CASSINELLI: Risolveremo il problema carcerario con una nuova politica edilizia
"Il ministro Alfano sta lavorando per rimettere in ordine un settore che è stato abbandonato da decenni di incuria e malgoverno della sinistra”.
Lo ha affermato il deputato del Pdl e membro della Commissione giustizia della Camera, Roberto Cassinelli, rispondendo alle critiche dell’opposizione. “La sinistra si accorge che la situazione delle carceri è esplosiva solo quando le cronache riportano episodi gravi e drammatici. Il governo Berlusconi è l’unico governo che sta lavorando per risolvere un problema causato dai decenni di incuria e di malgoverno della sinistra. Il ministro Alfano sta cercando di mettere in ordine un settore che è stato abbandonato a se stesso e che necessita di un serio piano di ristrutturazione degli istituti di pena recuperabili e di rilancio dell’edilizia carceraria”.
Cassinelli ha rinnovato l’invito a “non pensare di risolvere il problema rimettendo in libertà pericolosi detenuti. Si tratta della ricetta del governo Prodi che non ha dato i risultati promessi. Per questa ragione non è possibile percorrere alcuna strada se non quella dell’intervenire sulle emergenze con determinazione e programmare per il futuro una pianificazione dei nuovi istituti di pena”.
martedì 3 novembre 2009
DOPO IL COMUNISMO FARE I CONTI CON IL FONDAMENTALISMO
CICCHITTO: Dopo il comunismo dobbiamo fare i conti con il fondamentalismo
"Per cio’ che riguarda il nodo costituito dal ruolo dell’islamismo bisogna stare attenti, a nostro avviso, a non rovesciare l’ordine delle cose. Dopo il crollo del comunismo, il nuovo grande elemento di contraddizione nel mondo contemporaneo e’ rappresentato dal fondamentalismo islamico, che ha anche prodotto il terrorismo di al-Qaeda". Lo ha sottolineato il capogruppo del Pdl alla Camera, Fabrizio Cicchitto, che ha osservato:
"Finora l’Occidente ha cercato di difendersi da questo attacco. Le terapie possono essere state piu’ o meno efficaci, ma e’ stato il fondamentalismo a attaccare, come dimostra quanto e’ accaduto l’11 settembre del 2001 e, successivamente, a Madrid, a Londra, a Istambul, in Egitto, in Indonesia, in Pakistan e in molte altre zone del mondo. Rovesciare il rapporto tra causa ed effetto costituisce un errore di analisi e anche un errore politico".
"Per cio’ che riguarda il nodo costituito dal ruolo dell’islamismo bisogna stare attenti, a nostro avviso, a non rovesciare l’ordine delle cose. Dopo il crollo del comunismo, il nuovo grande elemento di contraddizione nel mondo contemporaneo e’ rappresentato dal fondamentalismo islamico, che ha anche prodotto il terrorismo di al-Qaeda". Lo ha sottolineato il capogruppo del Pdl alla Camera, Fabrizio Cicchitto, che ha osservato:
"Finora l’Occidente ha cercato di difendersi da questo attacco. Le terapie possono essere state piu’ o meno efficaci, ma e’ stato il fondamentalismo a attaccare, come dimostra quanto e’ accaduto l’11 settembre del 2001 e, successivamente, a Madrid, a Londra, a Istambul, in Egitto, in Indonesia, in Pakistan e in molte altre zone del mondo. Rovesciare il rapporto tra causa ed effetto costituisce un errore di analisi e anche un errore politico".
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Attualità
LA CORTE U.E. RINNEGA LE RADICI CRISTIANE
CARLUCCI: La sentenza della Corte di Strasburgo contro il crocefisso nelle scuole calpesta la nostra identità
"Trovo assurda e gravissima la sentenza della Corte di Strasburgo contro la presenza del crocefisso nelle scuole italiane. Gia’ il Tar ed il Consiglio di Stato si erano pronunciati sulla vicenda rigettando le richieste della cittadina finlandese e dichiarando che: ’il crocifisso e’ il simbolo della storia e della cultura italiana, e di conseguenza dell’identita’ del Paese, ed e’ il simbolo dei principi di eguaglianza, liberta’ e tolleranza e del secolarismo dello Stato’".
Lo ha affermato il deputato del Pdl Gabriella Carlucci, che ha osservato: "Un pronunciamento ineccepibile, che viene completamente sovvertito dalla Corte europea. Ancora una volta un organismo europeo, entra a gamba tesa nelle questioni interne del nostro Paese, calpestando valori e principi su cui si fondano la nostra societa’, la nostra cultura, la nostra identita’. Lo Stato italiano deve opporsi in giudizio a questo pericolosissimo precedente".
MANTOVANO: Ribelliamoci a questa Europa stupida
"La Corte europea dei diritti dell’uomo contribuisce a dare ragione al senso di lontananza e di distacco con cui larga parte degli europei percepisce le istituzioni dell’Unione.
Se un crocifisso in un’aula di scuola e’ causa di turbamento e di discriminazione, ancora di piu’ il Duomo che ’incombe’ su Milano o la Santa Casa di Loreto, che tutti vedono dall’autostrada Bologna-Taranto: la Corte europea dei diritti dell’uomo disporra’ l’abbattimento di entrambi? A un’Europa cosi’ e’ civile ribellarsi: perche’, prima ancora che ingiusta, e’ profondamente stupida". Lo ha affermato Alfredo Mantovano, sottosegretario al ministero dell’Interno, commentando la decisione della Corte di Strasburgo di vietare l’esposizione del crocefisso nelle aule delle scuole.
BONDI: Di questo passo avremo il fallimento politico dell'Unione
"Queste decisioni ci allontanano da quella idea dell’Europa che De Gasperi, Adenauer e Schuman hanno posto a fondamento del progetto unitario del nostro continente, di questo passo il fallimento politico e’ inevitabile".
Lo ha affermato il coordinatore nazionale del Pdl Sandro Bondi, in riferimento alla sentenza della Corte europea dei diritti dell’uomo relativa alla presenza del crocefisso nelle aule scolastiche.
SALTAMARTINI: La sentenza di Strasburgo è in contrasto con il Consiglio di Stato
"Una sentenza che stravolge il concetto di laicita’ e si pone in contrasto con quanto affermato sul tema dal Consiglio di Stato".
Cosi’ si é espresso il deputato Barbara Saltamartini, responsabile delle Pari opportunita’ del PdL, commentando la sentenza della Corte Europea dei diritti umani sul crocefisso in classe. "Nel 2006 il Consiglio di Stato evidenzio’ con grande lucidita’ la valenza non discriminatoria, sotto il profilo religioso, dell’esposizione del crocifisso in classe, in quanto rappresentativo di una funzione simbolica altamente educativa connessa a valori civilmente rilevanti. Quei valori che affondano nelle nostre radici e costituiscono il fondamento del nostro vivere e della nostra identita’. Attendiamo le motivazioni della sentenza ma non e’ certo eliminando le tradizioni e la storia delle nazioni che si percorre la strada della costruzione di una comune identita’ europea".
BONIVER: La decisione di Strasburgo sul crocefisso è incomprensibile
"E’ assolutamente incomprensibile la decisione adottata dalla Corte europea che vieta i crocifissi nelle aule scolastiche".
Lo ha affermato Margherita Boniver, deputato del Pdl e presidente del comitato Schengen. "Cosi’ come noi non ci sentiamo offesi alla vista di tante moschee che sono costruite in Europa, cosi’ credo nessun musulmano potrebbe offendersi alla vista di questo importante simbolo religioso della cristianita’. Mi sembra che vada tutto contro l’interesse del continente europeo che cosi’ rinnega le sue radici religiose e culturali. Infine, il dialogo dopo questa sentenza diventa ancora piu’ difficile, oramai siamo al capovolgimento del buon senso della realta"’.
LUPI: Togliere il crocifisso è ignoranza culturale
"Senza identita’, senza coscienza delle proprie radici, non possono esserci ne’ liberta’ ne’ democrazia".
Lo ha affermato Maurizio Lupi, vice presidente della Camera e deputato del Pdl, sulla sentenza europea che nega la presenza del crocifisso nelle scuole italiane. "Togliere il segno della tradizione cristiana dalle scuole italiane e’ un atto di ignoranza culturale e di ostilita’ nei confronti della storia del nostro Paese e della stessa Europa. E’ il contrario della laicita’ -prosegue Lupi- che e’ la capacita’ di guardare a se stessi e agli altri senza pregiudizi". "Invece questa sentenza e’ l’affermazione di un pregiudizio, quello che nega l’originalita’ della nostra nazione e del nostro continente. Che facciamo? Per salvare un’idea astratta di neutralita’ dovremmo abbattere le cattedrali dalle citta’ o eliminare dai musei le crocifissioni di Duccio di Boninsegna o le Madonne di Caravaggio?".
"Trovo assurda e gravissima la sentenza della Corte di Strasburgo contro la presenza del crocefisso nelle scuole italiane. Gia’ il Tar ed il Consiglio di Stato si erano pronunciati sulla vicenda rigettando le richieste della cittadina finlandese e dichiarando che: ’il crocifisso e’ il simbolo della storia e della cultura italiana, e di conseguenza dell’identita’ del Paese, ed e’ il simbolo dei principi di eguaglianza, liberta’ e tolleranza e del secolarismo dello Stato’".
Lo ha affermato il deputato del Pdl Gabriella Carlucci, che ha osservato: "Un pronunciamento ineccepibile, che viene completamente sovvertito dalla Corte europea. Ancora una volta un organismo europeo, entra a gamba tesa nelle questioni interne del nostro Paese, calpestando valori e principi su cui si fondano la nostra societa’, la nostra cultura, la nostra identita’. Lo Stato italiano deve opporsi in giudizio a questo pericolosissimo precedente".
MANTOVANO: Ribelliamoci a questa Europa stupida
"La Corte europea dei diritti dell’uomo contribuisce a dare ragione al senso di lontananza e di distacco con cui larga parte degli europei percepisce le istituzioni dell’Unione.
Se un crocifisso in un’aula di scuola e’ causa di turbamento e di discriminazione, ancora di piu’ il Duomo che ’incombe’ su Milano o la Santa Casa di Loreto, che tutti vedono dall’autostrada Bologna-Taranto: la Corte europea dei diritti dell’uomo disporra’ l’abbattimento di entrambi? A un’Europa cosi’ e’ civile ribellarsi: perche’, prima ancora che ingiusta, e’ profondamente stupida". Lo ha affermato Alfredo Mantovano, sottosegretario al ministero dell’Interno, commentando la decisione della Corte di Strasburgo di vietare l’esposizione del crocefisso nelle aule delle scuole.
BONDI: Di questo passo avremo il fallimento politico dell'Unione
"Queste decisioni ci allontanano da quella idea dell’Europa che De Gasperi, Adenauer e Schuman hanno posto a fondamento del progetto unitario del nostro continente, di questo passo il fallimento politico e’ inevitabile".
Lo ha affermato il coordinatore nazionale del Pdl Sandro Bondi, in riferimento alla sentenza della Corte europea dei diritti dell’uomo relativa alla presenza del crocefisso nelle aule scolastiche.
SALTAMARTINI: La sentenza di Strasburgo è in contrasto con il Consiglio di Stato
"Una sentenza che stravolge il concetto di laicita’ e si pone in contrasto con quanto affermato sul tema dal Consiglio di Stato".
Cosi’ si é espresso il deputato Barbara Saltamartini, responsabile delle Pari opportunita’ del PdL, commentando la sentenza della Corte Europea dei diritti umani sul crocefisso in classe. "Nel 2006 il Consiglio di Stato evidenzio’ con grande lucidita’ la valenza non discriminatoria, sotto il profilo religioso, dell’esposizione del crocifisso in classe, in quanto rappresentativo di una funzione simbolica altamente educativa connessa a valori civilmente rilevanti. Quei valori che affondano nelle nostre radici e costituiscono il fondamento del nostro vivere e della nostra identita’. Attendiamo le motivazioni della sentenza ma non e’ certo eliminando le tradizioni e la storia delle nazioni che si percorre la strada della costruzione di una comune identita’ europea".
BONIVER: La decisione di Strasburgo sul crocefisso è incomprensibile
"E’ assolutamente incomprensibile la decisione adottata dalla Corte europea che vieta i crocifissi nelle aule scolastiche".
Lo ha affermato Margherita Boniver, deputato del Pdl e presidente del comitato Schengen. "Cosi’ come noi non ci sentiamo offesi alla vista di tante moschee che sono costruite in Europa, cosi’ credo nessun musulmano potrebbe offendersi alla vista di questo importante simbolo religioso della cristianita’. Mi sembra che vada tutto contro l’interesse del continente europeo che cosi’ rinnega le sue radici religiose e culturali. Infine, il dialogo dopo questa sentenza diventa ancora piu’ difficile, oramai siamo al capovolgimento del buon senso della realta"’.
LUPI: Togliere il crocifisso è ignoranza culturale
"Senza identita’, senza coscienza delle proprie radici, non possono esserci ne’ liberta’ ne’ democrazia".
Lo ha affermato Maurizio Lupi, vice presidente della Camera e deputato del Pdl, sulla sentenza europea che nega la presenza del crocifisso nelle scuole italiane. "Togliere il segno della tradizione cristiana dalle scuole italiane e’ un atto di ignoranza culturale e di ostilita’ nei confronti della storia del nostro Paese e della stessa Europa. E’ il contrario della laicita’ -prosegue Lupi- che e’ la capacita’ di guardare a se stessi e agli altri senza pregiudizi". "Invece questa sentenza e’ l’affermazione di un pregiudizio, quello che nega l’originalita’ della nostra nazione e del nostro continente. Che facciamo? Per salvare un’idea astratta di neutralita’ dovremmo abbattere le cattedrali dalle citta’ o eliminare dai musei le crocifissioni di Duccio di Boninsegna o le Madonne di Caravaggio?".
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Religione
lunedì 2 novembre 2009
La Giustizia non sempre funziona
BOCCIARDO: La scarcerazione dei romeni di Guidonia é uno sfregio a tutte le donne
“Siamo di fronte all’ennesimo scandalo della nostra giustizia, siamo di fronte all’ennesimo sfregio che vede indistintamente colpite tutte le donne”.
Lo ha affermato il deputato del PdL Mariella Bocciardo, commentando la notizia della liberazione dei due romeni in carcere per favoreggiamento dopo lo stupro del 22 gennaio scorso a Guidonia. “E’ un’offesa per tutte noi, un vero schifo che macchia non solo la città di Roma ma tutto il Paese. Se la nostra giustizia invece di perdere tempo con scioperi di matrice ideologica si occupasse di portare a termine i processi e non di rimettere in libertà delinquenti, saremmo ora meno indignate e preoccupate. I cittadini esigono, giustamente, sicurezza e certezza della pena per chi ha commesso efferati crimini. Il segnale che ci viene dalla capitale mette i brividi”.
“Siamo di fronte all’ennesimo scandalo della nostra giustizia, siamo di fronte all’ennesimo sfregio che vede indistintamente colpite tutte le donne”.
Lo ha affermato il deputato del PdL Mariella Bocciardo, commentando la notizia della liberazione dei due romeni in carcere per favoreggiamento dopo lo stupro del 22 gennaio scorso a Guidonia. “E’ un’offesa per tutte noi, un vero schifo che macchia non solo la città di Roma ma tutto il Paese. Se la nostra giustizia invece di perdere tempo con scioperi di matrice ideologica si occupasse di portare a termine i processi e non di rimettere in libertà delinquenti, saremmo ora meno indignate e preoccupate. I cittadini esigono, giustamente, sicurezza e certezza della pena per chi ha commesso efferati crimini. Il segnale che ci viene dalla capitale mette i brividi”.
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Giustizia
FATTI E MISFATTI DELLE AMMINISTRAZIONI ROSSE
FATTI & MISFATTI: Tra scandali e arresti finisce il mito della buona amministrazione rossa
Il mito della buona amministrazione rossa in Toscana si è offuscato da tempo, da quando alla fine degli anni Novanta cominciarono a cadere i primi fortilizi (Grosseto, Arezzo, Montecatini) sotto i colpi di un elettorato insoddisfatto.
La rete clientelare stesa da sessant’anni su tutta la regione dal sistema di potere comunista e post non è insomma più sufficiente a scongiurare la fuga delle parti più dinamiche di una società in movimento e anche di quell’elettorato non strettamente ideologizzato che ha cominciato a pensare in proprio disubbidendo agli ordini del partito-padrone. Sta accadendo, dunque, quello che accade al crepuscolo di tutti i regimi, e il segnale di Prato, dove la sinistra è stata mandata a casa dopo 63 anni ininterrotti di governo, è una campana suonata per tutti. Questo dal punto di vista strettamente politico. Ma a incrinare definitivamente la leggenda della superiorità etica e amministrativa della sinistra toscana sono arrivate alcune devastanti inchieste giudiziarie che hanno colpito il Pd proprio a Firenze, cioè nell’ultima capitale italiana del vecchio mondo comunista. Un anno fa quella di Castello, che dimezzò di fatto la giunta Domenici bloccando l’unico asse possibile di espansione urbanistica della città, quello a nord-ovest, e impedendo ai Della Valle di costruire il nuovo stadio con annesso il museo del calcio, e oggi quella significativamente denominata "Mani sulla città", che vede per protagonisti l’ex capogruppo del Pd a Palazzo Vecchio (finito in carcere) e l’ex presidente della commissione urbanistica, anch’egli ovviamente del Pd.
Renzi contro Domenici
Il neosindaco Renzi ha preso immediatamente le distanze: "Questi rubavano per sé – ha detto al Corriere della Sera – facevano cose inaudite", dando così un giudizio politico e morale senza appello nei confronti di una parte degli amministratori dello stesso colore politico che lo hanno preceduto. Forse qualche sentore lo aveva avuto, il nuovo sindaco, visto che si è tenuto per sé l’assessorato all’urbanistica, ha cambiato tutti i dirigenti del settore e ha chiamato come consulente l’ex sindaco di Genova Pericu. Ora ha bloccato a tempo indefinito tutte le costruzioni, temendo che dietro a ogni licenza ci sia un possibile guaio giudiziario. L’ex sindaco Domenici, invece, ha fatto il Ponzio Pilato, negando che durante la sua amministrazione a Firenze si sia verificata quella "corrosione dell’etica pubblica" denunciata dai magistrati. "Ma quale Cupola – ha detto – chi ha sbagliato deve pagare e basta".
L’autocritica - Nel Pd fiorentino è scattata, come di prammatica in questi casi, una "severa autocritica". "Abbiamo avuto scarsa attenzione sul principio della trasparenza. Va tracciata una riga per riportare coerenza tra valori etici e comportamenti. Ma non si può non criticare gli altri livelli del partito, che finora hanno solo usato toni diplomatici, lasciandoci di fatto soli". È una sintesi del documento del gruppo consiliare del Pd, partorito ieri dopo una riunione durata tre ore. Non c’è, fra i firmatari, il consigliere eletto nella lista Renzi e poi passato al Pd indagato per un presunto falso su una dichiarazione di inizio attività in scadenza: si parla di sospensione o dimissione dal ruolo che ora ricopre, quello di vicepresidente del consiglio in Palazzo Vecchio. Il documento del gruppo consiliare cita persino Lenin: «Che fare?».
Stop ai conflitti d’interesse - Il primo dovere è, per il gruppo del Pd, "superare il distacco che, nel tempo, si è venuto a creare tra i cittadini e la politica, rimettendo, con forza, al centro della sua azione la coerenza fra i valori etici dichiarati e i comportamenti posti in essere". In sostanza, non dovranno ripetersi circostanze o situazioni in cui si possano intravedere più o meno latenti forme di conflitto d’interessi o, comunque, zone d’ombra che si caratterizzano per l’opacità dei rapporti. E poi: "L’impressione che si ritrae, forse condizionata anche dalla complessa fase di costituzione ed organizzazione del nuovo partito, è quella di un movimento che non ha corrisposto pienamente ai dichiarati valori dell’etica politica e del necessario rigore".
Anche il Comune indaga - Palazzo Vecchio ha aperto un’indagine interna per verificare tutti gli atti urbanistici coinvolti nell’inchiesta sui cantieri a Firenze e anche quelle varianti già approvate ancora in itinere, in modo che anche su di esse ci sia chiarezza fin da subito. È la decisione condivisa sia da maggioranza e opposizione emersa durante la seduta della commissione urbanistica che ha deciso di demandare alla presidente Titta Meucci (Pd) e al vice presidente Giovanni Galli (PdL) l’elaborazione di un documento sulle modalità con cui sarà eseguita l’indagine interna. Questo documento verrà portato nella prossima seduta di commissione e messo in votazione
PdL
Il mito della buona amministrazione rossa in Toscana si è offuscato da tempo, da quando alla fine degli anni Novanta cominciarono a cadere i primi fortilizi (Grosseto, Arezzo, Montecatini) sotto i colpi di un elettorato insoddisfatto.
La rete clientelare stesa da sessant’anni su tutta la regione dal sistema di potere comunista e post non è insomma più sufficiente a scongiurare la fuga delle parti più dinamiche di una società in movimento e anche di quell’elettorato non strettamente ideologizzato che ha cominciato a pensare in proprio disubbidendo agli ordini del partito-padrone. Sta accadendo, dunque, quello che accade al crepuscolo di tutti i regimi, e il segnale di Prato, dove la sinistra è stata mandata a casa dopo 63 anni ininterrotti di governo, è una campana suonata per tutti. Questo dal punto di vista strettamente politico. Ma a incrinare definitivamente la leggenda della superiorità etica e amministrativa della sinistra toscana sono arrivate alcune devastanti inchieste giudiziarie che hanno colpito il Pd proprio a Firenze, cioè nell’ultima capitale italiana del vecchio mondo comunista. Un anno fa quella di Castello, che dimezzò di fatto la giunta Domenici bloccando l’unico asse possibile di espansione urbanistica della città, quello a nord-ovest, e impedendo ai Della Valle di costruire il nuovo stadio con annesso il museo del calcio, e oggi quella significativamente denominata "Mani sulla città", che vede per protagonisti l’ex capogruppo del Pd a Palazzo Vecchio (finito in carcere) e l’ex presidente della commissione urbanistica, anch’egli ovviamente del Pd.
Renzi contro Domenici
Il neosindaco Renzi ha preso immediatamente le distanze: "Questi rubavano per sé – ha detto al Corriere della Sera – facevano cose inaudite", dando così un giudizio politico e morale senza appello nei confronti di una parte degli amministratori dello stesso colore politico che lo hanno preceduto. Forse qualche sentore lo aveva avuto, il nuovo sindaco, visto che si è tenuto per sé l’assessorato all’urbanistica, ha cambiato tutti i dirigenti del settore e ha chiamato come consulente l’ex sindaco di Genova Pericu. Ora ha bloccato a tempo indefinito tutte le costruzioni, temendo che dietro a ogni licenza ci sia un possibile guaio giudiziario. L’ex sindaco Domenici, invece, ha fatto il Ponzio Pilato, negando che durante la sua amministrazione a Firenze si sia verificata quella "corrosione dell’etica pubblica" denunciata dai magistrati. "Ma quale Cupola – ha detto – chi ha sbagliato deve pagare e basta".
L’autocritica - Nel Pd fiorentino è scattata, come di prammatica in questi casi, una "severa autocritica". "Abbiamo avuto scarsa attenzione sul principio della trasparenza. Va tracciata una riga per riportare coerenza tra valori etici e comportamenti. Ma non si può non criticare gli altri livelli del partito, che finora hanno solo usato toni diplomatici, lasciandoci di fatto soli". È una sintesi del documento del gruppo consiliare del Pd, partorito ieri dopo una riunione durata tre ore. Non c’è, fra i firmatari, il consigliere eletto nella lista Renzi e poi passato al Pd indagato per un presunto falso su una dichiarazione di inizio attività in scadenza: si parla di sospensione o dimissione dal ruolo che ora ricopre, quello di vicepresidente del consiglio in Palazzo Vecchio. Il documento del gruppo consiliare cita persino Lenin: «Che fare?».
Stop ai conflitti d’interesse - Il primo dovere è, per il gruppo del Pd, "superare il distacco che, nel tempo, si è venuto a creare tra i cittadini e la politica, rimettendo, con forza, al centro della sua azione la coerenza fra i valori etici dichiarati e i comportamenti posti in essere". In sostanza, non dovranno ripetersi circostanze o situazioni in cui si possano intravedere più o meno latenti forme di conflitto d’interessi o, comunque, zone d’ombra che si caratterizzano per l’opacità dei rapporti. E poi: "L’impressione che si ritrae, forse condizionata anche dalla complessa fase di costituzione ed organizzazione del nuovo partito, è quella di un movimento che non ha corrisposto pienamente ai dichiarati valori dell’etica politica e del necessario rigore".
Anche il Comune indaga - Palazzo Vecchio ha aperto un’indagine interna per verificare tutti gli atti urbanistici coinvolti nell’inchiesta sui cantieri a Firenze e anche quelle varianti già approvate ancora in itinere, in modo che anche su di esse ci sia chiarezza fin da subito. È la decisione condivisa sia da maggioranza e opposizione emersa durante la seduta della commissione urbanistica che ha deciso di demandare alla presidente Titta Meucci (Pd) e al vice presidente Giovanni Galli (PdL) l’elaborazione di un documento sulle modalità con cui sarà eseguita l’indagine interna. Questo documento verrà portato nella prossima seduta di commissione e messo in votazione
PdL
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Attualità
LE AGEVOLAZIONI FISCALI ALLE PMI
Per I FATTI DEL BUONGOVERNO, riportiamo l'articolo dal sito del PdL:
Le agevolazioni fiscali alle piccole imprese
Catania, Gela e Erice saranno tra i primi Comuni a beneficiare in Italia delle agevolazioni fiscali e contributive stanziate dal Governo Berlusconi per la creazione di piccole e micro imprese e, quindi, favorire l’occupazione. Il via libera alle Zone franche urbane è stato dato oggi dal ministro dello Sviluppo Economico, Claudio Scajola, nel corso della cerimonia per la firma dei contratti con i sindaci di tutti i Comuni italiani interessati. Con l’autorizzazione della Commissione Europea, sono stati infatti sbloccati i fondi necessari. Così, dal prossimo gennaio, per 23 città saranno operative agevolazioni fiscali e contributive per la creazione di nuove micro e piccole imprese, grazie ad una dotazione finanziaria iniziale di 100 milioni di euro. In particolare, alla Zona franca urbana di Catania andranno oltre 7,3 milioni di euro, a quella di Gela oltre 5,7 milioni di euro mentre a Erice quasi 3,8 milioni di euro. "Con la consegna al Paese delle Zone franche urbane si irrobustisce ulteriormente l’impalcatura del Piano straordinario per il Sud, voluto dal Governo Berlusconi", ha commentato Scajola, cui è affidato il coordinamento del Piano.
"Per la prima volta in Italia – ha continuato - prevediamo per i quartieri più piccoli e degradati d’Italia un sostanzioso pacchetto di agevolazioni per incentivare la nascita di nuove imprese fino a 50 addetti, per aumentare l’occupazione e rivitalizzare aree degradate. Già dalle prossime settimane una task force del Ministero metterà a disposizione degli imprenditori delle 22 zone interessate le istruzioni necessarie per beneficiare delle diverse agevolazioni. Il rigore e la trasparenza adottata per l’individuazione dei quartieri svantaggiati con la collaborazione delle Regioni - ha concluso il ministro - ha già permesso di notificare e di ottenere, in tempi molto rapidi, l’autorizzazione della Commissione europea. Due risultati importanti e nient’affatto scontati, ottenuti grazie all’azione svolta da questo ministero nella corrente legislatura".
Le agevolazioni al momento riguardano 22 aree urbane, localizzate in 23 Comuni (la zona franca di Massa e Carrara è a cavallo tra i due Comuni). Inoltre, per sostenere la ripresa economica e occupazionale nelle aree colpite dal sisma, il decreto Abruzzo ha stanziato ad oggi 45 milioni di euro che andranno a finanziarie uno specifico progetto di Zona Franca Urbana per l’Abruzzo.
Nel dettaglio, le piccole imprese beneficeranno di esenzioni fiscali e contributive (Ires, Irap, Ici e previdenza) sino a 14 annualità. La Legge Sviluppo incrementa la dotazione annuale per il potenziamento delle Zone franche urbane di ulteriori 50 milioni di euro annui, anche per consentire l’individuazione di altre aree svantaggiate.
Le 22 Zone franche, selezionate tra 64 proposte sulla base di una
serie di indicatori di disagio socio economico, sono: Catania, Gela ed Erice, in Sicilia; Crotone, Rossano e Lamezia Terme, in
Calabria; Matera, in Basilicata; Taranto, Lecce, Andria, in Puglia; Napoli, Torre Annunziata e Mondragone, in Campania;
Campobasso, in Molise; Cagliari, Iglesias e Quartu Sant’Elena, in Sardegna; Velletri e Sora, in Lazio; Pescara, in Abruzzo; Massa e Carrara, in Toscana; Ventimiglia, in Liguria. Questa la ripartizione delle risorse per ciascuna Zona Franca Urbana: Catania 7.349.992 euro; Napoli 6.463.854 euro; Taranto 6.197.044 euro; Gela 5.718.855 euro; Torre Annunziata 5.344.789 euro; Massa e Carrara 5.205.676 euro; Quartu Sant’Elena 5.081.610 euro; Andria 4.903.024 euro; Crotone 4.856.770 euro; Lamezia Terme 4.759.927 euro; Pescara 4.290.065 euro; Cagliari 4.288.153 euro; Mondragone 3.961.711 euro; Lecce 3.900.508 euro; Rossano 3.868.976 euro; Iglesias 3.827.886 euro; Velletri 3.827.471 euro; Erice 3.797.252 euro; Matera 3.660.334 euro; Campobasso 3.163.024 euro; Sora 2.900.268 euro; Ventimiglia 2.588.643 euro.
Le agevolazioni fiscali alle piccole imprese
Catania, Gela e Erice saranno tra i primi Comuni a beneficiare in Italia delle agevolazioni fiscali e contributive stanziate dal Governo Berlusconi per la creazione di piccole e micro imprese e, quindi, favorire l’occupazione. Il via libera alle Zone franche urbane è stato dato oggi dal ministro dello Sviluppo Economico, Claudio Scajola, nel corso della cerimonia per la firma dei contratti con i sindaci di tutti i Comuni italiani interessati. Con l’autorizzazione della Commissione Europea, sono stati infatti sbloccati i fondi necessari. Così, dal prossimo gennaio, per 23 città saranno operative agevolazioni fiscali e contributive per la creazione di nuove micro e piccole imprese, grazie ad una dotazione finanziaria iniziale di 100 milioni di euro. In particolare, alla Zona franca urbana di Catania andranno oltre 7,3 milioni di euro, a quella di Gela oltre 5,7 milioni di euro mentre a Erice quasi 3,8 milioni di euro. "Con la consegna al Paese delle Zone franche urbane si irrobustisce ulteriormente l’impalcatura del Piano straordinario per il Sud, voluto dal Governo Berlusconi", ha commentato Scajola, cui è affidato il coordinamento del Piano.
"Per la prima volta in Italia – ha continuato - prevediamo per i quartieri più piccoli e degradati d’Italia un sostanzioso pacchetto di agevolazioni per incentivare la nascita di nuove imprese fino a 50 addetti, per aumentare l’occupazione e rivitalizzare aree degradate. Già dalle prossime settimane una task force del Ministero metterà a disposizione degli imprenditori delle 22 zone interessate le istruzioni necessarie per beneficiare delle diverse agevolazioni. Il rigore e la trasparenza adottata per l’individuazione dei quartieri svantaggiati con la collaborazione delle Regioni - ha concluso il ministro - ha già permesso di notificare e di ottenere, in tempi molto rapidi, l’autorizzazione della Commissione europea. Due risultati importanti e nient’affatto scontati, ottenuti grazie all’azione svolta da questo ministero nella corrente legislatura".
Le agevolazioni al momento riguardano 22 aree urbane, localizzate in 23 Comuni (la zona franca di Massa e Carrara è a cavallo tra i due Comuni). Inoltre, per sostenere la ripresa economica e occupazionale nelle aree colpite dal sisma, il decreto Abruzzo ha stanziato ad oggi 45 milioni di euro che andranno a finanziarie uno specifico progetto di Zona Franca Urbana per l’Abruzzo.
Nel dettaglio, le piccole imprese beneficeranno di esenzioni fiscali e contributive (Ires, Irap, Ici e previdenza) sino a 14 annualità. La Legge Sviluppo incrementa la dotazione annuale per il potenziamento delle Zone franche urbane di ulteriori 50 milioni di euro annui, anche per consentire l’individuazione di altre aree svantaggiate.
Le 22 Zone franche, selezionate tra 64 proposte sulla base di una
serie di indicatori di disagio socio economico, sono: Catania, Gela ed Erice, in Sicilia; Crotone, Rossano e Lamezia Terme, in
Calabria; Matera, in Basilicata; Taranto, Lecce, Andria, in Puglia; Napoli, Torre Annunziata e Mondragone, in Campania;
Campobasso, in Molise; Cagliari, Iglesias e Quartu Sant’Elena, in Sardegna; Velletri e Sora, in Lazio; Pescara, in Abruzzo; Massa e Carrara, in Toscana; Ventimiglia, in Liguria. Questa la ripartizione delle risorse per ciascuna Zona Franca Urbana: Catania 7.349.992 euro; Napoli 6.463.854 euro; Taranto 6.197.044 euro; Gela 5.718.855 euro; Torre Annunziata 5.344.789 euro; Massa e Carrara 5.205.676 euro; Quartu Sant’Elena 5.081.610 euro; Andria 4.903.024 euro; Crotone 4.856.770 euro; Lamezia Terme 4.759.927 euro; Pescara 4.290.065 euro; Cagliari 4.288.153 euro; Mondragone 3.961.711 euro; Lecce 3.900.508 euro; Rossano 3.868.976 euro; Iglesias 3.827.886 euro; Velletri 3.827.471 euro; Erice 3.797.252 euro; Matera 3.660.334 euro; Campobasso 3.163.024 euro; Sora 2.900.268 euro; Ventimiglia 2.588.643 euro.
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Economia
Berlusconi: La ripresa è iniziata
BERLUSCONI: Il peggio é alle spalle, la ripresa é iniziata
"Il peggio della crisi finanzaria sembra sia alle nostre spalle e sembra sia iniziata, sia pure lentamente, la ripresa. Merito delle decisioni prese a livello globale, ma anche del fatto che tutti i soggetti istituzionali economici e sociali hanno svolto positivamente nel nostro paese la loro parte".
Lo ha affermato il presidente Silvio Berlusconi, nel messaggio alla 85* Giornata mondiale del risparmio che si é celebrata al palazzo della Cancelleria. "Il governo ha apprezzato il comportamento tenuto dal sistema bancario italiano che ha affrontato la crisi in condizioni migliori rispetto a quelle di tanti altri paesi. Ritengo che la rete di protezione predisposta tempestivamente dal governo abbia rafforzato l’immunita’ delle banche italiane nei confronti della crisi".
TAJANI: Il rigore economico e il taglio delle tasse non sono scelte antitetiche
"Rigore e riduzione della pressione fiscale non sono scelte antitetiche". Lo ha affermato Antonio Tajani, vice presidente e commissario Ue ai Trasporti, a margine del convegno dei giovani industriali a Capri.
"La scelta di politiche improntate al rigore infatti sono necessarie per evitare un’impennata del debito pubblico ma questo puo’ essere combinato con una riduzione intelligente della pressione fiscale". In particolare per quanto riguarda il taglio dell’Irap, sostenuto a gran voce dalla maggioranza in Italia, Tajani ha sottolineato come "sia una scelta che spetti al governo italiano. Mi pare che si vada in questa direzione ma come commissione europea non possiamo certo valutare prima" che le decisioni siano prese. Nonostante cio’, Tajani si mostra ottimista spiegando come le scelte dell’Esecutivo italiano siano sempre state fatte "in sintonia" con l’Unione europea. Per quanto riguarda piu’ in generale la crisi, Tajani ha osservato che "la fase peggiore sia alle spalle anche se abbiamo ancora qualche effetto", a partire dalla disoccupazione". E proprio nel tentativo di rilanciare l’economia, il commissario europeo sottolinea il ruolo chiave che puo’ svolgere lo "sviluppo delle infrastrutture sia nel settore dei trasporti sia in quello dell’energia".
"Il peggio della crisi finanzaria sembra sia alle nostre spalle e sembra sia iniziata, sia pure lentamente, la ripresa. Merito delle decisioni prese a livello globale, ma anche del fatto che tutti i soggetti istituzionali economici e sociali hanno svolto positivamente nel nostro paese la loro parte".
Lo ha affermato il presidente Silvio Berlusconi, nel messaggio alla 85* Giornata mondiale del risparmio che si é celebrata al palazzo della Cancelleria. "Il governo ha apprezzato il comportamento tenuto dal sistema bancario italiano che ha affrontato la crisi in condizioni migliori rispetto a quelle di tanti altri paesi. Ritengo che la rete di protezione predisposta tempestivamente dal governo abbia rafforzato l’immunita’ delle banche italiane nei confronti della crisi".
TAJANI: Il rigore economico e il taglio delle tasse non sono scelte antitetiche
"Rigore e riduzione della pressione fiscale non sono scelte antitetiche". Lo ha affermato Antonio Tajani, vice presidente e commissario Ue ai Trasporti, a margine del convegno dei giovani industriali a Capri.
"La scelta di politiche improntate al rigore infatti sono necessarie per evitare un’impennata del debito pubblico ma questo puo’ essere combinato con una riduzione intelligente della pressione fiscale". In particolare per quanto riguarda il taglio dell’Irap, sostenuto a gran voce dalla maggioranza in Italia, Tajani ha sottolineato come "sia una scelta che spetti al governo italiano. Mi pare che si vada in questa direzione ma come commissione europea non possiamo certo valutare prima" che le decisioni siano prese. Nonostante cio’, Tajani si mostra ottimista spiegando come le scelte dell’Esecutivo italiano siano sempre state fatte "in sintonia" con l’Unione europea. Per quanto riguarda piu’ in generale la crisi, Tajani ha osservato che "la fase peggiore sia alle spalle anche se abbiamo ancora qualche effetto", a partire dalla disoccupazione". E proprio nel tentativo di rilanciare l’economia, il commissario europeo sottolinea il ruolo chiave che puo’ svolgere lo "sviluppo delle infrastrutture sia nel settore dei trasporti sia in quello dell’energia".
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