sabato 25 febbraio 2012

Berlusconi: Ho il record universale di procedimenti e udienze

Berlusconi: Ho il record universale di procedimenti e udienze

Silvio Berlusconi
Nota del Presidente Silvio Berlusconi, diffusa dal suo portavoce Paolo Bonaiuti, in relazione al processo Mills la cui sentenza e’ attesa per sabato 25 febbraio 2012



"Il processo Mills e’ soltanto uno uno dei tanti processi che si sono inventati a mio riguardo. Detengo un record davvero impressionante. In totale piu’ di cento procedimenti, piu’ di novecento magistrati che si sono occupati di me e del mio gruppo, 588 visite della polizia giudiziaria e della guardia di finanza, 2600 udienze in quattordici anni, piu’ di 400 milioni di euro per le parcelle di avvocati e consulenti. Dei record davvero impressionanti, di assoluto livello non mondiale ma universale, dei record di tutto il sistema solare.


L’avvocato Mills era uno dei tantissimi avvocati di cui all’estero si era servito occasionalmente il gruppo Fininvest, "Io non ricordo di averlo mai conosciuto. A processo avviato ho appreso dagli atti processuali che Mills era l’avvocato di un armatore italiano residente in un Paese africano, del quale gestiva anche il patrimonio e seguiva gli affari. Dai conti di tale armatore, oltre a trattenersi il denaro corrispondente a parcelle emesse, si era trattenuto anche 600.000 dollari quale ulteriore compenso professionale. Per non pagare l’imposta del 50% al fisco inglese e per non dover dividere la restante somma con i suoi soci di studio, Mills si invento’ la storia che quei seicentomila dollari non erano frutto di una attivita’ professionale, ma di una donazione esente da tasse. Gli venne in mente il nome di un dirigente Fininvest con il quale aveva avuto rapporti in passato, Carlo Bernasconi. E si invento’ che quei soldi erano una donazione di Bernasconi. Perche’ proprio di Bernasconi? Perche’ Bernasconi nel frattempo era morto. E perche’ Bernasconi gli avrebbe dato quei soldi? Per riconoscenza, perche’ Mills, due anni prima della pretesa donazione, sarebbe stato attento, rendendo due testimonianze processuali in Italia, a non penalizzare il gruppo Fininvest e Silvio Berlusconi. La tesi e’ risibile.

Mills era un testimone dell’accusa e in quelle occasioni le difese si opposero addirittura alla sua audizione. Se fosse stato un teste ’amico’ ovviamente non vi sarebbe stata opposizione alcuna. Invece era certamente un teste ostile tanto che le sue dichiarazioni furono utilizzate quale punto principale per motivare, in primo grado, due sentenze di condanna. I due processi furono poi vinti da Fininvest in appello e in Cassazione. Non solo. Era anche in corso fra la Fininvest e Mills un aspro contenzioso poiche’ questi si era trattenuto una ingente somma pari a ben 10 miliardi di lire di allora, che non voleva restituire e che poi effettivamente non restitui’ trattenendosela. E’ evidente quindi che mai si sarebbe potuto riconoscere alcunche’ a chi con le sue testimonianze era stato causa di due sentenze di condanna e si era trattenuto una somma cosi’ elevata ed oggetto di richiesta di restituzione. L’avvocato Mills avendo in corso una verifica fiscale e non volendo ne’ pagare le tasse ne’ dividere quei 600.000 dollari con i soci del suo studio, come aveva dovuto fare con i 10 miliardi che aveva trattenuto quale compenso professionale, tento’ tramite il suo commercialista di costruire una storia verosimile per il fisco inglese. Ma gli ando’ male perche’ il fisco scopri’ il trucco. I pubblici ministeri italiani, avvertiti, gli piombarono addosso e in un drammatico interrogatorio durato dieci ore a Milano, Mills, ormai sfinito e temendo di venire arrestato, come ebbe a spiegare egli stesso, diede una versione di comodo per poter ritornare immediatamente in Inghilterra.



Tornando in Inghilterra si rese conto di essersi comportato in modo del tutto incongruo e che la sua tesi era insostenibile e decise finalmente di dire tutta la verita’. Nelle sue recenti testimonianze nel processo ha ricordato di avere indicato anche ai PM di Milano che i soldi erano dell’armatore Attanasio, affermazione che invece i PM, sempre secondo Mills, si astennero dal verbalizzare. La procura milanese utilizzo’ invece la sua prima dichiarazione al fisco per montare con grande gaudio e grande risonanza mediatica questo processo a mio carico. Ripeto: le mie societa’ ne’ tanto meno io, avevamo ragioni per fare quel versamento a Mills che proprio con le sue dichiarazioni era stato il principale responsabile di due sentenze di condanna. Davvero una totale assurdita’. E, naturalmente, di un tale importante versamento avrebbe dovuto trovarsi una prova che, naturalmente, non essendoci stato, non si e’ trovata... davvero... Nel 2006 promossi addirittura una conferenza stampa a Palazzo Chigi perche’ i miei avvocati erano riusciti a reperire la documentazione che provava in modo indiscutibile il passaggio dei seicentomila dollari dall’armatore a Mills. Sono stati ricostruiti tutti i movimenti contabili dei conti correnti di Mills e del suo cliente documentando ’per tabulas’ provenienza e destinazione del denaro.



Ma c’e’ dell’altro. Gia’ tre anni fa il processo sarebbe caduto in prescrizione, se nel febbraio 2008 la Procura di Milano non si fosse inventata la stupefacente tesi che il reato di presunta corruzione non si perfeziona nel momento in cui il corrotto riceve i soldi dal corruttore, ma nel momento in cui comincia a spenderli! Cioe’ due anni dopo proprio in tempo per far scattare in avanti i termini della prescrizione. Per finire l’ultimo paradosso: il fisco inglese, dopo indagini approfondite, ha deliberato di far pagare a Mills l’imposte del 50% piu’ una forte penalita’, su quei seicentomila dollari, proprio perche’ ha accertato che si trattava di un corrispettivo dovuto per una prestazione professionale e non di una donazione da parte di terzi che, come donazione, sarebbe stata esente da tassazione. Questi sono i fatti. E cosi’ li ha raccontati lo stesso Mills testimoniando nei giorni scorsi. L’avvocato Mills, sentito per ben cinque udienze quale testimone, ha radicalmente escluso, comprovandolo con riscontri documentali, di aver mai ricevuto somme di denaro da chicchessia per aver reso delle dichiarazioni in precedenti processi non rispondenti al vero. Tale testimonianza ha trovato totale riscontro negli atti di causa e non potrebbe che portare ad altro che ad una sentenza di prima e totale assoluzione. A questo punto e di fronte a questi argomenti inoppugnabili qualunque giudice scrupoloso ed equanime avrebbe dovuto chiudere il processo."

NOTA DI BERLUSCONI ALLA VIGILIA DELLA SENTENZA


Berlusconi: Ho il record universale di procedimenti e udienze

Silvio Berlusconi
Nota del Presidente Silvio Berlusconi, diffusa dal suo portavoce Paolo Bonaiuti, in relazione al processo Mills la cui sentenza e’ attesa per sabato 25 febbraio 2012



"Il processo Mills e’ soltanto uno uno dei tanti processi che si sono inventati a mio riguardo. Detengo un record davvero impressionante. In totale piu’ di cento procedimenti, piu’ di novecento magistrati che si sono occupati di me e del mio gruppo, 588 visite della polizia giudiziaria e della guardia di finanza, 2600 udienze in quattordici anni, piu’ di 400 milioni di euro per le parcelle di avvocati e consulenti. Dei record davvero impressionanti, di assoluto livello non mondiale ma universale, dei record di tutto il sistema solare.


L’avvocato Mills era uno dei tantissimi avvocati di cui all’estero si era servito occasionalmente il gruppo Fininvest, "Io non ricordo di averlo mai conosciuto. A processo avviato ho appreso dagli atti processuali che Mills era l’avvocato di un armatore italiano residente in un Paese africano, del quale gestiva anche il patrimonio e seguiva gli affari. Dai conti di tale armatore, oltre a trattenersi il denaro corrispondente a parcelle emesse, si era trattenuto anche 600.000 dollari quale ulteriore compenso professionale. Per non pagare l’imposta del 50% al fisco inglese e per non dover dividere la restante somma con i suoi soci di studio, Mills si invento’ la storia che quei seicentomila dollari non erano frutto di una attivita’ professionale, ma di una donazione esente da tasse. Gli venne in mente il nome di un dirigente Fininvest con il quale aveva avuto rapporti in passato, Carlo Bernasconi. E si invento’ che quei soldi erano una donazione di Bernasconi. Perche’ proprio di Bernasconi? Perche’ Bernasconi nel frattempo era morto. E perche’ Bernasconi gli avrebbe dato quei soldi? Per riconoscenza, perche’ Mills, due anni prima della pretesa donazione, sarebbe stato attento, rendendo due testimonianze processuali in Italia, a non penalizzare il gruppo Fininvest e Silvio Berlusconi. La tesi e’ risibile.

Mills era un testimone dell’accusa e in quelle occasioni le difese si opposero addirittura alla sua audizione. Se fosse stato un teste ’amico’ ovviamente non vi sarebbe stata opposizione alcuna. Invece era certamente un teste ostile tanto che le sue dichiarazioni furono utilizzate quale punto principale per motivare, in primo grado, due sentenze di condanna. I due processi furono poi vinti da Fininvest in appello e in Cassazione. Non solo. Era anche in corso fra la Fininvest e Mills un aspro contenzioso poiche’ questi si era trattenuto una ingente somma pari a ben 10 miliardi di lire di allora, che non voleva restituire e che poi effettivamente non restitui’ trattenendosela. E’ evidente quindi che mai si sarebbe potuto riconoscere alcunche’ a chi con le sue testimonianze era stato causa di due sentenze di condanna e si era trattenuto una somma cosi’ elevata ed oggetto di richiesta di restituzione. L’avvocato Mills avendo in corso una verifica fiscale e non volendo ne’ pagare le tasse ne’ dividere quei 600.000 dollari con i soci del suo studio, come aveva dovuto fare con i 10 miliardi che aveva trattenuto quale compenso professionale, tento’ tramite il suo commercialista di costruire una storia verosimile per il fisco inglese. Ma gli ando’ male perche’ il fisco scopri’ il trucco. I pubblici ministeri italiani, avvertiti, gli piombarono addosso e in un drammatico interrogatorio durato dieci ore a Milano, Mills, ormai sfinito e temendo di venire arrestato, come ebbe a spiegare egli stesso, diede una versione di comodo per poter ritornare immediatamente in Inghilterra.



Tornando in Inghilterra si rese conto di essersi comportato in modo del tutto incongruo e che la sua tesi era insostenibile e decise finalmente di dire tutta la verita’. Nelle sue recenti testimonianze nel processo ha ricordato di avere indicato anche ai PM di Milano che i soldi erano dell’armatore Attanasio, affermazione che invece i PM, sempre secondo Mills, si astennero dal verbalizzare. La procura milanese utilizzo’ invece la sua prima dichiarazione al fisco per montare con grande gaudio e grande risonanza mediatica questo processo a mio carico. Ripeto: le mie societa’ ne’ tanto meno io, avevamo ragioni per fare quel versamento a Mills che proprio con le sue dichiarazioni era stato il principale responsabile di due sentenze di condanna. Davvero una totale assurdita’. E, naturalmente, di un tale importante versamento avrebbe dovuto trovarsi una prova che, naturalmente, non essendoci stato, non si e’ trovata... davvero... Nel 2006 promossi addirittura una conferenza stampa a Palazzo Chigi perche’ i miei avvocati erano riusciti a reperire la documentazione che provava in modo indiscutibile il passaggio dei seicentomila dollari dall’armatore a Mills. Sono stati ricostruiti tutti i movimenti contabili dei conti correnti di Mills e del suo cliente documentando ’per tabulas’ provenienza e destinazione del denaro.



Ma c’e’ dell’altro. Gia’ tre anni fa il processo sarebbe caduto in prescrizione, se nel febbraio 2008 la Procura di Milano non si fosse inventata la stupefacente tesi che il reato di presunta corruzione non si perfeziona nel momento in cui il corrotto riceve i soldi dal corruttore, ma nel momento in cui comincia a spenderli! Cioe’ due anni dopo proprio in tempo per far scattare in avanti i termini della prescrizione. Per finire l’ultimo paradosso: il fisco inglese, dopo indagini approfondite, ha deliberato di far pagare a Mills l’imposte del 50% piu’ una forte penalita’, su quei seicentomila dollari, proprio percBhe’ ha accertato che si trattava di un corrispettivo dovuto per una prestazione professionale e non di una donazione da parte di terzi che, come donazione, sarebbe stata esente da tassazione. Questi sono i fatti. E cosi’ li ha raccontati lo stesso Mills testimoniando nei giorni scorsi. L’avvocato Mills, sentito per ben cinque udienze quale testimone, ha radicalmente escluso, comprovandolo con riscontri documentali, di aver mai ricevuto somme di denaro da chicchessia per aver reso delle dichiarazioni in precedenti processi non rispondenti al vero. Tale testimonianza ha trovato totale riscontro negli atti di causa e non potrebbe che portare ad altro che ad una sentenza di prima e totale assoluzione. A questo punto e di fronte a questi argomenti inoppugnabili qualunque giudice scrupoloso ed equanime avrebbe dovuto chiudere il processo."

martedì 14 febbraio 2012

Statuto delle imprese" approvato definitivamente

Statuto delle imprese" approvato definitivamente



Presentazione

Entrata in vigore il 15 novembre 2011 la legge n. 180/11 “Norme per la tutela della libertà d'impresa - Statuto delle imprese” (G.U. n.265 del 14/11/2011).



Il provvedimento stabilisce i principi che concorrono a definire lo Statuto giuridico delle imprese, con particolare riferimento alle micro, piccole e medie imprese (MPMI). La legge recepisce le indicazioni contenute nello Small Business Act adottato a livello comunitario e attuato con la direttiva del Presidente del Consiglio del 4 maggio 2010.



Tra i principi che concorrono a definire lo statuto elenca la libertà di iniziativa economica e concorrenza; la semplificazione burocratica e la progressiva riduzione degli oneri amministrativi a carico delle imprese; il diritto delle imprese a godere, nell’accesso al credito, di un quadro informativo completo e trasparente e di condizioni eque e non vessatorie. Si enuncia anche il principio della libertà di associazione tra imprese.



In particolare, lo statuto delle imprese e dell’imprenditore mira a:



riconoscere il contributo fondamentale delle imprese alla crescita dell’occupazione e della prosperità economica, nonchè al riconoscimento dei doveri cui l’imprenditore è tenuto;

a promuovere la costruzione di un quadro normativo nonchè di un contesto sociale e culturale volti a favorire lo sviluppo delle imprese anche di carattere familiare;

a rendere più equi i sistemi sanzionatori vigenti connessi agli adempimenti a cui le imprese sono tenute nei confronti della pubblica amministrazione;

a promuovere l’inclusione delle problematiche sociali e delle tematiche ambientali nello svolgimento delle attività delle imprese e nei loro rapporti con le parti sociali;

a favorire l’avvio di nuove imprese, in particolare da parte dei giovani e delle donne;

a valorizzare il potenziale di crescita, di produttività e di innovazione delle imprese, con particolare riferimento alle micro, piccole e medie imprese;

a favorire la competitività del sistema produttivo nazionale nel contesto europeo e internazionale;

ad adeguare l’intervento pubblico e l’attività della pubblica amministrazione alle esigenze delle MPMI.

Viene istituito il Garante per le MPMI, con la finalità, fra l’altro, di monitorare l’impatto dell’attività normativa e dei provvedimenti amministrativi sulle MPMI, prevedendo un interscambio tra il Garante e gli enti e le istituzioni interessate, fra cui, principalmente, Parlamento, Governo ed enti territoriali. Prevista l’emanazione di una “Legge annuale per le MPMI”, al fine di attuare lo Small Business Act. Il provvedimento, da presentare alle Camere entro il 30 giugno di ogni anno, è volto a definire gli interventi in materia per l’anno successivo e reca, oltre a una o più deleghe, norme di immediata applicazione per favorire e promuovere le MPMI.



Fonte: Legge n.180/2011- gov.it

Il "Porcellum" è una buona legge elettorale se migliorata

Brunetta: Il "Porcellum" è una buona legge elettorale se migliorata

PdL -“Non si sta assolutamente trattando su una legge elettorale proporzionale. Si sta cercando di correggere il cosiddetto Porcellum, che venne chiamato cosi’ da Calderoli perche’ fu costretto dal Quirinale di allora a modificare il premio di maggioranza al Senato, creando il paradosso di avene due diversi, uno nazionale alla Camera e uno parcellizzato regione per regione al Senato. Ma la legge e’ buona se migliorata".



Cosi’ si è espresso il deputato del Pdl, Renato Brunetta, in un’intervista a Il Piccolo. "Andrebbero studiate circoscrizioni piu’ piccole in modo tale da avere un numero di seggi da assegnare piu’ limitati. Un meccanismo un po’ alla spagnola, in modo tale che gli elettori possano conoscere meglio i candidati. Attualmente sono tanti che non e’ possibile metterli neppure nella scheda. Ne basterebbero dieci per circoscrizione. Un sistema di liste corte, senza recupero dei resti (di chi cioe’ non arriva a fare un quorum), che porterebbe ad una sorta di sbarramento elettorale molto alto. Per avere un seggio si dovrebbe avere ad esempio il 10 per cento dei voti. Chi non li ha perde tutto e non recupera. In questo modo ci sarebbe una sorta di premio per i partiti maggiori o per chi supera il 10 per cento, eliminando i partitini. Difendere l’assetto bipolare? Assolutamente si’. All’elettore va dato, oltre il potere di scegliere la coalizione e il presidente del Consiglio, anche quello di individuare i propri eletti".

Moody's non deve fare paura

Pagano: Moody's non deve fare paura
  PdL       "Il taglio del rating dell’Italia da parte dell’agenzia statunitense Moody’s questa volta non riuscirà a suscitare il consueto panico né a livello degli investitori, né a livello istituzionale e sociale. Sia i dati positivi sulla crescita della produzione industriale in Italia diffusi da Eurostat, sia quelli relativi l’esito dell’asta dei Btp triennali collocati dal Tesoro con conseguente diminuzione dello spread Btp/Bund, sono indicativi non solo del positivo stato di salute dell’economia italiana nel suo complesso, ma anche dell’esistenza di una precisa strategia internazionale per ‘falsare’ i mercati”.



Lo ha affermato, in una nota, il deputato del Pdl Alessandro Pagano della Commissione finanze della Camera.

“Rispetto al calo della produzione industriale dell’eurozona fotografato da Eurostat, calo che ha interessato anche la travolgente e inarrestabile locomotiva tedesca, il miglioramento degli ‘indici’ della nostra economia dimostrano che l’Italia è viva ma che occorre più entusiasmo e intraprendenza e soprattutto che ognuno, politica e parti sociali, faccia la propria parte”.

giovedì 9 febbraio 2012

Pdl: Nessun conto estero e restituiti regolarmente soldi ad An

Pdl: Nessun conto estero e restituiti regolarmente soldi ad An
PdL - 9.2.12 - Con riferimento agli articoli di stampa comparsi in questi giorni ed in cui si fa cenno a un versamento effettuato dal Pdl ad An “da un conto estero”, il Popolo della Libertà precisa quanto segue:

1. Il Pdl non ha mai avuto - e non ha - alcun conto estero.

2. Il Pdl ha restituito ad An la somma di 3.750.000 euro, che aveva ricevuto dalla stessa An per le spese connesse alle elezioni regionali del 2010. La restituzione è avvenuta a mezzo di bonifico bancario disposto sul conto intrattenuto dal Pdl presso l’agenzia 84 di Roma del Monte dei Paschi di Siena, con beneficiario il conto corrente di An presso la Banca nazionale del lavoro (agenzia del Senato).

3. A conferma della trasparenza, della piena regolarità e tracciabilità dell’operazione di rimborso, si allega:

a) copia della contabile bancaria relativa all’ordine di bonifico;

b) copia della dichiarazione congiunta depositata alla Camera dei deputati il 10 giugno 2010 (prot: 2010/0016540/GEN/TES);

c) copia della dichiarazione congiunta depositata alla Camera dei deputati il 28 ottobre 2010 (prot: 2010/0030360/GEN/TES).

Al via la Banca del Mezzogiorno e agevolazioni fiscali sul credito

Buongoverno Berlusconi: Al via la Banca del Mezzogiorno e agevolazioni fiscali sul credito

 PdL 9.2.12 -"Finalmente due cose buone per il Sud: la partenza ufficiale della Banca del Mezzogiorno e le agevolazioni fiscali per chi attiva un canale di finanziamento per il Meridione".



Cosi’ si e’ espresso Giulio Tremonti, in una conferenza stampa al Senato, commentando l’apertura di nuovi sportelli della Banca del Mezzogiorno e la firma del premier Mario Monti al decreto attuativo per attivare le risorse per le imprese meridionali. "Siamo grati al governo Berlusconi che ha messo in piedi questi due progetti e altrettanto grati al governo Monti che li ha portati avanti".



Di Banca del Mezzogiorno, si comincio’ a parlare nel 2004 e dopo diverse difficolta’ oggi e’ diventata realta’ con un sito Internet di straordinaria efficacia e 50 sportelli operativi,che mi auguro diventino 500. Siamo orgogliosi della firma di Monti. Da oggi chiunque fa un deposito in tutta Italia e attiva un canale di finanziamento per il Sud avra’ un fortissimo sconto fiscale, una ritenuta del 5 per cento che e’ la piu’ competitiva d’Europa.