Interni
Ancora scontri a Terzigno La denuncia del questore: "Guerriglia organizzata"
di Redazione
Tafferugli, lancio di sassi, ordigni artigianali e autocompattatori dati alle fiamme. Irruzione nel comune di Boscoreale, manifestanti sul tetto del municipio di Terzigno. Caldoro firma l'ordinanza: "I rifiuti vadano in altre discariche"
da Il Giornale del 19.10.2010
martedì 19 ottobre 2010
Stranieri in Italia, Istat aggiorna i dati
14 Ottobre 2010
I cittadini stranieri residenti in Italia al 1° gennaio 2010 sono 4.235.059 pari al 7,0% del totale dei residenti. Al 1° gennaio 2009 essi rappresentavano il 6,5%.
Nel corso dell’anno 2009 il numero di stranieri è aumentato di 343.764 unità (+8,8%), un incremento ancora molto elevato, sebbene inferiore a quello dei due anni precedenti (494 mila nel 2007 e 459 mila nel 2008, rispettivamente +16,8% e +13,4%), principalmente per effetto della diminuzione degli ingressi dalla Romania.
I minori sono 932.675, il 22,0% del totale degli stranieri residenti; circa 573 mila sono nati in Italia, mentre la restante parte è giunta nel nostro paese per ricongiungimento familiare.
Circa la metà dei residenti stranieri (2 milioni 86 mila individui, pari al 49,3% del totale) proviene dai paesi dell’Est europeo: in particolare, circa un quarto proviene dai Paesi Ue di nuova adesione (1 milione 71 mila, escludendo Cipro e Malta, fra cui 888 mila dalla sola Romania); un altro quarto (1 milione 15 mila) è rappresentato dai cittadini dei paesi est-europei non appartenenti all’Ue.
I cittadini dei paesi est-europei (+181 mila nel corso del 2009, +9,5%) contribuiscono per circa la metà anche all’incremento degli stranieri residenti: quelli dei paesi Ue di nuova adesione sono cresciuti complessivamente di circa 105 mila unità (+10,9%), mentre quelli dei paesi dell’Est europeo non facenti parte dell’Unione sono aumentati di 76 mila unità (+8,1%). I cittadini dei paesi asiatici sono complessivamente cresciuti di 71 mila unità, con un incremento relativo del 11,6%.
Oltre il 60% dei cittadini stranieri risiede nelle regioni del Nord, il 25,3% in quelle del Centro e il restante 13,1% in quelle del Mezzogiorno, anche se nel 2009 la popolazione straniera è cresciuta più intensamente nelle regioni del Mezzogiorno rispetto a quelle del Centro-nord.
Fonte: Istat
I cittadini stranieri residenti in Italia al 1° gennaio 2010 sono 4.235.059 pari al 7,0% del totale dei residenti. Al 1° gennaio 2009 essi rappresentavano il 6,5%.
Nel corso dell’anno 2009 il numero di stranieri è aumentato di 343.764 unità (+8,8%), un incremento ancora molto elevato, sebbene inferiore a quello dei due anni precedenti (494 mila nel 2007 e 459 mila nel 2008, rispettivamente +16,8% e +13,4%), principalmente per effetto della diminuzione degli ingressi dalla Romania.
I minori sono 932.675, il 22,0% del totale degli stranieri residenti; circa 573 mila sono nati in Italia, mentre la restante parte è giunta nel nostro paese per ricongiungimento familiare.
Circa la metà dei residenti stranieri (2 milioni 86 mila individui, pari al 49,3% del totale) proviene dai paesi dell’Est europeo: in particolare, circa un quarto proviene dai Paesi Ue di nuova adesione (1 milione 71 mila, escludendo Cipro e Malta, fra cui 888 mila dalla sola Romania); un altro quarto (1 milione 15 mila) è rappresentato dai cittadini dei paesi est-europei non appartenenti all’Ue.
I cittadini dei paesi est-europei (+181 mila nel corso del 2009, +9,5%) contribuiscono per circa la metà anche all’incremento degli stranieri residenti: quelli dei paesi Ue di nuova adesione sono cresciuti complessivamente di circa 105 mila unità (+10,9%), mentre quelli dei paesi dell’Est europeo non facenti parte dell’Unione sono aumentati di 76 mila unità (+8,1%). I cittadini dei paesi asiatici sono complessivamente cresciuti di 71 mila unità, con un incremento relativo del 11,6%.
Oltre il 60% dei cittadini stranieri risiede nelle regioni del Nord, il 25,3% in quelle del Centro e il restante 13,1% in quelle del Mezzogiorno, anche se nel 2009 la popolazione straniera è cresciuta più intensamente nelle regioni del Mezzogiorno rispetto a quelle del Centro-nord.
Fonte: Istat
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Statistiche
BUONGOVERNO: Nel trasporto aereo saremo leader in Europa e nel Mediterraneo
Mentre il solito teatrino della politica continua a privilegiare le chiacchiere, il governo del fare macina risultati. L’ultimo in ordine di tempo riguarda l’avanzamento del piano di rilancio degli aeroporti nazionali, con l’obiettivo di riportare l’Italia in una posizione leader in Europa e nel Mediterraneo. Un anno fa, a Villa Madama, il premier Berlusconi aveva presenziato a un evento insolito: dopo decenni di polemiche e divisioni improduttive, gli Aeroporti di Milano e di Roma avevano deciso di allearsi e di lanciare insieme un masterplan, denominato "Aeroporto Italia", con l’obiettivo di rinnovare da cima a fondo i due maggiori aeroporti nazionali, con un piano di investimenti di 5 miliardi entro il 2020 e di 14 miliardi entro il 2040.
Il primo passo di quell’alleanza strategica è stato perfezionato settimana scorsa, con l’aggiudicazione alla società inglese Scott Wilson del masterplan 2040 dell’Aeroporto di Fiumicino. E giustamente il premier Berlusconi lo sottolinea con una dichiarazione in cui ricorda che, per dare corso agli investimenti programmati, sarà opportuno riequilibrare le tariffe aeroportuali, che oggi in Italia sono del 42 per cento al di sotto di quelle europee.
Ecco di seguito la dichiarazione di Silvio Berlusconi.
"L’aggiudicazione del masterplan strategico di "Aeroporto Italia" alla società inglese Scott Wilson conferma gli impegni che il Governo ha assunto un anno fa a Villa Madama con il piano di sviluppo unitario degli aeroporti di Roma e di Milano. Operando insieme e di intesa con il Governo, Sea Aeroporti di Milano e ADR Aeroporti di Roma sono impegnate ad effettuare 5 miliardi di investimenti entro il 2020, in tempo utile per l’Expo 2015 di Milano, e 14 miliardi entro il 2040. L’obiettivo è di raggiungere 60 milioni di passeggeri nel 2020 e oltre cento milioni nel 2024, con un ritorno occupazionale di 2500 unità per ogni milione di passeggeri in più e un incremento del Pil pari al 4%. A fronte dell’attuale divario tariffario del 42% a sfavore dell’Italia rispetto all’Europa, il Governo riconosce il problema di semplificare ed equiparare le tariffe italiane a quelle europee, per consentire gli investimenti previsti con la sottoscrizione dei nuovi contratti di programma a partire dal 2011. L’obiettivo comune – del Governo e degli Aeroporti di Milano e di Roma –di riportare l’Italia tra i leader del settore sia in Europa che nel Mediterraneo, è dunque pienamente confermato".
Il primo passo di quell’alleanza strategica è stato perfezionato settimana scorsa, con l’aggiudicazione alla società inglese Scott Wilson del masterplan 2040 dell’Aeroporto di Fiumicino. E giustamente il premier Berlusconi lo sottolinea con una dichiarazione in cui ricorda che, per dare corso agli investimenti programmati, sarà opportuno riequilibrare le tariffe aeroportuali, che oggi in Italia sono del 42 per cento al di sotto di quelle europee.
Ecco di seguito la dichiarazione di Silvio Berlusconi.
"L’aggiudicazione del masterplan strategico di "Aeroporto Italia" alla società inglese Scott Wilson conferma gli impegni che il Governo ha assunto un anno fa a Villa Madama con il piano di sviluppo unitario degli aeroporti di Roma e di Milano. Operando insieme e di intesa con il Governo, Sea Aeroporti di Milano e ADR Aeroporti di Roma sono impegnate ad effettuare 5 miliardi di investimenti entro il 2020, in tempo utile per l’Expo 2015 di Milano, e 14 miliardi entro il 2040. L’obiettivo è di raggiungere 60 milioni di passeggeri nel 2020 e oltre cento milioni nel 2024, con un ritorno occupazionale di 2500 unità per ogni milione di passeggeri in più e un incremento del Pil pari al 4%. A fronte dell’attuale divario tariffario del 42% a sfavore dell’Italia rispetto all’Europa, il Governo riconosce il problema di semplificare ed equiparare le tariffe italiane a quelle europee, per consentire gli investimenti previsti con la sottoscrizione dei nuovi contratti di programma a partire dal 2011. L’obiettivo comune – del Governo e degli Aeroporti di Milano e di Roma –di riportare l’Italia tra i leader del settore sia in Europa che nel Mediterraneo, è dunque pienamente confermato".
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Economia
BERTOLINI: Controllare la proliferazione delle moschee abusive
"La proliferazione, soprattutto nelle regioni del nord, di luoghi di culto islamici detti ’musalla’, cioe’ spazi che vengono adibiti alla preghiera islamica ma che in realta’ sono scantinati, magazzini o garage, e’ un fenomeno che va controllato e arginato.”
Lo afferma la parlamentare del Pdl Isabella Bertolini, della Direzione Nazionale, nell’interrogazione al Ministero dell’Interno per sollecitare controlli e verifiche sui 749 luoghi di culto per musulmani detti ’musalla’ censiti dalla ricerca ’Conflicts over mosques in Europe’ redatta da un docente dell’Universita’ di Padova.
“L’attivita’ di sedicenti centri culturali islamici viene utilizzata come copertura formale di vere e proprie moschee di fatto, rischiando di creare gravi problemi sociali e di ordine pubblico. In Emilia Romagna, dove la legge regionale varata nel 2003 sull’associazionismo consente a tutte le associazioni di promozione sociale che inseriscono nel proprio statuto le attivita’ di culto di potere aprire quella che puo’ essere una moschea di fatto, andando in deroga alle norme urbanistiche. Oltre a non sapere chi e cosa predica all’interno di questi centri islamici, c’e’ il problema della mancata trasparenza anche rispetto ai finanziamenti delle attivita’ che vi si svolgono. La tradizionale modalita’ utilizzata dai musulmani e’ la cosiddetta ’Zakat’, una contribuzione individuale prevista dal Corano e dalla Sharia, ma non vi e’ trasparenza nei bilanci, con il rischio che buona parte dei fondi raccolti potrebbe finire a finanziare attivita’ illecite. Il marito omicida della donna pakistana lapidata a Novi di Modena era il titolare di uno di questi centri di preghiera ricavato all’interno di un locale di sua proprieta’. Serve un piano nazionale di controllo rispetto alle funzioni, alle attivita’ e ai finanziamenti a questi centri. Per questo ho chiesto l’intervento del Ministero dell’Interno, che gia’ negli scorsi anni aveva posto l’attenzione sulla potenziale pericolosita’ di questi centri, per attuare controlli, raccogliere informazioni e monitorare la diffusione del fenomeno sul territorio".
Lo afferma la parlamentare del Pdl Isabella Bertolini, della Direzione Nazionale, nell’interrogazione al Ministero dell’Interno per sollecitare controlli e verifiche sui 749 luoghi di culto per musulmani detti ’musalla’ censiti dalla ricerca ’Conflicts over mosques in Europe’ redatta da un docente dell’Universita’ di Padova.
“L’attivita’ di sedicenti centri culturali islamici viene utilizzata come copertura formale di vere e proprie moschee di fatto, rischiando di creare gravi problemi sociali e di ordine pubblico. In Emilia Romagna, dove la legge regionale varata nel 2003 sull’associazionismo consente a tutte le associazioni di promozione sociale che inseriscono nel proprio statuto le attivita’ di culto di potere aprire quella che puo’ essere una moschea di fatto, andando in deroga alle norme urbanistiche. Oltre a non sapere chi e cosa predica all’interno di questi centri islamici, c’e’ il problema della mancata trasparenza anche rispetto ai finanziamenti delle attivita’ che vi si svolgono. La tradizionale modalita’ utilizzata dai musulmani e’ la cosiddetta ’Zakat’, una contribuzione individuale prevista dal Corano e dalla Sharia, ma non vi e’ trasparenza nei bilanci, con il rischio che buona parte dei fondi raccolti potrebbe finire a finanziare attivita’ illecite. Il marito omicida della donna pakistana lapidata a Novi di Modena era il titolare di uno di questi centri di preghiera ricavato all’interno di un locale di sua proprieta’. Serve un piano nazionale di controllo rispetto alle funzioni, alle attivita’ e ai finanziamenti a questi centri. Per questo ho chiesto l’intervento del Ministero dell’Interno, che gia’ negli scorsi anni aveva posto l’attenzione sulla potenziale pericolosita’ di questi centri, per attuare controlli, raccogliere informazioni e monitorare la diffusione del fenomeno sul territorio".
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Sicurezza
lunedì 18 ottobre 2010
EVENTI :150° anniversario dell'Unità d'Italia
Presidenza della Repubblica
EVENTI
150° anniversario dell'Unità d'Italia
L'itinerario del Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, nei 'Luoghi della memoria' per il centocinquantenario dell'Unità d'Italia è partito da Genova il 5 maggio scorso: proprio dallo scoglio di Quarto il 5 maggio del 1860 prese avvio, con la spedizione dei Mille, la fase conclusiva del lungo percorso del movimento per l'Unità, che sarebbe culminata il 17 marzo 1861 nella proclamazione dello Stato unitario.
"L'Unità d'Italia fu perseguita e conseguita - ha detto il Capo dello Stato nell'intervento a Genova, ripreso, insieme ad altri, nella pubblicazione 'Per l'Unità d'Italia. Verso il 150° anniversario della fondazione dello Stato nazionale' - attraverso la confluenza di diverse visioni, strategie e tattiche, la combinazione di trame diplomatiche, iniziative politiche e azioni militari, l'intreccio di componenti moderate e componenti democratico rivoluzionarie. Fu davvero una combinazione prodigiosa, che risultò vincente perché più forte delle tensioni anche aspre che l'attraversarono".
Per il Presidente Napolitano tutte le iniziative in programma per il 150° - come quelle già svoltesi a Rionero in Vulture, a Marsala e a Santena, oltre che a Genova - "fanno tutt'uno con l'impegno a lavorare per la soluzione dei problemi oggi aperti dinanzi a noi: perché quest'impegno si nutre di un più forte senso dell'Italia e dell'essere italiani, di un rinnovato senso della missione per il futuro della nazione. Ieri volemmo farla una e indivisibile, come recita la nostra Costituzione, oggi vogliamo far rivivere nella memoria e nella coscienza del paese le ragioni di quell'unità e indivisibilità come fonte di coesione sociale, come base essenziale di ogni avanzamento tanto del Nord quanto del Sud in un sempre più arduo contesto mondiale. Così, anche nel celebrare il 150°, guardiamo avanti, traendo dalle nostre radici fresca linfa per rinnovare tutto quel che c'è da rinnovare nella società e nello Stato".
elenco degli eventi descrizione video videovista video media player galleria fotografica
Scuderie del Quirinale, 5 ottobre 2010 - Il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha visitato in anteprima la Mostra "1861. I pittori del Risorgimento".
Quirinale, 2 ottobre 2010 - Messaggio del Presidente Napolitano per il 150° anniversario della battaglia del Volturno
Parigi, 29 settembre 2010 - Intervento del Presidente Napolitano all'École Normale Supérieure
Quirinale, 21 settembre 2010 - Intervento del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano alla cerimonia di apertura dell’Anno Scolastico 2010-2011
Roma, Campidoglio, 20 settembre 2010 - Intervento del Presidente Napolitano in occasione della Cerimonia di conferimento della cittadinanza onoraria di Roma
Quirinale, 21 giugno 2010 - Presentato al Presidente Napolitano il progetto "Sessantuna" per il 150° dell'Unità d'Italia
Santena, 6 giugno 2010 - Intervento del Presidente Napolitano alla Celebrazione dell'anniversario della morte di Cavour
Marsala, 11 maggio 2010 - Intervento del Presidente Napolitano in occasione delle celebrazioni del 150° anniversario dello Sbarco dei Mille
Genova, 5 maggio 2010 - Intervento del Presidente Napolitano in occasione delle celebrazioni del 150° anniversario della partenza dei Mille
Quirinale, 15 aprile 2010 - Presentati al Presidente Napolitano i francobolli celebrativi del 150° anniversario della Spedizione dei Mille
Roma, Accademia dei Lincei, 12 febbraio 2010 - Conferenza del Presidente Napolitano: "Verso il 150° dell'Italia Unita: tra riflessione storica e nuove ragioni di impegno condiviso"
Rionero in Vulture, 3 ottobre 2009 - Intervento del Presidente Napolitano al convegno "Mezzogiorno e unità nazionale - verso il 150° dell'Unità d'Italia"
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"Per l'Unità d'Italia"
nel sito
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EVENTI
150° anniversario dell'Unità d'Italia
L'itinerario del Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, nei 'Luoghi della memoria' per il centocinquantenario dell'Unità d'Italia è partito da Genova il 5 maggio scorso: proprio dallo scoglio di Quarto il 5 maggio del 1860 prese avvio, con la spedizione dei Mille, la fase conclusiva del lungo percorso del movimento per l'Unità, che sarebbe culminata il 17 marzo 1861 nella proclamazione dello Stato unitario.
"L'Unità d'Italia fu perseguita e conseguita - ha detto il Capo dello Stato nell'intervento a Genova, ripreso, insieme ad altri, nella pubblicazione 'Per l'Unità d'Italia. Verso il 150° anniversario della fondazione dello Stato nazionale' - attraverso la confluenza di diverse visioni, strategie e tattiche, la combinazione di trame diplomatiche, iniziative politiche e azioni militari, l'intreccio di componenti moderate e componenti democratico rivoluzionarie. Fu davvero una combinazione prodigiosa, che risultò vincente perché più forte delle tensioni anche aspre che l'attraversarono".
Per il Presidente Napolitano tutte le iniziative in programma per il 150° - come quelle già svoltesi a Rionero in Vulture, a Marsala e a Santena, oltre che a Genova - "fanno tutt'uno con l'impegno a lavorare per la soluzione dei problemi oggi aperti dinanzi a noi: perché quest'impegno si nutre di un più forte senso dell'Italia e dell'essere italiani, di un rinnovato senso della missione per il futuro della nazione. Ieri volemmo farla una e indivisibile, come recita la nostra Costituzione, oggi vogliamo far rivivere nella memoria e nella coscienza del paese le ragioni di quell'unità e indivisibilità come fonte di coesione sociale, come base essenziale di ogni avanzamento tanto del Nord quanto del Sud in un sempre più arduo contesto mondiale. Così, anche nel celebrare il 150°, guardiamo avanti, traendo dalle nostre radici fresca linfa per rinnovare tutto quel che c'è da rinnovare nella società e nello Stato".
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Scuderie del Quirinale, 5 ottobre 2010 - Il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha visitato in anteprima la Mostra "1861. I pittori del Risorgimento".
Quirinale, 2 ottobre 2010 - Messaggio del Presidente Napolitano per il 150° anniversario della battaglia del Volturno
Parigi, 29 settembre 2010 - Intervento del Presidente Napolitano all'École Normale Supérieure
Quirinale, 21 settembre 2010 - Intervento del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano alla cerimonia di apertura dell’Anno Scolastico 2010-2011
Roma, Campidoglio, 20 settembre 2010 - Intervento del Presidente Napolitano in occasione della Cerimonia di conferimento della cittadinanza onoraria di Roma
Quirinale, 21 giugno 2010 - Presentato al Presidente Napolitano il progetto "Sessantuna" per il 150° dell'Unità d'Italia
Santena, 6 giugno 2010 - Intervento del Presidente Napolitano alla Celebrazione dell'anniversario della morte di Cavour
Marsala, 11 maggio 2010 - Intervento del Presidente Napolitano in occasione delle celebrazioni del 150° anniversario dello Sbarco dei Mille
Genova, 5 maggio 2010 - Intervento del Presidente Napolitano in occasione delle celebrazioni del 150° anniversario della partenza dei Mille
Quirinale, 15 aprile 2010 - Presentati al Presidente Napolitano i francobolli celebrativi del 150° anniversario della Spedizione dei Mille
Roma, Accademia dei Lincei, 12 febbraio 2010 - Conferenza del Presidente Napolitano: "Verso il 150° dell'Italia Unita: tra riflessione storica e nuove ragioni di impegno condiviso"
Rionero in Vulture, 3 ottobre 2009 - Intervento del Presidente Napolitano al convegno "Mezzogiorno e unità nazionale - verso il 150° dell'Unità d'Italia"
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Celebrazioni
ALFANO: La riforma della giustizia e' la prova del fuoco, Fini la votera'
"La riforma costituzionale della giustizia, rappresenta con gli altri quattro punti programmatici, la rotta e, al tempo stesso, la prova del fuoco per la coalizione". Lo ha affermato il ministro della Giustizia Angelino Alfano, in un’intervista pubblicata domenica dal Corriere della Sera.
"Sono convinto che Fini e i suoi la voteranno e la riforma passera"’. E sui tempi, Alfano non si e’ sbilanciato: "Dobbiamo scriverla bene, perche’ e’ l’unico punto del programma che tocca la Costituzione. Una settimana in piu’ o in meno, dopo quattordici anni, non e’ un problema. Ma il governo Berlusconi sara’ il primo a consegnarla al Parlamento, nero su bianco". Del presidente Giorgio Napolitano, incontrato nei giorni scorsi, Alfano ha detto:
"Ascolta sempre con grande attenzione ed e’ un riferimento di saggezza. Ormai siamo a meta’ legislatura e abbiamo un tempo congruo per l’approvazione delle quattro letture conformi di una riforma che -chiarisce il ministro- non ha alcun intento punitivo nei confronti della magistratura. Noi vogliamo l’autonomia e l’indipendenza dei pubblici ministeri e dei giudici, dei magistrati requirenti e di quelli giudicanti. Non stiamo lavorando a modifiche al legittimo impedimento e abbiamo fiducia nella Corte", ha sottolineato il Guardasigilli che alla domanda ’che fine fara’ il processo breve’, ha risposto: "Per ora stiamo lavorando alla riforma costituzionale". La riforma della legge elettorale, secondo il ministro "non si puo’ affidare ad un governo tecnico la scelta piu’ politica che ci sia, noi combatteremo con tutte le nostre forze il tentativo di rendere irrilevante il parere del popolo".
"Sono convinto che Fini e i suoi la voteranno e la riforma passera"’. E sui tempi, Alfano non si e’ sbilanciato: "Dobbiamo scriverla bene, perche’ e’ l’unico punto del programma che tocca la Costituzione. Una settimana in piu’ o in meno, dopo quattordici anni, non e’ un problema. Ma il governo Berlusconi sara’ il primo a consegnarla al Parlamento, nero su bianco". Del presidente Giorgio Napolitano, incontrato nei giorni scorsi, Alfano ha detto:
"Ascolta sempre con grande attenzione ed e’ un riferimento di saggezza. Ormai siamo a meta’ legislatura e abbiamo un tempo congruo per l’approvazione delle quattro letture conformi di una riforma che -chiarisce il ministro- non ha alcun intento punitivo nei confronti della magistratura. Noi vogliamo l’autonomia e l’indipendenza dei pubblici ministeri e dei giudici, dei magistrati requirenti e di quelli giudicanti. Non stiamo lavorando a modifiche al legittimo impedimento e abbiamo fiducia nella Corte", ha sottolineato il Guardasigilli che alla domanda ’che fine fara’ il processo breve’, ha risposto: "Per ora stiamo lavorando alla riforma costituzionale". La riforma della legge elettorale, secondo il ministro "non si puo’ affidare ad un governo tecnico la scelta piu’ politica che ci sia, noi combatteremo con tutte le nostre forze il tentativo di rendere irrilevante il parere del popolo".
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Partiti
mercoledì 13 ottobre 2010
LUPI: Giusta la sospensione di Annozero
"Smettiamola per favore di scambiare lucciole per lanterne. La decisione del direttore generale della Rai, Mauro Masi, di sospendere Michele Santoro e’ legittima e non c’entra niente con la liberta’ di stampa. In quale azienda un dipendente puo’ permettersi di insultare il suo direttore generale senza subire conseguenze? L’insulto e’ liberta’ di stampa?".
Così si e’ espresso Maurizio Lupi, vicepresidente Pdl della Camera e componente della Vigilanza Rai, intervenendo sulla sanzione al conduttore di Annozero. "Ci sono le regole che valgono per tutti e vanno rispettate. Santoro non e’ un martire ma un giornalista e, anche se e’ un ottimo professionista, non puo’ permettersi di usare la televisione pubblica, cioe’ di tutti, per lanciare offese gratuite contro Masi o chi per lui".
CAPEZZONE: Santoro cerca il martirio e intanto fa il militante
"Chiunque abbia occhi per vedere sa bene la strategia che Michele Santoro ha messo in atto. Per un verso, cerca l’escalation, alimenta un crescendo di provocazioni, insulta uno dei massimi dirigenti dell’azienda. Per altro verso, fa il militante politico scatenato, aggravando costantemente il livello di faziosita’ del suo programma".
Lo ha affermato il portavoce nazionale del Pdl Daniele Capezzone, che ha osservato: "Poi attende le reazioni sull’uno e sull’altro fronte, e si atteggia a martire. Attendiamo uomini e donne coraggiosi, anche a sinistra. Qui non si tratta solo di difendere la legittimita’ del provvedimento adottato da Mauro Masi: anche chi, a sinistra, non dovesse condividerlo, dovrebbe tuttavia riconoscere che i programmi di Santoro non hanno nulla a che fare con il servizio pubblico. E’ tempo di affrontare complessivamente la questione della Rai, che e’ pagata con il canone dei contribuenti (di tutti i contribuenti), e che non puo’ vedere al suo interno aree sottratte a qualsiasi regola".
Così si e’ espresso Maurizio Lupi, vicepresidente Pdl della Camera e componente della Vigilanza Rai, intervenendo sulla sanzione al conduttore di Annozero. "Ci sono le regole che valgono per tutti e vanno rispettate. Santoro non e’ un martire ma un giornalista e, anche se e’ un ottimo professionista, non puo’ permettersi di usare la televisione pubblica, cioe’ di tutti, per lanciare offese gratuite contro Masi o chi per lui".
CAPEZZONE: Santoro cerca il martirio e intanto fa il militante
"Chiunque abbia occhi per vedere sa bene la strategia che Michele Santoro ha messo in atto. Per un verso, cerca l’escalation, alimenta un crescendo di provocazioni, insulta uno dei massimi dirigenti dell’azienda. Per altro verso, fa il militante politico scatenato, aggravando costantemente il livello di faziosita’ del suo programma".
Lo ha affermato il portavoce nazionale del Pdl Daniele Capezzone, che ha osservato: "Poi attende le reazioni sull’uno e sull’altro fronte, e si atteggia a martire. Attendiamo uomini e donne coraggiosi, anche a sinistra. Qui non si tratta solo di difendere la legittimita’ del provvedimento adottato da Mauro Masi: anche chi, a sinistra, non dovesse condividerlo, dovrebbe tuttavia riconoscere che i programmi di Santoro non hanno nulla a che fare con il servizio pubblico. E’ tempo di affrontare complessivamente la questione della Rai, che e’ pagata con il canone dei contribuenti (di tutti i contribuenti), e che non puo’ vedere al suo interno aree sottratte a qualsiasi regola".
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