lunedì 5 settembre 2011
BERLUSCONI: il PDL voterà compatto la manovra
BERLUSCONI: il PDL voterà compatto la manovra
"Per la manovra non ci sono problemi per quanto riguarda il Parlamento. Si è cianciato di divisioni all’interno del Pdl, che è fatto di libere persone che esprimono le loro preoccupazioni e le loro opinioni ma sanno che cos’è la disciplina di partito e l’interesse del Paese. Al momento del voto sono assolutamente certo, sono sicurissimo che tutti andranno nella direzione che il nostro Governo avrà scelto sempre per il bene dell’Italia.
Disponiamo di una stampa di sinistra e di una opposizione di sinistra anti italiane che accusano il governo di essere nella confusione e nel caos, mentre il governo sta lavorando per fare una manovra il meno pesante possibile anche aperta alle idee degli altri da valutare come il buon padre di famiglia. Gridano che manca la copertura alla manovra, che la manovra non funziona: sono cose che impressionano i mercati e aizzano la speculazione contro l’Italia. Sono cose che preoccupano i nostri amici europei.
L’aumento dell’Iva è una riserva. Aumentare l’Iva dal 20 al 21% significa 4 miliardi in più che entrano nelle casse dell’erario. Li abbiamo lì a disposizione del governo che con un provvedimento del presidente del Consiglio può attuare l’aumento da un giorno all’altro. Fosse necessario l’Iva potrebbe passare dal 20 al 22%, ad esempio per tre mesi.
Il nuovo governo libico è formato da persone degne ed ha già formato un comitato per la scrittura della Costituzione. L’Italia è e sarà lì per far ripartire questo popolo e farlo divenire democratico.
Ci siamo impegnati per rimettere in funzione il gasdotto Greenstream entro il 15 ottobre. Forniremo aiuto con i nostri carabinieri per formare la polizia e abbiamo messo a disposizione delle motovedette per il controllo dei confini. Inoltre forniremo con l’Eni il gas alla popolazione.
Le ipotesi dei pm sull’estorsione da parte di Giampaolo Tarantini sono pura fantasia. Io ho dato una mano a una famiglia con figli che era abituata a vivere nell’agio e si e’ trovata nella poverta’ piu’ nera. Ho fatto azioni simili per una miriade di persone. Quando vedo che ci sono motivi veri per dare una mano a qualcuno, lo faccio, visto che me lo posso permettere.".
Silvio Berlusconi, incontro con la stampa a Parigi, al termine della conferenza per la Libia.
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Politica
giovedì 1 settembre 2011
150° anniversario dell'Unità d'Italia
dal Sito della Presidenza della Repubblica Italiana riportiamo :
150° anniversario dell'Unità d'Italia
L'itinerario del Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, nei 'Luoghi della memoria' per il centocinquantenario dell'Unità d'Italia è partito da Genova il 5 maggio scorso: proprio dallo scoglio di Quarto il 5 maggio del 1860 prese avvio, con la spedizione dei Mille, la fase conclusiva del lungo percorso del movimento per l'Unità, che sarebbe culminata il 17 marzo 1861 nella proclamazione dello Stato unitario.
"L'Unità d'Italia fu perseguita e conseguita - ha detto il Capo dello Stato nell'intervento a Genova, ripreso, insieme ad altri, nella pubblicazione 'Per l'Unità d'Italia. Verso il 150° anniversario della fondazione dello Stato nazionale' - attraverso la confluenza di diverse visioni, strategie e tattiche, la combinazione di trame diplomatiche, iniziative politiche e azioni militari, l'intreccio di componenti moderate e componenti democratico rivoluzionarie. Fu davvero una combinazione prodigiosa, che risultò vincente perché più forte delle tensioni anche aspre che l'attraversarono".
Per il Presidente Napolitano tutte le iniziative in programma per il 150° - come quelle già svoltesi a Rionero in Vulture, a Marsala e a Santena, oltre che a Genova - "fanno tutt'uno con l'impegno a lavorare per la soluzione dei problemi oggi aperti dinanzi a noi: perché quest'impegno si nutre di un più forte senso dell'Italia e dell'essere italiani, di un rinnovato senso della missione per il futuro della nazione. Ieri volemmo farla una e indivisibile, come recita la nostra Costituzione, oggi vogliamo far rivivere nella memoria e nella coscienza del paese le ragioni di quell'unità e indivisibilità come fonte di coesione sociale, come base essenziale di ogni avanzamento tanto del Nord quanto del Sud in un sempre più arduo contesto mondiale. Così, anche nel celebrare il 150°, guardiamo avanti, traendo dalle nostre radici fresca linfa per rinnovare tutto quel che c'è da rinnovare nella società e nello Stato".
elenco degli eventi descrizione video
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- L'Anima nazionale
BUONGOVERNO: Disoccupazione giovanile in calo
BUONGOVERNO: Disoccupazione giovanile in calo
A luglio 2011 il tasso di disoccupazione si attesta all’8 per cento, è stabile rispetto al mese recedente e in calo dello 0,3 punti percentuali rispetto al mese precedente. Lo rileva l’Istat.
In particolare il tasso di disoccupazione giovanile scende al 27,6 per cento con una diminuzione congiunturale di 0,2 punti percentuali.
Il numero dei disoccupati, pari a 2,009 milioni, su base annua registra una diminuzione del 3,5 per cento (-74 mila unita’). Tale flessione riguarda sia la componente maschile, sia quella femminile.
A luglio gli occupati sono 22,956 milioni, in aumento dello 0,2 per cento (+36 mila unita’) rispetto a giugno. Nel confronto con l’anno precedente l’occupazione fa registrare un aumento dello 0,4 per cento (+88 mila unita’). Le variazioni positive riguardano sia la componente maschile, sia quella femminile. Il tasso di occupazione si sia attesta, come nei due mesi precedenti, al 56,9 per cento e risulta stabile nel confronto mensile che annuo. (PdL)
SACCONI: L'andamento dell'occupazione e' positivo nei limiti della ripresa in atto
"Gli occupati crescono di 36 mila unita’ rispetto a giugno scorso e di 88 mila rispetto al luglio del 2010 cosi’ come scendono gli inattivi e i disoccupati tra i giovani. Allo stesso tempo molti cassintegrati sono rientrati al lavoro come ci dicono i dati dell’Inps e non si riverberano sui dati Istat perche’ avendo mantenuto il rapporto di lavoro figurano come occupati".
Lo ha affermato il ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi, commentando la periodica rilevazione Istat, combinata con i dati sulla cassa integrazione:
"Il Governo conferma l’obiettivo di alzare la propensione ad assumere o a mantenere persone nel rapporto di lavoro a parita’ di crescita economica attraverso gli incentivi nel Mezzogiorno, i contratti di inserimento delle donne, il nuovo apprendistato e l’evoluzione delle relazioni industriali con particolare attenzione alla contrattazione aziendale". (PdL)
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Economia
FATTI & MISFATTI: Innovatori che non vogliono novità
FATTI & MISFATTI: Innovatori che non vogliono novità
Quando la tanto criticata politica - nella fattispecie la maggioranza di governo - si assume le sue responsabilità, segnando una discontinuità storica rispetto alle vecchie manovre e agli assalti alla diligenza in Parlamento, la cosiddetta società civile, quella che dovrebbe stare un passo avanti alla politica, si lascia invece andare alle reazioni di sempre: ognuno pensa al proprio particolare senza pensare all’interesse generale. A cominciare dalla Cgil, avamposto sindacale della sinistra politica, che ha già annunciato un autunno di mobilitazioni contro il governo.
Dopo lo sciopero generale del 6 settembre, dunque, ci saranno altre mobilitazioni perché, come ha detto la Camusso, le ragioni della protesta si sono moltiplicate con le novità inserite nella manovra dal vertice di Arcore. L’intervento marginale sulle pensioni viene addirittura definito come "un golpe della cui gravità forse ancora non ci si è resi conto". Senza dimenticare una difesa d’ufficio delle cooperative rosse, contro le quali il governo avrebbe agito "con spirito di vendetta". Sul fatto che i tagli alle agevolazioni fiscali delle coop lo abbia chiesto l’Europa, naturalmente, silenzio totale.
Della Cgil non ci si può comunque meravigliare: ha sempre agito da sindacato responsabile quando governava il centrosinistra (Cofferati aveva addirittura dimenticato la parola sciopero) e si comporta da braccio politico dell’opposizione quando a Palazzo Chigi c’è Berlusconi.
Ma anche molte altre corporazioni hanno reagito alla nuova manovra con il solito riflesso pavloviano. I magistrati, ad esempio, si sono subito scagliati contro il contributo di solidarietà che dovrebbe rimanere solo per gli statali, denunciandone l’incostituzionalità e la violazione dei princìpi di uguaglianza e di progressività del sistema fiscale. Come dire che sull’indennità dei parlamentari si può intervenire, ma guai a toccare i privilegi delle toghe, pronte all’adozione "di iniziative di protesta, nessuna esclusa", con implicito riferimento a un eventuale, ennesimo sciopero.
Anche i medici sono sul piede di guerra, mobilitati contro l’eventualità di andare in pensione solo a 65 anni. Fingendo di non sapere che agli impiegati pubblici di Gran Bretagna e Germania, ad esempio, è andata molto peggio, visto che i rispettivi governi hanno fatto ricorso a tagli massicci sul numero dei dipendenti del pubblico impiego. Eppure questa volta nessuno può dire che il governo non abbia messo mano ai costi della politica: come ha ricordato ieri Berlusconi, per la prima volta nella storia della Repubblica sono state tagliate decine di migliaia di poltrone e poltroncine, ed è paradossale che chi prima criticava la manovra di Ferragosto perché non aveva eliminato tutte le province, ora accusi il governo di avere adottato un disegno di legge costituzionale.
Ma se le province sono previste dalla Costituzione, quale altro strumento si sarebbe dovuto adottare? Si tratta, quindi, di un argomento del tutto pretestuoso.Insomma, si sta ripetendo il teatrino di sempre, con l’imponente mobilitazione di lobby e corporazioni tutte strenuamente impegnate a difesa dei propri interessi. Sindaci, amministratori locali, regioni, commercianti, Confindustria, sindacati, dopo aver invocato per mesi misure adatte a fronteggiare la crisi, ora non esitano a tutelare posizioni esattamente opposte, presentandole ovviamente come "bene comune".
La verità è che, dal punto di vista dell’equità, la manovra è molto migliorata. Con la soppressione del contributo di solidarietà, la rinuncia all’aumento dell’Iva e l’accantonamento di ogni ipotesi di patrimoniale si è infatti scongiurato il rischio di un aumento della pressione fiscale che i tecnici avevano calcolato, da qui ai prossimi anni, addirittura oltre il 48 per cento. E i comuni hanno avuto uno sconto su tagli che sono purtroppo inevitabili. Ma l’opposizione, invece di contribuire a migliorare la manovra, si sta facendo portavoce delle lobby nel tentativo di lucrare consensi sulla pelle del Paese. (PdL)
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Politica
CAZZOLA: Sulle pensioni modifiche opportune ed utili
CAZZOLA: Sulle pensioni modifiche opportune ed utili
"Premesso che occorrera’ valutare con attenzione il testo della norma, la misura scaturita dal vertice di Arcore in tema di anzianita’ e’ opportuna, utile e predisposta da chi ha individuato uno dei punti piu’ critici dell’attuale sistema pensionistico e cerca di correggerlo in nome dell’equita’".
Lo ha affermato in una nota il deputato del Pdl, Giuliano Cazzola, secondo cui "il canale dei 40 anni di anzianita’ a prescindere dall’eta’ anagrafica (il solo a cui si applica lo scorporo del riscatto della laurea e del servizio militare) era divenuto la via di uscita piu’ rapida dal mercato del lavoro, consentendo l’andata in quiescenza quasi sempre in eta’ inferiore a 60 anni. Era diventato quindi un modo per eludere l’incremento del requisito anagrafico quale misura coerente con l’allungamento dei trend demografici. Basti pensare che nel 2010 l’eta’ media alla decorrenza delle pensioni di anzianita’ Inps e’ stata di poco superiore a 58 anni per i dipendenti e a 59 anni per gli autonomi".
Per Cazzola non e’ corretto affermare "che si e’ attuata una discriminazione ai danni degli uomini (che hanno fatto il servizio militare obbligatorio) perche’ la pensione di anzianita’ e’ un ’privilegio’ maschile, in quanto tende a perpetuare anche, nella quiescenza, la posizione dominante che gli uomini hanno nel mercato del lavoro.
Sempre nel 2010, infatti", ha osservato Cazzola, "nel sistema Inps, ai lavoratori dipendenti sono stati erogati 84mila dei nuovi trattamenti di anzianita’ (76%) contro i 27 mila alle lavoratrici (24%). Nel lavoro autonomo rispettivamente 51 mila (80%) contro 13mila (20%). In conclusione, e’ bene ricordare che il riscatto della laurea, il servizio militare continuano a far parte dell’anzianita’ di servizio, calcolata a tutti gli effetti, nei casi del pensionamento di vecchiaia e del pensionamento di anzianita’ con le quote e l’eta’ minima, come previsto dal Governo Prodi, nella passata legislatura. E’ bene altresi’ ricordare che e’ in vigore la normativa che tutela i lavori usuranti con un anticipo di tre anni dell’eta’ pensionabile".
PdL
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Politica
Chiarimenti sul Libro Unico del Lavoro e prospetti paga
dal Sito de: Il Governo Informa, riportiamo i
Chiarimenti sul Libro Unico del Lavoro e prospetti paga
30 Agosto 2011
Con la Circolare n. 23 del 30 agosto 2011 la Direzione generale per l’Attività Ispettiva del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali fornisce importanti chiarimenti in merito alla diffidabilità e sanzionabilità delle violazioni in materia di Libro Unico del Lavoro e di prospetti paga.
Particolare attenzione è posta alla applicabilità dell’art. 8 della Legge n. 689/1981, sull’utilizzo del “cumulo giuridico” e della “continuazione” nelle ipotesi in cui tali violazioni si siano protratte per più mesi.
Importanti precisazioni sono altresì fornite in relazione alla contestuale applicazione sia delle sanzioni in materia di Libro Unico del Lavoro che in materia di prospetti paga ai sensi della Legge n. 5/1953.
Allegati
La Circolare n.23 del 30 agosto del
Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali
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LAVORO
1861-2011: 150 anni Italia unita
1861-2011: 150 anni Italia unita
dal Sito del Governo Italiano
Il Centro Espositivo informativo sul 150º dell’Unità d’Italia
Nel 2011 ricorre il centocinquantesimo anniversario dell'Unità d'Italia. Celebrare, dopo 150 anni, la proclamazione del Regno d'Italia, avvenuta il 17 marzo 1861, è un'occasione per tenere alta la percezione della nazione, rendendo al contempo omaggio a tutti i personaggi che hanno dato lustro alla nostra storia.
I precedenti appuntamenti, in occasione del cinquantenario (1911) e del centenario (1961), rappresentarono due eventi di eccezionale importanza per la vita sociale, culturale e per lo sviluppo urbanistico della Nazione, un momento di grande crescita civile, culturale ed economica.
Il 1911 fu imperniato sull'Esposizione Internazionale di Torino sul lavoro e l'industria; a Roma, sull'Esposizione di Valle Giulia e su rilevanti trasformazioni urbane volte o farne una moderna Capitale: l'inaugurazione del Vittoriano (ma ancora senza statue), della Galleria Nazionale d'Arte Moderna, del Palazzo di Giustizia, del Palazzo delle Esposizioni, di tre ponti sul Tevere, di importanti sistemazioni archeologiche.
"Italia 61" richiamò le radici storiche dell'Unità, con eventi in diverse parti d'Italia e realizzazioni - non tutte durevoli - specialmente a Torino, dove manifestazioni ed opere si intrecciarono con il fervore industriale che sosteneva in quegli anni il boom economico.
Il centro informativo espositivo sul racconto delle celebrazioni passate nonché sulle attività che si svolgeranno lungo tutta la penisola in occasione del 150° dell'Unità d'Italia, che verrà realizzato all'interno delle Sale dell'Unità d'Italia appositamente allestite, avrà lo scopo di informare e di preparare le migliaia di italiani e stranieri che affollano il Complesso Monumentale del Vittoriano all'appuntamento del 2011.
Si vogliono far conoscere al grande pubblico gli aspetti principali del processo storico politico che ha portato alla proclamazione dell'Unità d'Italia; la rilevanza e l'influenza che hanno avuto le celebrazioni del 1911 e del 1961 come momento di esperienza del passato ma anche di conoscenza, di studio per il futuro; l'importanza delle celebrazioni del 2011 come evento, come momento catalizzatore di un gran numero di progetti già in atto o che verranno appositamente realizzati dal Governo Centrale e dalle Amministrazioni locali in occasione del 150° dell'Unità d'Italia attraverso documenti originali, filmati, plastici, materiali fotografici.
Le sezioni del Centro espositivo informativo
LE RADICI. Il processo storico-politico che porta alla proclamazione dell'Unità italiana nello Stato Nazionale con particolare attenzione al periodo 1848/1861, quello determinante in cui il processo unitario entra nella fase risolutiva; -
LE CELEBRAZIONI DEL 1911 PER IL 50° DELL'UNITÀ D'ITALIA
"Italia 1911" fu la consacrazione internazionale del ruolo di grande potenza di un giovane Stato che di lì a poco avrebbe avviato con Giolitti la sua avventura coloniale (la materia è stata ampiamente studiata dal punto di vista politico culturale nella importante ricerca di Emilio Gentile "La grande Italia"). Per dimensione di opere pubbliche e culturali non vi sono eventi simili se non in occasione del giubileo della Cristianità del 2000.
Roma Capitale
Le celebrazioni del 50° Regno cambiarono il volto della Capitale. L'esposizione internazionale di Valle Giulia diede vita al riordino urbanistico con l'istituzione delle accademie straniere. Venne realizzata una grande mostra "etnografica" delle tradizioni delle regioni d'Italia - curata dagli architetti Giustizi e Guazzarono - con edifici effimeri che purtroppo sono andati in gran parte perduti. Venne realizzata la risistemazione delle Terme di Diocleziano a cura di Rodolfo Lanciani con una grande mostra sull'Impero Romano e il periodo di Augusto. Venne restaurato Castel Sant'Angelo con mostre di carattere storico.
Le grandi inaugurazioni
In occasione della Festa dello Statuto, il 4 giugno 1911, venne inaugurato (ancora incompleto di statue bronzee ) il Vittoriano. Vennero altresì inaugurati la galleria di Arte Moderna, a Via Nazionale il Palazzo delle Esposizioni, il Palazzo di Giustizia al Lungotevere (aperto ufficialmente da Re Vittorio Emanuele III, l'11 gennaio 1911). Vennero inaugurati ben tre nuovi ponti sul Tevere, tra cui il Ponte Vittorio Emanuele. Fu risistemata la "passeggiata archeologica" ideata su progetto di Giosuè Carducci e Ruggero Borghi.
Torino e Firenze
Si tenne una esposizione internazionale sul lavoro e l'industria, con un forte impegno internazionale di Paesi come Francia, Germania, Stati Uniti, Gran Bretagna. Il 17 marzo a Torino si riunirono i 2000 sindaci dei comuni degli antichi Stati Sardi con un grande banchetto. A Firenze venne organizzata da marzo a luglio una grande mostra sul "Ritratto italiano" raccogliendo da tutto il mondo ben 1000 ritratti di personaggi del Risorgimento dell'epoca contemporanea.
Altre iniziative
Il comitato coordinatore, presieduto dal Conte di San Martino, riuscì ad aggregare i maggiori intellettuali e artisti in Europa.
Parteciparono Debussy, Saint Sans, etc. La celebrazione ufficiale si tenne il 27 marzo 1911 al Campidoglio alla presenza del Re con una prolusione di Giovanni Pascoli.
LE CELEBRAZIONI DEL 1961 PER IL 100° DELL'UNITÀ D'ITALIA
Il Giubileo del 1961
"Italia 1961" fu invece la celebrazione del "miracolo economico" dell'Italia che aveva superato di slancio la fase della ricostruzione e che aveva compiutamente conquistato la Democrazia. Dal punto di vista organizzativo un ruolo di primo piano lo ebbe Torino, con le sue mostre sull'industria e il "made in Italy" presiedute dal giovane Giovanni Agnelli. In merito a ciò va tuttavia ricordato che opportunamente il Governo aveva sfruttato la sequenza delle Olimpiadi di Roma del 1960 e di Italia 1961, come fossero due fasi di una stessa azione di rilancio dell'economia nazionale attraverso le opere pubbliche.
Roma
Roma ebbe un ruolo importantissimo attraverso l'impiego del cinema e della Tv che ebbe proprio in quella occasione il suo "battesimo" in una grande celebrazione pubblica. Venne realizzato, su committenza della Presidenza del Consiglio, il Film di Rossellini "Viva l'Italia" che avrebbe suscitato un grande dibattito, e numerosi documentari del Dipartimento per l'Informazione e l'Editoria.
dal Sito del Governo Italiano
Il Centro Espositivo informativo sul 150º dell’Unità d’Italia
Nel 2011 ricorre il centocinquantesimo anniversario dell'Unità d'Italia. Celebrare, dopo 150 anni, la proclamazione del Regno d'Italia, avvenuta il 17 marzo 1861, è un'occasione per tenere alta la percezione della nazione, rendendo al contempo omaggio a tutti i personaggi che hanno dato lustro alla nostra storia.
I precedenti appuntamenti, in occasione del cinquantenario (1911) e del centenario (1961), rappresentarono due eventi di eccezionale importanza per la vita sociale, culturale e per lo sviluppo urbanistico della Nazione, un momento di grande crescita civile, culturale ed economica.
Il 1911 fu imperniato sull'Esposizione Internazionale di Torino sul lavoro e l'industria; a Roma, sull'Esposizione di Valle Giulia e su rilevanti trasformazioni urbane volte o farne una moderna Capitale: l'inaugurazione del Vittoriano (ma ancora senza statue), della Galleria Nazionale d'Arte Moderna, del Palazzo di Giustizia, del Palazzo delle Esposizioni, di tre ponti sul Tevere, di importanti sistemazioni archeologiche.
"Italia 61" richiamò le radici storiche dell'Unità, con eventi in diverse parti d'Italia e realizzazioni - non tutte durevoli - specialmente a Torino, dove manifestazioni ed opere si intrecciarono con il fervore industriale che sosteneva in quegli anni il boom economico.
Il centro informativo espositivo sul racconto delle celebrazioni passate nonché sulle attività che si svolgeranno lungo tutta la penisola in occasione del 150° dell'Unità d'Italia, che verrà realizzato all'interno delle Sale dell'Unità d'Italia appositamente allestite, avrà lo scopo di informare e di preparare le migliaia di italiani e stranieri che affollano il Complesso Monumentale del Vittoriano all'appuntamento del 2011.
Si vogliono far conoscere al grande pubblico gli aspetti principali del processo storico politico che ha portato alla proclamazione dell'Unità d'Italia; la rilevanza e l'influenza che hanno avuto le celebrazioni del 1911 e del 1961 come momento di esperienza del passato ma anche di conoscenza, di studio per il futuro; l'importanza delle celebrazioni del 2011 come evento, come momento catalizzatore di un gran numero di progetti già in atto o che verranno appositamente realizzati dal Governo Centrale e dalle Amministrazioni locali in occasione del 150° dell'Unità d'Italia attraverso documenti originali, filmati, plastici, materiali fotografici.
Le sezioni del Centro espositivo informativo
LE RADICI. Il processo storico-politico che porta alla proclamazione dell'Unità italiana nello Stato Nazionale con particolare attenzione al periodo 1848/1861, quello determinante in cui il processo unitario entra nella fase risolutiva; -
LE CELEBRAZIONI DEL 1911 PER IL 50° DELL'UNITÀ D'ITALIA
"Italia 1911" fu la consacrazione internazionale del ruolo di grande potenza di un giovane Stato che di lì a poco avrebbe avviato con Giolitti la sua avventura coloniale (la materia è stata ampiamente studiata dal punto di vista politico culturale nella importante ricerca di Emilio Gentile "La grande Italia"). Per dimensione di opere pubbliche e culturali non vi sono eventi simili se non in occasione del giubileo della Cristianità del 2000.
Roma Capitale
Le celebrazioni del 50° Regno cambiarono il volto della Capitale. L'esposizione internazionale di Valle Giulia diede vita al riordino urbanistico con l'istituzione delle accademie straniere. Venne realizzata una grande mostra "etnografica" delle tradizioni delle regioni d'Italia - curata dagli architetti Giustizi e Guazzarono - con edifici effimeri che purtroppo sono andati in gran parte perduti. Venne realizzata la risistemazione delle Terme di Diocleziano a cura di Rodolfo Lanciani con una grande mostra sull'Impero Romano e il periodo di Augusto. Venne restaurato Castel Sant'Angelo con mostre di carattere storico.
Le grandi inaugurazioni
In occasione della Festa dello Statuto, il 4 giugno 1911, venne inaugurato (ancora incompleto di statue bronzee ) il Vittoriano. Vennero altresì inaugurati la galleria di Arte Moderna, a Via Nazionale il Palazzo delle Esposizioni, il Palazzo di Giustizia al Lungotevere (aperto ufficialmente da Re Vittorio Emanuele III, l'11 gennaio 1911). Vennero inaugurati ben tre nuovi ponti sul Tevere, tra cui il Ponte Vittorio Emanuele. Fu risistemata la "passeggiata archeologica" ideata su progetto di Giosuè Carducci e Ruggero Borghi.
Torino e Firenze
Si tenne una esposizione internazionale sul lavoro e l'industria, con un forte impegno internazionale di Paesi come Francia, Germania, Stati Uniti, Gran Bretagna. Il 17 marzo a Torino si riunirono i 2000 sindaci dei comuni degli antichi Stati Sardi con un grande banchetto. A Firenze venne organizzata da marzo a luglio una grande mostra sul "Ritratto italiano" raccogliendo da tutto il mondo ben 1000 ritratti di personaggi del Risorgimento dell'epoca contemporanea.
Altre iniziative
Il comitato coordinatore, presieduto dal Conte di San Martino, riuscì ad aggregare i maggiori intellettuali e artisti in Europa.
Parteciparono Debussy, Saint Sans, etc. La celebrazione ufficiale si tenne il 27 marzo 1911 al Campidoglio alla presenza del Re con una prolusione di Giovanni Pascoli.
LE CELEBRAZIONI DEL 1961 PER IL 100° DELL'UNITÀ D'ITALIA
Il Giubileo del 1961
"Italia 1961" fu invece la celebrazione del "miracolo economico" dell'Italia che aveva superato di slancio la fase della ricostruzione e che aveva compiutamente conquistato la Democrazia. Dal punto di vista organizzativo un ruolo di primo piano lo ebbe Torino, con le sue mostre sull'industria e il "made in Italy" presiedute dal giovane Giovanni Agnelli. In merito a ciò va tuttavia ricordato che opportunamente il Governo aveva sfruttato la sequenza delle Olimpiadi di Roma del 1960 e di Italia 1961, come fossero due fasi di una stessa azione di rilancio dell'economia nazionale attraverso le opere pubbliche.
Roma
Roma ebbe un ruolo importantissimo attraverso l'impiego del cinema e della Tv che ebbe proprio in quella occasione il suo "battesimo" in una grande celebrazione pubblica. Venne realizzato, su committenza della Presidenza del Consiglio, il Film di Rossellini "Viva l'Italia" che avrebbe suscitato un grande dibattito, e numerosi documentari del Dipartimento per l'Informazione e l'Editoria.
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