BERTOLINI: Basta con l'euroipocrisia sui rom
"Basta con l’euroipocrisia. Anche sulla questione rom Bruxelles ci ha fatto capire quanto sia distante dai problemi e dal sentire della gente comune. Invece, la posizione di Berlusconi e’ stata ineccepibile. Non e’ piu’ accettabile che si tolleri l’illegalita’".
Ad affermarlo e’ il deputato del Pdl, Isabella Bertolini. "Il politically correct europeo, che piace tanto anche alla miope sinistra nostrana, non vuole vedere la realta’, produce solo danni e non risolve le questioni. L’Italia e’ da sempre in prima linea nel contrasto all’illegalita’. E’ una posizione vincente ed e’ l’unica -conclude Bertolinia’- che puo’ davvero risolvere le cose, garantendo sicurezza e liberta’ alla gente per bene".
martedì 21 settembre 2010
BERLUSCONI: Da Fini dissennatezze estive
Silvio Berlusconi, parlando a Taormina alla festa de La Destra di Francesco Storace, ha definito "dissennatezze estive" la crisi aperta dallo strappo dei finiani, citando i titoli dei quotidiani stranieri che parlano di un Governo debole ed ha ribadito che "davvero non ci voleva quello che abbiamo visto in questi mesi estivi, proprio nel momento in cui il Paese sta uscendo bene dalla crisi".
"In Parlamento - ha osservato Berlusconi - ci sono persone con cui si puo’ ragionare e sono sicuro che esistono gruppi che si carichino della responsansabilità del Paese che si aggiungeranno alla nostra maggioranza, ma non ci sono operazioni di calciomercato. Non capisco perche’ per i giornali della sinistra chi e’ eletto con i nostri voti e va in un altro partito fa un’operazione straordinaria mentre chi torna da noi fa un’operazione di calcio mercato".
CICCHITTO: O i finiani rientrano nel PdL o si fanno il loro partito
"Abbiamo il dubbio che nel medio periodo il problema sia politico e non dei probiviri. Finora lo scontro politico in Italia ha prodotto molteplici situazioni, ma non era mai avvenuto che da un partito derivassero due gruppi parlamentari senza che non si verificassero conseguenze anche per quello che riguarda il partito in quanto tale".
Lo ha affermato Fabrizio Cicchitto, presidente dei deputati del Pdl, che si e’ rivolto alla componente finiana: "E’ quindi evidente che coloro che hanno dato vita al gruppo Fli dovranno decidere - aggiunge - se rientrare nel Pdl, gruppo parlamentare compreso, oppure se la scissione del gruppo parlamentare si tradurrà anche nella formazione di un nuovo partito. Nell’immediato indipendentemente dalle scelte successive, ci auguriamo che il gruppo del Fli confermi il suo sostegno al governo Berlusconi del quale del resto continuano a far parte come ministri e sottosegretari anche alcuni esponenti finiani".
"In Parlamento - ha osservato Berlusconi - ci sono persone con cui si puo’ ragionare e sono sicuro che esistono gruppi che si carichino della responsansabilità del Paese che si aggiungeranno alla nostra maggioranza, ma non ci sono operazioni di calciomercato. Non capisco perche’ per i giornali della sinistra chi e’ eletto con i nostri voti e va in un altro partito fa un’operazione straordinaria mentre chi torna da noi fa un’operazione di calcio mercato".
CICCHITTO: O i finiani rientrano nel PdL o si fanno il loro partito
"Abbiamo il dubbio che nel medio periodo il problema sia politico e non dei probiviri. Finora lo scontro politico in Italia ha prodotto molteplici situazioni, ma non era mai avvenuto che da un partito derivassero due gruppi parlamentari senza che non si verificassero conseguenze anche per quello che riguarda il partito in quanto tale".
Lo ha affermato Fabrizio Cicchitto, presidente dei deputati del Pdl, che si e’ rivolto alla componente finiana: "E’ quindi evidente che coloro che hanno dato vita al gruppo Fli dovranno decidere - aggiunge - se rientrare nel Pdl, gruppo parlamentare compreso, oppure se la scissione del gruppo parlamentare si tradurrà anche nella formazione di un nuovo partito. Nell’immediato indipendentemente dalle scelte successive, ci auguriamo che il gruppo del Fli confermi il suo sostegno al governo Berlusconi del quale del resto continuano a far parte come ministri e sottosegretari anche alcuni esponenti finiani".
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BERLUSCONI: Patto con l'Italia in cinque punti
"Invito le forze piu’ responsabili dell’opposizione, affinche’ lascino da parte i pregiudizi e possano votare le riforme cosicche’ anche la minoranza possa concorrere a fare il bene del paese". Lo ha affermato il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi nel corso di un collegamento telefonico con il convegno del Pdl del Veneto a Cortina. "Chiunque, ovunque collocato, vorra’ continuare con i giochi di palazzo per puntare su un governo senza legittimazione popolare e’ destinato a fallire a farsi male da solo. Perche’, non c’e’ piu’ spazio per la vecchia politica, per le correnti, per le vecchie segreterie di partito".
Berlusconi ha quindi sottolineato: "Siamo una grande forza popolare che ha il consenso della gente. I nostri avversari se lo devono mettere in testa: la sovranita’ appartiene al popolo. E in questa legislatura e’ il nostro governo che deve fare le riforme e le fara’". Il premier ha ricordato che "per questo abbiamo il dovere di andare avanti perche’ il governo in questi due anni si e’ rimboccato le maniche, ha lavorato bene nell’interesse del paese, perche’ appunto abbiamo il consenso che ci hanno dato gli elettori in tutte le elezioni con un chiaro mandato elettorale, abbiamo un consenso elevato come registrano tutti i sondaggi, e abbiamo un programma preciso.
Per cui tra pochi giorni in Parlamento andro’ per presentare l’agenda per il paese un nuovo patto per l’Italia in cinque punti che tutti i parlamentari della maggioranza dovranno votare".
Nella sua telefonata al convegno di Cortina del Pdl del Veneto, Berlusconi ha salutato i ministri presenti: "Maurizio Sacconi, Renato Brunetta, Angelino Alfano. A voi tutti un saluto affettuosissimo voi che componente una bellissima squadra di governo, compatta: la nostra missione fin dall’inizio e’ stata quella di modernizzare la politica portando una novita’ importante, una nuova moralita’ in politica che non vuol dire non rubare ma mantenere le promesse. Con noi e’ cambiato tutto, noi abbiamo fatto quanto promesso infatti noi ci riteniamo obbligati a realizzare il programma presentato agli elettori. Per questo dobbiamo portare avanti le riforme affrontando sfide importanti con tranquillita’ visti i risultati gia’ raggiunti in questi due anni di governo. Ci siamo comportati bene come buoni padri di famiglia abbiamo governato bene, stiamo portando fuori il paese dalla crisi economica sostenendo la ripresa, non lasciando solo nessuno". E ancora Berlusconi ha ricordato che "abbiamo affrontato con efficienza e tempestivita’ tutte le emergenze vecchie e nuove". Di piu’ il premier ha quindi ricordato le riforme fatte "per ammodernare l’Italia dalla pubblica amministrazione, alla scuola e all’universita’ alla riforma della giustizia civile, all’avvio e alla realizzazione dei cantieri delle grandi opere".
"E a chi ci dice che l’Italia cresce meno dagli altri paesi europei che dipende da due fattori: noi paghiamo l’energia il 30-40% in piu’ dei nostri vicini europei con i quali siamo in competizione, come la Francia e la Germani. Ed abbiamo il grande handicap di avere ereditato un debito pubblico che i governi precedenti hanno moltiplicato per otto. Sono tutti soldi sottratti alla realizzazione di grandi opere.
Noi abbiamo lavorato bene sul fronte della sicurezza e del contrasto alla criminalita’ organizzata come mai fatto in passato. Abbiamo bloccato i clandestini nel pieno rispetto delle direttive europee. Per questo ho dato il mio sostegno al presidente Sarkozy: lo straniero che delinque e che non rispetta le regole dimostra di non volersi integrare e per questo sono stato d’accordo con la sua decisione".
Berlusconi ha quindi sottolineato: "Siamo una grande forza popolare che ha il consenso della gente. I nostri avversari se lo devono mettere in testa: la sovranita’ appartiene al popolo. E in questa legislatura e’ il nostro governo che deve fare le riforme e le fara’". Il premier ha ricordato che "per questo abbiamo il dovere di andare avanti perche’ il governo in questi due anni si e’ rimboccato le maniche, ha lavorato bene nell’interesse del paese, perche’ appunto abbiamo il consenso che ci hanno dato gli elettori in tutte le elezioni con un chiaro mandato elettorale, abbiamo un consenso elevato come registrano tutti i sondaggi, e abbiamo un programma preciso.
Per cui tra pochi giorni in Parlamento andro’ per presentare l’agenda per il paese un nuovo patto per l’Italia in cinque punti che tutti i parlamentari della maggioranza dovranno votare".
Nella sua telefonata al convegno di Cortina del Pdl del Veneto, Berlusconi ha salutato i ministri presenti: "Maurizio Sacconi, Renato Brunetta, Angelino Alfano. A voi tutti un saluto affettuosissimo voi che componente una bellissima squadra di governo, compatta: la nostra missione fin dall’inizio e’ stata quella di modernizzare la politica portando una novita’ importante, una nuova moralita’ in politica che non vuol dire non rubare ma mantenere le promesse. Con noi e’ cambiato tutto, noi abbiamo fatto quanto promesso infatti noi ci riteniamo obbligati a realizzare il programma presentato agli elettori. Per questo dobbiamo portare avanti le riforme affrontando sfide importanti con tranquillita’ visti i risultati gia’ raggiunti in questi due anni di governo. Ci siamo comportati bene come buoni padri di famiglia abbiamo governato bene, stiamo portando fuori il paese dalla crisi economica sostenendo la ripresa, non lasciando solo nessuno". E ancora Berlusconi ha ricordato che "abbiamo affrontato con efficienza e tempestivita’ tutte le emergenze vecchie e nuove". Di piu’ il premier ha quindi ricordato le riforme fatte "per ammodernare l’Italia dalla pubblica amministrazione, alla scuola e all’universita’ alla riforma della giustizia civile, all’avvio e alla realizzazione dei cantieri delle grandi opere".
"E a chi ci dice che l’Italia cresce meno dagli altri paesi europei che dipende da due fattori: noi paghiamo l’energia il 30-40% in piu’ dei nostri vicini europei con i quali siamo in competizione, come la Francia e la Germani. Ed abbiamo il grande handicap di avere ereditato un debito pubblico che i governi precedenti hanno moltiplicato per otto. Sono tutti soldi sottratti alla realizzazione di grandi opere.
Noi abbiamo lavorato bene sul fronte della sicurezza e del contrasto alla criminalita’ organizzata come mai fatto in passato. Abbiamo bloccato i clandestini nel pieno rispetto delle direttive europee. Per questo ho dato il mio sostegno al presidente Sarkozy: lo straniero che delinque e che non rispetta le regole dimostra di non volersi integrare e per questo sono stato d’accordo con la sua decisione".
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martedì 14 settembre 2010
NAPOLITANO A BERLUSCONI: Avanti con questo governo
Il presidente della Repubblica ha affermato di mostrare tutto il suo "apprezzamento" per le valutazioni "impegnative" fatte recentemente dal presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, sulla prosecuzione della legislatura.
Giorgio Napolitano, incontrando le autorita’ locali nella sua visita a Salerno, ha affrontato anche temi politici di carattere generale. In particolare il Capo dello Stato, partendo dalle polemiche della scorsa estate non nasconde la sua soddisfazione per l’evoluzione che la vita politica sembra aver preso in questi giorni.
"Il fatto che negli ultimi giorni - ha sottolineato il presidente della Repubblica - si sia manifestata crescente fiducia nella possibile prosecuzione dell’attivita’ governativa e parlamentare segna per me, sia chiaro, un’evoluzione auspicabile e costruttiva". Il Capo dello Stato ha mostrato il suo "apprezzamento per le impegnative valutazioni recentemente espresse dal presidente Berlusconi in ordine alla prosecuzione e al rilancio dell’attivita’ di governo e parlamentare".
>BERLUSCONI: Il voto sui 5 punti avra' una maggioranza larghissima
Si, si votera’ sui 5 punti e avremo non solo la maggioranza ma una grande maggioranza". Maggioranza, ha spiegato Berlusconi, che potra’ anche allargarsi all’Udc, che Casini lo voglia o no. "Molti centristi,potrebbero votare in dissenso dal loro leader e non far mancare l’appoggio al nostro governo".
Lo ha affermato il presidente Silvio Berlusconi intervenendo alla festa di Atreju, riferendosi alla voto di fiducia che seguirà al suo intervento in Parlamento previsto per fine settembre: "Serve proseguire abbiamo una maggioranza per governare e non possiamo andare alle elezioni, in questa situazione non e’ possibile farlo. Un terzo degli italiani ci direbbe che non siamo stati capaci a mantenere la maggioranza che avevamo".
Dunque, ha sottolineato il premier tra gli applausi, si andra’ a votare, ma solo alla scadenza naturale della legislatura."Va bene il dissenso ma non era possibile continuare con dei distinguo su cose incomprensibili gettando cattiva luce sul governo, il partito e il primo ministro". Se non avessi rotto con Fini, ha osservato Berlusconi, "mi avrebbero dato del rincoglionito o avrebbero detto che sono sotto ricatto".
Quanto ai finiani, ha sottolineato Berlusconi, hanno certamente fatto bene ad essere leali nei confronti del loro leader. Ma "non credo che i parlamentari che hanno aderito alla nuova formazione che fa capo a Fini vogliano venir meno all’impegno preso con gli elettori. Ciascuno di loro sara’ leale anche al simbolo del Pdl su cui e’ scritto il nome di Silvio Berlusconi".
Giorgio Napolitano, incontrando le autorita’ locali nella sua visita a Salerno, ha affrontato anche temi politici di carattere generale. In particolare il Capo dello Stato, partendo dalle polemiche della scorsa estate non nasconde la sua soddisfazione per l’evoluzione che la vita politica sembra aver preso in questi giorni.
"Il fatto che negli ultimi giorni - ha sottolineato il presidente della Repubblica - si sia manifestata crescente fiducia nella possibile prosecuzione dell’attivita’ governativa e parlamentare segna per me, sia chiaro, un’evoluzione auspicabile e costruttiva". Il Capo dello Stato ha mostrato il suo "apprezzamento per le impegnative valutazioni recentemente espresse dal presidente Berlusconi in ordine alla prosecuzione e al rilancio dell’attivita’ di governo e parlamentare".
>BERLUSCONI: Il voto sui 5 punti avra' una maggioranza larghissima
Si, si votera’ sui 5 punti e avremo non solo la maggioranza ma una grande maggioranza". Maggioranza, ha spiegato Berlusconi, che potra’ anche allargarsi all’Udc, che Casini lo voglia o no. "Molti centristi,potrebbero votare in dissenso dal loro leader e non far mancare l’appoggio al nostro governo".
Lo ha affermato il presidente Silvio Berlusconi intervenendo alla festa di Atreju, riferendosi alla voto di fiducia che seguirà al suo intervento in Parlamento previsto per fine settembre: "Serve proseguire abbiamo una maggioranza per governare e non possiamo andare alle elezioni, in questa situazione non e’ possibile farlo. Un terzo degli italiani ci direbbe che non siamo stati capaci a mantenere la maggioranza che avevamo".
Dunque, ha sottolineato il premier tra gli applausi, si andra’ a votare, ma solo alla scadenza naturale della legislatura."Va bene il dissenso ma non era possibile continuare con dei distinguo su cose incomprensibili gettando cattiva luce sul governo, il partito e il primo ministro". Se non avessi rotto con Fini, ha osservato Berlusconi, "mi avrebbero dato del rincoglionito o avrebbero detto che sono sotto ricatto".
Quanto ai finiani, ha sottolineato Berlusconi, hanno certamente fatto bene ad essere leali nei confronti del loro leader. Ma "non credo che i parlamentari che hanno aderito alla nuova formazione che fa capo a Fini vogliano venir meno all’impegno preso con gli elettori. Ciascuno di loro sara’ leale anche al simbolo del Pdl su cui e’ scritto il nome di Silvio Berlusconi".
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FRATTINI: La Ue fermi la circolazione dei clandestini
"Non puo’ piu’ essere regolare la libera circolazione di centinaia di migliaia di clandestini in Europa".
Lo ha affermato il ministro degli esteri, Franco Frattini, sollecitando l’intervento di Bruxelles sul problema degli immigrati senza permesso. Da Gubbio, alla scuola del Pdl, Frattini ha rimarcato che "questa situazione non e’ quella che l’Ue rappresenta, ovvero i principi di legalita’ e delle regole". Il nostro ministro degli Estri ha rivendicato la politica estera italiana che non accetta piu’ imposizioni. "Non si puo’ essere deboli e timidi sulla nostra religione e accettare che il tribunale di Strasburgo ci tolga i crocifissi dalle scuole e dai tribunali. Se proseguiamo cosi’, nel futuro avremo difficolta’ perfino a poter costruire una chiesa per non offendere qualcuno. Sulla difesa della religione rilevo con dispiacere che c’e’ mancato il sostegno dei grandi paesi dell’Ue, mentre abbiamo avuto la vicinanza di piccole nazioni, oltre alla Russia".
Lo ha affermato il ministro degli esteri, Franco Frattini, sollecitando l’intervento di Bruxelles sul problema degli immigrati senza permesso. Da Gubbio, alla scuola del Pdl, Frattini ha rimarcato che "questa situazione non e’ quella che l’Ue rappresenta, ovvero i principi di legalita’ e delle regole". Il nostro ministro degli Estri ha rivendicato la politica estera italiana che non accetta piu’ imposizioni. "Non si puo’ essere deboli e timidi sulla nostra religione e accettare che il tribunale di Strasburgo ci tolga i crocifissi dalle scuole e dai tribunali. Se proseguiamo cosi’, nel futuro avremo difficolta’ perfino a poter costruire una chiesa per non offendere qualcuno. Sulla difesa della religione rilevo con dispiacere che c’e’ mancato il sostegno dei grandi paesi dell’Ue, mentre abbiamo avuto la vicinanza di piccole nazioni, oltre alla Russia".
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giovedì 9 settembre 2010
BONDI: Fini ha una colpa politica imperdonabile
"Fini ha una colpa imperdonabile dal punto di vista politico. Con le sue iniziative, infatti, ha dato un colpo al cuore a tutto quello che ci siamo impegnati a fare. Poteva darci un grande contributo a migliorare le cose. Non tutto e’ perfetto, ogni cosa si puo’ migliorare. Non c’era bisogno di mandare tutto all’aria". Lo ha affermato Sandro Bondi, aprendo i lavori della scuola di Gubbio dove ha lanciato un vero e proprio j’accuse contro Gianfranco Fini, considerato di essere il "colpevole politico" dello strappo consumatosi all’interno del Pdl.
Il ministro dei Beni culturali e coordinatore nazionale del PdL ha sottolineato "quello che piu’ mi ha colpito del discorso di Fini a Mirabello e’ stata la leggerezza culturale e politica con cui sono stati espressi giudizi cosi’ categorici, drastici e infondati sull’azione di governo su tutte le questioni, a cominciare dalla crisi economica. Abbiamo ascoltato una serie di critiche a tutto spiano. Noi adesso abbiamo il dovere di sviscerare tutto quello che di buono abbiamo fatto. noi siamo per la politica del fare non per quella politica incapace di decidere che ha portato solo alla divisioni e alla discordia".
BRAMBILLA: Avanti senza incertezze per onorare il patto con gli elettori
"Avanti, senza incertezze, per onorare il nostro primo ed autentico impegno: il patto con gli elettori".
Lo ha affermato il ministro del Turismo, Michela Vittoria Brambilla, a conclusione del vertice che si e’ tenuto a palazzo Grazioli con il premier Silvio Berlusconi e alcuni ministri del Pdl. "Le elezioni non ci fanno paura, ma non sono la strada giusta. Abbiamo il diritto e il dovere di dare continuita’ all’azione di un governo che ha ben operato e che in questi anni e’ stato piu’ volte premiato dal consenso dei cittadini. Desidero quindi ribadire, una volta di piu’, la nostra ferma intenzione di portare a termine il programma di riforme, interpretando con il massimo senso di responsabilita’ il mandato affidatoci dagli elettori".
LEONE: Da Berlusconi una percorso di responsabilita'
"Condivido la presa di posizione del presidente Berlusconi e dell’intero ufficio di presidenza che si e’ tenuto ieri, di non andare al voto anticipato. Penso sia un percorso di responsabilita’ legato alla necessita’ di esperire qualsiasi tentativo, all’interno del Parlamento, per verificare la sussistenza o meno delle condizioni per poter continuare l’azione di governo che e’ stata messa dai cittadini italiani nelle mani del premier Berlusconi, del ’vivissimo’ Popolo della Liberta’ e della coalizione che sostiene l’esecutivo".
Lo ha dichiarato all’ADNKRONOS Antonio Leone, vice presidente Pdl della Camera. "Sono certo che dopo l’intervento del presidente del Consiglio in Aula, a fine settembre, ci saranno i numeri per poter proseguire in quell’azione di governo che proficuamente e’ stata sinora tenuta nell’interesse dell’Italia". Quanto alla posizione dei parlamentari di Futuro e Liberta’ che hanno incarichi di partito nel Pdl, Leone ha ribadito: "Non penso che gli uomini e le donne del Popolo della liberta’ potrebbero comprendere come chi appartiene ormai a un altro gruppo parlamentare, possa continuare ad avere sul territorio ruoli di responsabilita’ all’interno del Pdl".
Il ministro dei Beni culturali e coordinatore nazionale del PdL ha sottolineato "quello che piu’ mi ha colpito del discorso di Fini a Mirabello e’ stata la leggerezza culturale e politica con cui sono stati espressi giudizi cosi’ categorici, drastici e infondati sull’azione di governo su tutte le questioni, a cominciare dalla crisi economica. Abbiamo ascoltato una serie di critiche a tutto spiano. Noi adesso abbiamo il dovere di sviscerare tutto quello che di buono abbiamo fatto. noi siamo per la politica del fare non per quella politica incapace di decidere che ha portato solo alla divisioni e alla discordia".
BRAMBILLA: Avanti senza incertezze per onorare il patto con gli elettori
"Avanti, senza incertezze, per onorare il nostro primo ed autentico impegno: il patto con gli elettori".
Lo ha affermato il ministro del Turismo, Michela Vittoria Brambilla, a conclusione del vertice che si e’ tenuto a palazzo Grazioli con il premier Silvio Berlusconi e alcuni ministri del Pdl. "Le elezioni non ci fanno paura, ma non sono la strada giusta. Abbiamo il diritto e il dovere di dare continuita’ all’azione di un governo che ha ben operato e che in questi anni e’ stato piu’ volte premiato dal consenso dei cittadini. Desidero quindi ribadire, una volta di piu’, la nostra ferma intenzione di portare a termine il programma di riforme, interpretando con il massimo senso di responsabilita’ il mandato affidatoci dagli elettori".
LEONE: Da Berlusconi una percorso di responsabilita'
"Condivido la presa di posizione del presidente Berlusconi e dell’intero ufficio di presidenza che si e’ tenuto ieri, di non andare al voto anticipato. Penso sia un percorso di responsabilita’ legato alla necessita’ di esperire qualsiasi tentativo, all’interno del Parlamento, per verificare la sussistenza o meno delle condizioni per poter continuare l’azione di governo che e’ stata messa dai cittadini italiani nelle mani del premier Berlusconi, del ’vivissimo’ Popolo della Liberta’ e della coalizione che sostiene l’esecutivo".
Lo ha dichiarato all’ADNKRONOS Antonio Leone, vice presidente Pdl della Camera. "Sono certo che dopo l’intervento del presidente del Consiglio in Aula, a fine settembre, ci saranno i numeri per poter proseguire in quell’azione di governo che proficuamente e’ stata sinora tenuta nell’interesse dell’Italia". Quanto alla posizione dei parlamentari di Futuro e Liberta’ che hanno incarichi di partito nel Pdl, Leone ha ribadito: "Non penso che gli uomini e le donne del Popolo della liberta’ potrebbero comprendere come chi appartiene ormai a un altro gruppo parlamentare, possa continuare ad avere sul territorio ruoli di responsabilita’ all’interno del Pdl".
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FINALMENTE IL DECRETO PER RIMPATRIARE I CONDANNATI
ALFANO: Approvato il decreto per trasferire i condannati stranieri
"Successo straordinario del governo che oggi, al Consiglio dei ministri, approva un decreto legislativo mirato a disciplinare il trasferimento delle persone condannate dall’Italia verso lo Stato di cittadinanza per la regolare esecuzione delle pene detentive".
E’ quanto si legge in un comunicato del ministero della Giustizia. "Con questo provvedimento - afferma il ministro della Giustizia, Angelino Alfano - l’Italia e’ il primo Paese dell’Unione Europea ad attuare la decisione quadro del 27 novembre del 2008, con largo anticipo rispetto alla scadenza fissata al 5 dicembre del 2011. In questo modo, il governo intende dare una risposta concreta all’emergenza del sovraffollamento carcerario attraverso il trasferimento dei condannati stranieri, per l’esecuzione della pena, senza un previo accordo dello Stato estero di cittadinanza e senza il consenso della persona condannata, agevolando, quindi, il trasferimento verso tutti gli Stati dell’Ue. Si tratta dunque - spiega il Guardasigilli - di un importantissimo passo in avanti rispetto ai tradizionali accordi internazionali in base ai quali il trasferimento del condannato dipendeva sempre dal consenso della persona e da accordi con lo Stato di cittadinanza che, pero’, non era mai obbligato ad accogliere un proprio cittadino per fargli scontare la pena applicata da un altro Stato".
Il decreto legislativo approvato oggi persegue un duplice obiettivo: da una parte favorisce il reinserimento sociale, familiare e lavorativo del detenuto straniero, riportandolo nei suoi luoghi di appartenenza; dall’altra, assieme alle altre misure contenute nel piano carceri, avvia a soluzione lo storico problema della tensione detentiva, riducendo sensibilmente il numero degli stranieri detenuti in Italia. Dopo un’attenta ricognizione, infatti, si e’ rilevato che i detenuti stranieri, oggi in Italia, che potranno essere trasferiti in altri Stati dell’Unione Europea, grazie a questa nuova procedura, sono 1214. Tutta la procedura dovra’ completarsi entro tempi certi e brevissimi, imposti dall’Unione Europea: di norma sessanta giorni dalla trasmissione del certificato di trasferimento della persona condannata. Naturalmente, il provvedimento regola anche l’ipotesi in cui un cittadino italiano, condannato in un altro Stato dell’Unione Europea, venga trasferito in Italia per l’esecuzione della pena detentiva
"Successo straordinario del governo che oggi, al Consiglio dei ministri, approva un decreto legislativo mirato a disciplinare il trasferimento delle persone condannate dall’Italia verso lo Stato di cittadinanza per la regolare esecuzione delle pene detentive".
E’ quanto si legge in un comunicato del ministero della Giustizia. "Con questo provvedimento - afferma il ministro della Giustizia, Angelino Alfano - l’Italia e’ il primo Paese dell’Unione Europea ad attuare la decisione quadro del 27 novembre del 2008, con largo anticipo rispetto alla scadenza fissata al 5 dicembre del 2011. In questo modo, il governo intende dare una risposta concreta all’emergenza del sovraffollamento carcerario attraverso il trasferimento dei condannati stranieri, per l’esecuzione della pena, senza un previo accordo dello Stato estero di cittadinanza e senza il consenso della persona condannata, agevolando, quindi, il trasferimento verso tutti gli Stati dell’Ue. Si tratta dunque - spiega il Guardasigilli - di un importantissimo passo in avanti rispetto ai tradizionali accordi internazionali in base ai quali il trasferimento del condannato dipendeva sempre dal consenso della persona e da accordi con lo Stato di cittadinanza che, pero’, non era mai obbligato ad accogliere un proprio cittadino per fargli scontare la pena applicata da un altro Stato".
Il decreto legislativo approvato oggi persegue un duplice obiettivo: da una parte favorisce il reinserimento sociale, familiare e lavorativo del detenuto straniero, riportandolo nei suoi luoghi di appartenenza; dall’altra, assieme alle altre misure contenute nel piano carceri, avvia a soluzione lo storico problema della tensione detentiva, riducendo sensibilmente il numero degli stranieri detenuti in Italia. Dopo un’attenta ricognizione, infatti, si e’ rilevato che i detenuti stranieri, oggi in Italia, che potranno essere trasferiti in altri Stati dell’Unione Europea, grazie a questa nuova procedura, sono 1214. Tutta la procedura dovra’ completarsi entro tempi certi e brevissimi, imposti dall’Unione Europea: di norma sessanta giorni dalla trasmissione del certificato di trasferimento della persona condannata. Naturalmente, il provvedimento regola anche l’ipotesi in cui un cittadino italiano, condannato in un altro Stato dell’Unione Europea, venga trasferito in Italia per l’esecuzione della pena detentiva
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