QUAGLIARIELLO: Le violazioni dei pm di Milano sono piu' gravi del caso Murdoch
"In Gran Bretagna un giro di intercettazioni illecite messo in piedi da un organo di stampa privato sta scuotendo i vertici dello Stato.Da noi con il caso Ruby accadde qualcosa di piu’ grave".
Cosi’ si e’ espresso Gaetano Quagliariello, vicecapogruppo Pdl al Senato. "Nel caso Ruby e’ stata la stessa autorita’ giudiziaria di Milano a compiere un monitoraggio sistematico dell’abitazione e delle conversazioni del presidente del Consiglio attraverso intercettazioni indirette e una massiccia acquisizione di tabulati telefonici. Il gruppo del PdL al Senato aveva presentato in proposito una dettagliata interrogazione parlamentare. Oggi i giudici del processo Ruby hanno respinto tutte le eccezioni della difesa, senza fornire alcuna spiegazione circa l’illecita attivita’ di controllo posta in essere nei confronti del presidente Berlusconi. A questo punto, e’ necessario che una risposta arrivi rapidamente in Parlamento, dove chiederemo che venga calendarizzata al piu’ presto la nostra interrogazione".
lunedì 18 luglio 2011
Il mio senso di responsabilità mi impedisce di dichiarare quello che penso
BERLUSCONI: Il mio senso di responsabilità mi impedisce di dichiarare quello che penso
"La crisi di fiducia che si è abbattuta in questi giorni sui mercati finanziari colpisce anche l’Italia, ma la minaccia riguarda tutti, riguarda la moneta comune, il segno più concreto dell’unità dell’Europa.
Le autorità europee e i governi nazionali sono impegnati a fondo per sventare il pericolo di un regresso che ci riporterebbe indietro di venti anni. Siamo in prima fila in questa battaglia.
Per noi, per l’Italia, è un momento certo non facile. La crisi ci coglie nel mezzo del forte processo di correzione dei conti pubblici che abbiamo da tempo intrapreso e rafforzato pochi giorni fa. La nostra capacità di mantenere i conti sotto controllo dopo lo scoppio della crisi finanziaria nel 2009 è stata superiore a quella di altri paesi.
Gli interventi in discussione in Parlamento accelerano la riduzione del debito. Già quest’anno porteremo il saldo primario in significativo attivo. La crisi ci spinge a accelerare il processo di correzione in tempi rapidissimi, a rafforzarne i contenuti, a definire compiutamente i provvedimenti ulteriori volti a conseguire il pareggio di bilancio nel 2014. Occorre eliminare ogni dubbio sulla efficacia e sulla credibilità della correzione, ma occorre anche operare per rimuovere gli ostacoli che frenano la crescita della nostra economia.
Abbiamo l’Europa al nostro fianco e possiamo contare su innegabili punti di forza.
Il governo è stabile e forte, la maggioranza è coesa e determinata.
Le nostre banche sono solide e al riparo dai colpi che grandi istituti bancari esteri hanno dovuto subire e sono state pronte a rispondere agli inviti ad accrescere ulteriormente la loro capitalizzazione.
La nostra economia è vitale. Può contare sulla capacità innovativa dei nostri imprenditori, sulla laboriosità dei nostri lavoratori, sul senso di responsabilità delle parti sociali.
La fiducia nello sviluppo non è mai venuta meno, neanche in momenti più difficili di questo e poggia sull’impegno di tutte le forze politiche, al governo e all’opposizione, a difendere il Paese, le sue prospettive di crescita e il benessere dei suoi cittadini.
Dobbiamo essere uniti, coesi nell’interesse comune, consapevoli che agli sforzi e ai sacrifici di breve periodo corrisponderanno guadagni permanenti e sicuri. Questa deve essere oggi la nostra risorsa fondamentale". Lo ha affermato il presidente Berlusconi dopo l’approvazione della manovra finanziaria che, dopo quella del Senato, ha ricevuto la fiducia della Camera con 314 sì e 280 no.
"La crisi di fiducia che si è abbattuta in questi giorni sui mercati finanziari colpisce anche l’Italia, ma la minaccia riguarda tutti, riguarda la moneta comune, il segno più concreto dell’unità dell’Europa.
Le autorità europee e i governi nazionali sono impegnati a fondo per sventare il pericolo di un regresso che ci riporterebbe indietro di venti anni. Siamo in prima fila in questa battaglia.
Per noi, per l’Italia, è un momento certo non facile. La crisi ci coglie nel mezzo del forte processo di correzione dei conti pubblici che abbiamo da tempo intrapreso e rafforzato pochi giorni fa. La nostra capacità di mantenere i conti sotto controllo dopo lo scoppio della crisi finanziaria nel 2009 è stata superiore a quella di altri paesi.
Gli interventi in discussione in Parlamento accelerano la riduzione del debito. Già quest’anno porteremo il saldo primario in significativo attivo. La crisi ci spinge a accelerare il processo di correzione in tempi rapidissimi, a rafforzarne i contenuti, a definire compiutamente i provvedimenti ulteriori volti a conseguire il pareggio di bilancio nel 2014. Occorre eliminare ogni dubbio sulla efficacia e sulla credibilità della correzione, ma occorre anche operare per rimuovere gli ostacoli che frenano la crescita della nostra economia.
Abbiamo l’Europa al nostro fianco e possiamo contare su innegabili punti di forza.
Il governo è stabile e forte, la maggioranza è coesa e determinata.
Le nostre banche sono solide e al riparo dai colpi che grandi istituti bancari esteri hanno dovuto subire e sono state pronte a rispondere agli inviti ad accrescere ulteriormente la loro capitalizzazione.
La nostra economia è vitale. Può contare sulla capacità innovativa dei nostri imprenditori, sulla laboriosità dei nostri lavoratori, sul senso di responsabilità delle parti sociali.
La fiducia nello sviluppo non è mai venuta meno, neanche in momenti più difficili di questo e poggia sull’impegno di tutte le forze politiche, al governo e all’opposizione, a difendere il Paese, le sue prospettive di crescita e il benessere dei suoi cittadini.
Dobbiamo essere uniti, coesi nell’interesse comune, consapevoli che agli sforzi e ai sacrifici di breve periodo corrisponderanno guadagni permanenti e sicuri. Questa deve essere oggi la nostra risorsa fondamentale". Lo ha affermato il presidente Berlusconi dopo l’approvazione della manovra finanziaria che, dopo quella del Senato, ha ricevuto la fiducia della Camera con 314 sì e 280 no.
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venerdì 15 luglio 2011
Dobbiamo essere uniti nell'interesse comune
BERLUSCONI: Dobbiamo essere uniti nell'interesse comune
La dichiarazione del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi
"La crisi di fiducia che si è abbattuta in questi giorni sui mercati finanziari colpisce anche l’Italia, ma la minaccia riguarda tutti, riguarda la moneta comune, il segno più concreto dell’unità dell’Europa.
Le autorità europee e i governi nazionali sono impegnati a fondo per sventare il pericolo di un regresso che ci riporterebbe indietro di venti anni. Siamo in prima fila in questa battaglia.
Per noi, per l’Italia, è un momento certo non facile. La crisi ci coglie nel mezzo del forte processo di correzione dei conti pubblici che abbiamo da tempo intrapreso e rafforzato pochi giorni fa. La nostra capacità di mantenere i conti sotto controllo dopo lo scoppio della crisi finanziaria nel 2009 è stata superiore a quella di altri paesi.
Gli interventi in discussione in Parlamento accelerano la riduzione del debito. Già quest’anno porteremo il saldo primario in significativo attivo. La crisi ci spinge a accelerare il processo di correzione in tempi rapidissimi, a rafforzarne i contenuti, a definire compiutamente i provvedimenti ulteriori volti a conseguire il pareggio di bilancio nel 2014. Occorre eliminare ogni dubbio sulla efficacia e sulla credibilità della correzione, ma occorre anche operare per rimuovere gli ostacoli che frenano la crescita della nostra economia.
Abbiamo l’Europa al nostro fianco e possiamo contare su innegabili punti di forza.
Il governo è stabile e forte, la maggioranza è coesa e determinata.
Le nostre banche sono solide e al riparo dai colpi che grandi istituti bancari esteri hanno dovuto subire e sono state pronte a rispondere agli inviti ad accrescere ulteriormente la loro capitalizzazione.
La nostra economia è vitale. Può contare sulla capacità innovativa dei nostri imprenditori, sulla laboriosità dei nostri lavoratori, sul senso di responsabilità delle parti sociali.
La fiducia nello sviluppo non è mai venuta meno, neanche in momenti più difficili di questo e poggia sull’impegno di tutte le forze politiche, al governo e all’opposizione, a difendere il Paese, le sue prospettive di crescita e il benessere dei suoi cittadini.
Dobbiamo essere uniti, coesi nell’interesse comune, consapevoli che agli sforzi e ai sacrifici di breve periodo corrisponderanno guadagni permanenti e sicuri. Questa deve essere oggi la nostra risorsa fondamentale".
La dichiarazione del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi
"La crisi di fiducia che si è abbattuta in questi giorni sui mercati finanziari colpisce anche l’Italia, ma la minaccia riguarda tutti, riguarda la moneta comune, il segno più concreto dell’unità dell’Europa.
Le autorità europee e i governi nazionali sono impegnati a fondo per sventare il pericolo di un regresso che ci riporterebbe indietro di venti anni. Siamo in prima fila in questa battaglia.
Per noi, per l’Italia, è un momento certo non facile. La crisi ci coglie nel mezzo del forte processo di correzione dei conti pubblici che abbiamo da tempo intrapreso e rafforzato pochi giorni fa. La nostra capacità di mantenere i conti sotto controllo dopo lo scoppio della crisi finanziaria nel 2009 è stata superiore a quella di altri paesi.
Gli interventi in discussione in Parlamento accelerano la riduzione del debito. Già quest’anno porteremo il saldo primario in significativo attivo. La crisi ci spinge a accelerare il processo di correzione in tempi rapidissimi, a rafforzarne i contenuti, a definire compiutamente i provvedimenti ulteriori volti a conseguire il pareggio di bilancio nel 2014. Occorre eliminare ogni dubbio sulla efficacia e sulla credibilità della correzione, ma occorre anche operare per rimuovere gli ostacoli che frenano la crescita della nostra economia.
Abbiamo l’Europa al nostro fianco e possiamo contare su innegabili punti di forza.
Il governo è stabile e forte, la maggioranza è coesa e determinata.
Le nostre banche sono solide e al riparo dai colpi che grandi istituti bancari esteri hanno dovuto subire e sono state pronte a rispondere agli inviti ad accrescere ulteriormente la loro capitalizzazione.
La nostra economia è vitale. Può contare sulla capacità innovativa dei nostri imprenditori, sulla laboriosità dei nostri lavoratori, sul senso di responsabilità delle parti sociali.
La fiducia nello sviluppo non è mai venuta meno, neanche in momenti più difficili di questo e poggia sull’impegno di tutte le forze politiche, al governo e all’opposizione, a difendere il Paese, le sue prospettive di crescita e il benessere dei suoi cittadini.
Dobbiamo essere uniti, coesi nell’interesse comune, consapevoli che agli sforzi e ai sacrifici di breve periodo corrisponderanno guadagni permanenti e sicuri. Questa deve essere oggi la nostra risorsa fondamentale".
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Economia
Non e' in crisi l'Italia, ma l'architettura europea
TREMONTI: Non e' in crisi l'Italia, ma l'architettura europea
"Non e’ in crisi l’Italia, ma l’architettura europea". Cosi’ si e’ espresso il ministro dell’Economia e delle Finanze, Giulio Tremonti nel suo intervento all’assemblea dell’Abi, nel quale ha ripercorso quanto accaduto in questi giorni sul mercato del debito pubblico europeo, ricordando che le tensioni hanno riguardato il 40% degli stati membri.
"O l’Europa trova la forza per avanzare o l’arretramento e’ irreparabile". A riguardo il ministro ha riportato una citazione di uno statista sulla necessita’ di "cogliere l’attimo fuggente, secondo cui gli Stati esistenti sono da soli solo polvere senza sostanza".
"Non e’ in crisi l’Italia, ma l’architettura europea". Cosi’ si e’ espresso il ministro dell’Economia e delle Finanze, Giulio Tremonti nel suo intervento all’assemblea dell’Abi, nel quale ha ripercorso quanto accaduto in questi giorni sul mercato del debito pubblico europeo, ricordando che le tensioni hanno riguardato il 40% degli stati membri.
"O l’Europa trova la forza per avanzare o l’arretramento e’ irreparabile". A riguardo il ministro ha riportato una citazione di uno statista sulla necessita’ di "cogliere l’attimo fuggente, secondo cui gli Stati esistenti sono da soli solo polvere senza sostanza".
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Eurolandia
Sulle pensioni il governo ha agito in modo equilibrato
CAZZOLA: Sulle pensioni il governo ha agito in modo equilibrato
"Per come e’ posto nel maxi-emendamento l’intervento in materia di pensioni e’ sicuramente equilibrato ed equo". Lo ha affermato Giuliano Cazzola deputato del Pdl e vice presidente della Commissione Lavoro.
"Per quanto riguarda la perequazione automatica, per le pensioni di importo fino a cinque volte il minimo Inps non cambia nulla rispetto alla normativa previgente (e quindi fino a tre volte opera la rivalutazione del 100 per cento, fra tre e cinque volte quella del 90 per cento), ai trattamenti al di sopra delle cinque volte (2.380 euro lorde mensili) non sara’ concessa rivalutazione nei prossimi due anni, tranne che per la fascia compresa fino a tre volte il minimo (circa 1450 euro mensili lordi) dove operera’ una rivalutazione del 70 per cento. In sostanza, anche i trattamenti piu’ elevati percepiranno comunque una rivalutazione piena fino all’importo di tre volte il minimo. Sono poi previsti tagli importanti sulle pensioni molto elevate. Si e’ poi rafforzata - a mio avviso si sarebbe potuto fare di piu’ - la parte piu’ debole della manovra in materia di pensioni, quella riguardante l’innalzamento della eta’ pensionabile. Positivo e’ certamente l’allungamento di quattro mesi a regime della "finestra" prevista per il pensionamento di anzianita’ con 40 anni di contribuzione e a prescindere dalla eta’ anagrafica, dal momento che questa via di uscita consente a chi e’ entrato presto nel mercato del lavoro di andare in pensione prima dei 60 anni. E’ passata sotto silenzio la norma sulla reversibilita’ cosiddetta antibadanti (che colpisce anche i cittadini italiani). Vuol dire che ci pensera’ la Consulta".
"Per come e’ posto nel maxi-emendamento l’intervento in materia di pensioni e’ sicuramente equilibrato ed equo". Lo ha affermato Giuliano Cazzola deputato del Pdl e vice presidente della Commissione Lavoro.
"Per quanto riguarda la perequazione automatica, per le pensioni di importo fino a cinque volte il minimo Inps non cambia nulla rispetto alla normativa previgente (e quindi fino a tre volte opera la rivalutazione del 100 per cento, fra tre e cinque volte quella del 90 per cento), ai trattamenti al di sopra delle cinque volte (2.380 euro lorde mensili) non sara’ concessa rivalutazione nei prossimi due anni, tranne che per la fascia compresa fino a tre volte il minimo (circa 1450 euro mensili lordi) dove operera’ una rivalutazione del 70 per cento. In sostanza, anche i trattamenti piu’ elevati percepiranno comunque una rivalutazione piena fino all’importo di tre volte il minimo. Sono poi previsti tagli importanti sulle pensioni molto elevate. Si e’ poi rafforzata - a mio avviso si sarebbe potuto fare di piu’ - la parte piu’ debole della manovra in materia di pensioni, quella riguardante l’innalzamento della eta’ pensionabile. Positivo e’ certamente l’allungamento di quattro mesi a regime della "finestra" prevista per il pensionamento di anzianita’ con 40 anni di contribuzione e a prescindere dalla eta’ anagrafica, dal momento che questa via di uscita consente a chi e’ entrato presto nel mercato del lavoro di andare in pensione prima dei 60 anni. E’ passata sotto silenzio la norma sulla reversibilita’ cosiddetta antibadanti (che colpisce anche i cittadini italiani). Vuol dire che ci pensera’ la Consulta".
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Economia
Le norme sul rimpatrio degli extracomunitari
LAFFRANCO: Le norme sulla circolazione dei cittadini comunitari e sul rimpatrio degli extracomunitari irregolari aderenti alle direttive europee
"Con le modifiche approvate abbiamo reso le norme sulla libera circolazione dei cittadini comunitari e sul rimpatrio degli extracomunitari irregolari aderenti allo spirito delle direttive europee senza indebolire la tutela della sicurezza degli italiani".
Lo ha dichiarato il vicepresidente dei deputati del Pdl, Pietro Laffranco, relatore del provvedimento in commissione Affari costituzionali. "Questo governo ha fronteggiato nel migliore dei modi il massiccio flusso migratorio esponenzialmente aumentato in coincidenza degli eventi rivoluzionari in atto in tutto il nord Africa. Credo che il provvedimento contemperi le esigenze di soccorso umanitario e la necessaria sicurezza all’interno del nostro territorio. Rivendichiamo da parte dell’Europa un sostegno che non puo’ essere limitato al campo finanziario, ma un’azione di collaborazione e mutuo sostegno. Accogliere i bisognosi e’ un segno di grande umanita’ e il popolo italiano non fara’ mai venire meno lo spirito necessario. Ma farsi carico di un numero di migranti che non possiamo sostenere non sarebbe un bene per l’Italia ne’ per gli immigrati".
BERTOLINI: Il governo ribadisce la linea del rigore in tema di immigrazione
"Con il decreto, approvato oggi alla Camera, il Governo di centrodestra ribadisce la linea vincente del rigore e della vera integrazione in tema di immigrazione. Dal lato del rigore e della sicurezza vengono rafforzate le norme per l’espulsione dei clandestini e codificate quelle dei cittadini comunitari in linea con le direttive europee. Dal lato dell’integrazione per i minori stranieri non accompagnati, ma che al 18mo anno di eta’ risultano essere stati inseriti in programmi di studio o formazione, ci saranno procedure burocratiche semplificate per il rilascio del permesso di soggiorno. L’Italia sta davvero facendo scuola in tema di immigrazione".
Lo ha affermato il vicepresidente dei deputati del Pdl, Isabella Bertolini, relatore del decreto legge per il recepimento della direttiva sulla libera circolazione dei cittadini comunitari e sul rimpatrio dei cittadini di Paesi terzi irregolari approvata oggi alla Camera. "Con queste normative ripristiniamo la possibilita’ di espellere chi non ha diritto di stare sul nostro territorio, dando nuovo impulso e mezzi nella lotta alla clandestinita’. Allo stesso tempo, smentendo i luoghi comuni piu’ demagogici, mettiamo in campo una soluzione concreta per chi, come i minori non accompagnati, hanno fatto un percorso di integrazione nel nostro Paese. Con questo provvedimento l’Italia fa un ulteriore passo in avanti nella gestione di un fenomeno complesso come quello dell’immigrazione. La ricetta italiana del doppio binario, fatto di rigore e integrazione, fa si’ che in Europa esista un modello italiano di governo dell’immigrazione".
"Con le modifiche approvate abbiamo reso le norme sulla libera circolazione dei cittadini comunitari e sul rimpatrio degli extracomunitari irregolari aderenti allo spirito delle direttive europee senza indebolire la tutela della sicurezza degli italiani".
Lo ha dichiarato il vicepresidente dei deputati del Pdl, Pietro Laffranco, relatore del provvedimento in commissione Affari costituzionali. "Questo governo ha fronteggiato nel migliore dei modi il massiccio flusso migratorio esponenzialmente aumentato in coincidenza degli eventi rivoluzionari in atto in tutto il nord Africa. Credo che il provvedimento contemperi le esigenze di soccorso umanitario e la necessaria sicurezza all’interno del nostro territorio. Rivendichiamo da parte dell’Europa un sostegno che non puo’ essere limitato al campo finanziario, ma un’azione di collaborazione e mutuo sostegno. Accogliere i bisognosi e’ un segno di grande umanita’ e il popolo italiano non fara’ mai venire meno lo spirito necessario. Ma farsi carico di un numero di migranti che non possiamo sostenere non sarebbe un bene per l’Italia ne’ per gli immigrati".
BERTOLINI: Il governo ribadisce la linea del rigore in tema di immigrazione
"Con il decreto, approvato oggi alla Camera, il Governo di centrodestra ribadisce la linea vincente del rigore e della vera integrazione in tema di immigrazione. Dal lato del rigore e della sicurezza vengono rafforzate le norme per l’espulsione dei clandestini e codificate quelle dei cittadini comunitari in linea con le direttive europee. Dal lato dell’integrazione per i minori stranieri non accompagnati, ma che al 18mo anno di eta’ risultano essere stati inseriti in programmi di studio o formazione, ci saranno procedure burocratiche semplificate per il rilascio del permesso di soggiorno. L’Italia sta davvero facendo scuola in tema di immigrazione".
Lo ha affermato il vicepresidente dei deputati del Pdl, Isabella Bertolini, relatore del decreto legge per il recepimento della direttiva sulla libera circolazione dei cittadini comunitari e sul rimpatrio dei cittadini di Paesi terzi irregolari approvata oggi alla Camera. "Con queste normative ripristiniamo la possibilita’ di espellere chi non ha diritto di stare sul nostro territorio, dando nuovo impulso e mezzi nella lotta alla clandestinita’. Allo stesso tempo, smentendo i luoghi comuni piu’ demagogici, mettiamo in campo una soluzione concreta per chi, come i minori non accompagnati, hanno fatto un percorso di integrazione nel nostro Paese. Con questo provvedimento l’Italia fa un ulteriore passo in avanti nella gestione di un fenomeno complesso come quello dell’immigrazione. La ricetta italiana del doppio binario, fatto di rigore e integrazione, fa si’ che in Europa esista un modello italiano di governo dell’immigrazione".
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mercoledì 13 luglio 2011
Milano ai minimi dal 2009: i bancari bruciano i guadagni di due anni
da IL SOLE 24 ORE 11.7.2011
Wall Street in rosso. Milano ai minimi dal 2009: i bancari bruciano i guadagni di due anni
Dopo il venerdì nero che ha portato alla stretta decisa ieri dalla Consob sulle vendite allo scoperto, oggi i mercati hanno vissuto un altro giorno di passione e un record negativo. Borsa italiana è tornata indietro ai livelli di marzo 2009 chiudendo in calo del 3,96%, dopo aver raggiunto una perdita massima giornaliera del 4,9%. Mai così male dai giorni più bui per il mercato italiano cioè quel primo trimestre di due anni in cui si è toccato il picco più basso della crisi finanziaria scoppiata in America a settembre 2008 con il crollo di Lehman Brothers.
Wall Street in rosso. Milano ai minimi dal 2009: i bancari bruciano i guadagni di due anni
Dopo il venerdì nero che ha portato alla stretta decisa ieri dalla Consob sulle vendite allo scoperto, oggi i mercati hanno vissuto un altro giorno di passione e un record negativo. Borsa italiana è tornata indietro ai livelli di marzo 2009 chiudendo in calo del 3,96%, dopo aver raggiunto una perdita massima giornaliera del 4,9%. Mai così male dai giorni più bui per il mercato italiano cioè quel primo trimestre di due anni in cui si è toccato il picco più basso della crisi finanziaria scoppiata in America a settembre 2008 con il crollo di Lehman Brothers.
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