sabato 14 luglio 2012

Moody's boccia ancora l'Italia Ma stavolta le Borse la snobbano

Moody's boccia ancora l'Italia Ma stavolta

 le Borse la snobbano

L'ARTICOLO DEL GIORNO 
da IL GIORNALE

Lo schiaffo di Moody's all'Italia, declassata di ben due gradini con un blitz notturno, colpisce a vuoto. Il mercato si incarica di smentire l'agenzia, che ha declassato i titoli di Stato italiani da A3 a Baa2: poche ore dopo, il Tesoro colloca senza difficoltà tre miliardi di Btp triennali a un tasso del 4,65%, il più basso da maggio, a fronte di una richiesta doppia rispetto all'offerta. Un risultato che dà la carica a Piazza Affari, che chiude in rialzo (+0,96%) allineandosi agli altri mercati in Europa, anche se lo spread tra Btp e Bund tedeschi, che subito dopo l'asta era sceso sotto i 470 punti base, nel finale è risalito a quota 478.Scampato pericolo, dunque, almeno per ora: ma resta il fatto che il declassamento da parte di Moody's da A3 a Baa2 porta la valutazione del rischio sovrano italiano a soli due gradini dallo status di «junk bond», obbligazione spazzatura. Di conseguenza, molti gestori di fondi d'investimento potrebbero decidere di togliere dai loro portafogli titoli di Stato con un rating così basso: se non subito, a breve scadenza, visto che potrebbero arrivare nuovi declassamenti. Infatti, l'agenzia di rating ha mantenuto l'outlook negativo, ovvero ha messo in conto la possibilità di ulteriori tagli.Nel suo rapporto, Moody's punta l'indice sul deterioramento delle prospettive economiche di breve termine dell'Italia, nonostante le misure e le riforme adottate dal governo Monti, e sulla prospettiva di un inasprimento del clima politico in vista delle elezioni del 2013. L'esecutivo ha proposto riforme «che hanno la potenzialità - scrive l'agenzia - per migliorare la crescita e le prospettive di bilancio». Ma a detta degli esperti di Moody's «i rischi che gravano sull'attuazione delle riforme restano considerevoli»: in altri termini, la recessione potrebbe portare le forze politiche a frenare l'azione del governo.Non solo: tra le cause che determineranno «un ulteriore netto aumento dei costi di finanziamento» ci sono «segnali di erosione» degli investimenti esteri. Pesa infine, secondo l'agenzia di rating, il rischio di un contagio da Grecia e Spagna.Ma l'Europa questa volta non ci sta: Bruxelles boccia la mossa intempestiva di Moody's e promuove invece a pieni voti l'impegno dell'Italia per le riforme e il risanamento dei conti pubblici. Simon O'Connor, portavoce del commissario agli Affari economici e monetari Olli Rehn, non entra nel merito della decisione dell'agenzia di rating ma ne contesta il timing: «Pensiamo che ci si possa legittimamente e seriamente porre la questione dei tempi, se i tempi siano appropriati». E, secondo Bruxelles, non lo sono, visti gli sforzi senza precedenti che l'Italia sta facendo sulle riforme e il consolidamento dei conti pubblici. «Riteniamo che l'azione politica italiana per assicurare finanze pubbliche solide e per affrontare le debolezze strutturali di lunga data è determinata e ampia». Le riforme sono «impressionanti, se non senza precedenti». E Rehn ha definito «inappropriata» e «discutibile» la tempistica di Moody's.«Il nostro Paese manifatturiero è molto più forte di quello che appare dalle valutazioni di Moody's», dice il presidente di Confindustria, Giorgio Squinzi. Con lui, banche e imprese di ogni dimensione: Abi, Ania, Alleanza delle Cooperative Italiane, Confindustria e Rete Imprese Italia reagiscono a quello che considerano un attacco non solo al governo, ma all'Italia intera. «Il nostro Paese è solido, l'Italia è la sesta economia ad alto reddito del mondo», è la premessa della nota congiunta, di fronte «all'ennesima valutazione destabilizzante» dell'agenzia Moody's, che giudicano «irresponsabile». Per questo sollecitano le autorità europee ad «agire con urgenza per annullare gli effetti dei rating previsti dalle norme oggi in vigore».Anche i sindacati sono sul piede di guerra. La Cgil giudica il declassamento «al tempo stesso tragico e ridicolo». Luigi Angeletti della Uil auspica «un'agenzia di rating, sul serio, indipendente e libera da conflitti di interesse». Per Raffaele Bonanni della Cisl, invece, il downgrade è indice della necessità di «maggiore concertazione» tra parti sociali e governo.Di diverso avviso gli analisti di Bank of America Merrill Lynch: «Un'uscita ordinata dall'euro - scrivono in uno studio riportato da Bloomberg -, darebbe all'Italia benefici in termini di miglioramento della competitività, crescita economica e finanza pubblica». Stesso scenario «suggerito» anche per l'Irlanda e la Grecia, mentre i danni maggiori arriverebbero alla Germania.


Lupi: Dalle agenzie di rating attacco al sistema democratico

Lupi: Dalle agenzie di rating 

attacco al sistema democratico

La decisione di Moody's é gravissima

Maurizio Lupi
"Ancora una volta dalle agenzie di rating arriva un attacco al nostro sistema democratico. La decisione di Moody’s é incredibile e gravissima.

Si tratta di una vera e propria ingerenza che nulla ha a che vedere con il reale stato di salute del sistema economico italiano. Tutte le forze politiche hanno il dovere di fare fronte comune e di respingere questo attacco. I governi li eleggono i cittadini attraverso il voto, non le agenzie di rating". Lo ha dichiarato Maurizio Lupi, vice presidente della Camera

Boniver: Il declassamento di Moody's é un grave atto intimidatorio

Boniver: Il declassamento di 

Moody's é un grave atto 

intimidatorio

Il commento del deputato del Pdl e Presidente del Comitato

 Schengen

Margherita Boniver
PdL -  “Gravissimo atto intimidatorio da parte di Moody’s nei confronti dell’Italia che continua da anni a tenere i conti in ordine e con il governo tecnico a fare tutti i compiti a casa.

Tutto questo dimostra nel modo più evidente che tutte le misure di austerità e tagli della spesa cui sono costretti tutti i governi europei, alcuni in modo particolare, fino ad ora sono servite ben poco per arginare l’aggressività speculativa. Anche in Italia, in recessione profonda, ci si deve interrogare sulla necessità di un cambio di strategia europea oramai urgentissima”. Lo ha affermato Margherita Boniver, deputato del Pdl e Presidente del Comitato Schengen.

Gasparri: Moody's conferma che

 i tecnici non hanno la bacchetta

 magica

Chi aveva esultato per le dimissioni di Berlusconi stia zitto

Maurizio Gasparri
PdL -"Il declassamento del rating sui titoli di Stato italiani deciso da Moody’s conferma che non esistono governi con la bacchetta magica, anche se questi sono tecnici. Chi, infatti, nello scorso novembre aveva salutato le dimissioni del presidente Berlusconi come momento di svolta per la nostra economia, oggi ha un ulteriore motivo per stare zitto".
Lo ha dichiarato Maurizio Gasparri, presidente dei senatori Pdl, che ha sottolineato:

"Lo spread tra Bond e Btp non si é ridotto di 200 punti, come si diceva, ma piuttosto si attesa poco sotto i 500 punti. Mentre le agenzie di rating continuano a sfornare giudizi negativi, con il sinistro intento di condizionare gli equilibri politici interni. Perciò sia chiaro che non accetteremo che a colpi di rating si cerchi di dettare nuovamente alla politica italiana scelte ed agenda, soprattutto in vista delle prossime elezioni. Fermo restando, quindi, le nostre perplessità per questi istituti e per la correttezza delle loro analisi, tutto ciò conferma che le ragioni della crisi in Italia sono da ricercarsi in Europa. Il governo Monti ha dimostrato buona volontà ed ha trovato nelle forze parlamentari, prime fra tutte il Pdl, senso di responsabilità, ma é chiaro che adesso é necessario uno sforzo europeo per combattere la crisi. Le chiusure ed i diktat della Germania non possono continuare a condizionare la politica dell’Ue. Sugli eurobond, sulla Bce e sullo scudo antispread bisogna insistere, secondo quelle indicazioni che nello scorso giugno, in previsione del vertice Ue, il Parlamento diede al presidente Monti. In questo momento di difficile congiuntura economica abbiamo bisogno di misure che consentano di incentivare la crescita, di sostenere l’occupazione e di favorire lo sviluppo. Ed il declassamento di Moody’s conferma che e’ necessario continuare lungo questa strada".

Alfano: Serve un'agenzia di rating europea. Basta chiedere sacrifici agli italiani

Alfano: Serve un'agenzia di rating europea. Basta chiedere sacrifici agli italiani

Alcuni passaggi dell'intervento del segretario politico del Pdl alla convention

 dei Cristiano Riformisti

ALFANO PRIMO PIANO 1 CONFERENZA STAMPA 14-03-2012
(PdL) "Le società di rating non sono le verità rivelata e dovrebbero avere una via europea di legittimazione, vorremmo una agenzia pubblica di rating europea".
"Serve una società pubblica altamente affidabile e indipendente e non agenzie private che tendono al profitto. Mi chiedo come sia  possibile che l’Italia faccia i suoi compiti, faccia i sacrifici riportando risultati e poi ottenega un declassamento? C’e’ qualcosa che non funziona".
"Il Pdl non accetterà altri sacrifici: noi non siamo disponibili a chiedere altri sacrifici agli italiani dicendo che ce lo chiede l’Europa".
Angelino Alfano, Convention dei Cristiano Riformisti, 13 luglio 2012

Quagliariello: Le agenzie di rating non possono dare giudizi politici

Quagliariello: Le agenzie di rating non possono dare giudizi politici

Da Moody's un giudizio improprio

Gaetano Quagliariello
"Mi é sembrato un giudizio improprio. Un’agenzia di rating deve restare su giudizi economici e non sconfinare a giudizi politici, soprattutto se riferiti a fasi post elettorali non ancora aperte. Quando ci sono delle elezioni il popolo sovrano si esprime. L’incertezza del risultato si annulla solo annullando la democrazia. Ci vuole una presa di posizione delle forze politiche che sostengono questo governo. Non mi riferisco solo al Pdl ma all’andamento di tutta la nostra democrazia".
Lo ha affermato al Tgcom24 il senatore del Pdl Gaetano Quagliariello, che è intervenuto sul declassamento dell’Italia da parte di Moody’s.
Quanto alla discesa in campo di Berlusconi, il nostro senatore ha osservato: "Nel Pdl si é fatta strada l’idea di chiedere a Berlusconi di candidarsi in quanto punto di riferimento di anime diverse e capace di coagulare intorno a se il massimo consenso. Non c’é stata ufficializzazione, é solo un’assunzione di disponibilità. Anche questo rientra nella fisiologia del dibattito e del gioco politico. Che il centrodestra cerchi di arrivare alle elezione nel modo migliore e con il candidato più forte mi sembra fisiologico". Ritornando alla crisi ha sottolineato: "Questa situazione non é determinata da fattori interni contingenti, il governo sta facendo tutto quello che può, ma il problema é negli errori dell’Europa".( Pdl)

RASSEGNA STAMPA

da il CORRIERE DEL MEZZOGIORNO
del 13.07.2012

inchiesta della procura di trani

Moody's, indagini concluse
Sotto accusa i vertici dell'agenzia

Il pm:«Informazioni tendenziose e distorte ai mercati»
Manager nel mirino dopo le denunce dei consumatori

Dopo Standard & Poor's, le cui indagini sono state chiuse nei giorni scorsi, oggi la
Procura di Trani ha chiuso quelle su Moody's, «l'agenzia di rating accusata dal Pm Michele
 Ruggiero, su denunce di Adusbef e Federconsumatori, di aver diffuso giudizi falsi, infondati
 o comunque imprudenti sul sistema economico-finanziario e bancario italiano configurando
 una manipolazione del mercato». Lo riferiscono in una nota le due associazioni dei consumatori.
 «Per quanto riguarda Moody's, gli indagati sono accusati del reato di manipolazione del mercato», sottolineano i presidenti di Adusbef e Federconsumatori, Elio Lannutti e Rosario Trefiletti.