venerdì 13 luglio 2012

Cicchitto: Berlusconi sia sostenuto da un partito rinnovato

Cicchitto: 

Berlusconi sia sostenuto

 da un partito rinnovato

Il Pdl ricerchi il consenso di un elettorato moderato  e 

riformista anche attraverso un programma innovativo e razionale


"Se, come è probabile, per il centrodestra e il Pdl scende nuovamente in campo Berlusconi, d’intesa con Alfano, a maggior ragione è importante che egli sia affiancato e sostenuto da un partito rinnovato, presente sul territorio, democratico nella sua gestione interna che, sia per ragioni di autofinanziamento sia per avere direzioni locali largamente condivise, sia fondato anche sul tesseramento, sui congressi, su eventuali primarie per le cariche elettive".

Lo ha dichiarato il capogruppo del Pdl alla Camera, Fabrizio Cicchitto, che ha osservato:
"Il Pdl deve ricercare il consenso di un elettorato moderato e riformista anche attraverso un programma innovativo e razionale: taglio mirato della spesa pubblica, probabile modifica dei meccanismi dell’euro e dell’Unione Europea senza impossibili ritorni alla lira, proposte per l’abbattimento del debito e conseguente riduzione della pressione fiscale in funzione della crescita. In questo quadro vanno recuperati e aggiornati elementi programmatici del precedente governo Berlusconi e anche proposte sostenute nel corso dell’esperienza del governo Monti. E’ fondamentale che anche questa nuova fase del PdL sia fondata sul rapporto positivo tra coloro che provengono dall’area di forza Italia e coloro che hanno fatto l’esperienza di An e di altre formazioni politiche". (PdL)

Alfano: Berlusconi scenderà in campo per le politiche 2013

Alfano: Berlusconi scenderà

 in campo per le politiche 2013

Il commento del segretario politico del Pdl

(PdL) "Credo che alla fine il Presidente Berlusconi deciderà di scendere in campo, c’è un gran movimento di sostegno intorno alla ricandidatura del presidente Berlusconi. In tanti glielo stanno chiedendo, tanti cittadini e
 tanti del Pdl, e io sono tra questi.

Del resto, per chi come lui ha governato in anni così complessi, ha ceduto
 il passo a un nuovo governo tecnico senza mai essere stato battuto in aula
 e senza avere perso le elezioni. Per chi come lui e’ stato il protagonista di questi anni credo sia giusto e legittimo chiedere un giudizio al popolo
 italiano sulla storia di questi anni e su una nuova chance di governo".
 Lo ha affermato il segretario politico del Pdl, Angelino Alfano, che ha osservato:

“La volontà è di andare al voto con la nuova legge, vogliamo che il
 popolo italiano, ciascun cittadino, possa scegliere il proprio deputato
 e senatore. Vogliamo che venga eletto dai cittadini sia il singolo
 parlamentare che il presidente della Repubblica. Per noi ciascun
 cittadino deve poter votare il proprio presidente della Repubblica.”

Cina, il grande occhio sui video online


RASSEGNA STAMPA
da PUNTO INFORMATICO
DEL 12.07.2012

di Mauro Vecchio



Cina, il grande occhio

 sui video online

La censura di stato per arginare violenza e pornografia.
 Moderazione preventiva su tutto per salvare le giovani
 menti che si affacciano al Web. Ma come si fa per lo
 user generated content?
Roma - È la risposta cinese alla crescita esplosiva dei filmati
online, spesso contenenti materiale pornografico, volgare, 
eccessivamente violento secondo Pechino. Come proteggere
al meglio le giovani generazioni? Come riuscire a promuovere la
 produzione di programmi web ad alta qualità? Con lo strumento
 più drastico, la censura di stato.

mercoledì 11 luglio 2012

Lobbying per 92 milioni di sterline

RASSAEGNA STAMPA
 da La Repubblica del 10.07.2012
Lobbying per 92 milioni di sterline


Ecco come la finanza britannica scrive le leggi

I dati raccolti dal Bureau of Investigative Journalism mostrano che i settori bancari e assicurativi hanno investito cifre molto consistenti per influenzare i legislatori. Ottenendo in cambio regimi fiscali favorevoli e affondando i programmi che ne avrebbero eroso la posizione dominanti nei rispettivi settori

dal nostro inviato ALESSANDRA BADUEL

Le banche britanniche hanno investito cifre consistenti per fare lobbying in parlamento

LONDRA - Se c’era qualche dubbio sul potere della City nell’influenzare le decisioni politiche che la riguardano, adesso ci sono i dati che lo confermano. Raccolti dal Bureau of Investigative Journalism in quattro mesi d’indagine, dicono che l’anno scorso la finanza ha speso 92.800.000 sterline per meglio premere su governo e istituzioni di regolamentazione, impiegando 129 organizzazioni con alle loro dirette dipendenze 800 persone. Un panorama che il ministro del Commercio e dell’Industria Vince Cable ha commentato con amarezza: “Mi preoccupa – ha detto – che il settore finanziario e in particolare le banche siano troppo dominanti e influenti, oltre ad essere considerati rappresentanti dell’interesse nazionale con eccessiva facilità. Abbiamo bisogno di banche più piccole e competitive, focalizzate nel fornire credito a chi lavora”.

sabato 7 luglio 2012



RASSEGNA STAMPA
da TISCALI ECONOMIA DEL 06.07.2012

Polemica tra Schaueble ed

 Economisti tedeschi sulla

 crisi dell'Euro

  "Se l'Unione monetaria si spaccasse, ci sarebbe da temere con grandi probabilità una catastrofe economica per la Germania, per l'Europa e per l'intera economia mondiale": lo ha dichiarato all'emittente berlinese Rbb (Rundfunk Berlin-Brandeburg) il ministro delle Finanze tedesco Wolfgang Schaeuble, aggiungendo che "è nostro compito evitarlo". Schaeuble ha così replicato a una petizione di 160 economisti tedeschi, che hanno criticato le ultime decisione prese in Europa per salvare le banche. "Ognuno di questi esperti dovrebbe chiedersi - ha detto a Rbb-Inforadio l'esponente cristiano-democratico - se sia responsabile creare una simile confusione nella opinione pubblica con il concetto 'debiti delle banche'".
La critica agli economisti - "Lo trovo vergognoso. Non lo trovo conforme alla responsabilità di un esperto", ha criticato Schaeuble, in riferimento alla lettera degli economisti, secondo i quali gli accordi dell'ultimo vertice di Bruxelles creerebbero una "responsabilità collettiva del debito" nell'euro-zona, con l'apertura alla possibilità di utilizzare i fondi salva stati europei per ricapitalizzare direttamente le banche. "In sostanza non si tratta di collettivizzare la responsabilità, ma di creare un controllo comune dell'Europa", ha spiegato il ministro, invitando gli economisti a intervenire nel dibattito con "consigli responsabili". Ben 160 Professori, tra cui il presidente di Ifo (Institute for Economic Research) Hans Werner Sinn e il noto economista Bernd Raffelhueschen, hanno esortato i cittadini tedeschi in una lettera aperta a unirsi alla protesta contro i recenti piani di salvataggio dell'euro.

 


venerdì 6 luglio 2012

Nel mirino Standard & Poor's C'è prova delle manipolazioni


Rassegna Stampa 
da IL GIORNALE del 04.07.12

Nel mirino Standard &

 Poor's C'è prova delle

 manipolazioni

I pm di Trani indagano sui report allarmistici relativi al rating che 

accelerarono la caduta di Berlusconi

di  - 


 su Standard&Poor’s fa a pezzi il mito dei temuti maghi
 del rating, arbitri inesorabili dei destini finanziari dei Paesi più evoluti.
In realtà anche i tecnici sbagliano, anche loro viaggiano sulla 
lunghezza  d’onda dell’approssimazione e qualche volta fanno
 pasticci  più dei governi  che devono giudicare. Un dato che emerge 
dalle  intercettazioni dell’indagine condotta dal pm Michele Ruggiero 
in cui si contesta la  manipolazione del mercato pluriaggravata e 
continuata  in relazione a  quattro report sull’Italia diffusi fra il maggio
 2011 e il gennaio 2012.
In realtà la confusione è spalmata su scala planetaria. Così, ad agosto 
2011 Standard&Poor’s toglie la tripla A agli Stati Uniti. È un evento
 senza precedenti, ma si scopre anche che c’è stata un’errata 
valutazione . «Se c’è un errore - afferma un dipendente intercettato il
 6 agosto - è perché la tesoreria ci ha dato numeri sbagliati».
 Dall’altra parte del telefono  c’è Maria Pierdicchi, amministratore delegato
 Italia di S&P. 
E la manager replica preoccupata: «Quindi avete cambiato il comunicato 
stampa?». Il soggetto, mai identificato, risponde con disarmante franchezza:
 «No, non l’abbiamo fatto».
In realtà gli analisti si barcamenano fra difficoltà di vario genere e valutazioni inevitabilmente politiche. Interpretano gli spifferi che arrivano dal Palazzo e
 sviluppano strategie che avranno un impatto dirompente sui mercati e le
 Borse  «Viste le evoluzioni a livello politico in Italia - si legge in una mail 
inviata da un dirigente di S&P ad un collega - Berlusconi andrà da
 Napolitano per parlare»  e poiché «c’è la possibilità che si instauri un 
governo tecnico perché Berlusconi è sotto pressione, quindi Frank consiglia
 di prendere tempo aspettando l’evolversi della situazione politica italiana».
 Attenzione: la mail, scritta presumibilmente da  Frank Gill, un supermanager 
di S&P, è datata 3 agosto e insomma già in estate  gli esperti davano 
per imminente il governo tecnico e un po’ ascoltavano  gli umori, un po’ li
 precedevano accelerando di fatto la caduta dell’esecutivo.
In realtà, è la stessa Pierdicchi, a sua volta indagata per favoreggiamento, 
a lasciarsi scappare un giudizio non proprio rassicurante in una
 conversazione, puntualmente captata dalle microspie, con l’ex numero uno
 dell’agenzia Deven Sharma: 
«Sinceramente, Deven, alcuni analisti non ritengono che noi avessimo le 
capacità di sostenere questo tipo di azioni di rating in Italia al momento,
 ritengono che serva più personale senior che si occupi dell’Italia adesso».
 Un’ammissione allarmante.

mercoledì 4 luglio 2012

Pierdicchi: "Non abbiamo lo staff per valutare il rating dell'Italia"

RASSEGNA STAMPA
da La Repubblica del 03.07.2011

I VERBALI DEI PM DI TRANI


Pierdicchi: "Non abbiamo lo staff per valutare il rating dell'Italia"

In una conversazione intercettata tra l'amministratore delegato di Standard&Poor's Italia, Maria Pierdicchi e l'ex numerouno dell'agenzia, Deven Sharma, emergerebbe l'inadeguatezza delle risorse della sede italiana per valutare il rating del Paese. "Non condivisibile il giudizio di S&P", sostiene a verbale il presidente della Consob, Giuseppe Vegas


MILANO - Sono parole pesanti, intercettate dalla Procura e che gettanno un cono d'ombra sull'operato di Standard&Poor's in Italia, una delle agenzie di rating sotto inchiesta a Trani per il giudizi emessi sul Bel Paese. A pronunciarle è Maria Pierdicchi, l'amministratore delegato di S&P Italia, in una telefonata all'ex numero uno di S&P, Deven Sharma.

"Sinceramente, Deven, alcuni analisti non ritengono che noi avessimo le capacità di sostenere questo tipo di azioni di rating in italia al momento, ritengono che serve più personale senior che si occupi dell'italia adesso", si legge nelle intercettazioni
. "Sono venuta a sapere - aggiunge - queste cose da persone durante i meeting e durante le conversazioni, che servono più esperti senior vista la situazione molto delicata".



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