venerdì 1 maggio 2020

NON SANNO PIU' CHE INVENTARSI PER DIVIDERCI

Coronavirus, Meloni: Non sanno più che inventarsi per provare a dividere centrodestra, sarebbe bello organizzare una grande iniziativa tutti insieme e nel rispetto regole

Secondo vari commentatori la protesta di Matteo Salvini sarebbe nata più per fermare me che Conte. Da giorni, qualunque cosa faccia uno dei partiti del centrodestra, si fanno paginate esaltando divisioni e retroscena di ogni genere. Non sanno più che inventarsi per provare a dividerci. Ma non è possibile. Solleviamo le stesse critiche al Governo, abbiamo proposte concrete e compatibili se non, in alcuni casi, sovrapponibili. Non capisco dove sia la divisione se ciascun partito in base alla propria sensibilità, al proprio stile e alla propria fantasia promuove proteste e iniziative. Ben venga qualsiasi iniziativa in difesa delle nostre categorie economiche. E anzi sarebbe bello organizzare una grande iniziativa, nel rispetto delle regole, tutti insieme, e sono certa che ci lavoreremo. Così come credo sia arrivato il momento di una riunione con i sindaci e i governatori della coalizione. 
L’Italia rischia una crisi occupazionale di dimensioni inimmaginabili, una drammatica desertificazione economica, un disastro senza precedenti. Sappiano tutti che Fratelli d’Italia, e il centrodestra, si stanno occupando unicamente di questo.

martedì 28 aprile 2020

CONTE ILLUSTRA LA FASE 2 DEL CORONAVIRUS

Conferenza stampa del Presidente Conte

26 Aprile 2020
Il Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, ha annunciato in conferenza stampa le misure per il contenimento dell'emergenza Covid-19 nella cosiddetta "fase due".
"Grazie ai sacrifici fin qui fatti stiamo riuscendo a contenere la diffusione della pandemia e questo è un grande risultato se consideriamo che nella fase più acuta addirittura ci sono stati dei momenti in cui l'epidemia sembrava sfuggire a ogni controllo. Avete manifestato tutti forza, coraggio, senso di responsabilità, di comunità. Adesso inizia per tutti la fase di convivenza con il virus e dobbiamo essere consapevoli che in questa nuova fase, la fase due, la curva del contagio potrà risalire in alcune aree del Paese. Dobbiamo dircelo chiaramente, questo rischio c'è. Nella fase due quindi sarà ancora più importante mantenere le distanze di sicurezza.” ha dichiarato il Presidente Conte, sottolineando come sia importante che la distanza sociale sia mantenuta anche in ambito familiare.
Oltre alla distanza sociale sarà importante, in questa seconda fase, l’utilizzo di dispositivi di protezione individuale. Proprio su questo fronte, il Presidente ha annunciato la firma da parte del Commissario Arcuri dell’ordinanza che fissa ad un massimo di 0,50 € il prezzo delle cosiddette mascherine chirurgiche.
Il Presidente ha quindi illustrato le novità introdotte dal nuovo Dpcm per il contenimento del contagio da Covid-19 e che avranno valenza dal 4 maggio e per le successive due settimane. 
Per quanto riguarda gli spostamenti, questi saranno possibili all’interno di una stessa Regione per motivi di lavoro, di salute, necessità o visita ai parenti; gli spostamenti fuori Regione saranno invece consentiti per motivi di lavoro, di salute, di urgenza e per il rientro presso propria abitazione.
Obbligatorio l’utilizzo delle mascherine sui mezzi pubblici.
Sarà consentito l’accesso ai parchi pubblici rispettando la distanza e regolando gli ingressi alle aree gioco per bambini, fermo restando la possibilità da parte dei Sindaci di precludere l’ingresso qualora non sia possibile far rispettare le norme di sicurezza.
Per quanto riguarda le cerimonie religiose, saranno consentiti i funerali, cui potranno partecipare i parenti di primo e secondo grado per un massimo 15 persone. Inoltre, già nei prossimi giorni si studierà un protocollo che consenta quanto prima la partecipazione dei fedeli alle celebrazioni liturgiche in condizioni di massima sicurezza.
Previste regole più stringenti per chi ha febbre sopra i 37.5 gradi e sintomatologie respiratoria: obbligo di restare a casa e avvertire il proprio medico.
Per quanto riguarda le attività di ristorazione, oltre alla consegna a domicilio, sarà consentito il ritiro del pasto da consumare a casa o in ufficio.
A partire dal 4 maggio potranno quindi riprendere le attività manifatturiere, di costruzioni, di intermediazione immobiliare e il commercio all’ingrosso. Per queste categorie, già a partire dal 27 aprile sarà possibile procedere con tutte quelle operazioni propedeutiche alla riapertura come la sanificazione degli ambienti e per la sicurezza dei lavoratori .
Per consentire una graduale ripresa delle attività sportive, a partire dal 4 maggio saranno consentite le sessioni di allenamento a porte chiuse degli atleti di sport individuali.
Per quanto riguarda il sostegno a famiglie, lavoratori e imprese, il Presidente ha ricordato che tra gennaio e marzo l'INPS ha accolto 109.000 domande in più di reddito e pensione di cittadinanza, 78.000 domande per il bonus baby-sitting e 273.000 per quanto riguarda i congedi straordinari per le famiglie. Inoltre al momento sono stati liquidati quasi 3,5 mln di richieste per il bonus da €600 per autonomi, professionisti, co.co.co, agricoli e lavoratori dello spettacolo, per un totale di 11 milioni di domande calcolando anche quelle per la cassa integrazione.  
“Alcuni attendono ancora. Ci sono dei ritardi e di questi ritardi mi scuso personalmente”, ha sottolineato il Presidente Conte che ha poi annunciato che il Governo sta lavorando ad un nuovo decreto che metterà in campo ulteriori 55 miliardi.

lunedì 27 aprile 2020

LA LETTERA DI CONTE AL CONSIGLIO UE

Coronavirus, la lettera al Presidente del Consiglio europeo Charles Michel

25 Marzo 2020
La lettera al Presidente del Consiglio europeo, Charles Michel, del Presidente Conte e dei leader di Belgio, Francia, Grecia, Irlanda, Lussemburgo, Portogallo, Slovenia e Spagna.
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Caro Presidente, caro Charles
la pandemia del Coronavirus è uno shock senza precedenti e richiede misure eccezionali per contenere la diffusione del contagio all’interno dei confini nazionali e tra Paesi, per rafforzare i nostri sistemi sanitari, per salvaguardare la produzione e la distribuzione di beni e servizi essenziali e, non ultimo, per limitare gli effetti negativi che lo shock  produce sulle economie europee. 
Tutti i Paesi europei hanno adottato o stanno adottando misure per contenere la diffusione del virus. Il loro successo dipenderà dalla sincronizzazione, dall’estensione e dal coordinamento con cui i vari Governi attueranno le misure sanitarie di contenimento.
Abbiamo bisogno di allineare le prassi adottate in tutta Europa, basandoci su esperienze pregresse di successo, sulle analisi degli esperti, sul complessivo scambio di informazioni. È necessario ora, nella fase piu’ acuta dell’epidemia. Il coordinamento che tu hai avviato, con Ursula von der Leyen, nelle video-conferenze tra i leader è d’aiuto in tal senso.
Sarà necessario anche in futuro, quando potremo ridurre gradualmente le severe misure adottate oggi, evitando sia un ritorno eccessivamente rapido alla normalità sia il contagio di ritorno da altri Paesi. Dobbiamo chiedere alla Commissione europea di elaborare linee guida condivise, una base comune per la raccolta e la condivisione di informazioni mediche ed epidemiologiche, e una strategia per affrontare nel prossimo futuro lo sviluppo non sincronizzato della pandemia.
Mentre attuiamo misure socio-economiche senza precedenti, che impongono un rallentamento dell’attività economica mai sperimentato prima, abbiamo comunque bisogno di garantire la produzione e la distribuzione di beni e servizi essenziali, e la libera circulazione di dispositivi medici vitali all’interno dell’UE. Preservare il funzionamento del mercato unico è fondamentale per fornire a tutti i cittadini europei la migliore assistenza possibile e la più ampia garanzia che non ci saranno carenze di alcun tipo.
Siamo pertanto impegnati a tenere i nostri confini interni aperti al necessario scambio di beni, di informazioni e agli spostamenti essenziali dei nostri cittadini, in particolare quelli dei lavoratori transfrontalieri. Abbiamo anche bisogno di assicurare che le principali catene di valore possano funzionare appieno all’interno dei confini dell’UE e che nessuna produzione strategica sia preda di acquisizioni ostili in questa fase di difficoltà economica. I nostri sforzi saranno prioritariamente indirizzati a garantire la produzione e la distribuzione delle attrezzature mediche e dei dispositivi di protezione fondamentali, per renderli disponibili, a prezzi accessibili e in maniera tempestiva a chi ne ha maggiore necessità. 
Le misure straordinarie che stiamo adottando per contenere il virus hanno ricadute negative sulle nostre economie nel breve termine. Abbiamo pertanto bisogno di intrapredere azioni straordinarie che limitino i danni economici e ci preparino a compiere i passi successivi. Questa crisi globale richiede una risposta coordinata a livello europeo. La BCE ha annunciato lo scorso giovedì 19 marzo una serie di misure senza precedenti che, unitamente alle decisioni prese la settimana prima, sosterrano l’Euro e argineranno le tensioni finanziarie.
La Commissione europea ha anche annunciato un’ampia serie di azioni per assicurare che le misure fiscali che gli Stati membri devono adottare non siano ostacolate dalle regole del Patto di Stabilità e Crescita e dalla normativa sugli aiuti di Stato. Inoltre, la Commissione e la Banca Europea per gli Investimenti (BEI) hanno annunciato un pacchetto di politiche che consentiranno agli Stati membri di utilizzare tutte le risorse disponibili del bilancio dell’UE e di beneficiare degli strumenti della BEI per combattere l’epidemia e le sue conseguenze.
Gli Stati membri dovranno fare la loro parte e garantire che il minor numero possibile di persone perda il proprio lavoro a causa della temporanea chiusura di interi settori dell’economia, che il minor numero di imprese fallisca, che la liquidità continui a giungere all’economia e che le banche continuino a concedere prestiti nonostante i ritardi nei pagamenti e l’aumento della rischiosità. Tutto questo richiede risorse senza precedenti e un approccio regolamentare che protegga il lavoro e la stabilità finanziaria.
Gli strumenti di politica monetaria della BCE dovranno pertanto essere affiancati da decisioni di politica fiscale di analoga audacia, come quelle che abbiamo iniziato ad assumere, col sostegno di messaggi chiari e risoluti da parte nostra, come leader nel Consiglio Europeo. 
Dobbiamo riconoscere la gravità della situazione e la necessità di una ulteriore reazione per rafforzare le nostre economie oggi, al fine di metterle nelle migliori condizioni per una rapida ripartenza domani. Questo richiede l’attivazione di tutti i comuni strumenti fiscali a sostegno degli sforzi nazionali e a garanzia della solidarietà finanziaria, specialmente nell’Eurozona. 
In particolare, dobbiamo lavorare su uno strumento di debito comune emesso da una Istituzione dell’UE per raccogliere risorse sul mercato sulle stesse basi e a beneficio di tutti gli Stati Membri, garantendo in questo modo il finanziamento stabile e a lungo termine delle politiche utili a contrastare i danni causati da questa pandemia. 
Vi sono valide ragioni per sostenere tale strumento comune, poichè stiamo tutti affrontando uno shock simmetrico esogeno, di cui non è responsabile alcun Paese, ma le cui conseguenze negative gravano su tutti. E dobbiamo rendere conto collettivamente di una risposta europea efficace ed unita. Questo strumento di debito comune dovrà essere di dimensioni sufficienti e a lunga scadenza, per essere pienamente efficace e per evitare rischi di rifinanziamento ora come nel futuro.
I fondi raccolti saranno destinati a finanziare, in tutti gli Stati Membri, i necessari investimenti nei sistemi sanitari e le politiche temporanee volte a proteggere le nostre economie e il nostro modello sociale.
Con lo stesso spirito di efficienza e solidarietà, potremo esplorare altri strumenti all’interno del bilancio UE, come un fondo specifico per spese legate alla lotta al Coronavirus, almeno per gli anni 2020 e 2021, al di là di quelli già annunciati dalla Commissione.  
Dando un chiaro messaggio di voler affrontare tutti assieme questo shock unico, rafforzeremmo l’Unione Economica e Monetaria e, soprattutto, invieremmo un fortissimo segnale ai nostri cittadini circa la cooperazione determinata e risoluta con la quale l’Unione Europea è impegnata a fornire una risposta efficace ed unitaria. 
Abbiamo inoltre bisogno di preparare assieme “il giorno dopo” e riflettere sul modo in cui organizziamo le nostre economie attraverso i nostri confini, le catene di valore globale, i settori strategici, i sistemi sanitari, gli investimenti comuni e i progetti europei. 
Se vogliamo che l’Europa di domani sia all’altezza delle sue storiche aspirazioni, dobbiamo agire oggi e preparare il nostro futuro comune. Apriamo pertanto il dibattito ora e andiamo avanti, senza esitazione. 
Firmato da
Sophie Wilmès, Primo Ministro del Belgio
Emmanuel Macron, Presidente della Repubblica francese 
Kyriakos Mitsotakis, Primo Ministro of Greece
Leo Varadkar, Primo Ministro of Ireland
Giuseppe Conte, Presidente del Consiglio dei Ministri italiano
Xavier Bettel, Primo Ministro del Lussemburgo
António Costa, Primo Ministro  del Portogallo
Janez Janša , Primo Ministro della Slovenia
Pedro Sánchez, Primo Ministro della Spagna


IL DOCUMENTO EDI ECONOMIA E FINANZA 2020





Comunicato stampa del Consiglio dei Ministri n. 41 -
Il Consiglio dei Ministri si è riunito venerdì 24 aprile 2020, alle ore 11.05 a Palazzo Chigi, sotto la presidenza del Presidente Giuseppe Conte. Segretario il Sottosegretario alla Presidenza Riccardo Fraccaro.
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DOCUMENTO DI ECONOMIA E FINANZA 2020 E RELAZIONE AL PARLAMENTO SUGLI OBIETTIVI PROGRAMMATICI DI FINANZA PUBBLICA

Documento di economia e finanza 2020, a norma dell’articolo 10 della legge 31 dicembre 2009, n. 196 e Relazione al Parlamento, ai sensi dell’articolo 6 della legge 24 dicembre 2012, n. 243

Il Consiglio dei Ministri, su proposta del Presidente Giuseppe Conte e del Ministro dell’economia e delle finanze Roberto Gualtieri, ha approvato il Documento di economia e finanza (DEF) 2020, previsto dalla legge di contabilità e finanza pubblica (legge 31 dicembre 2009, n. 196), nonché la Relazione al Parlamento redatta ai sensi dell’articolo 6 della legge 24 dicembre 2012, n. 243, da presentare alle Camere, ai fini dell’autorizzazione dell’aggiornamento del piano di rientro verso l’Obiettivo di medio termine (OMT).
In ambito europeo, il 20 marzo scorso la Commissione europea ha disposto l’applicazione della cosiddetta general escape clause per l’anno in corso, al fine di assicurare agli Stati membri il necessario spazio di manovra fiscale, nell’ambito del proprio bilancio, per il sostenimento delle spese sanitarie necessarie ad affrontare l’emergenza epidemiologica e per contrastare gli effetti economici recessivi della diffusione del COVID-19. L’applicazione della clausola consente agli Stati membri di deviare temporaneamente dal percorso di aggiustamento verso l’OMT, a condizione che non venga compromessa la sostenibilità fiscale nel medio periodo.
Con la relazione, sentita la Commissione europea, il Governo richiede pertanto l’autorizzazione al Parlamento al ricorso all’indebitamento per l’anno 2020 di 55 miliardi di euro, 24,85 miliardi di euro nel 2021, 32,75 miliardi di euro nel 2022, 33,05 miliardi nel 2023, 33,15 miliardi di euro nel 2024, 33,25 miliardi di euro dal 2025 al 2031 e 29,2 miliardi di euro dal 2032.
Attraverso le risorse aggiuntive che saranno rese disponibili con lo scostamento, il Governo intende realizzare interventi per aumentare il finanziamento e il potenziamento del sistema sanitario nazionale, delle forze dell’ordine, del sistema di protezione civile e delle altre amministrazioni pubbliche che sono chiamate a dare una efficace risposta alla situazione emergenziale.
Saranno, inoltre, ulteriormente potenziate le misure per il sistema delle garanzie a favore degli operatori economici pubblici e privati, la tutela del lavoro, con particolare riguardo alla sicurezza e alla garanzia della salute dei lavoratori, il sostegno ai settori produttivi maggiormente colpiti dall’emergenza sanitaria, anche attraverso un utilizzo adeguato della leva fiscale ed evitando politiche restrittive, e per il rafforzamento degli strumenti di protezione sociale. È inoltre indispensabile incrementare le risorse a sostegno della ripresa economica e produttiva e il recupero della competitività sui mercati internazionali, con interventi per la capitalizzazione delle imprese.
In questa prospettiva, il prossimo decreto del Governo garantirà, pur in un contesto di miglioramento graduale e strutturale della finanza pubblica, la completa eliminazione dell’incremento delle aliquote IVA e delle accise previsto dal 2021. È fondamentale, soprattutto in questa fase, fornire elementi di certezza alle imprese e ai cittadini che si trovano a dover programmare l’attività e i piani di investimento in un contesto reso incerto e mutevole dalla emergenza in atto. Inoltre, in questo modo si migliora finalmente la trasparenza delle previsioni di finanza pubblica.
Considerata la natura degli interventi programmati, il quadro macroeconomico complessivo previsto dal Documento di economia e finanza 2020 è quello riportato nelle seguenti tabelle.


Il PIL è previsto in diminuzione nel 2020 dell’8 per cento e in ripresa nel 2021 del 4,7 per cento.
Considerando la nuova richiesta di autorizzazione all’indebitamento approvata oggi, quanto già autorizzato con la precedente e la relativa integrazione, nonché gli effetti sui saldi di finanza pubblica del deterioramento dello scenario macroeconomico, il nuovo livello di indebitamento netto delle amministrazioni pubbliche è fissato al 10,4 per cento del PIL nel 2020 e al 5,7 per cento nel 2021.
Il nuovo livello del debito pubblico si attesta al 155,7 per cento del PIL nel 2020 e al 152,7 per cento del PIL nel 2021.
Per gli anni successivi, sarà delineato un percorso di graduale rientro del rapporto debito/PIL, che assicuri comunque un congruo periodo di sostegno e rilancio dell’economia, durante il quale misure restrittive di politica fiscale sarebbero controproducenti.
I principi generali della strategia di rientro saranno, oltre al conseguimento di un adeguato surplus di bilancio primario:
  • il rilancio degli investimenti, pubblici e privati, grazie anche alla semplificazione delle procedure amministrative;
  • il contrasto all’evasione fiscale;
  • la riforma del sistema fiscale, improntata alla semplificazione, all’equità e alla tutela ambientale;
  • la revisione e la riqualificazione della spesa pubblica.
Infine, l’azione del Governo sarà indirizzata all’introduzione di innovativi strumenti europei che possano assicurare una risposta adeguata della politica di bilancio alla luce della gravità della crisi e, al contempo, migliorare le prospettive di crescita di lungo termine e la sostenibilità delle finanze pubbliche dei Paesi membri.
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domenica 26 aprile 2020

SGARBI CONTESTA I MORTI PER CORONAVIRUS

Nel suo intervento alla Camera dei Deputati l'on.Vittorio Sgarbi ha puntualizzato sul coronavirus "Almeno qui diciamo la verità contro l'ipocrisia e le menzogne, contro i falsi numeri che vengono dati per terrorizzare gli italiani. I venticinquemila morti sono morti di infarto, di cancro, non usiamoli per umiliare l'Italia, per dare ai cittadini false notizie. Sono morte in Italia venticinquemila persone di Coronavirus: non è vero, è un modo per terrorizzare gli italiani e imporre una dittatura del consenso. I dati dell'Istituto superiore di sanità dicono che il 96,3 per cento sono morti per altre patologie". Sgarbi ha affermato con veemenza più volte tali dati,  intervenendo prima del voto finale sul decreto legge 'Cura Italia'.

TREMONTI PRECISA SULLA NASCITA DEL MES


Tremonti precisa sulla nascita del MES

  Il prof. Giulio Tremonti, economista ed attuale  presidente dell'Aspen Institute Italia, ha rilasciato nei giorni scorsi alcune precisazioni alla stampa riguardo alla nascita del Mes ed al suo ruolo, all'epoca in quanto rivestiva la carica di Ministro dell'Economia del Governo Berlusconi.

Mi sono impegnato già nel 2003 e poi ancora nel 2010-2011 sugli eurobond. Fa piacere che in questi giorni anche il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, abbia parlato di questo strumento! Per mio conto mi assumo tutte le responsabilità sulle origini del fondo salva-Stati, ma una volta chiarita tutta la verità".
"Nel corso della prima parte del 2011, il nostro programma era mirato all’obiettivo finale degli eurobond. Nella prima fase ci siamo concentrati sulla costituzione del fondo europeo (che poi sarebbe stato chiamato Mes). Fase 2: lancio dei titoli di Stato europei. È in questa logica sequenziale che nel luglio 2011 si arrivò alla prima firma su questo meccanismo. In Europa dall’Eurogruppo-Ecofin al Parlamento europeo, da Junker a Gualtieri, tutti sapevano che il nostro piano partiva dal Mes, ma per arrivare agli eurobond", precisa Tremonti.

"Per noi - ricorda Tremonti,  - il Mes senza gli eurobond non avrebbe avuto senso. Per contro, per gli eurobond il Mes era necessario". A quell’altezza di tempo non erano note ancora le manovre, da ultimo rivelate dal professor Mario Monti. Manovre che a partire dal 5 agosto 2011, da quella che lo stesso Monti chiama la lettera Trichet-Draghi, avrebbero portato alla chiamata dello straniero venuto in Italia in novembre, naturalmente "nel nostro interesse". Di conseguenza il salva-Stati, che era ancora privo di efficacia, diventa efficace e definitivo con la firma del presidente Monti nel febbraio 2012, ma, piccolo dettaglio, dopo che è stata affossata la funzione per cui era nato: lanciare gli eurobond.
Poi con la Grecia, sottolinea l'ex Ministro, il Mes ha rivelato una funzione autonoma, totalmente diversa da quella per cui era stato costituito: non come base per lanciare gli eurobond, ma strumento europeo per la riscossione-estorsione ad Atene dei crediti qui vantati dalle banche tedesche e francesi. E in questi termini che, con la complicità italiana del governo Monti e con la furia finanziaria dei "creditori" franco-tedeschi, il meccanismo europeo di stabilità si trasforma nello strumento che ha straziato la Grecia.
"Non per caso, colpito da questo "stigma", da questa maledizione greca, il Mes è rimasto nell’ombra per cinque anni, per essere infine, nell’autunno scorso, riproposto in Europa di nuovo, tanto per cambiare, come salva-banche". Tutto questo orrore è ben diverso dal progetto degli eurobond"Questa - conclude Tremonti - è la verità sul passato. Quella degli eurobond è ancora oggi la speranza per il futuro"


sabato 25 aprile 2020

INIZIA IL CONTENZIOSO CONTRO L'ORDINANZA ZINGARETTI PER LE VACCINAZIONI OBBLIGATORIE


Il dr.Mariano Amici a seguito dell'Ordinanza della Regione Lazio che ha reso obbligatoria la vaccinazione antinfluenzale obbligatoria per tutto il personale medico e per coloro che hanno più di 65 anni, ha pubblicato  il 21 aprile 2020 un post su FACEBOOK  riguardante il ricorso al TAR, contro l'Ordinanza di Nicola Zingaretti, che riportiamo testualmente :

CONTINUIAMO A FAR MATURARE LE COSCIENZE
NOTIFICATO IL RICORSO AL TAR CONTRO L’ORDINANZA DEL PRESIDENTE DELLA REGIONE LAZIO NICOLA ZINGARETTI. 
Con l’ausilio dello Studio Legale Massafra ho impugnato dinnanzi al Tar Lazio l’ordinanza del presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti che ha reso obbligatoria, per chi ha più di 65 anni e per tutto il personale medico, la vaccinazione antinfluenzale senza nessun valido motivo scientifico. Con la scusa della normativa di emergenza la Regione Lazio pensa di poter calpestare, peraltro per un periodo in cui l’emergenza sarà cessata, l’art. 32 della nostra Costituzione a mente del quale l’obbligatorietà ad un determinato trattamento sanitario, ai sensi del comma II dell’art. 32 Cost., può essere imposta unicamente per disposizione di legge. Questo uno dei tanti motivi di impugnazione messi a fuoco dall’Avv. Nicola Massafra, da me contattato per tutelare il mio ed il vostro diritto a non essere sottoposti ad una vaccinazione che ritengo, in forza della mia lunga esperienza professionale di medico, non solo non necessaria ma addirittura pericolosa. Nel ricorso ho evidenziato che ad oggi, non esistono evidenze scientifiche che dimostrino una capacità del vaccino antipneumococcico e di quello per l'influenza stagionale di proteggere l'individuo dall'infezione da Coronavirus. Sono fermamente convinto, come gran parte della comunità scientifica, che il vaccino anti-influenzale possa invece portare ad un abbassamento delle difese immunitarie e pertanto renderlo obbligatorio potrebbe portare ad un aumento del rischio di contrarre il covid-19. Ho rinvenuto uno studio americano, condotto fra reduci militari americani invalidi e anziani, relativo alla stagione influenzale 2017-18, che ha attestato che il vaccino anti-influenzale aumenta del 36% il rischio di coronavirus ciò a causa di un fenomeno imprevisto di interferenza virale. Le persone vaccinate vedono aumentare il rischio di altri virus respiratori perché non hanno acquisito l’immunità genetica, non specifica, verso gli altri virus ambientali nella stagione influenzale. L’efficacia dei vaccini nel caso di virus con forte capacità di mutare, come l’influenza, è contestata da una gran parte della comunità scientifica. Infatti i vaccini antinfluenzali vengono confezionati sulla base dei ceppi virali dell’anno precedente ovvero di ceppi virali già noti che, necessariamente, non sono quelli dell’influenza da cui ci si vuole tutelare. Pertanto nel caso di virus con forte capacità di mutare, il vaccino non assicura un’immunizzazione permanente in quanto il virus da cui ci si è immunizzati con il vaccino non è e non sarà mai lo stesso a cui il soggetto si esporrà in un periodo successivo. La decisione presa dalla Regione Lazio non è legata ad una maggiore protezione nei confronti del coronavirus SARS-CoV-2 (e non poteva in alcun esserlo per i motivi sopraindicati), bensì alla pretesa generale tutela della salute pubblica e ciò per due asseriti ordini di motivi: 1) agevolare la diagnosi differenziale del covid-19 (se sei vaccinato e hai i sintomi dovresti avere il covid-19); 2) diminuire il numero generale di malati per influenza in Italia. ENTRAMBI DETTI ASSIOMI SONO DISCUTIBILI E NON DIMOSTRATI O DIMOSTRABILI. Esistono invece numerose correnti di pensiero scientifico che ritengono che il vaccino antinfluenzale indebolisca il paziente e possa portare più danni che vantaggi alla salute dello stesso. D’altra parte, come è noto, il principio posto alla base della vaccinazione consiste nell’iniettare, seppure in forma lievissima, la malattia nel paziente affinché il sistema immunitario reagisca immunizzando il paziente stesso. Nel periodo immediatamente successivo alla vaccinazione (e per i 30/40 giorni successivi) l’organismo del paziente è, giocoforza, indebolito in quanto le capacità immunitarie si dedicano a fronteggiare quanto iniettato con il vaccino. Pertanto se nel medesimo periodo il paziente venisse colpito da un altro virus (come ad esempio il covd-19 o altro virus che si ripresenterà a ottobre 2020) il paziente stesso sarà necessariamente meno forte nel fronteggiarla e, se contrarrà la malattia, la contrarrà in forma molto più grave andando anche incontro a maggiori e più gravi complicazioni. Di tali circostanze sono fermamente ed intimamente convinto per averle constatate nel corso della mia attività professionale svolta per oltre 40 anni. I vaccini sono pienamente efficaci solo nel caso in cui la malattia non muti. Diversamente, se si tratta di un virus che muta, l’immunizzazione non potrà avere effetto sul virus successivo in quanto diverso. Inoltre, nel mondo scientifico, vi è chi sostiene che i vaccini abbiamo anche delle importanti controindicazioni in quanto potrebbero facilitare e/o indurre forme tumorali o leucemiche a causa dei composti nocivi presenti nel vaccino stesso. Anche nel sito istituzione dell’AIFA, con riferimento al vaccino antinfluenzale, viene espressamente indicato: “L’AIFA invita a segnalare le sospette reazioni avverse che si verificassero dopo la somministrazione di un vaccino, in quanto le segnalazioni contribuiscono al monitoraggio continuo del rapporto beneficio/rischio dei vaccini come di ogni altro medicinale. Si ricorda che gli operatori sanitari sono tenuti a segnalare qualsiasi sospetta reazione avversa osservata. È inoltre possibile effettuare una segnalazione spontanea di sospetta reazione avversa secondo una delle modalità indicate nella sezione dedicata, accessibile dal box "Link correlati"”. Pertanto una valutazione circa l’obbligatorietà del vaccino deve passare attraverso un vaglio attento e circostanziato dei benefici e dei rischi collegati al vaccino stesso. Ciò non può essere fatto dalla Regione Lazio né in via d’urgenza e senza un’istruttoria ponderata né in linea generale dal Presidente della Regione Lazio Zingaretti. Questi ed altri motivi sono stati tutti inseriti nel ricorso al TAR LAZIO notificato in data odierna. Perché spendere soldi pubblici in favore delle multinazionali che producono i vaccini invece che dedicarli alla ricerca scientifica? A queste ed altre domande cercherò in ogni modo di rispondere e così contribuire al risveglio delle coscienze. Intanto il TAR verificherà se Zingaretti poteva o non poteva rendere obbligatoria una vaccinazione che solo lo Stato, con una legge del parlamento, può legittimamente disporre dopo aver ben valutato l’utilità della stessa. Anche se l’attuale governo dovesse COPRIRE l’operato di Zingaretti ratificando in qualche modo l’ordinanza della Regione Lazio IO NON MI FERMERÒ!!!L’art. 32 Cost. “Nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge.
 LA LEGGE NON PUÒ IN NESSUN CASO VIOLARE I LIMITI IMPOSTI DAL RISPETTO DELLA PERSONA UMANA”. 
ARRIVERÒ FINO ALLA CORTE COSTITUZIONALE PER FAR RISPETTARE LA CARTA DEI NOSTRI DIRITTI!!!
 Mariano Amici medico