venerdì 13 marzo 2015

LE MISURE PER IL CONTRASTO AL TERRORISMO E MISSIONI INTERNAZIONALI

Il Consiglio dei Ministri si è riunito  martedì 10 febbraio, alle ore 18.40 a Palazzo Chigi,
 sotto la presidenza del Presidente del Consiglio Matteo Renzi. Segretario il sottosegretario
 alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, Graziano Delrio.

CONTRASTO DEL TERRORISMO e MISSIONI INTERNAZIONALI
Misure urgenti per il contrasto del terrorismo, anche di matrice internazionale
 nonché proroga delle missioni internazionali delle Forze armate e di polizia, 
iniziative di cooperazione allo sviluppo (decreto legge)
Il Consiglio dei Ministri ha approvato, su proposta del Presidente del Consiglio, Matteo
Renzi, e dei Ministri dell’Interno, Angelino Alfano, degli Affari Esteri e della
 cooperazione internazionale, Paolo Gentiloni, della Difesa, Roberta Pinotti, e della
 Giustizia, Andrea Orlando, un decreto legge riguardante misure urgenti per il contrasto
 del terrorismo, anche di matrice internazionale  nonché la proroga delle missioni
internazionali delle Forze armate e di Polizia, iniziative di cooperazione allo sviluppo
 e sostegno ai processi di ricostruzione e partecipazione alle iniziative delle
Organizzazioni internazionali per il consolidamento dei processi di pace e di
 stabilizzazione.









 CONTRASTO DEL TERRORISMO




Lo schema di decreto-legge si concentra, con soluzioni anche analoghe a
quelle adottate di recente da altri Paesi europei, quali la Francia,
sull’aggiornamento delle misure di  prevenzione e contrasto del terrorismo.
Il provvedimento prevede sul piano penale:

  • l’introduzione di una nuova figura di reato destinata a punire chi organizza, 
  • finanzia e propaganda viaggi per commettere condotte terroristiche (reclusione
  •  da tre a sei anni);
  • la punibilità del soggetto reclutato con finalità di terrorismo anche fuori dai
  •  casi di partecipazione ad associazioni criminali operanti con le medesime finalità (attualmente, l’art. 270-quater c.p. sanziona solo il reclutatore);
  • la punibilità, sul modello francese, di colui che si “auto-addestra” alle tecniche terroristiche(oggi è punito solo colui che viene addestrato da un terzo – art. 
  • 270-quinquies c.p.); l’introduzione di specifiche sanzioni, di ordine penale ed
  •  amministrativo, destinate a punire le violazioni degli obblighi in materia di 
  • controllo della circolazione delle sostanze (i cd. “precursori di esplosivi”) che 
  • possono essere impiegate per costruire ordigni con materiali di uso comune.
Sul piano degli strumenti di prevenzione, le misure contemplate comprendono:
  • la possibilità di applicare la misura della sorveglianza speciale di pubblica
  •  sicurezza ai potenziali “foreign fighters”;
  • la facoltà del Questore di ritirare il passaporto ai soggetti indiziati di 
  • terrorismo, all’atto della proposta di applicazione della sorveglianza speciale 
  • di p.s. con obbligo di soggiorno. Il provvedimento è sottoposto a convalida 
  • dell’Autorità Giudiziaria;
  • l’introduzione di una figura di reato destinata a punire i contravventori agli 
  • obblighi conseguenti al ritiro del passaporto e alle altre misure cautelari 
  • disposti durante il procedimento di prevenzione.
Inoltre, lo schema di decreto si incarica di aggiornare gli strumenti di contrasto
all’utilizzazione della reteinternet per fini di proselitismo e agevolazione di
gruppi terroristici. In particolare, vengono previsti:
  • aggravamenti delle pene stabilite per i delitti di apologia e di istigazione 
  • al terrorismo commessi attraverso strumenti telematici;
  • la possibilità per l’Autorità Giudiziaria di ordinare agli internet provider di
  •  inibire l’accesso ai siti utilizzati per commettere reati con finalità di 
  •  terrorismo, compresi nell’elenco costantemente aggiornato dal Servizio 
  • Polizia Postale e delle Telecomunicazioni della Polizia di Stato. Nel caso 
  • di inosservanza è la stessa Autorità Giudiziaria a disporre l’interdizione 
  • dell’accesso ai relativi domini internet.
Ulteriori misure comprendono:

  • la proroga dell’“Operazione strade sicure” fino al 30 giugno 2015, con un rafforzamento del contingente messo a disposizione dalle Forze Armate che passa da 3.000 a 4.800 unità, delle quali un’aliquota sarà dedicata esclusivamente alle attività di vigilanza connesse agli interventi di recupero delle aree agricole contaminate della Campania (per l’operazione  “Terra dei Fuochi”).  Altri 600 militari saranno a disposizione con l’inizio di Expo per presidiare gli obiettivi sensibili.
  • la semplificazione, nel rispetto del Codice della privacy, delle modalità con le quali le Forze di polizia effettuano trattamenti di dati personali previsti da norme di regolamento, oltre a quelli contemplati da disposizioni di rango primario;
  • l’ampliamento delle “garanzie funzionali” riconosciute agli appartenenti ai Servizi di informazione,escludendo la punibilità di una serie di condotte in materia di terrorismo (diverse dai reati di attentato o di sequestro di persona), commesse dal personale delle Agenzie di intelligence per finalità istituzionali e previa autorizzazione del Presidente del Consiglio dei Ministri.
  • la possibilità per il personale dei Servizi possa deporre nei procedimenti giudiziari, mantenendo segreta la reale identità personale;
  • la possibilità per le Agenzie di intelligence, consentendo loro, previa autorizzazione dell’Autorità Giudiziaria, di effettuare, fino al 31 gennaio 2016, colloqui con soggetti detenuti o internati, al fine di acquisire informazioni per la prevenzione di delitti con finalità terroristica di matrice internazionale;
  • l’attribuzione al Procuratore Nazionale Antimafia di funzioni di coordinamento, su scala nazionale, delle indagini relative a procedimenti penali e procedimenti di prevenzione in materia di terrorismo.
MISSIONI INTERNAZIONALI E COOPERAZIONE ALLO SVILUPPO
Missioni Internazionali delle Forze Armate e di Polizia
Europa
Sono autorizzate a decorrere dal 1° gennaio 2015 e fino al 30 settembre 2015, le spese per le seguenti missioni internazionali delle forze armate di polizia:
  • euro 59.170.314 per la proroga della partecipazione di personale militare alle missioni nei Balcani, di seguito elencate: a) Multinational Specialized Unit (MSU), European Union Rule of Law Mission in Kosovo (EULEX Kosovo), Security Force Training Plan in Kosovo; b) Joint Enterprise;
  • euro 206.133  per la proroga della partecipazione di personale militare alla missione dell’Unione europea in Bosnia-Erzegovina, denominata EUFOR ALTHEA, nel cui ambito opera la missione denominata Integrated Police Unit (IPU);
  • euro 4.316.740 per la prosecuzione dei programmi di cooperazione delle Forze di polizia italiane in Albania e nei Paesi dell’area balcanica;
  • euro 955.330 per la proroga della partecipazione di personale della Polizia di Stato alla missione dell’Unione europea denominata European Union Rule of Law Mission in Kosovo (EULEX Kosovo) e di euro 46.210 per la proroga della partecipazione di personale della Polizia di Stato alla missione delle Nazioni Unite denominata United Nations Mission in Kosovo (UNMIK);
  • euro 19.105.564  per la proroga della partecipazione di personale militare alla missione nel Mediterraneo denominata Active Endeavour;
È autorizzata, a decorrere dal 1° gennaio 2015 e fino al 31 marzo 2015, la spesa di euro 65.505 per la proroga della partecipazione di personale militare alla missione delle Nazioni Unite denominata United Nations Peacekeeping Force in Cyprus (UNFICYP).
Asia
Sono autorizzate dal 1° gennaio 2015 e fino al 30 settembre 2015 le seguenti spese:
  • euro 126.406.473  per la partecipazione di personale militare alla missione della NATO in Afghanistan, denominata Resolute Support Mission (RSM), e per la proroga della partecipazione alla missione EUPOL Afghanistan;
  • euro 14.384.195 per la proroga dell’impiego di personale militare negli Emirati Arabi Uniti, in Bahrain, in Qatar e a Tampa per le esigenze connesse con le missioni internazionali in Medio Oriente e Asia;
  • euro 519.084 per l’impiego di personale appartenente al Corpo militare volontario e al Corpo delle infermiere volontarie della Croce Rossa Italiana per le esigenze di supporto sanitario delle missioni internazionali in Medio Oriente e Asia;
  • euro 119.477.897  per la proroga della partecipazione del contingente militare italiano alla missione delle Nazioni Unite in Libano, denominata United Nations Interim Force in Lebanon (UNIFIL), compreso l’impiego di unità navali nella UNIFIL Maritime Task Force, e per la proroga dell’impiego di personale militare in attività di addestramento delle forze armate libanesi;
  • euro 1.868.802 per la proroga della partecipazione di personale militare alla missione denominata Temporary International Presence in Hebron (TIPH2) e per la proroga dell’impiego di personale militare in attività di addestramento delle forze di sicurezza palestinesi;
  • euro 90.655  per la proroga della partecipazione di personale militare alla missione dell’Unione europea di assistenza alle frontiere per il valico di Rafah, denominata European Union Border Assistance Mission in Rafah (EUBAM Rafah;
  • euro 142.170 per la proroga della partecipazione di personale della Polizia di Stato alla missione dell’Unione europea in Palestina, denominata European Union Police Mission for the Palestinian Territories (EUPOL COPPS);
  • euro 132.782.371 per la partecipazione di personale militare alle attività della coalizione internazionale di contrasto alla minaccia terroristica dell’Islamic State in Iraq and the Levant (ISIL). È altresì autorizzata la ulteriore spesa di euro 2.219.355 per il personale militare che ha partecipato alle medesime attività nel periodo dal 1° novembre 2014 al 31 dicembre 2014.
È autorizzata, a decorrere dal 1° gennaio 2015 e fino al 31 marzo 2015, la spesa di euro 92.594 per la proroga della partecipazione di personale militare alla missione di vigilanza dell’Unione europea in Georgia, denominata EUMM Georgia.

Africa
Sono autorizzate, a decorrere dal 1° gennaio 2015 e fino al 30 settembre 2015,  le seguenti spese:
  • euro 1.348.239  per la proroga della partecipazione di personale militare alla missione dell’Unione europea in Libia, denominata European Union Border Assistance Mission in Libya (EUBAM Libya), e per la proroga dell’impiego di personale militare in attività di assistenza, supporto e formazione delle forze armate libiche;
  • euro 4.364.181 per la proroga della partecipazione di personale del Corpo della guardia di finanza alla missione in Libia, per garantire la manutenzione ordinaria delle unità navali cedute dal Governo italiano al Governo libico e per lo svolgimento di attività addestrativa del personale della Guardia costiera libica, in esecuzione degli accordi di cooperazione tra il Governo italiano e il Governo libico per fronteggiare il fenomeno dell'immigrazione clandestina e della tratta degli esseri umani;
  • euro 29.474.175 per la proroga della partecipazione di personale militare all’operazione militare dell’Unione europea per il contrasto della pirateria denominata Atalanta;
  •  euro 21.235.771 per la proroga della partecipazione di personale militare alle missioni dell’Unione europea denominate EUTM Somalia e EUCAP Nestor e alle ulteriori iniziative dell’Unione europea per la Regional maritime capacity building nel Corno d’Africa e nell’Oceano indiano occidentale,  nonché per il funzionamento della base militare nazionale nella Repubblica di Gibuti e per la proroga dell’impiego di personale militare in attività di addestramento delle forze di polizia somale e gibutiane
  • euro 2.055.462 per la proroga della partecipazione di personale militare alla missione delle Nazioni Unite in Mali, denominata United Nations Multidimensional Integrated Stabilization Mission in Mali (MINUSMA), e alle missioni dell’Unione europea denominate EUCAP Sahel Niger, EUTM Mali ed EUCAP Sahel Mali
  • euro 1.401.305 per la proroga della partecipazione di personale militare alla missione dell’Unione europea nella Repubblica Centrafricana, denominata EUFOR RCA
  • euro 448.766 per la proroga della partecipazione di personale militare al Gruppo militare di osservatori internazionali della cessazione delle ostilità militari nella Repubblica del Mozambico, denominato EMOCHM 
Assicurazioni, trasporto, infrastrutture, AISE, cooperazione civile-militare, cessioni
Sono autorizzate, per l’anno 2015, le seguenti spese:
  • euro 73.457.600 per la stipulazione dei contratti di assicurazione e di trasporto e per la realizzazione di infrastrutture, relativi alle missioni internazionali di cui al presente decreto;
  • al fine di sopperire a esigenze di prima necessità della popolazione locale, compreso il ripristino dei servizi essenziali, è autorizzata, per l’anno 2015  la spesa complessiva di euro 2.060.000 per interventi urgenti o acquisti e lavori da eseguire in economia, anche in deroga alle disposizioni di contabilità generale dello Stato, disposti nei casi di necessità e urgenza dai comandanti dei contingenti militari che partecipano alle missioni internazionali nei Balcani, in Afghanistan, Libano, Libia e Corno d’Africa, di cui al presente decreto;
  • Sono autorizzate, per l’anno 2015,  le seguenti spese:
a) euro 91.000, per la cessione, a titolo gratuito, di quattro VBL PUMA 4X4 e undici kit per la manutenzione alle Forze armate della Repubblica di Gibuti;
b) euro 220.000, per la cessione, a titolo gratuito, di materiale di armamento alla Repubblica d’Iraq;
c) euro 795.000, per la cessione, a titolo gratuito, di settanta visori notturni alla Repubblica tunisina.
  • È autorizzata, per l’anno 2015, la cessione, a titolo gratuito, di quattro veicoli multiruolo, di cui un VM90 PROTETTO e tre VM90 TORPEDO, nonché di effetti di vestiario ed equipaggiamento alle Forze armate della Repubblica federale di Somalia.
È autorizzata, a decorrere dal 1° gennaio 2015 e fino al 30 settembre 2015, la spesa di euro 8.600.000 per il mantenimento del dispositivo info-operativo dell’Agenzia informazioni e sicurezza esterna (AISE) a protezione del personale delle Forze armate impiegato nelle missioni internazionali, in attuazione delle missioni affidate all’AISE dall’articolo 6, comma 2, della legge 3 agosto 2007, n. 124.
Iniziative di cooperazione allo sviluppo
  • E' autorizzata, a decorrere dal 1° gennaio 2015 e fino al 30 settembre 2015, la spesa di euro 68.000.000 a integrazione degli stanziamenti per iniziative di cooperazione volte a migliorare le condizioni di vita della popolazione e dei rifugiati, nonché a sostenere la ricostruzione civile in favore di Afghanistan, Repubblica di Guinea, Iraq, Liberia, Libia, Mali, Myanmar, Pakistan, Sierra Leone, Siria, Somalia, Sudan, Sud Sudan, Palestina e, in relazione all'assistenza dei rifugiati, dei Paesi ad essi limitrofi.
  • E' autorizzata, a decorrere dal 1° gennaio 2015 e fino al 30 settembre 2015, la spesa di euro 1.700.000 per la realizzazione di programmi integrati di sminamento umanitario, di cui alla legge 7 marzo 2001, n. 58.
Sostegno ai processi di ricostruzione e partecipazione alle iniziative delle organizzazioni internazionali per il consolidamento dei processi di pace e di stabilizzazione
  • Nel quadro dell’impegno finanziario della comunità internazionale per l’Afghanistan dopo la conclusione della missione ISAF, è autorizzata per l'anno 2015, mediante i meccanismi finanziari istituiti nel quadro delle intese internazionali, l’erogazione di un contributo di euro 120.000.000 a sostegno delle forze di sicurezza afghane, comprese le forze di polizia.
Sono autorizzate dal 1° gennaio 2015 e fino al 30 settembre 2015, le seguenti spese:
  • euro 1.490.676 per interventi volti a sostenere i processi di stabilizzazione nei Paesi in situazione di fragilità, di conflitto o post-conflitto.
  • ad integrazione degli stanziamenti, euro 2.000.000 per iniziative a sostegno dei processi di pace e di rafforzamento della sicurezza in Africa sub-sahariana e in America Latina e caraibica.
  • euro 2.300.000 per la partecipazione finanziaria italiana ai fondi fiduciari delle Nazioni Unite e della NATO, per contributi al Tribunale speciale delle Nazioni Unite per il Libano, nonché per la costituzione nello stato di previsione del Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale di un fondo per la campagna di promozione della candidatura italiana al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite.
  • euro 10.781.848 per assicurare la partecipazione italiana alle iniziative PESC-PSDC, a quelle dell'OSCE e di altre organizzazioni internazionali, al fondo fiduciario InCE istituito presso la Banca Europea per la Ricostruzione e lo Sviluppo, alla Fondazione Segretariato Permanente dell’Iniziativa Adriatico Ionica, nonché allo European Institute of Peace.
  • euro 9.187.296 per interventi operativi di emergenza e di sicurezza destinati alla tutela dei cittadini e degli interessi italiani all'estero.
  • euro 23.000.000 per il finanziamento del fondo di cui all'articolo 3, comma 159, della legge 24 dicembre 2003, n. 350, anche per assicurare al personale del Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale in servizio in aree di crisi la sistemazione, per ragioni di sicurezza, in alloggi provvisori.
  • euro 700.000 per la prosecuzione della realizzazione della nuova sede dell’Ambasciata d’Italia a Mogadiscio, con le modalità di cui all’articolo 9, comma 6-bis, del decreto-legge 1 agosto 2014, n. 109, convertito, con modificazioni, dalla legge 1 ottobre 2014, n. 141.
  • euro 1.372.327 per l'invio in missione o in viaggio di servizio di personale del Ministero degli affari esteri in aree di crisi, per la partecipazione del medesimo alle operazioni internazionali di gestione delle crisi, nonché per le spese di funzionamento e per il reclutamento di personale locale a supporto del personale del Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale inviato in località dove non operi una rappresentanza diplomatico-consolare. L'ammontare del trattamento economico e le spese per vitto, alloggio e viaggi del personale di cui al presente comma sono resi pubblici nelle forme e nei modi previsti e atti a garantire la trasparenza nel rispetto della vigente legislazione in materia di protezione dei dati personali.
EFFICIENZA DEL PROCESSO CIVILE
Delega al Governo recante disposizioni per l’efficienza del processo civile (disegno di legge)
Il Consiglio dei Ministri ha approvato, su proposta del Ministro della Giustizia, Andrea Orlando, il disegno di legge che conferisce al Governo la delega a ridefinire il quadro della giustizia civile in Italia.
Il testo del disegno di legge delega approvato si propone di riformare organicamente il processo civile secondo parametri di maggiore efficienza e specializzazione.
Le ragioni e le finalità dell’intervento possono essere così sintetizzate: 
  • migliorare efficienza e qualità della giustizia, in chiave di spinta economica, dando maggiore organicità alla competenza del tribunale delle imprese consolidandone la specializzazione;
  • rafforzare le garanzie dei diritti della persona, dei minori e della famiglia mediante l’istituzione di sezioni specializzate per la famiglia e la persona;
  • realizzare un processo civile più lineare e comprensibile;
  • ridurre i tempi del processo mediante la revisione della disciplina delle fasi di trattazione e di rimessione in decisione.
Rafforzamento del Tribunale delle imprese 
Uno dei punti più significativi del provvedimento è la valorizzazione dei positivi risultati raggiunti dalle Sezioni Specializzate in materia di impresa. La delega, infatti, mantiene inalterato il loro numero, ne cambia la denominazione in Sezioni specializzate per l’impresa e il mercato e, soprattutto, amplia l’ambito di loro competenza alle seguenti ulteriori materie: 
  • controversie in materia di concorrenza sleale, anche se non interferenti con l’esercizio dei diritti di proprietà industriale e intellettuale;
  • controversie in materia di pubblicità ingannevole; 
  • azione di classe a tutela dei consumatori prevista dal codice del consumo;
  • controversie relative agli accordi di collaborazione nella produzione e nello scambio di beni o servizi e relativi a società interamente possedute dai partecipanti all’accordo;
  • controversie societarie relative (anche) a società di persone;
  • controversie in materia di contratti pubblici di lavori, servizi o forniture, rientranti nella giurisdizione del giudice ordinario.
La maggiore organicità della competenza per materia definirà più puntualmente il ruolo di queste Sezioni specializzate nel sistema della giustizia civile italiana, anche nella prospettiva di fare recuperare all’Italia posizioni nel ranking enforcing contracts della Banca mondiale.
Tribunale della famiglia e dei diritti delle persone
Altro importante profilo del provvedimento è la realizzazione di una Sezione specializzata per la famiglia, i minori e la persona con competenza chiara e netta su tutti gli affari relativi alla famiglia, anche non fondata sul matrimonio, e su tutti i procedimenti attualmente non rientranti nella competenza del Tribunale per i minorenni in materia civile.
In tal modo, il vigente assetto di competenza del Tribunale per i minorenni viene integrato dalle competenze specializzate del tribunale ordinario in materia di famiglia e della persona
Si prevede inoltre l’impiego, all’interno delle sezioni specializzate, della professionalità di tecnici formati nell’esperienza del tribunale per i minorenni, una risorsa importante da valorizzare nell’ambito di una struttura processuale dai contorni certi e gestita da giudici togati.
Riforma del Processo civile
La delega prevede inoltre interventi per assicurare anche una riduzione dei tempi processuali in primo grado, in appello ed in Cassazione nella consapevolezza che, allo stato, il codice civile italiano prevede una serie di tecnicalità tali da rendere il rito faticoso e a volte non prevedibile nei suoi tempi. L’obiettivo della delega è invece quello di tornare a fare della durata del processo e della sentenza esiti assolutamente naturali e prevedibili.
In relazione alle singole fasi processuali si prevede quindi di riformare così il processo: 
  • Primo grado
Revisione della fase di trattazione e discussione, anticipando gli scambi di memorie per consentire di avere il quadro completo della lite alla prima udienza. Viene fissato un principio di delega per razionalizzare i termini processuali e semplificare i riti processuali mediante la omogeneizzazione dei termini degli atti introduttivi.
  • Appello
Potenziamento del carattere impugnatorio dell’appello anche attraverso l’assestamento normativo e la stabilizzazione dei recenti orientamenti giurisprudenziali. Maggiore chiusura alle nuove domande, eccezioni e prove.
  • Ricorso per Cassazione
Interventi sul rito davanti alla Corte di Cassazione, nel segno di un uso più diffuso del rito camerale e nella prospettiva, possibile, di una riforma costituzionale che veda inseriti in un organo giudiziario supremo giudici oggi appartenenti ad altre magistrature, ovvero che veda attribuire ad una corte riformata controversie oggi regolate sulla base della doppia giurisdizione. In tale prospettiva, si potrebbe individuare un modello pressoché unico di processo civile supremo.
Con la delega vengono ulteriormente introdotti:
  • il principio di sinteticità degli atti di parte e del giudice: i testi degli atti giudiziari devono essere agevolmente compresi dalle parti e devono avere per oggetto i termini essenziali delle controversie e delle ragioni per le quali il giudice ha reso la sentenza condannando l’una o l’altra parte.
  • il criterio di adeguamento delle norme processuali al processo civile telematico.
Il provvedimento approvato aveva già avuto un primo passaggio in Consiglio dei Ministri nell’ambito del più ampio pacchetto di provvedimenti relativi alla riforma della Giustizia: la delega, infatti, arricchisce ed integra il decreto legge sull’arretrato civile (definitivamente approvato dal Parlamento), nonché le norme contenute nella disciplina sulla responsabilità civile dei magistrati (vicina al voto finale alla Camera) e nella riforma organica della magistratura onoraria (attualmente incardinata al Senato).
Con l’approvazione del Consiglio dei Ministri si completa l’arrivo in Parlamento di tutti i provvedimenti legislativi della Riforma della giustizia presentati dal governo il 29 agosto scorso (6 disegni di legge e un decreto). 
RATIFICHE DI ATTI INTERNAZIONALI
Il Consiglio dei Ministri ha approvato, su proposta del Ministro degli Affari esteri e della cooperazione internazionale, Paolo Gentiloni Silveri, due disegni di legge per la ratifica e l’esecuzione dei seguenti Atti internazionali:
  • Accordi di coproduzione cinematografica fra l’Italia e: il Brasile, con Allegato, fatto a Roma  il 23 ottobre 2008; la Croazia, con Allegato, fatto a Zara il 10 settembre 2007; Israele, con Allegato, fatto a Roma il 2 dicembre 2013; l’Ungheria, con Allegato, fatto a Roma l’8 giugno 2007;
  • n. 2 Accordi di cooperazione giudiziaria fra l’Italia e il Marocco, fatti  Rabat il 1° aprile 2014 (co-proponente il Ministro della Giustizia, Andrea Orlando), il primo è l’Accordo aggiuntivo alla Convenzione di reciproca assistenza giudiziaria e di esecuzione delle sentenze di estradizione, il secondo è la Convenzione sul trasferimento delle persone condannate; gli Accordi hanno il fine di intensificare, migliorare e  completare il quadro della cooperazione giudiziaria in materia penale, nell’ambito del rafforzamento della cooperazione fra i due Stati per il contrasto al crimine transnazionale. La ratifica rinsalda la fiducia reciproca nei rispettivi sistemi di giustizia, presupposto per il reciproco riconoscimento delle sentenze e per una collaborazione nel settore penale di valenza transnazionale.
ORDINE DI PROTEZIONE EUROPEO
Attuazione della direttiva sull’ordine di protezione europeo (decreto legislativo – esame definitivo)
Il Consiglio dei Ministri, su proposta del Presidente del Consiglio, Matteo Renzi, e del Ministro della Giustizia, Andrea Orlando, ha approvato in esame definitivo, a seguito del parere favorevole espresso dal Garante per la protezione dei dati personali e dalle Commissioni parlamentari competenti per materia, un decreto legislativo che recepisce la direttiva 2011/99 in materia di ordine di protezione europeo, per un effettivo rafforzamento della tutela dei diritti delle vittime di reato, per conferire un’efficace tutela a loro vantaggio ed  evitare la commissione di fatti potenzialmente lesivi di diritti assoluti della persona anche nei casi in cui la vittima stessa si trasferisca al di fuori del territorio nazionale e verso quello di altro Stato membro. Il recepimento della direttiva consente una maggiore armonizzazione della legislazione interna con quella degli Stati membri dell’Unione e rafforza la fiducia reciproca nei rispettivi sistemi di giustizia, presupposto necessario per il reciproco riconoscimento delle sentenze e per la cooperazione giudiziaria nelle materie penali di dimensioni transazionali.

ASSICURAZIONE E RIASSICURAZIONE
Attuazione di direttiva europea in materia di accesso ed esercizio delle attività di assicurazione e riassicurazione (decreto legislativo – esame preliminare)
Su proposta del Presidente del Consiglio, Matteo Renzi, e del Ministro dello Sviluppo economico, Federica Guidi, il Consiglio ha approvato in esame preliminare, al fine dell’invio alle Commissioni parlamentari di merito che dovranno esprimere il loro parere, lo schema di decreto legislativo che recepisce la direttiva 2009/138 in materia di accesso ed esercizio delle attività di assicurazione e di riassicurazione, cosiddetta direttiva  Solvency II. Si tratta di una direttiva quadro di primo livello che contiene principi generali da recepire nel Codice delle assicurazioni private. Tali principi saranno integrati (secondo livello) da atti delegati e da standard  tecnici emanati dalla Commissione europea e direttamente applicabili a livello nazionale; il quadro normativa così definito sarà poi completato da un terzo livello costituito dalle linee-guida EIOPA.
In particolare, la direttiva Solvibilità II, oltre a semplificare la normativa comunitaria vigente attraverso la codificazione delle precedenti direttive “vita” e “danni” (ad esclusione di quelle “auto”), che confluiscono in un quadro normativa unitario e coerente, introduce un nuovo regime di vigilanza prudenziale, con l’obiettivo  di fornire un quadro regolamentare finalizzato alla massima tutela degli utenti del servizio assicurativo. La nuova normativa pone l’accento  sul rischio e sulla capacità delle imprese di misurarlo  e gestirlo: si  prevedono  nuovi  requisiti  patrimoniali  ancorati  ai  rischi  effettivamente   corsi,  si introducono  nuovi  criteri  di valutazione  e nuove  modalità  per la misurazione  e mitigazione  dei rischi, mentre da un punto di vista qualitativo la nuova normativa pone l'accento sulla governance delle imprese di assicurazione, introducendo nuove funzioni aziendali. Le novità  richieste dalla direttivain termini di governance e di criteri di valutazione hanno condotto a rivedere il quadro dei controlli societari  delineato  dall'attuale quadro normativo  nazionale,  evitando  la moltiplicazione di figure con incarichi simili. In particolare la direttiva prevede: la costituzione obbligatoria,  nell’ambito del  sistema  di  governance  dell’impresa, di  una  funzione  attuariale  con  compiti  che  oggi  sono attribuiti  per una parte molto significativa  all'attuario  incaricato per il ramo Vita e RC Auto, nonché criteri di valutazione per fini di vigilanza diversi da quelli del bilancio di esercizio, mentre prima le due valutazioni coincidevano.

AGENZIE DI RATING DEL CREDITO
Attuazione di direttiva europea relativa alle agenzie di rating del credito (decreto legislativo – esame preliminare)
Il Consiglio dei Ministri su proposta del Presidente, Matteo Renzi, e del Ministro dell’Economia e delle Finanze, Pietro Carlo Padoan, ha approvato un decreto legislativo che recepisce la direttiva 2013/14/UE che ha come obiettivo la riduzione dell’affidamento esclusivo o meccanico ai rating del credito da parte degli enti pensionistici aziendali o professionali (EPAP) e da parte dei gestori di organismi di investimento collettivo in valori mobiliari (OICVM) e di fondi di investimento alternativi (FIA), così come definiti dall’ordinamento UE, in sede di effettuazione dei propri investimenti. Lo scopo finale è quello di migliorare la qualità degli investimenti realizzati da EPAP, OICVM e FIA, tutelando così coloro che investono in tali fondi. Per gli enti creditizi si applicano direttamente le disposizioni del regolamento (UE) 462/2013, e quindi non sussiste la necessità di alcun intervento di recepimento in questa sede.
Per il settore assicurativo le disposizioni dirette ad evitare l’eccessiva dipendenza dalle valutazioni delle agenzie di rating e l’affidamento esclusivo e meccanico ai rating esterni  sono contenute  nella direttiva 2014/51/UE c.d. Omnibus II, direttiva che ha modificato la direttiva 2009/138/UE c.d. Solvency II (art. 44, par. 4 bis). 
ENTI CREDITIZI 
Recepimento di direttiva europea su accesso all’attività degli enti creditizi e la vigilanza prudenziale sugli enti creditizi e sulle imprese di investimento (decreto legislativo – esame preliminare)
Il Consiglio dei Ministri su proposta del Presidente, Matteo Renzi, e del Ministro dell’Economia e delle Finanze, Pietro Carlo Padoan, ha approvato un decreto legislativo che contiene le modifiche al Testo Unico Bancario e al Testo Unico della Finanza volte a recepire, a livello legislativo, la direttiva 2013/36/UE sull’accesso all’attività degli enti creditizi e sulla vigilanza prudenziale sugli enti creditizi e sulle imprese di investimento (c.d. “CRD4”), in attuazione della delega contenuta negli artt. 1 e 3 della legge 154/2010 (Legge di delegazione europea 2013 - secondo semestre).
La direttiva 2013/36/UE e il connesso regolamento 2013/575 /UE (c.d. “CRR”) definiscono un assetto organico di regolamentazione e controllo sulle banche e sulle imprese di investimento accogliendo i contenuti del terzo accordo di Basilea sul capitale. Essi mirano, nel complesso, al rafforzamento della disciplina prudenziale e all’accrescimento del livello di armonizzazione delle regole applicabili agli intermediari che operano nel mercato unico europeo.
non per tutte le disposizioni della CRD4 è necessaria la trasposizione attraverso una fonte di rango primario: la Banca d’Italia è già delegata a disciplinare con propri provvedimenti generali e con la circolare 285 del 17 dicembre 2013 e i successivi aggiornamenti ha quindi dato attuazione alle disposizioni di CRD4 in tema di:
  • accesso al mercato e struttura (inclusa la disciplina dell’autorizzazione all’attività bancaria e dei gruppi bancari, nonché l’operatività transfrontaliera con stabilimento di succursali e in libera prestazione dei servizi);
  • misure prudenziali (incluse le disposizioni sulle riserve di capitale aggiuntive);
  • processo prudenziale;
  • informativa al pubblico Stato per Stato;
  • governo societario, controlli interni, gestione dei rischi;
  • politiche e prassi di remunerazione e incentivazione.
La normativa primaria è invece necessaria laddove il recepimento della CRD4 comporta la modifica delle vigenti disposizioni del t.u.b.
I principali interventi riguardano:
  • La disciplina dei requisiti degli esponenti aziendali e dei partecipanti al capitale. Lo schema di decreto legislativo prevede una complessiva riforma della materia, volta a integrare i requisiti oggettivi di onorabilità e di professionalità (nonché di indipendenza nel caso degli esponenti) con criteri di competenza e correttezza, da enucleare nella disciplina secondaria; ciò consentirà all’intermediario e alla vigilanza una valutazione più completa dell’idoneità, anche in relazione alle specifiche circostanze. In applicazione del principio in base al quale gli esponenti debbono dedicare un tempo adeguato all’espletamento del proprio incarico, è prevista una disciplina dei limiti al cumulo degli incarichi; in conformità della delega legislativa (articolo 3,comma 1, lettera d), LDE) è stato individuato nel primo rinnovo degli organi successivo all’entrata in vigore delle disposizioni di attuazione delle Autorità di vigilanza il momento della prima valutazione dei nuovi requisiti di idoneità.
  • I poteri di intervento. L’elenco dei poteri assegnati a Banca d’Italia e Consob è sostanzialmente confermato. Esso è però integrato con la previsione del potere, assegnato a Banca d’Italia, (in conformità dell’articolo 3, comma 1, lettera e) LDE) di rimuovere uno o più esponenti aziendali quando la loro permanenza in carica sia di pregiudizio per la sana e prudente gestione della banca e non sia possibile – anche per ragioni di urgenza – pronunciarne la decadenza per perdita dei requisiti.
  • L’introduzione di meccanismi per la segnalazione, sia all’interno degli intermediari sia verso l’autorità di vigilanza, di eventuali violazioni normative da parte del personale (c.d. whistleblowing);
  • Una riforma complessiva della disciplina delle sanzioni amministrative. In attuazione della direttiva sono previste innovazioni di notevole rilievo. La CRD4 realizza un’importante riforma del sistema sanzionatorio al quale si stanno allineando tutte le proposte di direttiva in materia finanziaria: l’articolo 65, comma 2, CRD4, sancisce il passaggio ad un sistema volto a sanzionare in primo luogo l’ente e solo sulla base di presupposti che saranno individuati dal diritto nazionale anche l’esponente aziendale o la persona fisica responsabile della violazione. I massimali delle sanzioni pecuniarie vengono elevati. Sono introdotte misure di carattere non pecuniario: si tratta dell’interdizione temporanea dall’esercizio di funzioni presso intermediari e dell’ordine di porre termine alle violazioni, c.d. “cease and desist order”, irrogabile in alternativa alla sanzione pecuniaria per violazioni di scarsa offensività o pericolosità.
RECUPERO AMBIENTALE DI UNA CAVA
Il Consiglio dei Ministri ha condiviso il parere espresso nella conferenza di servizi convocata per comporre i diversi interessi coinvolti, favorevole al progetto di ampliamento e di  recupero ambientale di una cava attiva in località Le Pura-Ottaggi nel Comune di Sellano (PG); l’opera verrà realizzata nel rispetto di alcune prescrizioni, in particolare l’esclusione dell’area boscata dall’ampliamento della cava.

STATI D’EMERGENZA
  • Lombardia per maltempo
Il Consiglio dei Ministri ha dichiarato lo stato d’emergenza in conseguenza delle eccezionali avversità atmosferiche che hanno colpito il territorio della Regione Lombardia nei giorni dall’11 al 22 novembre 2014.
  • Puglia contro la Xylella fastidiosa
Il Consiglio dei Ministri ha inoltre dichiarato lo stato di emergenza in conseguenza della diffusione nel territorio della regione Puglia, in particolare nella provincia di Lecce, del batterio patogeno da quarantena  Xylella fastidiosa (Well e Raju), che ha colpito piante di olivo ed  altre specie coltivate. L’estensione delle infezioni è tale da pregiudicare la sopravvivenza di numerose specie vegetali, con gravi danni alle attività produttive, al territorio ed al patrimonio paesaggistico e la dichiarazione dello stato d’emergenza permetterà si disporre di strumenti e modalità idonee per porre in essere un’efficace attività di contrasto alla diffusione del batterio.

IMPIANTO DI VIGNETI
A seguito del mancato raggiungimento dell’intesa prevista in sede di Conferenza Stato-Regioni ed in considerazione dell’importanza della materia trattata, il Consiglio dei Ministri ha esaminato il decreto recante disposizioni nazionali di attuazione del Regolamento (UE)  n. 1308/2013, concernente il nuovo sistema organizzativo per l’impianto dei vigneti, autorizzando il Ministro delle Politiche agricole alimentari e forestali, Maurizio Martina, ad adottare il provvedimento che prevede il rinvio dell’applicazione della normativa europea di settore in ambito nazionale.
NOMINE
Il Consiglio dei Ministri ha inoltre approvato le seguenti nomine:
su proposta del Presidente del Consiglio, Matteo Renzi:
  • nomina del Presidente di sezione Arturo MARTUCCI di SCARFIZZI a Presidente aggiunto della Corte dei Conti;
  • nomina del Presidente di sezione Martino COLELLA a Procuratore generale della Corte dei Conti, a decorrere dal 25 marzo 2015;
su proposta del Ministro della Difesa, Roberta Pinotti:
  • promozione ad ammiraglio di squadra dell’ammiraglio di divisione Raffaele CARUSO;
su proposta del Ministro del Lavoro e delle Politiche sociali, Giuliano Poletti:
  • nomina di Tito BOERI a Presidente dell’Istituto nazionale della previdenza sociale – INPS, a seguito dei pareri favorevoli espressi dalle Commissioni parlamentari competenti.
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IL GOVERNO PROPONE LA BUONA SCUOLA



Il Consiglio dei Ministri si è riunito giovedì 12 marzo 2015, alle ore 18.10 a Palazzo Chigi, sotto la presidenza del Presidente del Consiglio Matteo Renzi. Segretario il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, Graziano Delrio.
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LA BUONA SCUOLA 
Riforma del sistema nazionale di istruzione e formazione (disegno di legge)
Il Consiglio dei Ministri su proposta del Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, Stefania Giannini, ha approvato il disegno di legge di riforma del sistema nazionale di istruzione e formazione che prende il nome di “ La Buona Scuola”. 
La Buona Scuola è buona autonomia. Il ddl consente di realizzare finalmente l’autonomia scolastica, assegnando maggiori strumenti ai presidi per gestire risorse umane, tecnologiche e finanziarie. Le scuole avranno un organico potenziato (garantito a partire dal prossimo anno scolastico attraverso un piano straordinario di assunzioni) per coprire tutte le cattedre vacanti, rispondere alle nuove esigenze didattiche, organizzative e progettuali, potenziare l’offerta formativa, fronteggiare la dispersione scolastica, rendere la scuola più inclusiva, eliminare le supplenze più dannose, anno dopo anno, per la continuità della didattica. Le scuole, d’ora in poi, potranno indicare il loro fabbisogno di docenti e strumenti per attuare i Piani dell’offerta formativa. I Piani diventano triennali e saranno predisposti dai dirigenti scolastici, sentiti gli insegnanti, il Consiglio di istituto e le realtà territoriali.  
Il dirigente sceglie la sua squadra. I presidi potranno scegliere la loro squadra individuando i nuovi docenti che ritengono più adatti per realizzare i Piani dell’offerta formativa all’interno di appositi albi territoriali costituiti dagli Uffici Scolastici Regionali. Negli albi confluiranno i docenti assunti nel primo anno attraverso il piano straordinario di assunzioni e poi tramite concorsi. Gli incarichi affidati saranno resi pubblici.
Piano straordinario e poi solo concorsi. Il ddl dà il via libera ad un Piano straordinario di assunzioni per il 2015/2016 per coprire le cattedre vacanti e creare l’organico dell’autonomia. Oltre 100.000 insegnanti saranno assunti a settembre 2015. Dopo si torna ad assumere solo per concorso.
Studiare per il futuro. Il disegno di legge prevede il potenziamento delle competenze linguistiche: in particolare l’italiano per gli studenti stranieri e l’inglese per tutti (anche con materie generaliste insegnate in lingua). Vengono potenziate poi: Arte, Musica, Diritto, Economia, Discipline motorie. Nella Buona Scuola viene dato più spazio all’educazione ai corretti stili di vita e si guarda al futuro attraverso lo sviluppo delle competenze digitali degli studenti (pensiero computazionale, utilizzo critico e consapevole dei social network e dei media). Alle superiori, il curriculum diventa flessibile: le scuole attiveranno materie opzionali per rispondere alle esigenze degli studenti.
Scuola-lavoro e digitale. Almeno 400 ore nell’ultimo triennio dei tecnici e dei professionali e 200 in quello dei licei. L’alternanza si farà in azienda, ma anche in enti pubblici. A disposizione un fondo, a regime, di 100 milioni all’anno a partire dal 2016. Mentre 90 milioni vengono stanziati subito per l’innovazione didattica e la creazione di laboratori territoriali, aperti anche di pomeriggio, per orientare i giovani al lavoro e da utilizzare come strumento di contrasto alla dispersione.
Stop classi ‘pollaio’. I presidi hanno il potere di derogare alle regole attuali: utilizzando l’organico in modo flessibile potranno evitare la formazione di classi troppo numerose, le cosiddette classi ‘pollaio’.
Una Card per l’aggiornamento. Arriva la Carta per l’aggiornamento e la formazione dei docenti, un voucher di 500 euro da utilizzare per l’aggiornamento professionale attraverso l’acquisto di libri, testi, strumenti digitali, iscrizione a corsi, l’ingresso a mostre ed eventi culturali. La formazione in servizio diventa obbligatoria e coerente con il Piano triennale dell’offerta formativa della scuola e con le priorità indicate dal Ministero.  
Un bonus per valorizzare i docenti. Viene istituito il bonus annuale delle eccellenze destinato ai docenti. Ogni anno il dirigente scolastico, sentito il Consiglio di Istituto, assegnerà il bonus al 5% dei suoi insegnanti per premiare chi si impegna di più. Peseranno la qualità dell’insegnamento, la capacità di utilizzare metodi didattici innovativi, il contributo dato al miglioramento complessivo della scuola. Per il bonus vengono stanziati 200 milioni all’anno. 
La Scuola trasparente. Viene istituito un Portale unico dei dati della scuola con la pubblicazione di tutti i dati relativi al sistema di istruzione: bilanci delle scuole, Anagrafe dell’edilizia, Piani dell’offerta formativa, dati dell’Osservatorio tecnologico, Cv degli insegnanti, incarichi di docenza.
Investire sul futuro con 5 per mille e school bonus. Il 5 per mille potrà essere destinato anche alle scuole. Con lo school bonus, chi farà donazioni a favore delle scuole per la costruzione di nuovi edifici, per la manutenzione, per la promozione di progetti dedicati all’occupabilità degli studenti, avrà un beneficio fiscale (credito di imposta al 65%) in sede di dichiarazione dei redditi. Cambia l’approccio all’investimento sulla scuola: ogni cittadino viene incentivato a contribuire al miglioramento del sistema scolastico. Scatta poi la detraibilità delle spese sostenute dalle famiglie i cui figli frequentano una scuola paritaria dell’infanzia o del primo ciclo.
Un bando per le ‘Scuole Innovative’ e per i controlli. Il ddl prevede un bando per la costruzione di scuole altamente innovative, dal punto di vista architettonico, impiantistico, tecnologico, scuole green e caratterizzate da nuovi ambienti di apprendimento digitali. L’Osservatorio per l’edilizia scolastica, istituito presso il Ministero dell’Istruzione, coordinerà strategie e risorse per gli interventi. Vengono recuperate risorse precedentemente non spese da investire sulla sicurezza degli edifici. Stanziati 40 milioni per finanziare indagini diagnostiche sui controsoffitti delle scuole. 
Delega. Il disegno di legge assegna poi la delega al governo a legiferare in materia di: semplificazione del Testo Unico della scuola, valutazione degli insegnanti, riforma dell’abilitazione all’insegnamento, del diritto allo studio, del sostegno e degli organi collegiali, creazione di un sistema integrato di educazione e di istruzione 0-6 anni.
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RIFORMA DELLA RAI
Linee guida della riforma della RAI e del servizio pubblico radiotelevisivo (primo esame)
Il Consiglio dei Ministri ha iniziato con una discussione generale l’esame del disegno di legge di riforma della Rai e del servizio pubblico radiotelevisivo che consegnerà al Parlamento. La discussione continuerà nel prossimo Consiglio dei Ministri.
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NON PUNIBILITÀ PER PARTICOLARE TENUITÀ DEL FATTO
Disposizioni in materia di non punibilità per particolare tenuità del fatto (decreto legislativo – esame definitivo) 
Il Consiglio dei Ministri su proposta del Ministro della Giustizia, Andrea Orlando, ha approvato in via definitiva lo schema di decreto legislativo recante disposizioni in materia di non punibilità per particolare tenuità del fatto, a norma dell’articolo 1, comma 1, lettera m) della legge 28 aprile 2014, n. 67.
Il provvedimento recepisce le proposte elaborate dalla commissione ministeriale Palazzo in tema di revisione del sistema sanzionatorio e per dare attuazione alla legge 67/2014 in materia di pene detentive non carcerarie oltre ad alcune specifiche indicazioni espresse dalle Commissioni parlamentari.
Il principio alla base delle nuove norme prevede che quando l’offesa sia tenue e segua ad un comportamento non abituale lo Stato possa demandare alla sede civile la relativa tutela. La risposta sanzionatoria dovrà quindi tener conto dell’entità dell’offesa, delle circostanze del fatto, della personalità dell’autore e della natura del bene tutelato.
Due sono i criteri sui quali deve incardinarsi il giudizio di “particolare tenuità del fatto”, secondo il primo comma del nuovo art. 131 bis c.p.:
  • la particolare tenuità dell’offesa, che implica una valutazione sulle modalità della condotta e l’esiguità del danno o del pericolo;
  • la non abitualità del comportamento dell'autore (che non deve essere un delinquente abituale, professionale o per tendenza, né aver commesso altri reati della stessa indole).
Solo a seguito di un accertamento rigoroso di tali condizioni da parte del giudice, lo Stato rinuncerà ad applicare una pena per attuare una tutela risarcitoria e/o restitutoria tipicamente civile.
Il provvedimento prevede inoltre che il giudice, nel valutare il fatto, oltre ai rigorosi limiti normativi, debba tenere conto le istanze della persona offesa e dello stesso indagato o imputato, le cui contrapposte ragioni devono emergere nella dialettica procedimentale, tanto in fase di contraddittorio sulla eventuale richiesta di archiviazione quanto nella fase dibattimentale.
Nel decreto legislativo vengono infine introdotte le modifiche necessarie ai fini dell’iscrizione in un apposito casellario giudiziario dei provvedimenti in materia di particolare tenuità del fatto.
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ELECTION DAY
Disposizioni urgenti per lo svolgimento contemporaneo delle elezioni regionali ed amministrative (decreto legge)
Il Consiglio dei Ministri su proposta del Ministro degli Interni, Angelino Alfano, ha approvato un decreto legge che, al fine di consentire lo svolgimento di tutte le consultazioni elettorali in un’unica data (election day), interviene sistematicamente per flessibilizzare l’arco temporale entro il quale può realizzarsi la condizione per lo svolgimento in forma abbinata di tutte le elezioni stabilendo, con riguardo alle elezioni regionali, che la loro celebrazione può avvenire nella prima domenica successiva a 60 giorni dalla scadenza di mandato. La prima domenica utile risulta essere il 31 maggio 2015, pertanto la norma interviene stabilendo che l’elezione può essere celebrata anche nella prima domenica successiva alla scadenza del predetto termine dei 60 giorni.
Infatti, nella primavera prossima si svolgeranno sia le elezioni per il rinnovo dei presidenti e dei consigli di 7 regioni a statuto ordinario (Veneto, Liguria, Toscana, Marche, Umbria, Campania e Puglia), sia il turno annuale di elezioni amministrative che interesserà, nelle 15 regioni a statuto ordinario, 515 comuni. Le elezioni amministrative si devono tenere, per legge, in una domenica compresa tra il 15 aprile e il 15 giugno mentre le elezioni regionali, secondo quanto stabilito dalla Legge di Stabilità 2015, devono avere luogo “non oltre i sessanta giorni successivi al termine del quinquennio” . La norma di flessibilizzazione interviene considerato il fatto che le elezioni degli organi elettivi regionali si sono svolte domenica 28 marzo 2010 (con scadenza del mandato 27 marzo 2015), e  che entro il 27 maggio 2015 non risulta possibile individuare una data idonea per la coincidenza del primo o secondo turno con Festività religiose cristiane o ebraiche (Pasqua, Pentecoste), con festività civili (Anniversario della Liberazione, Festa del Lavoro) o con altre ricorrenze rilevanti ai fini dell’affluenza al voto (Adunata annuale degli Alpini).
Il Consiglio dei Ministri invita quindi le Regioni a voler indire i rinnovi dei Consigli regionali nella stessa data individuata per le elezioni amministrative.
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RATIFICHE DI ACCORDI EUROPEI
Ratifica ed esecuzione dell’Accordo di associazione tra l’Unione europea e la Comunità europea dell’energia atomica con l’Ucraina (disegno di legge)
Il Consiglio dei Ministri su proposta del Ministro degli Affari esteri e della Cooperazione internazionale, Paolo Gentiloni, ha approvato  - come prospettato dal Presidente del Consiglio, Matteo Renzi, al Presidente della Repubblica Ucraina, Petro Poroshenko, nel corso della visita a Kiev del 4 marzo scorso - un disegno di legge di ratifica ed esecuzione dell’Accordo di associazione tra l’Unione europea e la Comunità europea dell’energia atomica con l’Ucraina.
L’Accordo di Associazione prevede l'approfondimento dei rapporti politici ed economici fra UE ed Ucraina - in vista di una graduale integrazione del Paese nel mercato interno dell'Unione, attraverso la creazione di un'Area di Libero Scambio Ampia e Approfondita - e  contempla una più stretta cooperazione in materia di dialogo politico, diritti umani e libertà fondamentali, giustizia, sicurezza, sviluppo sostenibile, finanza pubblica, stabilità macroeconomica, affari sociali, energia e rafforzamento strutturale delle istituzioni amministrative ucraine, che devono garantire l'effettivo ed efficace funzionamento dell'Accordo stesso.
Il Consiglio dei Ministri ha altresì approvato il disegno di legge di associazione tra l’Unione europea e la Comunità europea dell’energia atomica e i loro Stati membri e la Repubblica di Moldova.
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STATO DI EMERGENZA PER L’EMILIA ROMAGNA
Il Consiglio dei Ministri ha dichiarato lo stato d’emergenza in conseguenza delle avversità atmosferiche di eccezionale intensità che hanno colpito il territorio della Regione Emilia-Romagna nel giorni dal  4 al 7 febbraio 2015.
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COMMISSARI CONSOB
Il Presidente Matteo Renzi ha informato il Consiglio dei Ministri che a partire da lunedì 16 marzo 2015, verrà avviata la ricerca e la selezione di candidati per i posti attualmente vacanti di Commissari della Consob.
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NOMINA DEL COMMISSARIO ALLA SANITÀ NELLA REGIONE CALABRIA
Il Consiglio dei Ministri ha conferito a Massimo SCURA l’incarico di commissario ad acta, per l’attuazione del  vigente  Piano di rientro dai disavanzi del settore sanitario della Regione Calabria, a norma dell’articolo 2, comma 84-bis, della legge 23 dicembre 2009, n. 191, come modificato dal  comma 569 della legge 23 dicembre 2014, n.190. Andrea URBANI è stato altresì confermato nell’incarico di sub commissario.
È intervenuto il Presidente della Regione Gerardo Mario Oliverio.
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NOMINE
Il Consiglio dei Ministri ha deliberato:
su proposta del Ministro dell’interno, Angelino Alfano:
  • la nomina a Dirigente generale di Pubblica sicurezza dei dirigenti superiori della Polizia di Stato:Enzo CALABRIAAlberto INTINIAntonio DE IESUAngelo SANNASandro LOMBARDI,Massimo D'AMBROSIO e Giuseppe GUALTIERI;
  • il collocamento in posizione di disponibilità dei dirigenti di Pubblica sicurezza di Leonardo LA VIGNA e Vincenzo Pietro CARELLA;
su proposta del Ministro della difesa, Roberta Pinotti:
  • conferimento dell'incarico di Vice Comandante generale dell’Arma dei carabinieri al generale di Corpo d’armata della medesima Arma Vincenzo GIULIANI.
Su proposta del Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Maurizio Lupi:
  • conferimento dell’incarico di Presidente del Consiglio superiore dei lavori pubblici a Francesco MUSCI, dirigente di prima fascia dei ruoli del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti.
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giovedì 9 ottobre 2014

IMMIGRAZIONE: INTERROGAZIONE SU CENTRO DI ACCOGLIENZA

Immigrazione, Meloni: Da FdI-An interrogazione parlamentare su centro...

...ACCOGLIENZA CORCOLLE A ROMA. «Quando ho visitato nei giorni scorsi il quartiere di Corcolle a Roma, dopo le indegne aggressioni ai danni delle due giovani conducenti di autobus Elisa e Federica...
...i cittadini e i commercianti del posto mi avevano raccontato di aver ricevuto precise rassicurazioni dagli amministratori locali sull'imminente chiusura del centro di accoglienza per immigrati di via Novafeltria. Tutto questo però non è ancora accaduto e il centro risulta essere ancora regolarmente aperto. Fratelli d’Italia-Alleanza Nazionale chiede l’immediata chiusura della struttura, perché i cittadini del quartiere hanno bisogno di risposte concrete e pretendono il rispetto della parola data. E se questo non dovesse accadere, siamo pronti anche a presentare un’interrogazione parlamentare per sollecitare l’intervento delle Istituzioni competenti». 
È quanto dichiara il presidente di Fratelli d’Italia-Alleanza Nazionale, Giorgia Meloni.

UCRAINA: LE SANZIONI ALLA RUSSIA SONO SBAGLIATE

Ucraina, le sanzioni alla Russia sono sbagliate economicamente e geopoliticamente

Bandiere(Forza Italia) La linea muscolare e intransigente adottata dal blocco occidentale Usa-Ue contro la Russia sta riportando in auge toni che appartengono ad un’altra epoca, quella della Guerra Fredda, proprio nel momento in cui le gravissime tensioni internazionali e la minaccia sempre più pressante del fondamentalismo richiederebbero una risposta unitaria.
Senza dimenticare il piano, per nulla secondario, delle pesanti ripercussioni economiche, anche per il nostro export. Le sanzioni imposte alla Russia si stanno rivelando, giorno dopo giorno, un boomerang proprio per quei Paesi che le hanno imposte. A rimetterci sono soprattutto le imprese, già duramente provate dalla crisi, dalle tasse e dalla burocrazia. Registriamo, perciò, con sollievo il fatto che finalmente anche Renzi cominci a mettere in discussione il permanere delle sanzioni e la linea seguita fino a questo momento, auspicando una ripresa del dialogo tra Stati Uniti e Russia. Di più, chiediamo al governo che si faccia promotore di questo percorso, prendendo esempio dal ruolo di mediazione già svolto da Silvio Berlusconi. E’ necessario che l’Ue possa, quanto prima, prendere atto che quella intrapresa finora è una strada sbagliata, economicamente e geopoliticamente.
 Deborah Bergamini

INCHIESTA RATING SU DIMISSIONI GOVERNO BERLUSCONI


Inchiesta rating: Trani dimostra che su dimissioni governo Berlusconi c’è ancora molto da sapere. Si faccia Commissione d'inchiesta

Quello che sta emergendo nell’inchiesta di Trani sul declassamento dell’Italia da parte di S&P chiama ad una seria presa d’atto, alla quale le forze democratiche di questo Paese non possono continuare a sottrarsiDebora Bergamini
Se fosse, infatti, confermata l’accusa di manipolazione del mercato nei confronti di manager e analisti di Standard & Poor’s, se davvero qualcuno aveva deciso che il nostro Paese doveva essere declassato a tutti i costi, se già nell’agosto del 2011, in una mail interna a S&P, si parlava della possibilità di un governo tecnico in Italia, allora ci troveremmo di fronte all’ennesima tessera di un puzzle che piano piano va componendosi.
Sulle dimissioni forzate del governo Berlusconi nel 2011 c’è ancora molto da sapere e da chiarire. Qualcosa si mosse, e noi vogliamo sapere cosa, anche attraverso l’istituzione di quella Commissione parlamentare di inchiesta che chiediamo da mesi.

martedì 7 ottobre 2014

Riforma della Pubblica amministrazione

Riforma della Pubblica amministrazione, il decreto "Madia" è legge


Il decreto diventa "legge"

Equità, compensi pubblici, anticorruzione, semplificazioni ed efficienza con mobilità. Con si' definitivo della Camera dei deputati il decreto "Madia" sulla Pubblica amministrazione è diventato legge. I voti a favore sono stati 303, 163 i contrari, 9 gli astenuti.
Nella giornata del 5 agosto il Senato con 160 voti favorevoli e 106 contrari aveva approvato la fiducia sul maxi-emendamento interamente sostitutivo dell'articolo unico del disegno di legge (AS 1582) di conversione del decreto-legge 24 giugno 2014, n. 90, recante "Misure urgenti per la semplificazione e la trasparenza amministrativa e per l'efficienza degli uffici giudiziari". Il ddl, che recepiva le modificazioni già approvate dalla Camera dei Deputati (AC 2486 approvato il 31 luglio 2014) e quelle proposte dalla commissione Affari Costituzionali del Senato, è tornato ieri alla Camera in seconda lettura (AC 2486B) per l'approvazione difinitiva.
L'obiettivo del Governo, ha detto il ministro Madia intervenuta al Senato nel dibattito sul ddl, è quello di "uscire dalla rappresentazione decadente che oggi travolge la nostra amministrazione pubblica e che travolge anche il tanto di buono che c'è oggi nelle professionalità della pubblica amministrazione". Uscire dalla cultura del certificato per reimpostare il rapporto cittadino-macchina pubblica.
Di seguito alcune delle modifiche apportate rispetto al testo varato dal Consiglio dei Ministri.

Disciplina in materia di risoluzione unilaterale del contratto

Estesa anche ai dirigenti la norma, riformulata dalla Camera, che prevede il pensionamento anticipato d'ufficio per i dipendenti delle P.A., incluse le autorità indipendenti, che abbiano raggiunto il massimo dei contributi pensionistici (attualmente pari a 42 anni e 6 mesi per gli uomini e 41 anni e 6 mesi per le donne) e i 62 anni di età (al di sotto della quale opererebbero riduzioni percentuali del trattamento pensionistico). Resta escluso dall'àmbito di applicazione dell'istituto il personale di magistratura e i professori universitari, metre è innalzato a 65 il limite minimo di età per i responsabili di struttura complessa del Servizio sanitario nazionale.

Mobilità obbligatoria e volontaria

I dipendenti delle PA, possono essere trasferiti in sedi della stessa Amministrazione, o di un'altra Amministrazione, collocate nel territorio dello stesso comune ovvero a distanza non superiore a 50 chilometri dalla sede in cui prestano servizio. Sono esclusi da tale obbligo i dipendenti con figli di età inferiore ai tre anni, che hanno diritto al congedo parentale, e i soggetto tutelati dalla legge 104/1992.

Consulenze e incarichi dirigenziali a personale in
quiescenza

Esteso anche agli Enti e alle Società partecipate il divieto di conferimento di incarichi di studio e di consulenza a titolo oneroso, a qualsiasi persona in quiescenza, si tratti di lavoratore privato o pubblico, già appartenente a quella o altra amministrazione. Gli incarichi a titolo gratuito sono invece consentiti con una durata non superiore ad un anno, non prorogabile, né rinnovabile, presso ciascuna Amministrazione.

Turn over nella Pubblica Amministrazione

Per garantire gli standard operativi e i livelli di efficienza ed efficacia del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco, viene autorizzata l'assunzione di 1030 unità.

Divieto di richiedere al cittadino informazioni e dati

Inserito il divieto alle PA di richiedere al cittadino informazioni e dati
già presenti entro l'Anagrafe nazionale della popolazione residente.

SBLOCCA ITALIA

Consiglio dei Ministri n.27



Il Consiglio dei Ministri si è riunito il  29 agosto  a Palazzo Chigi, sotto la presidenza del Presidente del Consiglio, Matteo Renzi. Segretario il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, Graziano Delrio.
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SBLOCCA ITALIA

Il Consiglio dei Ministri, su proposta del Presidente, Matteo Renzi e del Ministro delle Infrastrutture e Trasporti, Maurizio Lupi, ha approvato il decreto legge contenente misure urgenti per l’apertura dei cantieri, la realizzazione delle opere pubbliche, la digitalizzazione del Paese, la semplificazione burocratica, l’emergenza del dissesto idrogeologico e per la ripresa delle attività produttive.

SBLOCCA INFRASTRUTTURE

Il decreto Sblocca Italia per quanto riguarda le opere infrastrutturali si ispira a quattro criteri:
  1. Semplificazione burocratica. Norme che sbloccano opere già finanziate in modo che i cantieri possano partire con largo anticipo rispetto alle previsioni. È il caso della AV/AC Napoli-Bari (valore 6 miliardi e 700 milioni) che aprirà i cantieri nel novembre 2015 invece che nel gennaio 2018 e del collegamento ferroviario Palermo-Catania-Messina (valore 5 miliardi e 200 milioni, apertura cantieri dicembre 2015). Con lo stesso criterio vengono sbloccati gli interventi sugli aeroporti (Malpensa, Venezia, Genova, Firenze, Fiumicino, Salerno per un valore complessivo di 4 miliardi e 600 milioni) e gli investimenti previsti nel contratto di programma con Rfi per la manutenzione straordinaria degli impianti (220 milioni). Rientra in questa fattispecie anche la defiscalizzazione degli investimenti privati per l'autostrada Orte-Mestre (10 miliardi 400 milioni).
  2. La cantierabilità delle opere. Vengono sbloccate opere già finanziate con immissione di nuove risorse a condizione che i cantieri (non l'approvazione del piano finanziario, non il progetto né la gara di appalto) di queste opere aprano entro date certe nell'arco di dieci mesi dall’approvazione del decreto. Questo pacchetto di interventi è finanziato con quasi 4 miliardi di euro (3 miliardi 890 milioni), di cui 841 milioni dal fondo revoche del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e 3 miliardi 48 milioni dal Fondo di coesione e sviluppo.
  3. L’aumento degli investimenti privati in infrastrutture autostradali attraverso la revisione e quindi l’eventuale allungamento delle concessioni (la proposta è stata notificata dal ministro Lupi alla Commissione europea) con la contestuale moderazione degli incrementi tariffari dei pedaggi autostradali. Il valore delle opere realizzabili con questa norma, e sulle quali si sono impegnate le società concessionarie, è di 12 miliardi 200 milioni.
Un'altra parte del decreto riguarda la Semplificazione edilizia.
A seguire alcuni tra i maggiori interventi in opere infrastrutturali (vedere elenco a parte) che sono articolati in:
  • Infrastrutture ferroviarie: Napoli-Bari, Palermo-Catania-Messina, Verona-Padova, Terzo Valico dei Giovi, Tunnel del Brennero, Lucca-Pistoia, soppressione dei passaggi a livello nel tratto pugliese della Bologna-Lecce;
  • Infrastrutture viarie: Trieste-Venezia, quadrilatero Umbria-Marche, statale 131 e 291 in Sardegna, pedemontana Piemontese, Statale internazionale 340 (Tremezzina), Statale Telesina e statale 212 in Campania, due lotti sulla Salerno-Reggio in Calabria, l'asse Gamberale-Civitaluparella in Abruzzo;
  • Opere nelle grandi aree urbane: Torino (passante ferroviario e metropolitana), Firenze (tramvia), Roma (metropolitana), Napoli (metropolitana);
  • Aeroporti: Malpensa, Venezia, Genova, Firenze, Fiumicino, Salerno;
  • Amministrazioni locali. Proposte pervenute dalle amministrazioni locali alla presidenza del Consiglio dei Ministri, tramite la consultazione on line entro il 30 giugno 2014. Dai Comuni sono arrivate al Presidente del Consiglio 1.617 richieste, che sono state catalogate in tre categorie: sblocco del patto di stabilità interno, richiesta di fondi per completamento di opere, richiesta di sblocco procedurale. Rispetto alle richieste ricevute verrà avviata una procedura per lo sblocco del patto e il finanziamento di piccole opere immediatamente completabili entro il 2014, nonché verranno convocate Conferenze di servizi per risolvere i nodi burocratici.

FONDI EU: POTERE SOSTITUTIVO, ISPETTIVO E DI MONITORAGGIO IN CASO DI INADEMPIENZA

Potere sostitutivo del Presidente del Consiglio in materia di Fondi Europei sul tempestivo utilizzo, insieme a poteri ispettivi e di monitoraggio per accertare il rispetto della tempistica programmata, anche avvalendosi delle amministrazioni statali e regionali dotate di specifica competenza tecnica.

SBLOCCA EDILIZIA

Grandi locazioni. L’intervento è riferito alla locazione di grandi contesti e consentirà maggiore libertà nella determinazione dei termini contrattuali. Avvicinando la legislazione italiana a quella europea, le parti potranno stabilire in autonomia la durata e i termini del rapporto, incentivando investimenti nel mercato italiano rispetto ai mercati esteri e eliminando un freno allo sviluppo del mercato delle locazioni commerciali e degli immobili ad uso turistico.

SBLOCCA EXPORT

Made In Italy. Il pacchetto prevede il lancio di un “Piano per la promozione straordinaria del Made in Italy e l’attrazione degli investimenti in Italia” per oltre 270 milioni di euro nel triennio 2015-2017, attraverso interventi mirati di diffusione e promozione delle produzioni italiane in campo industriale e agro-alimentare. Si è scelto di legare la promozione del Made in Italy a significativi incentivi all’innovazione per le imprese coinvolte, anche attraverso l’assunzione di figure professionali specializzate nei processi di internazionalizzazione (export manager).
Si prevede la realizzazione di un segno distintivo unico per le produzioni agroalimentari Made in Italy, anche in vista di Expo 2015, e un potenziamento degli strumenti di contrasto all’Italian sounding nel mondo. Sul piano della competitività si punta alla creazione di piattaforme logistico-distributive all’estero, al rafforzamento degli accordi con le reti di distribuzione, alla valorizzazione e tutela delle certificazioni di qualità e di origine dei prodotti. Il piano di attrazione degli investimenti esteri sarà promosso dall’ICE e comprenderà la promozione delle opportunità presenti in Italia, l’assistenza tecnica agli operatori esteri e di tutto quanto possa facilitare l’investimento da parte dell’operatore estero nel territorio nazionale.

SBLOCCA RETI

Banda Ultralarga. Si è deciso che per gli operatori che decidono di investire nelle cosiddette “aree a fallimento di mercato” (aree dove gli operatori non riescono a portare la banda a 100Megabit, ovvero proprio dove l’Italia è in maggiore ritardo nell’attuazione dell’Agenda Digitale Europea), è previsto un credito d’imposta a valere sui tributi IRES e IRAP per il 30% del costo dell’investimento.

SBLOCCA BAGNOLI

La misura, pensata anzitutto per l’ex area industriale di Bagnoli-Coroglio (NA), ma estensibile anche a ulteriori contesti della stessa categoria, mira a dare finalmente una prospettiva di riqualificazione e di sviluppo di un’area storicamente critica sotto il profilo ambientale e del tessuto urbano. Nel rispetto del riparto di competenze tra Stato e Regioni, la norma individua le fasi del procedimento finalizzato alla riqualificazione dell’area, individuando anche le sue linee di sviluppo e gli interventi da realizzare (polo per la nautica da diporto; parco della scienza; insediamenti residenziali, turistico-ricettivi, commerciali e produttivi avanzati).

SBLOCCA ENERGIA

Infrastrutture Energetiche Strategiche. Si interviene con una serie di misure che riconoscono la natura strategica delle infrastrutture di importazione, trasformazione e stoccaggio del gas. Tali opere, consentendo al Governo di procedere nel rispetto del riparto di competenze tra Stato e Regioni previsto dalla Costituzione e alla luce degli obiettivi posti dalla Strategia Energetica Nazionale.
Semplificazione Idrocarburi. Oltre alle norme sulla realizzazione di infrastrutture necessarie per aumentare e differenziare i canali di approvvigionamento dall’estero, si è proceduto anche rispetto alla valorizzazione dei non trascurabili giacimenti di idrocarburi presenti sul territorio nazionale, sbloccando cospicui investimenti (ipotizzabili in 15 miliardi di euro). Si è quindi proceduto a riconoscere il carattere strategico delle attività di prospezione, ricerca e coltivazione di idrocarburi e quelle di stoccaggio sotterraneo di gas naturale, delineando quindi procedure chiare ma commisurate alla natura di pubblica utilità, urgenza e indifferibilità. In particolare, si è prevista l’introduzione di un titolo concessorio unico, comprensivo delle attività di ricerca e coltivazione di idrocarburi liquidi e gassosi, rilasciato a seguito di una approfondita valutazione del richiedente, nel rispetto del principio di leale collaborazione con i diversi livelli territoriali, nonché del principio costituzionale di tutela dell’ambiente.
Basilicata. Ulteriori norme finalizzate a ottimizzare lo sviluppo delle attività estrattive all’interno del territorio nazionale riguardano la Basilicata, che costituisce una risorsa strategica per il Paese e per la Strategia Energetica Nazionale. Le misure inserite nello “Sblocca Italia” consentiranno di intervenire a correzione di un paradosso: una Regione le cui risorse di idrocarburi potrebbero soddisfare il 10% del fabbisogno nazionale versa in una condizione di difficoltà derivante anche dai vincoli del patto di stabilità interno. La deroga a quest’ultimo, triennale e relativa alle risorse derivanti dalla parte incrementale ottenuta dalle produzioni in loco, esclude dai vincoli del patto le spese sostenute per la realizzazione di interventi di crescita economica e di miglioramento ambientale, comunque compatibili con le politiche di sviluppo nazionali e con la normativa generale del settore.
Veicoli a basse emissioni. La revisione della normativa vigente punta a rendere flessibile il riparto delle risorse tra le diverse classi di incentivi, riducendo alcune rigidità e eliminando ulteriori restrizioni relative alla destinazione dei veicoli e alle modalità di fruizione del beneficio. Il fine è quello di rendere quanto più accessibili gli incentivi, favorendo la ripresa del mercato e il ricambio del parco veicoli mediante una maggiore diffusione di quelli a minori emissioni complessive.

PATRIMONIALIZZAZIONE DELLE IMPRESE

La creazione di un Fondo di servizio di natura privatistica per la patrimonializzazione delle imprese, partecipato al 20% da Cassa depositi e prestiti, consentirà alle aziende in salute ma con temporanea difficoltà finanziaria (con oltre 100 dipendenti) di avviare processi di consolidamento patrimoniale e rilancio industriale.

SEMPLIFICAZIONE BUROCRATICA – PROJECT BOND

Pur previsti dal Codice dei contratti pubblici, hanno trovato fino ad ora un’applicazione sporadica. Per questo nel decreto legge “Sblocca Italia” sono state individuate misure per incentivare l’utilizzo di questo strumento e garantirne una maggiore flessibilità e trasferibilità tra gli investitori. In sintesi, allineamento della definizione di investitore qualificato a quella utilizzata nella normativa fiscale; possibilità di utilizzo di titoli al portatore, per favorirne la migliore fruibilità sul mercato dei capitali; semplificazione dello strumento delle garanzie, rendendole più flessibili; applicazione in misura fissa delle imposte di registro, ipotecarie e catastali anche alle garanzie trasferite per effetto della circolazione dei project bond).
I punti salienti della riforma sono i seguenti:
  • Eliminazione della forma nominativa obbligatoria per i project bond, rendendo l’utilizzo dello strumento più fruibile nell’ambito del mercato dei capitali, soprattutto internazionale, dove tipicamente questi titoli hanno la forma di titoli al portatore.
  • Strutturale estensione del regime fiscale di favore concesso ai project bond (la cui fiscalità è allineata a quella dei titoli del debito pubblico), attraverso la rimozione della limitazione temporale originariamente prevista, che ne circoscriveva l’applicazione soltanto alle emissioni effettuate entro tre anni dall’entrata in vigore del primo decreto Sviluppo (DL n. 83/2012), ossia fino al giugno 2015.
  • Semplificazioni per la costituzione, la circolazione e l’escussione delle garanzie prestate in favore degli obbligazionisti, superando gli ostacoli collegati al trasferimento delle garanzie in caso di trasferimento delle obbligazioni (questo intervento si traduce in modifiche sia del Codice degli appalti sia del Codice civile).
  • Chiarimento che il privilegio generale può essere concesso anche nell’ambito di finanziamenti sotto qualsiasi forma (quindi anche attraverso l’emissione di obbligazioni e di titoli similari), con la specificazione che sono espressamente inclusi nell’oggetto della garanzia anche i crediti vantati dal concessionario.
  • Chiarimento che le imposte di registro, ipotecarie e catastali si applicano in misura fissa anche alle garanzie trasferite per effetto della circolazione dei project bond. Questi titoli infatti sono fisiologicamente destinati alla circolazione sul mercato dei capitali: per tale ragione il regime fiscale in oggetto non sarebbe compiutamente agevolativo se comportasse l’imposizione indiretta proporzionale sulle garanzie nel caso di trasferimento dei titoli.
  • Previsione che le garanzie possono essere rilasciate fino alla scadenza dei titoli.
  • Chiarimento che la facoltà di designare una società che subentri al concessionario in caso di risoluzione del rapporto concessorio per motivi attribuibili al concessionario deve intendersi estesa anche in favore dei titolari di obbligazioni e titoli similari emessi dal concessionario.
  • Chiarimento che le società e gli altri soggetti giuridici controllati da investitori qualificati devono essere a loro volta considerati come investitori qualificati, come nel caso tipico di veicoli societari costituiti per effettuare uno specifico investimento obbligazionario (modalità tipica in questo mercato).
  • Chiarimento che restano impregiudicate le disposizioni già previste per il contraente generale in materia di emissione di obbligazioni, con effetto cumulativo.

FINANZA PER LA CRESCITA

Nel decreto sono contenute molte disposizioni per implementare la missione “finanza per la crescita”, favorendo il rilancio degli investimenti pubblici e privati e della progettualità nelle infrastrutture e ad implementare la missione “Finanza per la crescita”, che rappresenta una delle priorità del semestre di presidenza della UE.

CASSA DEPOSITI E PRESTITI

Nel decreto legge sono previste norme volte ad ampliare l’operatività della Cassa Depositi e Prestiti per sostenere l’economia reale. È previsto un ampliamento del perimetro di operatività della Cassa, sia della gestione separata (finanziata con risparmio postale e titoli assistiti da garanzia statale) sia della gestione ordinaria (finanziata con risorse tratte sul mercato). Per quanto riguarda la gestione separata, la norma mira a consentire l'utilizzo delle risorse di tale gestione per operazioni con finalità di interesse economico generale (nell'ambito, tra l'altro, dei settori ricerca sviluppo innovazione, educazione, protezione civile; immobiliare, energia, ambiente). Con riguardo alla gestione ordinaria, la norma consente a cdp di intervenire anche a supporto delle politiche pubbliche nazionali per progetti di investimento che contribuiscano, a titolo esemplificativo, allo sviluppo di tecnologie innovative e alla ricerca applicata in campo industriale, nel settore energetico e in quello ambientale.

SETTORE IMMOBILIARE

il decreto prevede modifiche al regime delle SIIQ (Società di investimento immobiliare quotate) per superare le rigidità normative che ne hanno frenato lo sviluppo. In particolare, si ridefiniscono i requisiti partecipativi dei soci delle SIIQ e si rende più flessibile la gestione degli investimenti. Inoltre la normativa fiscale viene uniformata a quella dei fondi immobiliari rendendo così neutra l’opzione tra i due strumenti.

DISSESTO IDROGEOLOGICO

Parte l’opera di prevenzione e messa in sicurezza dell'Italia più fragile colpita da frane e allagamenti. Gli articoli prevedono misure per il superamento delle procedure di infrazione, accelerazione degli interventi per la mitigazione del rischio idrogeologico e per l’adeguamento dei sistemi di fognatura e depurazione degli agglomerati urbani nonché il finanziamento di opere urgenti di sistemazioni idraulica dei corsi d’acqua nelle aree metropolitane interessate da fenomeni di esondazione e alluvione.

ROCCE DA SCAVO

Adeguamento allo standard europeo, anche in questo caso con una forte semplificazione e snellimento burocratico, per quanto riguarda la disciplina del deposito preliminare alla raccolta e della cessazione della qualifica di rifiuto delle terre e rocce da scavo e per la gestione delle terre e rocce da scavo con presenza di materiali di riporto e delle procedure di bonifica di aree con presenza di materiali di riporto.
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RIFORMA DELLA GIUSTIZIA

Il Consiglio dei Ministri, su proposta del Presidente e del Ministro della Giustizia, Andrea Orlando, ha approvato sette provvedimenti sulla giustizia, di cui uno in co-proponenza con il Ministro dell’Interno, Angelino Alfano. Oltre ai provvedimenti per la giustizia civile, è stato approvato anche il disegno di legge su “Modifiche alla normativa penale, sostanziale e processuale e ordinamentale per il rafforzamento delle garanzie difensive e la durata ragionevole dei processi, oltre che all'ordinamento penitenziario per l’effettività rieducativa della pena”.

PROCESSO CIVILE

Interventi in materia di degiurisdizionalizzazione e processo civile – decreto legge
Di seguito i punti principali del provvedimento:
  • Decisioni delle cause pendenti mediante il trasferimento in sede arbitrale forense. Sia nelle cause civili pendenti in primo grado che in grado d’appello le parti potranno congiuntamente richiedere di promuovere un procedimento arbitrale (secondo le ordinarie regole dell’arbitrato contenute nel codice di procedura civile espressamente richiamate).
  • Conciliazione con l’assistenza degli avvocati (negoziazione assistita). Si vuole realizzare una procedura cogestita dagli avvocati delle parti e volta al raggiungimento di un accordo conciliativo che, da un lato, eviti il giudizio e che, dall’altro, consenta la rapida formazione di un titolo esecutivo stragiudiziale.
  • Negoziazione assistita nelle cause di separazione e divorzio. Sono regolate le convenzioni di negoziazione assistita da un avvocato per le soluzioni consensuali in tema di separazione personale, di cessazione degli effetti civili o di scioglimento del matrimonio (nei casi di avvenuta separazione personale), di modifica delle condizioni di separazione o di divorzio.
  • Ulteriore semplificazioni dei procedimenti di separazione o divorzio (accordo ricevuto dall’ufficiale dello stato civile) Con ulteriori disposizioni per la semplificazione dei procedimenti di separazione personale e di divorzio è previsto che i coniugi possano comparire innanzi all’ufficiale dello stato civile del Comune per concludere un accordo di separazione, o di scioglimento del matrimonio, o di cessazione degli effetti civili o, infine, di modifica delle condizioni di separazione o di divorzio.
  • Modifica al regime della compensazione delle spese: chi perde rimborsa le spese del processo Nonostante le modifiche restrittive introdotte negli ultimi anni, nella pratica applicativa si continua a fare larghissimo uso del potere discrezionale di compensazione delle spese processuali, con conseguente incentivo alla lite, posto che la soccombenza perde un suo naturale e rilevante costo, con pari danno per la parte che risulti aver avuto ragione.
  • Passaggio dal rito ordinario al rito sommario: le cause semplici richiedono un processo semplice. L’intervento è volto a consentire, per le cause meno complesse e per la cui decisione è idonea un’istruttoria semplice, il passaggio d’ufficio, previo contraddittorio anche mediante trattazione scritta, dal rito ordinario di cognizione al rito sommario.
  • Dichiarazioni rese al difensore: l’avvocato può sentire i testimoni fuori dal processo. Con la finalità di accelerare e razionalizzare le procedure di assunzione delle prove (prospettiva che si assume complementare all’ampio spazio concesso nel presente intervento normativo alla risoluzione stragiudiziale delle controversie), si introduce una specifica norma mediante la quale si realizza la tipizzazione delle dichiarazioni scritte rese al difensore, quali fonti di prova che la parte può produrre in giudizio sui fatti rilevanti che ha l’onere di provare.
  • Dimezzamento dei termini di sospensione feriale dei procedimenti. È stato stabilito che il periodo feriale nei tribunali sia compreso dal 6 agosto al 31 agosto (anziché dal 1 agosto al 15 settembre).
  • Ritardo nei pagamenti: chi non paga i propri debiti dovrà pagare più interessi Al fine di evitare che i tempi del processo civile diventino una forma di finanziamento al ribasso (in ragione dell’applicazione del tasso legale d’interesse) - e dunque che il processo stesso venga a tal fine strumentalizzato - andrà previsto uno specifico incremento del saggio di interesse moratorio durante la pendenza della lite.
  • Automatizzazione dei registri informatici di cancelleria relativi al processo di esecuzione. Spetta al creditore a trasmettere per via telematica in cancelleria la nota di iscrizione a ruolo, unitamente all’atto di pignoramento, al titolo esecutivo e al precetto.
  • Modifiche alla competenza territoriale del giudice dell’esecuzione. È previsto che, per tutti i soggetti diversi dalle amministrazioni pubbliche, la competenza per i procedimenti di espropriazione forzata di crediti verrà radicata presso il tribunale del luogo di residenza, domicilio, dimora o sede del debitore.
  • Ricerca con modalità telematiche dei beni da pignorare. L’intervento in materia di ricerca dei beni da pignorare è volto a migliorare l’efficienza dei procedimenti di esecuzione mobiliare presso il debitore e presso terzi in linea con i sistemi ordinamentali di altri Paesi europei. La strada seguita è quella dell’implementazione dei poteri di ricerca dei beni dell’ufficiale giudiziario, colmando l’asimmetria informativa esistente tra i creditori e il debitore in merito agli asset patrimoniali appartenenti a quest’ultimo.
  • Eliminazione dei casi in cui la dichiarazione del terzo debitore va resa in udienza
  • Obbligo di ordinare la liberazione dell’immobile con la pronuncia dell’ordinanza di vendita
  • Provvedimenti circa i mobili estranei all’esecuzione per rilascio
  • Infruttuosità dell’esecuzione Viene introdotta una fattispecie di chiusura anticipata del processo esecutivo per infruttuosità (art. 164-bis disp. att. c.p.c.) quando risulta che non è più possibile conseguire un ragionevole soddisfacimento delle pretese dei creditori, anche tenuto conto dei costi necessari per la prosecuzione della procedura, delle probabilità di liquidazione del bene e del presumibile valore di realizzo.

PATRIMONI ILLECITI
Contrasto a criminalità organizzata e ai patrimoni illeciti – disegno di legge

Lo schema di disegno di legge (co-proponente il Ministro dell’Interno, Angelino Alfano) introduce modifiche al codice penale, di procedura penale ed in materia di misure di contrasto alla criminalità organizzata e ai patrimoni illecitamente accumulati. L’articolato comprende una serie di disposizioni finalizzate a rendere più efficace l’azione di contrasto alla criminalità organizzata ed alla costituzione di patrimoni illeciti, utilizzabili anche per la commissione di reati diversi, ad esempio contro la pubblica amministrazione.
Per quanto riguarda il reato di cosiddetto “falso in bilancio” l’intervento tende a recuperare effettività repressiva.

RESPONSABILITA’ MAGISTRATI
Riforma della disciplina riguardante la responsabilità civile dei magistrati – disegno di legge

L’intervento normativo persegue le finalità esposte mediante: ampliamento dell’area di responsabilità, superamento del filtro, certezza della rivalsa nei confronti del magistrato, coordinamento con la responsabilità disciplinare.

PROCESSO CIVILE
Delega al Governo recante disposizioni per l’efficienza del processo civile – disegno di legge

L’intervento normativo, in forma di disegno di legge-delega, persegue i seguenti obiettivi: migliorare efficienza e qualità della giustizia, in chiave di spinta economica, dando maggiore organicità alla competenza del tribunale delle imprese consolidandone la specializzazione; rafforzare le garanzie dei diritti della persona, dei minori e della famiglia mediante l’istituzione di sezioni specializzate per la famiglia e la persona; realizzare un processo civile più lineare e comprensibile; speditezza del processo mediante la revisione della disciplina delle fasi di trattazione e di rimessione in decisione. La prevedibilità deve riguardare, oltre che l’esito, anche la durata del processo.

MAGISTRATURA ONORARIA
Delega al Governo per la riforma organica della magistratura onoraria e altre disposizioni sui giudici di pace – disegno di legge

La proposta normativa prevede, tra l’altro, la predisposizione di uno statuto unico della magistratura onoraria, applicabile ai giudici di pace, ai giudici onorari di tribunale e ai vice procuratori onorari, attribuendo ai primi due le medesime competenze collocandoli all’interno del medesimo ufficio, rappresentato dall’attuale articolazione giudiziaria del giudice di pace.

ESTRADIZIONE
Delega al Governo per la riforma del Libro XI del Codice di procedura penale. Modifiche alle disposizioni in materia di estradizione per l’estero: termine per la consegna e durata massima delle misure coercitive – disegno di legge

Il disegno di legge intende valorizzare, nei rapporti tra Stati membri dell’Unione europea, il meccanismo della trasmissione diretta all’autorità giudiziaria competente all’esecuzione della rogatoria, assicurando la trattazione immediata delle rogatorie urgenti. E’ previsto il superamento del preventivo vaglio della Corte di Cassazione sulla competenza, che provoca un ulteriore rallentamento delle relative procedure.
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APPALTI PUBBLICI

Attuazione di direttive europee su contratti di concessione e appalti pubblici – disegno di legge delega

Il Consiglio dei Ministri, su proposta del Presidente e del Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Maurizio Lupi, ha approvato un disegno di legge delega al Governo per l’attuazione della direttiva europea 2014/23 sull’aggiudicazione dei contratti di concessione, della direttiva europea 2014/24 sugli appalti pubblici e che abroga la direttiva 2004/18/CE e della direttiva europea 2014/25 sulle procedure d’appalto degli enti erogatori nei settori dell’acqua, dell’energia, dei trasporti e dei servizi postali e che abroga la direttiva 2004/17/CE attuandole in un sistema più ampio e variegato mediante la compilazione di un Codice dei contratti e delle concessioni pubbliche.
L’attuale sistema codicistico in materia raggruppa infatti al suo interno anche disposizioni risultanti dell’elaborazione legislativa e giurisprudenziale che ha caratterizzato tutto il procedimento di “evidenza pubblica” dalla fase della programmazione sino alla fase di conclusione della esecuzione dei contratti pubblici. La redazione di questo nuovo codice supererà e abrogherà l’attuale codice dei contratti pubblici del 2006, prevedendo un adeguato regime transitorio. Questi i criteri a cui è ancorata la delega conferita al Governo dal disegno di legge:
  • divieto di introduzione e mantenimento di livelli di regolazione superiori a quelli minimi richiesti dalle direttive comunitarie; compilazione di un unico testo normativa denominato “Codice dei contratti e delle concessioni pubbliche”, volto anche a garantire l’effettivo coordinamento con le ulteriori disposizioni normative in vigore nelle medesime materie, nel rispetto del Trattato sul funzionamento dell’Unione europea;
  • razionalizzazione del quadro normativa in materia di appalti e delle concessioni pubbliche;
  • semplificazione e armonizzazione delle disposizioni in materia di affidamento degli appalti e delle concessioni, attraverso anche la promozione di soluzioni innovative in materia di insediamenti nazionali produttivi strategici e in materia di rispetto dei vincoli idrogeologici;
  • trasparenza e pubblicità delle procedure di gara;
  • riduzione degli oneri documentali a carico dei soggetti partecipanti e semplificazione delle procedure di verifica da parte delle stazioni appaltanti;
  • riduzione delle stazioni appaltanti e razionalizzazione delle loro attività;
  • razionalizzazione ed estensione delle forme di partenariato pubblico privato;
  • revisione del sistema di qualificazione degli operatori economici in base a criteri di omogeneità e trasparenza;
  • razionalizzazione dei metodi di risoluzione delle controversie alternativi al rimedio giurisdizionale, anche in materia di esecuzione del contratto;
  • miglioramento delle condizioni di accesso al mercato per le piccole e medie imprese e per le imprese di nuova costituzione;
  • previsione di una disciplina organica della materia delle concessioni pubbliche e individuazione, in tema di procedure di affidamento, di modalità volte a garantire i livelli minimi di concorrenzialità, trasparenza e parità di trattamento richiesti dalla normativa europea;
  • definizione di un quadro regolatorio volto a rendere trasparente la partecipazione dei portatori qualificati di interessi nell’ambito dei processi decisionali finalizzati all'aggiudicazione di appalti e concessioni pubbliche.
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IRAQ

Discussione sulla situazione irachena
Il Consiglio ha esaminato e discusso la situazione irachena riaffermando la necessità di combattere, in conformità con la Carta delle Nazioni Unite e con l’ordinamento internazionale, le minacce alla pace internazionale ed alla sicurezza causate da atti terroristici; ha poi preso atto delle comunicazioni rese dai Ministri degli Esteri, Federica Mogherini, e della Difesa, Roberta Pinotti, in Parlamento il 20 agosto scorso ed ha ribadito l’impegno assunto dal Governo in Parlamento a dare attuazione a quanto deciso dal Consiglio straordinario dei Ministri degli Esteri della U.E. il 15 agosto, al fine di contribuire con i partners europei e transatlantici alle richieste di aiuto umanitario e supporto militare delle autorità regionali curde, con il consenso delle autorità nazionali irachene.
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MIBACT

Riorganizzazione del Ministero dei Beni e delle attività culturali e del turismo
Il Consiglio dei Ministri ha approvato il DPCM di riorganizzazione del Ministero dei Beni e delle attività culturali e del turismo, presentato dal Ministro, Dario Franceschini. Il provvedimento rende l’amministrazione dei beni culturali più snella, efficiente e economica attraverso: l’ammodernamento della struttura centrale e la semplificazione di quella periferica; l’integrazione definitiva tra cultura e turismo; la valorizzazione dei musei italiani (20 musei e siti archeologici di interesse nazionale dotati di piena autonomia gestionale e finanziaria con direttori altamente specializzati e selezionati con procedure pubbliche); il rilancio delle politiche di innovazione e formazione; la valorizzazione delle arti contemporanee; la revisione delle linee di comando tra centro e periferia (semplificazione delle procedure per ridurre i contenziosi) ed il taglio delle figure dirigenziali (37 dirigenti in meno).
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MOVIMENTO DEI PREFETTI

Su proposta del Ministro dell’Interno, Angelino Alfano, il prefetto di Reggio Emilia, Antonella DE MIRO, è stata nominata Prefetto di Perugia.
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Leggi Regionali

(omissis)