lunedì 29 giugno 2009

Politica- Tremonti: Il premier merita stima e non polemiche




"Silvio Berlusconi lavora sodo per il bene dell’Italia, e’ stimato all’estero dove riconoscono la sua "fortissima leadership". Il resto, ha assicurato il nostro ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, intervenuto da Lucia Annunziata a "In mezzora" su Raitre, sono chiacchiere o "esagerazioni." "Guardiamo all’esempio del terremoto; abbiamo lavorato insieme al decreto per le prime misure di emergenza fino alle due di notte. Poi la mattina dopo, alle nove, lo abbiamo presentato al Cdm a l’Aquila". "Questo e’ cio’ che conta. Il resto e’ essere guardoni o esagerare. Ma le pare che le indagini, invece di farle sulla Sacra corona unita, vengono fatte su Berlusconi? C’e’ un blocco di persone che pur di fare il bene di se stessi, fa del male agli italiani e all’immagine dell’Italia. Frequento molte persone all’estero e tutti riconoscono a Berlusconi di avere una grandissima leadership, una grandissima forza di carattere e politica. Mi sembra che anche gli italiani lo apprezzino. In un Paese serio -conclude il ministro dell’Economia- le persone serie dovrebbero valutare questo. Il resto sono solo esagerazioni".

Commentando le critiche del premier alle istituzioni economiche e ai media che fanno allarmismo e alimentano la paura, Tremonti ha osservato: "Che ci sia la crisi lo abbiamo sempre detto e lo sappiamo ma e’ proprio per questo che deve esserci un messaggio di fiducia. Non e’ censura". E’ che "un po’ di calma, un po’ meno televisione, un po’ meno show sarebbero utili per tutti". "Il Presidente Roosevelt durante la grande depressione diceva ’uscite di casa, andate a mangiare una bistecca, andate al cinema. L’unica cosa di cui dovete avere paura diceva agli americani e’ la paura stessa. Questo e’ il senso del messaggio di Berlusconi. Non e’ rimuovere la crisi. Proprio perche’ c’e’ e lo sappiamo, non ha senso dirlo tutti i giorni in Tv in modo ossessivo.

Tutti questi centri che, per inciso non hanno previsto la crisi, una volta davano le notizie in sede tecnica, nei bollettini. Ma qui ogni giorno c’e’ uno che dice una roba e gli altri" alzano il tiro "facendo a gara. Se diventi importante perche’ vai in Tv e dai annunci catastrofici, fai del bene a te ma fai del male ai lavoratori e alle famiglie. I bollettini statistici ufficiali vanno sempre pubblicati" ma "un po’ si esagera di questi tempi, non facendo del bene, ma facendo del male alle famiglie, a chi ci ascolta". Il presidente del consiglio, rimarca Tremonti, "ha detto solo di stare attenti" e "non ha detto di non dare pubblicita’" ai media che fanno allarmismo. "Ricordo una volta a Berlino in un vertice con i capi di Stato e di Governo, ci fu un capo di stato che ricevette un applauso generale quando invito’ i media non a non dare le notizie ma ad abbassare i toni ".

venerdì 26 giugno 2009

Politica- Il PDL è l'unica vera forza politica nazionale

Documenti - Riportiamo il testo integrale del Documento votato dalla Direzione Nazionale del Popolo della libertà
Il risultato delle elezioni europee ha soprattutto evidenziato la crisi in cui versa la socialdemocrazia in Europa. Il nuovo, grave arretramento subito dalla sinistra italiana denota una crisi ancor più profonda. La sinistra italiana paga oggi lo scotto di non aver mai fatto i conti con la propria storia: il PD non può nemmeno definirsi socialdemocratico senza scatenare al proprio interno guerre intestine e far riemergere antichi nodi mai affrontati fino in fondo. Il dibattito confuso e contraddittorio che sta caratterizzando la vigilia del Congresso del Partito democratico ne è la prova evidente.

Il risultato delle elezioni europee rivela anche un ulteriore, preoccupante, segnale di sfiducia nei confronti del modo in cui sta avanzando il processo di unificazione europea. L’ideale europeista è nato dalla lungimiranza di leader politici come De Gasperi, Shumann, Adenauer, che al mito dell’unità del Continente seppero dare un’anima e la capacità di rispondere ai bisogni effettivi dei cittadini. Essi compresero che l’Europa dei borghi e delle città, dei monumenti e delle cattedrali, l’Europa della riscoperta delle proprie radici e di un comune tessuto culturale, avrebbe potuto unire i popoli e consentire loro di superare il secolo dei totalitarismi con i suoi orrori e il suo portato di disperazione e di povertà.

Da allora l’Europa unita ha compiuto innegabili progressi, dal mercato unico alla moneta comune; per un lungo periodo, essa è stata in grado di parlare ai cittadini, alle loro insicurezze, alle loro necessità e alle loro convenienze. Oggi, di fronte alla tempesta di una crisi globale, al turbamento che l’avvento del nuovo secolo ha portato con sé, e in un contesto di relazioni internazionali profondamente mutato dopo la fine dell’ordine bipolare, l’Europa ha smarrito la propria anima, e viene sempre più percepita come un gigantesco apparato burocratico autoreferenziale quando non addirittura ostile rispetto alla libera iniziativa delle persone.

Si tratta di un problema di carattere culturale, ma anche istituzionale ed economico. Ed è giunto il momento di affrontarlo, sottoponendo al PPE la richiesta di una riforma che incida in profondità sui processi decisionali in seno all’Unione europea. E’ una sfida alla quale non possiamo sottrarci. Anche perché siamo gli unici in grado di portarla a compimento.

Il PDL, infatti, ha ottenuto un risultato nettamente positivo che sancisce innanzitutto la validità del progetto del partito unitario e dell’alleanza strategica con la Lega di Umberto Bossi. Per la prima volta inoltre il successo delle forze politiche che sostengono il Governo Berlusconi si manifesta sul terreno delle elezioni amministrative, nel quale la sinistra tradizionalmente dimostrava una maggiore capacità di radicamento e di tenuta. In queste elezioni amministrative la sinistra appare ormai una forza politica minoritaria nel Nord e nel Sud del paese, perdendo posizioni anche nelle regioni del centro Italia.

Lo straordinario risultato conseguito dal PDL nelle elezioni amministrative, al primo e secondo turno, caratterizza dunque il Popolo della Libertà come l’unica forza politica veramente nazionale, dotata sul territorio di risorse, militanti, dirigenti politici e amministrativi che un grande partito popolare deve sempre di più saper valorizzare e mettere al centro di un processo di selezione democratica.Il PD, invece, man mano che perde consenso si va sempre più localizzando.

L’esito delle elezioni europee e di quelle amministrative rafforza dunque il Governo, il suo rapporto con la maggioranza e con il partito, e premia l’azione ed i risultati conseguiti in un momento particolarmente difficile dell’economia internazionale. Si tratta della risposta più forte e convincente che la maggioranza del popolo italiano ha voluto dare alle campagne scandalistiche di Palazzo, orchestrate ai danni del Governo e del suo Presidente da un circuito politico-mediatico-giudiziario con l’obiettivo finale di sovvertire la sovranità del popolo.

L’esito elettorale delle europee e delle amministrative ha confermato la distanza siderale che separa queste manovre dalle persone, dai loro pensieri e dai loro bisogni. Gli italiani non vogliono che il gossip entri nella vita pubblica, e che la lotta politica si consumi dal buco della serratura. Con il loro voto l’hanno chiaramente ribadito. Il rispetto dovuto ai cittadini che l’hanno votato impone al PDL di reagire con la massima determinazione e fermezza. Rivendichiamo con orgoglio i risultati dell’azione di governo nell’ultimo anno, e rilanciamo con rinnovata energia il progetto riformatore che nell’aprile del 2008 ha ottenuto la fiducia dei cittadini. Andremo avanti lungo la strada della modernizzazione del Paese attraverso la riforma della giustizia, attraverso le riforme dello stato sociale indicate nel “libro bianco”, quelle della pubblica amministrazione e del federalismo fiscale, dell’università e della scuola. Così come sapremo portare l’Italia fuori dalla crisi più forte di come vi è entrata sviluppando una politica economica rigorosa ma in grado di venire incontro alle esigenze delle aree sociali oggi maggiormente in difficoltà, fra le quali in primo luogo quella dei lavoratori autonomi, dei giovani, delle piccole imprese.
25/6/2009

giovedì 25 giugno 2009

Economia - Tremonti:Più moralità con il federalismo fiscale

Più moralità con il federalismo fiscale E' un concetto caro al Ministro Tremonti Il federalismo fiscale “non è un progetto politico” ma “una riforma” che “sarà fatta” perchè “è fondamentale” e gode di un “grande consenso” in Parlamento e tra le Regioni. Lo ha affermato il ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, ospite dei Cavalieri del Lavoro. Il federalismo ha sostenuto il Ministro, garantisce più moralità e sgombra il campo da qualsiasi dubbio su quello che ha definito il “motore per attivare ciò che serve”, e cioè la “responsabilità per fare le opere”.

Ed è proprio su questo concetto che Tremonti si è soffermato a lungo nel corso del suo intervento. Metà dell’azione pubblica avviene “al di fuori del vincolo del ‘no taxation without representation’”, spiega il ministro, sottolineando come con la riforma verrà introdotto il “meccanismo della responsabilità” che “per metà in Italia manca”, perchè “non si può spendere se non hai dovere di prendere”. Con la riforma, invece, le decisioni di spesa verranno prese dove saranno raccolti i fondi. Il federalismo fiscale porta con sé anche maggiore “moralità”: “Vi siete mai chiesti la ragione della caduta della moralità in alcune aree dell’ Italia? È molto semplice - rileva - se si buttano soldi a pioggia per centinaia di micro-opere si inverte il motore di influenza e così la malavita chiede alle imprese di fare le opere: non si può più - sottolinea - andare avanti con questo sistema”.
Il ministro cita poi il caso dell’evasione fiscale che diventa “una variabile indipendente se non c’è fiscalità locale” ed è, quindi, “fondamentale coinvolgere il governo locale perchè adesso - dice - non c’è alcuna remora a fare il furbo”. Tremonti ritiene anche senza senso il fatto che il più grande patrimonio immobiliare d’Italia, che “comprende spiagge, terreni e castelli” sia gestito da “un ufficio a Roma”, e ne rivendica un controllo locale. Nel suo intervento, il ministro dell’Economia dà spazio anche alla crisi sulla quale, afferma, “con i mezzi a disposizione - puntualizza - abbiamo fatto le cose che potevamo fare e nel modo più giusto possibile”. Tremonti ricorda: “abbiamo cercato di tenere più a posto che potevamo i conti pubblici, di investire quanti più fondi pubblici in ammortizzatori sociali e di tenere aperti i canali del credito”.
Il responsabile dell’Economia torna poi a rivendicare la scelta del governo di non aumentare il debito pubblico: “abbiamo detto: no grazie, non è una soluzione”, spiega, rilevando che “gestire il terzo debito del mondo, senza essere la terza economia del mondo in un momento di crisi è un’esperienza che prova nel corpo e nello spirito”.

Sicurezza-Pugno duro su chi affitta ai clandestini

Pugno duro su chi affitta ai clandestini.E' la richiesta del Gruppo Lega Nord al Governo
''Nonostante la chiarezza su chi dà alloggio ad uno straniero privo di titolo di soggiorno punendolo con la reclusione da sei mesi a tre anni, non sono mancate interpretazioni giurisprudenziali che hanno limitato l'operativita' della norma, escludendo in particolare la ricorrenza del reato nei casi in cui il canone di locazione richiesto allo straniero clandestino fosse da giudicarsi equo o di mercato come si e' espressa la Corte di Cassazione con la sentenza del 7 maggio scorso. Chiedo al ministro Maroni se non ritenga opportuno assumere iniziative, anche di carattere legislativo, volte ad assicurare l'efficace applicazione delle norme''. E' quanto si legge in una interrogazione al ministro Maroni del deputato leghista, Massimo Bitonci, sindaco di Cittadella riferendosi al testo unico sulla disciplina dell' immigrazione relativo all' affitto di immobili a clandestini. Il Gruppo Lega Nord, scrive ancora Bitonci nella sua interrogazione ''rileva come non è la prima volta che modifiche legislative attuate da questo Governo, soprattutto quelle che volgono al contrasto dell´immigrazione clandestina, vengano osteggiate ancor prima della loro approvazione o interpretare in maniera, diciamo creativa, da parte della magistratura. La volontà del legislatore va nella direzione del colpire tutte quelle situazioni di degrado e di illegalità oramai all´ordine del giorno nelle nostre città, come l´occupazione di edifici e magazzini, trasformati in fatiscenti alloggi, affittati a clandestini''. Nel ringraziare il ministro Maroni per far in modo di "assicurare l´applicazione della norma", Bitonci fa l'esempio dei laboratori cinesi: ''negli stessi locali clandestini e regolari dividono angusti spazi, lavorando e dimorando su turni di 24 ore su 24. Ho potuto constatare di persona - continua Bitonci - queste situazioni con i Carabinieri, la GDF, e l´Ispettorato del lavoro. Questo perche' - conclude Bitonci - i proprietari, pur di lucrare un maggiore affitto, magari in nero, sono disposti a violare la legalità, e il rispetto all´uguaglianza e ai diritti umani e civili''.

mercoledì 24 giugno 2009

Politica-Berlusconi analizza la sconfitta del P.D.


22/6/09 - Il Presidente Berlusconi ha analizzato la sonora sconfitta del P.D. ed ha ringraziato gli italiani, che ancora una volta lo hanno sostenuto.
"La sinistra registra una nuova, sonora sconfitta. - ha sottolineato il Premier - Un dato solo toglie di mezzo ogni discussione: prima di queste elezioni provinciali il Popolo della Liberta’ governava 5 milioni di persone interessate dal voto. Adesso ne governa ben 21 milioni". E' quanto ha dichiarato il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi commentando i dati del ballottaggio delle elezioni amministrative. "Delle 62 province al voto, il Popolo della Liberta’ ne governava 9, oggi ne governa 34, ovvero piu’ della meta’. E’ in atto -sottolinea Berlusconi- un profondo cambiamento della geografia politica del Paese. La sinistra arretra nel Nord, dove perde anche la provincia di Venezia, e subisce una vera disfatta in Lombardia, dove cede anche l’ultima roccaforte: la provincia di Milano". "Prima di questa tornata amministrativa, di 30 comuni capoluogo interessati dal voto il Popolo della Liberta’ ne governava solo 5, adesso ne ha conquistati 14. Sono state strappate alla sinistra -sottolinea Berlusconi- citta’ come Savona, Crotone e Prato, 190 mila abitanti, terza citta’ del centro Italia, bastione rosso ininterrottamente da 63 anni". Per il Premier "il Popolo della Liberta’, la Lega, la maggioranza e il governo escono ulteriormente rafforzati da queste elezioni. Ringrazio gli italiani per il consenso che hanno voluto accordare ancora piu’ del passato al Popolo della Liberta’, soprattutto in una competizione amministrativa influenzata dalle distorsioni mediatiche e dagli attacchi eversivi rivolti da un gruppo editoriale contro il presidente del Consiglio e il suo governo".

lunedì 15 giugno 2009

Politica-Berlusconi leader di maggior successo

Berlusconi vittorioso nelle elezioni e non toccato dagli scandali provocati dagli avversari E' il giudizio della stampa estera sul nostro Presidente del Consiglio “Il leader nazionale di maggior successo in Europa, in termini elettorali, è stato Silvio Berlusconi”. Non è solo Wolfgang Munchau, uno dei più influenti blogger politici del mondo, ad esprimere questo giudizio sul presidente Berlusconi. Il sito della CNN sottolinea la vittoria del centrodestra nonostante il forte astensionismo. Ed espressamente cita il “Pdl di Berlusconi” che sconfigge il partito suo principale avversario di centro-sinistra “nonostante la grave recessione e le accuse”.
Il Daily Telegraph titola sulla vittoria del partito di centro-destra di Silvio Berlusconi, che a dispetto delle vicende degli ultimi giorni “ottiene una confortevole maggioranza”, e dopo la fusione tra Forza Italia e An, “occupa saldamente il centro-destra dello spettro politico”.
The Indipendent, a sua volta, titola: “Berlusconi non toccato dagli scandali”. E spiega che il Cavaliere ha messo a segno “una vittoria a due cifre” sul PD.
El Paìs, che si è "distinto" per la pubblicazione delle “foto rubate” nei giorni del voto, ammette che Berlusconi di fronte a una “opposizione frantumata” sgombra il campo da ogni dubbio e incassa la debacle di un centro-sinistra “diviso”. Miguel Mora, il corrispondente da Roma, scrive che gli italiani considerano Berlusconi “di gran lunga la scelta migliore”.
Liberation riporta le proiezioni secondo le quali Berlusconi “è in testa nonostante il Noemigate”.
Le Figaro on line punta sulla “vittoria di mezzo termine per Berlusconi”, con una foto trionfale di Berlusconi tra Umberto Bossi e Guido Podestà alla chiusura della campagna elettorale a Milano. Del resto, anche il New York Times osservava, prima del voto, che “nel reality show che è oggi l’Italia, Berlusconi è nettamente vincitore. I suoi avversari stanno facendo poco più che lanciare pomodori sul palco”.

Etica - Grillo offende tutte le donne

Beppe Grillo ha offeso tutte le donne e non solo le parlamentari . E quanto sottolinea l'on. Lorenzin in merito allo show del comico genovese in Parlamento "Gli epiteti con i quali Beppe Grillo ha definito i membri del Parlamento italiano la dicono lunga sul personaggio che, d’altra parte, si e’ caratterizzato politicamente per il ’Vaffaday"’.

Lo ha affermato il deputato del Pdl Beatrice Lorenzin, sostenendo che le parole contro le donne parlamentari offendono tutte le donne."E’ particolarmente disgustosa la sua definizione delle donne parlamentari. Non da ultimo perche’ questo signore, che si sente il paladino dei consumatori e dei diritti civili, con una sola frase si fa portavoce del peggiore maschilismo machista di inizio secolo. Che dire di Grillo un retrogrado che, infangando le donne del Parlamento italiano, non si rende conto di offendere tutte le donne che con tanta fatica, quotidianamente, cercano di sfondare il muro del pregiudizio e rivendicano il semplice diritto alla pari opportunita’. Si merita certamente una querela, ma ancor di piu’ si merita che le donne italiane disertino i suoi show".