mercoledì 9 gennaio 2013

Berlusconi: Firmato ad Arcore l'accordo con la Lega


Berlusconi: Firmato ad Arcore 

l'accordo con la Lega

Alcuni passaggi dell'intervista del Presidente a Rtl 102.5

Silvio Berlusconi
“Habemus papam. All’una e trenta di questa notte è stato firmato ad Arcore l’accordo tra la mia formazione politica e la Lega Nord. I firmatari dell’intesa sono Roberto Maroni e io. Lui sarà candidato presidente comune in Regione Lombardia, io federatore della coalizione. Ove vincessimo, dopo questi anni di esperienza in cui il premier non ha alcun potere, preferirei fare il ministro dell’Economia essendo stato in trincea molti anni”.

Lo ha affermato il leader del Pdl, Silvio Berlusconi, durante un’intervista alla radio Rtl102.5 nella quale ha fra l’altro sottolineato:

“Non pensate non votando che poi questa politica da buttare vi lasci in pace. Voi non incidereste sulla politica, ma questa inciderebbe su di voi. Agli italiani dico di non dare il voto ad un piccolo partito perché non serve a nulla, solo un partito con la maggioranza può cambiare l’architettura istituzionale e rendere il Paese governabile. Per questo, se volete votare, Fini, Casini, Monti vuol dire che avete una simpatia per la sinistra e allora meglio dare direttamente il voto al Pd, ma io dico ai moderati di non disperdere il loro voto”.
Alla domanda se sarebbe disponibile a riconoscere i diritti alle coppie di fatto, comprese quelle omosessuali, Berlusconi ha fatto cenno di sì con la testa, puntualizzando che "serve la maggioranza in Parlamento per cambiare il Codice civile".

L’Europa: “L’Imu diventi più equa”


RASSEGNA STAMPA
da la stampa




ECONOMIA
08/01/2013 - IL CASO

L’Europa: “L’Imu diventi più equa”



Bruxelles: la tassa sulla casa rischia
di aumentare la povertà. Poi spiega:
dati riferiti alla vecchia Ici del 2006
Monti: «Risposto alle richieste Ue»
L’Imu, risposta alle raccomandazioni rivolte all’Italia da Bruxelles per farla uscire dal baratro finanziario, potrebbe essere migliorata e resa più progressiva. È quanto afferma la Ue nel Rapporto 2012 su Occupazione e sviluppi sociali. Un’affermazione interpretata dai critici del governo Monti come una sonora «bocciatura» del suo operato, che ha immediatamente fatto esplodere la polemica politica, dal Pdl all’Idv sino a Sel. Ed è la stessa commissione in serata a precisare che il rapporto «non analizza l’impatto redistributivo» dell’Imu e «non suggerisce nessun effetto negativo su povertà o distribuzione del reddito

Berlusconi: Ci serve il 40% per cambiare la Costituzione


Berlusconi: Ci serve il 40% per cambiare la Costituzione

Un ampio passaggio dell'intervista del presidente a Mattino 5

Silvio Berlusconi
“Nel 2008 raggiungemmo il 40% dei voti, ci sono elettori che si sono disgutati di ciç che hanno visto succedere in politica; i vari Fiorito, che hanno approfittato dei soldi di tutti per se stessi, hanno convinto gli italiani che questa politica e questi protagonisti della politica non funzionano, io la penso come loro, non sono mai stato un politico ma uno dell’antipolitica, per non andarmene all’estero nel 1994 sono sceso in campo per vedere cosa riuscivo a combinare e sono riuscito a combinare parecchie cose.

Abbiamo fatto tante riforme ma avrebbero potuto essere di più, manca la riforma fiscale, delle pensioni, del lavoro e la riforma dello Stato di cui abbiamo bisogno. Bisogna dare a un solo partito la maggioranza perché possa cambiare la Costituzione e attribuire i poteri al governo e al presidente del Consiglio che hanno tutti gli altri premier delle democrazie occidentali. Oggi invece il presidente del Consiglio sta lì a fare non il premier che governa, ma lo spaventapasseri. E per avere tutto questo servono tre condizioni: uno, che i moderati del ceto medio, che non vogliono la sinistra al governo, vadano a votare; due, che non votino i piccoli partiti, ma il Pdl; tre, che il Pdl, avendo la maggioranza in Parlamento, cambi la Costituzione e dia poteri al governo che oggi non ha”. Lo ha affermato Silvio Berlusconi intervenenedo alla trasmissione di Canale 5, Mattino 5

lunedì 7 gennaio 2013

Monti, Brunetta: “Sua natura è quella del tecnocrate autoritario, disinformato e pasticcione”


Monti, Brunetta: “Sua natura è quella del tecnocrate autoritario, disinformato e pasticcione”

“Con le sue parole di stamattina il prof. Monti svela la sua natura più profonda, che è quella del tecnocrate autoritario, disinformato e pasticcione”. Così l’ex ministro e deputato del Pdl Renato Brunetta.

“Tutto mi divide sul piano dei contenuti da Stefano Fassina, ma farò ogni sforzo perché nessuno possa ridurre lui o altri al silenzio.
Abbiamo toccato il fondo, prof. Monti.
Intimare il silenzio a qualcuno mentre si ricopre il ruolo del capo del governo non ha cittadinanza in democrazia, ma ci riporta a tempi bui e dolorosi”.

“Vuol dire ignorare i cardini del confronto democratico e vuol dire aver dimenticato, o forse mai aperto, tutti i libri di storia.
Per quanto mi riguarda, da ministro ho approvato la riforma dell’art. 81 della Costituzione sul pareggio di bilancio e da parlamentare ho votato il fiscal compact e riscritto da relatore il pessimo testo del governo Monti sulla legge di stabilità per il 2013″.

“Ho lavorato per il mio paese, in chiave europea, come mio dovere di eletto dagli italiani.
Altro che settarismo o estremismo.
Vuole silenziare anche me prof. Monti?
Ci provi pure – conclude Brunetta – ma le garantisco che non ci riuscirà”.

Berlusconi: Il Corsera prosegue politica editoriale contro il Pdl


Berlusconi: Il Corsera prosegue politica editoriale contro il Pdl

Alcuni brani dell'intervista rilasciata dal Presidente a TeleRoma56

Silvio Berlusconi
“Il Corriere della Sera continua con la sua politica editoriale contraria a noi”. Lo ha affermato il leader del Pdl, Silvio Berlusconi, in un’intervista a Teleroma 56 commentando il fondo di ieri dal titolo ’Anime inquiete di un partito’.

“Anche questa volta il Corriere della Sera ha dato una rappresentazione caricaturale del nostro movimento. Tutte le cose affermate sono destituite di fondamento, voglio ricordare al Corriere della Sera e ai suoi editorialisti che noi, negli anni di governo, abbiamo sempre mantenuto i conti in ordine seguendo anche le prescrizioni europee, senza mai mettere le mani tasche degli italiani con l’aumento delle imposte, al contrario di quello che fece la sinistra quando é andata al governo con Prodi".

Il leader del centrodestra ha inoltre sottolineato:
"Non é vero che il Pdl é antieuropeista. Noi siamo contrari alla politica del rigore imposta dalla Germania: una politica che se messa addosso a un’economia in crescita può anche portare a buoni risultati, se messa addosso a economie già in difficoltà, come sono le economie di tutti i paesi della fascia mediterranea dell’Unione Europea, possono portare, e già é accaduto anche all’Italia, a una spirale recessiva molto pericolosa. L’errore del governo dei tecnici é stato quello di appiattirsi sempre alle richieste dell’Unione Europea a firma tedesca. Io non mi sono mai appiattito a queste richieste, ho difeso gli interessi del mio Paese.

L’errore del governo dei tecnici e’ stato quello di appiattirsi sempre alle richieste dell’Unione Europea a firma tedesca. Io non mi sono mai appiattito a queste richieste, ho difeso gli interessi del mio Paese".

Il Presidente ha anche fatto una riflessione sulla situazione interna alla sinistra: “Abbiamo ancora un partito di post comunisti: per me e’ importante che il mio Paese, come nel ’94, non sia sottoposto a una cura come propone la sinistra. La sinistra insiste con il mantenimento dell’Imu, propone un’imposta patrimoniale su beni mobili e immobili nei confronti del ceto medio e degli italiani benestanti. Il vizio dell’invidia degli uomini di sinistra nei confronti di chi ha raggiunto, attraverso sacrifici, una posizione di benessere non é mai venuta meno. Del resto questa non é ancora una sinistra socialdemocratica. Cento anni fa, in Inghilterra, il comunismo ortodosso si trasformò nel partito laburista, alcuni decenni fa in Germania nacque il partito socialdemocratico, io ho avuto speranza quando é comparso sulla scena politica Renzi. Ma é stato messo da parte dalla vecchia nomenclatura comunista. Bisogna evitare i rischi già corsi nel 1994”.

sabato 5 gennaio 2013


Berlusconi: Con l'austerità è aumentata la criminalità

Un passaggio dell'intervista del Presidente a Studio aperto

Silvio Berlusconi
"Non parlerei di un Paese allo stremo. Il nostro Paese è ancora solido e forte  e sarà ancora la seconda economia dell’eurogruppo, ma certamente è un segnale preoccupante.

Un segnale che mette a nudo le conseguenze direi inevitabili di una politica economica profondamente sbagliata, tra l’altro incurante della sicurezza dei cittadini, perché l’austerità del Governo Monti ha fatto sì che la recessione si sia portata appresso l’aumento della criminalità, soprattutto della piccola criminalità che colpisce i più deboli, gli anziani, le persone sole, le famiglie. Faccio notare che mentre la criminalità è aumentata gli arresti sono diminuiti, e questo non depone certo a favore dell’operato del Governo dei tecnici". Lo ha affermato Silvio Berlusconi durante un passaggio di una intervista al tg di Studio aperto 
Altre 

Berlusconi "L'austerità porta più criminalità"


RASSEGNA STAMPA

da IL GIORNALE
Berlusconi "L'austerità porta più criminalità"

Silvio Berlusconi: "Abbiamo ancora un partito di post comunisti: per me è importante che il mio Paese, come nel ’94, non sia sottoposto a una cura come quella che propone la sinistra"