venerdì 9 ottobre 2009

Congratulazioni di Berlusconi per il Nobel a Obama

BERLUSCONI: Il Nobel per Obama é un investimento per il futuro, sara' ecumenico

"L’attribuzione del premio Nobel per la pace e’ un giusto riconoscimento al tuo lavoro per il rilancio di una politica di cooperazione fra i popoli. Il tuo sogno di un mondo senza armi nucleari e di dialogo tra tutte le nazioni ha riacceso la speranza di un futuro di pace.
A nome mio, del mio governo e di tutto il popolo italiano ti esprimo le mie piu’ affettuose congratulazioni". Lo scrive il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, nel messaggio inviato al presidente americano Barack Obama dopo il conseguimento del premio Nobel per la pace.

giovedì 8 ottobre 2009

Violente reazioni per la sentenza della Consulta

BERLUSCONI: Dobbiamo governare 5 anni, con o senza Lodo
"Noi dobbiamo governare cinque anni con o senza il lodo, io non ci ho mai creduto al fatto che passasse perche’ con una Corte costituzionale con undici giudici di sinistra era impossibile che lo approvassero".
Lo ha affermato il nostro premier Silvio Berlusconi conversando con i giornalisti mentre usciva da Palazzo Grazioli.

BERLUSCONI: Andrò in tv a spiegare i processi farsa

"Ci sono due processi farsa, risibili, assurdi, che illustrero’ agli italiani andando anche in televisione".
Lo ha affermato in un’intervista al Gr1 il presidente Berlusconi, commentanto le conseguenze personali sul fronte giudiziario derivanti dalla bocciatura del lodo Alfano da parte della Consulta:
"Scendero’ io stesso nelle Aule del tribunale facendo esporre al ridicolo gli accusatori dimostrando a tutti gli italiani di che pasta sono fatti loro e di che pasta sono fatto io. Per fortuna che Silvio c’e’, se no saremmo completamente nelle mani di questi signori della sinistra che hanno un’organizzazione di una minoranza della magistratura che usa il potere giudiziario a fini di lotta politica, hanno piu’ del 70% della stampa che e’ tutta di sinistra, con in testa Repubblica e altri giornali, hanno tutti i programmi di approfondimento politico e la Tv pubblica pagata con i soldi di tutti e un capo dello Stato di sinistra che e’ stato eletto da una maggioranza che non e’ piu’ maggioranza nel Paese, una maggioranza di sinistra, ed ha le radici totali della sua storia nella sinistra.
Credo che anche l’ultimo atto di nomina di un magistrato della Corte dimostri da che parte sta. E poi c’e’ una Corte Costituzionale con 11 giudici di sinistra che non e’ certamente un organo di garanzia, ma e’ un organo politico come si e’ visto in questa occasione. Ma il Governo va avanti tranquillamente, serenamente e se possibile con piu’ grinta di prima perche’ si sente assolutamente necessario, indispensabile alla democrazia, alla liberta’ e al benessere di questo Paese. Abbiamo governato senza questo lodo per cinque anni dal 2001 al 2006, continueremo a governare senza questo lodo"

GHEDINI: La Corte Costituzionale addirittura rinnega i principi da se stessa gia' enunciati

"Questa e’ una sentenza con cui la Corte Costituzionale addirittura rinnega i principi da se stessa gia’ enunciati. Con questa decisione si pretende, contro la volonta’ popolare, che il presidente del Consiglio anziche’ occuparsi dei problemi nazionali ed internazionali, sia costretto quotidianamente a seguire evanescenti processi".
Lo ha dichiarato Niccolo’ Ghedini, deputato del Pdl e avvocato del nostro premier: "Riprenderemo questi processi nella consapevolezza che con un giudice super partes sara’ certamente riconosciuta l’estraneita’ di Silvio Berlusconi da qualsiasi ipotesi di reato".

MANTOVANO: La magistratura é un organo politico
E adesso, che cosa diranno tutti coloro che negli ultimi mesi hanno difeso a gran voce le prerogative del Parlamento? La decisione della Consulta dimostra che il Parlamento non deve guardarsi tanto da un Esecutivo che farebbe un uso eccessivo dei decreti legge; deve guardarsi - molto di piu’ - da una Corte che manda segnali cosi’ contraddittori".
A sostenerlo e’ il sottosegretario all’Interno, Alfredo Mantovano. "Avevamo capito che l’esame della legittimita’ del lodo Alfano fosse circoscritto al rispetto da parte delle Camere dei rilievi che la Consulta aveva formulato sul lodo Schifani. Ora apprendiamo che la Corte l’altra volta si era dimenticata un dettaglio: che fosse necessaria la legge costituzionale. Poiche’ l’altra volta il relatore era l’attuale presidente della Corte, con questa sentenza nessuno puo’ vietarci non solo di pensare ma di sostenere fondatamente che la magistratura svolge un’attiva funzione politica".

GASPARRI: La Corte Costituzionale non é più un organo di garanzia
"La Corte, un tempo costituzionale, da oggi non e’ piu’ un organo di garanzia, perche’ smentendo la sua giurisprudenza ha emesso una decisione politica che non privera’ il Paese della guida che gli elettori hanno scelto e costantemente rafforzato di elezione in elezione".
Lo ha affermato il presidente dei senatori del PdL, Maurizio Gasparri. "E’ una giornata buia per i valori della legalita’ e che segna il tramonto di una istituzione che ha obbedito a logiche di appartenenza politica e non a valutazioni di costituzionalita’. Il governo andra’ avanti mentre chi ha tradito la propria funzione di garanzia non cancellera’ la volonta’ democratica del popolo italiano".

SCAJOLA: Il Governo ha il diritto di andare avanti
"La Corte Costituzionale ha assunto una decisione inattesa e impegnativa, sia perche’ nel nostro sistema costituzionale era gia’ inserito un principio di immunita’, esteso per di piu’ a tutti i parlamentari, sia perche’ con una precedente sentenza la Corte aveva chiesto modifiche al Lodo Schifani, che erano state inserite nel lodo Alfano".
Lo ha affermato il ministro dello Sviluppo economico, Claudio Scajola. "Non prevedo conseguenze politiche: il Governo Berlusconi ha il dovere di realizzare il programma adempiendo fino in fondo al mandato elettorale, soprattutto in questa fase delicata per l’economia. Siamo impegnati a far uscire il Paese dalla crisi, ad affrontare le molte emergenze del Paese, dal terremoto in Abruzzo all’alluvione a Messina. Al Presidente Berlusconi va in questo momento la mia solidarieta’ e il mio incoraggiamento a proseguire nell’azione di governo".
BONAIUTI: E' una sentenza politica, si va avanti
"E’ una sentenza politica, ma il presidente Berlusconi, il governo e la maggioranza continueranno a governare come, in tutte le occasioni dall’aprile del 2008, hanno richiesto gli italiani con il loro voto". Lo ha affermato il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Paolo Bonaiuti.

GASPARRI: Napolitano vittima della decisione politica della Consulta che lo ha smentito

"Noi continueremo a denunciare il valore politico di una sentenza emessa da un organo che non è più di garanzia".
Lo ha affermato il capogruppo del Pdl al Senato Maurizio Gasparri, il quale ha osservato: "Io annovero il capo dello Stato tra le vittime, insieme a tanti italiani, della decisione della Corte costituzionale. Il cui attuale presidente, fu il relatore di una precedente sentenza dalla quale si rilevò che non serviva una legge costituzionale per lo scudo. Tant’è che il presidente della Repubblica, autorizzando la presentazione del lodo Alfano e promulgando la legge approvata nel luglio del 2008, con alcune note che furono emanate dal Quirinale, affermò questo. La Consulta ha finito col prendere una decisione politica, smentendo se stessa e smentendo ciò che il Capo dello Stato aveva detto. Il fatto grave è questo, e su questo dobbiamo richiamare l’attenzione degli italiani perché siamo di fronte a un fatto inaudito e gravissimo che denunceremo mentre continueremo a governare il paese perché a differenza della Corte abbiamo grande interesse per il bene comune".

STRACQUADANIO: Riscriviamo la Carta costituzionale

"Si è dimostrato ancora una volta che la sovranità popolare è osteggiata da un coacervo di poteri che non ha una legittimazione politica, primo fra tutti un potere giudiziario che si è costituito come contro potere politico contro ogni regola dello stato di diritto".
Lo ha affermato il parlamentare del Pdl Giorgio Stracquadanio, che ha osservato:
"L`unica possibilità che abbiamo è quella di decidere che se c`è crisi della democrazia bisogna rifondarla. Rifondiamo la repubblica e rapidamente riscriviamo la carta costituzionale in tre mesi, la rifacciamo a maggioranza e chiediamo noi al popolo il voto sulla nuova carta costituzionale, riportando tutti a fare il proprio mestiere".

U.E: Bonsignore nella Commissione crisi finanziarie

GRUPPO PPE: Bonsignore nella Commissione speciale sulle crisi finanziarie


Questo pomeriggio il Parlamento Europeo ha approvato la costituzione di una Commissione speciale sulla crisi economica e finanziaria.
"E’ necessario creare un sistema di governo dell’economia capace di evitare le ricorrenti crisi provocate da spregiudicate speculazioni. Studieremo anche misure concrete per fronteggiare l’enorme ondata di disoccupazione che purtroppo si sta profilando", ha detto l’On. Vito Bonsignore, vice presidente del Gruppo PPE, componente della Commissione come responsabile dei Popolari Europei.
La Commissione speciale, fortemente voluta dal PPE, avrà il compito di analizzare la dimensione e l’impatto della crisi nell’Unione Europea e negli Stati membri, e di valutare lo stato di applicazione della legislazione comunitaria in tutti i settori coinvolti.
“L’imminente entrata in vigore del nuovo Trattato di Lisbona assegnerà al Parlamento Europeo - ha spiegato l’On. Bonsignore - nuove e grandi responsabilità: noi Popolari faremo tutto ciò che è in nostro potere per dare all’Europa il ruolo politico che le spetta". Secondo il vice presidente del Gruppo PPE, infatti, l’Europa è la più grande economia mondiale e deve perciò avere "un ruolo guida nella riforma dei sistemi finanziari mondiali". "Con questa Commissione - ha aggiunto il parlamentare europeo - si realizzerà finalmente quel coordinamento delle politiche di regolamentazione finanziaria ed economica necessario per affrontare in modo unitario questa crisi”.
"Coinvolgeremo le Piccole e Medie imprese - ha assicurato Bonsignore - che da troppo tempo aspettano un’iniezione di fiducia, ma ancor più risposte concrete in merito all’accesso al credito". Non solo, tra le priorità economiche del Parlamento Europeo dovrà esserci anche "la lotta all’indebitamento eccessivo delle famiglie e misure per sostenere il risparmio, fonte di investimenti”.
"Attraverso il rafforzamento del sistema di supervisione europeo e del maggiore coordinamento delle politiche commerciali e di regolamentazione finanziaria - ha concluso l’On. Bonsignore - la Commissione rappresenterà un’occasione unica di dibattito ed approfondimento".

Strumentale il dibattito U.E.sui media

MAURO: Inaccettabile l'uso strumentale del dibattito sui media

Il capogruppo del Pdl all’europarlamento Mario Mauro ha dichiarato di non respingere un dibattito sulla concentrazione dei media in Europa ma di farlo se questo "viene utilizzato per colpire un singolo Paese".
Nel corso del dibattito al parlamento europeo, a Bruxelles, Mauro ha risposto a una domanda provocatoria fatta dal capogruppo degli S&D, Martin Schulz : "Se c’e’ un dibattito sulla concentrazione dei media in Europa non ci sottrarremo di certo. In queto modo - ha sottolineato Mauro- potremo parlare anche di Murdoch e far si’ che il dibattito non venga utilizzato ad arte allo scopo di colpire un singolo paese. Il vero pericolo per la democrazia e’ rappresentato da chi non accetta i risultati delle elezioni svoltesi liberamente".

mercoledì 7 ottobre 2009

CRONACA POLITICA, GIUDIZIARIA O DEMENZIALE ?

GHEDINI: L'appello sul Lodo Mondadori sarà favorevole a Fininvest
"In alcuni quotidiani si prospetta che avrei fatto parte del collegio di difesa della Fininvest nella vicenda civilistica Lodo Mondadori o comunque me ne sarei interessato.
Cosi’ non e’". Così si é espresso il deputato del Pdl Niccolo’ Ghedini, avvocato del premier Silvio Berlusconi, il quale si dice comunque convinto "dopo aver letto la sentenza", che "in appello la questione sara’ certamente decisa favorevolmente per Fininvest. Mai ho avuto modo di seguire quel processo della cui esistenza ero stato incidentalmente reso edotto dalla struttura legale della Fininvest e mi era stato comunicato che, visti i risultati dell’istruttoria, a loro parere la causa non poteva che avere esito positivo per la stessa Fininvest. Di talche’ non mi e’ dato comprendere come mi si possa attribuire un qualsivoglia ruolo anche in questo caso".

CAPEZZONE: Indecente accostamento di Repubblica tra Berlusconi e il 'Fuhrer'
"Qualcuno dice che in Italia occorre abituarsi al peggio, mitridatizzarsi a dosi crescenti di veleno. Ma occorre respingere questa logica, questa corsa all’odio e al disprezzo degli avversari. Ed e’ per questo che va considerato indecente il fatto che il quotidiano ’la Repubblica’ pubblichi - a partire dalla prima pagina - un commento nel quale, oltre ai consueti attacchi insultanti nei confronti di Silvio Berlusconi, si arriva ad evocare il Fuhrer e la scalata hitleriana".
Lo ha affermato Daniele Capezzone, portavoce del Popolo della Liberta’. "Non ci sono parole: solo un sussulto di decenza dovrebbe portare Editore e Direttore a scusarsi pubblicamente per questa ennesima pagina di odio civile", conclude. Nell’articolo dal titolo "Il Cavaliere illegalista", si legge tra l’altro, a proposito del presidente del Consiglio: "Concedergli l’immunita’ significa ungerlo monarca assoluto, in figure reminescenti della scalata hitleriana 1933-34. Mancano solo la legge dei pieni poteri e il cumulo cancellierato-presidenza della repubblica, fusi nel nome mistico ’Fuhrer"’.

Sempre su discussse sentenze della magistratura, intervengono alcuni parlamentari del PdL
GASPARRI: La sentenza sul G8 di Genova dimostra che per anni e' stata organizzata una immotivata campagna di denigrazione delle forze dell'ordine
Il capogruppo del Pdl al Senato Maurizio Gasparri ha commentato l’assoluzione di Gianni De Gennaro e dell’ex dirigente della Digos di Genova Spartaco Mortola, dal sospetto di avere indotto alla falsa testimonianza sull’irruzione alla scuola Diaz l’allora questore Francesco Colucci.
"L’assoluzione del prefetto De Gennaro e del dirigente della Digos di Genova dimostra che per anni e’ stata organizzata una immotivata campagna di denigrazione delle forze dell’ordine, che a Genova nel 2001 difesero la legalita’ da un’autentica sommossa che sconvolse la citta’ . Anni e anni di processo e di polemiche basate sul nulla; rinnoviamo in questa occasione la solidarieta’ alle forze dell’ordine baluardo della democrazia in Italia".

BERTOLINI: L'assoluzione dei vertici della Polizia per il G8 di Genova chiude la campagna denigratoria

"Una secca smentita per i sostenitori della teoria del complotto e per chi ha tentato di infangare l’immagine e l’operato delle forze dell’ordine". Lo ha affermato Isabella Bertolini, della direzione nazionale del Popolo della liberta’, che ha sottolineato:
"La sentenza di assoluzione del prefetto De Gennaro e del dirigente della Digos di Genova mette la pietra tombale sulla campagna denigratoria orchestrata verso i vertici della Polizia e i rappresentanti dello Stato. Rinnoviamo il nostro sostegno e fiducia alle forze dell’ordine, grati per l’impegno profuso ogni giorno al servizio dei cittadini e della legalita’".

Euromedia: Con Berlusconi sette italiani su dieci

SONDAGGIO EUROMEDIA: Con Berlusconi sette italiani su dieci


I risultati di alcuni sondaggi, resi noti tra ieri e oggi, rappresentano una doccia fredda per quanti speravano che l’immagine di Berlusconi si fosse un po’ offuscata a seguito delle ultime vicende. Questi sondaggi sono messi in particolare evidenza da Il Giornale, con i dati di Euromedia Research, e da Libero, con i dati di Crespi Ricerche.

Significativo silenzio, in nome della "libertà di stampa" (che si traduce in libertà di non far sapere), di Repubblica e Corriere della Sera (quest’ultimo, ieri, aveva fornito alcuni dati all’interno di un altro articolo). Invece da segnalare il sondaggio, condotto dall’Istituto Piepoli per il quotidiano La Stampa, sul tema della libertà di stampa. Il risultato non ammette dubbi: per due italiani su tre la stampa è libera, ovvero 65% contro 35%. Il dato è confermato dal sondaggio condotto da Euromedia Research: il 57,4% degli intervistati ritiene che non ci siano pericoli per la libertà di stampa contro il 28,6%.

Da notare che, rispetto a un mese fa, è aumentata la percentuale di chi ritiene che la stampa sia libera ed è leggermente diminuita quella di chi ha l’opinione opposta. Inoltre è ben chiaro agli italiani, nella misura del 51,5%, che l’informazione è schierata con l’opposizione, contro un 30,4% che la vede invece schierata a favore del Governo. Solo il 9,2% ritiene che l’informazione sia "neutrale", a conferma che gli elettori/lettori/telespettatori si rende ben conto dell’orientamento dei giornali e delle trasmissioni televisive. La popolarità e la fiducia in Silvio Berlusconi restano molto elevate. Secondo Euromedia, il valore è pari al 68,7%. Un dato straordinario, se si considera che il Governo è in piedi da un anno e mezzo ma, secondo la direttrice Alessandra Ghisleri, il giudizio positivo nei confronti del Premier è legato alla sua capacità di affrontare le emergenze e di assicurare la progettualità per il futuro. Il giudizio positivo si estende al Governo, apprezzato dal 54% degli intervistati. Intenzioni di voto, per la prima volta, i partiti di maggioranza superano la soglia del 50%:
In crescita il Popolo delle libertà al 38,1%, rispetto al 37,4% delle politiche del 2008 e al 35,3% delle europee dello scorso giugno; ma secondo Crespi il Pdl sarebbe al 39%; stabile nella crescita la Lega Nord, che dall’8,3% delle politiche è passata al 9,9%;
Stabile nella caduta il  Partito democratico che con il 26,5% si arresta sui valori ottenuti alle europee ma registra una diminuzione di 6,3 punti rispetto al 33,2% ottenuto alle elezioni politiche;
Secondo Euromedia, l’Idv si manterrebbe di poco al di sopra dell’8%, ma l’istituto diretto da Crespi vede questa formazione in calo al 6% in quanto una parte del suo elettorato si sarebbe spostata a favore del movimento di Beppe Grillo (3%).

Traducendo queste intenzioni di voto in seggi, il centrodestra aumenterebbe di una decisa di seggi la sua rappresentanza alla Camera, passando dagli attuali 340 a 350 deputati; stabile la sua maggioranza al Senato. Parallelamente, l’opposizione perderebbe seggi, scendendo dagli attuali 211 deputati a 189.

A favore di elezioni anticipate si dichiarano solo i partiti dell’estrema sinistra che, presentandosi in un’unica lista, supererebbero lo sbarramento del 4% e potrebbero riaffacciarsi in Parlamento: prospettiva che spaventa il Pd. Stabile l’Udc al 6,5%, anch’essa favorevole al voto anticipato.

MAURO: Anche Dini, D'Alema e Prodi fecero causa ai giornali

Mario Mauro, presidente della delegazione del Pdl al Ppe, é intervenuto con una nota per sottolineare che Silvio Berlusconi non e’ stato l’unico premier a fare causa a giornali.
Altri tre presidenti del Consiglio lo hanno fatto prima di lui. "Vorrei ricordare che, se si ipotizza che in Italia sia venuta meno la liberta’ di informazione perche’ il presidente del Consiglio ha avviato cause contro due giornali, vorrei dire che lo hanno preceduto Lamberto Dini, Massimo D’Alema e Romano Prodi quest’ultimo lo ha fatto anche come presidente della Commissione Europea". Secondo i dati diffusi dal Pdl a Bruxelles dal 1994 ad oggi sono state 6.745 le cause contro i media, per una media di 449 all’anno. Per altro Mauro ha anche ricordato che numerosi altri capi di governo europei sono ricorsi ai tribunali contro la stampa."
 PdL





LA PROTEZIONE DELLE ALTE CARICHE DELLO STATO NEGLI ALTRI PAESI

LODO ALFANO: La protezione alle alte cariche dello Stato negli altri Paesi

Come avviene la protezione alle alte cariche dello Stato degli altri Paesi?

Negli Stati Uniti, il Presidente può essere messo in stato d’accusa attraverso la procedura di impeachment, che spetta però al Congresso, analogamente a quanto avviene in Italia nei confronti del Capo dello Stato. Negli Usa, tuttavia, esiste il "privilegio dell’Esecutivo", in base al quale il Presidente può esimersi dal fornire informazioni che potrebbero mettere a rischio la sicurezza nazionale e, come si comprende, si tratta di una norma "larga".
Nel Regno Unito, l’immunità è garantita al sovrano. I membri del Parlamento sono immuni, per il tempo che restano in carica, dalle denunce per diffamazione o vilipendio, ma sono perseguibili per gli altri reati senza autorizzazione del Parlamento. Se può sorprendere questa particolare uguaglianza di tutti di fronte alle legge, non si deve trascurare il fatto che il Parlamento britannico, con una semplice legge, potrebbe anche abrogare la monarchia.
In Spagna, altra monarchia, l’immunità è prevista solo per il sovrano. I membri del Governo godono di un "foro speciale". I parlamentari godono dell’inviolabilità per le opinioni manifestate nell’esercizio delle loro funzioni; non possono essere processati senza l’autorizzazione della Camera di appartenenza, come era in Italia fino al 1993.
In Germania, il Capo dello Stato e tutti i membri del Parlamento godono dell’immunità contro eventuali procedimenti legali. Ciò vale per il Cancelliere e i membri del governo se sono anche parlamentari.
In Francia il Parlamento può votare l’impeachment del Capo dello Stato nel caso di gravi mancanze incompatibili con la sua funzione. Per il resto, una legge costituzionale gli garantisce una immunità quasi totale. Per i parlamentari vige il principio della irresponsabilità nel caso di atti compiuti nell’esercizio delle proprie funzioni.