lunedì 19 settembre 2011

In Germania il partito degli euroscettici avrebbe il 40% dei voti

la ns/ rassegna stampa

da IL TEMPO  del 19.09.2011

In Germania il partito degli euroscettici avrebbe il 40% dei voti


Un sondaggio dell'Istituto Emnid per il domenicale "Bild am Sonntag" rivela che se spuntasse fuori un partito di euroscettici, il 40% dei tedeschi sarebbe pronto a dargli consenso.

La delusione dei tedeschi nei confronti dell'euro sta assumendo proporzioni allarmanti. Un sondaggio dell'Istituto Emnid per il domenicale "Bild am Sonntag" rivela che se in Germania spuntasse fuori un partito di euroscettici, il 40% dei tedeschi sarebbe pronto a votarlo. A voltargli invece le spalle sarebbe il 52%. Un tedesco su due (50%) dichiara inoltre che sarebbe favorevole all'esistenza di una formazione politica con un atteggiamento critico nei confronti della moneta unica, mentre di avviso diverso sarebbe il 44% del campione. Intanto in un'intervista al settimanale "Der Spiegel" il governatore della Baviera, Horst Seehofer (Csu), dichiara che, se il governo ed il parlamento greco non riusciranno a realizzare i piani di riforma promessi, "un'uscita della Grecia dall'Eurozona è concepibile.

Moody's non boccia e delude il Corsera

FATTI & MISFATTI: Moody's non boccia e delude il Corsera



La decisione di Moody’s di rinviare ogni decisione sul rating dell’Italia è apparsa più che ragionevole a tutti gli analisti, che l’hanno collegata alla necessità di prendere tempo per valutare gli effetti della manovra del governo e la situazione fluida dei mercati nel contesto europeo e mondiale. Soltanto Il Corriere della Sera, in un articolo apparso ieri, getta inutile benzina sul fuoco scrivendo che in realtà le esitazioni di Moody’s sarebbero propedeutiche alla decisione di annunciare un doppio declassamento dell’Italia, insomma la sua retrocessione di due gradini di giudizio e non di uno solo.

Un’interpretazione che, oltreché isolata, appare avventurosa, inutilmente allarmistica, ma certamente anche non disinteressata alla luce della forsennata campagna antigovernativa condotta in questi ultimi tempi dal quotidiano di via Solferino, che come buca delle poste al servizio delle Procure non vuole essere da meno di Repubblica e sforna paginate su paginate di intercettazioni.

Il Sole 24 Ore, quotidiano della Confindustria i cui vertici non sono certo teneri con il governo, a proposito della decisione di Moody’s si è espresso ben diversamente, sottolineando che:

il timing di un annuncio sarebbe stato sbagliato, vista la manovra appena approvata;

che l’eventuale downgrading, con le recenti tempeste dei mercati, è stato già scontato dagli operatori e quindi già incorporato nei prezzi;

che le agenzie di rating non hanno più la credibilità di cui godevano (ingiustamente) tempo addietro;

che infine nella sua nota Moody’s non fa esplicito riferimento a particolari problemi dell’Italia ma piuttosto inquadra il tema del debito del nostro Paese nel contesto europeo.

Ci pensa il Corrierone (o Corrierino?) invece a decidere che "il declassamento non è necessariamente di un solo gradino, ma di due". E che in questo senso "il linguaggio dei tecnocrati del rating è chiaro". Tanto chiaro che ad interpretarlo così c’è soltanto via Solferino. Dove, in questi tempi di mercati nevrotici e impazziti, la cautela dovrebbe fare premio su ogni cosa. Anche sugli interessi economici e le attese politiche dell’editore.

QUAGLARIELLO: Contro il premier attentato al diritto di difesa

QUAGLARIELLO: Contro il premier attentato al diritto di difesa

"Nel tentativo di liquidare Silvio Berlusconi, e con lui una storia di diciassette anni come evidenziato dal segretario Alfano, fra le innumerevoli illegalita’ e violazioni delle regole stiamo assistendo a un vero e proprio attentato allo Stato di diritto e alla sacralita’ del diritto di difesa".

Lo ha affermato Gaetano Quagliariello, vicecapogruppo vicario del Pdl al Senato riferendosi alle intercettazioni depositate al Tribunale di Bari a chiusura del’ inchiesta su Tarantini e le escort. Quagliariello ha criticato "la grande stampa che santifica chi calpesta ogni regola e mette alla gogna gli uffici giudiziari che semplicemente rispettano la legge e lo fanno verso ogni colore politico. Assistiamo in queste settimane a un ulteriore e sistematico smantellamento delle garanzie del procedimento penale.

Dalla custodia cautelare al rapporto tra assistito e difensore, dallo status di testimone, parte lesa o indagato alla competenza territoriale: la puntuale disamina svolta dall’Unione delle Camere Penali a partire dall’inchiesta di Napoli sul caso Tarantini evidenzia la gravita’ della situazione e deve essere presa nella massima considerazione, anche laddove sollecita senza giri di parole la classe politica a procedere lungo la strada delle riforme per sottrarre il sistema penale all’arbitrio e alla sostanziale ingiustizia. Ha ragione Mario Sechi sul Tempo di oggi l’offensiva in corso va ben al di la’ del momento contingente. Non e’ un problema che riguarda una sola persona, e far finta di niente significherebbe condannare l’Italia per i decenni a venire".

BERLUSCONI: NON HO NULLA DI CUI VERGOGNARMI

 la lettera inviata da Silvio Berlusconi al direttore de Il Foglio, Giuliano Ferrara.


Caro direttore,
è vero, come Lei scrive, che il mio comportamento, così come descritto dai giornali in questi giorni, appare scandaloso. Ma il mio comportamento non è stato assolutamente quello che viene descritto ed io Le confermo, come ho già avuto modo di dirLe, che non ho fatto mai nulla di cui io debba vergognarmi. E' invece, per fare un esempio, del tutto inaccettabile e addirittura criminale che persone che sono solo state presenti a mie cene con numerosi invitati siano marchiate a vita come “escort”. Mi dispiace anche, per fare un altro esempio, dei falsi pettegolezzi che sono stati creati grazie ai soliti brogliacci telefonici sulla signora Arcuri, che è stata invece mia ospite inappuntabile in Sardegna e a Palazzo Grazioli.

Non ho affatto intenzione di respingere una richiesta di testimonianza, che è mio interesse rendere, tanto che ho già inviato una dichiarazione scritta ma che ha, così come congegnata, l’aria di un trappolone politico-mediatico-giudiziario. Pretendo però come ogni cittadino che i magistrati rispettino anche loro la legge. Da tre anni sono sottoposto a un regime di piena e incontrollata sorveglianza il cui evidente scopo è quello di costruirmi addosso l’immagine di ciò che non sono, con deformazioni grottesche delle mie amicizie e del mio modo di vivere il mio privato, che può piacere o non piacere, ma che è personale, riservato e incensurabile. Il problema però è che da tre anni è in atto un mascalzonesco tentativo di trasformare la mia vita privata in un reato. Ed è questo uno scandalo intollerabile da parte di un circuito mediatico e giudiziario completamente impazzito di cui nessuno sembra preoccuparsi e di cui nessuno si scusa.


Questo incommensurabile scandalo non riguarda solo me. Decine, centinaia di persone sono esposte al ludibrio e al linciaggio, senza alcuna remora sia quando si tratti di gente comune o di personalità della vita pubblica e di questioni di bottega domestica sia perfino quando si tratti di vicende che determinano lo status del Paese sulla scena internazionale. Non è mai successo prima.



Nessun uomo di Stato è stato fatto oggetto di una aggressione politica, mediatica, giudiziaria, fisica, patrimoniale e di immagine come quella a cui sono stato sottoposto io. È un trattamento inaccettabile, che si accompagna a una campagna di delegittimazione che punta a scardinare il funzionamento regolare delle istituzioni per interessi fin troppo chiari. La campagna si è intensificata quando ho vinto le elezioni per la terza volta, quando il sistema è stato semplificato e reso più trasparente in senso bipolare, quando si è capito che era alle porte una legislatura aperta alle riforme necessarie alla crescita di questo Paese e alla sua modernizzazione. Missione difficile per la quale ho cercato di mettere in campo gente nuova, estranea ai vecchi giochi dell’establishment, gente giovane e votata al “fare”. Questa campagna non è mai finita, si è nutrita di attacchi a me, al mio partito, ai miei uomini, ai miei ministri, alla generazione di giovani che ho promosso in politica, e si è sparso su tutti il magma eruttivo dello scandalismo per ridurre in cenere una alta popolarità e una grande speranza. Sfruttando ogni aspetto della mia vita privata e della mia personalità, cercando di colpirmi definitivamente con mezzi diversi da quelli della critica politica e della verifica elettorale.

Lei dice bene: Berlusconi è uno scandalo permanente, perché è scandalosa la pretesa di governare stabilmente un Paese con il mandato degli italiani, è scandaloso che un imprenditore rubi il mestiere a una classe politica fallimentare, è scandalosa la pretesa di fronteggiare la grande crisi mondiale con mezzi e con propositi diversi da quelli tradizionali. Ho presentato il mio governo alle Camere nel 2008 chiedendo uno sforzo comune per la crescita e proponendo una fase nuova e pacificata nella vita nazionale dopo le drammatiche divisioni del passato e l’imbarbarimento del linguaggio e dei metodi politici. Ho cercato di fare il mio dovere e di riunificare il Paese, come con il discorso di Onna il 25 aprile. Ho ammonito tutti, nel gennaio di quest’anno, sulla necessità di arrivare alla primavera-estate, mentre nuove regole e parametri incombevano sul sistema finanziario europeo e mondiale, con la più grande frustata della storia al cavallo dell’economia.

Non tutto quello che in politica si vuole è poi possibile ottenerlo, e non nego anche miei possibili errori. Ma l’obiettivo di distruggere un uomo politico e una leadership, usando mezzi impropri e di dubbia legalità, come ha fatto e fa il circuito mediatico-giudiziario, costituisce un tentativo che sa di profonda, radicale ingiustizia e che va combattuto per la libertà di ciascuno di noi.

Io non mollo, caro direttore. Per quanto lo spionaggio sistematico e l’accanimento fazioso mi abbiano preso di mira, e con me vogliano arrivare a pregiudicare l’autonomia e la sovranità del Parlamento e del popolo elettore, c’è ancora in questo Paese, in questa Italia che amo e che è stata divisa da una partigianeria senza principi, un’opinione pubblica, un insieme di persone e di gruppi leali allo spirito repubblicano, una maggioranza di italiani che non sono disponibili ad avventure e a nuovi ribaltoni decisi nei salotti, nelle redazioni e in certi ambienti giudiziari.

Il mio appello è a tutte le persone e le forze responsabili, e non deriva da interesse personale. È un appello in nome dei valori di libertà, di autonomia e di indipendenza dell’individuo di fronte allo Stato, un monito che viene raccolto ogni giorno da molti e il cui frutto sarà pronto per il giudizio dei cittadini quando si terranno, nel 2013, le prossime elezioni politiche.

Alcuni circoli mediatico-finanziari anglofoni mi hanno giudicato inadatto a governare l’Italia ma gli italiani sono stati di diverso parere, e ho dalla mia, dal tempo in cui entrai in politica, risultati che saranno scritti nei libri di storia. Saranno ancora una volta gli italiani, e poi gli storici, a dare il loro giudizio su un Paese in cui si fanno centomila e poi altre centomila intercettazioni ancora per devastare attraverso i media il lavoro quotidiano di chi ha avuto l’investitura democratica per guidare l’Italia in questi anni difficili.

venerdì 16 settembre 2011

Geithner all'Ecofin:bisogna aumentare il fondo anticrisi

LA NS/RASSEGNA STAMPA
da Il Tempo del 16.9.2011


Geithner all'Ecofin: bisogna aumentare il fondo anticrisi
I  governi europei hanno deciso di rinviare la decisione sulla nuova tranche da 8 miliardi di euro di prestiti alla Grecia. E' questa la maggiore novità emersa dai lavori di Wroclaw in Polonia, dove è riunito l'Ecofin informale. Sulla questione greca, l'Europa ha rinviato al prossimo mese le sue mosse: "Decideremo il versamento della nuova tranche di prestiti alla Grecia a ottobre" ha spiegato Juncker nella conferenza stampa cui ha partecipato il segretario Usa al Tesoro, Timothy Geithner.
Nell'occasione l'Italia ha incassato un altro sì alle misure economiche appena intraprese: "Tutti noi pensiamo che le autorità italiane abbiano fatto il possibile e approvato misure di cui siamo soddisfatti", ha detto il presidente dell'Eurogruppo, Jean Claude Juncker, a margine della conferenza stampa tenuta al termine della riunione. Juncker ha comunque sottolineato che durante l'Eurogruppo "non c'è stato un dibattito specifico" sulla manovra italiana.

BONIVER: Siamo a fine dello stato di diritto






BONIVER: Siamo a fine dello stato di diritto



"Siamo ai titoli di coda dello scandaloso procedere di certa giustizia e sulla perpetua violazione della privacy con l’uso abnorme delle intercettazioni. Il bersaglio grosso e’ Berlusconi, ma chiunque puo’ constatare che fine sta facendo lo stato di diritto.



Del tutto normale quindi che la maggioranza proponga ed approvi un disegno di legge per disciplinare questa mostruosita’.

In nessun altro paese civile si puo’ accettare l’offesa dello sperpero di tanti milioni di euro per intercettare e sputtanare un politico".

Lo ha affermato Margherita Boniver, deputato del Pdl e presidente del Comitato di Schengen.



PANIZ: Centomila intercettazioni: mai cosi' tante neanche in processi di mafia




"Che ci sia una persecuzione giudiziaria nei confronti di Silvio Berlusconi e’ assolutamente evidente".

Cosi’ si e’ espresso Maurizio Paniz, avvocato e deputato del Pdl, intervenendo a ’La telefonata’, la rubrica di Maurizio Belpietro su Canale 5. Si parla del processo di Bari, in cui il premier "non e’ indagato ma finisce per essere il punto fondamentale di tutte notizie". L’ultima e’ quella delle escort e delle 100mila intercettazioni. Cosi’ tante - ha sottolineato il nostro deputato - "non sono mai state utilizzate neanche nei processi della ’ndrangheta e di mafia". Si parla anche di Milano, dove il gip Stefania Donadeo ha respinto la richiesta di archiviazione per il premier sul caso Unipol-Bnl: "Ho un rispetto enorme per la magistratura, ma quando ci sono forzature come questa il rispetto si incrina - dice Paniz -. Berlusconi non e’ assolutamente colpevole nei termini dell’imputazione". Tra l’altro se una procura come Milano chiede l’archiviazione "credo che chiunque comprenda che la richiesta del gip e’ eccessiva".


SANTELLI A BERSANI: L'intera Italia spiata e controllata


"Pierluigi Bersani ritiene che una riforma del sistema delle intercettazioni sia una legge ad personam? I numeri spaventosi che raggiungono in realta’ sembra far ritenere che sia una nazione intera ad essere controllata e spiata’.



Non credo che gli italiani abbiano mai vissuto un periodo di restrizione tale della propria liberta’ come questi anni di tirannia giudiziaria. Finiremo per rimpiangere l’Ovra e la liberta’ avuta sotto il regime di Mussolini". Lo ha affermato Jole Santelli, vicepresidente dei deputati del Pdl.

















Quando la stampa fa finta di non capire

FATTI & MISFATTI: Quando la stampa fa finta di non capire

Qui trovate due notizie. La prima è buona, buonissima, e sarebbe proprio il caso restasse lì, senza la compagnia della seconda. Ma purtroppo questa è l’Italia: ha nella sua pancia una specie di verme solitario, che è il potere dell’informazione, che divora quel che dovrebbe nutrire il corpo della nostra Repubblica.


La Germania esalta l’economia italiana. E lo fa attraverso non un Pinco Palla qualsiasi ma attraverso il numero 2 della Merkel. Ecco il testo dell’agenzia: "L’economia nazionale italiana è molto forte, il problema è la valutazione dei mercati sull’indebitamento. L’attacco all’Italia è un attacco all’intera area euro". Lo ha detto il vicecancelliere tedesco e ministro dell’Economia Philipp Roesler, dopo aver incontrato il ministro Paolo Romani.

Su nessun giornale, neanche su Il Sole, questa valutazione tedesca - espressa dai massimi vertici - trova la strada della prima pagina. Su Repubblica la frase non esiste, o se c’è è nascosta benissimo. Il Corriere della Sera è l’unico a dar spazio a questa presa di posizione del governo di Berlino. Ma lo fa disperdendo questa carica di positività a pagina 13. Hanno più peso sulle prime pagine i quattro scalmanati scanna gatti che hanno protestato per la manovra dinanzi a Montecitorio. Giusto che si sappia di quanto e come l’opposizione di sinistra usi la piazza per dare l’immagine di un’Italia in sommossa, ma conta di più il sì all’economia italiana e all’impegno del nostro governo espresso dallo Stato che ha l’egemonia economica in Europa. Siamo alla prevalenza dell’Antitaliano.