MELONI: Deputati a 18 anni e senatori a 25 per adeguarci al resto dei paesi Ue
Deputati e senatori piu’ giovani per "adeguarci a tutte le grandi nazioni europee" e "responsabilizzare i giovani". Sono questi gli obiettivi delineati dal ministro della Gioventu’, Giorgia Meloni, che ha illustrato il disegno di legge costituzionale sulla partecipazione dei giovani alla vita economica, sociale, culturale e politica della Nazione ed equiparazione tra elettorato attivo e passivo che ha ottenuto oggi il via libera del Consiglio dei ministri ed e’ stato presentato in collaborazine con il ministro delle Riforme.
In particolare, il disegno di legge e’ composto da tre articoli e affronta due questioni, "la prima quella di inserire nella nostra Costituzione una specifica previsione per valorizzare la partecipazione dei giovani alla vita sociale e politica con una valorizzazione del merito. Ad oggi la Costituzione parla di gioventu’ all’articolo 31. Noi vogliamo aggiungere l’articolo 31 bis". Ovvero: "la Repubblica valorizza il merito e la partecipazione atttiva dei giovani alla vita economica, sociale, culturale e politica della Nazione" per "promuovere azioni positive che possano ridare centralita’ giovani".
Gli altri due articoli, ha detto ancora il nostro ministro, "riguardano la questione del rapporto tra elettorato passivo e attivo della Camera e del Senato". Quindi, abbassare a 18 anni l’eta’ minima per essere eletti a Montecitorio (oggi di 25 anni) e a 25 quella per diventare senatori (oggi di 40). Un modo "per abbassare anche l’eta’ media di responsabilita’ dei giovani. D’altronde, anche guardando indietro alla storia nazionale, Mameli e’ morto a 22 anni e non sarebbe stato abbastanza responsabile da far parte del parlamento?".
Infine, Meloni ha ricordato che "l’Italia e’ l’unica nazione insieme a Cipro che richiede un’eta’ cosi’ alta per l’ingresso alla Camera Bassa e, con la Repubblica Ceca, l’unica che richiede un’eta’ cosi’ alta per l’ingresso alla Camera Alta. Quello che vogliamo fare e’ adeguarci a tutte le grandi nazioni europee e dare un segnale di attenzione verso i giovani: ’non sei mai troppo giovane per fare delle cose importanti’. Altrimenti rischia di diventare un alibi per non coinvolgere i giovani nelle scelte che contano". map/sam/alf 151143 APR 11 NNNN
lunedì 18 aprile 2011
Le elezioni amministrative sono un test nazionale
BERLUSCONI: Le elezioni amministrative sono un test nazionale
"Dobbiamo vincere alla grande al primo turno a Milano per rafforzare il governo nazionale. Sono elezioni amministrative ma anche politiche".
Lo ha affermato Silvio Berlusconi, intervenendo alla convention elettorale per Letizia Moratti al Teatro Nuovo di Milano.
"E dobbiamo fare attenzione alla sinistra perche’ questa "tentera’ di dare una spallata al governo eletto. Ci provera’ sempre". Ma il premier non ha dubbi che la partita di Milano sara’ vinta e con numeri superiori alle ultime amministrative: "Supereremo i voti dell’ultima volta; mi hanno chiesto di fare da capolista, come potevo rifiutare? Come puo’ rifiutare un milanese purosangue che quando viene a Milano si commuove sempre?"
Silvio Berlusconi, in un passaggio sulle intercettazioni telefoniche, ha osservato: "Non e’ uno Stato veramente libero e civile quello che consente il controllo di tutte le telefonate. Oggi non siamo veramente liberi, le nostre conversazioni non sono inviolabili. E’ una cosa immonda".
"Dobbiamo vincere alla grande al primo turno a Milano per rafforzare il governo nazionale. Sono elezioni amministrative ma anche politiche".
Lo ha affermato Silvio Berlusconi, intervenendo alla convention elettorale per Letizia Moratti al Teatro Nuovo di Milano.
"E dobbiamo fare attenzione alla sinistra perche’ questa "tentera’ di dare una spallata al governo eletto. Ci provera’ sempre". Ma il premier non ha dubbi che la partita di Milano sara’ vinta e con numeri superiori alle ultime amministrative: "Supereremo i voti dell’ultima volta; mi hanno chiesto di fare da capolista, come potevo rifiutare? Come puo’ rifiutare un milanese purosangue che quando viene a Milano si commuove sempre?"
Silvio Berlusconi, in un passaggio sulle intercettazioni telefoniche, ha osservato: "Non e’ uno Stato veramente libero e civile quello che consente il controllo di tutte le telefonate. Oggi non siamo veramente liberi, le nostre conversazioni non sono inviolabili. E’ una cosa immonda".
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Politica
La Francia non puo' bloccare i tunisini
FRATTINI: La Francia non puo' bloccare i tunisini
"La Francia non puo’ bloccare l’ingresso dei tunisini". Lo ha affermato il ministro degli Esteri Franco Frattini, che ha osservato:
"La Francia ha compreso bene che tutti debbono rispettare le regola europee, le regole di Schengen, e che i tunisini con permesso temporaneo di soggiorno accompagnato da documenti di identificazione non possono essere bloccati alla frontiera. Questo e’ stato ben compreso da Parigi e quindi il flusso e’ ricominciato. Sono convinto che nel vertice del 26 aprile uscira’ un messaggio di rilancio della collaborazione e non di divisioni tra Italia e Francia".
BERTOLINI: Se la Francia non rispetta i patti la Ue alzi la voce
"La Francia sta violando le direttive europee sulla circolazione degli immigrati muniti di permesso di soggiorno temporaneo.
E’ opportuno che l’Europa intervenga ed alzi la voce. I patti devono valere per tutti e non possono essere interpretati a seconda delle convenienze del momento, aprendo le frontiere un giorno si’ e l’altro no. L’atteggiamento altalenante ed ondivago della Francia e’ inconcepibile. La Ue intervenga per ristabilire l’ordine. L’Italia sta facendo la propria parte. E’ tempo che la Francia faccia la propria". Lo ha affermato, in una nota, Isabella Bertolini, vicepresidente del gruppo del Popolo della Liberta’ alla Camera.
"La Francia non puo’ bloccare l’ingresso dei tunisini". Lo ha affermato il ministro degli Esteri Franco Frattini, che ha osservato:
"La Francia ha compreso bene che tutti debbono rispettare le regola europee, le regole di Schengen, e che i tunisini con permesso temporaneo di soggiorno accompagnato da documenti di identificazione non possono essere bloccati alla frontiera. Questo e’ stato ben compreso da Parigi e quindi il flusso e’ ricominciato. Sono convinto che nel vertice del 26 aprile uscira’ un messaggio di rilancio della collaborazione e non di divisioni tra Italia e Francia".
BERTOLINI: Se la Francia non rispetta i patti la Ue alzi la voce
"La Francia sta violando le direttive europee sulla circolazione degli immigrati muniti di permesso di soggiorno temporaneo.
E’ opportuno che l’Europa intervenga ed alzi la voce. I patti devono valere per tutti e non possono essere interpretati a seconda delle convenienze del momento, aprendo le frontiere un giorno si’ e l’altro no. L’atteggiamento altalenante ed ondivago della Francia e’ inconcepibile. La Ue intervenga per ristabilire l’ordine. L’Italia sta facendo la propria parte. E’ tempo che la Francia faccia la propria". Lo ha affermato, in una nota, Isabella Bertolini, vicepresidente del gruppo del Popolo della Liberta’ alla Camera.
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Eurolandia
venerdì 15 aprile 2011
Rappresentante de La Destra nel governo del Paese
LA PAROLA E I FATTI
Un uomo di parola e un uomo d’azione. Il primo e’ Silvio Berlusconi, che aveva promesso l’ingresso di un rappresentante de La Destra nel governo del Paese, ed ha mantenuto l’impegno assunto; il secondo e’ Nello Musumeci, che da oggi ci rappresenta nell’esecutivo dell’Italia come sottosegretario di Stato al Lavoro.
Mi emoziona questa notizia, che ho appreso da Ignazio La Russa proprio nel momento in cui il Consiglio dei Ministri deliberava la nomina di Nello. Ignazio e Denis Verdini sono state le persone che piu’ si sono impegnate per evitare ostacoli al cammino promesso da Berlusconi per l’ingresso di Musumeci nella compagine e meritano un ringraziamento da tutti noi de La Destra. A La Russa ho detto anche che per noi non c’erano problemi ad allargare il perimetro della coalizione alle amministrative di Milano, se per il Pdl era cosi’ importante.
Ora, in bocca al lupo a Musumeci. Il suo incarico riguardera’ le politiche del Lavoro, in tandem col ministro Sacconi. Quest’ultimo trovera’ la collaborazione leale e competente di una personalita’ della destra italiana tra le piu’ pulite che ci sono in circolazione. Musumeci e’ stato per dieci anni apprezzatissimo presidente della Provincia di Catania e per tre legislature ha rappresentato – con tantissimi voti – l’Italia al Parlamento europeo.
E’ uomo di grande cultura, che amiamo sentire parlare. Ora si cimentera’ nelle azioni di governo. E tutti noi – che lo seguiamo nel partito dalla fondazione – ne siamo orgogliosi. Anche da qui riparte la nostra marcia.
Buon lavoro, Eccellenza!
Da La Destra del 15 aprile 2011
Un uomo di parola e un uomo d’azione. Il primo e’ Silvio Berlusconi, che aveva promesso l’ingresso di un rappresentante de La Destra nel governo del Paese, ed ha mantenuto l’impegno assunto; il secondo e’ Nello Musumeci, che da oggi ci rappresenta nell’esecutivo dell’Italia come sottosegretario di Stato al Lavoro.
Mi emoziona questa notizia, che ho appreso da Ignazio La Russa proprio nel momento in cui il Consiglio dei Ministri deliberava la nomina di Nello. Ignazio e Denis Verdini sono state le persone che piu’ si sono impegnate per evitare ostacoli al cammino promesso da Berlusconi per l’ingresso di Musumeci nella compagine e meritano un ringraziamento da tutti noi de La Destra. A La Russa ho detto anche che per noi non c’erano problemi ad allargare il perimetro della coalizione alle amministrative di Milano, se per il Pdl era cosi’ importante.
Ora, in bocca al lupo a Musumeci. Il suo incarico riguardera’ le politiche del Lavoro, in tandem col ministro Sacconi. Quest’ultimo trovera’ la collaborazione leale e competente di una personalita’ della destra italiana tra le piu’ pulite che ci sono in circolazione. Musumeci e’ stato per dieci anni apprezzatissimo presidente della Provincia di Catania e per tre legislature ha rappresentato – con tantissimi voti – l’Italia al Parlamento europeo.
E’ uomo di grande cultura, che amiamo sentire parlare. Ora si cimentera’ nelle azioni di governo. E tutti noi – che lo seguiamo nel partito dalla fondazione – ne siamo orgogliosi. Anche da qui riparte la nostra marcia.
Buon lavoro, Eccellenza!
Da La Destra del 15 aprile 2011
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LA DESTRA
Sui libri di testo il problema dell'imparzialita' esiste
GELMINI: Sui libri di testo il problema dell'imparzialita' esiste
"Quello dei libri di testo e’ un tema che ricorre spesso, io penso che, in generale, nei libri di testo non debba entrare la politica ma una visione oggettiva dei fatti e soprattutto degli eventi storici". Cosi’ si e’ espresso il ministro dell’Istruzione, Mariastella Gelmini, commentando a Montecitorio la proposta di legge di Gabriella Carlucci a favore di una commissione d’inchiesta sui libri di testo troppo sbilanciati contro il premier:
"Credo che si dovrebbero evitare letture interessate di parte e cercare di consentire ai ragazzi di esercitare la propria formazione su libri di testo che siano indipendenti e rispettosi della veridicita’ storica degli accadimenti. Qualche volta c’e’ un problema di oggettivita’. Non posso disconoscere il fatto che, per esempio, alcune questioni come quella delle Foibe, molti libri di testo non la trattino o venga relegata a poche righe. Addirittura in alcuni libri anche tutto il Risorgimento e’ trattato per sommi capi. Credo che ci debba essere anche una proporzionalita’ e un’adeguata trattazione anche sulla base dell’importanza del fatto storico". Sulla proposta Carlucci, il ministro ha spiegato: "La valuteremo, poi il parlamento e’ sovrano. La commissione Cultura e Istruzione trattera’ questo tema".
"Quello dei libri di testo e’ un tema che ricorre spesso, io penso che, in generale, nei libri di testo non debba entrare la politica ma una visione oggettiva dei fatti e soprattutto degli eventi storici". Cosi’ si e’ espresso il ministro dell’Istruzione, Mariastella Gelmini, commentando a Montecitorio la proposta di legge di Gabriella Carlucci a favore di una commissione d’inchiesta sui libri di testo troppo sbilanciati contro il premier:
"Credo che si dovrebbero evitare letture interessate di parte e cercare di consentire ai ragazzi di esercitare la propria formazione su libri di testo che siano indipendenti e rispettosi della veridicita’ storica degli accadimenti. Qualche volta c’e’ un problema di oggettivita’. Non posso disconoscere il fatto che, per esempio, alcune questioni come quella delle Foibe, molti libri di testo non la trattino o venga relegata a poche righe. Addirittura in alcuni libri anche tutto il Risorgimento e’ trattato per sommi capi. Credo che ci debba essere anche una proporzionalita’ e un’adeguata trattazione anche sulla base dell’importanza del fatto storico". Sulla proposta Carlucci, il ministro ha spiegato: "La valuteremo, poi il parlamento e’ sovrano. La commissione Cultura e Istruzione trattera’ questo tema".
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Scuola
Giusta l'ipotesi di tagliare alcune missioni all'estero
BERTOLINI: Giusta l'ipotesi del premier di tagliare alcune missioni all'estero
"L’ipotesi avanzata dal Premier Berlusconi di alleggerire l’impegno dell’Italia in alcune missioni militari all’estero per meglio fronteggiare la nuova emergenza immigrazione, e’ giusta e da valutare attentamente".
Lo ha affermato Isabella Bertolini, vicepresidente del Gruppo del Popolo della Liberta’ alla Camera dei Deputati. "Le missioni militari internazionali di pace sono sempre state, sono e continueranno ad essere sostenute con determinazione e convinzione dal Governo Berlusconi. In un momento in cui lo sforzo della politica estera e della difesa italiana si sta concentrando su nuovi scenari, come quello aperto dalla crisi in Nord-Africa, e’ pero’ giusto ed altrettanto opportuno ragionare sulla possibilita’ di dirottare risorse, ed eventualmente forze militari, per fronteggiare le nuove emergenze di cui l’Italia e’ stata chiamata a farsi carico".
"L’ipotesi avanzata dal Premier Berlusconi di alleggerire l’impegno dell’Italia in alcune missioni militari all’estero per meglio fronteggiare la nuova emergenza immigrazione, e’ giusta e da valutare attentamente".
Lo ha affermato Isabella Bertolini, vicepresidente del Gruppo del Popolo della Liberta’ alla Camera dei Deputati. "Le missioni militari internazionali di pace sono sempre state, sono e continueranno ad essere sostenute con determinazione e convinzione dal Governo Berlusconi. In un momento in cui lo sforzo della politica estera e della difesa italiana si sta concentrando su nuovi scenari, come quello aperto dalla crisi in Nord-Africa, e’ pero’ giusto ed altrettanto opportuno ragionare sulla possibilita’ di dirottare risorse, ed eventualmente forze militari, per fronteggiare le nuove emergenze di cui l’Italia e’ stata chiamata a farsi carico".
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Attualità
giovedì 14 aprile 2011
E' indifferibile una radicale riforma della giustizia
GIRLANDA: E' indifferibile una radicale riforma della giustizia
“La necessità primaria è una indifferibile e radicale riforma della giustizia, che a mio avviso dovrebbe auspicabilmente contenere un chiaro e netto riequilibrio tra poteri e ruoli dell’accusa e della difesa, sia nelle fasi di indagine che di dibattimento (come accade in tutti i Paesi democratici), il riconoscimento della responsabilità civile dei magistrati per gli errori compiuti (come richiestoci da una sentenza della Corte di Giustizia Europea sin dal 2006), una rigorosa disciplina della custodia cautelare limitata scrupolosamente ai casi di elevata pericolosità sociale e non intesa, come troppo spesso tristemente oggi accade, come anticipazione di una pena verso cittadini neppure imputati”.
Lo ha affermato il deputato del Pdl Rocco Girlanda, membro della Commissione Giustizia della Camera e presidente della Fondazione Italia USA, in un editoriale sul quotidiano online Affari Italiani. “Negli anni Sessanta la Corte Suprema degli Stati Uniti si pronunciò su un caso che ha fatto scuola. Un imputato del Texas aveva chiesto che durante il suo processo non venissero ammesse le telecamere e i fotografi. Il giudice decise diversamente e il processo si concluse con una condanna. L’imputato si appellò alla Corte Suprema perché a suo avviso le tv avevano compromesso l’imparzialità dei giurati e dello stesso processo, e i giudici federali gli diedero ragione. Da allora, come è noto, i processi nei tribunali americani si possono raffigurare solo con dei disegni. Ma un altro punto importante era contenuto in quella sentenza. Il principio legale che fino al verdetto finale l’imputato è considerato un ‘sospetto’ e nessuna rappresentazione, neppure televisiva, deve mai portare a considerarlo colpevole.
Spesso si cita la lettera che Martin Luther King scrisse dal carcere di Birmingham, Alabama, nel suo passo in cui ricordava: ‘l’ingiustizia che si verifica in un luogo minaccia la giustizia ovunque’. Ma c’è un altro passaggio in quella lettera a mio avviso ancora più profondo, che raramente viene ricordato: ‘La giustizia ottenuta troppo tardi è giustizia negata’. E le persone la cui immagine, la cui reputazione, il cui futuro è stato distrutto da campagne giudiziarie proseguite per anni sulla stampa, senza tregua, senza potersi difendere, senza rispetto per le violazioni della loro vita privata e della loro intimità, ecco, forse queste persone la loro giustizia, anche dopo una assoluzione, non la troveranno mai.”
STRACQUADANIO: Vogliono un nuovo caso Tortora con il premier
"Le cosiddette testimonianze contro Silvio Berlusconi pubblicate oggi da la Repubblica fanno capire che la procura della Repubblica di Milano sta costruendo il ’caso Berlusconi’ allo stesso modo in cui fu costruito dai magistrati napoletani il ’caso Tortora’".
Lo ha affermato il deputato del Pdl Giorgio Stracquadanio, il quale ha osservato che "anche allora si inizio’ con una accusa infamante con lo scopo di distruggere l’identita’ e l’immagine del giornalista, e ogni qual volta le accuse iniziavano a sgretolarsi, arrivavano con geometrica potenza di fuoco nuove ’testimonianze’ con cui stordire l’opinione pubblica. Si produsse allora nei confronti di Tortora il piu’ grande caso di macelleria giudiziaria della storia d’Italia. Un caso che di fronte al ’caso Berlusconi’ ormai impallidisce. Silvio Berlusconi viene sottoposto a un assalto violento per sovvertire la democrazia e consumare la vendetta nei confronti dell’uomo che da quasi vent’anni sbarra la strada al colpo di Stato politico-giudiziario di una minoranza violenta. Come con Tortora allora la politica e la mobilitazione popolare difenderanno l’Italia e la liberta’, l’onore e la vita stessa di Silvio Berlusconi".
VITALI: I processi ai pregiudicati non cadranno in prescrizione
"Per la Ferranti ogni salmo finisce in gloria. Se le continue dichiarazioni hanno la finalita’ di creare allarmismo nell’opinione pubblica, possiamo capirne il senso, ma se invece vogliono essere critiche nel merito del provvedimento all’esame della Camera, ci allarmiamo non poco".
Lo ha affermato Luigi Vitali, componente della consulta Giustizia del Pdl, replicando alle dichiarazioni di Donatella Ferranti, capogruppo Pd in commissione Giustizia alla Camera, contro il processo breve. "Ribadiamo, allora, che l’incidenza della prescrizione sui processi e’ inversamente proporzionale alla personalita’ degli imputati . I processi per i reati dei recidivi e comunque dei pregiudicati, tenderanno a non prescriversi piu’, a differenza di quelli che riguarderanno gli incensurati. A condizione, pero’, che siano reati non particolarmente gravi, per i quali i termini prescrizionali siano comunque sufficienti ad arrivare a sentenza anche quando si proceda nei confronti degli incensurati. Il resto e’ solo bailamme strumentale".
“La necessità primaria è una indifferibile e radicale riforma della giustizia, che a mio avviso dovrebbe auspicabilmente contenere un chiaro e netto riequilibrio tra poteri e ruoli dell’accusa e della difesa, sia nelle fasi di indagine che di dibattimento (come accade in tutti i Paesi democratici), il riconoscimento della responsabilità civile dei magistrati per gli errori compiuti (come richiestoci da una sentenza della Corte di Giustizia Europea sin dal 2006), una rigorosa disciplina della custodia cautelare limitata scrupolosamente ai casi di elevata pericolosità sociale e non intesa, come troppo spesso tristemente oggi accade, come anticipazione di una pena verso cittadini neppure imputati”.
Lo ha affermato il deputato del Pdl Rocco Girlanda, membro della Commissione Giustizia della Camera e presidente della Fondazione Italia USA, in un editoriale sul quotidiano online Affari Italiani. “Negli anni Sessanta la Corte Suprema degli Stati Uniti si pronunciò su un caso che ha fatto scuola. Un imputato del Texas aveva chiesto che durante il suo processo non venissero ammesse le telecamere e i fotografi. Il giudice decise diversamente e il processo si concluse con una condanna. L’imputato si appellò alla Corte Suprema perché a suo avviso le tv avevano compromesso l’imparzialità dei giurati e dello stesso processo, e i giudici federali gli diedero ragione. Da allora, come è noto, i processi nei tribunali americani si possono raffigurare solo con dei disegni. Ma un altro punto importante era contenuto in quella sentenza. Il principio legale che fino al verdetto finale l’imputato è considerato un ‘sospetto’ e nessuna rappresentazione, neppure televisiva, deve mai portare a considerarlo colpevole.
Spesso si cita la lettera che Martin Luther King scrisse dal carcere di Birmingham, Alabama, nel suo passo in cui ricordava: ‘l’ingiustizia che si verifica in un luogo minaccia la giustizia ovunque’. Ma c’è un altro passaggio in quella lettera a mio avviso ancora più profondo, che raramente viene ricordato: ‘La giustizia ottenuta troppo tardi è giustizia negata’. E le persone la cui immagine, la cui reputazione, il cui futuro è stato distrutto da campagne giudiziarie proseguite per anni sulla stampa, senza tregua, senza potersi difendere, senza rispetto per le violazioni della loro vita privata e della loro intimità, ecco, forse queste persone la loro giustizia, anche dopo una assoluzione, non la troveranno mai.”
STRACQUADANIO: Vogliono un nuovo caso Tortora con il premier
"Le cosiddette testimonianze contro Silvio Berlusconi pubblicate oggi da la Repubblica fanno capire che la procura della Repubblica di Milano sta costruendo il ’caso Berlusconi’ allo stesso modo in cui fu costruito dai magistrati napoletani il ’caso Tortora’".
Lo ha affermato il deputato del Pdl Giorgio Stracquadanio, il quale ha osservato che "anche allora si inizio’ con una accusa infamante con lo scopo di distruggere l’identita’ e l’immagine del giornalista, e ogni qual volta le accuse iniziavano a sgretolarsi, arrivavano con geometrica potenza di fuoco nuove ’testimonianze’ con cui stordire l’opinione pubblica. Si produsse allora nei confronti di Tortora il piu’ grande caso di macelleria giudiziaria della storia d’Italia. Un caso che di fronte al ’caso Berlusconi’ ormai impallidisce. Silvio Berlusconi viene sottoposto a un assalto violento per sovvertire la democrazia e consumare la vendetta nei confronti dell’uomo che da quasi vent’anni sbarra la strada al colpo di Stato politico-giudiziario di una minoranza violenta. Come con Tortora allora la politica e la mobilitazione popolare difenderanno l’Italia e la liberta’, l’onore e la vita stessa di Silvio Berlusconi".
VITALI: I processi ai pregiudicati non cadranno in prescrizione
"Per la Ferranti ogni salmo finisce in gloria. Se le continue dichiarazioni hanno la finalita’ di creare allarmismo nell’opinione pubblica, possiamo capirne il senso, ma se invece vogliono essere critiche nel merito del provvedimento all’esame della Camera, ci allarmiamo non poco".
Lo ha affermato Luigi Vitali, componente della consulta Giustizia del Pdl, replicando alle dichiarazioni di Donatella Ferranti, capogruppo Pd in commissione Giustizia alla Camera, contro il processo breve. "Ribadiamo, allora, che l’incidenza della prescrizione sui processi e’ inversamente proporzionale alla personalita’ degli imputati . I processi per i reati dei recidivi e comunque dei pregiudicati, tenderanno a non prescriversi piu’, a differenza di quelli che riguarderanno gli incensurati. A condizione, pero’, che siano reati non particolarmente gravi, per i quali i termini prescrizionali siano comunque sufficienti ad arrivare a sentenza anche quando si proceda nei confronti degli incensurati. Il resto e’ solo bailamme strumentale".
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