mercoledì 23 aprile 2014

I PROVVEDIMENTI DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI N.14




La Presidenza del Consiglio comunica che il 18 aprile 2014:
Il Consiglio dei Ministri si è riunito  a Palazzo Chigi, sotto la presidenza del Presidente del Consiglio, Matteo Renzi. Segretario il Sottosegretario di Stato alla Presidenza, Graziano Delrio.
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Misure per la competitività e la giustizia sociale - Per un’Italia coraggiosa e semplice – Decreto legge
Su proposta del Presidente Matteo Renzi e del Ministro dell’Economia e delle Finanze,  Pietro Carlo Padoan, il Consiglio dei Ministri ha varato  oggi il decreto-legge per interventi finalizzati a  maggior efficienza, razionalizzazione, equità e rilancio del Paese. Il decreto-legge prevede misure urgenti per la competitività e la giustizia sociale: Ora Italia Coraggiosa e Semplice.
In particolare, le misure di riduzione del cuneo fiscale hanno l’obiettivo di stimolare l’economia attraverso un aumento dei consumi e la creazione di un ambiente economico più favorevole agli imprenditori e agli investimenti produttivi. L'impatto potenziale dei due interventi combinati, in favore dei lavoratori dipendenti e in favore delle imprese, è tale da invertire la crisi di fiducia che frena il sistema economico del Paese e può cambiare il verso della fase economica che viene da una lunga recessione.
Questi interventi comportano un onere per le finanze pubbliche in termini di minori introiti o maggiori spese per un importo complessivo di 7,7 miliardi.
Dall’altro lato, le misure per un’Italia coraggiosa e semplice riguardano un forte impegno per una Pubblica amministrazione più efficiente, dotata di strumenti più intelligenti, a costi più ridotti. L’opera di Revisione della Spesa va infatti a individuare sia interventi destinati a ridurre sprechi e inefficienze, a ridurre i costi della politica, sia misure per  avviare la trasformazione degli apparati dello Stato e delle amministrazioni centrali e periferiche verso un assetto più funzionale, sobrio ed efficiente.
Rilancio dell’economia attraverso la riduzione del cuneo fiscale - Meno tasse per lavoratori dipendenti e assimilati  e meno tasse per le imprese
Dieci miliardi per dieci milioni di persone che beneficeranno del taglio del cuneo fiscale su base annua: è la misura che apre il decreto, prevedendo i 6,7 miliardi a copertura da maggio a dicembre  2014. Attraverso un credito di imposta a partire dalle buste paga relative al mese lavorativo di maggio 2014 aumenta la retribuzione netta dei lavoratori dipendenti e assimilati che guadagnano tra 8.000 e 24.000 euro lordi e che avranno 80 euro in più al mese.
La seconda misura di riduzione fiscale riguarda l’Irap, che viene tagliata del 10% e  la cui aliquota principale scenderà dal 3,9% al 3,5%. Il beneficio finanziario per le imprese nell’anno 2014 è pari a 700 milioni.
Rafforzamento del contrasto all’evasione fiscale
Dal recupero dell’evasione fiscale sono 300 i milioni recuperati dalle iniziative del 2013. Il governo intende rafforzare la lotta all’evasione realizzando, anche su indicazioni delle Camere - cui presenterà entro 60 giorni dall’entrata in vigore del decreto un rapporto di monitoraggio - un programma di ulteriori misure ed interventi di prevenzione e di contrasto e allo scopo di conseguire nell’anno 2015 un incremento di almeno 2 miliardi di euro di entrate rispetto a quelle ottenute nell’anno 2013.
Pagamento dei debiti arretrati delle pubbliche amministrazioni 
Viene incrementato il plafond delle risorse finanziarie a disposizione degli enti delle pubbliche amministrazioni che hanno debiti nei confronti di terzi. Oltre ai 47 miliardi già stanziati, in parte pagati e in parte in corso di pagamento, il Governo rende disponibili ulteriori 13 miliardi.
Inoltre viene istituito il meccanismo che agevola la cessione del credito delle imprese agli istituti finanziari, grazie a una garanzia dello Stato e al ruolo di Cassa Depositi e Prestiti.
L’ulteriore pagamento di debiti commerciali delle pubbliche amministrazioni produrrà nel 2014 un incremento del gettito dell’IVA dovuto (calcolato prudenzialmente su 5 miliardi di euro, che corrispondono alle richieste pervenute dagli enti debitori) per 650 milioni.
Revisione della spesa, semplificazione ed efficienza nelle pubbliche amministrazioni 
Al fine di rendere più razionale ed efficace la spesa di funzionamento della burocrazia pubblica per beni e servizi, vengono individuati soggetti aggregatori di riferimento per stabilire condizioni standard di acquisto, tra cui Consip e una centrale di committenza per ogni regione. Il numero complessivo di soggetti aggregatori sul territorio nazionale non può essere superiore a 35.
Le amministrazioni pubbliche debbono pubblicare sui siti istituzionali ed attraverso un portale unico i dati relativi alla spesa e l’indicatore della tempestività dei pagamenti.
A decorrere dall’entrata in vigore del decreto è inoltre prevista - ripartita in egual misura tra Stato, Regioni ed enti locali - una riduzione della spesa per beni e servizi pari 2.100 milioni.
Un tetto di acquisto riguarda anche le auto  di servizio -  tranne i mezzi indispensabili per servizi di sicurezza e sociali – e che vedrà ad esempio l’assegnazione di sole 5 auto di servizio a Ministero.
Sono previste specifiche misure per ridurre gli affitti di immobili da parte di enti pubblici e per un miglior utilizzo degli spazi esistenti. Dalla facoltà di ricontrattare i canoni di locazione degli immobili dello Stato ci si attende un risparmio di 100 milioni.
Così come possono esser ridotti i costi di gestione della Tesoreria dello Stato per 250 milioni.
Alla Rai viene chiesto un impegno che vada a ridurre il trasferimento da parte dello Stato di 150 milioni per l’anno 2014 attraverso scelte di efficientamento e cessione di quote di partecipate.
Iniziative per la digitalizzazione della Pubblica amministrazione
È previsto un ulteriore incremento della digitalizzazione della macchina pubblica, con  100 milioni di euro di risparmi, e con l’anticipazione dell’obbligo per la fatturazione elettronica e la pubblicazione telematica di avvisi e bandi di gara.
Tetto a 240 mila euro per dirigenti e manager della pubblica amministrazione
Viene stabilito un tetto ai compensi dei dirigenti della pubblica amministrazione, che non potranno superare l’importo annuo massimo di 240 mila euro  lordo. Una somma corrispondente a quella percepita dal Capo dello Stato. Si va quindi a  ridurre di oltre 70 mila euro  il tetto dei compensi dei dirigenti pubblici e i manager delle società partecipate fissato a 311mila euro. La misura, dal 1° maggio 2014, rientra in  una revisione organica degli assetti retributivi dei dipendenti delle amministrazioni e degli organismi e delle società partecipate, ad esclusione di quelle emittenti strumenti finanziari quotati nei mercati regolamentati, finalizzata al contenimento della spesa pubblica ed alla razionalizzazione e perequazione dei trattamenti economici.   La somma è al lordo dei contributi previdenziali e assistenziali e degli oneri fiscali a carico del dipendente.
Concorso degli organi costituzionali alla riduzione della spesa pubblica
Per l’anno 2014 si prevede il concorso alla riduzione della spesa pubblica da parte degli organi costituzionali, Presidenza della Repubblica, Camera dei Deputati, Senato della Repubblica, Corte Costituzionale, nel rispetto delle loro prerogative di autonomia, secondo le cifre deliberate per 50 milioni di euro. In attesa della Riforma costituzionale per il Cnel è previsto nel 2014 un minor stanziamento di 5 milioni di euro.
Rivalutazione quote Bankitalia e rendite finanziarie tra i provvedimenti di copertura
Tra le misure di copertura delle misure adottate, l’aumento al 26% dell’aliquota d’imposta sulla rivalutazione delle quote di Banca d’Italia, che produrrà 1.800 milioni, e l’aumento al 26% delle rendite finanziarie per tutti i servizi/prodotti attualmente tassati al 20%.
È prevista inoltre la riduzione da 3 anni a 1 anno del numero di rate per il pagamento dell’imposta sulle plusvalenze dalla rivalutazione degli asset d’impresa (gli importi previsti per il 2015 e il 2016 dovranno essere corrisposti nel 2014) per un importo di 600 milioni.
Ristrutturazione debito regionale e superamento province
Viene offerta alle Regioni la possibilità di rinegoziare il proprio debito con lo Stato, aumentando il tempo utile per il rimborso di mutui già sottoscritti.
Dal riordino delle province determinato dalla legge appena approvata si attendono 100 milioni nel 2014.
Nuovi fondi per la ristrutturazione delle scuole
Grazie ad un allentamento del patto di stabilità interno, le risorse per la ristrutturazione degli edifici scolastici si incrementano di 122 milioni di euro e di 300 milioni attraverso la riprogrammazione di fondi.
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Misure in favore delle popolazioni dell’Emilia Romagna – Decreto legge
Il Consiglio ha approvato un decreto-legge, su proposta del Presidente Renzi e del Ministro dell’economia e delle finanze, che reca misure urgenti in favore delle popolazioni dell’Emilia Romagna colpite dal terremoto e dai successivi eventi alluvionali del 17 e 19 gennaio scorsi. Il decreto  disciplina ulteriori modalità di intervento del Commissario per la ricostruzione delle zone colpite, al fine di garantire l’attuazione degli interventi per il ripristino dei danni, l’assistenza alle popolazioni e la ripresa economica nei territori dei comuni interessati dall’alluvione che ha aggravato la situazione delle zone già colpite dal terremoto del 2012. Viene altresì assicurata per il 2014 l’operatività del Fondo per le emergenze nazionali previsto dalla legge n.225 del 1992 in materia di protezione civile.
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Autorizzazione riguardo la società Piaggio Aero Industries S.p.A. – Dpcm
Il Consiglio dei Ministri ha deliberato il  decreto del Presidente del Consiglio per l’esercizio di poteri speciali, come definiti dal decreto-legge n. 21 del 2012,  riguardo l’acquisizione da parte di Mubadala Development Company delle quote di maggioranza di Piaggio Aero Industries S.p.A.
Il Governo, esercitando i propri poteri speciali di sorveglianza su tutte le attività che sono connesse allo svolgimento della funzione istituzionale della difesa e della sicurezza nazionale, si è espresso positivamente per l’acquisizione,  indicando specifiche condizioni per la tutela delle capacità tecnologiche e industriali, della continuità di produzione, delle attività di rilevanza strategica sviluppate da Piaggio Aero Industries S.p.A., in particolare nel settore dei velivoli a pilotaggio remoto.
Il Governo ha accolto con favore e seguito con attenzione l’operazione, che permetterà di accrescere il peso e il valore di Piaggio Aero Industries S.p.A. nel mercato internazionale grazie al consistente piano di investimenti in ricerca e sviluppo ed in nuove tecnologie produttive da parte dalla società Mubadala Development Company.
Il decreto verrà trasmesso alle Commissioni parlamentari competenti.
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Proroga dello stato d’emergenza per Lucca e Massa Carrara e nuovi fondi
È stata prorogata di sessanta giorni la durata dello stato di emergenza già dichiarato in conseguenza del terremoto che il 21 giugno 2013 ha colpito il territorio delle province di Lucca e Massa Carrara, al fine di consentire il completamento delle operazioni di protezione civile in atto. Con specifica delibera è stato altresì approvato un primo stanziamento di 5 milioni di euro per l’avvio degli interventi di protezione civile di ripristino di strutture ed infrastrutture danneggiate, nonché per la messa in sicurezza del territorio.
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Scioglimento del Consiglio comunale di Cellino San Marco (Brindisi)
Al fine di consentire il risanamento delle istituzioni locali nelle quali sono state accertate forme di condizionamento da parte della criminalità organizzata, il Consiglio ha deliberato, su proposta del Ministro dell’Interno, Angelino Alfano, lo scioglimento del Consiglio comunale di Cellino San Marco (Brindisi).
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Leggi regionali
Su proposta del Ministro per gli Affari regionali, Maria Carmela Lanzetta, il Consiglio dei Ministri ha esaminato ventuno leggi delle Regioni e delle Province autonome.
Per le seguenti leggi si è deliberata l’impugnativa:
1) Legge Regione Lombardia n. 11 del 19/02/2014, “Impresa Lombardia: per la libertà di impresa, il lavoro e la competitività”, in quanto alcune disposizioni, promuovendo i prodotti realizzati in ambito regionale, producono effetti restrittivi sulla libera circolazione delle merci garantita dall’ordinamento europeo, in violazione degli obblighi comunitari di cui all’art. 117, primo comma, della Costituzione. Altre disposizioni, in tema di semplificazione, contrastano con la normativa statale in materia, incidendo altresì sulla potestà legislativa statale in materia  di “livelli essenziali delle prestazioni” e di “tutela dell’ambiente”, in violazione dell’articolo 117, secondo comma, lettere m) e s), della Costituzione.
2) Legge Regione Liguria n. 1 del 24/02/2014, “Norme in materia di individuazione degli ambiti ottimali per l’esercizio delle funzioni relative al servizio idrico integrato e alla gestione integrata dei rifiuti”,  in quanto alcune disposizioni riguardanti la determinazione delle tariffe del sistema idrico integrato e quelle relative alla gestione integrata dei rifiuti sono invasive delle competenze statali nelle materie “tutela dell’ambiente” e “tutela della concorrenza”, in violazione dell’articolo 117, secondo comma,  lettere s) ed e), della Costituzione.

Per le seguenti leggi, inoltre, si è deliberata la non impugnativa: 
1) Legge Regione Friuli Venezia Giulia n. 1 del 14/02/2014 “Disposizioni per la prevenzione, il trattamento e il contrasto della dipendenza da gioco d’azzardo, nonché delle problematiche e patologie correlate.”
2) Legge Regione Puglia n. 5 del 18/02/2014 “Disciplina dei turni e degli orari del Servizio pubblico farmaceutico territoriale.”
3) Legge Regione Puglia n. 6del 18/02/2014 “Modifiche e integrazioni alle leggi regionali 15 novembre 2007, n. 34, 7 agosto 2013, n. 27 e 11 febbraio 1999, n. 11.”
4) Legge Regione Campania n. 9 del 25/02/2014 “Modifiche a norme della legge regionale 10 luglio 2012, n. 19 (istituzione del registro tumori di popolazione della regione Campania)”
5) Legge Regione Campania n. 10 del 25/02/2014 “Disposizioni in materia di produzione e di vendita del pane e modifiche degli articoli 3 e 4 della legge regionale 9 gennaio 2014,  n.1 (nuova disciplina in materia di distribuzione Commerciale).”
6) Legge Regione Liguria n. 2 del 24/02/2014 “Razionalizzazione e adeguamento di  normative in  materia  di  turismo, cultura e spettacolo.”
7) Legge Regione Toscana n. 9 del 19/02/2014 “Disposizioni in  materia  dell’Autorità  regionale per  la garanzia  e la promozione della partecipazione. Modifiche alla legge regionale 2 agosto 2013, n. 46  (Dibattito  pubblico  regionale  e  promozione  della partecipazione alla elaborazione delle politiche regionali e locali).”
8) Legge Regione Lazio n. 2 del 26/02/2014 “Sistema integrato regionale di protezione civile. Istituzione dell'Agenzia regionale di protezione civile.”
9) Legge Regione Lazio n. 3 del 26/02/2014 “Modifica alla legge regionale 6 luglio 1998, n. 24 (Pianificazione paesistica e tutela dei beni e delle aree sottoposti a vincolo paesistico) e successive modifiche. Disposizione transitoria.”
10) Legge Regione Lombardia n. 12 del  25/02/2014 “Modifiche alla legge  regionale  14 novembre  2008, n. 28   (Promozione e valorizzazione  del  patrimonio storico  della  Prima guerra  mondiale in Lombardia).
11) Legge Regione Lombardia n. 13 del 25/02/2014 “Modifica alla legge regionale  5 dicembre 2008, n. 31  (Testo unico delle leggi regionali in materia di agricoltura, foreste, pesca e sviluppo rurale), in materia di cooperazione agricola.”
12) Legge Regione Marche n. 1 del 17/02/2014 “Disciplina in materia di ordinamento della polizia locale.”
13) Legge Regione Toscana  n. 10 del 28/02/2014 “Modifiche all’articolo 2 della legge regionale 12 novembre 2013, n. 65 (Modifiche alla legge regionale 12 gennaio 1994, n. 3 Recepimento della legge 11 febbraio 1992, n. 157 Norme per la protezione della fauna selvatica omeoterma e per il prelievo venatorio).”
14) Legge Regione Calabria n. 7 del  24/02/2014 “Ratifica dell’accordo tra la Regione Calabria e la Regione Campania per la disciplina delle modalità di organizzazione e funzionamento dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Mezzogiorno.”
15) Legge Regione Umbria n. 1 del 26/02/2014 “Ulteriori integrazioni  della legge regionale 18 ottobre 2006,   n. 13 (Istituzione del Garante delle persone sottoposte a misure restrittive 
o limitative della libertà personale).” 
16) Legge Regione Marche n. 2 del 24/02/2014 “Sistema regionale per la difesa dall’inquinamento di idrocarburi o altre sostanze nocive causato da incidenti marini.”
17) Legge Regione Molise n. 6 del 05/03/2014 “Proroga dell’autorizzazione all’esercizio provvisorio del bilancio di previsione per l’esercizio finanziario 2014.”
18) Legge Regione Basilicata n. 3 del 04/03/2014 “Modifiche alla l.r. 19 gennaio 2005, n. 1 - snellimento procedure istanze finanziate dalle ll.rr. 12 agosto 1986, n. 16 e 25 gennaio 1993, n. 5.”
19) Legge Regione Umbria n. 2 del 07/03/2014 “Ulteriori modificazioni della legge regionale 16 febbraio 2010, n. 14 (Disciplina degli istituti di partecipazione alle funzioni delle istituzioni regionali (Iniziativa legislativa e referendaria, diritto di petizione e consultazione).”

Il Consiglio dei Ministri è terminato alle ore 18.

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IL DILEMMA TRA L'EDUCAZIONE SENTIMENTALE E L'EDUCAZIONE SESSUALE DEI GIOVANI

L'opinione

IL DILEMMA TRA L’EDUCAZIONE SENTIMENTALE

       E L’EDUCAZIONE SESSUALE DEI GIOVANI

Il problema dell’educazione sentimentale dei ragazzi viene oggi sottovalutato dalla maggior parte dei  genitori in modo  superficiale e semplicistico, alla stessa maniera  con la quale gli stessi soggetti  hanno affrontato in gioventù   la propria vita relazionale  di coppia: alcuni con un approccio  tradizionale,forse  troppo rigido, altri in modo troppo semplicistico   e disordinato oltre ogni logica. Al fine ci troviamo di fronte a risultati divergenti: da una parte abbiamo ragazzi repressi e timorosi, dall’altra abbiamo unioni che   sfociano  nel disastro più totale con i conseguenti  facili divorzi  a cui spesso fanno seguito nuovi accoppiamenti provvisori. Queste problematiche situazioni relazionali ,  sono a loro volta  la causa e l’effetto di ulteriori squilibri    e frustrazioni,sia per i genitori  che per i figli di primo e di secondo letto,  i quali  sono chiamati a subire le conseguenze  delle più  bizzarre  combinazioni  familiari e  finiscono per dover  vivere  in quei  luoghi improbabili e poco accoglienti   che  continuiamo a  chiamare  famiglie.
L’esatto concetto dell’ educazione sentimentale  è oggi  fuori moda e non si ricava certo dal romanzo  di Gustave Flaubert che riporta nel titolo tale qualificazione,   né dalla recente campagna politica per sostenere la proposta di legge del SEL che secondo gli ideatori  mira ad introdurre  nelle scuole “l’educazione sentimentale” che realizzi “la crescita educativa e culturale degli studenti in materia di parità e  solidarietà tra uomini e donne” La proposta di legge  si richiama impropriamente alla Convenzione di Istanbul che a nostro giudizio non chiede agli Stati aderenti di introdurre l’educazione sull’affettività negli  ordinamenti scolastici
Secondo il Dizionario di filosofia della Treccani l’educazione è il processo di trasmissione di un sistema di conoscenze e di valori, di norme e modelli di comportamento, finalizzato alla strutturazione della personalità umana e all’inserimento dell’individuo nella società. Nell’antichità classica il tema dell’educazione era  parte integrante del discorso sull’etica e sulla politica.
L’aggettivo  sentimentale  fa specifico riferimento  ai sentimenti ed agli affetti, soprattutto tra giovani.
Trattandosi di rapporti amorosi  fra ragazzi il riferimento alla parità ed alla solidarietà tra uomini e donne ci sembra alquanto  fuori  luogo, anche se gli insegnamenti  sull’affettività  tentano  effettivamente di  sconfinare per necessità   dall’ambito familiare per approdare  alla formazione scolastica scuola

Per  introdurre l’”educazione sentimentale” a scuola,  Sel ha lanciato  una  petizione online

Si tratta secondo i promotori  di un percorso di formazione culturale per ragazzi contro le discriminazioni per le differenze sessuali, la lotta  all’omofobia ed al bullismo e per la parità dei sessi,” contro le ingerenze della Chiesa e dei partiti”

Il  progetto è stato osteggiato  dal presidente della Cei, l’arcivescovo  Angelo Bagnasco, in quanto “ portatore  di indottrinamento a danno della famiglia tradizionale”.La petizione si riallaccia alla  proposta di legge  presentata ad agosto 2013 da  Sinistra ecologia e libertà    inserita nella” legge sul femminicidio”   non  ancora  discussa dal Parlamento e che mira ad introdurre nell’ordinamento scolastico italiano  l’educazione di genere 

L'educazione sessuale scolastica, si richiama  ad un insieme di     discipline che  analizzano i rapporti tra i ragazzi nel  periodo di maturazione sessuale,facendo  riferimento specifico  alle   varie materie . Per le scienze naturali: all'anatomia ed alla fisiologia dell'apparato genitalePer la psicologia allo studio dei rapporti   tra i sessi  ed alle reazioni ed  ai  cambiamenti che avvengono durante la pubertà ed al  comportamento sessuale umano in generale.
Poi ci sono gli aspetti particolari connessi con  la filosofia e la morale
 Manca il diritto, ed  a nostro parere è una grave lacuna,in quanto non si può comprendere la struttura i fini ed i limiti  della  famiglia  e della società  senza aver appreso i rudimenti  ed  i connessi concetti  dell’ordinamento giuridico Non si può comprendere il valore dell’atto  sessuale se non si conoscono i principi  che lo Stato adotta ai fini della procreazione e della successione  . Infine in una società in fermento quale è quella attuale si deve ben conoscere la legislazione riguardante la procreazione fuori del matrimonio, la normativa relativa alle coppie di fatto, nonché  le conseguenze derivanti dalla  separazione ed dal divorzio.
Non vogliamo avere la pretesa  di voler  impartire il diritto ai ragazzi delle  ultime classi della scuola elementare, delle medie e delle superiori, ma partendo dai concetti elementari e sviluppando sempre più gli aspetti  tecnici e dottrinali si può arrivare ad una adeguata  formazione giuridica dei nostri giovani.
 Senza voler rievocare i fasti  ed i misfatti dell’Educazione Civica.
Oggi,nell’ambito della scuola media superiore,  se si escludono gli istituti tecnici i nostri ragazzi non acquisiscono nozioni di  diritto civile. Anche all’Università la formazione giuridica è limitata alle facoltà di giurisprudenza , di economia,    di scienze politiche  e poche altre
Poi ci dovrebbe essere un minimo di formazione sulle nozioni di  diritto penale, in quanto sono proprio i ragazzi  i più indifesi  contro i soprusi della società ed è bene che abbiano conoscenza, sia di alcuni fatti illeciti (reati), sia sulle conseguenze degli stessi (pene)
Ricordiamo con il Carnelutti che la funzione principale del diritto penale è quella di difesa della società  contro i reati
La trattazione delle principali leggi penali di preminente  interesse per i ragazzi è molto vasta  e và dalle nozioni di aborto, di abusi sessuali, fino agli stupefacenti.
Logicamente i programmi  dovrebbero essere calibrati in rapporto con la maturazione e con l’età degli allievi. Quindi  dovrebbero subentrare per competenza settoriale gli esperti della pedagogia, della psicologia, della filosofia e  della sociologia    
Gli insegnamenti scolastici non sono,  per quanto ne sappiamo così completi:  seguono  le indicazioni del MIUR,  delle Regioni e delle Provincie, con le loro direttive specifiche, quindi quelle  dei singoli Istituti Scolastici.
In attesa dell’auspicata riforma scolastica che trovi l’accordo di tutte le parti sociali senza sfociare nella solita demagogia , le problematiche educative dei figli e  sui rapporti di coppia, rimangono   sostanzialmente delegate alla famiglia , che le gestisce come può.  
Questo quando le coppie si sposano e vi è una famiglia tradizionale.
Poi ci sono le tante unioni di fatto , sempre più numerose, che  con superficialità  nascono e si diffondono tra i giovani che usano  definirsi  compagni, con una etichetta che vuol essere politica, per sentirsi ideologicamente   impegnati, ma che invece lascia presagire un atteggiamento lassista  verso la morale, con scarsa responsabilizzazione  verso gli impegni che   la vita di coppia richiede, con un approccio  pressappochista  ed incerto verso la società e quindi , con poche  prospettive  di stabilità  verso la vita affettiva   per cui sarebbe  meglio qualificare  tali personaggi  come compagni di  sventura .
E’ inutile negarlo i nostri giovani sono per buona parte  i nipotini di quel 68 che ha riempito le cronache del dopo guerra con le gesta  dei loro padri “impegnati” idealmente a contestare tutto, e  che non hanno mai capito che la società civile si  deve fondare  prima e soprattutto  su regole precise e condivise,    codificate  da chiare    norme  di diritto. Il contesto sociale relativo funziona bene  quando i cittadini hanno assimilato profondamente  tali  concetti e si impegnano con senso di responsabilità a far sì che tutto  il sistema sociale funzioni : dallo stato alla famiglia. Le relazioni sociali sono una serie infinita di contratti e tutto scorre  alla perfezione quando la controparte è affidabile e rispetta alla lettera  gli impegni presi
Queste regole fondamentali  spesso le dimenticano   i giovani, prima ancora  di averle assimilate,   per colpa di cattivi maestri,  e soprattutto  le ragazze in età da marito, che sono la parte più fragile  della società, in quanto per  il ruolo che sono chiamate a svolgere  come madri  e come mogli avrebbero  bisogno di certezze,  di solide basi reali, e non solo  dei sogni propagandati dai media ,  soprattutto dopo  aver compreso alla lettera  le regole per la loro tutela  quali madri e spose  .
Invece la moda della  “trasgressione” è   regola imperante nella moderna società, democratica e pluralista,  frutto di concezioni pseudo rivoluzionarie- egualitariste , che  spesso portano  a contestazioni  senza fondamento  e senza  una logica  razionale,  con i  conseguenti   guai per i  soggetti più sprovveduti e deboli della società, con tanti danni all’umanità
Per tornare alla cellula della società civile, alla famiglia, basta guardarsi attorno per vedere lo sfascio delle cosiddette famiglie allargate, con tutti gli effetti devianti  sui figli sballottati da una parte all’altra, senza le dovute attenzioni per la loro educazione, specie per  quella sentimentale.
Qualcuno sorriderà con aria di sufficienza   su queste  considerazioni . Ma c’è poco da sorridere.
Ci sono regole precise per diventare ingegnere nucleare, chirurgo, avvocato, ma nessuno ti da le regole  per scegliere l’anima gemella, su come impostare i relativi rapporti  ovvero su come crescere ed  educare i figli ai rapporti interpersonali  
 Ma torniamo a parlare di educazione sentimentale perché essa è fondamentale per l’essenza della crescita dei ragazzi   che  debbono confrontarsi spesso  impreparati con la dura realtà che li circonda, senza un chiaro indirizzo  per la formazione di un sano nucleo familiare..
In primo piano  in questa società deviata,  troviamo   per  gran parte dei giovani  il fallimento del matrimonio tradizionale come istituzione, quindi di conseguenza  anche gli affetti e le relazioni interpersonali tra i componenti non danno certezze,   si attutiscono e si dissolvono alla  prima tempesta 
I ragazzi finiscono con l’essere parcheggiati a tempo pieno negli asili o nelle scuole, “per il loro bene”, ovvero presso i nonni, in quanto l’esigenza della carriera dei genitori che debbono realizzarsi  lo impone..
In un tale contesto i nostri giovani  hanno poco da immaginare un  futuro fantastico , quando i modelli di riferimento (i genitori)si basano sempre più sull’egoismo  e su atteggiamenti   aridi e distanti dai problemi educativi  e  che  sfuggono in ogni modo  agli impegni affettivi
E non c’è Tribunale dei minori che tenga al riguardo, per una valida difesa della prole.                     
                                                                                             (Antonio Di Carlo)





venerdì 11 aprile 2014

Immigrazione, Alfano: «Italia sotto pressione, intervenga l'Europa»

Immigrazione

09.04.2014

Immigrazione, Alfano: «Italia sotto pressione, intervenga l'Europa»

Il ministro dell’Interno convoca al Viminale i vertici delle Forze dell’ordine dopo l'ultima ondata di sbarchi
 sulle coste italiane. Salvati oltre 15.000 migranti negli ultimi sei mesi. Dalla Libia pronte a partire dalle 
300 alle 600mila persone

«Oltre 4000 migranti sbarcati nelle ultime 48 ore, 1.300 sulle navi della Marina Militare, 16 avvistamenti di
 barconi con richiesta di soccorso: si tratta di una progressione di eventi che allarma». Lo ha dichiarato 
ieri il ministro dell'Interno Angelino Alfano al termine della riunione operativa sull'immigrazione che si è 
svolta al Viminale in serata con tutte le forze che partecipano all'operazione Mare Nostrum: Forze 

dell'ordine, Marina militare e Capitaneria di Porto.

«Si tratta di una situazione molto grave – ha proseguito Alfano - rispetto alla quale da parte dell'Unione
 europea non basta uno stanziamento di 80 milioni di euro per Frontex, l'Agenzia delle frontiere. L'Italia 
spende ogni giorno 300mila euro, 9 milioni al mese, per soccorrere i migranti».


L'immigrazione, ha precisato il ministro, «sta profondamente cambiando profilo, vi è una connessione 
diretta tra l'instabilità politica nei Paesi del nord Africa e i flussi di migranti: più quei sistemi sono 
stabili, più c'è possibilità di collaborazione per arrivare a degli accordi bilaterali. Ma, soprattutto, sono 
sempre più i richiedenti asilo e protezione internazionale, rispetto ai migranti economici. Persone che
 fuggono dalle guerre, che presentano una domanda e al quale il nostro paese è obbligato a dare
 una risposta. Un fenomeno questo, destinato ad aumentare e al quale l'Italia non può far fronte da sola».

La meta finale della maggior parte dei migranti non è l'Italia, ha ribadito Alfano, ma altri Paesi dell'Ue, e 
di ciò «abbiamo migliaia di prove e, dunque non solo va rivisto il trattato di Dublino, che carica tutti i 
problemi sui Paesi di primo ingresso, ma Frontex ed Europol devono fare il loro lavoro, cioè difendere
 una frontiera che non è italiana ma europea».

Alfano è poi intervenuto stamattina ai microfoni del Gr 1, «l'Italia, ha dichiarato, è sotto una pressione

 migratoria fortissima che arriva dalla Libia, dalle coste del paese nordafricano sono pronti a partire tra
 i 300 e i 600 mila migranti. Oggi - ha concluso il ministro - stiamo facendo un'azione di soccorso che ci 
rende campioni del mondo di soccorso in mare perché abbiamo salvato, con l'operazione Mare 
nostrum, più di 15.000 vite da ottobre a oggi».




giovedì 10 aprile 2014

IL CONSIGLIO DEI MINISTRI VARA IL DOCUMENTO DI ECONOMIA E FINANZA





La Presidenza del Consiglio comunica che il Consiglio dei Ministri si è riunito l'8 'aprile 2014, sotto la presidenza del Presidente del Consiglio, Matteo Renzi. Segretario il Sottosegretario di Stato alla Presidenza, Graziano Delrio.
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Il Consiglio dei Ministri, su proposta del Presidente, Matteo Renzi, e del Ministro dell’Economia e delle Finanze, Pietro Carlo Padoan, ha approvato il Documento di economia e finanza (DEF).
Il Documento di Economia e Finanza 2014 del Governo illustra in modo organico le iniziative concrete che danno corpo alla volontà e all’impegno del Paese ad imprimere una forte accelerazione al processo di riforma strutturale dell’economia, per una nuova e sostenibile ripresa della crescita e dell’occupazione.
Il DEF è un documento programmatico, composto di tre sezioni: il Programma di Stabilità, il Programma Nazionale di Riforma e una parte di dettaglio sulla finanza pubblica. Dopo la deliberazione odierna del Consiglio dei Ministri, il Parlamento si esprimerà sul documento attraverso una risoluzione e il documento sarà trasmesso alle autorità europee come parte essenziale del cosiddetto “Semestre Europeo”, cioè il quadro comune in cui si svolge la programmazione economica di tutti gli stati membri dell’Unione.
Il documento – in particolare il Programma nazionale di riforma – inquadra l’insieme delle riforme annunciate dal Presidente del Consiglio alle Camere all’atto dell’insediamento del Governo in un percorso di programmazione comune con gli altri paesi membri dell’Unione Europea.
Vengono così messi nero su bianco obiettivi, azioni per conseguirli, scadenze entro cui ottenere i risultati.
Nel DEF sono chiaramente leggibili l’urgenza e l’ambizione delle azioni di riforma che il Governo intende attuare. Il percorso che si delinea prevede il passaggio fondamentale dallo stato di gestione della crisi ad una politica di cambiamento, riassumibile in due concetti: il consolidamento fiscale sostenibile e l’accelerazione sulle riforme strutturali per favorire la crescita.
Le riforme avviate sul piano nazionale dai governi precedenti e quelle previste per il 2014 sono in piena sintonia con il quadro europeo: con le priorità per il 2014 dell’Analisi Annuale della Crescita, con le Raccomandazioni della Commissione, con gli obiettivi prioritari stabiliti nel Semestre Europeo e con le sette iniziative ‘faro’ (Flagship Initiatives) della Strategia 2020.
Il Governo presenta all’interno del Documento nuove e rilevanti politiche per la ripresa economica. Per cogliere i frutti delle riforme e dei sacrifici sono però necessarie alcune condizioni.
In primo luogo, il Governo si propone l’obiettivo di sfruttare le opportunità offerte da un quadro europeo oggi più favorevole agli investimenti per la crescita e l’occupazione. Fondamentale sarà la sinergia fra Governo, Parlamento e il Consiglio Europeo per utilizzare tutti gli spazi di flessibilità esistenti nel Patto di Stabilità e Crescita e per rendere possibile, mantenendo le finanze pubbliche in ordine, un rilancio degli investimenti pubblici produttivi.
È in questo solco che si colloca l’apertura della Commissione Europea verso l’operazione dell’Italia per pagare i debiti scaduti delle Pubbliche Amministrazioni. Serve anche flessibilità per attenuare i possibili effetti negativi di breve periodo di alcune riforme e dare modo alle stesse di mettere in moto dinamiche positive nelle aspettative degli operatori economici a favore della crescita e dell’occupazione.
L’obiettivo è dunque quello di consolidare in via definitiva l’uscita dalla crisi finanziaria attraverso un serrato e preciso cronoprogramma che impegna il Governo in scadenze ravvicinate, con interventi normativi e attuativi rapidi e certi. Questo rappresenta il carattere distintivo e innovativo del Documento di Economia e Finanza 2014.
In sintesi non è solo nei contenuti delle riforme che si basa la forza del progetto di cambiamento, ma soprattutto nella capacità di tradurle rapidamente in norme di legge e di dare loro concreta attuazione in tempi rapidi e certi. È necessaria l’effettiva realizzazione delle riforme anche grazie a un sistematico monitoraggio dell’attuazione dei decreti ministeriali e degli atti conseguenti che rendono operative le misure.
Il Governo sa bene cosa serve al Paese ma anche al semplice cittadino che fronteggia, spesso in solitudine, il lento e macchinoso apparato statale.

La strategia: misure di impatto immediato che si inscrivono in un piano di riforme strutturali

L’ampio piano di riforme strutturali interviene su tre settori fondamentali: istituzioni, economia e lavoro, avviando così una profonda trasformazione del nostro Paese.
Una nuova legge elettorale capace di garantire la governabilità, l’abolizione delle Province, la revisione delle funzioni del Senato e la riforma del Titolo V della Costituzione rappresentano le direttrici di una profonda revisione del sistema politico-istituzionale italiano, responsabile di aver rallentato, e talvolta ostacolato, la gestione della cosa pubblica, sia a livello nazionale che locale, nonché di aver ritardato la ripartenza dell’economia italiana.
La strategia del Governo in materia economica si incentra su interventi in grado di incidere sulla competitività del Sistema-Paese per dare un forte impulso alla crescita, pur tenendo conto dei vincoli di bilancio e dell’obiettivo di pareggio di bilancio in termini strutturali. Il risanamento delle finanze pubbliche è testimoniato dal buon andamento dell’avanzo primario, che anche nel 2014 sarà tra i più elevati della zona euro.
Nell’ambito di un organico programma economico di riforme le principali misure delineate, il cui impatto sarà significativo già nel breve periodo, sono:
  • La piena attuazione del processo di Revisione della spesa, con un cambiamento stabile e sistematico dei meccanismi di spesa pubblica; sono previsti risparmi per circa 4,5 miliardi nell’anno in corso, e fino a 17 per il 2015 e 32 per il 2016 rispetto al tendenziale. I risparmi conseguiti verranno principalmente utilizzati per la riduzione del cuneo fiscale. Il Governo intende istituzionalizzare il processo di revisione della spesa rendendolo parte integrante del processo di preparazione del bilancio dello Stato e delle altre Amministrazioni Pubbliche attraverso indicatori di impatto in grado di misurare l’efficacia e l’efficienza della spesa.
  • La riduzione del cuneo fiscale attraverso la diminuzione delle imposte sui redditi da lavoro dipendente per le fasce più basse potrà avere effetti di stimolo ai consumi e contribuirà alla riduzione della povertà nel breve termine. La riduzione dell’Irap nella misura del 10% l’anno a regime potrà avere effetti di stimolo all’occupazione nel medio termine. L’attuazione della legge di delega fiscale si configura come una riforma complessiva del settore per definire un sistema più equo, trasparente, semplificato e amico delle imprese, garantendo al contempo stabilità e certezza del diritto. La riduzione del gettito fiscale dovuta al taglio permanente delle tasse per un valore dei circa 10 miliardi l’anno sarà compensata a regime da una riduzione permanente della spesa pubblica di analogo valore.
  • L’accelerazione e rapida attuazione del programma di privatizzazione avviato dal precedente Esecutivo, attraverso un’opera di valorizzazione e dismissione di alcune società sotto controllo statale e di parte del patrimonio immobiliare. Le molteplici finalità sono la riduzione del debito pubblico, il recupero della spesa improduttiva, la riduzione dei contributi statali e il recupero di efficienza delle imprese interessate. La misura, è volta a produrre introiti attorno a 0,7 punti percentuali di PIL all’anno dal 2014 e per i tre anni successivi.
  • Il pagamento dei debiti commerciali arretrati da parte delle Amministrazioni pubbliche sarà completato grazie al consolidamento del meccanismo di finanziamento da parte dello Stato con impegno alla restituzione da parte degli enti debitori, alla disponibilità di ulteriori 13 miliardi di euro che si aggiungono ai 47 già stanziati dai precedenti governi, e infine a un meccanismo che consentirà alle aziende in attesa di incasso di cedere il proprio credito a favore di istituzioni finanziarie. Contestualmente verrà messo a regime un nuovo sistema di regolamentazione e monitoraggio che permetterà di rispettare i tempi di pagamento previsti dalla normativa comunitaria e impedire nuovamente l’accumularsi di arretrati; verrà così ridotta l’incertezza sistemica delle imprese con effetti positivi sulle decisioni di investimento.
  • Un’energica azione in materia di miglioramento dell’ambiente imprenditoriale e di attrazione di capitali esteri attraverso la semplificazione del rapporto tra imprenditore e amministrazione in senso ampio (fisco, autorità amministrative di autorizzazione e tutela, giustizia civile, ecc.). A questo si aggiunge il necessario superamento di un sistema imprenditoriale fortemente “banco-centrico”, grazie alla messa a disposizione e al rafforzamento di forme di finanziamento alternative al credito per le imprese, in particolare per quelle di piccole e medie dimensioni.
  • Un miglioramento e una semplificazione del mercato del lavoro attraverso il Jobs Act al fine di produrre un sistema più inclusivo e dinamico, superando le rimanenti segmentazioni e rigidità, contribuendo strutturalmente all'aumento dell'occupazione, soprattutto giovanile, e della produttività del lavoro. La maggiore flessibilità è volta alla realizzazione, a regime, di un contratto unico con forme di tutela progressiva. Una maggiore tutela del lavoro dipendente ma anche un sostegno più ampio all’iniziativa privata, attraverso facilitazioni per autoimprenditorialità, venture capital e in particolare imprenditorialità giovanile. Sarà rafforzata e maggiormente responsabilizzata la contrattazione decentrata al fine di garantire il coinvolgimento del lavoratore con l’azienda in modo da legare la retribuzione all’interesse comune della produttività.
  • La riforma della Pubblica Amministrazione e la semplificazione burocratica, la riforma della giustizia civile, penale e amministrativa, la valorizzazione del percorso scolastico e formativo dei giovani, l’aiuto alla ricerca e una valorizzazione del percorso di studi universitario, anche attraverso la cosiddetta Garanzia Giovani.
A tali proposte strutturali si affiancano misure immediate, in parte già attive, volte a dare risposte concrete ai cittadini. Tra queste in particolare:
  • Piano scuola: vi sono circa 2 miliardi di risorse disponibili destinate alla scuola a cui possono attingere Comuni e Province per la messa in sicurezza degli edifici scolastici.
  • Nel Fondo di Garanzia vi sono 670 milioni di risorse aggiuntive nel 2014 e complessivamente oltre 2 miliardi nel triennio per le piccole e medie imprese.
  • Piano casa del valore di 1,3 miliardi per interventi destinati all’acquisto o alla ristrutturazione.
  • Investimenti previsti dalle Politiche di Coesione nel nuovo ciclo di programmazione dei fondi strutturali, nonché gli interventi contro il dissesto idrogeologico e la tutela del territorio.

Il quadro macroeconomico e le prospettive per la finanza pubblica

L’economia italiana è entrata in una fase di ripresa, contrassegnata in prospettiva da dinamiche abbastanza favorevoli del commercio estero e da una graduale stabilizzazione della domanda interna. Si proietta una crescita del PIL dello 0,8 per cento per l’anno in corso, con un graduale avvicinamento al 2,0 per cento nei prossimi anni. Nel 2014 l’indebitamento netto è previsto attestarsi al 2,6% del PIL per poi scendere all’1,8% nel 2015 e allo 0,9% nel 2016. L’avanzo primario in termini nominali aumenterà progressivamente, raggiungendo il 5,0 per cento nel 2018. Il rapporto debito/PIL inizierà a ridursi a partire dal 2015.

Misure per la crescita nel rispetto delle norme europee e nazionali

Già nel 2015 il bilancio strutturale raggiunge un sostanziale equilibrio (-0,1%). Il pieno conseguimento dell’obiettivo di pareggio nel 2016 rispetta i regolamenti europei ed è in linea con quanto previsto dalla normativa nazionale di recepimento delle disposizioni dettate a livello europeo.
Infatti la normativa nazionale prevede, in presenza di “eventi eccezionali” e di un processo importante di riforma, che il Governo, sentita la Commissione Europea, presenti al Parlamento una Relazione e una specifica richiesta di autorizzazione in cui sia indicata l’entità e la durata dello scostamento nonché sia definito un piano di rientro che permetta di convergere verso l’obiettivo di medio periodo (costituito per l’Italia appunto dal pareggio strutturale) entro l’orizzonte di programmazione del DEF.
Le riforme strutturali, miglioreranno il tasso di crescita dell’economia italiana e comporteranno nel medio periodo un miglioramento strutturale del saldo di bilancio e della sostenibilità del debito pubblico nel tempo.
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Conferimento delle Deleghe della Presidenza del Consiglio

Il Presidente, sentito il Consiglio dei Ministri, ha conferito le deleghe di funzione, specificando le relative competenze, ai Ministri: Maria Elena BOSCHI (Riforme Costituzionali, rapporti con il Parlamento, programma di Governo), Maria Anna MADIA (Semplificazione e Pubblica Amministrazione), Maria Carmela LANZETTA (Affari Regionali e Autonomie).
Inoltre, al Ministro del Lavoro e delle Politiche sociali, Giuliano POLETTI sono state conferite le deleghe a Politiche giovanili, Servizio civile nazionale, Integrazione, Politiche per Famiglia.
Al Ministro per le Politiche Agricole, Alimentari e Forestali Maurizio MARTINA, la delega ad Expo 2015.
Il Presidente del Consiglio ha dato comunicazione di aver delegato il sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio Graziano DELRIO alle Politiche di Coesione Territoriale e allo Sport; il sottosegretario Sandro GOZI alle Politiche Europee e al coordinamento, con il Ministro degli Affari Esteri,Federica MOGHERINI, delle attività inerenti il Semestre di presidenza Italiana del Consiglio dell’Unione Europea; il sottosegretario Luca LOTTI all’Informazione e Comunicazione del Governo, all’Editoria, alla Pianificazione, preparazione e organizzazione degli interventi connessi alle Commemorazioni del Centenario della Prima Guerra Mondiale, a Promozione e svolgimento di iniziative per le Celebrazioni del 70° anniversario della Resistenza e della Guerra di Liberazione.
Restano al Presidente del Consiglio le funzioni in materia di Pari Opportunità, Politiche Antidroga, Protezione Civile, Programmazione della politica economica e Cipe e la Commissione Adozioni Internazionali.
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Su proposta del Ministro dell’Ambiente e della tutela del territorio e del mare, Gianluca Galletti, il Consiglio ha approvato il Piano di gestione dei bacini idrografici del distretto idrografico delle Alpi Orientali, adottato con deliberazione dei Comitati istituzionali delle Autorità di bacino dei fiume Adige, Isonzo, Tagliamento, Livenza, Piave e Brenta-Bacchiglione.
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Il Consiglio dei Ministri ha deliberato lo stato d’emergenza in conseguenza degli eccezionali eventi atmosferici verificatisi nella Regione Veneto tra il 30 gennaio ed il 18 febbraio di quest’anno, in attuazione, nei termini previsti, dell’articolo 3 della legge 50 del 2014.
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Alfano spalanca le porte ai clandestini






rassegna stampa

DA IL GIORNALE  

Alfano spalanca le porte ai clandestini

C'è una stima del Viminale che spaventa la Marina Militare. E questa stima parla di 600mila clandestini pronti a prendere d'assalto le nostre coste
Andrea Indini  - 09/04/2014


C'è una stima del Viminale che spaventa la Marina Militare. E questa stima parla di 600mila clandestini pronti a prendere d'assalto le nostre coste.
Lo stivale come trampolino di lancio per arrivare in Italia e nella non più così ricca Europa. Dinnanzi a questa invasione il ministro dell'Interno Angelino Alfano spalanca le porte a chiunque voglia intraprendere il viaggio della speranza. Dal Viminale è stata, infatti, inviata una circolare a tutti i prefetti affinché si attivino per accogliere le migliaia diimmigrati sbarcati nelle ultime ore. "Caro Alfano - ha commentato il segretario della Lega Nord, Matteo Salvini - ti pagano lo stipendio per difendere i confini, non per farci invadere da migliaia di disperati e delinquenti".

domenica 6 aprile 2014

BRUNETTA: Riforme, “Verdini pubblichi accordo Renzi – Cav, vediamo chi bara”

BRUNETTA: Riforme, “Verdini pubblichi accordo Renzi – Cav, vediamo chi bara”

Rb 11





Sulle riforme e sulla legge elettorale faccio un appello ad una persona che stimo da sempre, Verdini.  Denis, perchè non pubblichi il testo del famoso accordo Renzi-Berlusconi? E così la facciamo finita una volta per tutte? Per chiarezza, per verità storica, per trasparenza. Vediamo chi bara. Vediamo cosa poi diranno il presidente Renzi e la ministra Boschi, tanto sicuri dei loro numeri, ma in realtà con una paura matta di andarsi a schiantare contro la dorata facciata di Palazzo Madama. Voglio proprio vedere la loro riforma del Senato senza Forza Italia, voglio proprio vedere il via libera definitivo all’Italicum senza i nostri voti, già decisivi per l’approvazione della legge elettorale alla Camera.

Immigrazione, Rampelli: In 600 mila pronti a traversate, e voi abrogate reato di immigrazione clandestina

Immigrazione, Rampelli: In 600 mila pronti a traversate, e voi abrogate reato di immigrazione clandestina

Chiede all'Ue di difendere le nostre frontiere, ma lui le ha abbattute con il voto di ieri "Avremmo preferito che queste cose il ministro dell'Interno Alfano fosse venuto a dirle alla Camera ieri quando i suoi deputati, insieme a tanti altri di Forza Italia, hanno sostanzialmente abrogato il reato di immigrazione clandestina.
Avremmo preferito che quei 'pugni elettorali' che mostra sui manifesti li avesse sbattuti sul tavolo del governo per evitare che si consumasse questo obbrobrio giuridico capace di scardinare i confini dell'Italia e farla diventare approdo per 600mila disperati. Come può reclamare l'intervento dell'Europa in difesa delle frontiere se ha appena rinunciato a difenderle in prima persona?". E’ quanto dichiara il vicecapogruppo di Fratelli d’Italia-Alleanza nazionale Fabio Rampellicommentando le affermazioni del ministro dell’Interno Angelino Alfano secondo cui ci sarebbero “300mila-600mila persone in attesa di transitare per il Mediterraneo”.
Roma, 3 aprile 2014