martedì 18 dicembre 2012

PDL :Crosetto-Meloni gridano tre "no"


RASSEGNA STAMPA

da IL GIORNALE 
17.12.12.

Patto tra il Gigante e la Bambina Crosetto-Meloni gridano tre "no"

Alla convention della componente più critica, Crosetto e la Meloni: "No al sostegno a Monti, no a Berlusconi candidato premier, no a un Pdl travolto dagli scandali"
dii Fabrizio De Feo



«Non siamo qui per spartirci le poltrone né il potere» dice Crosetto. «Se avessimo voluto fare questo ci saremmo uniti a coloro che dopo averlo avversato, oggi chiedono a Monti di candidarsi leader del centrodestra. Mi fanno pensare a Mussolini che organizza una festa per Badoglio».
Crosetto. «La credibilità non la si guadagna cambiandone i colori o il nome, ma con le persone». In sala, ad ascoltare i due capofila del movimento, anche Mario Mauro, insieme a Francesco Storace, Alfredo Mantovano, Fabio Rampelli, Marco Marsilio, Giuseppe Moles, Deborah Bergamini e Marco Taradash. Ma anche gli europarlamentari Carlo Fidanza, Elisabetta Gardini (che conduce il dibattito) e Marco Scurria. Oltre a una presenza a sorpresa (ma non troppo): quella di Mario Vattani, 
Di certo dal palco vengono dettate condizioni chiare. Una minaccia di scissione riassumibile in tre secchi «no». «No al sostegno a Monti», «no alla candidatura Berlusconi» a cui pure viene chiesto di continuare a lottare orgogliosamente e in prima persona, «no a un Pdl travolto dagli scandali». Condizioni non negoziabili. Perché come dice la Meloni: «Noi vogliamo un luogo dove poter lottare e trasformare i nostri sogni in realtà. Se quel luogo è il Pdl lo dobbiamo sapere subito. Perché se non lo è siamo pronti a costruirne noi uno nuovo. Con le idee e con chiunque voglia starci»

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domenica 16 dicembre 2012

LISTA LAVORO E LIBERTA' : LE TASSE E LA SPESA PUBBLICA


Dal "Manifesto"  di PATRIA LAVORO E LIBERTA', movimento politico

 fondato dall'on.Giulio Tremonti, pubblichiamo la sezione seconda  della

 seconda parte  del testo del documento   


sezione seconda:

                                  LE TASSE E LA SPESA PUBBLICA

La pressione fiscale è davvero troppo alta (soprattutto per chi le tasse le paga).
Proprio per questo sulle tasse non si possono fare scherzi elettorali. Anche la propaganda deve avere un limite, se no prima si dice agli elettori che si abbassano le tasse, poi salgono i tassi di interesse sul debito pubblico e così le tasse, invece di scendere, salgono! In ogni caso si può:

N.1 abbattimento dell’IMU sulla prima casa non di lusso.

Non ci sono alternative, se si vuole che sotto il peso di questa imposta crolli un settore fondamentale della nostra economia.
Fuori dall’“astuzia elettorale”, in questo momento il valore propulsivo e/o antirecessivo proprio di questa misura è molto più grande di ciò che questa imposta vale per il fisco.

N.2 in ogni caso, proprio per evitare il conseguente calo di entrate, questo abbattimento può e/o deve essere parimenti compensato riformando l’imposizione bancaria: una aliquota ordinaria + una seconda aliquota, più alta di quella ordinaria, sui profitti delle attività speculative e/o sui profitti fatti nei paradisi fiscali (si veda, sempre in questo senso, il citato programma presidenziale francese “La France forte”);

N.3 destinare a riduzione delle tasse (i) il risultato di risparmio di spesa per interessi derivante dal piano “COMPRA-ITALIA” (soldi che non andrebbero più alla speculazione, ma appunto a riduzione del carico fiscale)
+ via via, il recupero da evasione fiscale + il risparmio realizzabile tagliando altre voci di spesa pubblica (cfr. qui di seguito sub 13).
Va inoltre notato che, oltre a questo, la conseguente stabilizzazione nella certezza, tanto della nostra finanza pubblica quanto della nostra economia, stabilizzazione che sarà data proprio dal “COMPRA-ITALIA”, può dare qualche altro maggiore margine di manovra (ma prima di utilizzarlo, questo margine, va verificato che c’è!);

N.4 introdurre un meccanismo di moratoria sulle riscossioni Equitalia, quando c’è reale evidenza di particolari criticità, di diritto o di fatto (incapienza patrimoniale);

N.5 reintrodurre la partecipazione dei Comuni all’accertamento tributario.
Più delle campagne propagandistiche fatte quest’anno, è infatti soprattutto questo il modo (europeo) per rendere maggiormente credibile il rapporto fiscale.
Gli effetti negativi degli eccessi propagandistici di quest’anno sono evidenti nel clamoroso ritorno al
contante, nella fuga dall’Italia dei capitali e delle attività d’impresa, nel non necessario blocco per paura della domanda interna.
In un paese, come l’Italia, con più di 8000 Comuni e con più di 4 milioni di partite IVA, le strutture centrali di accertamento (come l’Agenzia delle entrate e la Guardia di Finanza) sono certo necessarie, ma non sufficienti. Le strutture centrali sono infatti efficienti, ma molto spesso sono lontane, sono remote, rispetto ai territori. Ne deriva che l’effetto di repressione è forte, ma l’effetto di prevenzione prodotto dalla loro vicinanza e prossimità non altrettanto. E’ per questo che, come nel resto d’Europa, servono i Comuni, da coinvolgere e/o cointeressare nell’accertamento tributario;

N.6 introduzione del concordato fiscale triennale preventivo.
Ti impegni a rispettare il tuo dovere fiscale ed a “scommettere” sul tuo reddito futuro, ma poi dedichi il tuo tempo a lavorare per te e non per la burocrazia;

N.7 rafforzare i controlli fiscali sugli immigrati, per verificarne l’effettiva dovuta lealtà fiscale, anche
considerando che gli stessi godono dei nostri servizi di assistenza sanitaria, sociale, etc;

N.8 reintrodurre il pagamento per contanti delle pensioni basse, già “tracciate” all’origine e non certo causa di evasione a valle!;

N.9 introdurre a titolo sperimentale e volontario la “Simple Tax”.
Un sistema semplice di tassazione sul reddito reale. Si può (i) scegliere di rinunciare al vastissimo e complicatissimo apparato di deduzioni, agevolazioni fiscali, etc, che attualmente sono graziosamente “concesse” dal fisco, (ii) per pagare sul reddito reale (e non sul reddito così artificialmente e/o fiscalmente manipolato da tutte le deduzioni, agevolazioni, etc); (iii) in contropartita, le aliquote sono a loro volta reali e cioè più basse delle attuali.
Ne deriva un sistema fiscale semplicissimo, quasi automatico, senza costi amministrativi di compilazione, senza rischi di errore e di ricatto, soprattutto senza incentivi ad evadere dati da aliquote troppo alte.
Su questa ipotesi, prima di partire, è comunque un preliminare sondaggio
di opinione pubblica;

N.10 attenuazione del vincolo del patto di stabilità per i Comuni e Province, per le spese di investimento fisso;

N.11 sblocco dei pagamenti della pubblica amministrazione.
Tutto il mercato finanziario conosce l’esistenza di questa quota “occulta” di debito pubblico.
Tanto vale onorarla (magari in due o tre anni), compensandola, a livello di bilancio pubblico, con il minor debito conseguente al ricalcolo del contributo italiano agli aiuti europei (cfr. su questo Europa n.1).

N.12 ripresa del federalismo fiscale. Questa è infatti l’unica riforma che, basandosi sul “vedo, voto, pago”, riduce davvero la spesa pubblica, riportandola sotto il controllo dei cittadini. Come nel resto d’Europa.

N.13 standard europeo di spesa pubblica
La spesa pubblica può e deve essere ulteriormente ridotta, oltre che per la componente interessi (“Compra-italia”), introducendo per le strutture ed i costi dell’apparato pubblico il criterio generale di riferimento allo
standard europeo costituito e/o indicato dalla media europea dei costi equivalenti per servizi, del numero degli eletti, dai componenti degli organi, dei compensi pubblici, etc.
Questa proposta fu fatta, inutilmente, nella primavera del 2011!
Va ripresa. Non è necessario che la media europea sia milletrica, scientifica. E’ sufficiente che sia indicativa in termini di buon senso!










Ecco la ricetta degli inglesi: "L'Italia esca dall'euro, è il suo unico problema"

rassegna stampa
da LIBERO
del 15.12.12



LA GABBIA EUROPEA

Ecco la ricetta degli inglesi:

 "L'Italia esca dall'euro, è il 

suo unico problema"

Il quotidiano conservatore 'The telegraph': se
  c'è  un paese nell'Ue che trarrebbe beneficio
 dal lasciare  la moneta unica, è il nostro

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L'Italia è più ricca della Germania in termini pro capite, con circa 9.000 miliardi di euro di ricchezza privata...
C'è un giornale, in Europa, che canta fuori dal coro nell'accogliere la notizia di un ritorno di Silvio Berlusconi nel ruolo di candidato premier. La linea diffusa è quella, ad esempio, dell'Economist, che riprendendo il ritornello del musical "Mamma mia" titola "Mamma mia, here we go again" ("mamma mia ci siamo di nuovo") con sotto la faccia sorridente di Silvio Berlusconi. Chi esce dal coro è un altro giornale inglese, The telegraph. Lo fa sostendendo, come da tempo fa Berlusconi, che il vero problema dell'Italia e della sua economia sia l'euro.
"La valuta sbagliata" - "L'Italia ha solo un grave problema economico. Ha la valuta sbagliata" scrive Ambrose Evans Pritchardsul quotidiano conservatore (i conservatori britannici vedono la moneta unica europea come la peste bubbonica e infatti ci girano al largo). "L'Italia è più ricca della Germania in termini pro capite, con circa 9.000 miliardi di euro di ricchezza privata.












RASSEGNA STASMPA

da IL TEMPO

NOTIZIE - POLITICA

16/12/2012,

Alfredo Mantovano è tra i promotori della manifestazione che oggi vedrà riuniti tutti 

- o quasi - i big del Pd


l.


Un fronte che sembrava isolato fino a qualche settimana fa ma poi è diventato 
maggioritario nel partito. E ora che al «progetto» manca solo il sì di Mario Monti, 
l'ex sottosegretario si gode i primi risultati: «Le reazioni scomposte della sinistra - 
spiega - sono la dimostrazione che la partita è riaperta». Onorevole Mantovano,
 cosa succederà oggi a Roma? «Abbiamo appena finito di stilare il documento che 
costituirà la base programmatica. Ognuno dei leader delle varie associazioni 
presenti ne declamerà una parte e Alfano pronuncerà l'intervento conclusivo. 
La novità è che non ci saranno novità. I valori sono ancora quelli fondanti del Pdl,
 le nostre idee su economia, giustizia e temi etici. Non parleremo di alchimie, ma 
di contenuti». Chiederete a Monti di farsi leader di questi valori? «L'invito è già 
partito dal presidente Berlusconi in una sede autorevolissima, il vertice del Ppe. 
Ribadiremo solo che questi sono i nostri contributi programmatici e che la
 leadership di Monti sarebbe opportuna». Ad oggi quante possibilità ci sono che
 questo accada? «Non faccio pronostici, posso solo formulare auspici. Un dato 
è certo: con Monti in testa ci sarebbe la garanzia di uno schieramento ampio in
 grado di giocarsi una partita elettorale che sembrava persa. Come elemento di 
rassicurazione bastano le reazioni della sinistra: Bersani è tornato a corteggiare 
Casini, D'Alema è arrivato a parlare di immoralità. È il segno che la partita è
 riaperta».




sabato 15 dicembre 2012

Tremonti attacca: «L'agenda del prof?Quella delle pompe funebri»


rassegna stampa

da IL TEMPO 15.12.2012

CRITICOL'EX MINISTRO DELL'ECONOMIA LANCIA LA «LISTA LAVORO E

 LIBERTÀ» E NON RISPARMIA STOCCATE AL GOVERNO:«L'IMU UNA TASSA 

INIQUA, LA GERMANIA CI USA COME BANCOMAT»

Tremonti attacca: «L'agenda del

 prof?Quella delle pompe funebri»


«L'agenda Monti è l'agenda di un'agenzia di pompe funebri».

Lo ha dichiarato Giulio Tremonti, leader di «Lista Lavoro e Libertà» e ieri ospite di 
«24 Mattino» su Radio 24. «Il rigore è fondamentale - ha aggiunto Tremonti - l'ho
 fatto anche io e sono stato indicato da Monti come l'uomo del rigore, però mi 
accusavano che mancasse la crescita. Ma la crescita non si fa per decreto legge, 
poi pensare che la crescita dipenda dal governo è una visione infantile e devo dire 
tragicamente sbagliata perché la crescita dipende da tanti fattori: l'ordinamento 
giuridico, il sistema sindacale, il clima complessivo. Detto questo non mi pare che
 Monti sia un fenomeno sulla crescita. Nessuno dei provvedimenti che ha fatto ha
 portato alla crescita, ma tutti alla recessione». Tremonti ha giudicato inaccettabile
la presenza alla riunione del Ppe di Monti: «Non è mai successo nella storia europea
 un atto di questo tipo, cioè un'azione di ingerenza nella sovranità, nella dignità
nazionale di un Paese, fatto in questo modo. Non è solo il Partito Popolare Europeo,
 ma anche tutte le grandi banche del mondo, perfino il primo ministro dell'Albania
ci invita a votare in un certo modo".

giovedì 13 dicembre 2012

Vertice del Ppe, Berlusconi candida Monti


RASSEGNA STAMPA

da IL GIORNALE
13.12.2012

Vertice del Ppe, Berlusconi candida Monti

A chi gli chiedeva del suo possibile ingresso in campo, come leader dei moderati, Monti ha risposto glissando: "Non ho nessun commento da fare, non sarebbe il momento". Poi ha aggiunto: "Sono impegnato ancora per qualche tempo nella condotta spedita del programma di governo". E Barroso esalta l'azione del governo Monti. Anche il Fmi spinge su Monti
di Raffaello Binelli




La notizia viene battuta dalle agenzie di stampa alle due del pomeriggio: "Monti a sorpresa al vertice del Ppe". Il presidente del Consiglio è giunto al vertice dei popolari europei in corso a Bruxelles. All'incontro sono presenti, tra gli altri, Angela Merkel, il presidente della Commissione europea Josè Manuel Barroso e il leader del Pdl Silvio Berlusconi.

Il primo faccia a faccia tra il Cavaliere e il Professore, dunque, avviene in Europa. Il premier italiano partecipa al vertice del Ppe su invito del presidente Wilfrid Martens.
Monti aveva già partecipato all’incontro del gruppo Ppe di Fiesole di settembre. Ma è la prima volta che partecipa ad un pre-vertice dei popolari prima dei summit dei leader Ue.
Da fonti dei popolari europei si apprende che Berlusconi ha invitato il presidente del Consiglio Mario Monti a candidarsi alle prossime elezioni. Lo ha detto pubblicamente, davanti ai leader del Ppe a Bruxelles e allo stesso Monti: se il professore si candiderà come premier "io farò un passo indietro". "Sono venuto qui, su invito di Martens - ha spiegato Monti - per spiegare la situazione politica italiana: ho ricordato qual era la situazione quando ho iniziato, le cose fatte e le condizioni che hanno determinato la mia decisione" di lasciare.
Pressing su Monti anche dalla Merkel. La cancelliera tedesca avrebbe chiesto al premier italiano di ricandidarsi. Ma in serata arriva la precisazione da parte di fonti del governo di Berlino: "Merkel non si è espressa a proposito di candidature specifiche" sulla premiership in Italia. Anche il Fondo Monetario Internazionale fa l'endorsement del Prof. Le misure decise dal premier Mario Monti sono "coraggiose" e vanno nelle giusta direzione e "dovrebbero essere attuate. L’Italia è sulla strada giusta e bisogna continuare su questa strada", ha affermato il portavoce del Fmi, Gerry Rice.
Il presidente del Consiglio dopo aver incontrato Barroso ha detto: "Qualunque sarà l’esito delle elezioni italiane, ci sarà in Italia un governo che si collocherà nella linea della tradizione di un forte appoggio italiano all’integrazione europea".

VIDEO CO.