Gli italiani sono nel drappello dei meno indebitati tra i cittadini del mondo. Le famiglie italiane da decenni si confermano "formiche" e tali restano, nel confronto internazionale.
Ciò è vero anche se negli ultimi anni la massa e la media del risparmio privato è diminuito con un trend comunque minore degli altri Paesi. Come mai? La sinistra ha diffuso e diffonde una favola: quella della crisi della quarta o addirittura terza settimana del mese, degli italiani (dai senzatetto su fino alla classe media) costretti a indebitarsi o ad erodere il conto in banca per comprare latte e pane. Ebbene, i dati diffusi ieri dall’Associazione bancaria raccontano un’altra storia, quella di un’Italia nella quale i mutui crescono del 9% (dato di agosto) e che si dimostra così il mercato della casa più vivace d’Europa. Basti dire che i mutui-casa sono tornati ai livelli pre-crisi del 2007 e a fine agosto il totale dei finanziamenti concessi dalle banche è salito a 345 miliardi.
Da questo dato si possono trarre alcune considerazioni:
Gli italiani dimostrano di credere nel futuro, proprio e di questo Paese. Acquistare una casa è un segnale importante di fiducia e contemporaneamente di scarso ascolto delle cornacchie che gracchiano sul declino dell’Italia e altre amenità. Vedono l’uscita del tunnel e investono nella casa.
Il risparmio privato non cala, quindi, per comprare pane e latte. Gli italiani approfittano dei tassi di interesse bassi per investire in un bene che nel tempo mantiene e aumenta il proprio valore. Non tengono i soldi sotto il mattone ma li impegnano nel mattone. Questo in un paese dove le case sono vere case e non perdono di valore e non l’hanno perduto neppure durante la crisi. Niente a che fare con la bolla immobiliare americana o spagnola.
Per chi non fosse d’accordo su questo considerazioni, ecco i dati a confermarle. La crescita cumulata dei patrimoni delle famiglie italiane (case e terreni, esclusi i beni durevoli) dal 1995 al 2009 è cresciuta dieci punti in più rispetto agli Usa e sei rispetto alla Germania. Cumulando anche la ricchezza finanziaria, la crescita della ricchezza complessiva delle famiglie italiane è stata pari al 34%, seconda soltanto a quella tedesca. Peraltro la ricchezza netta pro capite delle famiglie italiane mantiene a fine 2009 la testa della classifica: 140 mila euro contro i 100 mila della Germania. Un segno che abbiamo retto la crisi meglio di altri. Come dice il governo, come Bruxelles ci riconosce un giorno sì e l’altro pure. La sinistra se ne faccia una ragione.
mercoledì 27 ottobre 2010
BUONGOVERNO: Buona notizia, fiducia dei consumatori
Aumenta la fiducia dei consumatori. La fotografa un’indagine dell’Isae realizzata tra il primo e il 18 di ottobre. L’indice elaborato dall’Istituto di ricerca statistica del ministero dell’Economia sale da 107,2 a 107,7 e mantenendosi in prossimità dei livelli raggiunti lo scorso aprile. A ottobre migliora l’indice relativo alla situazione economica generale (da 80,6 a 81,4) e si consolidano le aspettative a breve termine (da 97,9 a 98,1 il relativo indicatore).
Riguardo ai prezzi, si stabilizzano i giudizi circa la dinamica degli ultimi dodici mesi ed emerge una modesta accelerazione dell’inflazione nel breve periodo: anche questo, fenomeno è legato all’andamento della crescita. Ancora cauto l’atteggiamento dei consumatori nei confronti dei prodotti durevoli: secondo le consuete domande trimestrali relative ad acquisti particolarmente significativi, calano ancora infatti le intenzioni di spesa per l’auto e l’abitazione e si stabilizzano quelle sulla manutenzione.
Il miglioramento della fiducia si consolida nel Nord del Paese, mentre nel Centro e soprattutto nel Sud si registra una nuova flessione. Mentre resta alta, seppure con una flessione legata ad una maggiore propensione al consumo, il risparmio delle famiglie.
Tra le domande relative alla situazione generale del paese, i giudizi si attestano a -94 e le attese a -38, mentre le previsioni di incremento della disoccupazione si posizionano a 77 come in settembre. I consumatori intervistati in ottobre esprimono opinioni stabili riguardo alla dinamica inflazionistica, sia per quanto concerne i giudizi negli ultimi dodici mesi (18 il saldo come in settembre), sia per le attese a breve termine (-17 il saldo, sostanzialmente stabile rispetto al -18 di settembre). La crescita della fiducia dei consumatori registrata a livello nazionale non e’ diffusa in maniera omogenea nel territorio nazionale: aumenta nel Nord del paese ma registra flessioni nel Centro- Sud. Anche i contributi alla crescita dei diversi sottoindici non sono uniformi. Il clima economico migliora nelle aree con maggiore propensione alle esportazioni. Segno inequivocabile di come l’azione del governo a sostegno delle imprese abbia attecchito dove il tessuto produttivo è maggiormente strutturato.
Riguardo ai prezzi, si stabilizzano i giudizi circa la dinamica degli ultimi dodici mesi ed emerge una modesta accelerazione dell’inflazione nel breve periodo: anche questo, fenomeno è legato all’andamento della crescita. Ancora cauto l’atteggiamento dei consumatori nei confronti dei prodotti durevoli: secondo le consuete domande trimestrali relative ad acquisti particolarmente significativi, calano ancora infatti le intenzioni di spesa per l’auto e l’abitazione e si stabilizzano quelle sulla manutenzione.
Il miglioramento della fiducia si consolida nel Nord del Paese, mentre nel Centro e soprattutto nel Sud si registra una nuova flessione. Mentre resta alta, seppure con una flessione legata ad una maggiore propensione al consumo, il risparmio delle famiglie.
Tra le domande relative alla situazione generale del paese, i giudizi si attestano a -94 e le attese a -38, mentre le previsioni di incremento della disoccupazione si posizionano a 77 come in settembre. I consumatori intervistati in ottobre esprimono opinioni stabili riguardo alla dinamica inflazionistica, sia per quanto concerne i giudizi negli ultimi dodici mesi (18 il saldo come in settembre), sia per le attese a breve termine (-17 il saldo, sostanzialmente stabile rispetto al -18 di settembre). La crescita della fiducia dei consumatori registrata a livello nazionale non e’ diffusa in maniera omogenea nel territorio nazionale: aumenta nel Nord del paese ma registra flessioni nel Centro- Sud. Anche i contributi alla crescita dei diversi sottoindici non sono uniformi. Il clima economico migliora nelle aree con maggiore propensione alle esportazioni. Segno inequivocabile di come l’azione del governo a sostegno delle imprese abbia attecchito dove il tessuto produttivo è maggiormente strutturato.
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Economia
ALFANO: La riforma della giustizia garantira' l'autonomia dei magistrati
"La riforma della giustizia salvaguardera’ l’autonomia e l’indipendenza della magistratura, sia essa giudicante o inquirente. Il testo del governo non prevedera’ alcuna sfumatura di sottoposizione del pm all’esecutivo e crediamo che tutto cio’, essendo scritto in italiano, sara’ del tutto comprensibile alla presentazione della riforma. Nessuno sta coltivando ritorsioni".
Lo ha affermato il ministro della Giustizia Angelino Alfano, che al termine di un incontro con una delegazione dell’Udc ha sottolineato:
"L’unico obiettivo e’ quello di guardare ai cittadini che, quando affrontano un processo, devono sapere di contare esattamente quanto il Pm. Sopra di loro ci deve essere un giudice, terzo e imparziale, equidistante sia dal cittadino che dal Pm. Non ci deve essere un pm sovrapposto rispetto al cittadino. Il governo non sottomettera’ il pm all’esecutivo ma non consentiremo che il pm sottometta il cittadino".
CICCHITTO: Il Lodo Alfano non e' impunita'
"Il tipo di testo che si sta mettendo a punto sul lodo Alfano e’ simile a quello precedente, ed e’ un testo che deve rappresentare uno scudo per le massime autorita’ delo Stato. In modo tale da evitare che l’uso politico della giustizia, che e’ in atto da molto tempo, possa complicare ulteriormente la vita politica del nostro paese".
Lo ha affermato Fabrizio Cicchitto, presidente dei deputati del Pdl, che ha osservato: "E’ evidente anche che si tratta di una soluzione a termine, nel senso cioe’ che una volta che la persona interessata non riveste piu’ quelle cariche, il procedimento giudiziario continua. Quindi diversamente da quanto dicono alcuni, non si tratta di un provvedimento di impunita’ ma soltanto di un legittimo intervento per evitare che la vita politica italiana sia continuamente messa in questione da interventi giudiziari che mirano agli obiettivi politici e non all’obiettivo di una legittima gestione della giustizia".
ALFANO: Il governo sta realizzando il programma con coerenza
Il ministro della Giustizia Angelino Alfano ha risposto al costituzionalista Michele Ainis con una lettera al ’Sole24ore’, nella quale rivendica l’operato del Governo Berlusconi in materia di giustizia. Ainis contestava all’esecutivo di occuparsi solo dei problemi giudiziari del premier trascurando, per questo, una riforma della giustizia.
"Mi stupisce - scrive Alfano - che si attribuisca all’intero governo addirittura una furia iconoclasta, per una riforma costituzionale ancora da definire e in cantiere da oltre un decennio (dalla bicamerale D’Alema) mentre, con assoluta indifferenza rispetto ai dati che risaltano nelle Gazzette Ufficiali degli ultimi 30 mesi, si muovono accuse d’immobilismo e di scarso interesse sia nel settore penale che in quello civile". Dopo aver sottolineato alcuni successi del Governo, dalla riforma del processo civile al varo dell’informatizzazione della giustizia, il Guardasigilli scrive: "Completato il programma di Governo? Non ancora. Ma la strada è tracciata e il disegno è coerente".
QUAGLIARIELLO: Fini si contadddice sul Lodo Alfano
"Sul fatto che il Lodo Alfano deve tutelare la funzione, non la persona, siamo d’accordo con il presidente Fini, ma c’e’ una contraddizione: ci si spieghi perche’ la protezione possa durare per alcuni anni per poi lasciar scoperta la funzione per altri anni.
Comunque, siamo pronti a discutere". Lo ha affermato il vice presidente vicario dei senatori Pdl, Gaetano Quagliariello, poco prima dell’inizio della riunione del gruppo di palazzo Madama sul Lodo Alfano.
Lo ha affermato il ministro della Giustizia Angelino Alfano, che al termine di un incontro con una delegazione dell’Udc ha sottolineato:
"L’unico obiettivo e’ quello di guardare ai cittadini che, quando affrontano un processo, devono sapere di contare esattamente quanto il Pm. Sopra di loro ci deve essere un giudice, terzo e imparziale, equidistante sia dal cittadino che dal Pm. Non ci deve essere un pm sovrapposto rispetto al cittadino. Il governo non sottomettera’ il pm all’esecutivo ma non consentiremo che il pm sottometta il cittadino".
CICCHITTO: Il Lodo Alfano non e' impunita'
"Il tipo di testo che si sta mettendo a punto sul lodo Alfano e’ simile a quello precedente, ed e’ un testo che deve rappresentare uno scudo per le massime autorita’ delo Stato. In modo tale da evitare che l’uso politico della giustizia, che e’ in atto da molto tempo, possa complicare ulteriormente la vita politica del nostro paese".
Lo ha affermato Fabrizio Cicchitto, presidente dei deputati del Pdl, che ha osservato: "E’ evidente anche che si tratta di una soluzione a termine, nel senso cioe’ che una volta che la persona interessata non riveste piu’ quelle cariche, il procedimento giudiziario continua. Quindi diversamente da quanto dicono alcuni, non si tratta di un provvedimento di impunita’ ma soltanto di un legittimo intervento per evitare che la vita politica italiana sia continuamente messa in questione da interventi giudiziari che mirano agli obiettivi politici e non all’obiettivo di una legittima gestione della giustizia".
ALFANO: Il governo sta realizzando il programma con coerenza
Il ministro della Giustizia Angelino Alfano ha risposto al costituzionalista Michele Ainis con una lettera al ’Sole24ore’, nella quale rivendica l’operato del Governo Berlusconi in materia di giustizia. Ainis contestava all’esecutivo di occuparsi solo dei problemi giudiziari del premier trascurando, per questo, una riforma della giustizia.
"Mi stupisce - scrive Alfano - che si attribuisca all’intero governo addirittura una furia iconoclasta, per una riforma costituzionale ancora da definire e in cantiere da oltre un decennio (dalla bicamerale D’Alema) mentre, con assoluta indifferenza rispetto ai dati che risaltano nelle Gazzette Ufficiali degli ultimi 30 mesi, si muovono accuse d’immobilismo e di scarso interesse sia nel settore penale che in quello civile". Dopo aver sottolineato alcuni successi del Governo, dalla riforma del processo civile al varo dell’informatizzazione della giustizia, il Guardasigilli scrive: "Completato il programma di Governo? Non ancora. Ma la strada è tracciata e il disegno è coerente".
QUAGLIARIELLO: Fini si contadddice sul Lodo Alfano
"Sul fatto che il Lodo Alfano deve tutelare la funzione, non la persona, siamo d’accordo con il presidente Fini, ma c’e’ una contraddizione: ci si spieghi perche’ la protezione possa durare per alcuni anni per poi lasciar scoperta la funzione per altri anni.
Comunque, siamo pronti a discutere". Lo ha affermato il vice presidente vicario dei senatori Pdl, Gaetano Quagliariello, poco prima dell’inizio della riunione del gruppo di palazzo Madama sul Lodo Alfano.
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Giustiizia
BUONGOVERNO: Contro la crriminalità lotta dura vincente
BUONGOVERNO: Contro la crriminalità lotta dura vincente
Dopo undici anni di latitanza, è stato catturato a Favara (Agrigento) Gerlandino Messina, nuovo capo di Cosa Nostra di Agrigento e vice del superboss Matteo Messina Denaro.
Il Presidente del Consiglio, on. Silvio Berlusconi, ha chiamato il Ministro dell’Interno, on. Roberto Maroni, e il Comandante Generale dell’Arma dei Carabinieri, gen. Leonardo Gallitelli, e si è congratulato con loro per la cattura del boss Gerlandino Messina che figurava tra i 30 più pericolosi latitanti, 28 dei quali risultano così assicurati alla giustizia.
Il Presidente Berlusconi ha sottolineato al Ministro Maroni come questa operazione confermi il successo senza precedenti del Governo nella sua battaglia contro la criminalità organizzata.
Anche il presidente del Senato, Renato Schifani, ha espresso "le più sincere e sentite congratulazioni: "l’operazione si inquadra nel grande sforzo che lo Stato sta facendo per sconfiggere la criminalità organizzata e rappresenta un successo fondamentale che ne riafferma la supremazia nei confronti delle mafie e del crimine".
Messina era ricercato dal 1999 con un mandato di cattura internazionale. Deve scontare l’ergastolo per associazione di tipo mafioso e vari omicidi. Era diventato il numero uno di Cosa nostra ad Agrigento dopo l’arresto di Giuseppe Falsone, avvenuto a giugno. Il ministro dell’Interno, Roberto Maroni, ha detto che "la cattura di Messina è un colpo mortale per la mafia agrigentina"; ha quindi aggiunto che "il cerchio attorno a Matteo Messina Denaro si fa sempre più stretto".
In attesa dell’aggiornamento dei dati sul sito del ministero dell’Interno, quelli disponibili a fine agosto dimostrano lo straordinario sforzo di questo Governo nella lotta contro la criminalità organizzata. Il numero degli arresti è aumentato del 45% rispetto al periodo precedente e quello dei latitanti del 52%. Evidentemente si tratta di risultati che sono resi possibili dalla convergenza dell’azione della Magistratura e delle Forze di Polizia, ma è chiaro che, dietro tutto questo, sta la volontà politica del Governo che ha deciso non solo di non abbassare la guardia, ma di sollecitare l’azione di contrasto alla criminalità organizzata per liberare il territorio dalla presenza dei criminali e renderlo quindi meglio utilizzabile per le forze sane della produzione e della convivenza civile. Uno dei punti fondamentali del programma di governo viene quindi realizzato quotidianamente là dove non viene rallentato da tutte quelle forze che restano attaccate al principio del "tanto peggio, tanto meglio".
Dopo undici anni di latitanza, è stato catturato a Favara (Agrigento) Gerlandino Messina, nuovo capo di Cosa Nostra di Agrigento e vice del superboss Matteo Messina Denaro.
Il Presidente del Consiglio, on. Silvio Berlusconi, ha chiamato il Ministro dell’Interno, on. Roberto Maroni, e il Comandante Generale dell’Arma dei Carabinieri, gen. Leonardo Gallitelli, e si è congratulato con loro per la cattura del boss Gerlandino Messina che figurava tra i 30 più pericolosi latitanti, 28 dei quali risultano così assicurati alla giustizia.
Il Presidente Berlusconi ha sottolineato al Ministro Maroni come questa operazione confermi il successo senza precedenti del Governo nella sua battaglia contro la criminalità organizzata.
Anche il presidente del Senato, Renato Schifani, ha espresso "le più sincere e sentite congratulazioni: "l’operazione si inquadra nel grande sforzo che lo Stato sta facendo per sconfiggere la criminalità organizzata e rappresenta un successo fondamentale che ne riafferma la supremazia nei confronti delle mafie e del crimine".
Messina era ricercato dal 1999 con un mandato di cattura internazionale. Deve scontare l’ergastolo per associazione di tipo mafioso e vari omicidi. Era diventato il numero uno di Cosa nostra ad Agrigento dopo l’arresto di Giuseppe Falsone, avvenuto a giugno. Il ministro dell’Interno, Roberto Maroni, ha detto che "la cattura di Messina è un colpo mortale per la mafia agrigentina"; ha quindi aggiunto che "il cerchio attorno a Matteo Messina Denaro si fa sempre più stretto".
In attesa dell’aggiornamento dei dati sul sito del ministero dell’Interno, quelli disponibili a fine agosto dimostrano lo straordinario sforzo di questo Governo nella lotta contro la criminalità organizzata. Il numero degli arresti è aumentato del 45% rispetto al periodo precedente e quello dei latitanti del 52%. Evidentemente si tratta di risultati che sono resi possibili dalla convergenza dell’azione della Magistratura e delle Forze di Polizia, ma è chiaro che, dietro tutto questo, sta la volontà politica del Governo che ha deciso non solo di non abbassare la guardia, ma di sollecitare l’azione di contrasto alla criminalità organizzata per liberare il territorio dalla presenza dei criminali e renderlo quindi meglio utilizzabile per le forze sane della produzione e della convivenza civile. Uno dei punti fondamentali del programma di governo viene quindi realizzato quotidianamente là dove non viene rallentato da tutte quelle forze che restano attaccate al principio del "tanto peggio, tanto meglio".
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Sicurezza
BERTOLINI: In tema di immigrazione la quantità non è sinonimo di qualità e garanzia di integrazione
"In un fenomeno come quello dell`immigrazione la quantità non è di per sé sinonimo di qualità e garanzia di integrazione. Anzi spesso è il contrario".
Lo ha affermato Isabella Bertolini, parlamentare Pdl relatrice della legge sull’immigrazione, che alla luce dei dati della Caritas sull’immigrazione in Italia, ha invitato il "Governo Berlusconi a portare avanti la propria politica di doppio binario: contrasto all’illegalità e rispetto delle leggi. Di fronte al rapporto Caritas Migrantes bisogna continuare ad agire, come sta facendo il governo Berlusconi su due fronti. Il primo è quello di un severo contrasto all`immigrazione irregolare e clandestina con l`espulsione di tutti coloro che non hanno i presupposti ed i requisiti per rimanere nel nostro Paese. E il secondo riguarda l`integrazione che richiede garanzie irrinunciabili, prime fra tutte la certezza di un posto di lavoro e la conoscenza della lingua italiana. Solo con questa politica a doppio binario, che fa dell`Italia un modello in Europa, sarà possibile governare un fenomeno senza cadere nel pericoloso multiculturalismo teorizzato ed applicato dalla sinistra che ha creato solo danni. Non possiamo permetterci che quella che si potrebbe definire una vera e propria invasione non vada di pari passo con una reale e diffusa garanzie di integrazione degli stranieri nel nostro Paese. Bisogna inoltre valutare se la presenza di immigrati non abbia già superato i bisogni e la possibilità di integrazione culturale sociale ed economica nel nostro Paese".
LA RUSSA: Diminuiti dell'80% gli sbarchi dei clandestini
"Quest’anno abbiamo diminuito di oltre l’80% gli sbarchi dei clandestini. Credo che questo sia un grande risultato ascrivibile al governo Berlusconi e agli accordi internazionali che abbiamo raggiunto, e che contribuisce ad una migliore condizione di vita per gli immigrati regolari che sono qui, perche’ i primi ad avvantaggiarsene sono loro.
Ma anche la tranquillita’, la sicurezza, la quotidiana vita sociale degli italiani non puo’ che trovarne giovamento". Così si e’espresso il ministro della Difesa Ignazio La Russa, commentando la notizia dell’intercettamento di 128 immigrati al largo di Catania da parte della Guardia di finanza.
Lo ha affermato Isabella Bertolini, parlamentare Pdl relatrice della legge sull’immigrazione, che alla luce dei dati della Caritas sull’immigrazione in Italia, ha invitato il "Governo Berlusconi a portare avanti la propria politica di doppio binario: contrasto all’illegalità e rispetto delle leggi. Di fronte al rapporto Caritas Migrantes bisogna continuare ad agire, come sta facendo il governo Berlusconi su due fronti. Il primo è quello di un severo contrasto all`immigrazione irregolare e clandestina con l`espulsione di tutti coloro che non hanno i presupposti ed i requisiti per rimanere nel nostro Paese. E il secondo riguarda l`integrazione che richiede garanzie irrinunciabili, prime fra tutte la certezza di un posto di lavoro e la conoscenza della lingua italiana. Solo con questa politica a doppio binario, che fa dell`Italia un modello in Europa, sarà possibile governare un fenomeno senza cadere nel pericoloso multiculturalismo teorizzato ed applicato dalla sinistra che ha creato solo danni. Non possiamo permetterci che quella che si potrebbe definire una vera e propria invasione non vada di pari passo con una reale e diffusa garanzie di integrazione degli stranieri nel nostro Paese. Bisogna inoltre valutare se la presenza di immigrati non abbia già superato i bisogni e la possibilità di integrazione culturale sociale ed economica nel nostro Paese".
LA RUSSA: Diminuiti dell'80% gli sbarchi dei clandestini
"Quest’anno abbiamo diminuito di oltre l’80% gli sbarchi dei clandestini. Credo che questo sia un grande risultato ascrivibile al governo Berlusconi e agli accordi internazionali che abbiamo raggiunto, e che contribuisce ad una migliore condizione di vita per gli immigrati regolari che sono qui, perche’ i primi ad avvantaggiarsene sono loro.
Ma anche la tranquillita’, la sicurezza, la quotidiana vita sociale degli italiani non puo’ che trovarne giovamento". Così si e’espresso il ministro della Difesa Ignazio La Russa, commentando la notizia dell’intercettamento di 128 immigrati al largo di Catania da parte della Guardia di finanza.
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Sicurezza
CAPEZZONE: La sinistra faccia barriera tra se stessa e l'estremismo
"Questa fabbrica dei ’Tartaglia’ va fermata".
Cosi’ si e’ espresso il nostro portavoce, Daniele Capezzone, intervistato da Sky Tg24, commentando l’aggressione subita martedì. "Io non so se questo tipo di ieri fosse un balordo qualunque, un pazzo, uno con una motivazione pseudo politica. Da cittadino mi auguro che accanto a questo centrodestra ci sia un grande centrosinistra. Ma io spero che la sinistra italiana abbia sempre maggiore forza di fare una barriera netta tra se stessa e qualche seminatore di odio che c’e’ nell’estremismo di sinistra. Io spero -conclude Capezzone- che tutti riflettano. Bisogna rispettarsi un po’ di piu’ e anche volersi bene".
LUPI: Solidarieta' del Pdl a Capezzone per il grave e ignobile atto subito
"A Daniele Capezzone va la mia totale solidarieta’ per il grave e ignobile atto subito. Va condannato ancora una volta il clima avvelenato che continua ad essere alimentato dai seminatori d’odio. Ci auguriamo che prevalga in tutti il senso di responsabilita"’. Lo ha dichiarato il deputato del Pdl Maurizio Lupi, vicepresidente della Camera.
Cosi’ si e’ espresso il nostro portavoce, Daniele Capezzone, intervistato da Sky Tg24, commentando l’aggressione subita martedì. "Io non so se questo tipo di ieri fosse un balordo qualunque, un pazzo, uno con una motivazione pseudo politica. Da cittadino mi auguro che accanto a questo centrodestra ci sia un grande centrosinistra. Ma io spero che la sinistra italiana abbia sempre maggiore forza di fare una barriera netta tra se stessa e qualche seminatore di odio che c’e’ nell’estremismo di sinistra. Io spero -conclude Capezzone- che tutti riflettano. Bisogna rispettarsi un po’ di piu’ e anche volersi bene".
LUPI: Solidarieta' del Pdl a Capezzone per il grave e ignobile atto subito
"A Daniele Capezzone va la mia totale solidarieta’ per il grave e ignobile atto subito. Va condannato ancora una volta il clima avvelenato che continua ad essere alimentato dai seminatori d’odio. Ci auguriamo che prevalga in tutti il senso di responsabilita"’. Lo ha dichiarato il deputato del Pdl Maurizio Lupi, vicepresidente della Camera.
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Attualità
BONDI: Le accuse al generale Mori macchiano l'onore delle istituzioni
"Non conosco ne’ il generale Mori ne’ il generale Ganzer, ma cio’ che si apprende e’ tale da suscitare sgomento, sconforto, trepidazione e angoscia per le sorti dell’Italia.
Un Paese che giorno dopo giorno vede macchiato l’onore delle piu’ alte istituzioni, annichiliti i simboli piu’ rispettati della propria storia, accusate dei misfatti piu’ odiosi le personalita’ piu’ coraggiose e coerenti, costruisce semplicemente la propria rovina". Lo ha affermato il coordinatore nazionale del Pdl, Sandro Bondi, commentando la notizia del generale Mori indagato per concorso esterno alla mafia.
CICCHITTO: Contro il generale Mori un disegno per delegittimare chi combatte la criminalita'
"Del tutto esterrefatti di fronte alla iscrizione nel registro degli indagati del generale Mori, personalita’ notoriamente impegnata in prima fila nella lotta alla mafia.
Qui non c’entra piu" la politica, ma evidentemente nella procura di Palermo sono in atto delle componenti animate da un disegno che obiettivamente costituisce una consapevole o inconsapevole delegittimazione nei confronti di coloro che si sono impegnati in prima fila nella lotta alla mafia ai tempi di Falcone e Borsellino". Lo ha dichiarato il presidente dei deputati del Pdl, Fabrizio Cicchitto.
GASPARRI: Indignati per l'iscrizione di Mori nel registro degli indagati
"Il generale Mori e’ stato ed e’ un eroe della lotta alla mafia. La sua iscrizione nel registro degli indagati per concorso esterno in associazione mafiosa non puo’ che indignarci.
E lascia profondamente sconfortati la semplicita’ con la quale alcuni magistrati mettono in discussione l’operato di autentici servitori dello Stato." Così si e’ espresso il presidente del gruppo Pdl al Senato, Maurizio Gasparri, che ha osservato: "E’ la prova che nella procura di Palermo i messaggi di Borsellino e Falcone, legati al generale Mori da uno stretto rapporto fiduciario, sono completamente ignorati e dimenticati".
SANTELLI: Mori indagato e' l'emblema dello stato della giustizia in Italia
"L’iscrizione del generale Mori nel registro degli indagati per concorso esterno in associazione mafiosa la dice lunga sullo stato della giustizia nel nostro Paese. L’operato della procura palermitana basterebbe per spiegare al mondo l’anomalia italiana della giustizia.
L’unica certezza e’ che l’attivita’ di certi magistrati delegittima l’opera dell’intera magistratura, ma cio’ che piu’ dispiace e’ che dicono di ispirarsi al lavoro di giudici come Falcone e Borsellino, dei quali Mori era fidato collaboratore, e che per la lotta alla mafia hanno dato la vita". Lo ha dichiarato la vicepresidente dei deputati del Pdl, Jole Santelli
Un Paese che giorno dopo giorno vede macchiato l’onore delle piu’ alte istituzioni, annichiliti i simboli piu’ rispettati della propria storia, accusate dei misfatti piu’ odiosi le personalita’ piu’ coraggiose e coerenti, costruisce semplicemente la propria rovina". Lo ha affermato il coordinatore nazionale del Pdl, Sandro Bondi, commentando la notizia del generale Mori indagato per concorso esterno alla mafia.
CICCHITTO: Contro il generale Mori un disegno per delegittimare chi combatte la criminalita'
"Del tutto esterrefatti di fronte alla iscrizione nel registro degli indagati del generale Mori, personalita’ notoriamente impegnata in prima fila nella lotta alla mafia.
Qui non c’entra piu" la politica, ma evidentemente nella procura di Palermo sono in atto delle componenti animate da un disegno che obiettivamente costituisce una consapevole o inconsapevole delegittimazione nei confronti di coloro che si sono impegnati in prima fila nella lotta alla mafia ai tempi di Falcone e Borsellino". Lo ha dichiarato il presidente dei deputati del Pdl, Fabrizio Cicchitto.
GASPARRI: Indignati per l'iscrizione di Mori nel registro degli indagati
"Il generale Mori e’ stato ed e’ un eroe della lotta alla mafia. La sua iscrizione nel registro degli indagati per concorso esterno in associazione mafiosa non puo’ che indignarci.
E lascia profondamente sconfortati la semplicita’ con la quale alcuni magistrati mettono in discussione l’operato di autentici servitori dello Stato." Così si e’ espresso il presidente del gruppo Pdl al Senato, Maurizio Gasparri, che ha osservato: "E’ la prova che nella procura di Palermo i messaggi di Borsellino e Falcone, legati al generale Mori da uno stretto rapporto fiduciario, sono completamente ignorati e dimenticati".
SANTELLI: Mori indagato e' l'emblema dello stato della giustizia in Italia
"L’iscrizione del generale Mori nel registro degli indagati per concorso esterno in associazione mafiosa la dice lunga sullo stato della giustizia nel nostro Paese. L’operato della procura palermitana basterebbe per spiegare al mondo l’anomalia italiana della giustizia.
L’unica certezza e’ che l’attivita’ di certi magistrati delegittima l’opera dell’intera magistratura, ma cio’ che piu’ dispiace e’ che dicono di ispirarsi al lavoro di giudici come Falcone e Borsellino, dei quali Mori era fidato collaboratore, e che per la lotta alla mafia hanno dato la vita". Lo ha dichiarato la vicepresidente dei deputati del Pdl, Jole Santelli
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