martedì 15 maggio 2012

ESTERI
14/05/2012 - DA LA STAMPA

L'Eurogruppo cerca
la strada per la crescita

A Bruxelles Oggi l’Eurogruppo si riunisce per cercare di mettere a punto un progetto per favorire la crescita in Europa e discutere di come sostenere ancora la Grecia

Il belga Di Rupo: l’arrivo di Hollande cambia lo scenario

MARCO ZATTERIN
BRUXELLES
Il socialista Elio Di Rupo, premier belga di origine abruzzese, è convinto che «quelli che parlano d’una uscita della Grecia dall’Eurozona commettono un errore». Oggi il suo ministro dell’Economia, Steven Vanackere, lo dirà ai colleghi dell’Eurogruppo, convinto che «la situazione ellenica richiede tempo», ma anche che «tutto è interconnesso ed è una vergogna parlare del ricco che aiuta il povero dopo che tanti, con la Grecia, ci hanno guadagnato per anni». E’ un modo per normalizzare la deriva che rischia spezzare il club della moneta unica. E anche per richiamare l’Europa alla compattezza (e solidarietà) che serve, secondo i belgi e non soltanto secondo loro, per cercare di capovolgere la recessione.

Obama: «Riformare Wall Street»

AMMINISTRAVA FONDI PER 360 MILIARDI DI DOLLARI, GUADAGNAVA 16 MILIONI L'ANNO

JPMorgan, lascia la manager  

 super-pagata -Obama: 

«Riformare Wall Street»

Si dimette Ina Drew, braccio destro del ceo Dimon.

 La Casa Bianca: «Urgente una riforma del sistema

 finanziario»


MILANO - È uno dei buchi più clamorosi della storia della finanza. Non capita tutti i giorni infatti di perdere almeno due miliardi di dollari (ma indiscrezioni sulle ultime stime parlano di quasi 3 miliardi) con un'attività legata a investimenti sui derivati. . ...
  Il caso JPMorgan potrebbe portare a cambiamenti nel mondo finanziario che andranno oltre la stretta cronaca della vicenda. I fatti di JPMorgan, «non fanno altro che sottolineare la ragione per la quale è stato importante far adottare la riforma di Wall Street, e perchè è fondamentale che questa riforma sia attuata in maniera completa», ha affermato infatti il portavoce della Casa Bianca Jay Carney. Ora il mondo della finanza americana teme un ulteriore giro di vite della Volcker Rule, la norma che prende il nome dall'ex presidente della Federal Reserve Paul Volcker che l'ha proposta e che regolamenta il trading bancario.
da il Corriere della Sera del 14.05.2012
di Marco Letizia


Giustizia lenta: l’Italia è ancora “maglia nera”

Giustizia lenta: l’Italia è ancora “maglia nera”

Sandro Forte
Il tema della giustizia torna prepotentemente sulla scena politica dopo le pesanti bacchettate del Consiglio d’Europa. L’Italia, infatti, ha conquistato la maglia nera davanti alla Corte di Giustizia di Strasburgo: nel 2011 è risultato essere il Paese con il maggior numero di sentente inapplicate (2.522 sul totale di 10.689). La maggior parte dei casi è legata alla lentezza della nostra macchina giudiziaria. Addirittura qualche sentenza, relativa alle espulsioni, non è stata eseguita. È quanto emerge dal rapporto pubblicato ieri dal Consiglio d’Europa. Tutto ciò mentre martedì si riunirà la commissione Giustizia della Camera per discutere il disegno di legge anticorruzione e il ministro Severino e il movimento forense saranno in commissione Giustizia del Senato per la riforma del processo civile.
Il Pdl ha ben presenti quali sono le priorità sul tema. Già quando era ministro della Giustizia, il segretario Angelino Alfano le aveva indicate: separazione delle carriere, responsabilità civile, divieto dell’accumulo cariche, riforma del Csm, legge anticorruzione e legge sull’abuso delle intercettazioni telefoniche. Carne al fuoco, come si vede, ce ne è in abbondanza, anche se....
da Il Secolo d'Italia del 14.05.2012i

La sconfitta Merkel-Sarkozy è la fine dell'asse

Rampelli:

 La sconfitta Merkel-Sarkozy è la 

fine dell'asse

Il rigore fine a se stesso è solo causa di recessione e impoverimento

Fabio Rampelli
"La sconfitta della Merkel e del CDU in Germania, di seguito a quella di Sarkozy e dei gollisti in Francia, deve porre fine all’eutanasia politica dell’Europa generata dall’asse franco-tedesco. Ci fa piacere constatare che il PDL abbia deciso di sostenere solo le iniziative del Governo Monti che condivide, cosa che alcuni suoi dirigenti e parlamentari hanno reiteramente chiesto fin dal principio, ma occorre fare di più, contestare la formazione del debito italiano, vincolare l’euro alla presenza di un’Europa politica protagonista autorevole sullo scacchiere internazionale, chiudere le frontiere alle merci prodotte con concorrenza sleale e in spregio ai diritti umani, unica seria possibilità per rilanciare la produzione e l’occupazione in Italia e nel continente".

Lo ha dichiarato il deputato del Pdl, Fabio Rampelli, che ha sottolineato: "Il rigore fine a se stesso è solo causa di recessione e impoverimento dei popoli europei e delle loro imprese, mentre restano da chiarire due misteri: di chi sia la proprietà della moneta europea e se risponda al vero che l’Italia, quarta potenza mondiale per riserve auree, le stia vendendo segretamente. Su entrambe le vicende attendiamo risposte del governo a due mie interrogazioni parlamentari. Il PDL contempli pure future formule partitiche per affrontare le prossime sfide, ma chieda subito a Monti di rinegoziare tutti i parametri europei nel senso di una svolta finalizzata alla crescita e pretenda chiarezza sul rapporto tra banche, moneta e stati nazionali. Si scoprirà così molto più vicino alla gente di quanto possa garantire la rincorsa a qualunque alleanza, vecchia e nuova".

Dopo il voto in Germania riflessione sulle politiche Ue

Gasparri:
 Dopo il voto in Germania riflessione
sulle politiche Ue

Non possiamo congelare la democrazia per accontentare banchieri 

ed eurocrati

"I risultati elettorali della Germania che registrano la prevedibile ma non per questo meno clamorosa sconfitta di Angela Merkel, dovrebbero indurre tutta l’Europa ad una riflessione. In tutta Europa c’e’ un momento di grande incertezza che scaturisce dalle urne.

Del resto non possiamo congelare la democrazia per accontentare banchieri ed eurocrati, che vorrebbero imporre le proprie logiche contro le quali i popoli si stanno ribellando. Dobbiamo discutere di intese europee ed i parlamenti sono chiamati a ratificarle anche in Italia. Ma possiamo evitare una riflessione di fondo sulle politiche europee? Possiamo far finta che nulla stia accadendo? Questo richiamo alla realta’ vale anche per il governo Monti e per le scelte che l’Italia deve fare. Siamo ben consapevoli della delicatezza della situazione, ma proprio per questo riteniamo che la politica debba affrontare i problemi e presentare il conto a chi nelle realta’ finanziarie e nella burocrazia europea ha imposto fin qui strade sbagliate. Occorre un’inversione di rotta ed occorre evitare che il tema della crescita diventi soltanto occasione per sfoggio retorico di parole. Da anni i governi di centrodestra in Italia avevano proposto gli eurobond, il non calcolo nel deficit delle spese per investimenti e le infrastrutture. Ora queste ed altre scelte per la crescita appaiono drammaticamente urgenti". Lo ha dichiarato il presidente del gruppo del Pdl al Senato, Maurizio Gasparri.

LO SPREAD IN RISALITA NON E' COLPA DI MONTI MA DELL'EUROPA

Brunetta:

 Lo spread in risalita non e' colpa di Monti ma dell'Europa

Il vecchio continente manca di una governance comune e forte

Renato Brunetta
"Sono stati appena collocati 3,5 miliardi di Btp a 3 anni, rendimento lordo 3,91%. Livelli ancora una volta febbrili e, purtroppo, in risalita, se si considera che la stessa tipologia di titoli veniva assegnata in asta con un rendimento lordo del 2,76% a marzo e del 3,89% ad aprile. Il governo Monti ha fallito? No. Come non era il governo Berlusconi la causa del cattivo andamento dei rendimenti dei titoli di Stato nella seconda meta’ del 2011".

Lo ha dichiarato il coordinatore dei dipartimenti del Pdl. Renato Brunetta. "Chi ha fallito e’ l’Europa per la mancanza di una governance comune e forte, per la timidezza nel prendere decisioni, per il ruolo statutario inadeguato della Banca Centrale Europea. I mercati ce lo dicono ormai da piu’ di un anno; da qualche settimana lo segnalano anche i popoli sovrani, che con il voto chiedono di piu’. Piu’ crescita, piu’ sviluppo, piu’ redistribuzione, piu’ solidarieta’, piu’ tempismo nell’Unione. Tutto il contrario di quello che e’ stato fatto fino ad oggi. Se si continua a non cogliere la natura profonda di questi segnali, diventano insopprimibili (e giustificate) le tensioni di chi ha voglia di tornare alle monete nazionali".

lunedì 7 maggio 2012

Vince Hollande: «Europa,

Vince Hollande: «Europa,

Giovanni Serafini 

«L’AUSTERITY non può più essere la sola opzione» per l’Europa, ha detto in serata Hollande, impegnandosi per «il riorientamento dell’Europa per l’occupazione e per la crescita».
: «Farò pervenire ai capi di governo dei Paesi europei un memorandum per rinegoziare il Trattato, strutturato su quattro proposte: la creazione di eurobond, più potere di finanziamento alla Banca europea per gli investimenti, tassa sulle transazioni finanziarie, sblocco dei fondi strutturali Ue».

COME SARKOZY anche «Hollande deluderà in fretta» dunque «per i prossimi mesi in Front National dovrò essere politicamente molto attiva»: così Marine Le Pen si prepara alle legislative di giugno