sabato 16 marzo 2013

Manifestazione del 23 marzo: Richieste di treni e pullman da tutta Italia


Manifestazione del 23 marzo:

 Richieste di treni e pullman 

da tutta Italia

La nota dell'ufficio stampa

silvio berlusconi
Prosegue la preparazione della manifestazione indetta dal Pdl per sabato 23 marzo a Roma in piazza del Popolo, a partire dalle ore 15.

Le adesioni che stanno pervenendo presso via dell’Umiltà, sede del comitato organizzatore, che si è riunito questo pomeriggio, sono numerosissime e vanno oltre ogni aspettativa. E’ prevista una partecipazione vastissima da tutta Italia, con treni speciali e pullman dalle varie Regioni. E’ stato anche approvato definitivamente il titolo della manifestazione: “Tutti con Silvio. Contro l’oppressione fiscale, burocratica e giudiziaria”.

Berlusconi: A Milano mai avuto giustizia ma non desisterò


Berlusconi: A Milano mai avuto 

giustizia ma non desisterò

Ampi stralci dell'intervista del Presidente a Panorama

Silvio Berlusconi
“I ripetuti comportamenti processuali di una parte della magistratura, che e’ mossa da un pregiudizio politico, non sono piu’ tollerabili. La magistratura si e’ trasformata da ordine dello Stato in un potere assoluto, onnipotente e irresponsabile. I magistrati si sono costituiti in correnti con chiaro orientamento ideologico e politico”.

Cosi’ Silvio Berlusconi in una lunga intervista che il settimanale Panorama pubblichera’ nel numero in edicola da giovedì 13 marzo.

“Non si può più consentire che nei confronti di un protagonista politico di centrodestra possano scendere in campo pm appartenenti alla stessa corrente di sinistra e che poi anche il collegio giudicante sia composto da due o addirittura tre giudici appartenenti alla sinistra. Con me ci si é sempre comportati così e le conseguenze si continuano a vedere” .

Per Berlusconi la “lotta in Parlamento” su questi temi “sarà una battaglia combattuta per ottenere, naturalmente, le stesse garanzie per gli esponenti politici della sinistra. E’ una battaglia che non si può perdere, se non si vuole che l’Italia continui a essere un Paese in cui nessuno che si dedichi al servizio della politica possa vivere sereno. Questa sacrosanta battaglia, così indiscutibilmente giusta dopo ciò che é capitato a me in questi 20 anni, e’ una battaglia che vinceremo in nome della democrazia, in nome dello Stato di diritto, in nome della libertà”.


“Ero talmente sicuro di poter essere presente in aula”, continua Berlusconi nell’intervista, prima di essere costretto a curarmi al San Raffaele, da aver pensato al testo di una mia dichiarazione spontanea. Ai giudici avrei detto: “Il buon senso vorrebbe che io fossi altrove, a rappresentare gli interessi di 9 milioni di elettori. Invece sono qui, da cittadino offeso e indignato per una sentenza di primo grado che può essere considerata solo una sentenza costruita espressamente contro di me perché capovolge la realtà, offende il buon senso e cancella il diritto’...”.

“Corre voce che nel palazzo di giustizia di Milano si parli espressamente e senza vergogna di una ’operazione Craxi 2’. Non sono riusciti a eliminarmi con il mezzo della democrazia, le elezioni, e ora tornano a provarci attraverso questo uso della giustizia a fini di lotta politica. Sanno che sono io il vero ostacolo sulla strada della sinistra”.

“Ora, anche se i miei avvocati sono di contrario avviso, io non voglio credere che i miei giudici stiano correndo verso una condanna prestabilita. Nonostante tutto mi aspetto ancora giustizia, almeno da questa corte”, dice riferendosi al processo sui diritti Mediaset. Berlusconi fa poi alcune riflessioni anche su Alessandra Galli, presidente del collegio. Con la sorella Carla, a sua volta giudice a Milano, e’ l’erede di Guido, il pubblico ministero milanese che fu una delle grandi vittime del terrorismo rosso: il 19 marzo 1980 un commando di Prima linea gli sparò tre colpi di fronte all’aula 309 della Statale di Milano, dove insegnava criminologia”.

“Conosco la terribile tragedia che ha toccato la dottoressa Galli. Spero non voglia emettere una sentenza assolutamente infondata perché contraria alla realtà: una sentenza che puo’ essere motivata soltanto da un pregiudizio politico che arrivi allo stravolgimento della realtà” .

Soffermandosi sulle accuse lanciate dal senatore Sergio De Gregorio che ha denunciato a Napoli di essere stato corrotto con 3 milioni di euro per fare cadere il governo Prodi, dichiara:  “De Gregorio aveva preannunciato questo suo comportamento con più visite a nostri parlamentari. Aveva detto di essere in grave difficoltà, di avere assoluto bisogno di 10 milioni di euro, in parte per pagare dei debiti ed evitare la bancarotta e in parte per recarsi in un altro paese e ricostruirsi una nuova vita e per evitare il carcere alla moglie. Alle risposte necessariamente negative dei nostri rappresentanti, se ne era andato sbattendo la porta e minacciando di raccontare ai pm, che insistevano in questa direzione, quelle menzogne che poi in effetti ha raccontato davvero per scampare alla prigione. Mi chiedo perché, pur sapendo già la risposta, i pm anziché chiedere il giudizio immediato non abbiano fatto le opportune investigazioni che avrebbero dimostrato fin da subito l’assurdità delle dichiarazioni di De Gregorio”.

“Questo é il solito metodo usato ‘ad personam Berlusconi’ da 20 anni a questa parte da certi pubblici ministeri, ed é semplice: il testimone viene intimidito al punto di minacciarlo della privazione della libertà; se é già in carcere gli si promette la liberazione se accusa Berlusconi di qualche comportamento delittuoso e questo metodo, compresa la carcerazione preventiva, stanno usando non solo con De Gregorio. Anche su questo ho chiesto l’intervento del ministro. Questa malagiustizia va fermata”.

martedì 26 febbraio 2013

Un voto contro euro e tasse: l'Italia oggi ha detto basta





rassegna stampa
da LIBERO 

26.02.2013




IL VERDETTO

Un voto contro euro e tasse:

 l'Italia oggi ha detto basta

Promosso chi, come Berlusconi e Grillo, si propone di abbassare il carico fiscale

 e di rinvigorire le nostre imprese. Bocciato chi, come Bersani e Monti,

 ha in testa solo i diktat europei


     
Dettagli. Restano soltanto da definire i dettagli......  
. La sostanza è che l'Italia ha espresso un voto chiaro, nitido e senza possibilità di smentite contro le tasse e contro l'euro. Contro le tasse perché, è chiaro, ha fatto incetta di voti chi ha promesso di abbassare il carico fiscale (Berlusconi) mentre è stato bocciato chi voleva introdurre una patrimoniale (Bersani). Contro le tasse perché Grillo (come il Cav) si propone come alleato di quel tessuto imprenditoriale che è la spina dorsale del nostro Paese (al contrario di Bersani, che in dote ci avrebbe portato ancor più Stato, burocrazia e Fisco). Ma c'è un altro verdetto importante: quello contro l'euro.
Contro la moneta unica - Il Cavaliere, tra una battuta e una "ritirata", non ha mai lesinato stoccate contro la moneta unica e contro le istituzioni che la governano. Istituzioni europee che, di riflesso (ma nemmeno troppo) ci hanno imposto il governo tecnico di Mario Montie la strana maggioranza. "Ce lo ha chiesto l'Europa", era il refrain più in voga ai tempi dell'insediamento del Professore. E anche dopo. L'Europa, l'euro e lo spread ci hanno fatto camminare sui carboni ardenti dell'Imu, delle tasse, dei balzelli, della disoccupazione e della cupa austerità. Gli italiani hanno detto "basta", "stop". Questa una delle chiavi di lettura per interpretare il voto che ha consegnato la maggioranza relativa al Senato al Pdl (che incalza i democratici anche alla Camera) e che ha consacrato Beppe Grillo con una vagonata di voti. Il leader del Movimento 5 Stelle è l'astro nascente (e abbagliante) del firmamento parlamentario. E Grillo, contro l'euro, ha sempre predicato, tanto da annunciare di voler promuovere un referendum contro la moneta unica.
Effetto boomerang? - Un voto, quello contro l'euro, che non è soltanto "pancia". E' una scelta. Per altro molto rischiosa. C'è da scommetterci, appena riapriranno i mercati la pagheremo cara.





Fini senza poltrona alla Camera Il colmo: gliel'ha rubata Casini


rassegna stampa
DA LIBERO
26.2.2013



TRAGICOMICO PERDENTE

Fini senza poltrona alla Camera Il colmo: gliel'ha rubata Casini E lui gufa: "Peggio deve ancora venire"

Nel "centrino" di Monti ,l'Udc finisce sotto il 2% e "frega" a Fli il posto di "miglior predente" della coalizione. Gianfry per la prima volta fuori dal Parlamento dal lontano 1983Share on gmailShare on print|More Sharing ServicesAltroCommenti 11
25/02/2013
Fini resta fuori dalla Camera 
Il colmo: l'ha fregato Casini
Lui gufa: "Il peggio ha da venire"


Quello che tanti elettori di centrodestra speravano, è accaduto: Gianfranco Fini è fuori dal Parlamento, per la prima volta dal lontanissimo 1983 quando fu eletto alla Camera tra le file del Movimento sociale italiano. E il bello è che a "eliminare" Fini è stato proprio il suo alleato Pier Ferdinando Casini. L'Udc, dato da tutti o quasi i sondaggi intorno al 3%, è infatti finito sotto il 2 (1,75%). Pierferdy e i suoi saranno così i "primi ripescati tra le liste sotto il 2%" della coalizione centrista alla Camera, "fregando" il posto a Gianfry e ai suoi. I quali hanno chiuso la competizione a quota 0,45%, un risultato devastante per un partito guidato dall'uomo che nella storia politica recente è stato vicepresidente del Consiglio e ministro degli Esteri e che è il presidente della Camera. Cioè la terza carica dello Stato. Fini e i suoi, per intendersi, hanno preso alla Camera un terzo dei voti di Giannino travolto dallo scandalo master-lauree, meno della Sudtiroler Volkspartei e meno de La Destra di Storace.


Risultati delle elezioni 2013: scontro Berlusconi, Bersani, Grillo


RASSEGNA STAMPA
da IL GIORNALE


Risultati delle elezioni 2013: scontro Berlusconi, Bersani, Grillo

Affluenza al 75,01%, in calo di circa 6 punti rispetto al 2008. Alla Camera vince il centrosinistra, ma i grillini sono il primo partito con il 25,54%. Al Senato non c'è maggioranza: il centrodestra ha un seggio in più dell'asse Pd-Sel. Consulta i risultati regione per regione

Una rimonta senza precedenti. Un risultato che mette nell'angolo il Partito democratico, che vince alla Camera ma che "perde" al Senato, e argina l'avanzata del Movimento 5 Stelle, che si afferma primo partito a Montecitorio. Silvio Berlusconi firma, ancora una volta, un risultato da primato riportando l'asse Pdl-Lega Nord al centro dell'agone politico.
Al termine di una tornata elettorale, dove hanno votato il 75,01% degli aventi il diritto (sei punti in meno rispetto alle elezioni del 2008), Pier Luigi Bersani si lecca le ferite e si vede costretto ad ammettere che non solo non è riuscito a smacchiare il giaguaro, ma non è nemmeno riuscito a ottenere la governabilità del parlamento. Dilagano, invece, i grillini che sbarcano alla Camera (25,54%) con una pletora di onorevoli mai visti prima.

Elezioni 2013: ecco i seggi assegnati


RASSEGNA STAMPA
da QUOTIDIANO NET
26.2.2013




Elezioni 2013: ecco
i seggi assegnati
Regione per Regione

Risultati delle coalizioni
Csx, vittoria cruciale in Piemonte

 
Elezioni politiche 2013, ecco i risultati Regione per Regione con l'esatta distribuzione dei seggi in Parlamento. Il centrosinistra conquista il premio di maggioranza in 11 regioni al Senato; il centrodestra in 7. In Molise c'è il pareggio. Il seggio della Valle d’Aosta è andato alla lista Vallee d’Aoste
Politiche, ecco tutti i seggi Regione per Regione (Frascatore)
Politiche, ecco tutti i seggi Regione per Regione (Frascatore)
Roma, 26 febbraio 2013 -  Elezioni politiche 2013, ecco i risultati Regione per Regione con l'esatta distribuzione dei seggi in Parlamento. Il centrosinistra conquista il premio di maggioranza in 11 regioni al Senato; il centrodestra in 7In Molise c'è il pareggio. Il seggio della Valle d’Aosta è andato alla lista Vallee d’Aoste. Il centrosinistra vince in Piemonte, Trentino Alto Adige, Friuli Venezia Giulia, Emilia Romagna, Liguria, Toscana, Umbria, Marche, Lazio, Basilicata, Sardegna. Il centrodestra vince in Lombardia, Veneto, Abruzzo, Puglia, Campania, Calabria, Sicilia. Anche Grillo e Monti hanno conquistato seggi. Alla luce di questi dati nessuna coalizione avrà la maggioranza assoluta al Senato.


NUMERI CONCLUSIVI -  Il centrosinistra ottiene 119 seggi(111 Pd, 7 Sel, 1 Crocetta), mentre il centrodestra arriva a 117 (99 Pdl, 17 Lega, 1 Grande Sud), 54 per Grillo, 18 per Monti, 1 Vallee d’Aoste. A questi seggi vanno aggiunti i 6 seggi per gli italiani all’estero per un totale di 315 cui vanno aggiunti i 4 senatori a vita (Mario Monti, Carlo Azeglio Ciampi, Giulio Andreotti ed Emilio Colombo) cui a fine settennato si aggiungerà Giorgio Napolitano che già ricopre questa carica dal 2005. L’affluenza era stata del 75,21%.

mercoledì 20 febbraio 2013

Brunetta: Da Monti solo giochini, fornisca i dati


Brunetta: Da Monti solo giochini,

 fornisca i dati

La nota del responsabile Dipartimenti del Pdl

BRUNETTA DICHIARAZIONE X INCISIVA
“Il presidente Monti continua a schivare con proterva furbizia ogni legittima e doverosa richiesta di trasparenza sui numeri relativi al gettito dell’Imu. Segnale inequivocabile che ha ragione chi, come me, non si fida e dubita che il ritardo e l’opacità dei dati pubblicati nasconda una decisione già presa sulla destinazione dell’extragettito e sulla sostanziale ingiustizia sociale dell’Imu sulla prima casa”.

Lo ha dichiarato Renato Brunetta, coordinatore dei dipartimenti del Pdl, che ha osservato:

“Una nota del ministero dell’economia parla di un volume di versamenti Imu che supera di oltre 4 miliardi di euro le previsioni di luglio. Quanto di questo maggior gettito é già stato contabilizzato nei tendenziali di finanza pubblica? Quali sono le risorse aggiuntive destinate ai Comuni e attraverso di loro ai servizi essenziali alle famiglie e al territorio? Dove finiranno i soldi versati in più dagli italiani per una tassa ingiusta e non motivata dalle manovre finanziarie di questi ultimi mesi. Ma non basta secondo il ministero dell’economia chi paga di piu’ (oltre 600 euro) per la prima casa e’ poco meno del 7% delle famiglie, che versano il 29% dell’Imu complessiva. A Roma tuttavia il versamento medio di oltre un milione di famiglie é di 537 euro, quasi il doppio di Milano (292 euro) e il 44% in più di Cortina d’Ampezzo (375 euro). A pochi giorni dalle elezioni non é accettabile il giochino di far filtrare numeri e considerazioni al solo fine di fare propaganda di se stessi. Il professor Monti non si illuda, schivare le risposte non inganna l’elettore e porta solo a una sonora bocciatura."