venerdì 2 agosto 2013

Gli avvocati di Berlusconi: E' una sentenza che lascia sgomenti

Gli avvocati di Berlusconi: E' una sentenza che lascia sgomenti

La nota degli avvocati del Presidente


Silvio Berlusconi “La sentenza della Corte di Cassazione nel Processo Diritti non può che lasciare sgomenti.

Vi erano solidissime ragioni ed argomenti giuridici per pervenire ad una piena assoluzione del Presidente Berlusconi.
Valuteremo e perseguiremo ogni iniziativa utile anche nelle sedi Europee per far si che questa ingiusta sentenza sia radicalmente riformata”.

Franco Coppi
Niccolò Ghedini
Piero Longo

Dal male dobbiamo saper far uscire un bene

Dal male dobbiamo saper far uscire un bene

Continueremo la nostra battaglia di libertà con Forza Italia


Silvio Berlusconi 1 - Ringrazio innanzitutto i miei figli che in questa occasione come sempre mi hanno circondato di cure e di amore.
2 - Ringrazio i miei difensori che hanno illustrato le mie ragioni.
3 - Ringrazio tutti gli amici del Popolo della Libertà e della Lega che mi sono sempre stati vicini manifestandomi stima e affetto.
4 - Ringrazio di cuore tutti di italiani che mi hanno sostenuto e che mi hanno addirittura sommerso con migliaia di messaggi di apprezzamento e di auguri.

La sentenza di oggi mi conferma nell’opinione che una parte della magistratura, nel nostro Paese sia diventata un soggetto irresponsabile, una variabile incontrollabile ed incontrollata, che è assurta da “ordine dello Stato” (con magistrati non eletti dal popolo ma selezionati attraverso un concorso come tutti i funzionari pubblici) a un vero e proprio “potere dello Stato”. Questo nuovo ed illimitato potere dello Stato ha condizionato permanentemente la vita politica italiana, dalle inchieste di Tangentopoli fino ad oggi.
 
Dal ‘92 al ‘93 il corso della vita politica è stato letteralmente condizionato dall’azione fuorviante di una parte della magistratura che ha preteso di assurgere ad un ruolo di rinnovamento morale in nome di  una presunta rivoluzione etica, mettendo fuori gioco, con i loro leaders, i 5 partiti democratici che avevano governato l’Italia per oltre mezzo secolo e che, nonostante alcune ombre, avevano comunque assicurato il benessere e difeso la libertà e la democrazia dalla minaccia del comunismo.
 
Si credeva così di aver assicurato alla sinistra la presa e il mantenimento  definitivo del potere.
  
Ma uno sconosciuto signore, certo Silvio Berlusconi, scese in campo per contrastare il passo al partito comunista e in due mesi vinse le elezioni  ottenendo il governo del Paese. Da quel momento si scatenò contro di lui una azione ininterrotta della magistratura che nel ’94 fece cadere il governo, tramite un’accusa di corruzione cui seguì una assoluzione con formula piena, una azione che si sviluppò poi con oltre 50 processi di cui 41 conclusi senza essere riusciti a raggiungere una condanna.
  
Ma questo ormai lo sanno tutti.  Invece per quanto riguarda ciò che è accaduto alla mia persona, e solo dopo la mia decisione di occuparmi della cosa pubblica, nessuno può comprenderlo. Nessuno può comprendere la carica di vera e propria violenza che mi è stata riservata in seguito a una serie incredibile di accuse e di processi che non hanno alcun fondamento nella realtà: un vero e proprio accanimento giudiziario che non ha eguali nel mondo civile.
  
E anche negli ultimi giorni sono rimasto allibito nel leggere assolute falsità sui giornali che sostengono la sinistra.

Io non sono mai stato socio occulto di alcuno, non ho ideato mai alcun sistema di frode fiscale, nella storia Mediaset non esiste alcuna falsa fattura, così come non esiste alcun fondo occulto all’estero che riguardi me e la mia famiglia.
Viviamo davvero in un Paese in cui la maggior parte dei reati e dei crimini non vengono neppure perseguiti, un Paese che non sa essere giusto, soprattutto verso i cittadini onesti e verso tutti coloro che, come me, hanno sempre compiuto il proprio dovere, nel lavoro così come nella vita pubblica.
  
Io sono fiero di aver creato con le mie sole capacità un grande gruppo imprenditoriale, che ha dato lavoro a migliaia e migliaia di collaboratori, avendo l’orgoglio di non aver mai, in decenni di attività, licenziato uno solo dei collaboratori delle mie aziende.
  
Sono fiero di aver contribuito alla ricchezza dell’intero Paese, versando allo Stato miliardi e miliardi di euro di imposte ed offrendo con le mie televisioni non solo uno strumento di crescita per le aziende italiane, ma anche una maggiore libertà e pluralità al mondo dell’informazione.
  
Quando ho deciso di occuparmi della cosa pubblica, cercando di chiamare all’impegno pubblico le energie migliori della società civile, ho dato un contributo alla modernizzazione del nostro Paese e ho messo tutte le mie forze nel tentativo di realizzare una rivoluzione liberale che non si è completamente adempiuta per le insuperabili resistenze dei partiti alleati ed anche perché tante sono in Italia le resistenze e gli ostacoli al cambiamento.
Sono anche sicuro di aver rappresentato al meglio l’Italia nel mondo, facendo in modo che divenisse protagonista e non subalterna alle grandi potenze mondiali, tutelando sempre i nostri interessi e la nostra dignità.
In cambio di tutto ciò, in cambio dell’impegno che ho profuso nel corso di quasi vent’anni a favore del mio Paese, giunto ormai quasi al termine della mia vita attiva, ricevo in premio delle accuse e una sentenza fondata sul nulla assoluto, che mi toglie addirittura la mia libertà personale e i miei diritti politici.
È cosi che l’Italia riconosce i sacrifici e l’impegno dei suoi cittadini migliori? È questa l’Italia che amiamo? È questa l’Italia che vogliamo?
No di certo. Per queste ragioni dobbiamo continuare la nostra battaglia di libertà restando in campo e chiamando con noi in campo, ad interessarsi del nostro comune destino, i giovani migliori e le energie migliori del mondo dell’imprenditoria, delle professioni e del lavoro.
  
Insieme a loro rimetteremo in campo Forza Italia e chiederemo agli italiani di darci quella maggioranza che è indispensabile per modernizzare il Paese, per fare le riforme a partire dalla più indispensabile di tutte che è la riforma della giustizia per non essere più un Paese sottoposto ad un esercizio assolutamente arbitrario del più terribile dei poteri: quello di privare un cittadino della sua libertà.
Dal male dobbiamo saper far uscire un bene. Che i miei più di 50 processi e questa sentenza facciano aprire gli occhi a quegli italiani che sino ad ora non sono stati consapevoli della realtà del Paese, ed hanno sprecato il loro voto o addirittura non hanno votato.
Tutti insieme, se sapremo davvero stare insieme, recupereremo la vera libertà, per noi e per i nostri figli.
Viva l’Italia!
Viva Forza Italia!

giovedì 11 luglio 2013

Sacconi: La libertà di Berlusconi è la libertà di tutti

Sacconi: La libertà di Berlusconi 

è la libertà di tutti

La nota del senatore del Pdl

Maurizio Sacconi
"Ciascuno in Italia può e deve riconoscere nelle vicende giudiziarie di Berlusconi l’espressione più acuta di una grande anomalia istituzionale che riguarda tutti.

L’Italia è l’unico paese in cui alcuni scienziati sono condannati per non aere previsto il terremoto, in cui vengono deliberati protocolli farmacologici e sanitari nelle aule giudiziarie in sostituzione delle professionalità mediche e scientifiche, in cui una grande azienda come l’Ilva viene posta sotto sequestro senza contraddittorio e una grande azienda come la Fiat di Pomigliano viene obbligata ad assumere oltre cento lavoratori iscritti ad un determinato sindacato. L’Italia è un paese in cui si è propagata la paura di prendere decisioni per timore dell’imponderabilità giudiziaria che si determina, essa sola, senza alcuna prospettiva di resoponsabilità anche nei casi di dolo o colpa grave. Berlusconi ha rappresentato lo scudo rispetto a questa anomalia e ne paga le conseguenze. Per questa ragione la sua libertà è la libertà di tutti.”

L'attacco a Berlusconi

L'attacco a Berlusconi: I dati 

della persecuzione giudiziaria

contro il Presidente

Dati relativi a procedimenti penali riguardanti Silvio Berlusconi 

ed esponenti del Gruppo Fininvest

Silvio Berlusconi
Alla data odierna sono stati avviati 108 procedimenti penali, relativi a soggetti e società del Gruppo Fininvest.
Questi procedimenti hanno coinvolto 112 soggetti fra manager, dipendenti e collaboratori del Gruppo Fininvest.
L’assistenza legale ha dovuto impegnare. dal 1994 ad oggi, 133 legali e 69 consulenti.
Dal 1994 ad oggi, con riferimento a 63 procedimenti, sono state celebrate complessivamente più di 2.500 udienze fra udienze preliminari, incidenti probatori udienze dibattimentali.

Dal 1994 al 1996 sono state richieste 35 misure cautelari a carico di 26 soggetti fra dirigenti, dipendenti e collaboratori del Gruppo Fininvest: in 13 casi non è stato poi neppure disposto il rinvio a giudizio.
Dal 1994 ad oggi presso il solo Gruppo Fininvest sono stati effettuati, da parte della Polizia Giudiziaria e della Polizia Tributaria. circa 488 accessi per perquisizioni. sequestri e acquisizioni documentali. nel corso dei quali è stata asportata o esaminata una quantità enorme di documenti aziendali. stimabile in oltre 2.000.000 di pagine

Sono stati effettuati accessi e richiesti riscontri presso oltre 30 banche in Italia e numerosissime banche all’estero e sono stati oggetto di minuziosi esami e ponderose relazioni da parte della Guardia di Finanza e dei consulenti del PM circa 100 conti correnti e almeno 170 libretti ai portatore in Italia e un numero non calcolabile di conti correnti all’estero.
Ad oggi risultano archiviate o prosciolte 118 posizioni e risultano emesse 82 sentenze di assoluzione
Dal 1994 ad oggi sono stati versati dai Gruppo Fininvest, fra imposte e contribuiti, oltre Euro 9.100.000.000,00.

Dati aggiornati al 26/0612013

mercoledì 10 luglio 2013

Berlusconi: Torna Forza Italia

Berlusconi: Torna Forza Italia.

 Il Popolo della Libertà resterà

 come coalizione di partiti del 

centrodestra

La dichiarazione del Presidente al Tg1

Silvio Berlusconi
"Il Popolo della Libertà resterà come coalizione di partiti del centrodestra, Forza Italia ne farà parte e io temo che sarò ancora chiamato ad essere il numero uno."

"Il nostro sostegno al governo é convinto. Da noi arrivano solo stimoli al governo Letta: le critiche di qualche esponente del Pdl al governo devono essere intese solo come uno stimolo a fare di più.

"La sentenza Ruby é grottesca. C’é la concussione senza concussi. C’è un’induzione con una indotta che nega di aver avuto alcun rapporto e soprattutto per arrivare a quella sentenza il collegio ha dovuto invitare la Procura a sottoporre a indagine trentadue testimoni, cosa che non s’è mai vista".

"Quanto al caso Lodo Mondadori il danno l’ho subito allora io, perché per un intervento politico dovetti cedere a De Benedetti e compagnia bella la Repubblica, l’Espresso, 18 giornali e addirittura una cartiera che era della Mondadori. E in effetti quando fui costretto a sedermi al tavolo del lodo e a cedere queste testate della Mondadori io rimasi al tavolo addolorato e De Benedetti si alzò felicissimo e soddisfatto, come dimostrano i filmati che ci sono in giro in questi giorni che mandano una intervista che lui rilasciò. Quanto all’entità del danno, si chiede a noi un danno di 560 milioni contro un valore di 100 milioni di azioni Mondadori possedute da Fininvest, e’ incredibile",

Moda Lvmh, Crosetto: Inaccettabile commento ministro Zanonato

Moda Lvmh, Crosetto: Inaccettabile commento ministro Zanonato

«Il commento del ministro dello Sviluppo economico Zanonato sulle aziende italiane che passano in mano straniera è inaccettabile. Lui è un ministro dello Stato Italiano. Dovrebbe sapere ciò che i francesi hanno fatto dopo le acquisizioni in Italia perché c’è una storia che parla: Fiat ferroviaria, Parmalat, Edison. Una grande azienda italiana, marchio internazionale, che perde parte della sua italianità è una sconfitta per tutti, per il governo e per il Paese. Uno dei suoi compiti è evitare cose di questo tipo, anzi cercare di aiutare le nostre aziende a crescere all’estero. Se fosse successo in Francia ed un ministro avesse fatto un commento di questo tipo, sarebbe durato in carica tre ore. Forse lui pensa che il suo compito sia quello di distribuire i commissariamenti delle aziende in difficoltà tra gli amici e gli amici degli amici, ma è un altro». 
È quanto dichiara il coordinatore nazionale di Fratelli d’Italia, Guido Crosetto. 
Roma, 9 luglio 2013

Matteoli: Berlusconi assolto o futuro pieno di incognite

Matteoli: Berlusconi assolto

 o futuro pieno di incognite

La nota del senatore del Pdl

Matteoli
“Per giudicare Silvio Berlusconi si fanno gli straordinari. E’ incredibile ma é quanto accade.

Ciò detto spero che la Cassazione assolva Berlusconi che non ha potuto commettere i reati per i quali é stato condannato a Milano invertendo la vergognosa sequela di indagini e processi costruiti con intenti politici. Diversamente il futuro della vita democratica del Paese sarebbe davvero pieno di incognite