amici del Secolo che la scelta di Stefano Caldoro alla presidenza della Regione Campania è stata da me convintamene sostenuta con altri amici del Pdl, dopo che il Presidente Berlusconi l’aveva proposta fin dal primo momento. Questa decisione inoltre è stata assunta democraticamente nel corso di una riunione dell’ufficio di presidenza del nostro movimento politico. Per quanto riguarda, infine, la questione dei dossier fabbricati contro l’amico Caldoro, sono anch’io dell’avviso, come lo può essere qualunque persona onesta e corretta, che si tratta di una vicenda di una inaudita gravità morale e politica.
Chiunque si sia reso protagonista di questo atto contro un membro del proprio partito deve essere considerato indegno di appartenervi. Prima di emettere sentenze politiche, tuttavia, è dovere di tutti accertare i fatti, discuterne nelle sedi democratiche del nostro partito e prendere infine le dovute decisioni secondo le regole democratiche che ci siamo dati. Attaccare le persone, chiederne le dimissioni, prima ancora che i fatti siano conosciuti esattamente e se ne sia discusso nelle sedi appropriate, a me sembra una condotta non corretta e tale da alimentare e provocare, forse volutamente, esasperazioni polemiche e continue divisioni, con un danno grave all’immagine del nostro movimento. La legalità, perfino l’invocata questione morale, non c’entrano nulla con quanto sta avvenendo.
La legalità non è una bandiera del Secolo o di Farefuturo, da sventolare in contrapposizione ad altre componenti del partito. La questione della legalità è parte integrante del programma del governo Berlusconi, che infatti è il governo che ha ottenuto più risultati nella storia del nostro Paese nella lotta contro il crimine organizzato, della cultura di tutto il Pdl e degli elettori che vi si riconoscono.
Mi preoccupo, inoltre, quando sento invocare la cosiddetta questione morale, oltretutto all’interno del nostro partito. Mi sono riconosciuto, molto prima degli esponenti della destra italiana, nella questione morale propugnata allora da Enrico Berlinguer, prima che divenisse una clava giustizialista per abbattere gli avversari politici e conquistare il potere senza avere fatto prima i conti con la storia del comunismo. Si è visto poi quali frutti produca la rivendicazione di una presunta superiorità morale, soprattutto quando essa si abbini ad una cultura sostanzialmente illiberale e giustizialista.
Continuo a ritenere, anche sulla base di queste ultime polemiche, che il modo di condurre il confronto all’interno del nostro movimento da parte dell’area che fa riferimento al Presidente Fini manchi di quella saggezza politica che è indispensabile per governare il dissenso e non renderlo lacerante e distruttivo.
Comincio a temere soprattutto che esista un serio problema culturale che rende così difficile e impervio il confronto, per quanto ci sia un responsabile impegno, almeno da parte mia, di costruire dei ponti.
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Giustiizia
Operazione politica-mediatica contro il governo
CICCHITTO: In corso un'operazione politica e mediatica contro il governo
"C’è un’operazione politica e mediatica che punta ad offuscare e a stravolgere i risultati ottenuti dal Governo Berlusconi al punto tale da aprire un dibattito sulla sua imminente dissoluzione, come ha fatto ieri D’Alema, la cui ipotesi di un Governo di transizione è chiaramente un’esca lanciata verso qualche ipotetico settore della maggioranza".
Lo ha affermato in una nota Fabrizio Cicchitto, sottolineando che "è evidente che il punto centrale è la riforma del sistema elettorale. Invece il Governo in questi due anni di vita ha realizzato una serie di obiettivi riformatori: il federalismo fiscale, la modernizzazione della Pubblica Amministrazione, la riforma delle aziende municipalizzate, la semplificazione amministrativa, la riforma dell’Università e quella della scuola, gli interventi sulla giustizia, l’ipotesi di riforma dell’articolo 41 della Costituzione. La manovra economica, apprezzata in Europa ha messo in una situazione di sicurezza l’economia italiana mentre è iniziata la ripresa: di tutto ciò ha dato il riconoscimento anche il Governatore Draghi. A fronte di tutto ciò è in atto una campagna distruttiva. Allora è indispensabile serrare le file, realizzare un compromesso sulla legge sulle intercettazioni e riprendere il cammino riformista e modernizzatore del Governo, respingendo le tendenze disgreganti e distruttive. In questo obiettivo politico positivo dovrebbero convergere tutte le componenti del PdL se ognuna di esse, ha un intento positivo e costruttivo, aldilà delle polemiche contingenti".
"C’è un’operazione politica e mediatica che punta ad offuscare e a stravolgere i risultati ottenuti dal Governo Berlusconi al punto tale da aprire un dibattito sulla sua imminente dissoluzione, come ha fatto ieri D’Alema, la cui ipotesi di un Governo di transizione è chiaramente un’esca lanciata verso qualche ipotetico settore della maggioranza".
Lo ha affermato in una nota Fabrizio Cicchitto, sottolineando che "è evidente che il punto centrale è la riforma del sistema elettorale. Invece il Governo in questi due anni di vita ha realizzato una serie di obiettivi riformatori: il federalismo fiscale, la modernizzazione della Pubblica Amministrazione, la riforma delle aziende municipalizzate, la semplificazione amministrativa, la riforma dell’Università e quella della scuola, gli interventi sulla giustizia, l’ipotesi di riforma dell’articolo 41 della Costituzione. La manovra economica, apprezzata in Europa ha messo in una situazione di sicurezza l’economia italiana mentre è iniziata la ripresa: di tutto ciò ha dato il riconoscimento anche il Governatore Draghi. A fronte di tutto ciò è in atto una campagna distruttiva. Allora è indispensabile serrare le file, realizzare un compromesso sulla legge sulle intercettazioni e riprendere il cammino riformista e modernizzatore del Governo, respingendo le tendenze disgreganti e distruttive. In questo obiettivo politico positivo dovrebbero convergere tutte le componenti del PdL se ognuna di esse, ha un intento positivo e costruttivo, aldilà delle polemiche contingenti".
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Attualità
giovedì 8 luglio 2010
NAPOLI: Meno correnti e piu' confronto nel PdL
"Il Pdl e’ fra i maggiori partiti del centrodestra in Europa, in percentuale e in numero assoluto di elettori. Il suo leader Silvio Berlusconi e’ anche il premier, come avviene in ogni matura democrazia. La fioritura improvvisa e inarrestabile di fondazioni e correnti e’ un errore gravissimo al quale ha fatto bene Berlusconi a dare uno stop".
Cosi’ si e’ espresso Osvaldo Napoli, vice presidente dei deputati de Pdl. "La forza disgregatrice delle correnti e’ stata ampiamente sperimentata nella storia recente del paese. La Dc ne e’ letteralmente morta. Invocare la fondazione o la corrente come luogo di elaborazione e di riflessione, insomma propellente aggiuntivo al motore del partito, e’ una motivazione speciosa. Se ciascuno di noi entra in una corrente chi si occupa del partito? E il confronto che ciascuno vuole coltivare nel proprio orto non e’ forse piu’ proficuo se allargato a sensibilita’ diverse?. Il partito organizzato non e’ una caserma, ma organizzare il confronto con regole minime di disciplina e’ l’unica strada finora sperimentata in grado di far crescere, sul piano politico e culturale, la capacita’ di governo di una forza politica. Che e’ poi il vero e solo obiettivo per cui ciascun uomo libero si impegna in politica".
Cosi’ si e’ espresso Osvaldo Napoli, vice presidente dei deputati de Pdl. "La forza disgregatrice delle correnti e’ stata ampiamente sperimentata nella storia recente del paese. La Dc ne e’ letteralmente morta. Invocare la fondazione o la corrente come luogo di elaborazione e di riflessione, insomma propellente aggiuntivo al motore del partito, e’ una motivazione speciosa. Se ciascuno di noi entra in una corrente chi si occupa del partito? E il confronto che ciascuno vuole coltivare nel proprio orto non e’ forse piu’ proficuo se allargato a sensibilita’ diverse?. Il partito organizzato non e’ una caserma, ma organizzare il confronto con regole minime di disciplina e’ l’unica strada finora sperimentata in grado di far crescere, sul piano politico e culturale, la capacita’ di governo di una forza politica. Che e’ poi il vero e solo obiettivo per cui ciascun uomo libero si impegna in politica".
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Partiti
MAURO: L' accordo Swift e' cruciale per la sicurezza dei cittadini
"Riteniamo che la piena collaborazione con gli Stati Uniti d’America sia un requisito essenziale per un’efficace lotta al terrorismo. L’accordo sullo scambio dei dati relativi alle transazioni finanziarie e’ uno strumento imprescindibile per prevenire attacchi terroristici non solo negli Stati Uniti, ma anche in Europa".
Lo ha affermato in una nota il presidente della delegazione Pdl a Strasburgo Mario Mauro, insieme alla vice presidente del Parlamento Europeo Roberta Angelilli e al vice presidente della commissione Liberta’ civili Salvatore Iacolino a proposito dell’approvazione dell’accordo su Swift da parte dell’Europarlamento.
"Siamo soddisfatti per il ruolo svolto dal Parlamento Europeo che nel corso del negoziato e’ riuscito a far inserire importanti salvaguardie per i cittadini europei. I punti chiave, secondo gli eurodeputati del Pdl, sono "un effettivo controllo da parte di autorita’ europee prima dell’invio dei dati dall’Europa e poi dell’estrazione puntuale negli Stati Uniti dei dati, il diritto di ricorso in ambito giudiziario ed amministrativo, la delimitazione dell’ambito di applicazione dell’accordo al terrorismo o al finanziamento di quest’ultimo, una maggiore trasparenza dei meccanismi di trasferimento dei dati ed un chiaro riferimento al principio di proporzionalita’ e reciprocita’. Fondamentale e’ stato assicurare che il monitoraggio e il controllo diario dei dati estratti su suolo americano sia effettuato da personale europeo, oltre al chiaro impegno a costituire al piu’ presto un programma di tracciabilita’ dei dati finanziari europeo simile a quello degli Stati Uniti. A quel punto l’accordo odierno potra’ quindi essere rivisto non appena il sistema europeo sara’ operativo".
Lo ha affermato in una nota il presidente della delegazione Pdl a Strasburgo Mario Mauro, insieme alla vice presidente del Parlamento Europeo Roberta Angelilli e al vice presidente della commissione Liberta’ civili Salvatore Iacolino a proposito dell’approvazione dell’accordo su Swift da parte dell’Europarlamento.
"Siamo soddisfatti per il ruolo svolto dal Parlamento Europeo che nel corso del negoziato e’ riuscito a far inserire importanti salvaguardie per i cittadini europei. I punti chiave, secondo gli eurodeputati del Pdl, sono "un effettivo controllo da parte di autorita’ europee prima dell’invio dei dati dall’Europa e poi dell’estrazione puntuale negli Stati Uniti dei dati, il diritto di ricorso in ambito giudiziario ed amministrativo, la delimitazione dell’ambito di applicazione dell’accordo al terrorismo o al finanziamento di quest’ultimo, una maggiore trasparenza dei meccanismi di trasferimento dei dati ed un chiaro riferimento al principio di proporzionalita’ e reciprocita’. Fondamentale e’ stato assicurare che il monitoraggio e il controllo diario dei dati estratti su suolo americano sia effettuato da personale europeo, oltre al chiaro impegno a costituire al piu’ presto un programma di tracciabilita’ dei dati finanziari europeo simile a quello degli Stati Uniti. A quel punto l’accordo odierno potra’ quindi essere rivisto non appena il sistema europeo sara’ operativo".
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Sicurezza
BRUNETTA: I dati coerenti con le tenuta delle condizioni di vita
"I dati sul reddito e il risparmio delle famiglie e sui profitti delle societa’ - pubblicati regolarmente dall’Istat e ripresi con risalto e con interpretazioni sommarie dai mezzi di comunicazione - sono in realta’ pienamente coerenti con il quadro di tenuta delle condizioni di vita degli italiani, e in particolar modo dei lavoratori dipendenti, come piu’ volte sottolineato".
Lo ha spiegato il ministero della Pubblica Amministrazione e l’innovazione, presieduto da Renato Brunetta, in una nota. "Nel 2009 il reddito disponibile in termini reali dell’insieme del settore istituzionale ’famiglie’ e’ certamente diminuito, ma soltanto del 2,6% a fronte di una caduta del pil reale del 5,1%. La differenza e’ dovuta al fatto che le famiglie il cui reddito principale deriva da lavoro dipendente o da pensioni hanno salvaguardato il loro potere d’acquisto. La crescita media delle retribuzioni contrattuali reali e’ stata infatti, secondo l’Istat, del 2,3% mentre quella delle retribuzioni di fatto, nonostante la forte contrazione di premi e straordinari, e’ stata comunque (sempre in termini reali) dell’1,4%. La riduzione del reddito non si e’ dunque riflessa sui salari unitari reali - spiega il ministero -, che hanno continuato a crescere grazie alla bassa inflazione da domanda, mentre la cassa integrazione e la perdita di occupazione dipendente hanno colpito in misura ancora relativamente ridotta il monte dei redditi da lavoro dipendente.
Nel 2010, a fronte di una lieve accelerazione dell’inflazione rispetto all’anno precedente, le retribuzioni presentano ancora importanti segni di tenuta : le retribuzioni contrattuali, fissate in conformita’ con il nuovo modello contrattuale del 22 gennaio 2009, sono sinora cresciute piu’ del 2% in termini reali rispetto al 2009 e le retribuzioni di fatto reali sono cresciute un po’ di meno (1 per cento nel primo trimestre) a causa del livello ridotto dell’attivita’ economica. La tenuta delle condizioni degli italiani il cui reddito prevalente deriva da salari, stipendi o pensioni (nel complesso, piu’ di 30 milioni) e’ stata assicurata, nel 2009, anche dall’andamento di queste ultime: per i circa 17 milioni di pensionati, il tasso di incremento dei trattamenti per il 2009 e’ stato del 3,1%, ovvero piu’ di 2 punti sopra l’inflazione. La caduta del reddito ha invece colpito in misura prevalente i profitti delle imprese e il lavoro autonomo - conclude il ministero -. Nel 2009 il reddito misto (profitti piu’ redditi da lavoro autonomo) ha segnato, a prezzi costanti, una caduta del 5,5%. La quota dei profitti delle societa’ non finanziarie si e’ invece ridotta di 1,8 punti percentuali. In sintesi, nella crisi e’ aumentato il potere di acquisto dei lavoratori dipendenti e dei pensionati (al netto di chi ha perso il lavoro e dei cassaintegrati) mentre si sono ridotti significativamente i margini di profitto delle imprese (anche qui al netto delle cessazioni e dei fallimenti) ed e’ altresi’ diminuito il potere di acquisto del lavoro autonomo (artigiani, commercianti, collaboratori e imprenditori)"
Lo ha spiegato il ministero della Pubblica Amministrazione e l’innovazione, presieduto da Renato Brunetta, in una nota. "Nel 2009 il reddito disponibile in termini reali dell’insieme del settore istituzionale ’famiglie’ e’ certamente diminuito, ma soltanto del 2,6% a fronte di una caduta del pil reale del 5,1%. La differenza e’ dovuta al fatto che le famiglie il cui reddito principale deriva da lavoro dipendente o da pensioni hanno salvaguardato il loro potere d’acquisto. La crescita media delle retribuzioni contrattuali reali e’ stata infatti, secondo l’Istat, del 2,3% mentre quella delle retribuzioni di fatto, nonostante la forte contrazione di premi e straordinari, e’ stata comunque (sempre in termini reali) dell’1,4%. La riduzione del reddito non si e’ dunque riflessa sui salari unitari reali - spiega il ministero -, che hanno continuato a crescere grazie alla bassa inflazione da domanda, mentre la cassa integrazione e la perdita di occupazione dipendente hanno colpito in misura ancora relativamente ridotta il monte dei redditi da lavoro dipendente.
Nel 2010, a fronte di una lieve accelerazione dell’inflazione rispetto all’anno precedente, le retribuzioni presentano ancora importanti segni di tenuta : le retribuzioni contrattuali, fissate in conformita’ con il nuovo modello contrattuale del 22 gennaio 2009, sono sinora cresciute piu’ del 2% in termini reali rispetto al 2009 e le retribuzioni di fatto reali sono cresciute un po’ di meno (1 per cento nel primo trimestre) a causa del livello ridotto dell’attivita’ economica. La tenuta delle condizioni degli italiani il cui reddito prevalente deriva da salari, stipendi o pensioni (nel complesso, piu’ di 30 milioni) e’ stata assicurata, nel 2009, anche dall’andamento di queste ultime: per i circa 17 milioni di pensionati, il tasso di incremento dei trattamenti per il 2009 e’ stato del 3,1%, ovvero piu’ di 2 punti sopra l’inflazione. La caduta del reddito ha invece colpito in misura prevalente i profitti delle imprese e il lavoro autonomo - conclude il ministero -. Nel 2009 il reddito misto (profitti piu’ redditi da lavoro autonomo) ha segnato, a prezzi costanti, una caduta del 5,5%. La quota dei profitti delle societa’ non finanziarie si e’ invece ridotta di 1,8 punti percentuali. In sintesi, nella crisi e’ aumentato il potere di acquisto dei lavoratori dipendenti e dei pensionati (al netto di chi ha perso il lavoro e dei cassaintegrati) mentre si sono ridotti significativamente i margini di profitto delle imprese (anche qui al netto delle cessazioni e dei fallimenti) ed e’ altresi’ diminuito il potere di acquisto del lavoro autonomo (artigiani, commercianti, collaboratori e imprenditori)"
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mercoledì 7 luglio 2010
MAZZONI: Positivo il piano Maroni contro la mafia cinese
"Il piano nazionale di contrasto alla criminalita’ cinese annunciato oggi da Maroni e’ un’ottima notizia per Prato, insieme alla consapevolezza che i sindaci non possono essere lasciati soli. Ma il ministro e l’intero governo devono avere un’altra cruciale consapevolezza, cioe’ che e’ proprio Prato il vero crocevia della criminalita’ cinese in Italia, e che e’ li’ che vanno concentrati gli sforzi per debellare una enorme sacca di illegalita’ che negli ultimi mesi ha assunto defintivamente contorni mafiosi".
Lo ha affermato, in una nota, il deputato del Pdl Riccardo Mazzoni, coordinatore provinciale Pdl-Prato. "Siamo di fronte a organizzazioni che hanno gia’ ampiamente dimostrato di saper realizzare una proficua sinergia fra il livello criminale e quello economico-finanziario. Non sorprende che il governo cinese si sia rifiutato di sottoscrivere l’accordo per il rimpatrio dei clandestini, perche’ ambasciata e consolati non hanno mai collaborato fattivamente alla loro identificazione, pregiudicando cosi’ il lavoro delle forze dell’ordine. Il governo Berlusconi e la giunta Cenni di Prato hanno gia’ saputo dare segnali importanti per il ripristino della legalita’, ma ora e’ necessario un ulteriore salto di qualita’, e al tavolo nazionale che Maroni intende aprire, Prato - che ospita la seconda comunita’ cinese in Europa dopo Parigi - dovra’ avere un ruolo di primo piano".
BERTOLINI: Brutto segnale la scarcerazione dei marocchini accusati di terrorismo
"Con l’assoluzione e la conseguente scarcerazione dei due marocchini accusati di organizzare attacchi terroristici in Italia, la Corte di Assise di Roma lancia davvero un brutto segnale. Dopo l’attacco terroristico messo a segno da integralisti islamici alla Caserma Santa Barbara di Milano, era necessaria una risposta dura ed esemplare, anche sul fronte della prevenzione. Ancora una volta, ci troviamo invece di fronte alla decisione della magistratura che va nella direzione opposta".
Lo ha dichiarato il deputato del PdL, Isabella Bertolini, che ha osservato: "Chi minaccia e programma attentati e’ assolto e lasciato libero solo perche’ non e’ ancora riuscito a metterli a segno. Cosi’ si vanifica l’importante e duro lavoro di indagine svolto dagli inquirenti e si aumenta il senso di impunita’".
Lo ha affermato, in una nota, il deputato del Pdl Riccardo Mazzoni, coordinatore provinciale Pdl-Prato. "Siamo di fronte a organizzazioni che hanno gia’ ampiamente dimostrato di saper realizzare una proficua sinergia fra il livello criminale e quello economico-finanziario. Non sorprende che il governo cinese si sia rifiutato di sottoscrivere l’accordo per il rimpatrio dei clandestini, perche’ ambasciata e consolati non hanno mai collaborato fattivamente alla loro identificazione, pregiudicando cosi’ il lavoro delle forze dell’ordine. Il governo Berlusconi e la giunta Cenni di Prato hanno gia’ saputo dare segnali importanti per il ripristino della legalita’, ma ora e’ necessario un ulteriore salto di qualita’, e al tavolo nazionale che Maroni intende aprire, Prato - che ospita la seconda comunita’ cinese in Europa dopo Parigi - dovra’ avere un ruolo di primo piano".
BERTOLINI: Brutto segnale la scarcerazione dei marocchini accusati di terrorismo
"Con l’assoluzione e la conseguente scarcerazione dei due marocchini accusati di organizzare attacchi terroristici in Italia, la Corte di Assise di Roma lancia davvero un brutto segnale. Dopo l’attacco terroristico messo a segno da integralisti islamici alla Caserma Santa Barbara di Milano, era necessaria una risposta dura ed esemplare, anche sul fronte della prevenzione. Ancora una volta, ci troviamo invece di fronte alla decisione della magistratura che va nella direzione opposta".
Lo ha dichiarato il deputato del PdL, Isabella Bertolini, che ha osservato: "Chi minaccia e programma attentati e’ assolto e lasciato libero solo perche’ non e’ ancora riuscito a metterli a segno. Cosi’ si vanifica l’importante e duro lavoro di indagine svolto dagli inquirenti e si aumenta il senso di impunita’".
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