CICCHITTO: Sì alla manovra per senso di responsabilita'
16 dicembre 2011 ore 12:14 L’intervento del capogruppo del Popolo della Liberta’, Fabrizio Cicchitto, alla Camera dei deputati durante il dibattito sul voto di fiducia alla manovra economica.
Signor Presidente, onorevoli colleghi,
vorrei ricordare, innanzitutto a me stesso, ma anche al Presidente del Consiglio, che il Parlamento è la sede essenziale per misurarsi sul merito dei decreti che il Governo presenta, decreti che non vanno accettati a scatola chiusa, decreti che ogni forza politica cerca di cambiare.
È anche la sede per fare dei discorsi di verità e credo che anche questo vada fatto. Per quello che ci riguarda, abbiamo ontestato l’impostazione di fondo del decreto-legge, ritenendo che esso avesse un’impostazione restrittiva e che fosse in controtendenza rispetto ad un’esigenza. Poi abbiamo visto che ciò è confermato dall’analisi economica che viene fatta da più parti, nel senso cioè che ci troviamo a vivere una fase recessiva che evidentemente richiede dei «contro interventi».
Poi, in questo decreto-legge, abbiamo colto delle cose importanti. In primo luogo, quella riforma delle pensioni, che da tempo andava fatta, di cui diamo atto al Governo di aver presentato un progetto.Anche noi abbiamo rilevato che, se l’avessimo presentata, saremmo stati più morbidi per quanto concerne l’indicizzazione delle pensioni più basse e abbiamo contribuito a determinare questo cambiamento. Il rilievo più netto che muoviamo a questo decreto-legge riguarda la tassazione sulla casa. In ordine a ciò abbiamo ottenuto dei risultati che non l’hanno rovesciata certamente, ma l’hanno ammorbidita e addolcita, specialmente con riferimento alle famiglie.
Detto questo, poiché il nostro è un atteggiamento critico, ma non di sabotaggio, riteniamo anche che, probabilmente, quest’ultima operazione restrittiva - ci auguriamo che sia l’ultima - possa servire a costruire le condizioni in modo tale che il prossimo provvedimento del Governo sia un provvedimento in funzione della crescita.
A tale proposito, ricordiamo al Governo, come ha testimoniato l’incontro di ieri dello stesso con le regioni del sud, che può utilizzare il lavoro svolto dal precedente Governo e mi riferisco a ciò che è stato fatto dall’allora Ministro Fitto e altrettanto può valere per le infrastrutture. In ordine a ciò, consentitemi, vi è una continuità tra questo Governo e ciò che ha fatto quello precedente. Per quanto riguarda però - ho sentito questo tema - le liberalizzazioni, vogliamo sgombrare il campo dalla mistificazione, perché, consentitemi, le liberalizzazioni non possono concentrarsi nell’eliminazione, con metodi stalinisti, delle farmacie, dei tassisti e degli avvocati o degli ordini professionaliNoi abbiamo sempre ritenuto che il progetto di liberalizzazione e di privatizzazione fosse di alto livello e che riguardasse, in primo luogo, la privatizzazione dell’acqua, che un dissennato referendum ha fatto saltare da coloro che oggi cercano di rifarsi una verginità sul terreno magari delle farmacie (Applausi dei deputati del gruppo Popolo della Libertà), e quella delle energie, delle ferrovie, delle poste e delle autostrade. Non siamo stati noi che abbiamo giocato su questo terreno. Allo stesso modo, per ciò che riguarda la privatizzazione delle aziende locali e regionali e la ristrutturazione e poi la messa in vendita, del patrimonio immobiliare dello Stato.
Noi riteniamo anche che su tali materie sia indispensabile che un Governo, qualunque Governo, a maggior ragione un Governo dei tecnici, debba muoversi con rispetto delle realtà sociali. Pertanto, così come abbiamo letto che questo Governo, per quanto riguarda l’articolo 18, vuole muoversi in un confronto - poi prenderà le sue decisioni - con le organizzazioni sindacali, ebbene, noi riteniamo anche che, per quel che riguarda farmacie, tassisti e ordini professionali, essi non possano essere oggetto di una sorta di paradossale liberalizzazione, fatta con metodi stalinisti perché, magari, devono essere favoriti altri interessi e cioè quello delle parafarmacie, delle COOP, dei noleggiatori e dei grandi studi legali finanziati dalla Confindustria Questo lo dico con scopi costruttivi, e per mettere in evidenza che, da questa parte, non ci sono degli «antiprivatizzatori», ma vi è chi vuole una privatizzazione e una liberalizzazione di alto livello, e non la mistificazione che è stata tentata in questi giorni.
Onorevole Presidente del Consiglio, credo che vada anche definito il riferimento a due battute che lei ha fatto in Commissione bilancio sul rapporto tra Governo, partiti ed Europa, e anche il problema della funzione del Parlamento e della politica. Lei ha detto: «Voi non siete riusciti e noi ci stiamo riuscendo, e per di più abbiamo anche ristabilito un rapporto con l’Europa».
La prima osservazione mi offre il destro per una riflessione aperta e un dibattito aperto con gli amici della Lega Nord. Detto francamente, infatti, la mia valutazione è che, nel cruciale periodo tra luglio e settembre di quest’anno, il Governo Berlusconi e noi insieme avevamo un’occasione importante per marcare rispetto all’Europa una risposta, che andava data - oltre che su tutti i terreni sui quali insieme l’abbiamo data - su due snodi essenziali: la riforma delle pensioni e l’IVA.
Purtroppo, sull’IVA vi fu l’esitazione dell’allora Ministro del tesoro, sulla riforma delle pensioni abbiamo avuto il vostro diniego. Francamente, noi riteniamo che questo abbia indebolito il Governo e poi consentito la deriva successiva.
Tuttavia, rispetto alla deriva successiva, onorevole Presidente del Consiglio, noi dobbiamo anche mettere in chiaro le ragioni di quello che è successo. Infatti, se noi fossimo stati nella normalità della dialettica politica e anche dei rapporti tra l’Italia e il quadro internazionale, la logica conseguenza di quella crisi sarebbe stata che saremmo dovuti andare ad elezioni anticipate.
Non è avvenuto questo, onorevole Presidente del Consiglio, perché in campo c’è stato un altro soggetto, quello che abbiamo chiamato il convitato di pietra, vale a dire un quadro internazionale gravissimo che, come lei stesso ha messo in evidenza, qualora lo scontro politico del nostro Paese si fosse svolto nella normalità in una situazione anormale, avrebbe messo a repentaglio il risparmio e il reddito degli italiani. Tale agione dovrebbe costituire materia di preoccupazione non solo nostra e dei nostri avversari del Partito Democratico, ma anche degli amici della Lega Nord, perché è un problema che riguarda l’essenza e la tenuta di questa società.
Voi siete arrivati in campo perché c’era questo soggetto, questo convitato di pietra. Rispetto a ciò però, Presidente Monti, occorre che ci sia il massimo di consapevolezza da parte vostra, perché l’Europa costituisce un gravissimo problema.
Ieri, una persona che, in termini di europeismo, può dare lezioni a tutti, Giuliano Amato, ha parlato di «Europa Frankenstein» con un durissimo riferimento ai tedeschi. Altrettanto sta facendo Romano Prodi. Oggi c’è un’intervista del candidato socialista alle prossime elezioni presidenziali francesi, Hollande, che dice: «Basta con l’asse tra Sarkozy e la Merkel».Questo è un problema di fondo: se il Governo italiano, onorevole Presidente del Consiglio, con un rapporto positivo con i partiti - non con un rapporto un tantino altezzoso e strafottente (Applausi dei deputati del gruppo Popolo della Libertà), ma con un rapporto positivo con i partiti - non affronta questo nodo, non vorrei essere un profeta di sventura, ma noi rischiamoSe non affrontiamo il nodo della BCE, se non affrontiamo il nodo di una modifica di questa realtà europea, noi saremo costretti a fare altre manovre di questo tipo, ma a quel punto l’Italia sarebbe totalmente dissanguata.
Queste sono le ragioni per cui, per senso di responsabilità, noi votiamo questo provvedimento. Però, vi diciamo anche che occorre assolutamente una seconda fase funzionale alla crescita, perché altrimenti rischiamo di trovarci in una situazione in cui le contestazioni, anche forzate che oggi vengono fatte, rischiano di mordere, molto più profondamente, nel vivo della società italiana
lunedì 19 dicembre 2011
ALFANO: Questa manovra ha troppe tasse. Si punti alla crescita
ALFANO: Questa manovra ha troppe tasse. Si punti alla crescita
16 dicembre 2011 ore 22:50 L’intervento del segretario del Popolo della Liberta’, Angelino Alfano, alla Camera dei deputati durante il dibattito sul voto di fiducia alla manovra economica.
Signor Presidente, onorevoli colleghi,
abbiamo votato la fiducia questa mattina e voteremo favorevolmente al voto finale, al termine di questa nostra discussione, perché siamo persone serie, leali e coerenti e non sono cambiate le condizioni che ci hanno portato a sostenere la nascita di questo Governo.
La situazione nazionale non è cambiata e non poteva cambiare in un mese. Non poteva cambiare perché siamo vittime di una crisi che non è ascrivibile ad un Governo e men che meno ad una persona. Abbiamo provato ad esprimere questo concetto a lungo nei mesi precedenti, abbiamo provato a dire che la crisi era mondiale, che la congiuntura internazionale sfavoriva l’Italia. Ci siamo sentiti contrapporre una favola secondo la quale l’America era in difficoltà e la sua moneta era in difficoltà perché l’Europa era in difficoltà, e l’Europa era in difficoltà perché l’euro era in difficoltà, e l’euro era in difficoltà perché l’Italia era in difficoltà, e l’Italia era in difficoltà perché aveva il Governo Berlusconi. Questo è il paradosso e la favola di cui siamo stati vittime e per la quale favola siamo stati aggrediti.
Una volta scritta questa favola, la morale della favola era facile, veniva naturale: sarebbe stato sufficiente mandare a casa il nostro Governo perché gli spread calassero e le borse si impennassero. I fatti si sono incaricati di dimostrare che quella non era la morale della favola, piuttosto ci trovavamo in presenza di una favola senza morale (Applausi dei deputati dei gruppi Popolo della Libertà e Popolo e Territorio). Una favola bugiarda, un racconto bugiardo e antitaliano. Quando, con grande senso di responsabilità, il presidente Berlusconi si è dimesso, senza avere perso le elezioni, né essere stato sfiduciato, il nostro partito, il Popolo della Libertà, non ha cercato rivincite, ritorsioni o vendette perché ha messo al primo posto il bene dell’Italia e degli italiani (Applausi dei deputati dei gruppi Popolo della Libertà e Popolo e Territorio).
Oggi siamo qui a dire che abbiamo avuto ragione, altrimenti anche questa sera, con gli spread in crescita, avremmo dovuto affrontare una campagna elettorale nella quale quella favola senza morale sarebbe stata spacciata come la morale della favola! Ci avrebbero raccontato, in campagna elettorale, che la colpa era la nostra e avremmo fatto il male dell’Italia, prima che il nostro male, quindi abbiamo fatto bene a fare ciò che abbiamo fatto.
Ed oggi siamo qui a commentare e a votare la manovra che lei ha proposto, una manovra che, a nostro avviso, ha troppe tasse e, dunque, noi la invitiamo a puntare sulla crescita perché vogliamo smetterla di inseguire il debito. Se le troppe tasse creeranno o alimenteranno la recessione, perché la recessione c’è anche a prescindere dalle troppe tasse - proprio perché amiamo la verità - se alimenteranno la recessione, saremo costretti a fare nuove manovre e non vogliamo imporre altri sacrifici agli italiani, sono già tanti quelli contenuti in questa manovra ! Dunque, vi invitiamo a lavorare sulla crescita, sapendo che la crescita non si fa per decreto, ma sapendo, lei, che sulla crescita troverà un partito attento e pronto a sostenerla.
Noi l’abbiamo migliorata questa manovra e lei ha dato atto di questo miglioramento al Parlamento, e pro quota anche a noi, nel corso di un intervento colmo di consapevolezza che ho condiviso per i quattro quinti. Non ho condiviso il finale e sa perché? Perché portava troppo l’eco dei giornali. Vede, mi permetto di darle un consiglio, avendo avuto il privilegio di lavorare accanto al suo predecessore. Non si faccia troppo esaltare o deprimere dai giornali, non si faccia dettare l’agenda e le dichiarazioni dai giornali. Un giorno diranno che è bravissimo, un giorno le diranno che non è bravissimo .
L’anagrafe non mi permette di dirle che le do un consiglio di saggezza, però, mi creda, se lo seguirà lei vivrà meglio e il suo Governo andrà più lontano.
Abbiamo migliorato la manovra insieme alle altre forze parlamentari perché la grande differenza tra chi sostiene oggi questo Governo e chi non lo sostiene è che chi sostiene questo Governo ha ottenuto il «no» all’aumento del IRPEF e ha ottenuto il «sì» al rapporto tra le famiglie e la casa . Abbiamo inserito una cosa che era una specie di terra promessa e per la prima volta è stata inserita.
Non nascondiamo che nuove prospettive si aprono. Guardi, sulle liberalizzazioni - lo dico anche a Bersani - dobbiamo intenderci, perché sul titolo del capitolo siamo tutti d’accordo. Ce l’hanno insegnato all’università, liberalizzare fa bene, però dobbiamo capire che cosa vuol dire liberalizzare. Se le liberalizzazioni significano efficienza del mercato, miglioramento dei servizi, centralità della persona umana anche nella sua dimensione di consumatore, noi siamo pronti, presenteremo noi stesso un pacchetto di liberalizzazioni. Ma se liberalizzare vuol dire spostare quote di fatturato dai farmacisti alle coop rosse noi diciamo che queste non sono liberalizzazioni.
Se liberalizzare le professioni vuol dire, per esempio, far sì che gli avvocati diventino da 220 mila a 300 mila vuol dire che non avete capito cosa sono le liberalizzazioni. Noi siamo per liberalizzazioni che mettano al centro la persona, perché lo scopo finale delle liberalizzazioni, anche quando si interviene nella regolazione del mercato dei prodotti e dei servizi, non è la liberalizzazione in quanto tale, è un migliore servizio alla persona, al cittadino che deve sempre restare al centro.
Un ultimo concetto sull’Europa. Non giriamoci attorno, e mi pare di capire che neanche il Presidente Monti l’abbia fatto quando ha dichiarato che il vertice di Bruxelles non è stato all’altezza delle nostre aspettative. È vero, ma non è stato neanche all’altezza delle aspettative necessarie in un tempo di crisi. Non è stato all’altezza e di questo dobbiamo renderci conto tutti. Ecco perché le diciamo, noi le abbiamo votato la fiducia, le stiamo votando questo provvedimento. Vada forte anche del consenso ampio di questo Parlamento in Europa, e vada a dire che noi abbiamo scelto storicamente, da De Gasperi in poi, un’Europa in cui il metodo comunitario si fonda sulle decisioni prese da un organismo disinteressato e terzo, che poi in ultimo si è chiamato Commissione europea di cui lei è stato membro. Non si fonda sul metodo intergovernativo perché sapete, se no, come finisce? Che l’Europa significa Germania e Francia. Allora se noi per Europa intendiamo che le decisioni nostre, poiché non decide la Commissione europea, le prendono la Merkel e Sarkozy noi non abbiamo nulla da eccepire se loro fanno i loro interessi, ma lo diciamo: se loro fanno i loro interessi noi non diremmo più «ce lo dice l’Europa», se l’Europa è Francia e Germania. Noi faremo le cose, non che servono ai francesi e ai tedeschi, ma quelle che servono all’Italia e agli italiani, e vedremo di farle coincidere con quelle che servono all’Europa. Se faremo questo avremo messo ancora una volta l’Italia prima di tutto, prima della maggioranza, prima dell’opposizione, prima del Governo, prima degli egoismi di parte.
16 dicembre 2011 ore 22:50 L’intervento del segretario del Popolo della Liberta’, Angelino Alfano, alla Camera dei deputati durante il dibattito sul voto di fiducia alla manovra economica.
Signor Presidente, onorevoli colleghi,
abbiamo votato la fiducia questa mattina e voteremo favorevolmente al voto finale, al termine di questa nostra discussione, perché siamo persone serie, leali e coerenti e non sono cambiate le condizioni che ci hanno portato a sostenere la nascita di questo Governo.
La situazione nazionale non è cambiata e non poteva cambiare in un mese. Non poteva cambiare perché siamo vittime di una crisi che non è ascrivibile ad un Governo e men che meno ad una persona. Abbiamo provato ad esprimere questo concetto a lungo nei mesi precedenti, abbiamo provato a dire che la crisi era mondiale, che la congiuntura internazionale sfavoriva l’Italia. Ci siamo sentiti contrapporre una favola secondo la quale l’America era in difficoltà e la sua moneta era in difficoltà perché l’Europa era in difficoltà, e l’Europa era in difficoltà perché l’euro era in difficoltà, e l’euro era in difficoltà perché l’Italia era in difficoltà, e l’Italia era in difficoltà perché aveva il Governo Berlusconi. Questo è il paradosso e la favola di cui siamo stati vittime e per la quale favola siamo stati aggrediti.
Una volta scritta questa favola, la morale della favola era facile, veniva naturale: sarebbe stato sufficiente mandare a casa il nostro Governo perché gli spread calassero e le borse si impennassero. I fatti si sono incaricati di dimostrare che quella non era la morale della favola, piuttosto ci trovavamo in presenza di una favola senza morale (Applausi dei deputati dei gruppi Popolo della Libertà e Popolo e Territorio). Una favola bugiarda, un racconto bugiardo e antitaliano. Quando, con grande senso di responsabilità, il presidente Berlusconi si è dimesso, senza avere perso le elezioni, né essere stato sfiduciato, il nostro partito, il Popolo della Libertà, non ha cercato rivincite, ritorsioni o vendette perché ha messo al primo posto il bene dell’Italia e degli italiani (Applausi dei deputati dei gruppi Popolo della Libertà e Popolo e Territorio).
Oggi siamo qui a dire che abbiamo avuto ragione, altrimenti anche questa sera, con gli spread in crescita, avremmo dovuto affrontare una campagna elettorale nella quale quella favola senza morale sarebbe stata spacciata come la morale della favola! Ci avrebbero raccontato, in campagna elettorale, che la colpa era la nostra e avremmo fatto il male dell’Italia, prima che il nostro male, quindi abbiamo fatto bene a fare ciò che abbiamo fatto.
Ed oggi siamo qui a commentare e a votare la manovra che lei ha proposto, una manovra che, a nostro avviso, ha troppe tasse e, dunque, noi la invitiamo a puntare sulla crescita perché vogliamo smetterla di inseguire il debito. Se le troppe tasse creeranno o alimenteranno la recessione, perché la recessione c’è anche a prescindere dalle troppe tasse - proprio perché amiamo la verità - se alimenteranno la recessione, saremo costretti a fare nuove manovre e non vogliamo imporre altri sacrifici agli italiani, sono già tanti quelli contenuti in questa manovra ! Dunque, vi invitiamo a lavorare sulla crescita, sapendo che la crescita non si fa per decreto, ma sapendo, lei, che sulla crescita troverà un partito attento e pronto a sostenerla.
Noi l’abbiamo migliorata questa manovra e lei ha dato atto di questo miglioramento al Parlamento, e pro quota anche a noi, nel corso di un intervento colmo di consapevolezza che ho condiviso per i quattro quinti. Non ho condiviso il finale e sa perché? Perché portava troppo l’eco dei giornali. Vede, mi permetto di darle un consiglio, avendo avuto il privilegio di lavorare accanto al suo predecessore. Non si faccia troppo esaltare o deprimere dai giornali, non si faccia dettare l’agenda e le dichiarazioni dai giornali. Un giorno diranno che è bravissimo, un giorno le diranno che non è bravissimo .
L’anagrafe non mi permette di dirle che le do un consiglio di saggezza, però, mi creda, se lo seguirà lei vivrà meglio e il suo Governo andrà più lontano.
Abbiamo migliorato la manovra insieme alle altre forze parlamentari perché la grande differenza tra chi sostiene oggi questo Governo e chi non lo sostiene è che chi sostiene questo Governo ha ottenuto il «no» all’aumento del IRPEF e ha ottenuto il «sì» al rapporto tra le famiglie e la casa . Abbiamo inserito una cosa che era una specie di terra promessa e per la prima volta è stata inserita.
Non nascondiamo che nuove prospettive si aprono. Guardi, sulle liberalizzazioni - lo dico anche a Bersani - dobbiamo intenderci, perché sul titolo del capitolo siamo tutti d’accordo. Ce l’hanno insegnato all’università, liberalizzare fa bene, però dobbiamo capire che cosa vuol dire liberalizzare. Se le liberalizzazioni significano efficienza del mercato, miglioramento dei servizi, centralità della persona umana anche nella sua dimensione di consumatore, noi siamo pronti, presenteremo noi stesso un pacchetto di liberalizzazioni. Ma se liberalizzare vuol dire spostare quote di fatturato dai farmacisti alle coop rosse noi diciamo che queste non sono liberalizzazioni.
Se liberalizzare le professioni vuol dire, per esempio, far sì che gli avvocati diventino da 220 mila a 300 mila vuol dire che non avete capito cosa sono le liberalizzazioni. Noi siamo per liberalizzazioni che mettano al centro la persona, perché lo scopo finale delle liberalizzazioni, anche quando si interviene nella regolazione del mercato dei prodotti e dei servizi, non è la liberalizzazione in quanto tale, è un migliore servizio alla persona, al cittadino che deve sempre restare al centro.
Un ultimo concetto sull’Europa. Non giriamoci attorno, e mi pare di capire che neanche il Presidente Monti l’abbia fatto quando ha dichiarato che il vertice di Bruxelles non è stato all’altezza delle nostre aspettative. È vero, ma non è stato neanche all’altezza delle aspettative necessarie in un tempo di crisi. Non è stato all’altezza e di questo dobbiamo renderci conto tutti. Ecco perché le diciamo, noi le abbiamo votato la fiducia, le stiamo votando questo provvedimento. Vada forte anche del consenso ampio di questo Parlamento in Europa, e vada a dire che noi abbiamo scelto storicamente, da De Gasperi in poi, un’Europa in cui il metodo comunitario si fonda sulle decisioni prese da un organismo disinteressato e terzo, che poi in ultimo si è chiamato Commissione europea di cui lei è stato membro. Non si fonda sul metodo intergovernativo perché sapete, se no, come finisce? Che l’Europa significa Germania e Francia. Allora se noi per Europa intendiamo che le decisioni nostre, poiché non decide la Commissione europea, le prendono la Merkel e Sarkozy noi non abbiamo nulla da eccepire se loro fanno i loro interessi, ma lo diciamo: se loro fanno i loro interessi noi non diremmo più «ce lo dice l’Europa», se l’Europa è Francia e Germania. Noi faremo le cose, non che servono ai francesi e ai tedeschi, ma quelle che servono all’Italia e agli italiani, e vedremo di farle coincidere con quelle che servono all’Europa. Se faremo questo avremo messo ancora una volta l’Italia prima di tutto, prima della maggioranza, prima dell’opposizione, prima del Governo, prima degli egoismi di parte.
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Partiti
lunedì 12 dicembre 2011
Monti pretenda la riforma dei meccanismi monetari dell'Unione europea
CICCHITTO: Monti pretenda la riforma dei meccanismi monetari dell'Unione europea
"Le manovre lacrime e sangue non bastano se non sono accompagnate da una modifica del quadro europeo. I fatti dimostrano che il problema non e’ l`Italia, ma l`Euro. Un euro allo sbando".
Lo ha affermato, in una intervista a Libero, il nostro capogruppo alla Camera Fabrizio Cicchitto, il quale ha osservato che a Bruxelles Monti deve pretendere "la riforma dei meccanismi monetari europei che, cosi’ come sono, e’ ormai dimostrato che non funzionano. Non e’ possibile tenere un Euro senza una banca di riferimento, senza eurobond e senza politiche economiche concertate. O c`e’ una svolta a livello internazionale, o rischiamo di fare manovre sempre piu’ dure senza stabilizzare la situazione".
CICCHITTO: Voteremo la fiducia al decreto Monti solo per senso di responsabilita'
"Il decreto del governo Monti, che raschia il barile e che esprime una linea di ’lacrime e sangue’ presenta aspetti che non ci convincono e lo voteremo per senso di responsabilita’ se il governo mettera’ la fiducia".
Lo ha affermato, in una nota, il presidente dei deputati del Pdl Fabrizio Cicchitto. "Abbiamo piena consapevolezza della gravita’ della situazione finanziaria internazionale derivante in primo luogo dalla crisi dell’euro e dai suoi meccanismi interni. La conseguenza e’ che sono a rischio in primo luogo i risparmi, i titoli di stato italiani. La situazione politico-parlamentare probabilmente non consente il gioco tradizionale degli emendamenti, ma lavoreremo per modificare il decreto in aspetti significativi riguardanti in primo luogo la casa. Prenderemo anche in considerazione un aspetto riguardante le pensioni".
"Le manovre lacrime e sangue non bastano se non sono accompagnate da una modifica del quadro europeo. I fatti dimostrano che il problema non e’ l`Italia, ma l`Euro. Un euro allo sbando".
Lo ha affermato, in una intervista a Libero, il nostro capogruppo alla Camera Fabrizio Cicchitto, il quale ha osservato che a Bruxelles Monti deve pretendere "la riforma dei meccanismi monetari europei che, cosi’ come sono, e’ ormai dimostrato che non funzionano. Non e’ possibile tenere un Euro senza una banca di riferimento, senza eurobond e senza politiche economiche concertate. O c`e’ una svolta a livello internazionale, o rischiamo di fare manovre sempre piu’ dure senza stabilizzare la situazione".
CICCHITTO: Voteremo la fiducia al decreto Monti solo per senso di responsabilita'
"Il decreto del governo Monti, che raschia il barile e che esprime una linea di ’lacrime e sangue’ presenta aspetti che non ci convincono e lo voteremo per senso di responsabilita’ se il governo mettera’ la fiducia".
Lo ha affermato, in una nota, il presidente dei deputati del Pdl Fabrizio Cicchitto. "Abbiamo piena consapevolezza della gravita’ della situazione finanziaria internazionale derivante in primo luogo dalla crisi dell’euro e dai suoi meccanismi interni. La conseguenza e’ che sono a rischio in primo luogo i risparmi, i titoli di stato italiani. La situazione politico-parlamentare probabilmente non consente il gioco tradizionale degli emendamenti, ma lavoreremo per modificare il decreto in aspetti significativi riguardanti in primo luogo la casa. Prenderemo anche in considerazione un aspetto riguardante le pensioni".
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BERLUSCONI: L'Italia ce la farà e la manovra è migliorabile
BERLUSCONI: L'Italia ce la farà e la manovra è migliorabile
"Se non si arriverà a dare alla Bce un ruolo di ultima garanzia, che garantisca i debiti sovrani degli Stati, non si arriverà a nessuna soluzione.
La posizione tedesca è stata molto rigida. Queste rigidità hanno causato anche situazione negative - come per esempio la gestione del debito greco e gli interventi dell’Europa sulla Grecia - che sono stati interamente responsabili di quello che abbiamo visto e a cui abbiamo assistito. Gli eurobond sono certamente una soluzione...
Il vertice di domani a Bruxelles è una spiaggia importante anche se non è l’ultimissima perché per queste cose non c’è mai un’ultima spiaggia.
Le considerazioni di Sarkozy sul ruolo dell’Europa sono assolutamente condivisibili, ma bisogna vedere se dopo queste affermazioni ci sia la possibilità di trovare un accordo su una governance più efficace e su una Banca centrale che possa svolgere il ruolo di garante. Su questo ancora non c’è accordo. Spero che tra stasera e domani si trovi a Bruxelles.
La via d’uscita per salvare l’euro è avere una Banca centrale alle spalle dell’euro e un governo monetario in grado di imporre una politica monetaria unica.
Non ho mai avuto dubbi sul fatto che l’Italia ce la farà, perché se noi sommiamo il nostro debito pubblico alla finanza privata siamo il secondo paese più solido d’Europa, secondo solo alla Germania, prima di Svezia, Francia e Gran Bretagna. Quindi siamo di fronte ad uno Stato indebitato e a cittadini invece benestanti. Questa è la situazione vera dell’Italia.
L’Italia sta facendo la sua parte per consentire all’Europa di uscire dalla crisi, con questo provvedimento che una sola coalizione politica non poteva approvare e non poteva fare quello che abbiamo deciso dolorosamente di fare.
L’Ici e la chiesa? So che tutte le risorse che la chiesa risparmia le dà in opere di aiuto a chi ha bisogno: su questo quindi ho lasciato ai membri del mio partito piena libertà.
Tutto è migliorabile: nel sistema italiano, per la nostra architettura istituzionale, il governo suggerisce e il Parlamento, che discute, decide e vota.
Tutti voteranno per far si che la manovra si approvi prima di Natale.
Credo che la fiducia sia necessaria perché ci sono tante cose che non ci trovano d’accordo. Siamo consapevoli che sia necessario votare questa manovra, ma per rendere possibile un provvedimento come questo serve il concorso dell’intero parlamento. Anche per questo ho deciso di rinunciare al mandato di governo per dar vita ad un esecutivo tecnico. E’ chiaro che tutte le forze politiche hanno forti resistenze su singoli punti della manovra: per questo è necessario porre la fiducia.
Silvio Berlusconi, Congresso del PPE, Marsiglia, 8 dicembre 2011
"Se non si arriverà a dare alla Bce un ruolo di ultima garanzia, che garantisca i debiti sovrani degli Stati, non si arriverà a nessuna soluzione.
La posizione tedesca è stata molto rigida. Queste rigidità hanno causato anche situazione negative - come per esempio la gestione del debito greco e gli interventi dell’Europa sulla Grecia - che sono stati interamente responsabili di quello che abbiamo visto e a cui abbiamo assistito. Gli eurobond sono certamente una soluzione...
Il vertice di domani a Bruxelles è una spiaggia importante anche se non è l’ultimissima perché per queste cose non c’è mai un’ultima spiaggia.
Le considerazioni di Sarkozy sul ruolo dell’Europa sono assolutamente condivisibili, ma bisogna vedere se dopo queste affermazioni ci sia la possibilità di trovare un accordo su una governance più efficace e su una Banca centrale che possa svolgere il ruolo di garante. Su questo ancora non c’è accordo. Spero che tra stasera e domani si trovi a Bruxelles.
La via d’uscita per salvare l’euro è avere una Banca centrale alle spalle dell’euro e un governo monetario in grado di imporre una politica monetaria unica.
Non ho mai avuto dubbi sul fatto che l’Italia ce la farà, perché se noi sommiamo il nostro debito pubblico alla finanza privata siamo il secondo paese più solido d’Europa, secondo solo alla Germania, prima di Svezia, Francia e Gran Bretagna. Quindi siamo di fronte ad uno Stato indebitato e a cittadini invece benestanti. Questa è la situazione vera dell’Italia.
L’Italia sta facendo la sua parte per consentire all’Europa di uscire dalla crisi, con questo provvedimento che una sola coalizione politica non poteva approvare e non poteva fare quello che abbiamo deciso dolorosamente di fare.
L’Ici e la chiesa? So che tutte le risorse che la chiesa risparmia le dà in opere di aiuto a chi ha bisogno: su questo quindi ho lasciato ai membri del mio partito piena libertà.
Tutto è migliorabile: nel sistema italiano, per la nostra architettura istituzionale, il governo suggerisce e il Parlamento, che discute, decide e vota.
Tutti voteranno per far si che la manovra si approvi prima di Natale.
Credo che la fiducia sia necessaria perché ci sono tante cose che non ci trovano d’accordo. Siamo consapevoli che sia necessario votare questa manovra, ma per rendere possibile un provvedimento come questo serve il concorso dell’intero parlamento. Anche per questo ho deciso di rinunciare al mandato di governo per dar vita ad un esecutivo tecnico. E’ chiaro che tutte le forze politiche hanno forti resistenze su singoli punti della manovra: per questo è necessario porre la fiducia.
Silvio Berlusconi, Congresso del PPE, Marsiglia, 8 dicembre 2011
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Politica
martedì 6 dicembre 2011
I Ministri, i Vice Ministri e i Sottosegretari del Governo Monti
I Ministri, i Vice Ministri e i Sottosegretari del Governo Monti
Presidente del Consiglio
Mario Monti
Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio
Antonio Catricalà (segretario del Consiglio dei Ministri)
Giampaolo D'Andrea (Rapporti con il Parlamento)
Antonio Malaschini (Rapporti con il Parlamento)
Carlo Malinconico (Editoria)
Paolo Peluffo (Informazione e Comunicazione)
Ministri senza portafoglio
Affari europei
Ministro: Enzo Moavero Milanesi
Affari regionali, turismo e sport
Ministro: Piero Gnudi
Coesione territoriale
Ministro: Fabrizio Barca
Rapporti con il Parlamento
Ministro: Piero Giarda
Cooperazione internazionale e l’integrazione
Ministro: Andrea Riccardi
Pubblica amministrazione e per la semplificazione
Ministro: Filippo Patroni Griffi
Ministri con portafoglio
Affari Esteri
Ministro: Giuliomaria Terzi di Sant'Agata
Sottosegretario: Marta Dassù, Staffan de Mistura
Interno
Ministro: Anna Maria Cancellieri
Sottosegretario: Carlo De Stefano, Giovanni Ferrara, Saverio Ruperto
Giustizia
Ministro: Paola Severino Di Benedetto
Sottosegretario: Salvatore Mazzamuto, Andrea Zoppini
Difesa
Ministro: Giampaolo Di Paola
Sottosegretario: Filippo Milone, Gianluigi Magri
Economia e Finanze
Ministro: Mario Monti
Vice Ministro: Vittorio Grilli
Sottosegretario: Vieri Ceriani, Gianfranco Polillo
Sviluppo Economico e Infrastrutture e Trasporti
Ministro: Corrado Passera
Vice Ministro: Mario Ciaccia (Infrastrutture e Trasporti)
Sottosegretario: Guido Improta (Infrastrutture e Trasporti)
Sottosegretario: Claudio De Vincenti, Massimo Vari (Sviluppo Economico)
Politiche Agricole, Alimentari e Forestali
Ministro: Mario Catania
Sottosegretario: Franco Braga
Ambiente, Tutela del Territorio e del Mare
Ministro: Corrado Clini
Sottosegretario: Tullio Fanelli
Lavoro e Politiche sociali con delega alle Pari opportunità
Ministro: Elsa Fornero
Vice Ministro: Michel Martone
Sottosegretario: Cecilia Guerra
Istruzione, Università e Ricerca
Ministro: Francesco Profumo
Sottosegretario: Elena Ugolini, Marco Rossi Doria
Beni e Attività Culturali
Ministro: Lorenzo Ornaghi
Sottosegretario: Roberto Cecchi
Salute
Ministro: Renato Balduzzi
Sottosegretario: Adelfio Elio Cardinale
Presidente del Consiglio
Mario Monti
Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio
Antonio Catricalà (segretario del Consiglio dei Ministri)
Giampaolo D'Andrea (Rapporti con il Parlamento)
Antonio Malaschini (Rapporti con il Parlamento)
Carlo Malinconico (Editoria)
Paolo Peluffo (Informazione e Comunicazione)
Ministri senza portafoglio
Affari europei
Ministro: Enzo Moavero Milanesi
Affari regionali, turismo e sport
Ministro: Piero Gnudi
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Attualità
giovedì 1 dicembre 2011
BERLUSCONI: Raddoppierò il mio impegno per un grande PDL
BERLUSCONI: Raddoppierò il mio impegno per un grande PDL
"Grazie Angelino, sono davvero felice ogni volta che ti ascolto, ogni giorno, perché per me è una certezza: per la vittoria che dobbiamo conseguire siamo in ottime mani...Voglio garantirvi il mio impegno: raddoppierò l’impegno per l’organizzazione della nostra forza politica. Stiamo già lavorando per diffonderci capillarmente in tutta Italia, per l’organizzazione della nostra forza politica - un grande partito per un grande paese - per creare un team elettorale in tutte le sezioni elettorali, per stabilire anche grazie alla rete un contatto quotidiano con gli italiani, per scrivere il programma, frutto del lavoro di questi ultimi dieci anni.
Va contro la libertà una norma che dice che tu puoi pagare in contanti fino a 200-300 euro e tutto il resto deve essere verificabile. In questa norma c’è insito il pericolo reale di uno Stato di Polizia tributaria, che sarebbe esattamente il contrario di quello Stato in cui noi vogliamo continuare a vivere.
Non siamo riusciti a concludere il piano per la famiglia: dentro quel piano c’è la speranza per il nostro futuro, non vogliamo che si continui a fare meno figli. Siamo convinti che i nostri valori sono i valori che fanno il bene dell’Italia.
Non lo so se la campagna elettorale sarà "lunga", ma dobbiamo essere pronti. Io lavorerò dietro le quinte...
Nel 1994 siamo scesi in campo lasciando attività che ci piacevano molto e nelle quali avevamo un certo successo. Non volevamo che il Paese cadesse nelle mani di coloro che nel profondo erano e sono rimasti comunisti...Dobbiamo continuare a combattere per la libertà!".
Silvio Berlusconi, Verona, 27 novrembre 2011
"Grazie Angelino, sono davvero felice ogni volta che ti ascolto, ogni giorno, perché per me è una certezza: per la vittoria che dobbiamo conseguire siamo in ottime mani...Voglio garantirvi il mio impegno: raddoppierò l’impegno per l’organizzazione della nostra forza politica. Stiamo già lavorando per diffonderci capillarmente in tutta Italia, per l’organizzazione della nostra forza politica - un grande partito per un grande paese - per creare un team elettorale in tutte le sezioni elettorali, per stabilire anche grazie alla rete un contatto quotidiano con gli italiani, per scrivere il programma, frutto del lavoro di questi ultimi dieci anni.
Va contro la libertà una norma che dice che tu puoi pagare in contanti fino a 200-300 euro e tutto il resto deve essere verificabile. In questa norma c’è insito il pericolo reale di uno Stato di Polizia tributaria, che sarebbe esattamente il contrario di quello Stato in cui noi vogliamo continuare a vivere.
Non siamo riusciti a concludere il piano per la famiglia: dentro quel piano c’è la speranza per il nostro futuro, non vogliamo che si continui a fare meno figli. Siamo convinti che i nostri valori sono i valori che fanno il bene dell’Italia.
Non lo so se la campagna elettorale sarà "lunga", ma dobbiamo essere pronti. Io lavorerò dietro le quinte...
Nel 1994 siamo scesi in campo lasciando attività che ci piacevano molto e nelle quali avevamo un certo successo. Non volevamo che il Paese cadesse nelle mani di coloro che nel profondo erano e sono rimasti comunisti...Dobbiamo continuare a combattere per la libertà!".
Silvio Berlusconi, Verona, 27 novrembre 2011
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Partiti
ALFANO: loro hanno perso la battaglia contro la verità
ALFANO: loro hanno perso la battaglia contro la verità
"Loro hanno perso la partita con la verità, come sempre.
Sul fronte della crisi noi abbiamo sempre detto la verità, non abbiamo mai nascosto le difficoltà. Il capo del governo, come un buon padre di famiglia cosa deve fare? Certo deve dire che siamo in difficoltà ma che ce la faremo anche questa volta. Ed è quello che ha fatto Berlusconi, ha sempre detto la verità.
Questa al convegno dei Popolari liberali è la prima uscita pubblica del presidente Berlusconi dopo la nascita del governo Monti. Questi applausi, questo entusiasmo è tutto per lei: è la prova non solo che siamo stati in campo, ma che saremo in campo per tornare a vincere e a guidare questo paese.
Le ragioni per stare in campo stanno tutte in quello che è accaduto nei mesi scorsi: nelle tante cose che abbiamo fatto giorno dopo giorno, dei tanti fiori piantati nel grande giardino che è il nostro paese, come le manovre economiche. E nelle menzogne dei nostri avversari secondo le quali ’gli spread, la crisi, in Italia, in Europa, nel mondo, erano tutta colpa di Berlusconi. Giorno dopo giorno hanno costruito sul bagnasciuga un castelletto di sabbia di menzogne , non hanno ascoltato le nostre ragioni dicendo che ’eliminando il male la crisi si sarebbe risolta’. E invece si sono accorti che è arrivata un’onda del mare forza 9 e ha distrutto quel castelletto di menzogne che avevano costruito. Gli spread salgono le Borse vanno peggio di prima e così hanno perso la partita con la verità, come sempre.
Io dico che quello che sta succedendo non è colpa del governo Monti, come prima tutto quello che accadeva non era colpa di Berlusconi.
Le cause della crisi in Europa discendono dal fatto che siamo un continente politico che non è espressione di un popolo comune perché un unico mercato e una moneta unica non hanno fatto un popolo unito. Quando Berlusconi diceva questa cose rispondevano che il problema era il nostro governo, ma si è dimostrato nei fatti che non era così. Noi sosteniamo il governo Monti: e se Berlusconi avesse fatto gli affari suoi avrebbe detto ’andiamo domani alle elezioni’. Ma ha scelto una strada diversa, meno conveniente per lui e però più convenite per l’Italia: questo è quello che fanno gli uomini che hanno passione per il loro paese, che amano l’Italia.
Tutto questo per la difesa della verità, della nostra storia, del nostro essere in campo ed è per questo che non faremo un passo indietro, difendendo il nostro onore da un lato, dall’altro sostenendo il governo Monti ma progettando il nostro futuro perché questo governo non è il nostro futuro.
Siamo qui a rivendicare le nostre ragioni per progettare il nostro futuro e il nostro nuovo successo, un successo per l’Italia fondata sui nostri valori. Crediamo nella famiglia e crediamo che la famiglia sia composta da un uomo e da una donna che tendano a fare figli. Crediamo nella persona e crediamo che la persona venga prima dello Stato; noi crediamo nella vita e non puo’ essere il Parlamento a darla o a toglierla e quando Berlusconi propose un decreto per Eluana Englaro, disse chiaramente che chi non era d’accordo era pregato di dimettersi. La vita è un valore costitutivo della nostra alleanza. Crediamo nella centralità della scuola statale, ma i genitori devono poter essere liberi di scegliere il modello educativo a loro più vicino e bisogna creare le condizioni di essere liberi di scegliere nella sanità, bisogna essere liberi di rivolgersi anche ad altre strutture,
L’Italia che vogliamo è fatta di una grande difesa delle nostre tradizioni e nel contempo di innovazione. E ci contraddistinguono rispetto alla sinistra, perché loro sono sempre gli stessi. Noi non abbiamo cambiato opinione, nonostante abbiamo votato in aula congiuntamente. Ci distingue il fatto che noi tifiamo Italia e vogliamo farla crescere piu’ libera e piu’ prosperosa.".
Angelino Alfano, Verona, 27 novembre 2011
"Loro hanno perso la partita con la verità, come sempre.
Sul fronte della crisi noi abbiamo sempre detto la verità, non abbiamo mai nascosto le difficoltà. Il capo del governo, come un buon padre di famiglia cosa deve fare? Certo deve dire che siamo in difficoltà ma che ce la faremo anche questa volta. Ed è quello che ha fatto Berlusconi, ha sempre detto la verità.
Questa al convegno dei Popolari liberali è la prima uscita pubblica del presidente Berlusconi dopo la nascita del governo Monti. Questi applausi, questo entusiasmo è tutto per lei: è la prova non solo che siamo stati in campo, ma che saremo in campo per tornare a vincere e a guidare questo paese.
Le ragioni per stare in campo stanno tutte in quello che è accaduto nei mesi scorsi: nelle tante cose che abbiamo fatto giorno dopo giorno, dei tanti fiori piantati nel grande giardino che è il nostro paese, come le manovre economiche. E nelle menzogne dei nostri avversari secondo le quali ’gli spread, la crisi, in Italia, in Europa, nel mondo, erano tutta colpa di Berlusconi. Giorno dopo giorno hanno costruito sul bagnasciuga un castelletto di sabbia di menzogne , non hanno ascoltato le nostre ragioni dicendo che ’eliminando il male la crisi si sarebbe risolta’. E invece si sono accorti che è arrivata un’onda del mare forza 9 e ha distrutto quel castelletto di menzogne che avevano costruito. Gli spread salgono le Borse vanno peggio di prima e così hanno perso la partita con la verità, come sempre.
Io dico che quello che sta succedendo non è colpa del governo Monti, come prima tutto quello che accadeva non era colpa di Berlusconi.
Le cause della crisi in Europa discendono dal fatto che siamo un continente politico che non è espressione di un popolo comune perché un unico mercato e una moneta unica non hanno fatto un popolo unito. Quando Berlusconi diceva questa cose rispondevano che il problema era il nostro governo, ma si è dimostrato nei fatti che non era così. Noi sosteniamo il governo Monti: e se Berlusconi avesse fatto gli affari suoi avrebbe detto ’andiamo domani alle elezioni’. Ma ha scelto una strada diversa, meno conveniente per lui e però più convenite per l’Italia: questo è quello che fanno gli uomini che hanno passione per il loro paese, che amano l’Italia.
Tutto questo per la difesa della verità, della nostra storia, del nostro essere in campo ed è per questo che non faremo un passo indietro, difendendo il nostro onore da un lato, dall’altro sostenendo il governo Monti ma progettando il nostro futuro perché questo governo non è il nostro futuro.
Siamo qui a rivendicare le nostre ragioni per progettare il nostro futuro e il nostro nuovo successo, un successo per l’Italia fondata sui nostri valori. Crediamo nella famiglia e crediamo che la famiglia sia composta da un uomo e da una donna che tendano a fare figli. Crediamo nella persona e crediamo che la persona venga prima dello Stato; noi crediamo nella vita e non puo’ essere il Parlamento a darla o a toglierla e quando Berlusconi propose un decreto per Eluana Englaro, disse chiaramente che chi non era d’accordo era pregato di dimettersi. La vita è un valore costitutivo della nostra alleanza. Crediamo nella centralità della scuola statale, ma i genitori devono poter essere liberi di scegliere il modello educativo a loro più vicino e bisogna creare le condizioni di essere liberi di scegliere nella sanità, bisogna essere liberi di rivolgersi anche ad altre strutture,
L’Italia che vogliamo è fatta di una grande difesa delle nostre tradizioni e nel contempo di innovazione. E ci contraddistinguono rispetto alla sinistra, perché loro sono sempre gli stessi. Noi non abbiamo cambiato opinione, nonostante abbiamo votato in aula congiuntamente. Ci distingue il fatto che noi tifiamo Italia e vogliamo farla crescere piu’ libera e piu’ prosperosa.".
Angelino Alfano, Verona, 27 novembre 2011
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