venerdì 9 giugno 2017

Legittima difesa

Speciale Provvedimenti

Diritto e giustizia
COMMISSIONE: II GIUSTIZIA 
(cAMERA DEI dEPUTATI)
Diritto e giustizia
Legittima difesa
informazioni aggiornate a giovedì, 4 maggio 2017
La Camera dei deputati ha approvato in prima lettura, il 4 maggio 2017, una proposta di legge diretta a regolamentare le ipotesi in cui è riconosciuta la legittima difesa domiciliare. Il provvedimento passa all'esame del Senato.
Il quadro normativo
La disciplina della legittima difesa è contenuta nell'art. 52 del codice penale.
requisiti della legittima difesa nell'art. 52 - in presenza dei quali è esclusa la punibilità - risultano (primo comma):
  • l'esistenza di un diritto da tutelare (proprio o altrui);
  • la necessità della difesa;
  • l'attualità del pericolo;
  • l'ingiustizia dell'offesa;
  • il rapporto di proporzione tra difesa e offesa.
Il secondo e terzo comma dell'art. 52 sono stati aggiunti dalla legge n. 59 del 2006, che ha introdotto la cd. legittima difesa domiciliare (o legittima difesa allargata). E' stabilito il diritto all'autotutela in un domicilio privato (secondo comma) oltre che in un negozio o un ufficio (terzo comma) e viene autorizzato il ricorso a "un'arma legittimamente detenuta o altro mezzo idoneo" per la difesa legittima della "propria o altrui incolumità"  o dei "beni propri o altrui"; in relazione alla difesa dei beni, ai fini della sussistenza della scriminante: a) il reo non deve avere desistito dall'azione illecita; b) deve sussistere il pericolo di aggressione.
In presenza delle indicate condizioni, è stata introdotta una presunzione legale del requisito di proporzionalità tra difesa e offesa.

Si ricorda poi che che l'art. 2, comma 2, della Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali (CEDU), ammette la liceità dell'uccisione di una persona da parte del soggetto aggredito soltanto ove tale comportamento risulti "assolutamente necessario" per respingere una violenza illegittima in atto contro una persona e non una mera aggressione al patrimonio.

Complementare alla legittima difesa risulta il tema dell'abuso della scriminante di cui all'art. 52. Si parla di eccesso colposo di legittima difesa, a fronte di una reazione di difesa eccessiva: non c'è volontà di commettere un reato ma viene meno il requisito della proporzionalità tra difesa ed offesa, configurandosi un'errata valutazione colposa della reazione difensiva.  L'art. 55 c.p. prevede che quando, nel commettere alcuno dei fatti preveduti dagli articoli 51, 52, 53 e 54, si eccedono colposamente i limiti stabiliti dalla legge o dall'ordine dell'autorità ovvero imposti dalla necessità, si applicano le disposizioni concernenti i delitti colposi, se il fatto è preveduto dalla legge come delitto colposo.
L'art. 59 c.p. stabilisce poi che, se l'agente ritiene per errore che esistano circostanze di esclusione della pena, queste sono sempre valutate a favore di lui. Tuttavia, se si tratta di errore determinato da colpa, la punibilità non è esclusa, quando il fatto è previsto dalla legge come delitto colposo.
Il contenuto della proposta di legge
La proposta approvata dalla Camera consta di due articoli che intervengono sulle disposizioni del codice penale relative alla legittima difesa domiciliare e sulle spese di giustizia a carico di chi è dichiarato non punibile per avere commesso il fatto per legittima difesa o stato di necessità.
Il primo articolo interviene sugli artt. 52 e 59 del codice penale.
La modifica all'art. 52 considera legittima difesa, nei casi di violazione di domicilio:
  • la reazione a un'aggressione commessa in tempo di notte;
  • la reazione a seguito dell'introduzione nel domicilio con violenza alle persone o alle cose ovvero con minaccia o con inganno.
Tale modifica è integrata da un ulteriore intervento sull'art. 59 del codice penale, relativo alle circostanze del reato, non conosciute o erroneamente supposte.
In particolare, viene aggiunto un comma in base al quale, nella legittima difesa domiciliare (di cui all'art. 52, secondo e terzo comma comma, c.p.), è sempre esclusa la colpa della persona legittimamente presente nel domicilio che usa un'arma legittimamente detenuta contro l'aggressore, se sussiste la simultanea presenza di due condizioni:
  • se l'errore è conseguenza di un grave turbamento psichico causato dalla persona contro cui è diretta la reazione;
  • se detta reazione avviene in situazioni che comportano un pericolo attuale per la vita, per l'integrità fisica o per la libertà personale o sessuale.

L'articolo 2 della proposta di legge pone, poi, a carico dello Stato onorari e spese spettanti al difensore della persona dichiarata non punibile per avere commesso il fatto per legittima difesa o per stato di necessità.




Dossier

CENSIS : In Italia ormai la sanità non è più per tutti

Presentato al «Welfare Day 2017» il Rapporto Censis-Rbm Assicurazione Salute sulla sanità pubblica, privata e integrativa

In Italia ormai la sanità non è più per tutti

Sale a 35,2 miliardi di euro la spesa di tasca propria per la sanità (+4,2% nel periodo 2013-2016). E l'area della «sanità negata» continua ad espandersi: nell'ultimo anno 12,2 milioni di italiani hanno rinunciato o rinviato prestazioni sanitarie (1,2 milioni in più rispetto all'anno precedente). Sistemi sanitari locali sempre più divaricati, opportunità di cura per i cittadini sempre più differenziate
Roma, 7 giugno 2017 - Non si ferma il boom della spesa sanitaria privata. La spesa sanitaria privata grava sulle spalle degli italiani per 35,2 miliardi di euro nel 2016, con un aumento del 4,2% in termini reali nel periodo 2013-2016 (un aumento maggiore della spesa totale delle famiglie per i consumi, pari a +3,4% nello stesso periodo). La conseguenza sociale è un gorgo di difficoltà e disuguaglianze crescenti che risucchiano milioni di persone. Sono 13 milioni gli italiani che nell'ultimo anno hanno sperimentato difficoltà economiche e una riduzione del tenore di vita per far fronte a spese sanitarie di tasca propria, 7,8 milioni hanno dovuto utilizzare tutti i propri risparmi o indebitarsi con parenti, amici o con le banche, e 1,8 milioni sono entrati nell'area della povertà. È quanto emerge dal Rapporto Censis-Rbm Assicurazione Salute presentata oggi al «Welfare Day 2017».
«Più di un italiano su quattro non sa come far fronte alle spese necessarie per curarsi e subisce danni economici per pagare di tasca propria le spese sanitarie», ha detto Marco Vecchietti, Consigliere Delegato di Rbm Assicurazione Salute. «Intanto la stessa spesa sanitaria privata, che oggi pesa per circa 580 euro pro-capite, nei prossimi dieci anni è destinata a raggiungere la somma di 1.000 euro pro-capite, per evitare il crack finanziario e assistenziale del Ssn. Una possibile soluzione? Occorre puntare su un modello di Assicurazione sociale integrativa alla francese, istituzionalizzato ed esteso a tutti i cittadini, che garantirebbe finanziamenti aggiuntivi per oltre 21 miliardi di euro all'anno, attraverso i quali integrare il Fondo sanitario nazionale. Dobbiamo prendere atto che oggi abbiamo un universalismo sanitario di facciata, fonte di diseguaglianze sociali, a cui va affiancato un secondo pilastro sanitario integrativo per rendere il nostro Ssn più sostenibile, più equo e veramente inclusivo», ha concluso Vecchietti.
La regressività sociale del gorgo. Tra i cittadini che hanno dovuto affrontare spese sanitarie private, hanno incontrato difficoltà economiche il 74,5% delle persone a basso reddito (ma anche il 15,6% delle persone benestanti), il 21,8% al Nord, il 35,2% al Centro, fino al 53,8% al Sud. E hanno avuto difficoltà ben il 51,4% delle famiglie con al proprio interno una persona non autosufficiente che hanno affrontato spese sanitarie di tasca propria. La spesa sanitaria privata, ormai capillarmente diffusa tra gli italiani, pesa di più su chi ha meno, su chi vive in territori più disagiati e su coloro che più hanno bisogno della sanità per curarsi. E più si invecchia, più si deve mettere mano al portafoglio per pagarsi le cure: fatta 100 la spesa sanitaria privata pro-capite degli italiani, per un anziano si arriva a 146. Un anziano spende di tasca propria per la sanità più del doppio rispetto a un millennial e quasi il 50% in più rispetto a un babyboomer.
La spesa sanitaria pubblica si riduce e l'area della «sanità negata» si espande. Una riduzione del valore pro-capite dell'1,1% all'anno in termini reali dal 2009 al 2015: è questo il record di contrazione della spesa sanitaria pubblica italiana segnalato dalla Corte dei Conti, mentre nello stesso periodo in Francia è aumentata dello 0,8% all'anno e in Germania del 2% annuo. L'incidenza rispetto al Pil della spesa sanitaria pubblica italiana è pari al 6,8%, in Francia si sale all'8,6% e in Germania si arriva al 9,4%. Meno risorse pubbliche per la sanità rispetto al passato e rispetto agli altri Paesi: è questa la sintesi. Intanto sale a 12,2 milioni il numero di persone che nell'ultimo anno hanno rinunciato o rinviato almeno una prestazione sanitaria per ragioni economiche (1,2 milioni in più rispetto all'anno precedente, pari a un incremento del 10,9%). Il miracoloso recupero di sostenibilità finanziaria del Servizio sanitario di tante Regioni non è stato indolore: meno copertura pubblica, a cui fa da contraltare il più alto ricorso alla sanità pagata di tasca propria. E a chi non ce la fa economicamente non resta che la rinuncia o il rinvio delle prestazioni.
Nel pubblico liste di attesa sempre più lunghe. Perché gli italiani devono ricorrere di più al privato e pagare di tasca prorpia? Perché l'attesa per le prestazioni sanitarie nel servizio pubblico è troppo lunga e spesso richiede anche l'esborso del ticket. È questa la ragione principale per cui tanti italiani vanno nel privato e pagano a tariffa intera. Per una mammografia si attendono in media 122 giorni (60 in più rispetto al 2014) e nel Mezzogiorno l'attesa arriva a 142 giorni. Per una colonscopia l'attesa media è di 93 giorni (+6 giorni rispetto al 2014), ma al Centro di giorni ce ne vogliono 109. Per una risonanza magnetica si attendono in media 80 giorni (+6 giorni rispetto al 2014), ma al Sud sono necessari 111 giorni. Per una visita cardiologica l'attesa media è di 67 giorni (+8 giorni rispetto al 2014), ma l'attesa sale a 79 giorni al Centro. Per una visita ginecologica si attendono in media 47 giorni (+8 giorni rispetto al 2014), ma ne servono 72 al Centro. Per una visita ortopedica 66 giorni (+18 giorni rispetto al 2014), con un picco di 77 giorni al Sud.
E le distanze tra le sanità regionali si ampliano. Il 64,5% degli italiani è soddisfatto del Servizio sanitario, mentre il 35,5% è insoddisfatto. Al Sud però i soddisfatti sono solo il 47,3%, mentre sono il 60,4% al Centro, salgono al 76,4% al Nord-Ovest e arrivano all'80,9% al Nord-Est. Il 31,8% degli italiani è convinto che nell'ultimo anno il Servizio sanitario sia peggiorato, solo il 12,5% pensa che sia migliorato e il 55,7% ritiene che sia rimasto stabile. Al Sud il 38,9% dei cittadini pensa che la sanità della propria regione sia peggiorata, il 13,3% che sia migliorata e il 47,9% che sia rimasta uguale. Al Centro il 34,2% ritiene che sia peggiorata, l'11,4% migliorata e il 54,3% rimasta uguale. Al Nord-Ovest il 25,2% la giudica peggiorata, l'11,8% migliorata, il 63% rimasta uguale. Al Nord-Est per il 26,1% è peggiorata, per il 13,1% è migliorata e per il 60,8% è rimasta uguale. Sono dati che descrivono la sfida di sistemi sanitari locali in evidente traiettoria divaricante, con crescenti disparità nelle opportunità di cura dei cittadini. Come alternativa all'attuale sanità iniqua si va delineando un modello multipilastro che deve valorizzare la coesistenza tra pubblico, privato e sanità integrativa, unica strada per tornare ad ampliare la copertura restituendo sicurezza a tutti i cittadini.
Questi sono i principali risultati del Rapporto Censis-Rbm Assicurazione Salute presentatata oggi a Roma al «Welfare Day 2017», a cui sono intervenuti, tra gli altri, Roberto Favaretto e Marco Vecchietti, rispettivamente Presidente e Consigliere Delegato di Rbm Assicurazione Salute, Giuseppe De Rita e Francesco Maietta, rispettivamente Presidente e Responsabile dell'Area Politiche sociali del Censis.
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FdL: FALLIMENTO DEL PATTO SULLA LEGGE ELETTORALE

·        8 giugno 2017

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“Due spettri si aggirano alla Camera: il fallimento politico di Renzi e il fallimento dei 4 leader che hanno sottoscritto un patto che si è liquefatto in poche ore.
Con due incredibili anomalie rappresentate da un mortificante intervento di Forza Italia che ha esposto il suo petto a difesa dell’ormai salma di Renzi e dall’ostinazione con la quale il partito di Alfano persegue nel sostegno dei suoi carnefici. Questi due fallimenti impongono solo una strada: quella del voto immediato. Ci si può giungere con il Consultellum oppure con una correzione tecnica all’Italicum secondo le indicazioni della Corte per la quale si impiegherebbero pochi giorni. Si sciolgano dunque al più presto le Camere e si consenta agli italiani di scegliere una nuova maggioranza e un nuovo governo”.

È quanto ha dichiarato il capogruppo di Fratelli d’Italia-Alleanza nazionale Fabio Rampelli intervenendo in aula sul rinvio in commissione della legge elettorale.

lunedì 5 giugno 2017

Migranti: Fedriga, Cara Foggia emblema business buonisti dell’accoglienza

Migranti: Fedriga, Cara Foggia emblema business buonisti dell’accoglienza

Roma, 1 giu. – “Un milione al mese per ammassare al limite della sopravvivenza 1500 presunti profughi nel degrado più totale.  Il Cara di Foggia è l’emblema della vergognosa politica della finta accoglienza della sinistra. Milioni per le Coop rosse. Ecco a cosa si riferisce Boldrini quando parla degli immigrati come risorse. Il servizio de La Gabbia Open ha smascherato, se mai ce ne fosse stato bisogno, i reali obiettivi di questa maggioranza. Abbiamo presentato un’interrogazione urgente al governo  perché vogliamo una risposta concreta in tempi brevissimi.  L’integrazione dei vari Minniti, Boldrini, Renzi e Alfano che ogni giorno si riempiono la bocca di parole come solidarietà e umanità è solamente uno  sporco business di persone che sta arricchendo le loro cooperative. Abbiano almeno il coraggio di uscire allo scoperto e non passare per i buoni che salvano i clandestini in mare per poi guadagnarci milioni ammassandoli come bestie”.

Così Massimiliano Fedriga, capogruppo alla camera della Lega Nord. 

Renzi cosa dice di denuncia alfaniani?

Calderoli. Governo. Renzi cosa dice di denuncia alfaniani? È vero che a febbraio gli ha chiesto di far cadere Gentiloni? Basta con i giochi di palazzo, ridiamo la parola al popolo

01 giugno 20017 - I parlamentari di AP, da Formigoni a Pizzolante, denunciano che a febbraio Renzi gli avrebbe chiesto di far cadere il Governo Gentiloni in cambio di una legge elettorale che si adattasse alle loro esigenze, ovvero con uno sbarramento bassissimo.
Chiediamo a Renzi, per una volta tanto, di dire la verità.
È vero quanto affermano Formigoni e Pizzolante? 
Renzi ha chiesto agli alfaniani di far cadere l'Esecutivo di Gentiloni e del Pd?
Questa verità la deve ai cittadini e la deve anche al suo partito che sta sostenendo il Governo in carica.
A proposito: Gentiloni lo sapeva oppure no? E non ha niente da dire?
Questa vicenda conferma l'urgenza di tornare al voto il prima possibile.
Basta con le congiure e gli intrighi di palazzo, torniamo una democrazia, torniamo a far decidere il popolo.


Lo afferma il sen. Roberto Calderoli, vicepresidente del Senato e responsabile organizzazione e territorio della Lega Nord

LA NUOVA LEGGE ELETTORALE

Il modello tedesco a cui si ispirano è quello della DDR

Ho letto i principi della proposta di legge elettorale scritta da Verdini e frutto di un accordo tra Renzi, Grillo e Berlusconi. In pratica i cittadini non decideranno assolutamente nulla e i parlamentari saranno tutti nominati.
Un “super Porcellum”, che prepara un governo di inciucio e alza la soglia di sbarramento, così i partiti principali si fregano i voti di quelli più piccoli. Si ispirano al modello tedesco. Si, a quello della DDR.(Giorgia Meloni)

Ora le coop dovranno rendicontare le spese per l’accoglienza

 Grazie a FdI ora le coop dovranno rendicontare le spese per l’accoglienza

 In Commissione Bilancio alla Camera è stata APPROVATA, con un emendamento alla manovra, la proposta di Fratelli d'Italia “TAGLIA-BUSINESS” sull’IMMIGRAZIONE.
Grazie a Fratelli d’Italia, le cooperative che si occupano dell’accoglienza degli immigrati saranno obbligate, da oggi, a rendicontare come spendono ogni singolo euro che ricevono dallo Stato italiano.
Questo è un colpo mortale per chi pensava di poter lucrare sulla disperazione. Con la sua piccola pattuglia parlamentare Fratelli d’Italia ha reso un grande servizio all’Italia. (Giorgia Meloni)