venerdì 11 marzo 2011

GIUSTIZIA: Come funziona nel resto d'Europa

GIUSTIZIA: Come funziona nel resto d'Europa



Durata della prescrizione, separazione delle carriere e ruolo degli organi di autogoverno, dove sono previsti: ecco come funziona l’ordinamento della giustizia nei principali paesi europei.

Francia

Giurisdizione. Quella civile viene amministrata da otto tribunali differenti tra cui il “Tribunal de grande instance” che si occupa di cause superiori a 10mila euro e il “Tribunal paritaire des baux ruraux”, il Tribunale per le controversie in materie di fondi rustici. I reati vengono invece giudicati dalla Corte d`assise, dal “Tribunal correctionnel” (Tribunale correzionale) e dal “Tribunal de police” (Tribunale di polizia). C’è poi la Corte d`appello che interviene in secondo grado e la Corte di Cassazione, giudice supremo dell`ordinamento giudiziario.



Separazione carriere. I magistrati francesi hanno la possibilità di passare da una funzione all`altra, ma i “giudicanti” non possono essere trasferiti senza il loro consenso.



Csm. È un organo costituzionale autonomo previsto dalla carta del 27 ottobre 1946 e garantisce l’indipendenza dell’autorità giudiziaria. È presieduto dal Capo della Stato.



Prescrizione. In materia civile la durata della prescrizione è passata da 30 a 5 anni dopo la legge del giugno 2008, che ha riformato la materia. Il codice di procedura penale stabilisce un termine di 10 anni per i crimini (art. 7), 3 anni per i delitti (art. 8) e 1 anno per le contravvenzioni (art. 9). Imprescrittibili i crimini contro l`umanità.



Germania

Giurisdizione. È ripartita tra il livello regionale e federale. Ogni Land ha un proprio sistema giudiziario e organizza autonomamente la formazione dei magistrati (comune a quella di avvocati e notai), il loro reclutamento e la loro carriera. Due i gradi di giudizio: il tribunale di prima istanza e una Corte d’Appello, eccetto nella giurisdizione finanziaria, dove è previsto un solo grado a livello del Land. In ultima istanza invece la giurisdizione è esercitata a livello nazionale da cinque corti supreme che detengono rispettive competenze (Karlsruhe, Lipsia, Erfurt, Kassel e Monaco di Baviera).



Separazione carriere. Il pubblico ministero gode di uno status giuridico diverso dalla magistratura giudicante. Le carriere rimangono separate in quasi tutto il Paese, fanno eccezione alcuni Laender, tra cui la Baviera, dove il passaggio tra le due funzioni è frequente.



Csm. Non esiste un organo di autogoverno della magistratura simile al Csm italiano. La nomina dei magistrati dei tribunali federali spetta al ministro Federale competente in materia (Giustizia, Lavoro, Finanze, etc.).



Prescrizione. Nel civile normalmente è di tre anni (in seguito alla riforma costituzionale del gennaio 2002, prima era di 30), a parte casi specifici. Nel penale è di 30 anni per i reati puniti con l`ergastolo, 20 anni per i reati puniti con una pena detentiva massima superiore a 10 anni, 10 anni per i reati puniti con una pena detentiva tra i 5 e i 10 anni, 5 anni per i reati con pene detentive tra 1 e 5 anni, 3 anni per gli altri reati. È esclusa nei casi di genocidio e di assassinio.



Inghilterra

Giurisdizione. Esistono diverse corti. Le “Magistrates’ Courts”, composte da giudici non professionisti, si occupano principalmente di questioni penali e di alcune cause civili. I reati più gravi vengono giudicati dalle “Crown Court”. Ci sono poi le “County Courts” che si occupano della gran parte delle cause civili. Alcuni ricorsi presentati da tribunali di grado inferiore sono esaminati dalle “Divisional Courts”. Le questioni di carattere amministrativo sono invece gestite dall’“Administrative Court”. C’è poi l’“High Court” che esamina le cause più importanti o più complesse. Il secondo grado è appannaggio della “Court of Appeal” penale e civile di Londra. Per l’ultima istanza ci si rivolge alla “Supreme Court”.



Separazione carriere. In Gran Bretagna i giudici delle corti superiori sono nominati direttamente dalla Corona. La pubblica accusa viene demandata a una pluralità di organismi tra cui la polizia, il Crown Prosecution Service e l’Attorney General.



Csm. Non esiste un organo di autogoverno.



Prescrizione. Esiste un limite temporale riferito all`estinzione dell`azione, e non del reato. I “time limits”, in materia penale, per il perseguimento dei reati si applicano all`esercizio del potere di proporre l`azione in giudizio per assicurare, in tempi ragionevoli, l`acquisizione di prove e di garantire all`imputato un “giusto processo” in un tempo ragionevole rispetto alle accuse.

GIUSTIZIA: Ora pari diritti e pari doveri

GIUSTIZIA: Ora pari diritti e pari doveri

Sorpresa. Non per noi a dire la verità. La riforma della giustizia non riguarda neanche per un capello o cavillo i processi in corso. E’ stata votata dal Consiglio dei ministri e presentata dal ministro Alfano con Berlusconi al fianco, ed è sintetizzata da una vignetta elementare: la bilancia della giustizia oggi in Italia è fasulla, è – inevitabile il gioco di parole – sbilanciata. Una bilancia sbilanciata annulla la sua essenza. La riforma ha per scopo dunque di far essere le cose del mondo dei codici e dei processi quali devono essere, in base all’articolo 3 della Costituzione che vuole tutti uguali davanti alla legge.

Uguali, con pari diritti e doveri, identica possibilità di accusare e di difendersi, di cercare verità a sostegno delle proprie tesi: accusa e difesa, giudici e procuratori, avvocati e cittadini.

É dunque un grande disegno, una prova di visione larga, un’idea di giustizia giusta che muove dal presupposto di quale sia il compito della politica e dei governi espressivi della sovranità popolare: adempiere il bene comune, nella normale dialettica democratica, accettando con serenità gli alti lamenti di corporazioni e caste che vengono detronizzate rispetto a un potere che avevano indebitamente acquisito.

La reazione dei giornali è molto interessante. Il Corriere della Sera registra la vicenda con un titolo molto sereno: “Via libera del governo alla riforma”. Repubblica e quelli della sua corte sono lieti di annunciare la “Rivolta dei magistrati”. Interessante sapere che cosa sia costituzionale in questo caso, applicando logica e buon senso. Che cosa è nella linea della Carta e dello spirito dei padri costituenti?

Noi sappiamo bene che cosa non lo è, e deve riconoscerlo qualsiasi persona intellettualmente onesta. Di certo la rivolta di un ordine dello Stato contro il potere esecutivo legittimo è una rottura moralmente grave dell’equilibrio tra poteri e ordini stabilito dalla Costituzione. Invece è di sana e robusta costituzione un governo democratico che come tale chiede il voto del Parlamento alle sue proposte, e che adempie perfettamente la Costituzione annunciando il ricorso all’articolo 138. Curiosi questi presunti amanti della Costituzione. I Padri della medesima sarebbero stati perfetti, ma avrebbero sbagliato di grosso scrivendo e votando due articoli peraltro decisivi: il 68 che prescriveva l’immunità parlamentare a tutela proprio di possibili rivolte e vendette dei magistrati qualora si sentissero offesi da qualche legge sgradita; e il 138 che regola le modifiche della Costituzione stessa.



Il 68 è stato modificato da un Parlamento terrorizzato, ma di tornare alla volontà delle origini e degli equilibri è visto come la peste. E allora perché si innervosiscono all’idea di vedere adoperato in totale trasparenza l’art. 138? Secondo i magistrati, dice il Corriere della Sera sempre nel titolo di prima pagina, quelle contenute nel disegno di riforma “sono norme punitive”. Punitive di che cosa? Ma certo: dell’ingiustizia, degli errori marchiani di magistrati i quali hanno a che fare con i beni più preziosi che ci siano: la libertà personale e la reputazione dei cittadini. Chi sbaglia paga, non pare che questo principio di saggezza universale sia una norma anticostituzionale. O no?

Del resto a leggere alla lettera le reprimende delle toghe associate (molte altri giudici e pm sappiamo non essere d’accordo con il loro sindacato unico) si dovrebbe dare ai magistrati il potere di legiferare su se stessi, magari premiando gli errori purché ci sia buona volontà.



Intanto resta un dato di fatto, irrefutabile, che neanche Repubblica e i partiti di sinistra riescono a negare: questa riforma non tocca neanche di traverso i processi in corso. Ma forse i processi in corso contro Berlusconi permettono di capire che essi erano rappresaglie preventive per impedire all’unico premier che in Italia può riformare la giustizia di farlo. Calcolo sbagliato. La riforma si farà. La bilancia sarà aggiustata.

mercoledì 9 marzo 2011

BERLUSCONI: Giovedì riforma epocale della giustizia

BERLUSCONI: Giovedì riforma epocale della giustizia


"Affronteremo le elezioni amministrative con una maggioranza piu’ coesa di prima e siamo in condizioni di portare a compimento tutte le riforme per le quali gli italiani ci hanno dato il consenso elettorale".


Lo ha affermato Silvio Berlusconi, collegato telefonicamente dal Teatro di Don Orione ad Avezzano, intervenendo alla convention di ’Noi riformatori’.



"La maggioranza in Parlamento e’ assolutamente autosufficiente ed abbiamo i numeri per andare avanti. Anche i sondaggi ci danno primi con il 30,6% dei consensi. Nessun Governo ha fatto cosi’ tanto e cosi’ bene."





Berlusconi ha parlato della riforma federale, del piano per il sud, della ricostruzione dell’Aquila sottolineando la tempestivita’ dell’intervento di emergenza, degli investimenti per 15 miliardi di euro gia’ stanziati. "Per quanto riguarda il centro storico -ha sottolineato il premier- e’ il Comune che deve interessarsi: ogni edificio ha la sua storia ed e’ il Comune che deve decidere come intervenire".



Poi ha parlato anche della necessita’ di rilanciare il nucleare per ridare competitivita’ alle imperse italiane" che oggi pagano l’energia piu’ di altri Paesi industrializzati. Sulla scuola pubblica Berlusconi ha ribadito che le famiglie devono essere aiutate perche’ possano decidere liberamente su come educare i figli e, riferendosi ad un suo precedente intervento, ha sottolineato di aver solo ribadito "il ripudio dell’indottrinamento politico ed ideologico. Non ho mai attaccato la scuola pubblica, ho semplicemente detto, parlando dei cattolici, che bisogna aiutare quelle famiglie cattoliche che si trovano ad avere un insegnante che cerca di inculcare nei loro figli dei valori e dei principi diversi da quelli in cui loro credono, con un buono scuola in modo che anche le famiglie meno abbienti abbiano la possibilita’ di mandare i loro figli a una scuola privata".



Il nostro presidente ha confermato quello che gia’ aveva annunciato il ministro della Giustizia Alfano: giovedi’ prossimo il Consiglio dei Ministri discutera’ la riforma costituzionale della giustizia, "sara’ una riforma "epocale". Infine, ha lanciato una stoccata all’opposizione definendola "palla al piede dell’Italia". "La sinistra non e’ riuscita a diventare socialdemocratica nel nostro Paese. Mi accusano di provocare conflitti istituzionali ma dimenticano che sono io che subisco attacchi da 17 anni senza soluzione di continuita’". L’ultima battuta Berlusconi l’ha riservata alle intercettazioni telefoniche: "Non siamo un Paese libero perche’ quando alziamo il telefono si e’ quasi certi di essere intercettati".

L'invasione degli immigrati e' già in atto

BERTOLINI: L'invasione degli immigrati e' già in atto


"Il fatto che in meno di un mese siano arrivati piu’ immigrati che nell’intero 2010 ci conferma che, di fatto, e’ gia’ in atto un’invasione. Mi chiedo che cosa debba ancora succedere prima che l’Europa prenda dei veri provvedimenti. L’Italia sta facendo egregiamente la sua parte sia sul territorio nazionale, sia con la missione umanitaria all’estero".

Così si e’ espressa Isabella Bertolini, Vicepresidente del PdL alla Camera dei Deputati, che si chiede: "Gli altri che cosa stanno aspettando prima di affrontare il problema?. I numeri parlano chiaro e ci confermano ogni giorno di piu’ che questa situazione ha una valenza europea. Prima se ne rendono conto tutti e prima si risolvono i problemi".

Piano Marshall per il Mediterraneo

MAURO: Piano Marshall per il Mediterraneo
"Un piano Marshall per i Paesi del Mediterraneo, ma a precise condizioni".
A chiederlo e’ stato Mario Mauro, capogruppo del Pdl al Parlamento europeo,intervenendo all’Europarlamento a Strasburgo. "Noi parliamo di un piano Marshall per i paesi del Mediterraneo ma quando gli Stati Uniti ci hanno concesso i finanziamenti di quel piano ci hanno imposto precise condizioni: ossia cacciare i comunisti dall’Europa occidentale. Noi quali condizioni intendiamo porre ai paesi del Mediterraneo oggi? Vogliamo sostituire i dittatori con altri dittatori o invece far crescere in questi paesi istituzioni democratiche forti con una societa’ civile forte?".


MANTOVANO: No allo stravolgimento della legge Bossi-Fini e all'intervento delle toghe ideologizzate

"Nei prossimi giorni vareremo un testo applicativo, tale da rendere la direttiva europea compatibile con la disciplina italiana: non possiamo restare spettatori di fronte allo stravolgimento della legge Bossi-Fini".

Lo ha annunciato, in un’intervista a ’Libero’, il sottosegretario al ministero dell’Interno Alfredo Mantovano avvertendo la necessita’ di "un decreto contro le interpretazioni lassiste" delle norme Ue sull’immigrazione da parte di alcune procure."Gli immigrati che stavano per essere espulsi, o processati per non aver ottemperato all’ordine di espulsione, sono tornati in liberta’. Una fetta della magistratura ha provato a ridimensionare la portata dei provvedimenti in materia di immigrazione e a impedirne la piena operativita’. In Italia, la direttiva Ue e’ entrata in vigore il 24 dicembre scorso senza essere stata recepita con le norme di aggiustamento. In questo vuoto si e’ infilata la frangia piu’ ideologizzata delle toghe".


MAURO: Malta si sente abbandonata dall'Unione Europea


Malta e’ contraria a nuove sanzioni della Ue contro la Libia, che estendano il congelamento dei beni al fondo nazionale sovrano Libyan Investment Authority (Lia).

Lo ha reso noto il nostro eurodeputato, capogruppo del Pdl, Mario Mauro, durante una conferenza stampa tenuta al Parlamento europeo a Strasburgo, confermando cosi’ voci circolate da fonti europee. "La dichiarazione di Malta - ha sottolineato Mauro che recentemente ha fatto parte della missione Ue in Tunisia - e’ quella di un paese che si sente abbandonato da una Ue che non riesce a prendere decisioni in tempi utili. E’ la dimostrazione che c’e’ il timore che Gheddafi possa riuscire a resistere e vincere".


BONIVER: Sì agli interventi umanitari solo con l'accordo dei governi coinvolti altrimenti e' neocolonialismo

"Gli interventi umanitari vanno fatti su richiesta delle organizzazioni e in accordo con i governi coinvolti, altrimenti si incorre nel pericolo di un neocolonialismo umanitario". Lo ha affermato l’inviato speciale del ministro degli Esteri italiano, il deputato del Pdl Margherita Boniver, che ha parlato dal campo profughi di Ras Jadir.

Rispondendo alle domande dei cronisti, che hanno criticato la modestia dell’intervento italiano ed europeo e i ritardi sulla emergenza profughi, la Boniver ha risposto: "Il nostro intervento e’ calibrato, e caratterizzato da sobrieta’ e utilita’. In passato, per incomprensioni fra le organizzazioni, si e’ assistito a una sovrapposizione di interventi, con il prolungarsi di sforzi e strutture anche oltre l’emergenza. Noi siamo qui e siamo pronti a rispondere anche ad una eventuale ripresa del flusso, dovuto anche a un acuirsi del conflitto."


NAPOLI: D'Alema fuori di brocca se confronta l'Italia alla Libia


"E’ evidente che Massimo D’Alema, ex presidente del Consiglio e attuale presidente del Comitato parlamentare che vigila sui servizi segreti, puo’ confrontare la situazione libica a quella italiana soltanto perche’ e’ fuori di brocca".

Lo ha affermato il deputato del PdL Osvaldo Napoli, che ha commentato le parole del politico di Gallipoli: "E uso un eufemismo per descrivere il grado di cinico strumentalismo cui si spinge D’Alema per far passare l’idea di un’emergenza democratica e giustificare cosi’ le alleanze piu’ eterogenee e contraddittorie cui lavora il Pd. D’Alema scherza con il fuoco, come ben sa nel suo sconfinato cinismo. Il suo allarme per la democrazia e’ vecchio, pero’, come chi lo pronuncia: D’Alema, del resto, fuori da una strategia dell’emergenza non saprebbe cosa d’altro dire. Naturalmente il presidente del Copasir dovrebbe convocare se’ medesimo in audizione per accertare la fondatezza del suo allarme. Come direbbe Marzullo, D’Alema si faccia una domanda e si dia una risposta".

Lo stanziamento U.E. per gli immigrati è lo stipendio di un banchiere

FATTI & MISFATTI: Lo stanziamento dell'Europa per gli immigrati è pari allo stipendio di un banchiere

Robert Diamond è senz’altro un uomo fortunato. Non ha ancora 60 anni e figura per la terza volta tra le 50 persone più influenti al mondo. Di mestiere fa il banchiere, per l’esattezza è l’amministratore delegato della Barclays: indubbie le capacità professionali. Forse non adeguato il compenso. Non tanto per i risultati che garantisce alla sua azienda. Quando se confrontato con le risorse messe a disposizione dall’Unione europea per fronteggiare l’emergenza immigrati. Mr. Diamond guadagnerà quest’anno 10,1 milioni di sterline. Che al cambio attuale fanno grosso modo fra 15 e 17 milioni di euro.

E qui viene il punto. La Commissione europea ha messo a disposizione per tamponare l’emergenza immigrati (un esodo continuo) esattamente lo stesso ammontare di risorse che un uomo solo, Mr. Diamond, guadagna in un anno. Anzi. A dir la verità, il primo stanziamento era stato inferiore (8 milioni, la metà della dichiarazione dei redditi del banchiere). Poi, lo ha subito alzato a 17 milioni. Cioè, esattamente quanto l’amministratore delegato della Barclays percepisce in dodici mesi. Si può discutere se il compenso del banchiere sia troppo alto. Di certo l’intervento economico europeo è ridicolo.

Per capire quanto Bruxelles sia lontana dalla sponda sud dell’Europa va anche considerato che Frontex, l’agenzia europea per l’emergenza immigrati, di fronte alle rivolte in Tunisia, in Egitto ed in Libia, ha messo a disposizione una barca e due aerei.

In conclusione: Robert Diamond è senz’altro un banchiere ben pagato, forse l’intervento europeo è sottodimensionato. O, ad essere benevoli, distante dalle conseguenze che queste rivolte del Maghreb potranno produrre nel Continente.

sabato 5 marzo 2011

Sull'emergenza Libia l'Europa e' a un passo dalla farsa

NAPOLI: Sull'emergenza Libia l'Europa e' a un passo dalla farsa

"Le cancellerie europee sono a un passo dal dramma, e la costruzione europea e’ a un passo dalla farsa, sull’emergenza Libia. Una linea comune dell’Europa non e’ un’opzione qualsiasi, ma diventa un dovere politico se ha ancora un senso la parola Europa".

Lo ha affermato il vicecapogruppo del Pdl alla Camera, Osvaldo Napoli, che ha osservato: "Il governo italiano e’ impegnato in prima linea sul piano umanitario, ma lo fa in una condizione di tragica solitudine. Le capitali europee sono troppo indaffarate a misurare i pro e i contro sul dopo-Gheddafi ma sottovalutano in modo drammatico gli eventi in corso dalla cui evoluzione dipende la qualita’ del dopo-Gheddafi. L’Italia non puo’ che confermare la strategia di politica estera, dall’Afghanistan al Medio Oriente, dall’Egitto alla Libia. Ma non puo’ il solo governo Berlusconi farsi carico di un’incombenza che investe l’Europa intera. L’Europa rischia di uscire dissolta dagli eventi che stanno sconvolgendo il Maghreb".



LEONE: La cooperazione euromediterranea puo' svolgere un fondamentale ruolo di dialogo


"La cooperazione euromediterranea puo’ svolgere nel particolare momento politico che scuote importanti Paesi dell’area nord-africana, un fondamentale ruolo di dialogo e recupero della normalita’, contro le violenze e le ripetute violazioni dei diritti umani".


Lo ha affermato il deputato del Pdl Antonio Leone, vicepresidente della Camera dei deputati, a margine dell’assemblea plenaria dell’Apem (Assemblea parlamentare dell’Unione del Mediterraneo) che si tiene a Montecitorio. "Alla presidenza di turno, che da oggi passa dall’Italia al Marocco assicureremo tutto il nostro appoggio nell’opera di mediazione che impegnera’ l’Apem per il raggiungimento della stabilita’ politica e sociale in una vasta regione che e’ oggi scossa da fermenti anche violenti, verso la quale va indirizzato ogni sforzo tendente al ristabilimento della pace nella liberta’ dei suoi popoli".

BERTOLINI: La missione umanitaria in Tunisia e' nell'interesse dell'Italia

"Il Governo italiano sta facendo la cosa giusta. Aderire alla richiesta di Tunisia e Egitto per un rimpatrio nei loro Paesi delle migliaia di persone che stazionano nei campi in Tunisia e’ un atto umanitario ma che va anche nell’interesse dell’Italia".

Lo ha affermato il deputato del Pdl Isabella Bertolini, vicepresidente dei gruppo PDL alla Camera dei Deputati, commentando le misure adottate dal nostro governo per fronteggiare l’emergenza Libia. "Come e’ positiva sul fronte della sicurezza la disponibilita’ italiana a farsi parte attiva del controllo delle coste e dei porti tunisini dai quali potrebbe scaturire un esodo ancora maggiore. Come spesso avviene la politica dei fatti concreti spazza via quella delle sole chiacchiere".


LA RUSSA: Dalla Difesa supporto logistico alla missione umanitaria

Quello che arrivera’ dal ministero della Difesa per la missione umanitaria annunciata ieri dal governo in soccorso dei profughi al confine tra Libia e Tunisia sara’ un "supporto logistico per i trasporti".

Così si e’ espresso il ministro della Difesa, Ignazio La Russa, parlando con i giornalisti nel Transatlantico di Montecitorio al termine dell’informativa urgente del governo sull’Afghanistan. La Russa ha ricordato che la missione e’ affidata "per legge" al ministero degli Esteri e alla Croce Rossa italiana, per cui non possono esserci militari ad operare.




PAGANO: L' Europa collabori per scongiurare l'arrivo di terroristi dal Nord Africa

"Quanto sta avvenendo in Libia, ma anche nel resto del Nord Africa, dimostra l’irreversibilita’ della ’rivoluzione’ politica in atto in tutta l’area che l’Occidente intero non puo’ ignorare. Anche questa volta l’Italia non si sottrarra’ ai propri obblighi internazionali ne’ al dovere di solidarieta’ nei confronti di esuli e perseguitati."

Lo ha affermato Alessandro Pagano, componente della commissione Finanze della Camera e capogruppo per il Pdl della commissione bicamerale per l’Infanzia e l’adolescenza. "Tuttavia, come giustamente osservato dal ministro Maroni, tra i profughi potrebbero nascondersi terroristi ed estremisti islamici che, mescolati alle migliaia di disperati in fuga dai regimi autoritari nordafricani, potrebbero introdursi in Europa con minore difficolta’ e porre in essere attacchi terroristici in maniera piu’ agevole. Per tali ragioni, oltre allo stato emergenziale che l’Italia si trovera’ a dover affrontare con l’arrivo di centinaia di migliaia di profughi e’ venuto il momento che l’Europa si assuma le proprie responsabilita’ e cominci a collaborare con il nostro Paese. Al dovere di solidarieta’, infatti, deve necessariamente accompagnarsi quello della tutela della sicurezza nazionale. Solo un nuovo ’piano Marshall’ specifico per la Libia, che disincentivi l’esodo dei profughi verso l’Italia attraverso il conferimento di aiuti in loco, potrebbe consentire di ottenere tale risultato".