domenica 6 maggio 2012

Nel 2008 lo Stato trasferì ai Comuni 2,4 miliardi per l’Ici sulla prima casa

Nel 2008 lo Stato trasferì ai Comuni 2,4 miliardi per l’Ici sulla prima casa

Al collega Galletti - precisa l'on.Brunetta dal suo sito - riporto i dati definitivi delle Entrate delle amministrazioni comunali relativi all’anno 2008: alla voce “Trasferimenti compensativi per ICI sull’abitazione principale” l’importo totale ammonta a 2.378 milioni di euro. Cifra evidentemente comprensiva sia della prima decurtazione del 40% dell’ICI voluta dal governo Prodi sia dell’ulteriore decurtazione del 60% voluta dal governo Berlusconi. Esattamente quanto da me affermato in precedenza (circa 800 milioni il taglio di Prodi + circa 1.700 milioni quello di Berlusconi).
Pronto a confrontare e verificare con il collega Galletti la bontà delle cifre, ritengo che né i suoi 3,3 miliardi né i miei 2,4 miliardi siano importi tali da mandare all’aria la finanza pubblica.

Nel 2008 lo Stato trasferì ai Comuni 2,4 miliardi per l’Ici sulla prima casa

Nel 2008 lo Stato trasferì ai Comuni 2,4 miliardi per l’Ici sulla prima casa

Al collega Galletti - precisa l'on.Brunetta dal suo sito - riporto i dati definitivi delle Entrate delle amministrazioni comunali relativi all’anno 2008: alla voce “Trasferimenti compensativi per ICI sull’abitazione principale” l’importo totale ammonta a 2.378 milioni di euro. Cifra evidentemente comprensiva sia della prima decurtazione del 40% dell’ICI voluta dal governo Prodi sia dell’ulteriore decurtazione del 60% voluta dal governo Berlusconi. Esattamente quanto da me affermato in precedenza (circa 800 milioni il taglio di Prodi + circa 1.700 milioni quello di Berlusconi).
Pronto a confrontare e verificare con il collega Galletti la bontà delle cifre, ritengo che né i suoi 3,3 miliardi né i miei 2,4 miliardi siano importi tali da mandare all’aria la finanza pubblica.

Manovra - Baccini: Lasciare che Francia e Germania paghino i loro errori

Manovra - Baccini: Lasciare che Francia e Germania paghino i loro errori
"La cosiddetta speculazione è partita da Grecia, Irlanda e Portogallo mapassando da Spagna ed Italia punta ora al bersaglio grosso, Francia eGermania.... perché non lasciarle sole a pagare il fio della loro infondata e sempiterna presunzione?", con questa riflessione Mario Baccini, deputato PdL, ha commentato la manovra, durante la seduta odierna della Commissione Bilancio della Camera.
"L'attualesituazione relativa al differenziale di rendimento tra i titoli distato europei non è giustificata dalle reali situazioni dei diversipaesi - ha aggiunto Baccini proponendo le sue personali riflessioni anticrisi - per quel che riguarda dunque il debito pubblico italiano è, sì, al 120 % del pil ma è sottoscritto al 58% da investitori privati ed istituzionali italiani. Il restante 42%  (Banca d’Italia, Rapporto sulla stabilità finanziaria, 2/11/2011), pari a 800 mld circa, potrebbe essere riacquisito quanto a 270 mld con la vendita dei titoli del debito pubblico di altri paesi dell'UE da noi detenuti,  con la conseguente sottoscrizione di altrettanti titoli di stato italiani, quanto ai 530 mld restanti si potrebbe immaginare la loro estinzione nei tre anni successivi utilizzando i fondi provenienti dalla vendita di parte del patrimonio immobiliare dello Stato (930 mld circa) dopo averlo opportunamente valorizzato sia sul piano urbanistico che su quello autorizzativo; il patrimonio immobiliare rimanente, 400 mld circa, unitamente alleriserve in oro della Banca d’Italia,100 mld circa (Banca d’Italia,Le Riserve Ufficiali della Banca d’Italia, 7/11/2011) rappresenterebbe comunque uno tra i più alti patrimoni di stato inEuropa se rapportato al ridotto debito residuo (1370 mld dopol’abbattimento dei 530 mld di cui sopra);se adottata, questa strategia comporterebbe il rientro immediato delrapporto debito/ pil nei parametri richiesti".
"La Ricchezza delle Famiglie Italiane - aggiunge Baccini -,pari a circa il 180% del nostro attuale debito pubblico (1900 mld),rappresenta un dato particolarmente elevato nel confrontointernazionale. La ricchezza totale delle famiglie italiane, come detto, al netto delle passività finanziarie è di circa 8600 mld. Considerando che il 45% della ricchezza è in mano al 10 % della popolazione (Banca d’Italia, La Ricchezza delle Famiglie Italiane 2009, 20/12/2010), un modesto prelievo con tetto massimo ad € 100.000 ed un incasso medio di € 40.000 a contribuente, applicata a questa sola fascia di popolazione (il restante 90% non subirebbe il provvedimento), consentirebbe entrate per circa 100/120 mld. Con tale importo si potrebbe coprire la ricapitalizzazione delle nostre banche (15 mld circa) richiesta a fine ottobre dall’Autorità delle Banche Europee (EBA) per innalzare il parametro core tier1 oltre il 9%,( ammesso e non concesso che questi parametri abbiano una qualche attuale valenza) ed investire il resto nella rimessa in sicurezza di fiumi, argini, paesi e città o qualunque altro tipo di investimento strutturale per un pronto rilancio dell'economia".
"Per quel che riguarda la riforma delle pensioni, i tagli a spese politiche e burocrazia, la lotta all'evasione completerebbero il rilancio economico con l'abbattimento del Cuneo fiscale e l’introduzione  degli incentivi all’imprenditoria", conclude Baccini "E' ditutta evidenza che l'Italia, non avendo i problemi di credito tossicoche contraddistinguono le banche francesi e quelle tedesche (quali dei paesi dell'est europeo restituirà mai i soldi alla Germania?) a seguito dell'attuazione di un terzo dei provvedimenti sopra indicati,si troverebbe ad essere il paese di gran lunga meno attaccabileall'interno della UE, consentendo alla speculazione di sferrarel'attacco finale all'unica vera responsabile della debolezza europea,la politica tedesca, che da 11 anni a questa parte fa si che nonsi realizzi il progetto europeo, che desidera prolungarequesta situazione, continuando a lucrare dagli altri partners ilcongruo differenziale d'interessi e che pensa di poter continuare abeffarsi del mondo parlando di un fondo salva Stati da 1000mld che neha solo 250 perché, secondo lei, la differenza dovrebbe venire dallaleva fatta su banche che a loro volta necessitano diricapitalizzazione dagli stessi Stati membri".




giovedì 3 maggio 2012

.ATTUARE SUBITO LA DIRETTIVA UE SUI PAGAMENTI DELLA P.A.

Il commissario europeo all'Industria, Antonio Tajani, scrive una lettera ai 27 Paesi  dell’Ue, sollecitandoli ad adottare immediatamente le norme europee sul ritardi dei pagamenti nella pubblica amministrazione. "Fin dall’inizio del mio mandato ho messo l’accesso ai capitali per le piccole e medie imprese in cima alle priorita’, anche con particolare riguardo a uno dei problemi piu’ gravi per l’economia europea, il ritardo dei pagamenti", ha sottolineato Tajani, ricordando che, "attualmente, le pubbliche amministrazioni dei 27 devono a imprese fornitrici circa 180 miliardi di euro di debiti scaduti che potrebbero costituire un’iniezione di energia nell’economia reale".


Di questa cifra, quasi la meta’ e’ dovuta dallo Stato italiano o dalle sue amministrazioni. "Per questo ho promosso l’adozione di una direttiva che impone l’obbligo per tutti gli enti pubblici di pagare entro trenta giorni, salvo limitate eccezioni a sessanta giorni. Questa direttiva, gia’ entrata in vigore l’anno scorso, va imperativamente attuata in ogni Stato membro entro il 6 marzo 2013, pena l’apertura di procedure d’infrazione da parte della Commissione".

Di fronte ad "una situazione economica e sociale senza precedenti", secondo Tajani "non c’e’ piu’ tempo da perdere. Se gli Stati, giustamente, esigono rigore anche sul fronte fiscale, deve essere altrettanto doveroso per le pubbliche amministrazioni onorare i propri impegni", ha osservato il commissario che, dopo la lettera inviata nell’ottobre scorso ai 27, ha rinnovato il suo appello in una seconda lettera "per chiedere ai ministri competenti di aggiornarmi sullo stato della trasposizione della direttiva, ribadendo l’estrema urgenza di una sua attuazione negli ordinamenti nazionali per far fronte a una situazione sempre piu’ grave".

L'Ecofin si spacca su Basilea 3

L'Ecofin si spacca su Basilea 3

da

Il Sole 24 ore del 3.5.2012
di  Beda Romano


BRUXELLES - I ministri finanziari dell'Unione erano ieri sera alla ricerca di un difficilissimo compromesso su una direttiva che servirà a trasporre le nuove regole prudenziali di Basilea 3. Dopo 10 ore di negoziato, l'Ecofin era ancora al lavoro per smussare le posizioni di alcuni Stati membri, convinti che le nuove norme bancarie debbano comunque garantire una certa flessibilità a livello nazionale.
Da settimane ormai l'Unione è alla ricerca di un equilibrio tra il desiderio di avere regole comuni tra i 27 Paesi membri e la sensazione che le autorità nazionali debbano poter introdurre norme specifiche, fosse solo per bloccare sul nascere locali bolle speculative. Nella ricerca del compromesso l'obiettivo della Commissione è di evitare che un margine di manovra nazionale metta a rischio il mercato unico.

martedì 1 maggio 2012

Istat, benzina ad aprile +20,8%: è record


L'INFLAZIONE

da il Corriere della Sera del 30.04.2012

Istat, benzina ad aprile +20,8%: è record
E il carrello della spesa sale del 4,7%

I calcoli su base mensile parlano del 3,1% per i carburanti
e del 0,5%, il massimo dal 2008, per i generi di consumo

MILANO - La spesa degli italiani costa sempre di più e non serve certo l'Istat per capirlo. Ma l'Istituto di statistica lunedì ha quantificato l'aumento per il mese di aprile e le cifre sono sicuramente sconfortanti. Partendo dal prezzo della benzina, nel mese che si sta chiudendo il prezzo su base annua è aumentato del 20,8%, in forte accelerazione rispetto al 18,6% di marzo, e su base mensile il rincaro è stato del 3,1%. In pratica, l'Istat ha sottolineato che il rialzo tendenziale è il più alto almeno dal gennaio del 1996, cioè da quando sono disponibili
le serie storiche. 

Juncker lascia la guida dell'Eurogruppo

UNIONE EUROPEA

da il Corriere della Sera del 01.05.2012

Juncker lascia la guida dell'Eurogruppo
per «ingerenze franco-tedesche»

L'addio a fine mandato in polemica con Francia e Germania. L'appoggio a una candidatura del tedesco Schaeuble


MILANO - Oltre la crisi economica, anche la crisi politica investe l'Unione Europea. Jean-Claude Juncker ha deciso di lasciare la carica di presidente dell'Eurogruppo alla fine del mandato, prevista per giugno, perché «stanco» delle ingerenze franco-tedesche nella gestione della crisi. Parigi e Berlino «si comportano come se fossero i soli membri del gruppo», ha detto Juncker durante un discorso ad Amburgo.