FRATTINI: Firmato l'accordo di cooperazione sui flussi migratori con il Consiglio transitorio libico
"Abbiamo registrato con soddisfazione il compiacimento dei ministri della Lega per l’accordo di cooperazione sui flussi migratori firmato tra il governo italiano e il Cnt." Lo ha affermato il ministro degli Esteri Franco Frattini dopo la firma avvenuta a Napoli con il capo del Consiglio transitorio libico (Cnt) Mahmud Jibril. "Il ministro Maroni avra’ uno strumento in piu’ per contrastare efficacemente l’immigrazione dalla Libia.
Questo accordo ovviamente andra’ integrato con un’azione europea, come sempre. Ricordo che alla vigilia del Consiglio europeo della prossima settimana, Frontex e’ completamente inerte.
Il governo italiano e il Consiglio nazionale transitorio (Cnt) libico con il memorandum d’intesa confermano l’impegno a una gestione condivisa del fenomeno migratorio, in primo luogo attraverso l’applicazione dell’Accordo italo-libico per la collaborazione nella lotta al terrorismo, alla criminalita’ organizzata, al traffico di stupefacenti e di sostanze psicotrope ed all’immigrazione clandestina."
ALFANO: Lampedusa restituita ai lampedusani
’Il governo Berlusconi si era impegnato a non lasciare soli i lampedusani e Lampedusa. Tutto e’ stato fatto".
Lo ha affermato Angelino Alfano, ministro della Giustizia e segretario politico del Pdl, durante la conferenza stampa a palazzo Chigi al termine del Consiglio dei ministri durante il quale e’ stato firmato un decreto di protezione civile col sindaco di Lampedusa. Al termine del Consiglio di ministri Silvio Berlusconi ha annunciato che l’Italia portera’ in sede europea la richiesta di far diventare Lampedusa zona franca, citando "un precedente importante: nel 1855 il re di Napoli aveva dato a Lampedusa la possibilita’ di essere una zona franca. Credo sara’ un elemento di supporto alla richiesta che noi faremo all’Europa".
venerdì 17 giugno 2011
giovedì 16 giugno 2011
Contro Sallusti una sospensione assurda
CAPEZZONE: Contro Sallusti una sospensione assurda
"Vale per la sanzione comminata oggi contro Alessandro Sallusti, cosi’ come per quella varata a suo tempo contro Vittorio Feltri: si tratta di provvedimenti abnormi (e mi auguro che gli stessi uomini dell’Ordine dei giornalisti se ne rendano conto), perche’ ledono una liberta’ fondamentale, quella di parola e di espressione".
Lo ha affermato Daniele Capezzone, portavoce del Pdl, commentando la sospensione di due mesi del direttore de ’Il Giornale’ dall’Ordine della Lombardia, in seguito ad un’azione disciplinare. "Comunque la si pensi, qualunque sia l’orientamento culturale e politico di un interlocutore, come si fa ad accettare l’idea che debba essere oggetto di sanzioni di questo tipo? Davvero, nell’Italia del 2011, c’e’ ancora chi crede a queste logiche? Per questo mi auguro che vi siano non solo solidarieta’ automatiche e scontate, ma anche una discussione non ipocrita sul superamento di questo tipo di sanzioni (e di corporazioni: non dispiaccia all’Ordine)".
"Vale per la sanzione comminata oggi contro Alessandro Sallusti, cosi’ come per quella varata a suo tempo contro Vittorio Feltri: si tratta di provvedimenti abnormi (e mi auguro che gli stessi uomini dell’Ordine dei giornalisti se ne rendano conto), perche’ ledono una liberta’ fondamentale, quella di parola e di espressione".
Lo ha affermato Daniele Capezzone, portavoce del Pdl, commentando la sospensione di due mesi del direttore de ’Il Giornale’ dall’Ordine della Lombardia, in seguito ad un’azione disciplinare. "Comunque la si pensi, qualunque sia l’orientamento culturale e politico di un interlocutore, come si fa ad accettare l’idea che debba essere oggetto di sanzioni di questo tipo? Davvero, nell’Italia del 2011, c’e’ ancora chi crede a queste logiche? Per questo mi auguro che vi siano non solo solidarieta’ automatiche e scontate, ma anche una discussione non ipocrita sul superamento di questo tipo di sanzioni (e di corporazioni: non dispiaccia all’Ordine)".
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Libertà di stampa ?
Accordo con la Libia per il rimpatrio degli immigrati
BERLUSCONI: Accordo con la Libia per il rimpatrio degli immigrati
"Stiamo per realizzare un accordo che firmeremo probabilmente venerdì con il Comitato Transitorio libico (CNT) per poter riportare in Libia i migranti che sono venuti in Italia."
Lo ha affermato Silvio Berlusconi nel corso di una conferenza stampa a Palazzo Chigi dove ha inoltre sottolineato l’importanza dell’approvazione da parte del Consiglio dei Ministri del decreto legge che ha dato attuazione sia alle due direttive europee che alle eccezioni sollevate dalla Corte di giustizia dell’Aja e dalla Corte costituzionale sulle procedure di espulsione dei cittadini extracomunitari dal territorio italiano.
Verranno così ripristinate le procedure espulsive coattive immediate per i cittadini extracomunitari, ciò significa che nel nostro paese riprenderanno le espulsioni. I cittadini extracomunitari che incorreranno nel decreto di espulsione dovranno rappresentare un accertato pericolo per l’ordine pubblico o essere gia’ incorsi in una precedente misura di espulsione. La misura assunta dal CdM fa venir meno la libera interpretazione della magistratura che prevedeva, in questi casi, solo il foglio di via. Tra le altre misure assunte dal Decreto, il prolungamento dei trattenimenti nei Cie dagli attuali 6 mesi fino a 18 mesi per consentire le identificazioni.
"Stiamo per realizzare un accordo che firmeremo probabilmente venerdì con il Comitato Transitorio libico (CNT) per poter riportare in Libia i migranti che sono venuti in Italia."
Lo ha affermato Silvio Berlusconi nel corso di una conferenza stampa a Palazzo Chigi dove ha inoltre sottolineato l’importanza dell’approvazione da parte del Consiglio dei Ministri del decreto legge che ha dato attuazione sia alle due direttive europee che alle eccezioni sollevate dalla Corte di giustizia dell’Aja e dalla Corte costituzionale sulle procedure di espulsione dei cittadini extracomunitari dal territorio italiano.
Verranno così ripristinate le procedure espulsive coattive immediate per i cittadini extracomunitari, ciò significa che nel nostro paese riprenderanno le espulsioni. I cittadini extracomunitari che incorreranno nel decreto di espulsione dovranno rappresentare un accertato pericolo per l’ordine pubblico o essere gia’ incorsi in una precedente misura di espulsione. La misura assunta dal CdM fa venir meno la libera interpretazione della magistratura che prevedeva, in questi casi, solo il foglio di via. Tra le altre misure assunte dal Decreto, il prolungamento dei trattenimenti nei Cie dagli attuali 6 mesi fino a 18 mesi per consentire le identificazioni.
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INVASIONI
giovedì 9 giugno 2011
Vivo rammarico per il no del Brasile all'estradizione di Cesare Battisti
BERLUSCONI: Vivo rammarico per il no del Brasile all'estradizione di Cesare Battisti
"Ho appreso con vivo rammarico dell’ultima pronuncia del Tribunale Supremo Federale del Brasile che conferma il diniego all’estradizione di Cesare Battisti.
La decisione non tiene conto delle legittime aspettative di giustizia del popolo italiano ed in particolare dei familiari delle vittime di Battisti. L’Italia, pur rispettando la volonta’ del Tribunale Supremo Federale continuera’ la sua azione e attivera’ le opportune istanze giurisdizionali per assicurare il rispetto degli accordi internazionali che vincolano due Paesi accomunati da legami storici di amicizia e solidarieta"’. Lo ha affermato in una nota il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi
ALFANO: La decisione del Tribunale supremo brasiliano su Battisti attacca la sovranita' dell'Italia
"La valutazione del Tribunale supremo brasiliano desta sorpresa perche’ fondata su un presunto attacco al principio di sovranita’ del presidente di quello Stato, che decise di non procedere all’estradizione del terrorista Battisti perche’ ’l’estradando sarebbe stato esposto, in Italia, a grave pericolo per la sua incolumita’ personale’."
Lo ha affermato in una nota, il ministro della Giustizia, Angelino Alfano. "E’ esattamente questa, invece una valutazione che prefigura un vero e proprio attacco al principio di sovranita’ dello Stato Italiano, poiche’ mette in dubbio la tenuta delle sue alte istituzione democratiche , punto di riferimento in Europa e oltre. Ed e’ proprio per lo Stato Italiano che Cesare Battisti e’ un assassino autore di efferati delitti e, di conseguenza, deve scontare una condanna adeguata rispetto a quanto commesso, per onorare la memoria delle vittime del terrorismo e nel rispetto dei loro familiari e dell’intero Paese. In quest’ottica faremo tutto quanto in nostro potere per riportare Battisti in Italia. Resta, infine, da capire come fara’ Battisti a restare in Brasile da uomo libero, visto che il decreto con il quale gli veniva concesso lo status di rifugiato venne, a suo tempo, annullato dallo stesso Tribunale Supremo".
LUPI: Battisti, un assassino, e' libero. Sostegno al ricorso di Frattini
"Con la decisione del Tribunale supremo su Cesare Battisti si e’ verificato quello che temevamo e che speravamo non accadesse.
Da oggi un assassino, condannato all’ergastolo per quattro omicidi, e’ libero. E questo, oltre a negare qualsiasi possibilita’ di giustizia, e’ un’ulteriore ferita ai familiari delle vittime. Per questo ritengo opportuno, come presidente della commissione Italia-Brasile, che questo argomento venga messo a tema anche nell’ambito dei solidi rapporti di amicizia tra i nostri due Parlamenti. Nel frattempo condivido e sostengo la forte iniziativa del ministro Frattini che ha gia’ annunciato il ricorso alla Corte internazionale di giustizia". Cosi’ si e’ espresso Maurizio Lupi, vicepresidente Pdl della Camera dei deputati.
"Ho appreso con vivo rammarico dell’ultima pronuncia del Tribunale Supremo Federale del Brasile che conferma il diniego all’estradizione di Cesare Battisti.
La decisione non tiene conto delle legittime aspettative di giustizia del popolo italiano ed in particolare dei familiari delle vittime di Battisti. L’Italia, pur rispettando la volonta’ del Tribunale Supremo Federale continuera’ la sua azione e attivera’ le opportune istanze giurisdizionali per assicurare il rispetto degli accordi internazionali che vincolano due Paesi accomunati da legami storici di amicizia e solidarieta"’. Lo ha affermato in una nota il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi
ALFANO: La decisione del Tribunale supremo brasiliano su Battisti attacca la sovranita' dell'Italia
"La valutazione del Tribunale supremo brasiliano desta sorpresa perche’ fondata su un presunto attacco al principio di sovranita’ del presidente di quello Stato, che decise di non procedere all’estradizione del terrorista Battisti perche’ ’l’estradando sarebbe stato esposto, in Italia, a grave pericolo per la sua incolumita’ personale’."
Lo ha affermato in una nota, il ministro della Giustizia, Angelino Alfano. "E’ esattamente questa, invece una valutazione che prefigura un vero e proprio attacco al principio di sovranita’ dello Stato Italiano, poiche’ mette in dubbio la tenuta delle sue alte istituzione democratiche , punto di riferimento in Europa e oltre. Ed e’ proprio per lo Stato Italiano che Cesare Battisti e’ un assassino autore di efferati delitti e, di conseguenza, deve scontare una condanna adeguata rispetto a quanto commesso, per onorare la memoria delle vittime del terrorismo e nel rispetto dei loro familiari e dell’intero Paese. In quest’ottica faremo tutto quanto in nostro potere per riportare Battisti in Italia. Resta, infine, da capire come fara’ Battisti a restare in Brasile da uomo libero, visto che il decreto con il quale gli veniva concesso lo status di rifugiato venne, a suo tempo, annullato dallo stesso Tribunale Supremo".
LUPI: Battisti, un assassino, e' libero. Sostegno al ricorso di Frattini
"Con la decisione del Tribunale supremo su Cesare Battisti si e’ verificato quello che temevamo e che speravamo non accadesse.
Da oggi un assassino, condannato all’ergastolo per quattro omicidi, e’ libero. E questo, oltre a negare qualsiasi possibilita’ di giustizia, e’ un’ulteriore ferita ai familiari delle vittime. Per questo ritengo opportuno, come presidente della commissione Italia-Brasile, che questo argomento venga messo a tema anche nell’ambito dei solidi rapporti di amicizia tra i nostri due Parlamenti. Nel frattempo condivido e sostengo la forte iniziativa del ministro Frattini che ha gia’ annunciato il ricorso alla Corte internazionale di giustizia". Cosi’ si e’ espresso Maurizio Lupi, vicepresidente Pdl della Camera dei deputati.
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Giustiizia
L'Europa ci riconosce rigore e credibilita'
BRUNETTA: L'Europa ci riconosce rigore e credibilita'
"L’Europa riconosce all’Italia rigore e credibilita’ nella definizione degli obiettivi di consolidamento dei conti pubblici. Ora la sfida e’ quella di continuare sulla strada delle riforme strutturali per superare le debolezze che hanno caratterizzato l’economia italiana nell’ultimo decennio".
Lo ha dichiarato il ministro della Pubblica amministrazione Renato Brunetta. "L’analisi delle cause della bassa crescita e le raccomandazioni della Commissione Europea sul Programma Nazionale di Riforma che l’Italia ha presentato a maggio nell’ambito del semestre europeo, rendono evidente che oggi il consolidamento fiscale richiede selettivita’ della spesa e rilancio della crescita. Nelle raccomandazioni della Commissione si legge infatti che ’dato l’alto livello del debito pubblico, pari a circa il 120 per cento del Pil nel 2011, il perseguimento di un consolidamento durevole e credibile e l’adozione di misure strutturali per rafforzare la crescita sono priorita’ essenziali per l’Italia’.
"Il piano di risanamento di deficit e debito definito dal Governo Berlusconi nel Documento di economia e finanza e’ in linea con i vincoli imposti dall’Europa e in questa cornice dobbiamo operare per rispettare gli impegni per una crescita sostenibile, intelligente e inclusiva. L’obiettivo fissato e’ quello del pareggio di bilancio per il 2014 e per questo la Commissione ci esorta a pianificare sin dall’autunno misure che ci consentano di aumentare l’efficacia della spesa e imprimere un ritmo piu’ forte alla nostra economia. Molti degli interventi richiamati dalla Commissione sono peraltro gia’ contenuti nella nostra agenda di Governo. Sono nostre priorita’ il miglioramento del funzionamento del mercato del lavoro, l’aumento del grado di concorrenza, il miglioramento dell’ambiente normativo delle imprese, il rafforzamento delle politiche di ricerca e innovazione e una migliore governance dei fondi comunitari.
Come evidenziato dalla stessa Commissione il nostro PNR prevede anche la riforma del sistema di tassazione (con lo spostamento del carico fiscale dal lavoro al consumo) e un processo capillare di semplificazione nei settori fiscale e della regolazione amministrativa. Solo cosi’ potremmo conciliare rigore e sviluppo. Insomma non si riesce a crescere senza disciplina fiscale, ma senza crescita ci si allontana dal sentiero della sostenibilita’ finanziaria. Un concetto che ora e’ ancora piu’ chiaro grazie all’Europa".
"L’Europa riconosce all’Italia rigore e credibilita’ nella definizione degli obiettivi di consolidamento dei conti pubblici. Ora la sfida e’ quella di continuare sulla strada delle riforme strutturali per superare le debolezze che hanno caratterizzato l’economia italiana nell’ultimo decennio".
Lo ha dichiarato il ministro della Pubblica amministrazione Renato Brunetta. "L’analisi delle cause della bassa crescita e le raccomandazioni della Commissione Europea sul Programma Nazionale di Riforma che l’Italia ha presentato a maggio nell’ambito del semestre europeo, rendono evidente che oggi il consolidamento fiscale richiede selettivita’ della spesa e rilancio della crescita. Nelle raccomandazioni della Commissione si legge infatti che ’dato l’alto livello del debito pubblico, pari a circa il 120 per cento del Pil nel 2011, il perseguimento di un consolidamento durevole e credibile e l’adozione di misure strutturali per rafforzare la crescita sono priorita’ essenziali per l’Italia’.
"Il piano di risanamento di deficit e debito definito dal Governo Berlusconi nel Documento di economia e finanza e’ in linea con i vincoli imposti dall’Europa e in questa cornice dobbiamo operare per rispettare gli impegni per una crescita sostenibile, intelligente e inclusiva. L’obiettivo fissato e’ quello del pareggio di bilancio per il 2014 e per questo la Commissione ci esorta a pianificare sin dall’autunno misure che ci consentano di aumentare l’efficacia della spesa e imprimere un ritmo piu’ forte alla nostra economia. Molti degli interventi richiamati dalla Commissione sono peraltro gia’ contenuti nella nostra agenda di Governo. Sono nostre priorita’ il miglioramento del funzionamento del mercato del lavoro, l’aumento del grado di concorrenza, il miglioramento dell’ambiente normativo delle imprese, il rafforzamento delle politiche di ricerca e innovazione e una migliore governance dei fondi comunitari.
Come evidenziato dalla stessa Commissione il nostro PNR prevede anche la riforma del sistema di tassazione (con lo spostamento del carico fiscale dal lavoro al consumo) e un processo capillare di semplificazione nei settori fiscale e della regolazione amministrativa. Solo cosi’ potremmo conciliare rigore e sviluppo. Insomma non si riesce a crescere senza disciplina fiscale, ma senza crescita ci si allontana dal sentiero della sostenibilita’ finanziaria. Un concetto che ora e’ ancora piu’ chiaro grazie all’Europa".
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Economia
mercoledì 8 giugno 2011
L'ADUNATA DEI LIBERI SERVI D'ITALIA
Al teatro Capranica di Roma si è svolta la manifestazione organizzata dal direttore del Foglio per rilanciare il centrodestra. Hanno parlato Sallusti, Feltri, Belpietro, Sechi, Piero Sansonetti e Ritanna Armeni. E i politici: Santanchè, Galan, Meloni e Mussolini Strumenti utili Carattere Salva l'articolo
Da Il Giornale 08.06.2011
di Orlando Sacchelli
Roma - Davanti alla platea del teatro Capranica di Roma Giuliano Ferrara lancia l'adunata dei "liberi servi d'Italia": una chiamata alle armi del mondo giornalistico del centrodestra. Accanto a lui, sul palco, ci sono il direttore del Giornale Alessandro Sallusti, Vittorio Feltri, Maurizio Belpietro e Mario Sechi. Presenti anche intellettuali e personalità della sinistra che si distinguono per lo spirito libero: sono i cosiddetti "infiltrati", come con tono scherzoso li chiama Ferrara. L'obiettivo del direttore del Foglio è rilanciare la leadership di Berlusconi. Ma non in maniera acritica. Ferrara è consapevole del momento difficile per il centrodestra. E desidera fungere da pungolo a partire dalle primarie, lo strumento di democrazia diretta che permette la selezione dei candidati dal basso. "Noi amici non servili - esordisce Ferrara - diamo un consiglio disinteressato a Berlusconi: cambia passo, rimettiti in gioco e rilegittimati con una grande campagna nazionale, altrimenti non ci sarà nessun rilancio dell’azione di governo"...
L'appello per le primarie Ferrara lo dice senza troppi giri di parole. Serve "una grande campagna nazionale di rilegittimazione di Berlusconi, altrimenti non si può andare avanti". Poi l'appello incalzante: "Cavaliere, non ti ingessare, torna a combattere, e sostituisci l'autocrazia con la democrazia nel tuo partito". Il Pdl deve cambiare e diventare qualcosa di diverso. I suoi leader si rimettono in gioco, creando una situazione di democrazia interna aperta anche all'intera coalizione. Tradotto dal politichese? "Primarie generali, con un regolamento rigido, l'1 e il 2 ottobre. Dobbiamo evitare il solito tran tran... Il Pdl diventa un’altra cosa da quella che abbiamo conosciuta. I leader si mettono in gioco, anche loro, e si candidano. Si crea una situazione di competizione e democrazia interna". Per Ferrara questo è "l’unico modo di non cedere a una logica che, inevitabilmente, porterà a un cinico dissolvimento delle belle aspettative degli ultimi vent’anni".
Sechi: rimettersi in gioco "Io sono nato in una terra - dice il direttore del Tempo Mario Sechi - dove le primarie le fa la natura. Dove ci si mette in gioco fin da subito, a ogni livello".Poi cita Francesco Cossiga... "nelle nostre case si sono sempre mangiate due cose, minestra e politica". "Negli ultimi anni ho visto molte tavole apparecchiate, ma poca o nulla politica".
Fischiata Marina Terragni Molto duro l'intervento della giornalista del Corriere Marina Terragni: "A Berlusconi auguro una vita lunga, ma temo che il berlusconismo sia finito". Poi, soffermandosi sulle recenti elezioni di Milano: "I milanesi non lo hanno più votato (il Cavaliere, ndr) perché l'hanno giudicato inadeguato e moralmente inaccettabile". E giù, in modo ancor più pesante: "Berlusconi è vecchio, è muffa, ai giovani non piace più". A quel punto la platea l'ha fischiata sonoramente: "Vattene", "Basta", "Tu sei vecchia". Al termine dell'intervento Ferrara ha invitato all'applauso "di cortesia"
Belpietro: il Cav torni a far sognare il Paese Pur non condividendo l'analisi fatta dalla Terragni il direttore di Libero Maurizio Belpietro l'ha difesa: "E' sbagliato non ascoltarla". Poi, dopo aver ricordato che il premier "ha fatto cose e leggi molto importanti", ha iniziato la sua critica: "Quando Berlusconi parla solo di giustizia e Santoro certifica la sua sconfitta. Aveva il sogno di cambiare l'Italia, a queste elezioni ha perso contro chi aveva idee di cambiamento". E, soffermandosi sulle ultime scelte del Pdl, osserva: "La nomina di Alfano è un modo per prender tempo, non per risolvere il problema...". Poi anche Belpietro si sofferma sulla proposta di Ferrara: "E' difficile fare le primarie, molti nel partito non le vogliono, hanno paura di tornare a casa. Berlusconi le teme, sa che sono la certificazione della ricerca del suo successore". Il Cavaliere "smetta di parlarci dei problemi senza darci soluzioni. Lo faccia per il Paese, o il centrodestra muore".
Santanchè: non è tempo di parlare di primarie "Non fingiamo di non avere perso. Dobbiamo ascoltare di più la gente, soprattutto le donne - ha esordito Daniela Santanchè -. Gli italiani interessa la nostra politica economica, non le primarie. Abbiamo perso per nostri errori politici". Cercando di dare una spiegazione all'esito elettorale delle amministrative, la Santanchè si è limitata a dire: "Perdiamo perché Berlusconi non comanda più. Deve tornare a comandare di più".
Ritanna Armeni "La destra ha perso elezioni per colpe sue. I vostri elettori sono delusi, e voi sottovalutate questa delusione. Non si può tornare al passato, ma bisogna chiedersi come ricostruire il centrodestra senza il Cavaliere". Replicando ai mugugni della platea la Armeni ha puntualizzato: "Questo centrodestra non si può ricostruire senza Berlusconi. Ne serve uno nuovo, come serve un nuovo centrosinistra".
Galan: promesse non mantenute Il ministro della Cultura, Giancarlo Galan, arriva subito al doso: "Non abbiamo mantenuto le promesse, ecco perché abbiamo perso. Non abbiamo abbassato le tasse, abbiamo fallito la rivoluzione liberale, non abbiamo fatto un partito di grande respiro". Poi, soffermandosi sul tema lanciato da Ferrara: primarie a tutti i livelli se sono occasione per discutere, se sono guerra di tessere... no. Poi conclude: dove lo troviamo un pazzo che si candida contro Berlusconi?
Sallusti: Berlusconi può dare l'ultima spallata Nel suo intervento il direttore del Giornale è partito dall'analisi del voto di Milano: il centrodestra ha perso perché ha sbagliato a ricandidare la Moratti. Poi, entrando nel vivo del dibattito sul futuro del Popolo della Libertà, Sallusti ha preso le distanze da quanto proposto negli interventi precedenti: il Pdl deve essere un partito al servizio di Berlusconi, ogni altra forma è perdente. La tesi del direttore del Giornale è questa: quando il partito si mette al servizio delle intuizioni di Berlusconi vince. E ha citato tutte le candidature di "sconosciuti" imposte dal Cavaliere e poi rivelatesi vincenti. Ma è soprattutto una cosa, secondo Sallusti, che serve al Paese: fare quelle riforme che permettano a una maggioranza di poter governare. E' questa la vera grande sfida che Berlusconi ha davanti a sé. "Possiamo ancora credere che Berlusconi possa cambiare le regole così che questo paese diventi governabile". E il direttore cita De Gaulle: "Anche lui diede più di una spallata, a volte ponendosi anche borderline rispetto alla Costituzione, ma seppe cambiare nell'interesse del suo Paese".
Meloni: sì alle primarie Il ministro della Gioventù, Giorgia Meloni, sposa in pieno la proposta di Ferrara e dice "sì alle primarie per selezionare i candidati e sì ai congressi". "Bisogna cambiare la legge elettorale - propine la Meloni - la gente deve poter scegliere i suoi rappresentanti". "Non bisogna cambiare il nome del partito, è una delle cose più belle che abbiamo".
Mussolini: ripartire dalla base Alessandra Mussolini parte da un punto fermo: servono ammissioni di responsabilità, chi sbaglia deve pagare. Proprio per questo "bisogna ripartire dalla base". "Le primarie servono a coinvolgere la gente, anticipano la campagna elettorale, la rendono vivace".
Piero Sansonetti "Bene il garantismo di Berlusconi e la sua lotta contro il potere dei giudici", ha detto l'ex direttore del quotidiano comunista Liberazione. "Berlusconi ha ridato il volto alla destra italiana, ma ha cambiato anche la sinistra". Poi un'analisi sulla politica nel Paese: "E' volato a destra in assenza di una sinistra". Due possibilità per la sinistra: che rinasca radicale libertaria e riformista o che rimanga il partito di Repubblica. E suna cosa Sansonetti è sicuro: "Sono molto più reazionari De Benedetti e Marchionne di Berlusconi".
Feltri: no a funerali prematuri Secondo Vittorio Feltri la sinistra ha vinto ma sarebbe estremamente sbagliato fare "i funerali al centrodestra, il campionato è ancora lungo". Per dare una scossa a questo partito, osserva Feltri, bisogna "ricorrere persino alle primarie". E' necessario trovare un meccanismo migliore della designazione dall'alto dei candidati. Su questo punto, dunque, anche Feltri sposa la linea segnata da Ferrara. Non manca una battuta a effetto: "Se l'avversario è Bersani e noi nel 2013 perdiamo le elezioni io vengo qui e mi sparo". Un obiettivo da perseguire: reintrodurre l'immunità per non lasciare il Paese nelle mani dei giudici. Poi l'appello accorato, a tutto il centrodestra: "Se non reagiamo perderemo, e sarà una sconfitta da stupidi, non si può perdere contro questa sinistra". Il convegno si chiude. Alla fine l'atteso intervento del Cavaliere non c'è stato. Ma Berlusconi ora cosa farà? Lancerà davvero le primarie? Tra poco sapremo... una cosa è certa. Ancora una volta il pallino ce l'ha in mano il Cavaliere.
Da Il Giornale 08.06.2011
di Orlando Sacchelli
Roma - Davanti alla platea del teatro Capranica di Roma Giuliano Ferrara lancia l'adunata dei "liberi servi d'Italia": una chiamata alle armi del mondo giornalistico del centrodestra. Accanto a lui, sul palco, ci sono il direttore del Giornale Alessandro Sallusti, Vittorio Feltri, Maurizio Belpietro e Mario Sechi. Presenti anche intellettuali e personalità della sinistra che si distinguono per lo spirito libero: sono i cosiddetti "infiltrati", come con tono scherzoso li chiama Ferrara. L'obiettivo del direttore del Foglio è rilanciare la leadership di Berlusconi. Ma non in maniera acritica. Ferrara è consapevole del momento difficile per il centrodestra. E desidera fungere da pungolo a partire dalle primarie, lo strumento di democrazia diretta che permette la selezione dei candidati dal basso. "Noi amici non servili - esordisce Ferrara - diamo un consiglio disinteressato a Berlusconi: cambia passo, rimettiti in gioco e rilegittimati con una grande campagna nazionale, altrimenti non ci sarà nessun rilancio dell’azione di governo"...
L'appello per le primarie Ferrara lo dice senza troppi giri di parole. Serve "una grande campagna nazionale di rilegittimazione di Berlusconi, altrimenti non si può andare avanti". Poi l'appello incalzante: "Cavaliere, non ti ingessare, torna a combattere, e sostituisci l'autocrazia con la democrazia nel tuo partito". Il Pdl deve cambiare e diventare qualcosa di diverso. I suoi leader si rimettono in gioco, creando una situazione di democrazia interna aperta anche all'intera coalizione. Tradotto dal politichese? "Primarie generali, con un regolamento rigido, l'1 e il 2 ottobre. Dobbiamo evitare il solito tran tran... Il Pdl diventa un’altra cosa da quella che abbiamo conosciuta. I leader si mettono in gioco, anche loro, e si candidano. Si crea una situazione di competizione e democrazia interna". Per Ferrara questo è "l’unico modo di non cedere a una logica che, inevitabilmente, porterà a un cinico dissolvimento delle belle aspettative degli ultimi vent’anni".
Sechi: rimettersi in gioco "Io sono nato in una terra - dice il direttore del Tempo Mario Sechi - dove le primarie le fa la natura. Dove ci si mette in gioco fin da subito, a ogni livello".Poi cita Francesco Cossiga... "nelle nostre case si sono sempre mangiate due cose, minestra e politica". "Negli ultimi anni ho visto molte tavole apparecchiate, ma poca o nulla politica".
Fischiata Marina Terragni Molto duro l'intervento della giornalista del Corriere Marina Terragni: "A Berlusconi auguro una vita lunga, ma temo che il berlusconismo sia finito". Poi, soffermandosi sulle recenti elezioni di Milano: "I milanesi non lo hanno più votato (il Cavaliere, ndr) perché l'hanno giudicato inadeguato e moralmente inaccettabile". E giù, in modo ancor più pesante: "Berlusconi è vecchio, è muffa, ai giovani non piace più". A quel punto la platea l'ha fischiata sonoramente: "Vattene", "Basta", "Tu sei vecchia". Al termine dell'intervento Ferrara ha invitato all'applauso "di cortesia"
Belpietro: il Cav torni a far sognare il Paese Pur non condividendo l'analisi fatta dalla Terragni il direttore di Libero Maurizio Belpietro l'ha difesa: "E' sbagliato non ascoltarla". Poi, dopo aver ricordato che il premier "ha fatto cose e leggi molto importanti", ha iniziato la sua critica: "Quando Berlusconi parla solo di giustizia e Santoro certifica la sua sconfitta. Aveva il sogno di cambiare l'Italia, a queste elezioni ha perso contro chi aveva idee di cambiamento". E, soffermandosi sulle ultime scelte del Pdl, osserva: "La nomina di Alfano è un modo per prender tempo, non per risolvere il problema...". Poi anche Belpietro si sofferma sulla proposta di Ferrara: "E' difficile fare le primarie, molti nel partito non le vogliono, hanno paura di tornare a casa. Berlusconi le teme, sa che sono la certificazione della ricerca del suo successore". Il Cavaliere "smetta di parlarci dei problemi senza darci soluzioni. Lo faccia per il Paese, o il centrodestra muore".
Santanchè: non è tempo di parlare di primarie "Non fingiamo di non avere perso. Dobbiamo ascoltare di più la gente, soprattutto le donne - ha esordito Daniela Santanchè -. Gli italiani interessa la nostra politica economica, non le primarie. Abbiamo perso per nostri errori politici". Cercando di dare una spiegazione all'esito elettorale delle amministrative, la Santanchè si è limitata a dire: "Perdiamo perché Berlusconi non comanda più. Deve tornare a comandare di più".
Ritanna Armeni "La destra ha perso elezioni per colpe sue. I vostri elettori sono delusi, e voi sottovalutate questa delusione. Non si può tornare al passato, ma bisogna chiedersi come ricostruire il centrodestra senza il Cavaliere". Replicando ai mugugni della platea la Armeni ha puntualizzato: "Questo centrodestra non si può ricostruire senza Berlusconi. Ne serve uno nuovo, come serve un nuovo centrosinistra".
Galan: promesse non mantenute Il ministro della Cultura, Giancarlo Galan, arriva subito al doso: "Non abbiamo mantenuto le promesse, ecco perché abbiamo perso. Non abbiamo abbassato le tasse, abbiamo fallito la rivoluzione liberale, non abbiamo fatto un partito di grande respiro". Poi, soffermandosi sul tema lanciato da Ferrara: primarie a tutti i livelli se sono occasione per discutere, se sono guerra di tessere... no. Poi conclude: dove lo troviamo un pazzo che si candida contro Berlusconi?
Sallusti: Berlusconi può dare l'ultima spallata Nel suo intervento il direttore del Giornale è partito dall'analisi del voto di Milano: il centrodestra ha perso perché ha sbagliato a ricandidare la Moratti. Poi, entrando nel vivo del dibattito sul futuro del Popolo della Libertà, Sallusti ha preso le distanze da quanto proposto negli interventi precedenti: il Pdl deve essere un partito al servizio di Berlusconi, ogni altra forma è perdente. La tesi del direttore del Giornale è questa: quando il partito si mette al servizio delle intuizioni di Berlusconi vince. E ha citato tutte le candidature di "sconosciuti" imposte dal Cavaliere e poi rivelatesi vincenti. Ma è soprattutto una cosa, secondo Sallusti, che serve al Paese: fare quelle riforme che permettano a una maggioranza di poter governare. E' questa la vera grande sfida che Berlusconi ha davanti a sé. "Possiamo ancora credere che Berlusconi possa cambiare le regole così che questo paese diventi governabile". E il direttore cita De Gaulle: "Anche lui diede più di una spallata, a volte ponendosi anche borderline rispetto alla Costituzione, ma seppe cambiare nell'interesse del suo Paese".
Meloni: sì alle primarie Il ministro della Gioventù, Giorgia Meloni, sposa in pieno la proposta di Ferrara e dice "sì alle primarie per selezionare i candidati e sì ai congressi". "Bisogna cambiare la legge elettorale - propine la Meloni - la gente deve poter scegliere i suoi rappresentanti". "Non bisogna cambiare il nome del partito, è una delle cose più belle che abbiamo".
Mussolini: ripartire dalla base Alessandra Mussolini parte da un punto fermo: servono ammissioni di responsabilità, chi sbaglia deve pagare. Proprio per questo "bisogna ripartire dalla base". "Le primarie servono a coinvolgere la gente, anticipano la campagna elettorale, la rendono vivace".
Piero Sansonetti "Bene il garantismo di Berlusconi e la sua lotta contro il potere dei giudici", ha detto l'ex direttore del quotidiano comunista Liberazione. "Berlusconi ha ridato il volto alla destra italiana, ma ha cambiato anche la sinistra". Poi un'analisi sulla politica nel Paese: "E' volato a destra in assenza di una sinistra". Due possibilità per la sinistra: che rinasca radicale libertaria e riformista o che rimanga il partito di Repubblica. E suna cosa Sansonetti è sicuro: "Sono molto più reazionari De Benedetti e Marchionne di Berlusconi".
Feltri: no a funerali prematuri Secondo Vittorio Feltri la sinistra ha vinto ma sarebbe estremamente sbagliato fare "i funerali al centrodestra, il campionato è ancora lungo". Per dare una scossa a questo partito, osserva Feltri, bisogna "ricorrere persino alle primarie". E' necessario trovare un meccanismo migliore della designazione dall'alto dei candidati. Su questo punto, dunque, anche Feltri sposa la linea segnata da Ferrara. Non manca una battuta a effetto: "Se l'avversario è Bersani e noi nel 2013 perdiamo le elezioni io vengo qui e mi sparo". Un obiettivo da perseguire: reintrodurre l'immunità per non lasciare il Paese nelle mani dei giudici. Poi l'appello accorato, a tutto il centrodestra: "Se non reagiamo perderemo, e sarà una sconfitta da stupidi, non si può perdere contro questa sinistra". Il convegno si chiude. Alla fine l'atteso intervento del Cavaliere non c'è stato. Ma Berlusconi ora cosa farà? Lancerà davvero le primarie? Tra poco sapremo... una cosa è certa. Ancora una volta il pallino ce l'ha in mano il Cavaliere.
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LA NS/ RASSEGNA STAMPA
CONSIGLI DALLA SERVITU'
CONSIGLI DALLA SERVITU'
di Mario Sechi
da IL TEMPO 08/06/2011,
Oggi a Roma l'adunata del Capranica. Quattro giornali di centrodestra fanno la festa al Cav. Tutti invitati, ore 10, ingresso libero. Saranno presenti le "ministre" Gelmini, Carfagna, Brambilla, Meloni e la governatrice Polverini.
Quando Ferrara mi ha telefonato qualche giorno fa proponendomi di aderire e partecipare all’adunata di stamattina al teatro Capranica a Roma non ho avuto un secondo di esitazione: «Sì Giuliano, conta su di me e Il Tempo». Era una risposta naturale a un’attenzione altrettanto naturale che l’Elefantino ha per questo giornale e il suo direttore. Il nostro quotidiano fa parte del mondo conservatore ben prima che la destra moderna italiana si formasse, è stato fin dalla sua fondazione nel 1944 una fucina di idee e un laboratorio politico-culturale straordinario. Questo giornale ha una biografia che comincia prima del berlusconismo e continuerà anche dopo - perché ha storia, tradizione, radici solide ancorate al simbolo di Roma Capitale e uno sguardo fresco e senza pregiudizi di sorta sul futuro del blocco sociale moderato. Per queste ragioni essere oggi alla manifestazione che provocatoriamente Giuliano ha chiamato «l’adunata dei servi liberi e forti» è importante: Il Tempo è una voce che non può mancare in un dibattito sul centrodestra e un leader, Silvio Berlusconi, che - piaccia o meno - ha segnato diciassette anni di storia italiana. La notizia della riunione della combriccola di pennivendoli ha destato subito la curiosità dei commentatori dei giornali e la diffidenza dei politici del Pdl. Benissimo. Eugenio Scalfari ci ha subito assestato un gancio destro nel suo pezzone domenicale su Repubblica: «Cari servi liberi, la vostra richiesta è la più eloquente testimonianza che 17 anni sono stati dissipati. La vostra libera servitù ha soltanto contribuito a creare una palude piena di miasmi nella quale avete impantanato un Paese che ora finalmente ha deciso di alzarsi e camminare senza di voi». Eugenio la pensa così e non ci sorprende, ciò che invece è notevole è il suo interesse per la riunione dell’allegra brigata di Foglio, Giornale, Libero e Tempo. Scalfari dimostra ancora una volta di essere il più intelligente e acuto di tutti. Ha capito che stamattina in realtà non faremo la festa al Cav., ha compreso che dal palco del Capranica verranno fuori idee, proposte e critiche, una visione del mondo, cose forse disordinate ma che in un congresso di partito del centrodestra non si vedono più da tempi remoti. Scalfari intuisce, da raffinato intellettuale qual è, che questo è pericoloso. Nitroglicerina. Perché se si rimettono in moto i neuroni, si ritorna a fare politica, cultura e allegra egemonia, la forza tranquilla che ha scelto di esser governata da Berlusconi si risveglia e pensa: «Sì, certo, siamo stati sconfitti, ma non siamo morti e forse è ancora presto per celebrare il funerale». Tutto questo per molti è incomprensibile, addirittura un’eresia. Per altri è un’autorete e per chi vede la vita come una continua partita doppia di opportunismi un errore che si paga a caro prezzo. L’altro ieri una persona cara che mi vuole bene mi ha scodellato questo ragionamento: «Perché lo fai? Perché partecipi a una kermesse berlusconiana? Non ti conviene».
Ecco, quando ho sentito il «non ti conviene» ho capito che stavo facendo la cosa giusta. Non ho fatto carriera perché ho sposato un’idea politica o mi sono agganciato a un carro di partito, ma perché so fare i giornali. Non ho mai pranzato con Berlusconi, non frequento salotti di potenti, non organizzo camarille e quando ho un minimo di tempo per me stesso, provo ancora un immenso piacere a leggere e studiare. Scrivo quello che penso e credo che si debba fare a destra quel che fanno (spesso male) a sinistra: discutere in libertà, giocare con il paradosso, aprire la mente, respirare aria nuova e sostenere le buone idee del mondo liberale e conservatore. Non mi pare un’eresia, ma un modo civile e trasparente di condurre la fiera battaglia per conquistare il cuore e la mente di chi ti legge, vede e ascolta tutti i giorni. È una guerra culturale che comincia prima di Berlusconi, prosegue con Berlusconi, va oltre Berlusconi. È necessaria per alimentare il dibattito sociale di un Paese, costringere i propri amici a confrontarsi con gli errori fatti e le promesse mancate, dare ai nemici una visione del mondo che li mette di fronte al dramma di un manicheismo politico fine a se stesso, autodistruttivo. Tutto questo si scontra appunto con la logica dei guelfi e ghibellini, del moralismo un tanto al chilo, della presunta superiorità antropologica della sinistra, del politicamente corretto e della convenienza di piccolo cabotaggio. Per questo oggi al teatro Capranica dirò due o tre cose sul Pdl, Berlusconi e il centrodestra. Domani cari lettori le potrete leggere sul vostro giornale. Niente di «folle e perfido» come le «istruzioni alla servitù» di Jonathan Swift, ma consigli per un Cavaliere troppo solo.
di Mario Sechi
da IL TEMPO 08/06/2011,
Oggi a Roma l'adunata del Capranica. Quattro giornali di centrodestra fanno la festa al Cav. Tutti invitati, ore 10, ingresso libero. Saranno presenti le "ministre" Gelmini, Carfagna, Brambilla, Meloni e la governatrice Polverini.
Quando Ferrara mi ha telefonato qualche giorno fa proponendomi di aderire e partecipare all’adunata di stamattina al teatro Capranica a Roma non ho avuto un secondo di esitazione: «Sì Giuliano, conta su di me e Il Tempo». Era una risposta naturale a un’attenzione altrettanto naturale che l’Elefantino ha per questo giornale e il suo direttore. Il nostro quotidiano fa parte del mondo conservatore ben prima che la destra moderna italiana si formasse, è stato fin dalla sua fondazione nel 1944 una fucina di idee e un laboratorio politico-culturale straordinario. Questo giornale ha una biografia che comincia prima del berlusconismo e continuerà anche dopo - perché ha storia, tradizione, radici solide ancorate al simbolo di Roma Capitale e uno sguardo fresco e senza pregiudizi di sorta sul futuro del blocco sociale moderato. Per queste ragioni essere oggi alla manifestazione che provocatoriamente Giuliano ha chiamato «l’adunata dei servi liberi e forti» è importante: Il Tempo è una voce che non può mancare in un dibattito sul centrodestra e un leader, Silvio Berlusconi, che - piaccia o meno - ha segnato diciassette anni di storia italiana. La notizia della riunione della combriccola di pennivendoli ha destato subito la curiosità dei commentatori dei giornali e la diffidenza dei politici del Pdl. Benissimo. Eugenio Scalfari ci ha subito assestato un gancio destro nel suo pezzone domenicale su Repubblica: «Cari servi liberi, la vostra richiesta è la più eloquente testimonianza che 17 anni sono stati dissipati. La vostra libera servitù ha soltanto contribuito a creare una palude piena di miasmi nella quale avete impantanato un Paese che ora finalmente ha deciso di alzarsi e camminare senza di voi». Eugenio la pensa così e non ci sorprende, ciò che invece è notevole è il suo interesse per la riunione dell’allegra brigata di Foglio, Giornale, Libero e Tempo. Scalfari dimostra ancora una volta di essere il più intelligente e acuto di tutti. Ha capito che stamattina in realtà non faremo la festa al Cav., ha compreso che dal palco del Capranica verranno fuori idee, proposte e critiche, una visione del mondo, cose forse disordinate ma che in un congresso di partito del centrodestra non si vedono più da tempi remoti. Scalfari intuisce, da raffinato intellettuale qual è, che questo è pericoloso. Nitroglicerina. Perché se si rimettono in moto i neuroni, si ritorna a fare politica, cultura e allegra egemonia, la forza tranquilla che ha scelto di esser governata da Berlusconi si risveglia e pensa: «Sì, certo, siamo stati sconfitti, ma non siamo morti e forse è ancora presto per celebrare il funerale». Tutto questo per molti è incomprensibile, addirittura un’eresia. Per altri è un’autorete e per chi vede la vita come una continua partita doppia di opportunismi un errore che si paga a caro prezzo. L’altro ieri una persona cara che mi vuole bene mi ha scodellato questo ragionamento: «Perché lo fai? Perché partecipi a una kermesse berlusconiana? Non ti conviene».
Ecco, quando ho sentito il «non ti conviene» ho capito che stavo facendo la cosa giusta. Non ho fatto carriera perché ho sposato un’idea politica o mi sono agganciato a un carro di partito, ma perché so fare i giornali. Non ho mai pranzato con Berlusconi, non frequento salotti di potenti, non organizzo camarille e quando ho un minimo di tempo per me stesso, provo ancora un immenso piacere a leggere e studiare. Scrivo quello che penso e credo che si debba fare a destra quel che fanno (spesso male) a sinistra: discutere in libertà, giocare con il paradosso, aprire la mente, respirare aria nuova e sostenere le buone idee del mondo liberale e conservatore. Non mi pare un’eresia, ma un modo civile e trasparente di condurre la fiera battaglia per conquistare il cuore e la mente di chi ti legge, vede e ascolta tutti i giorni. È una guerra culturale che comincia prima di Berlusconi, prosegue con Berlusconi, va oltre Berlusconi. È necessaria per alimentare il dibattito sociale di un Paese, costringere i propri amici a confrontarsi con gli errori fatti e le promesse mancate, dare ai nemici una visione del mondo che li mette di fronte al dramma di un manicheismo politico fine a se stesso, autodistruttivo. Tutto questo si scontra appunto con la logica dei guelfi e ghibellini, del moralismo un tanto al chilo, della presunta superiorità antropologica della sinistra, del politicamente corretto e della convenienza di piccolo cabotaggio. Per questo oggi al teatro Capranica dirò due o tre cose sul Pdl, Berlusconi e il centrodestra. Domani cari lettori le potrete leggere sul vostro giornale. Niente di «folle e perfido» come le «istruzioni alla servitù» di Jonathan Swift, ma consigli per un Cavaliere troppo solo.
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