
mercoledì 23 aprile 2014
IL DILEMMA TRA L'EDUCAZIONE SENTIMENTALE E L'EDUCAZIONE SESSUALE DEI GIOVANI
L'opinione
IL DILEMMA TRA L’EDUCAZIONE SENTIMENTALE
E L’EDUCAZIONE
SESSUALE DEI GIOVANI
Il
problema dell’educazione sentimentale dei ragazzi viene oggi sottovalutato
dalla maggior parte dei genitori in modo
superficiale e semplicistico, alla stessa
maniera con la quale gli stessi soggetti hanno affrontato in gioventù la propria vita relazionale di coppia: alcuni con un approccio tradizionale,forse troppo rigido, altri in modo troppo
semplicistico e disordinato oltre ogni
logica. Al fine ci troviamo di fronte a risultati divergenti: da una parte
abbiamo ragazzi repressi e timorosi, dall’altra abbiamo unioni che sfociano
nel disastro più totale con i conseguenti facili divorzi
a cui spesso fanno seguito nuovi accoppiamenti provvisori. Queste
problematiche situazioni relazionali ,
sono a loro volta la causa e
l’effetto di ulteriori squilibri e
frustrazioni,sia per i genitori che per
i figli di primo e di secondo letto, i
quali sono chiamati a subire le
conseguenze delle più bizzarre
combinazioni familiari e finiscono per dover vivere in
quei luoghi improbabili e poco
accoglienti che continuiamo a chiamare
famiglie.
L’esatto
concetto dell’ educazione sentimentale è
oggi fuori moda e non si ricava certo
dal romanzo di Gustave Flaubert che
riporta nel titolo tale qualificazione, né dalla recente campagna politica per
sostenere la proposta di legge del SEL che secondo gli ideatori mira ad introdurre nelle scuole “l’educazione sentimentale” che
realizzi “la crescita educativa e culturale degli studenti in materia di parità
e solidarietà tra uomini e donne” La
proposta di legge si richiama
impropriamente alla Convenzione di Istanbul che a nostro giudizio non chiede
agli Stati aderenti di introdurre l’educazione sull’affettività negli ordinamenti scolastici
Secondo
il Dizionario di filosofia della Treccani l’educazione è il processo di trasmissione di un sistema di conoscenze e di
valori, di norme e modelli di comportamento, finalizzato alla strutturazione
della personalità umana e all’inserimento dell’individuo nella società.
Nell’antichità classica il tema dell’educazione era parte integrante del discorso sull’etica e
sulla politica.
L’aggettivo sentimentale fa specifico riferimento ai sentimenti ed agli affetti, soprattutto
tra giovani.
Trattandosi di rapporti amorosi fra ragazzi il riferimento alla parità ed
alla solidarietà tra uomini e donne ci sembra alquanto fuori
luogo, anche se gli insegnamenti sull’affettività
tentano effettivamente di sconfinare per necessità dall’ambito familiare per approdare alla formazione scolastica scuola
Per introdurre l’”educazione
sentimentale” a scuola, Sel ha
lanciato una petizione online
Si tratta secondo i promotori di un percorso di formazione culturale per
ragazzi contro le discriminazioni per le differenze sessuali, la lotta all’omofobia ed al bullismo e per la parità
dei sessi,” contro le ingerenze della Chiesa e dei partiti”
Il progetto è stato osteggiato dal presidente della Cei, l’arcivescovo Angelo Bagnasco, in quanto “
portatore di indottrinamento a
danno della famiglia tradizionale”.La petizione si riallaccia alla proposta di legge presentata ad agosto 2013 da Sinistra ecologia e libertà inserita nella” legge sul femminicidio” non ancora discussa dal Parlamento e che mira ad introdurre
nell’ordinamento scolastico italiano l’educazione di genere
L'educazione
sessuale scolastica, si richiama ad un
insieme di discipline che analizzano i rapporti tra i ragazzi nel periodo di maturazione sessuale,facendo riferimento specifico alle varie materie . Per le scienze naturali: all'anatomia ed alla fisiologia dell'apparato genitale. Per la psicologia allo studio dei rapporti tra i sessi
ed alle reazioni ed ai cambiamenti che avvengono durante la pubertà ed al comportamento sessuale umano in generale.
Poi ci sono gli aspetti particolari
connessi con la filosofia e la morale
Manca il diritto, ed a nostro parere è una grave lacuna,in quanto
non si può comprendere la struttura i fini ed i limiti della famiglia e della società senza aver appreso i rudimenti ed i
connessi concetti dell’ordinamento
giuridico Non si può comprendere il valore dell’atto sessuale se non si conoscono i principi che lo Stato adotta ai fini della
procreazione e della successione .
Infine in una società in fermento quale è quella attuale si deve ben conoscere
la legislazione riguardante la procreazione fuori del matrimonio, la normativa
relativa alle coppie di fatto, nonché le
conseguenze derivanti dalla separazione
ed dal divorzio.
Non vogliamo avere la pretesa di voler
impartire il diritto ai ragazzi delle
ultime classi della scuola elementare, delle medie e delle superiori, ma
partendo dai concetti elementari e sviluppando sempre più gli aspetti tecnici e dottrinali si può arrivare ad una
adeguata formazione giuridica dei nostri
giovani.
Senza voler rievocare i fasti ed i misfatti dell’Educazione Civica.
Oggi,nell’ambito della scuola media
superiore, se si escludono gli istituti
tecnici i nostri ragazzi non acquisiscono nozioni di diritto civile. Anche all’Università la
formazione giuridica è limitata alle facoltà di giurisprudenza , di economia, di scienze politiche e poche altre
Poi ci dovrebbe essere un minimo di
formazione sulle nozioni di diritto penale,
in quanto sono proprio i ragazzi i più
indifesi contro i soprusi della società
ed è bene che abbiano conoscenza, sia di alcuni fatti illeciti (reati), sia
sulle conseguenze degli stessi (pene)
Ricordiamo con il Carnelutti che la
funzione principale del diritto penale è quella di difesa della società contro i reati
La trattazione delle principali leggi
penali di preminente interesse per i
ragazzi è molto vasta e và dalle nozioni
di aborto, di abusi sessuali, fino agli stupefacenti.
Logicamente i programmi dovrebbero essere calibrati in rapporto con
la maturazione e con l’età degli allievi. Quindi dovrebbero subentrare per competenza
settoriale gli esperti della pedagogia, della psicologia, della filosofia
e della sociologia
Gli insegnamenti scolastici non sono, per quanto ne sappiamo così completi: seguono
le indicazioni del MIUR, delle Regioni e delle Provincie, con le loro
direttive specifiche, quindi quelle dei
singoli Istituti Scolastici.
In attesa dell’auspicata riforma scolastica
che trovi l’accordo di tutte le parti sociali senza sfociare nella solita
demagogia , le problematiche educative dei figli e sui rapporti di coppia, rimangono sostanzialmente delegate alla famiglia , che le
gestisce come può.
Questo
quando le coppie si sposano e vi è una famiglia tradizionale.
Poi
ci sono le tante unioni di fatto , sempre più numerose, che con superficialità nascono e si diffondono tra i giovani che
usano definirsi compagni, con una etichetta che vuol essere
politica, per sentirsi ideologicamente impegnati, ma che invece lascia presagire un
atteggiamento lassista verso la morale,
con scarsa responsabilizzazione verso
gli impegni che la vita di coppia
richiede, con un approccio
pressappochista ed incerto verso
la società e quindi , con poche prospettive di stabilità verso la vita affettiva per cui sarebbe meglio qualificare tali personaggi come compagni di sventura .
E’
inutile negarlo i nostri giovani sono per buona parte i nipotini di quel 68 che ha riempito le
cronache del dopo guerra con le gesta
dei loro padri “impegnati” idealmente a contestare tutto, e che non hanno mai capito che la società
civile si deve fondare prima e soprattutto su regole precise e condivise, codificate
da chiare norme
di diritto. Il contesto sociale relativo funziona bene quando i cittadini hanno assimilato
profondamente tali concetti e si impegnano con senso di
responsabilità a far sì che tutto il
sistema sociale funzioni : dallo stato alla famiglia. Le relazioni sociali sono
una serie infinita di contratti e tutto scorre alla perfezione quando la controparte è affidabile
e rispetta alla lettera gli impegni
presi
Queste
regole fondamentali spesso le
dimenticano i giovani, prima ancora di averle assimilate, per
colpa di cattivi maestri, e
soprattutto le ragazze in età da marito,
che sono la parte più fragile della
società, in quanto per il ruolo che sono
chiamate a svolgere come madri e come mogli avrebbero bisogno di certezze, di solide basi reali, e non solo dei sogni propagandati dai media , soprattutto dopo aver compreso alla lettera le regole per la loro tutela quali madri e spose .
Invece
la moda della “trasgressione” è regola
imperante nella moderna società, democratica e pluralista, frutto di concezioni pseudo rivoluzionarie-
egualitariste , che spesso portano a contestazioni senza fondamento e senza una logica
razionale, con i conseguenti guai per i soggetti più sprovveduti e deboli della
società, con tanti danni all’umanità
Per
tornare alla cellula della società civile, alla famiglia, basta guardarsi
attorno per vedere lo sfascio delle cosiddette famiglie allargate, con tutti
gli effetti devianti sui figli
sballottati da una parte all’altra, senza le dovute attenzioni per la loro
educazione, specie per quella
sentimentale.
Qualcuno
sorriderà con aria di sufficienza su
queste considerazioni . Ma c’è poco da
sorridere.
Ci
sono regole precise per diventare ingegnere nucleare, chirurgo, avvocato, ma
nessuno ti da le regole per scegliere
l’anima gemella, su come impostare i relativi rapporti ovvero su come crescere ed educare i figli ai rapporti interpersonali
Ma torniamo a parlare di educazione
sentimentale perché essa è fondamentale per l’essenza della crescita dei ragazzi che
debbono confrontarsi spesso impreparati con la dura realtà che li
circonda, senza un chiaro indirizzo per
la formazione di un sano nucleo familiare..
In
primo piano in questa società
deviata, troviamo per
gran parte dei giovani il
fallimento del matrimonio tradizionale come istituzione, quindi di
conseguenza anche gli affetti e le
relazioni interpersonali tra i componenti non danno certezze, si
attutiscono e si dissolvono alla prima
tempesta
I
ragazzi finiscono con l’essere parcheggiati a tempo pieno negli asili o nelle
scuole, “per il loro bene”, ovvero presso i nonni, in quanto l’esigenza della
carriera dei genitori che debbono realizzarsi lo impone..
In
un tale contesto i nostri giovani hanno
poco da immaginare un futuro fantastico ,
quando i modelli di riferimento (i genitori)si basano sempre più
sull’egoismo e su atteggiamenti aridi e
distanti dai problemi educativi e che sfuggono in ogni modo agli impegni affettivi
E
non c’è Tribunale dei minori che tenga al riguardo, per una valida difesa della
prole.
(Antonio Di Carlo)
Etichette:
Attualità
venerdì 11 aprile 2014
Immigrazione, Alfano: «Italia sotto pressione, intervenga l'Europa»
Immigrazione
09.04.2014
Immigrazione, Alfano: «Italia sotto pressione, intervenga l'Europa»
Il ministro dell’Interno convoca al Viminale i vertici delle Forze dell’ordine dopo l'ultima ondata di sbarchi
sulle coste italiane. Salvati oltre 15.000 migranti negli ultimi sei mesi. Dalla Libia pronte a partire dalle
300 alle 600mila persone
«Oltre 4000 migranti sbarcati nelle ultime 48 ore, 1.300 sulle navi della Marina Militare, 16 avvistamenti di
barconi con richiesta di soccorso: si tratta di una progressione di eventi che allarma». Lo ha dichiarato
ieri il ministro dell'Interno Angelino Alfano al termine della riunione operativa sull'immigrazione che si è
svolta al Viminale in serata con tutte le forze che partecipano all'operazione Mare Nostrum: Forze
dell'ordine, Marina militare e Capitaneria di Porto.
«Si tratta di una situazione molto grave – ha proseguito Alfano - rispetto alla quale da parte dell'Unione
«Si tratta di una situazione molto grave – ha proseguito Alfano - rispetto alla quale da parte dell'Unione
europea non basta uno stanziamento di 80 milioni di euro per Frontex, l'Agenzia delle frontiere. L'Italia
spende ogni giorno 300mila euro, 9 milioni al mese, per soccorrere i migranti».
L'immigrazione, ha precisato il ministro, «sta profondamente cambiando profilo, vi è una connessione
L'immigrazione, ha precisato il ministro, «sta profondamente cambiando profilo, vi è una connessione
diretta tra l'instabilità politica nei Paesi del nord Africa e i flussi di migranti: più quei sistemi sono
stabili, più c'è possibilità di collaborazione per arrivare a degli accordi bilaterali. Ma, soprattutto, sono
sempre più i richiedenti asilo e protezione internazionale, rispetto ai migranti economici. Persone che
fuggono dalle guerre, che presentano una domanda e al quale il nostro paese è obbligato a dare
una risposta. Un fenomeno questo, destinato ad aumentare e al quale l'Italia non può far fronte da sola».
La meta finale della maggior parte dei migranti non è l'Italia, ha ribadito Alfano, ma altri Paesi dell'Ue, e
La meta finale della maggior parte dei migranti non è l'Italia, ha ribadito Alfano, ma altri Paesi dell'Ue, e
di ciò «abbiamo migliaia di prove e, dunque non solo va rivisto il trattato di Dublino, che carica tutti i
problemi sui Paesi di primo ingresso, ma Frontex ed Europol devono fare il loro lavoro, cioè difendere
una frontiera che non è italiana ma europea».
Alfano è poi intervenuto stamattina ai microfoni del Gr 1, «l'Italia, ha dichiarato, è sotto una pressione
Alfano è poi intervenuto stamattina ai microfoni del Gr 1, «l'Italia, ha dichiarato, è sotto una pressione
migratoria fortissima che arriva dalla Libia, dalle coste del paese nordafricano sono pronti a partire tra
i 300 e i 600 mila migranti. Oggi - ha concluso il ministro - stiamo facendo un'azione di soccorso che ci
rende campioni del mondo di soccorso in mare perché abbiamo salvato, con l'operazione Mare
nostrum, più di 15.000 vite da ottobre a oggi».
Etichette:
INVASIONI
giovedì 10 aprile 2014
IL CONSIGLIO DEI MINISTRI VARA IL DOCUMENTO DI ECONOMIA E FINANZA
La Presidenza del Consiglio comunica che il Consiglio dei Ministri si è riunito l'8 'aprile 2014, sotto la presidenza del Presidente del Consiglio, Matteo Renzi. Segretario il Sottosegretario di Stato alla Presidenza, Graziano Delrio.
*****
Il Consiglio dei Ministri, su proposta del Presidente, Matteo Renzi, e del Ministro dell’Economia e delle Finanze, Pietro Carlo Padoan, ha approvato il Documento di economia e finanza (DEF).
Il Documento di Economia e Finanza 2014 del Governo illustra in modo organico le iniziative concrete che danno corpo alla volontà e all’impegno del Paese ad imprimere una forte accelerazione al processo di riforma strutturale dell’economia, per una nuova e sostenibile ripresa della crescita e dell’occupazione. Il DEF è un documento programmatico, composto di tre sezioni: il Programma di Stabilità, il Programma Nazionale di Riforma e una parte di dettaglio sulla finanza pubblica. Dopo la deliberazione odierna del Consiglio dei Ministri, il Parlamento si esprimerà sul documento attraverso una risoluzione e il documento sarà trasmesso alle autorità europee come parte essenziale del cosiddetto “Semestre Europeo”, cioè il quadro comune in cui si svolge la programmazione economica di tutti gli stati membri dell’Unione. Il documento – in particolare il Programma nazionale di riforma – inquadra l’insieme delle riforme annunciate dal Presidente del Consiglio alle Camere all’atto dell’insediamento del Governo in un percorso di programmazione comune con gli altri paesi membri dell’Unione Europea. Vengono così messi nero su bianco obiettivi, azioni per conseguirli, scadenze entro cui ottenere i risultati. Nel DEF sono chiaramente leggibili l’urgenza e l’ambizione delle azioni di riforma che il Governo intende attuare. Il percorso che si delinea prevede il passaggio fondamentale dallo stato di gestione della crisi ad una politica di cambiamento, riassumibile in due concetti: il consolidamento fiscale sostenibile e l’accelerazione sulle riforme strutturali per favorire la crescita.
Le riforme avviate sul piano nazionale dai governi precedenti e quelle previste per il 2014 sono in piena sintonia con il quadro europeo: con le priorità per il 2014 dell’Analisi Annuale della Crescita, con le Raccomandazioni della Commissione, con gli obiettivi prioritari stabiliti nel Semestre Europeo e con le sette iniziative ‘faro’ (Flagship Initiatives) della Strategia 2020.
Il Governo presenta all’interno del Documento nuove e rilevanti politiche per la ripresa economica. Per cogliere i frutti delle riforme e dei sacrifici sono però necessarie alcune condizioni. In primo luogo, il Governo si propone l’obiettivo di sfruttare le opportunità offerte da un quadro europeo oggi più favorevole agli investimenti per la crescita e l’occupazione. Fondamentale sarà la sinergia fra Governo, Parlamento e il Consiglio Europeo per utilizzare tutti gli spazi di flessibilità esistenti nel Patto di Stabilità e Crescita e per rendere possibile, mantenendo le finanze pubbliche in ordine, un rilancio degli investimenti pubblici produttivi. È in questo solco che si colloca l’apertura della Commissione Europea verso l’operazione dell’Italia per pagare i debiti scaduti delle Pubbliche Amministrazioni. Serve anche flessibilità per attenuare i possibili effetti negativi di breve periodo di alcune riforme e dare modo alle stesse di mettere in moto dinamiche positive nelle aspettative degli operatori economici a favore della crescita e dell’occupazione. L’obiettivo è dunque quello di consolidare in via definitiva l’uscita dalla crisi finanziaria attraverso un serrato e preciso cronoprogramma che impegna il Governo in scadenze ravvicinate, con interventi normativi e attuativi rapidi e certi. Questo rappresenta il carattere distintivo e innovativo del Documento di Economia e Finanza 2014. In sintesi non è solo nei contenuti delle riforme che si basa la forza del progetto di cambiamento, ma soprattutto nella capacità di tradurle rapidamente in norme di legge e di dare loro concreta attuazione in tempi rapidi e certi. È necessaria l’effettiva realizzazione delle riforme anche grazie a un sistematico monitoraggio dell’attuazione dei decreti ministeriali e degli atti conseguenti che rendono operative le misure. Il Governo sa bene cosa serve al Paese ma anche al semplice cittadino che fronteggia, spesso in solitudine, il lento e macchinoso apparato statale. La strategia: misure di impatto immediato che si inscrivono in un piano di riforme strutturali
L’ampio piano di riforme strutturali interviene su tre settori fondamentali: istituzioni, economia e lavoro, avviando così una profonda trasformazione del nostro Paese.
Una nuova legge elettorale capace di garantire la governabilità, l’abolizione delle Province, la revisione delle funzioni del Senato e la riforma del Titolo V della Costituzione rappresentano le direttrici di una profonda revisione del sistema politico-istituzionale italiano, responsabile di aver rallentato, e talvolta ostacolato, la gestione della cosa pubblica, sia a livello nazionale che locale, nonché di aver ritardato la ripartenza dell’economia italiana. La strategia del Governo in materia economica si incentra su interventi in grado di incidere sulla competitività del Sistema-Paese per dare un forte impulso alla crescita, pur tenendo conto dei vincoli di bilancio e dell’obiettivo di pareggio di bilancio in termini strutturali. Il risanamento delle finanze pubbliche è testimoniato dal buon andamento dell’avanzo primario, che anche nel 2014 sarà tra i più elevati della zona euro. Nell’ambito di un organico programma economico di riforme le principali misure delineate, il cui impatto sarà significativo già nel breve periodo, sono:
A tali proposte strutturali si affiancano misure immediate, in parte già attive, volte a dare risposte concrete ai cittadini. Tra queste in particolare:
Il quadro macroeconomico e le prospettive per la finanza pubblica
L’economia italiana è entrata in una fase di ripresa, contrassegnata in prospettiva da dinamiche abbastanza favorevoli del commercio estero e da una graduale stabilizzazione della domanda interna. Si proietta una crescita del PIL dello 0,8 per cento per l’anno in corso, con un graduale avvicinamento al 2,0 per cento nei prossimi anni. Nel 2014 l’indebitamento netto è previsto attestarsi al 2,6% del PIL per poi scendere all’1,8% nel 2015 e allo 0,9% nel 2016. L’avanzo primario in termini nominali aumenterà progressivamente, raggiungendo il 5,0 per cento nel 2018. Il rapporto debito/PIL inizierà a ridursi a partire dal 2015.
Misure per la crescita nel rispetto delle norme europee e nazionali
Già nel 2015 il bilancio strutturale raggiunge un sostanziale equilibrio (-0,1%). Il pieno conseguimento dell’obiettivo di pareggio nel 2016 rispetta i regolamenti europei ed è in linea con quanto previsto dalla normativa nazionale di recepimento delle disposizioni dettate a livello europeo.
Infatti la normativa nazionale prevede, in presenza di “eventi eccezionali” e di un processo importante di riforma, che il Governo, sentita la Commissione Europea, presenti al Parlamento una Relazione e una specifica richiesta di autorizzazione in cui sia indicata l’entità e la durata dello scostamento nonché sia definito un piano di rientro che permetta di convergere verso l’obiettivo di medio periodo (costituito per l’Italia appunto dal pareggio strutturale) entro l’orizzonte di programmazione del DEF. Le riforme strutturali, miglioreranno il tasso di crescita dell’economia italiana e comporteranno nel medio periodo un miglioramento strutturale del saldo di bilancio e della sostenibilità del debito pubblico nel tempo.
*****
Conferimento delle Deleghe della Presidenza del Consiglio
Il Presidente, sentito il Consiglio dei Ministri, ha conferito le deleghe di funzione, specificando le relative competenze, ai Ministri: Maria Elena BOSCHI (Riforme Costituzionali, rapporti con il Parlamento, programma di Governo), Maria Anna MADIA (Semplificazione e Pubblica Amministrazione), Maria Carmela LANZETTA (Affari Regionali e Autonomie).
Inoltre, al Ministro del Lavoro e delle Politiche sociali, Giuliano POLETTI sono state conferite le deleghe a Politiche giovanili, Servizio civile nazionale, Integrazione, Politiche per Famiglia.
Al Ministro per le Politiche Agricole, Alimentari e Forestali Maurizio MARTINA, la delega ad Expo 2015.
Il Presidente del Consiglio ha dato comunicazione di aver delegato il sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio Graziano DELRIO alle Politiche di Coesione Territoriale e allo Sport; il sottosegretario Sandro GOZI alle Politiche Europee e al coordinamento, con il Ministro degli Affari Esteri,Federica MOGHERINI, delle attività inerenti il Semestre di presidenza Italiana del Consiglio dell’Unione Europea; il sottosegretario Luca LOTTI all’Informazione e Comunicazione del Governo, all’Editoria, alla Pianificazione, preparazione e organizzazione degli interventi connessi alle Commemorazioni del Centenario della Prima Guerra Mondiale, a Promozione e svolgimento di iniziative per le Celebrazioni del 70° anniversario della Resistenza e della Guerra di Liberazione.
Restano al Presidente del Consiglio le funzioni in materia di Pari Opportunità, Politiche Antidroga, Protezione Civile, Programmazione della politica economica e Cipe e la Commissione Adozioni Internazionali.
*****
Su proposta del Ministro dell’Ambiente e della tutela del territorio e del mare, Gianluca Galletti, il Consiglio ha approvato il Piano di gestione dei bacini idrografici del distretto idrografico delle Alpi Orientali, adottato con deliberazione dei Comitati istituzionali delle Autorità di bacino dei fiume Adige, Isonzo, Tagliamento, Livenza, Piave e Brenta-Bacchiglione.
*****
Il Consiglio dei Ministri ha deliberato lo stato d’emergenza in conseguenza degli eccezionali eventi atmosferici verificatisi nella Regione Veneto tra il 30 gennaio ed il 18 febbraio di quest’anno, in attuazione, nei termini previsti, dell’articolo 3 della legge 50 del 2014.
*****
| |
Etichette:
Economia
Alfano spalanca le porte ai clandestini
rassegna stampa
DA IL GIORNALE
Alfano spalanca le porte ai clandestini
C'è una stima del Viminale che spaventa la Marina Militare. E questa stima parla di 600mila clandestini pronti a prendere d'assalto le nostre coste
Andrea Indini - 09/04/2014
C'è una stima del Viminale che spaventa la Marina Militare. E questa stima parla di 600mila clandestini pronti a prendere d'assalto le nostre coste
Andrea Indini - 09/04/2014
C'è una stima del Viminale che spaventa la Marina Militare. E questa stima parla di 600mila clandestini pronti a prendere d'assalto le nostre coste.
Lo stivale come trampolino di lancio per arrivare in Italia e nella non più così ricca Europa. Dinnanzi a questa invasione il ministro dell'Interno Angelino Alfano spalanca le porte a chiunque voglia intraprendere il viaggio della speranza. Dal Viminale è stata, infatti, inviata una circolare a tutti i prefetti affinché si attivino per accogliere le migliaia diimmigrati sbarcati nelle ultime ore. "Caro Alfano - ha commentato il segretario della Lega Nord, Matteo Salvini - ti pagano lo stipendio per difendere i confini, non per farci invadere da migliaia di disperati e delinquenti".
Etichette:
INVASIONI
domenica 6 aprile 2014
BRUNETTA: Riforme, “Verdini pubblichi accordo Renzi – Cav, vediamo chi bara”
BRUNETTA: Riforme, “Verdini pubblichi accordo Renzi – Cav, vediamo chi bara”
Sulle riforme e sulla legge elettorale faccio un appello ad una persona che stimo da sempre, Verdini. Denis, perchè non pubblichi il testo del famoso accordo Renzi-Berlusconi? E così la facciamo finita una volta per tutte? Per chiarezza, per verità storica, per trasparenza. Vediamo chi bara. Vediamo cosa poi diranno il presidente Renzi e la ministra Boschi, tanto sicuri dei loro numeri, ma in realtà con una paura matta di andarsi a schiantare contro la dorata facciata di Palazzo Madama. Voglio proprio vedere la loro riforma del Senato senza Forza Italia, voglio proprio vedere il via libera definitivo all’Italicum senza i nostri voti, già decisivi per l’approvazione della legge elettorale alla Camera.
Etichette:
Attualità
Immigrazione, Rampelli: In 600 mila pronti a traversate, e voi abrogate reato di immigrazione clandestina
Immigrazione, Rampelli: In 600 mila pronti a traversate, e voi abrogate reato di immigrazione clandestina

Chiede all'Ue di difendere le nostre frontiere, ma lui le ha abbattute con il voto di ieri "Avremmo preferito che queste cose il ministro dell'Interno Alfano fosse venuto a dirle alla Camera ieri quando i suoi deputati, insieme a tanti altri di Forza Italia, hanno sostanzialmente abrogato il reato di immigrazione clandestina.
Avremmo preferito che quei 'pugni elettorali' che mostra sui manifesti li avesse sbattuti sul tavolo del governo per evitare che si consumasse questo obbrobrio giuridico capace di scardinare i confini dell'Italia e farla diventare approdo per 600mila disperati. Come può reclamare l'intervento dell'Europa in difesa delle frontiere se ha appena rinunciato a difenderle in prima persona?". E’ quanto dichiara il vicecapogruppo di Fratelli d’Italia-Alleanza nazionale Fabio Rampellicommentando le affermazioni del ministro dell’Interno Angelino Alfano secondo cui ci sarebbero “300mila-600mila persone in attesa di transitare per il Mediterraneo”.
Roma, 3 aprile 2014
Etichette:
INVASIONI
Iscriviti a:
Post (Atom)